gennaio 31, 2019
Venezuela : Perché Juan Guaidó non si è 'autoproclamato' ma ha solo prestato giuramento?
Juan Guaidó non si è "autoproclamato" ha assunto la carica di Presidente ad interim a causa del vuoto di potere che si è venuto a creare per via dell'illegittimità del secondo mandato di Maduro a seguito di elezioni non democratiche a cui non hanno potuto partecipare le opposizioni.
Maduro si è autoproclamato Presidente, si è imposto infischiandosene della Costituzione. Per tale motivo non è stato riconosciuto dall'ONU, dall'OSA, dalla stragrande maggioranza dei paesi sudamericani, dal Gruppo di Lima, dall'Unione Europea, Australia, ecc.
Smettiamola quindi di parlare di "autoproclamazione" di Guaidó altrimenti si rischia di passare per disinformati in malafede.
Bisogna capire che, a questo punto, non è politica, ma una crisi umanitaria enorme da gestire.
Nessuno dovrebbe assecondare un dittatore che si è macchiato di gravissimi crimini di lesa umanità.
Non si tratta di destra all'opposizione, poichè in Venezuela, per chi non lo sapesse, non esiste un vero partito di destra.
[cosmodelafuente]
Venezuela : El Helicoide, il centro torture di Maduro
El Helicoide di Caracas, centro torture del regime di Maduro
Nato negli anni 50
come Centro Commerciale, oggi è il centro di detenzione, torture e morte dei prigionieri politici di Maduro.
Rosmit Mantilla, attivista politico appartenente a un
partito d’opposizione ed eletto diputato del Parlamento racconta: “Ho trascorso
due anni e mezzo in questo centro di torture. Vedevo persone coperte di sangue,
altre legate e alcune in stato d’incoscienza”. Mantilla fu arrestato nel 2014
con una banale scusa di aver finanziato una protesta.
La BBC Mundo ha
avuto modo di accedere a fotografie di alcuni detenuti. Presentavano lividi che
coprivano completamente le natiche.
Luis B. racconta: “Avevo la faccia coperta da un giornale,
sentii che una guardia chiedeva a un’altra di dargli una pistola -ti uccideremo-
dicevano mentre ridevano rumorosamente – abbiamo un proiettile, vediamo se sei
fortunato – Sentivo la pistola sulla mia testa e il grilletto. Continuarono
finché no svenni”
La BBC è riuscita a intervistare due funzionari del SEBIN (servizio d'intelligenza bolivariano),
i quali hanno lasciato il Venezuela e hanno dichiarato che si utilizzano due
tipi di tortura di base in modo che i detenuti dicano quello che vogliono
che dicano.
Alcune testimonianze raccolte dalla BBC Mundo
Víctor C.: una delle tecniche, denominata bolsear (borseggiare) consiste nell’asfissiare
le persone con una busta di plastica. Li
costringono poi a guardarsi allo specchio gli sussurrano all'orecchio – Guardati, stai
morendo- ho visto molti farsi la pipì addosso dalla paura.
Molti vengono colpiti con bastoni, coperti da cuscini in modo che restassero
segni. Altri venivano appesi dai polsi in modo che i piedi sfiorassero appena il
pavimento.
L’altro funzionario, Manuel R. racconta che si usa spesso
anche l’elettricità – si usa una batteria con due cavi che vengono attaccati ai
testicoli o alla gola – Come nel caso
del Capitano Caguaripano, ancora detenuto, sottoposto a questa tortura che gli
ha causato il distacco dei testicoli.
Un’altra forma di tortura è quella di negare le cure mediche
ai malati.
Juan Miguel, un detenuto, racconta che malgrado fosse affetto da cancro alla prostata, da un’ischemia celebrale, da crisi ipertensive e perdita dell’udito per via di un’infezione, gli si diceva costantemente che nel
rispetto di ordini “superiori” per lui non erano previste cure mediche.
Tutti gli intervistati hanno riferito di essere stati
sottoposti anche torture psicologiche. Uno dei casi più impressionanti è quello
di Rodolfo G., un pilota di 64 anni in pensione, accusato anche lui di esser
promotore di una protesta. Accusa che viene negata dalla famiglia. La figlia racconta: “minacciarono
mio padre di portarlo nelle peggiori carceri del paese e che avrebbero
arrestato anche mia mamma. Una notte mio padre riuscì a telefonarci, era
terrorizzato, ci disse che il giorno dopo lo avrebbero trasferito. Quella
stessa notte si suicidò".
La BBC ha cercato di contattare il “governo” di Maduro per
chiedere informazioni riguardo queste denunce, ma non ha mai ricevuto risposte.
Nemmeno i bambini si salvano da questi crimini di lesa
umanità.
Secondo la UN Human Rights quasi 80 bambini, di cui alcuni
di solo 12 anni, sono stati detenuti per aver partecipato alle manifestazioni
pacifiche contro Maduro degli ultimi giorni, 40 venezuelani sono morti e ben
850 sono stati arrestati arbitrariamente.
Il Foro Penal segnala che, attualmente, in Venezuela vi sono
circa 1025 prigionieri politici. Se pensiamo che da innocenti debbano vivere l’orrore
delle carceri venezuelane, delle torture e in più di un caso anche di essere uccisi da parte dei corpi di sicurezza pagati dal regime di Nicolás Maduro, mi chiedo
come sia possibile che qualcuno, ancora, possa considerarlo un Capo di Stato.
Carlos Cosmo Gullì
@cosmodelafuente
familiafutura.com
gennaio 30, 2019
Il Sindaco di Caracas, Ledezma, si appella a Giuseppe Conte: "Juan Guaidó è il Presidente del Venezuela"
Antonio Ledezma, Sindaco Metropolitano di
Caracas, in esilio, chiede gentilmente a Giuseppe Conte di riconoscere Juan Guaidò come
Presidente ad interim del Venezuela. La lettera pubblicata in italiano da “Il Foglio”
di Carlos Cosmo Gullì
La crisi politica e sociale del
Venezuela diventa sempre più devastante. Mentre la lista dei paesi che
riconoscono in Juan Guaidó il legittimo Presidente (ad interim) del Paese, come
stabilito dalla Costituzione venezuelana, ancora vi sono media italiani che non
hanno capito che non c’è stata una “autoproclamazione”, dal momento che,
venutosi a creare un vuoto di Potere per via di elezioni non democratiche, l’incarico
passa al Presidente dell’Assamblea Nacional, Guaidò appunto, nel pieno rispetto
della Costituzione.
- Lettera aperta a Giuseppe Conte -
Antonio Ledezma, Sindaco di
Caracas in esilio, perseguitato dal regime per essersi opposto alla dittatura
di Nicolás Maduro, ha scritto una lettera aperta Giuseppe Conte, chiedendo esplicitamente di
riconoscere Guaidó come legittimo Presidente. La lettera è stata pubblicata da
Il Foglio (cilck) in lingua italiana,
mentre qui alleghiamo la versione in lingua spagnola.
Vanessa Ledezma, figlia del
Sindaco in esilio, vive in Italia e ha lanciato diversi appelli affinché l’Italia
si metta dalla parte della democrazia e della libertà del Venezuela. Tra gli appelli lanciati da Vanessa quello al
TG2 Rai [click]
- Quello che del Venezuela non dicono -
Non è un mistero che l’Associazione italo-venezuelana
Familia Futura si schieri dalla parte della "giustizia per il Venezuela" e, come promotrice del
rispetto dei Diritti Umani, condanna fermamente i crimini di lesa umanità
commessi dal regime di Nicolás Maduro.
Familia Futura, condivide la denuncia
dei crimini di Lesa Umanità di cui si è reso tristemente
protagonista il regime di Maduro. Pertanto non riconosce il suo secondo mandato imposto attraverso elezioni
fantasma e non democratiche. Ma per saperne di più e nel dettaglio, leggi l’intervista
che è stata fatta a Carlos Cosmo Gullì [clicca qui] “Quello che del Venezuela non dicono"
Familia Futura condivide, in tutte le sue parti, la lettera che il Sindaco di Caracas ha indirizzato all'attenzione di Giuseppe Conte.
Segue lettera di Antonio Ledezma a Giuseppe Conte, via IL FOGLIO
"A sua eccellenza Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica
italiana,
Eccellentissimo signor Presidente,
Nella mia veste di sindaco metropolitano della città di
Caracas, arbitrariamente e ingiustamente spogliato di una posizione per la
quale ero stato eletto con il sostegno maggioritario di centinaia di migliaia
di miei concittadini, perseguitato e imprigionato in un carcere militare per
nessun altro motivo se non per la mia devozione alla lotta per la fine della dittatura
e il ripristino del pieno stato di diritto nella mia patria venezuelana, alla
quale ho dedicato una vita come deputato, governatore e sindaco, vedendomi oggi
e dopo essere fuggito a rischio della mia stessa vita dalle grinfie dei miei
carcerieri, costretto all’obbligo doloroso di vivere bandito dal mio amato
paese, mi rivolgo a lei, signor Presidente, non solo nella mia condizione
politica sopra menzionata, ma anche nella mia condizione di discendente diretto
per via paterna di un cittadino italiano. Corre nelle mie vene il sangue di un
padre italiano e di una madre venezuelana, il che mi porta a sentire con
orgoglio l’appartenenza a entrambe le nazioni.
Questo fatto non avrebbe l’importanza che gli sto dando se
non fosse per i profondi legami di convivenza e amicizia che uniscono Italia e
Venezuela. Grandi poeti, intellettuali, scrittori, scienziati, ambasciatori e
politici di origine italiana riempiono le pagine della nostra storia tanto che
è incalcolabile la profondità e la dimensione di quella presenza. Non si spiega
la vita politica, culturale, economica e sociale del Venezuela contemporaneo
senza la presenza benefica dell’Italia in Venezuela. Una patria nobile e
generosa che ha aperto le sue porte e ha ricevuto con gioia e generosità decine
di migliaia di cittadini italiani in fuga dai terribili effetti delle guerre,
della disoccupazione, della povertà e della fame. Hanno trovato nella nostra
patria venezuelana, come fecero i miei antenati, l’opportunità di costruire una
vita prospera piena di soddisfazioni spirituali e materiali. L’Italia è nel
cuore del Venezuela. Come il Venezuela dovrebbe essere nel cuore dell’Italia,
l’eterna.
Le scrivo questo lungo preambolo afflitto dall’immensa
preoccupazione che mi provoca, e che provoca a noi venezuelani, tra cui decine
di migliaia di italiani o discendenti di italiani, il consolidamento del
necessario sostegno da parte della Comunità europea e in particolare della
nostra madre patria italiana, ai nostri giganteschi sforzi per uscire dalla
tirannia e sfuggire alle grinfie spaventose di questa crisi umanitaria che ha
devastato materialmente e spiritualmente quello che era stato il paese più
ricco, libertario e prospero dell’America Latina. Che non è neanche l’ombra di
quella che aveva dato rifugio, protezione e prosperità a tanti italiani che
fuggivano dalla dittatura, dalla miseria e dalla guerra.
Sono queste le ragioni che mi portano a chiederle,
rispettosamente ma con la legittimità e la fermezza che mi conferiscono la mia
carica e l’eredità del mio sangue, di darci il suo sostegno e quello dello
Stato e del governo italiano, che lei presiede, per affrettare l’uscita dalla
tirannia e riconoscere, con la maggior rapidità possibile, la piena legittimità
del governo di transizione che presiede ad interim il nostro deputato,
presidente dell’Assemblea nazionale e ora proclamato presidente ad interim
della nostra Repubblica Juan Guaidó. Il suo governo è stato riconosciuto dalla
totalità delle nazioni democratiche del nostro emisfero, dal Canada e dagli Stati
Uniti, fino all’Argentina e al Cile.
Ci angustia che in mezzo a un sostegno tanto unanime delle
nazioni democratiche del pianeta, l’Unione Europea sia titubante e non si
attenga alla sua tradizione democratica e libertaria riconoscendo il governo di
transizione di Juan Guaidó. La numerosa e importante comunità italo-venezuelana
la ringrazierà per il suo contributo in questo senso. La aspettiamo fiduciosi
nella giustizia del profondo sentimento democratico della nazione italiana.
Suo, con rispetto
Antonio Ledezma
Sindaco metropolitano di Caracas"
Fonti
Il Foglio
Salvador Mendoza
Pagina ufficiale Antonio Ledezma
Pagina ufficiale Facebook di Vanessa Ledezma
Pagina ufficiale Facebook Cosmo de La Fuente
Pagina ufficiale Familia Futura
CosmoVideos Canale youtube Al Descubierto
QUELLO CHE DEL VENEZUELA NON DICONO – INTERVISTA A CARLOS COSMO GULLÌ
Da qui potrai accedere all'intervista che Viola Barbieri ha fatto per "Gli Stati Generali" al nostro Presidente Carlos Cosmo Gullì (cosmodelafuente).
Se veramente vuoi sapere la verità sul Venezuela, quella che i media non dicono o non conoscono, quella che i lettori ignorano.
Per leggere l'intervista clicca qui
gennaio 29, 2019
Il Venezuela di Maduro è uno Stato mafioso
Il Venezuela, nelle mani di Maduro, è diventato
un centro strategico del crimine, con conseguenti problematiche per tutta l’America
Latina e altri paesi. Il secondo mandato di Nicolás Maduro, quello che lui ha
imposto a seguito di elezioni anticipate, non democratiche e quindi non riconosciute da molti paesi del
mondo, avrebbe peggiorato sicuramente la situazione. Il vero golpista, per i
molti a digiuno dei veri fatti venezuelani, è proprio Maduro, il quale, di sua iniziativa, con la complicità della “sua”
magistratura compiacente, ha annullato i poteri del Parlamento legittimo,
eletto dal popolo nel 2015. Nelle mani delle opposizioni. Questo è il “golpe”
di cui i disinformati non parlano.
Ne ha parlato in maniera precisa il “The
New York Times” già un anno fa.
Nonostante le sanzioni, questo regime repressore
si mantiene in vita grazia ai suoi vincoli criminali. Ai vertici del Governo vi
sono le persone direttamente coinvolte, come Diosdado Cabello (Presidente dell’Assemblea
Costituente illegittima, numero due dello Stato, a capo del PSUV partito
socialista); Tareck El Aissami (Ministro dell’Industria) e Nestor Reverol
(ministro degli Interni), entrambi sanzionati dall’ONU.
La definizione più azzeccata è che siamo di
fronte a uno Stato mafioso, dal momento che il crimine organizzato è a stretto
contatto con la vita quotidiana della gente.
L’organizzazione “In Sight Crime” negli ultimi
anni, ha raccolto informazioni sul governo venezuelano, sui funzionari
coinvolti nel traffico di droga, il noto Cartello de Los Soles. I “soles” sono le stellette dorate sulle divise della
Generali della Guardia Nacional
Bolivariana, responsabile della sicurezza interna, ma anche degli aeroporti, porti, frontiere, da dove
qualsiasi trafficante dovrebbe entrare.
Si scopre che i primi venti nomi della lista
furono facilmente rintracciabili. Almeno 123 persone con posti di alto livello
del governo e circa 15 istituzioni statali ne erano coinvolte.
La cocaina giunge a palate in Venezuela dalla
Colombia. La produzione di droghe non è mai stata cos massiccia e si calcola
che se solo dalla zona colombiana se ne stia producendo circa 921 tonnellate
all’anno. Nel 2010 il Venezuela collaborava con 200 tonnellate. Mentre nel passato
i cartelli colombiani dirigevano il commercio e corrompevano i funzionari
venezuelani, oggi ci sono le prove che sono proprio i venezuelani della cupola
al potere quelli che partecipano direttamente al narcotraffico.
Uno degli esempi più evidenti,nel 2016
hanno condannato i nipoti di Cilia Flores (moglie di Nicolás Maduro) per accuse
di traffico di cocaina negli Stati Uniti.
Non è soltanto il traffico di droga a produrre guadagni
ingenti al Venezuela, a seguito dell’indagine effettuata, si scopre che anche il contrabbando di benzina ne è una buona fonte. Quando Maduro chiude le frontiere con la Colombia nel 2015 e poi
nel 2016, rafforza il monopolio dell’Esercito
venezuelano sul contrabbando della benzina.
Inoltre sono fortissimi i guadagni (senza rischi), attraverso il
saccheggio del tesoro di Stato. Nel momento in cui la trasparenza e l’esibizione
dei conti vengono eliminati in Venezuela, la cleptocrazia fa da padrona.
Che dire poi del sistema artificiale di controllo della moneta. I privilegiati, quelli che hanno
accesso al cambio ufficiale di Stato, possono comprare il dollaro a un costo
super conveniente e quindi poterci lucrare molto. Tutto questo ha provocato che
il Venezuela, malgrado le sue ricchezza, arrivasse alla bancarotta.
I soldati dell’esercito guadagnano l’equivalente
di venti dollari al mese, e il salario minimo è di circa 2 dollari al mese.
Grazie a questa gravissima situazione, il governo di Maduro ha fatto in modo
che involontariamente, ogni venezuelano collabori con l’economia criminale. Se
i venezuelani vogliono alimentarsi o trovare medicine, devono rivolgersi al
mercato nero e, quindi, dare guadagno alla corruzione che imperversa in tutti
gli organismi dello Stato. A tale scopo, Maduro ha ordinato alla polizia di
ispezionare i prezzi di vendita dei vari negozi e catene commerciali del paese.
Come se non bastasse anche gruppi terroristici alleati di
Maduro sono una forza attiva. La frontiera Colombia-Venezuela è una delle zone con maggiore
criminalità in Sudamerica. Lo sostiene uno studio della Insight Crime
intitolato “Venezuela, Stato Mafioso?” sostiene che la zona sia diventata
il covo di criminali colombiani narcotrafficanti grazie a alll’aiuto e all’attiva
collaborazione del governo di Maduro.
Questa protezione non è nuova. Durante il
conflitto armato gli alti funzionari FARC-ELN hanno trovato rifugio in
Venezuela, zone di frontiere grazie all’aiuto di Hugo Chávez, che fu denunciato
dall’ambasciatore di allora, Luis Alfonso Hoyos.
"Chávez vedeva questi gruppi come alleati e
permise loro di utilizzare il territorio venezuelano, ma in altre occasioni,
quando non gli conveniva, si mise anche contro questi gruppi"- si legge nel rapporto Insight Crime.
L’oro bianco statale, la cocaina, potrebbe
diventare il motore che permetta il dilagare del cancro della corruzione nel
governo di Maduro. Una situazione che sta danneggiando i paesi più vicini. In Centro America, Honduras e Guatemala vi sono le piste di atterraggio del
traffico areo della cocaina. La Repubblica Dominicana è invece la meta delle
navi fornitrici dei Caraibi e provenienti dalle coste venezuelane.
Aruba, Trinidad e Tobago, sono diventati centri
di contrabbando della benzina a basso prezzo.
Negli ultimi anni circa 3.5 milioni di
venezuelani sono fuggiti dal loro Paese disastrato. Emigranti, rifugiati disperati che spesso cadono nelle mani del crimine
organizzato.
Isolato e con gravi problemi economici, il
dittatore si è circondato da personaggi coinvolti in attività delittuose. Il
Venezuela non è in grado di contenere il crimine organizzato, poiché le forze
che dovrebbero combatterlo sono invece quelle che ne dirigono il commercio.
Nell’improbabile caso che Maduro volesse mettere fine a questa corruzione, non
potrebbe mai farlo, perché questi crimini lo mantengono ancora al potere.
I paesi del mondo non hanno molto spazio di
manovra. Il Venezuela è diventato il paradiso del crimine. Eppure c'è qualcuno che parla del governo di Maduro "da imitare". Sarà masochismo o semplice gusto per l'orrido?
[leggi anche] Come ha fatto il Venezuela a diventare il rifugio di narcotrafficanti e criminali colombiani.
Carlos Gullì
@cosmodelafuente
familiafutura.com
gennaio 28, 2019
Pablo Aure: María Corina Machado sería lo mejor para Venezuela (+video)
aquí la video entrevista
Pablo Aure responde a las preguntas de @cosmodelafuente en el programa
"Al Descubierto".
Entre los otros temas, Aure respondió acerca del importante papel de la FFAA en Venezuela y la posibilidad que Maria Corina Machado se convierta en el próxumo Presidente de la Republica de Venezuela.
------------------
Gabriel Costa
familiafutura
gennaio 26, 2019
Venezuela: Messaggio rivolto all'alta rappresentante per gli Affari Esteri Federica Mogherini e ai media italiani
L'Unione Europea commette un madornale errore chiedendo a Nicolás Maduro di indire elezioni dal momento che dal 10 gennaio 2019 è un comune cittadino il quale è anche sospettato di Crimini di Lesa Umanità.
Secondo la Costituzione venezuelana, il compito spetta all'Assemblea Nazionale e al Presidente ad interim Juan Guaidò.
[Familia Futura]
gennaio 25, 2019
Alessandro Di Battista: il suo amore per la revolución bolivariana (che ha massacrato il Venezuela)
Facebook di @cosmodelafuente
Quando il vento cominciò a tirare un po' a destra, Di Maio
divenne il volto del M5S, un volto giovane e pulito sicuramente, ma questa sorta di setta ha una seconda testa, quella di sinistra e per giunta rivoluzionaria. Se il vento, per ipotesi, cambiasse direzione in questo momento, sarebbe
il turno di Di Battista come rappresentante dei "5 stelle"? Siamo davanti a un mostro a
due teste? Cosa ne pensate? Com'è possibile usare una catastrofe umanitaria,
come quella venezuelana e farne un questione politica italiana soprattutto
quando si usano vecchi e idilliaci amori rivoluzionari infischiandosene di cosa
realmente stia accadendo in Venezuela. Ma se Di Battista ama tanto il Venezuela di Maduro, perchè nelle ultime vacanze sudamericane non le ha trascorse in quel Paese?
La domanda che sorge spontanea è : Cinquestelle con Maduro? Se così fosse, bisogna chiarire che noi
italo-venezuelani avevamo avvertito sulla passione che i pentastellati hanno per la rivoluzione chavista, quella che ha distrutto il venezuela ma
che, ai tempi della semina, si presentò come la nuova corrente in favore del
popolo. Quel popolo che oggi scende in strada in Venezuela, come un
impressionante tsunami, contro l’illegittimo presidente Maduro, l’affamatore,
il narco dittatore.
Il Video che a suo tempo fece circolare “familafutura.com”
nell’ambito della ricerca effettuata dallo staff di “Al Descubierto” [@cosmodelafuente]
è evidenza che Di Battista era ed è un
estimatore della “revolución”. Un segnale che l'Italia non dovrebbe sottovalutare. Si comincia così, si finisce come in Venezuela o in Nicaragua.
Ma vediamo un po', cosa succede in Italia?
Dopo un fuoco di fila dell'opposizione del Pd e di Forza
Italia chiedendo al Governo di schierarsi contro Maduro - con il ministro
Enzo Moavero che interverrà in Parlamento - giunge alquanto "strano" il parere di Giuseppe Conte il quale, attraverso un tweet dice: “Seguo gli sviluppi in Venezuela ed esprimo forte preoccupazione per i rischi
di un'escalation di violenza. Siamo vicini al popolo venezuelano e al fianco
della collettività italiana nel Paese. Auspico un percorso democratico che
rispetti libertà di espressione e volontà popolare”.. Percorso democratico? Escalation di violenza...ora? Ma
dov’era negli ultimi anni il Presidente del Consiglio…sulla Luna? Da quanto
tempo il popolo venezuelano è vittima di feroce violenza, fame, miseria e repressione da parte
un genocidio voluti dal regime di
Maduro?
[Yahoo notizie] Conte, che dimostra la sua disinformazione a
riguardo, decide di non saltare a pie'
pari sul carro di Trump. Scelta che è condivisa anche da Alessandro Di
Battista, come spiega lui stesso a sera. Ben diversa
la posizione di Matteo Salvini,
schierato decisamente contro Maduro. Ecco quello che dice in un'intervista ad
Affaritaliani: "Quello di Maduro è un regime fondato sulla violenza, sulla
paura e sulla fame. E quindi quanto prima cade, senza altrettanta violenza,
meglio è".
Secondo me, questo desiderio
“rivoluzionario” va preso con le pinze e analizzato. Cosa ha portato in America
Latina? Cosa spinge i pentastellati a mettersi dalla parte della dittatura di
Maduro? Ideologia o interessi economici? Sappiamo quanto abbia contribuito il
chavismo, economicamente parlando, con "Podemos".
Osservare il Venezuela è molto importante. La “revolución” ha elargito miseria e morte
al popolo, arricchendo in maniera esponenziale, i promotori del castro-chavismo
rivoluzionario. Ha alimentato la
corruzione, il narcotraffico. Mi domando: è a questo che mirerebbero gli
estimatori del chavismo in Italia? Sono belle le parole di unità e di
eguaglianza, peccato che questa rivoluzione sia, invece, icona delle
differenze, delle caste ricche pronte a schiavizzare la gente normale, per
portarla fino al punto di elemosinare le briciole.
La figlia di Chávez è tra le donne più ricche del pianeta
grazie all’eredità lasciatagli dal padre caudillo, eppure lui diceva "la
ricchezza è il male del mondo", il suo patrimonio di 4.197 milioni di dollari
(circa 4,2 miliardi di dollari) e parliamo di una sola delle figlie, ci
sarebbero, poi, le ricchezze degli altri eredi di Hugo "il ricco".
Per saperne di più [clicca]
Ormai il dittatore
e affamatore del popolo, Maduro, è sempre più solo, alcuni disinformati e/o
malintenzionati, storditi dall’illusione di una rivoluzione che ha dimostrato
essere disastrosa per i popoli, donchisciotteschi paladini rivoluzionari che vivono nel
benessere, distanti e spesso
disinformati, seguitano con i loro discorsi avvolti dall'irrealtà fumosa dei
sogni. I cinquestelle, cosí come il
Sindaco di Napoli, paiono piuttosto in linea quando parlano di “revolución” e di nuove correnti politiche
ispirate al chavismo. Per chi, come noi venezuelani, il chavismo e il
madurismo hanno significato miseria, morte, fuga dal nostro paese, sentir
parlare di quanto sia bella la rivoluzione bolivariana,
scatena una serie di sentimenti che vanno dalla
rabbia all'incredulità, dal dolore alla voglia di smascherare i falsi
profeti. Un dolore che si trasforma in ansia di avvertire gli italiani
affinché non cadano in questo vortice mortale.
Familia Futura ne aveva già parlato, qui il link per leggere
@cosmodelafuente
Carlos Gullì
Carlos Gullì
gennaio 24, 2019
Venezuela scarica il tiranno e sceglie la democrazia : Juan Guaidó
Venezuela contro il tiranno Maduro, sceglie la Democrazia :
Juan Guaidò
I venezuelani residenti nel Paese
e quelli sparsi in tutte le città del mondo si sono dati appuntamento ieri 23 gennaio per far sentire la loro voce. “Fuori Maduro l’usurpatore”. E un “Sì” al
Presidente ad interim Juan Guaidò.
Per capire cosa stia accadendo in
Venezuela, bisogna fare un passo indietro.
Alla morte di Hugo Chávez (marzo
2013), Maduro, suo amico “intimo”, era
il vicepresidente del Venezuela. L’incarico ad interim, secondo la
Costituzione, avrebbe dovuto essere
assegnato al Presidente della Assemblea Nazionale, che a quei tempi era
Diosdado Cabello (il numero due della dittatura venezuelana). Infischiandosene della Costituzione, che lo
stesso Chávez aveva modificato, Maduro, con la complicità di uno Stato che già
presentava evidenti sintomi “mafiosi”, divenne il Presidente.
Mentre il Parlamento, eletto dai
cittadini nel 2015 passò all’opposizione. Fu una vittoria schiacciante che non poterono nascondere.
Prevedendo un futuro difficile,
il Parlamento uscente, in maniera del tutto incostituzionale, nominò un
Tribunale Supremo di Giustizia composto da magistrati compiacenti che garantisse loro l’annullamento
di tutte le decisioni dell’Assemblea legittima.
Maduro si appropria di tutto. Non
dimentichiamo che anche i dirigenti del CNE (Consejo Nacional Electoral)
organismo che si occupa delle elezioni in Venezuela, è in mano al regime,
difatti la maggior parte di suoi componenti appartengono al partito di Stato
PSUV.
Si susseguono eventi che mostrano
il “governo” di Maduro per quello che è, una dittatura che utilizza tutti i metodi
possibili per restare al potere.
Magistratura che emana leggi improvvise per rendere sempre più potente il
regime. A metà mandato, ad esempio, previsto
dalla Costituzione, è possibile indire un
Referendum Revocatorio, il quale, a ottobre 2017, decreta perdente il tiranno,
ma il risultato, manco a dirlo, viene annullato dalla Magistratura per presunte
frodi.
Sempre il TSJ assume, di punto in bianco, i poteri legislativi che spettano
al Parlamento legittimo e a maggio del 2017 annuncia di assumersene io potere
attraverso un’ Assemblea Costituente, anch’essa illegittima poiché non nominata
da un regolare Referendum come previsto dalla Costituzione. Un Parlamento parallelo insomma, per poter
fare e disfare a seconda degli ordini di Maduro.
Intanto il paese va a rotoli,
manca tutto: cibo, medicine, libertà di parola e aumentano, di giorno in
giorno, i prigionieri politici. Le nuove
elezioni Presidenziali, previste a dicembre 2018 vengono, improvvisamente e
inspiegabilmente anticipate a maggio del 2018, anch’esse convocate in maniera
illegale dall’Assemblea Costituente e,
per giunta, impedendo la partecipazione dei partiti d’opposizione. Inutile dire che, malgrado sia stata quasi nulla l’affluenza alle urne, il CNE dichiara Maduro vincitore, nonostante le
migliaia di evidenze che testimoniano i seggi deserti.
Il 10 gennaio Nicolás Maduro s’insedia
di forza come Presidente, giurando davanti alla Magistratura corrotta. L’evidenza
delle irregolarità fan si che l’ONU, l’Unione Europea, L’OSA (Organizzazione
Stati Americani), il gruppo di Lima ( Argentina, Brasile, Canada, Cile,
Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Messico, Panama, Paraguay,
Perù e Santa Lucia) disconoscano il nuovo auto-mandato di Maduro. Anche l’Italia,
sebbene in maniera alquanto tiepida, dichiara di essere in linea con l’Unione
Europea.
La vita dei venezuelani e degli
stranieri, tra cui molti italiani, che vivono nel paese sudamericano, è
diventata impossibile. Secondo l’ONU la
diaspora senza precedenti di persone che fuggono dal regime di Maduro, potrebbe
raggiungere in due o tre anni, i cinque
milioni e mezzo di profughi. Una diaspora simile a quella siriana.
Il 23 gennaio del 1958 la
dittatura di Marcos Perez Jimenez venne sconfitta e il 23 gennaio del 2019 è stato
scelto come data simbolo per manifestare al mondo la disperazione dei
venezuelani, che non no vogliono saperne più di Nicolás Maduro e del chavismo, cellule
maligne che hanno dispendiato misera e desolazione in un paese ricco. Solo alcuni capi di Stato, come Bolivia,
Messico, Nicaragua e, ovviamente Cuba, con affinità comunista e dittatoriale, tutti
figli di Chávez e di Castro, continuano a riconoscere l’irriconoscibile, l’usurpatore,
l’illegittimo.
Juan Guaidò, seguendo la
Costituzione venezuelana, per colmare il vuoto di potere generato dall’illegittimità
di Nicolás Maduro, come presidente dell’Assemblea Nazionale e leader
dell’opposizione nel rispetto degli articoli 233, 333 e 350 si proclama "presidente ad interim» in attesa di nuove
elezioni, rinnegando il dittatore. Al riconoscimento ufficiale di Trump si sono
uniti Canada, Brasile e altri paesi del Sudamerica.
Anche le forze armate cominciano
a vacillare e, ormai, non sono completamente al fianco di Maduro, si accusano malesseri generalizzati e fughe seguite da dichiarazioni in video da parte di militari che non intendono più stare agli ordini di un presidente illegittimo.
Il tiranno, rimasto isolato, farnetica, nei suoi discorsi
sempre identici in cui imita il tono di voce di Hugo Chávez, dichiara: “il popolo
è con me” rendendosi sempre più ridicolo agli occhi del mondo che ha visto, anche grazie ai social media, unico mezzo di informazione che il regime non riesce a
far tacere, decine di migliaia di immagini, di video, di evidenze dell’
incredibile tsunami di persone in strada a supporto di Guaidó, al grido “Maduro
usurpador”.
Il tiranno solitario contava
sulla debolezza, sulla schiavitù di un popolo affamato e ammalato, al quale non
ha concesso neppure gli aiuti umanitari offerti dagli altri Paesi.. un popolo
che ha visto un po’ di luce e di speranza in questo giovane presidente a cui si
delega una responsabilità non da poco considerando il disastro economico e
sociale che lascia Maduro. Si dovrà ricostruire il paese cominciando col ripulire
i vari organismi dal marciume e dalla corruzione, per garantire elezioni
pulite, che vedranno certamente protagonisti anche i giovani dirigenti della
Resistenza, tra cui “Rumbo Libertad” che hanno avuto il merito di spianare la
strada verso la coscienza libertaria e la realtà di un paese massacrato dalla
dittatura e da collaborazionisti insospettabili.
Anche nella giornata di ieri ci
sono stati degli omicidi del regime, sono stati assassinati, Nicolás Maduro ne
è il responsabile. La violenza scatenata libera ha tolto la vita a 17
venezuelani che manifestavano, ha ferito gravemente altre persone e ha detenuto
arbitrariamente più di 70 persone. La criminalità della nazi polizia di Maduro
non conosce limiti. Il Paese aspetta giustizia e la stragrande maggioranza non
accetterà leggi di perdono in favore di chi si è macchiato di crimini di questo
genere.
Un messaggio “col cuore” in stile
Barbara d’Urso, va anche a quella piccola parte della stampa italiana, lasciando
perdere il giornalismo che scrive per ‘partito preso’ infischiandosene della catastrofe umanitaria del Venezuela, parlo di quei giornalisti distratti e faciloni, che hanno scritto di un “Maduro presidente” e
di Juan Guaidó che si sarebbe “auto-proclamato”, senza sapere che era suo
dovere farlo secondo Costituzione venezuelana.
Nell'occasione ringrazio i professionisti della stampa che hanno coperto in maniera corretta l'evento di ieri.
Nell'occasione ringrazio i professionisti della stampa che hanno coperto in maniera corretta l'evento di ieri.
La volontà, la speranza, la
voglia di rimboccarsi le maniche c’è.. il Venezuela ce la farà, ma ha bisogno
dell’aiuto del mondo, soprattutto di capire che non stiamo più parlando di
politica, ma siamo di fronte a un vero e proprio genocidio, basta consultare i
numeri di morti che ha procurato, come un paese in guerra. Sì, in guerra,
quella che Maduro ha fatto contro il popolo del paese che non è nemmeno il suo
paese. Ma questo è un discorso diverso, che affronteremo in un’altra occasione.
[Carlos Gullì]
@cosmodelafuente
gennaio 22, 2019
Venezuela: il 23 gennaio il mondo a sostegno di Juan Guaidó. Presidente interino del Paese
Il mondo fa cerchio a sostegno
del Presidente interino del Venezuela Juan Guaidó. A seguito del pronunciamento di organismi
quali O.S.A.; O.N.U.; Gruppo di Lima e oltre cinquanta Stati del pianeta, tra
cui l’Unione Europea, gli Stati Uniti e la maggior parte dei Paesi dell’America
Latina, attraverso il quale hanno disconosciuto e dichiarato illegittimo il
secondo mandato di Nicolás Maduro auto attribuitosi in maniera non democratica,
la situazione politica venezuelana potrebbe essere a una svolta.
In base alla Costituzione venezuelana, in caso di un vuoto di potere, l'incarico passa al Presidente del Parlamento che è, appunto, Guaidó.
Il regime di Maduro si prepara,
come d’abitudine, all’inganno e alla repressione, ma i venezuelani residenti
nel paese e quelli fuggiti, oggi sparsi in tutte le città del mondo, circa tre
milioni e mezzo di anime che hanno dato vita a una diaspora senza precedenti,
sono pronti a radunarsi nelle piazze italiane e del mondo il 23 gennaio,affinché
si conosca, sempre di più, la tragedia che vive il Venezuela ormai da troppi
anni.
Denutrizione, mancanza di
medicine, delinquenza dilagante impunita, detenzioni politiche sono solo alcuni
dei macabri ingredienti che hanno reso la vita dei venezuelani un inferno sotto
la tirannia di Maduro e la miseria causata dal chavismo.
Il 23 gennaio è una data storica
per il Venezuela, nel 1958 , infatti, si sconfisse un’altra dittatura, quella
di Marcos Perez Jimenez, ma nei giorni scorsi Gustavo Tovar Arroyo, autore del
documentario “Chavismo, la peste del secolo XXI” ha spiegato, durante un
convegno pubblico, che la dittatura di Maduro è la peggiore che che il
Venezuela abbia dovuto affrontare. Difatti, seguendo uno schema cubano, è l’unica
che usa la “fame” del popolo allo scopo di schiavizzarlo e sottometterlo.
Il 23 gennaio il Venezuela
democratico, nel rispetto dei Diritti Umani, si unisce insieme a quanti
vorranno essere solidali con la Liberazione di un bellissimo Paese che oggi è
ancora nella mani di una narcodittatura la quale, secondo i ben informati, starebbe esalando gli ultimi respiri.
Carlos Gullì
@cosmodelafuente
gennaio 20, 2019
Isaías Medina "Al Descubierto" + los 5 puntos de Rumbo Libertad en Brasilia
VIDEO DEL CAPITULO
Isaías Medina diplomático venezolano, abogado internacional, representante de Venezuela ante la ONU hasta el 2017, año en que renunció a su cargo como rechazo ante los graves crímenes cometidos por Maduro.
¿Quién está detrás del atentado de Bogotá? Medina nos revela su sospecha.
En el capítulo de hoy, Roderick Navarro de RumboLibertad nos habla de los cinco puntos que exigieron ante la cancillería de Brasil, demostrando ser oposición legítima.
Interesante el capítulo de hoy! Interviene Roderick Navarro remarcando los cinco puntos que exigieron delante a la Cancillería de Brasil.
gennaio 17, 2019
Gustavo Tovar Arroyo "Al Descubierto" (+video)
Gustavo Tovar Arroyo es escritor y activista por los
Derechos Humanos. Con su gira de conciencia ha presentado su documental “Chavismo,
la peste del siglo XXI” en muchos paises del mundo. No habla en el programa de Cosmo de la Fuente
“Al Descubierto”.
@cosmodelafuente
gennaio 12, 2019
Venezuela: Juan Guaidó invoca la Costituzione e dichiara di voler assumere la Presidenza
Venezuela: la ministra, ormai illegittima, dei Sistemi penitenziari, Iris Varela,
ha dichiarato di aver preparato una cella dove ospitare Juan Guaidó, il
presidente dell'Assemblea nazionale, ultimi
colpi di coda di una dittatura morente.
Guaidó,
dopo aver invocato la Costituzione, ha dichiarato di voler assumere i poteri
dell'esecutivo di fronte alla "usurpazione del potere" da parte del
presidente Nicolas Maduro.
C’è da sottolineare che il governo dittatoriale
di Maduro è stato dichiarato illegittimo dal gruppo di Lima e non riconosciuto
dalla maggior parte degli Stati democratici del mondo, per via di elezioni non
democratiche effettuate dal dittatore a maggio del 2018.
Il presidente dell’Assemblea Nazionale, unico organo legittimo nel paese, ha dichiarato che
il Parlamento seguirà la Costituzione del Venezuela e prenderà in carico le
competenze della Presidenza della Repubblica come stabilito dagli Articoli 233,
333 y 350 della Costituzione.
Ha chiesto alla gente, agli Organismi
internazionali e ai paesi democratici del mondo affinché sia possibile
recuperare la democrazia e la libertà del Paese.
L'Associazione Familia Futura si augura l'instaurazione di un governo democratico nel pieno rispetto dei Diritti Umani per la crescita del Venezuela e il recupero della serenità dei suoi abitanti, si dichiara quindi pronta a sostenere la transizione verso la libertà.
Carlos Gullì
@cosmodelafuente
gennaio 11, 2019
Marinellys Tremamunno "Al Descubierto"
“Ser periodista no es una
profesión es una forma de vida y una pasión. Si vuelvo a nacer, volvería a ser
periodista”.
La periodista
italo-venezolana, Marinellys Tremamuno, residenciada en Roma, Corresponsal en
Vaticano, escritora y autora del libro “Il crollo di una rivoluzione” #AlDescubierto.
La situación de la comunidad Italiana en Venezuela
¿Por qué el Vaticano no ha condenado de manera contundente la dictadura
Venezolana?
Y mucho más …
También disponible en:
-
Canal Youtube “Cosmo Videos”
https://www.youtube.com/watch?v=wnykc_x5F4c&feature=youtu.be
-
Familia
Futura
www.familiafutura.com
- Facebook
– Twitter
@cosmodelafuente
gennaio 10, 2019
Comunicato Stampa Associazioni Venezuelane Internazionali
COMUNICATO STAMPA
Le ONG e le Associazioni Internazionali
venezuelane si uniscono al seguente comunicato stampa.
Ci pronunciamo riguardo la mancanza di
legittimità del nuovo mandato di Nicolás Maduro che, insieme al suo governo è
protagonista di un’autorità usurpatrice, di un vuoto di Potere e, quindi, della
nullità di qualsiasi atto produca d’ora in poi.
Siamo convinti che questo sia il momento di
liberare il Venezuela e disconoscere un regime imposto con la forza e con l’intenzione
di restare al potere per sempre. Condividiamo la dichiarazione del Gruppo di
Lima e dei 50 paesi che hanno dichiarato illegittima la Presidenza di Maduro.
Sottolineiamo che, secondo gli articoli 3 e 4 della Convenzione Americana dei
Diritti dell’Uomo, l’assenza dei Diritti Sociali, è segno di assenza di Democrazia di uno Stato. Come Società civile
attiva, abbiamo il dovere e il diritto di pronunciarci riguardo tali azioni e
possibili eventi fraudolenti che intendono continuare al potere dal 10 gennaio
2019.
Esprimiamo il nostro rifiuto all’arbitrario
esercizio di potere di un regime che ha causato la più grande crisi migratoria
di America Latina, il maggiore disastro economica, un’emergenza umanitaria
senza precedenti e la gravissima crisi politica in cui sono completamente
assenti le garanzie di trasparenza e libertà di voto.
Denunciamo, altresì, l’impossibilità di sviluppo
dovuto a un sistema politico di stampo mafioso generato da un regime criminale.
NOTA DE PRENSA
Las ONG y las Asociaciones Internacionales de
Venezolanos se unen a este comunicado de prensa.
Nos pronunciamos, con respecto a la falta de legitimidad del nuevo mandato de
Nicolás Maduro quien, junto a su gobierno protagoniza una autoridad usurpadora,
vacío de poder y nulidad de cualquier acto produzca.
Declaramos que este es el momento de liberar a
Venezuela y de desconocer un régimen que se impuso con la fuerza, con la
intención de mantenerse al poder de manera perenne. Apoyamos la declaración del Grupo de Lima y de
los 50 países que deconocen al dictador. Reiteramos que, según los artículos 3
y 4 de la Carta Interamericana, la ausencia de los Derechos Sociales, es la
causa de la ausencia de Democracia de un Estado. Como Sociedad civil activa,
tenemos el deber y el derecho de pronunciarnos sobre lo que se pretende que
acontezca el próximo 10 de Enero.
Rechazamos el
ejercicio de poder de un régimen que ha causado la más grande crisis migratoria
de América Latina, el mayor descalabro económico, una emergencia humanitaria
sin precedentes y una grave crisis política, donde están completamente ausentes
las garantías de transparencia y libertad de voto. Denunciamos, además, la
imposibilidad de desarrollo debido a un sistema político de estampo mafioso
generado por un régimen criminal.
Marinellys Tremamunno responderà a las preguntas de #AlDescubierto, mañana 11 de Enero
La giornalista vaticanista italo-venezuelana Marinellys Tremamunno risponderà alle domande di Cosmo de la Fuente nel programma "Al Descubierto".
Si parlerà di
- Italiani in Venezuela
- Posizione del Vaticano riguardo il dramma venezuelano
- Possibili scenari in Venezuela dopo il 10 di gennaio
La periodista venezolana Marinellys Tremamunno, Corresponsal en Vaticano/Italia,
invitada del programa "Al Descubierto" con Cosmo de la Fuente.
Mañana 11 de Enero.
Visible en
Facebook @cosmodelafuente
Twitter @cosmodelafuente
Twitter @marinellys
Canal Youtube Cosmo videos
Familia Futura website
Hablaremos de
- Italianos en Venezuela
- Posición del Vaticano con respecto a la crisis venezolana
- Posibiles perspectivas futuras de Venezuela
Roberta Della Penna
ufficio stampa
Familia Futura
gennaio 07, 2019
Incontro presso l'Università degli Studi di Torino: "Venezuela: urge terapia intensiva"
Il 14 gennaio 2019, alle ore 10, nell'Aula Principi d'Acaja del Palazzo del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino, in via Po 15, si parlerà del dramma venezuelano.
"Venezuela: urge terapia intensiva" per prendere coscienza sulla grave crisi umanitaria di cui è vittima il paese sudamericano.
Tutti gli organismi: ONU, OSA, UNIONE EUROPEA, AMNESTY INTERNATIONAL, CARITAS, ecc. hanno lanciato l'allarme.
La diaspora del popolo venezuelano,senza precedenti, è il risultato di anni di denutrizione, di mancanza di medicine, di repressione da parte del regime, ormai ritenuto tale da quasi tutti i paesi del mondo.
Si prevede che per la fine del 2019 il numero di venezuelani che avranno lasciato il loro paese raggiungerà i 5 milioni e mezzo. Una diaspora che in pochissimo tempo supererà quella del popolo siriano.
Il 14 gennaio sarà presente Gustavo Tovar Arroyo, autore del documentario "Chavismo, la peste del secolo XXI" subito dopo la proiezione si darà vita a un dibattito.
Per capire il perché un paese ricco come il Venezuela sia arrivato a un tale livello di miseria da costringere i venezuelani a mangiare dai rifiuti.
Il presidente della nostra Associazione "Familia Futura", Dott. Carlos Cosmo Gullì (Cosmo de la Fuente) modererà l'incontro e sarà uno dei relatori insieme a Giampiero Leo (vicepresidente del Comitato Regionale Diritti Umani - Piemonte); Maria Requena (Presidente Associazione Venezuela in Piemonte); il prof. Eugenio Dalmotto (Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Torino).
Alle ore 18, sempre del 14 gennaio, la proiezione del documentario e il dibattito, si sposteranno a Cuneo, presso il cinema Monviso in compagnia del Sindaco di Cuneo e Presidente della provincia di Cuneo Federico Borgna; Milva Rinaudo (Consigliere della provincia di Cuneo); Maria Requena e Carlos Gullì.
Si ringrazia l'Università degli Studi di Torino per l'accoglienza e la sensibilità.
Le associazioni promotrici
"Familia Futura" (Torino); "Venezuela in Piemonte"; Mercedes Vasquez, Presidente Ass. "Venezuela Somos Todos" (Milano).
Associazione Culturale italo-venezuelana
Familia Futura
(Torino)
Roberta Della Penna
Cosmo de la Fuente
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino
LA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA HA ROTTO IL C**O
Negli ultimi anni la politicizzazione è diventata una mania invasiva. Tutto è politico, tutto è schierato, tutto deve dire da che parte st...
-
[Cosmo de La Fuente] Quali siano i motivi per cui una mente venga colta da raptus di follia e scateni l’ira omicida di una persona, no...
-
Do you want to open and set up a company and/or invest in Italy? Turn to a professional business, industrial and cultural consultant who...















