febbraio 28, 2008

Chiambretti: aspettiamo il premio della critica



Flop pazzesco delle prime serate di Sanremo, più conosciuto come il festival degli intrallazzi e delle raccomandazioni.

Pippo Baudo si infuria e insulta il pubblico attento più alle risse, secondo lui, che alla falsa cultura baudese. Caro Pippo, la gente ricorda ancora le tue messe in scena proprio al festival quando fingevi di salvare la vita a un suicida per avere più audience. Gli artisti conoscono anche tutte le macchinazioni che ci sono dietro a Sanremo e spesso e volentieri ci si arriva per raccomandazioni politiche, soldi e passaggi da letti particolari.

Chiambretti sdrammatizza dicendo: - speriamo almeno sul premio della critica - La verità è che la gente è stufa di essere presa per il culo, anche dal festival delle balle.

Auguri.
Su 'La voce di Fiore' trovi alcuni pezzi sulle raccomandazioni sanremesi. Dal link sottostante (basta cliccare sulla parola 'link') ne leggi uno, puoi entrare nella pagina dedicata ai pezzi di Cosmo e leggerne altri.

febbraio 25, 2008

Il mondo si attiva contro Chavez




Il mondo si attiva, ora che Cuba lascia il posto al fratello Raul si spera che qualcosa cambi soprattutto per i poveri cubani che vivono, ormai da troppo tempo, schiacciati dalla repressione di stato, cosa che vuol fare anche Chavez in Venezuela. Proprio Chavez è uno dei consiglieri, adesso, di Raul, altro che FIdel segretatio, Fidel è morto.

Hola a Todos: Un Grupo de jovenes ha propuesto marchar el día 11 de abril 2008 contra chavez a nivel Mundial: La señal es NO + CHAVEZ.. Siguen el ejemplo de lo sucedido en la marcha contra las Farc.. y se han decidido enviarlo al mundo entero para convocar desde ya este dia. Anexo los diferentes links que se han abierto para que ayudemos a > distribuirlo a nivel mundial.>> http://nomaschavez-concentracion.blogspot.com/

febbraio 21, 2008

Diritto del padre: pensateci bene prima di votare




Sono tutti bravi a promettere ma a nessuna forza politica, credetemi, NESSUNA, gliene frega un tubo e sapete perchè? La maggior parte di questi politici uomini è super impegnato e non possono nemmeno concepire un padre che si occupa dei figli, il resto sono politici donne e quindi 'chi se ne frega'. Pensateci bene prima di votare e, se è il caso, insieme al problema napoletano della 'monnezza' mettiamoci anche questo, e piuttosto che non si voti. Aspetto ancora di avere risposte vere da Bondi (Forza Italia) che ho incontrato di persona tempo fa, IDV Italia dei Valori e un paio di altri partiti e di altri schieramenti. Per ora, ragazzi miei, solo fregnacce acchiappavoti e nient'altro.
Cosmo de La Fuente

Da 'Il Giornale'

La tecnica è quasi sempre uguale. Denunciare prima della separazione il marito per percosse e minacce, anche se non sono vere. Scrivere qualche sms alle amichette con finte richieste di aiuto. Mettersi d'accordo con loro per le testimonianze in tribunale. Addirittura quelle più determinate arrivano ai casi di autolesionismo per provare le violenze subite in casa. Poi basta un avvocato senza tanti scrupoli e desideroso di riempirsi il portafoglio e il gioco è fatto. I giudici non vanno tanto per il sottile e nella maggioranza dei casi danno ragione alle donne. Salvo poi ricredersi ma dopo anni e lunghe battaglie a colpi di carte bollate. Il marito e padre, quindi, viene sbattuto via da casa, anche se è di sua proprietà, e viene costretto a versare gli alimenti che oggi partono da un minimo di 400 euro al mese anche se lei lavora e guadagna più di lui. Spesso cornuti, quasi sempre mazziati. Sono molte le storie denunciate ieri al convegno dove Alessio Saso (ospite il consigliere comunale Giuseppe Murolo) ha presentato un disegno di legge regionale a sostegno dei padri separati. L’incontro è stato moderato dal caporedattore del Giornale Massimiliano Lussana. In Liguria la maggiore parte sono quarantenni, benestanti, con una dignitosa professione, un figlio e il mutuo della casa da pagare. Il numero delle separazioni sono in aumento, mentre il numero dei divorzi ha subìto una leggera flessione.«La mia storia - dice Mauro Rossello dell'associazione savonese - è una delle poche andate a lieto fine. Con mia moglie ci siamo separati consensualmente e abbiamo ottenuto l'affidamento congiunto. La nostra bimba ha capito. Tuttavia a Savona i giudici non applicano per niente l'affidamento condiviso. È una situazione che non va bene. Così come per la maggiore parte dei nostri associati. Un caso per tutti. Lui architetto di Finale Ligure. Lei avvocato di 41 anni. Lui torna a casa e trova una ditta di trasloco. La moglie senza dargli spiegazioni gli dice vattene via. Lui non reagisce. Scopre poi una serie di tradimenti. E si vede arrivare, poco prima della richiesta di separazione, una denuncia per percosse. Adesso lui è costretto a pagare gli alimenti e non può vedere il figlio. Assurdo e tutto con il beneplacito dei giudici».

febbraio 15, 2008

Stato di preguerra tra Venezuela e Colombia


Davvero vogliamo questo? Intanto Bertinotti fa visita a Chavez e lo abbraccia calorosamente.

Mentre il mondo è preoccupato dal contesto balcanico, dall'Iran e dal Pakistan, le relazioni tra Colombia e Venezuela rischiano di degenerare verso un conflitto.I due stati sono antitetici: Chavez guida il fronte antiamericano, con i progetti ALBA (unione degli stati socialisti latinoamericani) e Banco del Sur. Chavez espande la sua influenza grazie al contante che arriva dalla vendita di petrolio, ed esporta e tiene al capestro molti stati americani, come Argentina e gli stessi USA. Uribe, presidente della Colombia, guida il fronte pro USA, e lo fa per preciso obbligo, visto che un'ampia parte del suo paese è in mano ai narcotrafficanti-terroristi-guevaristi delle FARC, che detengono non meno di 800 sequestrati, i quial rendono politicamente e in termini di ricatti e denaro. Il solo traffico di cocaina dalla Colombia controllata dalle FARC al Venezuela all'Europa costituisce un businness da 8 miliardi di sterline all'anno, secondo The Observer.
Domani uscirà un mio articolo su L'Opinione. In questo articolo, riferito alla storia di narcotraffici con l'Italia, si parla anche del ruolo di un generale venezuelano in Colombia. Il generale Hugo Carvajal (detto El Pollo), direttore del Servizio militare DIM, nei giorni scorsi è stato infatti accusato dal settimanale colombiano La Semana di proteggere i narcotrafficanti terroristi delle Farc. Sarebbe implicato in diversi omicidi, compresi due agenti dei servizi colombiani, uccisi dopo atroci torture. Anche Carvajal è in stretti rapporti col presidente Chavez, il quale l'ha difeso da questi attacchi. Secondo La Semana, Carvajal sarebbe l'organizzatore di una rete clandestina, infiltrata nell'esercito colombiano per minarlo dall'interno. Ecco perché si susseguono le voci di guerra tra i due paesi sudamericani. Il generale venezuelano avrebbe aiutato narcotrafficanti colombiani come Hermagoras Gonzales, indicato dal Washington Post come uno dei principali esportatori di coca negli USA.
Due giorni fa Chavez ha accusato la Colombia di preparare un'aggressione militare contro il Venezuela. Accuse simili sono state rilanciate dal presidente del Nicaragua Daniel Ortega. Chavez ha detto che la visita della Rice a Bogotà "non è stata casuale".Mentre la stampa italiana dorme, il New Herald ha già riportato a fine gennaio i movimenti di truppe colombiane ai confini col Venezuela. Puntuale è anche arrivata una precisazione rassicurante di Alvaro Uribe alla AP: "Siamo fratelli del Venezuela", queste le parole.Intanto i movimenti di truppe colombiane ci sono già e vanno verso la zona cuscinetto controllata dalle FARC. In contemporanea le Forze armate venezuelane stanno compiendo esercitazioni accurate (operazione Caribe 1), mentre Chavez ha perfezionato l'acquisto di elicotteri d'assalto russi MI35.Alle recente cumbre latinoamericana di Santiago del Cile Uribe ha espresso a Chavez "preoccupazione" per il ruolo di alcuni agenti dei servizi segreti venezuelani DISIP, dislocati nella sede dell'ambasciata a Bogotà. Tra questi agenti ci sarebbe José Gregorio Guzman, conosciuto come CHEO, uno degli ufficiali collaboratori di Chavez al tempo del tentato golpe del 1992.Secondo fonti militari colombiane dal 2004 a oggi il Venezuela ha speso per il settore Difesa 4 miliardi di dollari, con aerei SU-30, sistemi antimissile TOR-1 (sempre russi), elicotteri d'assalto, fucili, missili SS-300.Chavez è accusato negli USA di finanziare con 70 milioni di $ annui i movimenti chavisti, come Solidarity Network e Hands Off Venezuela, con sede a Minneapolis. Altro scandalo nel Salvador, dove si è scoperto che Chavez finanzia i ribelli del Frente Farabundo Martì. Il Salvador ha ritirato il suo personale consolare in Venezuela. Naturalmente, di fronte alla grande manifestazione colombiana contro le FARC, con almeno un milione di persone in piazza, i soliti psico-cialtroni italiani vengono a galla, per sostenere puntuali la parte più indifendibile: si veda questa

febbraio 14, 2008

Missili iraniani in Venezuela



Ci sarà guerra in Venezuela nel 2008? Qualcosa sta succedendo, i missili iraniani sono pronti a puntare sulla Colombia, stiamo attenti perchè Chavez non riposa mai...nemmeno per la Campbell dal momento che quella era una bufala. Ci riempiamo la bocca di 'PACE' ma accettiamo che Chavez si armi fino ai denti per realizzare i suoi progetti di guerra.
CdF
Habrá guerra en Latino América en el 2008? Hace dos años señalé que Irán estaba enviando misiles a Venezuela. Estas armas ya fueron ensambladas e instaladas dentro del territorio venezolano, pero su objetivo no es Estados Unidos, sino Colombia. Los testigos informan que los misiles están ahora ubicados en la frontera con Colombia bajo la supervisión técnica y directa de iraníes, y que los misiles están completamente operativos. La economía venezolana va hacia una situación caótica, y el liderazgo del país, habiendo reconocido a las FARC y al ELN como entes soberanos, pareciera decidido a convertir el gobierno actual colombiana en un estado socialista. Será que el gobierno de Chavez, creyendo que los Estados Unidos está demasiado preocupado con el Medio Oriente, y temiendo que la corrupción galopante en su país lo puede tumbar, esté decidido a disparar estos misiles contra Colombia apoyando una ofensiva final de las FARC, con miras a tumbar el gobierno electo? Aunque esperamos que esto no suceda, se de estar preparado en caso de que así fuera.
Por las razones antes mencionadas, recomendamos que el riesgo país de Colombia sea revaluado, para tomar en consideración la posibilidad clara de que surja un conflicto armado con Venezuela este año. Si se lanzaran misiles contra Colombia las comunicaciones normales internacionales, así como las líneas de mando del poder quedarían deshabilitadas, y las instituciones financieras se cerrarían temporalmente. Aquellos bancos internacionales que sostengan transacciones importantes con Colombia deberían contar con un plan de contingencia para esa eventualidad, debido a que las cartas de crédito, transferencia de fondos internacionales y pagos de rutina se verían interrumpidos.
Se debe tomar en cuenta que los criminales financieros, especialmente los que se dedican al lavado de dinero y que actúan a favor de las organizaciones del narco-tráfico, buscarían transferir fondos aprovechándose de que en una situación de caos y guerra, los oficiales estarían distraídos y sobrecargados de trabajo y por lo tanto no se darían cuenta de que se estuvieran efectuando estas transacciones ilícitas
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http://www.world-check.com/articles/2008/02/13/iranian-missiles-are-pointed-colombia-increasing-c/
Iranian missiles are pointed at Colombia, increasing country risk
13 February 2008
Will there be a war in Latin America in 2008? Two years ago, I reported on the covert shipment of Iranian missiles* to Venezuela. These offensive weapons systems have now finally been assembled and installed inside Venezuelan territory, but their intended targets are not the United States; it is Colombia. Eyewitnesses report that the missiles are now located on the border with Colombia, are under the direct technical supervision of Iranian nationals, and are fully operational. The Venezuelan economy is headed towards total chaos, and the country's leadership, having recognised the FARC and ELN as sovereign national entities, appears committed to changing the present Colombian government into a socialist state. Will the Chavez government, believing that the United States is too preoccupied with the Middle East, and fearing that its runaway corruption will bring it down, fire these missiles into Colombia, in support of a final FARC offensive, seeking to topple the elected government? Whilst we hope that this does not come to pass, one must now prepare in case it does.
For the foregoing reasons, we recommend that country risk for Colombia should now be reassessed, to factor in the distinct possibility of an armed conflict with Venezuela this year. If offensive missile systems are deployed against Colombia, normal international communications, as well as power grids, will most likely be disabled, and financial institutions temporarily closed. International banks whose clients have substantial commerce with Colombia would be wise to create a contingency plan at this time, for letters of credit, international funds transfers, and routine payments would all be disrupted. Note also that financial criminals, particularly transnational money launderers acting on behalf of narcotics trafficking organisations, might also seek to transfer funds, calculating that in the chaos of war, distracted and overworked compliance officers might not discover, or could overlook illicit transactions. * Note that much of the equipment is of Russian manufacture, but since Iran supplied them to Venezuela, one can only regard them as of Iranian origin.

febbraio 13, 2008

IDV dimentica la bigenitorialità



Mi dispiace per un paio di amici che militano in questo partito, purtroppo mi è stato segnalato che nel programma di Di Pietro non si pensa affatto alla bigenitorialità.
Tempo fa, devo dire, ero stato anche contattato per dire la mia, in qualche modo, ma non si è mai arrivati a mettere mano in quella che è la più grave ingiustizia genitoriale. Dimenticare, come sempre, il ruolo, importantissimo che riveste il padre nella crescita di un figlio.
Allego messaggio di Fabio
appena uscito il programma di Di Pietrohttp://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/index.phpnella sezione famiglia 3 punti:prima casa, coppie di fatto, asili nidoniente su bigenitorialità/paternitàche senso ha? candidare due padri separati, tirare in ballo le associazioni e migliaia di persone quando non metti nemmeno un riferimento nel programmahttp://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/2008/02/8_famiglia.php#scriviFACCIAMOCI SENTIRE CON I NOSTRI COMMENTI QUI SOPRAio lo farò personalmente con il mio direttofabio

febbraio 08, 2008

Emergenza VENEZUELA


MARACAIBO(VENEZUELA), 8 FEB. (Italia Estera) - Ormai siamo davvero in emergenza! In Venezuela si esce di casa la mattina senza sapere se si torna a casa la sera. Si lavora, si cerca di svolgere una vita normale, ma siamo consapevoli che prima o poi potrá toccare a chiunque di noi. Chiunque abbia una grande, media o piccola impresa privata, é nel mirino dei sequestratori. L'industria del sequestro é in pieno auge, al punto di rapire nella stessa giornata ben quattro persone, una delle quali é una bimba di 12 anni.
Attualmente sono tre gli italiani che nel giro di due settimane sono stati sequestrati e di loro non si ha notizia. Una donna di 34 anni, di origine siciliana, Farruggio, un pescarese di 43 anni, Luigi Rossi, l'ultimo della serie, il giovane ingegnere di 24 anni, Juan Carlos Gallina, di origine pugliese. Quest'ultimo fa parte di una grande famiglia di imprenditori friulani, titolari di una grande catena di supermercati e di imprese di costruzioni edili, giá colpita in passato da un altro sequestro per la cui liberazione ha pagato un'ingente somma di denaro. Il veicolo su cui viaggiava il Gallina, mentre si recava a vistare la fidanzata in una zona centrica della cittá di Maracaibo e in pieno giorno, é stato trovato con il finestrino rotto e sangue sui sedili. Ció significa che il giovane ha offerto resistenza e pur ferito, i malviventi se lo son portato via.
La situazione é drammatica. Ormai l'obbiettivo principale siamo noi, italiani, quelli che hanno tanto lottato fin dai tempi della prima emigrazione per acquistare un certo grado di stabilitá economica, il vero motore di questo paese, propulsore di mille attivitá e datore di centinaia di migliaia di posti lavoro.
Il sequestro nell'occidente del Paese é diventata una professione di grande rendimento economico. Siamo in pieno far-west. E gli italiani del Venezuela, particolarmente di Maracaibo, aspettano pietosamente l'intervento diretto e deciso del nostro governo. Abbiamo apprezzato la telefonata avuta dall'ex premier Prodi con il Presidente Chavez, chiedendo di intervenire nella liberazione della ex parlamentare colombiana Ingrid Betancourt. Anche il Ministro D'Alema si era rivolto al presidente venezuelano per chiedere il suo intervento presso le FARC. Richiesta consolidata dal presidente della Camera dei Deputati Bertinotti durante la sua visita a Caracas. Lo stesso Bertinotti doveva incontrare i rappresentanti della collettivitá italiana, che avrebbero voluto raccontargli di persona la difficile situazione dei sequestri che si vive in Venezuela. Purtroppo, per mancanza di tempo, l'incontro in agenda veniva cancellato. Non ci resta che sperare che il parlamentare, accanto al suo interessamento per la Sra. Betancourt, abbia espresso al Presidente Chavez anche la sua preoccupazione per i connazionali italiani colpiti dalla stessa sorte.
Scrivo come presidente dell'Associazione Abruzzese dello Stato Zulia, nonché vicepresidente del Comites della circoscrizione di Maracaibo e come direttore dell'ITALO, per lanciare un SOS alle nostre autoritá in Italia, affinché prendano coscienza una volta per tutte che gli italiani del Venezuela e particolarmente nell'occidente del Paese al confine con la Colombia, si trovano in una situazione di costante pericolo di sequestro e vivono quindi momenti di ansia ed angoscia.
Il Comites di Maracaibo, cosí come la nostra Associazione sono in costante contatto con le autoritá italiane nel Paese e con quelle locali. Si sono ioncontrati personalmente con il sindaco della Cittá Giancarlo Di Martino, il quale si ha promesso di impegnarsi a fondo per la cattura delle bande malavitose. Frequenti gli incontri con i funzionari Anti Sequestro presso l'ambasciata di Caracas. Sappiamo che stanno svolgendo un ottimo lavoro, offrendo la loro consulenza alle forze di polizia nelle indagini ed alle famiglie dei rapiti, ma evidentemente non é sufficiente.
I governi cambiano, ma le istituzioni restano. Ci auguriamo che l'Italia intervenga in questa situazione che é diventata drammatica.

Giovanni Margiotta Direttore dell'ITALO, Maracaibo, Venezuela/Italia Estera