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agosto 28, 2019

Venezuela, allarme Caritas: ci sarà una generazione di venezuelani con malattie croniche causate dalla denutrizione







Malgrado pochi anni fa, per ragioni che non citerò in questa sede, la FAO  ha, addirittura, premiato il dittatore Nicolás Maduro per la sua lotta contro la fame in Venezuela, mentre la popolazione moriva già, letteralmente, per denutrizione.
Oggi  l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura riporta che 3,7 milioni di venezuelani è in stato di denutrizione.  La denutrizione infantile ipoteca il futuro di un’intera generazione di venezuelani. La Caritas ha constatato che almeno il 12% dei bambini venezuelani fino ai 5 anni, patisce di denutrizione acuta.
La Caritas monitora 17 dei 24 Stati  del venezuela.
“Le condizioni di vita delle nostre famiglie, dei bambini, peggiorano di giorno in giorno. Ormai dei 12 alimenti necessari alla sopravvivenza, riescono ad averne solo quattro. I venezuelani hanno eliminato le proteine dalla loro alimentazione e quindi si tratta di persone con alto indice di vulnerabilità” ha dichiarato la direttrice della Caritas Venezuela, Janeth Márquez.
Marianella Herrera, nutrizionista e direttrice del Observatorio Venezolano de la Salud ha avvertito che non si tratta solo di bambini in stato di denutrizione ma anche di donne gravide che non possono alimentarsi in maniera sufficiente e quindi in stato di denutrizione severa.
Ci sarà una generazione di venezuelani con malattie croniche causate dalla denutrizione durante la gestazione e nei primi anni di vita. La generazione più colpita avrà seri problemi a partecipare e incorporarsi nelle attività scolastiche e, a lungo andare, a sviluppare le proprie capacità professionali. In poche parole l’intelletto di queste persone non riuscirà a svilupparsi.
Non esistono programmi di regime che permettano un miglioramento di questa situazione che certo non può aspettare i giochi di potere e politici. Gli aiuti umanitari non possono entrare in Venezuela e il quadro è disastroso.
A fronte di anni di silenzio sulla crisi che vive il Venezuela, complici i giochetti politici internazionali, tra cui non si esime l’ex governo italiano, il rapporto 2019 della FAO risulta essere di fondamentale importanza. La denutrizione in Venezuela si è quadruplicata passando dal 6,4% del 22012-2014 a oltre il 21,2% nel 2016-2018. Si parla di otto milioni di esseri umani che patisce la fame.
Ma il mondo tace.
L’Italia pure.
C'è addirittura chi sostiene il dittatore.

di Carlos Gullì (@cosmodelafuente)
Fonti "Diario de Cuba"
F.A.O.  - Caritas Venezuela
REDHNNA (Red por los Derechos Humanos de los niños niñas y adolescentes)
Familia Futura - Associazione italo-venezuelana a Torino, per i Diritti Umani e la libera informazione.
[Video] especial NTN24

novembre 10, 2018

Diciamoci la verità! In Venezuela si muore letteralmente dalla fame (video)











Milioni sono i venezuelani che fuggono dalla fame e dalla disperazione che hanno vissuto nel loro paese. 
La denutrizione di bambini e adulti è una vera e propria calamità. Le associazioni italiane e internazionali che difendono i Diritti Umani lanciano un grido di allarme.
I venezuelani che approdano, ormai, in tutti i paesi del mondo, possono fare molto. Ora sono liberi di parlare, di denunciare, di seminare la "verità" che troppo spesso viene taciuta per nascondere la verità. Si tratta di una gravissima crisi umanitaria e alimentare senza precedenti nel paese che diede i natali a Simón Bolívar.
Il video vuol essere un richiamo alla sensibilizzazione.
Condividelo anche tu!
Grazie

Son millones los Venezolanos que huyeron del hambre y la desesperación. La desnutrición y la miseria afectan a niños y adultos. Muchas las asociaciones italianas como internacionales defensoras de los Derechos Humanos lanzan un grito de alarma.
Lo venezolanos por el mundo pueden hacer mucho. Ahora que pueden hablar, denunciar, sembrar verdades que tuvieron que callar porque no fue posible revelarlas.
La gravísima crisis humanitaria que está viviendo Venezuela, el país de Simón Bolívar.
El video es un llamado a sensibilizarse.
¡Compártelo tú también!
Gracias



novembre 09, 2018

FAO: Venezuela è il paese sudamericano con il maggior numero di persone in stato di denutrizione


🇮🇹Secondo un rapporto della FAO, la fame in America Latina e nell'area caraibica è aumentata, nel 2017 per il terzo anno consecutivo. Ormai è un dramma che colpisce 39,3 milioni di persone, el 6,1 della popolazione.
Il paese dove è aumentata maggiormente è proprio il Venezuela, dove la cifra delle persone denutrite è arrivata a 600 mila, negli anni dal 2014 al 2017.
La grave crisi umanitaria che ha colpito il Venezuela continua a mietere vittime, anche per la decisione del governo di non accettare aiuti dall'estero.


🇻🇪El hambre en América Latina y el Caribe aumentó en 2017 por tercer año consecutivo y se convirtió en un problema que afecta a 39,3 millones de personas, el 6,1 % de la población de la región, advirtió hoy la FAO.
El país en el que más aumentó el hambre es Venezuela, donde la cifra de personas desnutridas se disparó en 600.000 entre los años 2014 y 2017, precisó la Organización de las Naciones Unidas para la Alimentación y la Agricultura (FAO).

Las cifras forman parte del informe “Panorama de la seguridad alimentaria y nutricional en América Latina y el Caribe 2018”, elaborado junto a la Organización Panamericana de la Salud (OPS), Unicef y el Programa Mundial de Alimentos (WFP).

El documento destaca también que la obesidad se ha convertido en la mayor amenaza nutricional de Latinoamérica, donde cada año hay 3,6 millones de obesos más y el sobrepeso afecta a 250 millones de personas, el 60 % de la población de la región.

El informe, difundido este miércoles en la sede regional de la FAO, en Santiago, destaca que el hambre ha tenido una tendencia al alza en los últimos años, con un incremento de 200.000 personas desnutridas entre 2015 y 2016 y de 400.000 entre 2016 y 2017, cifras que muestran que “la velocidad del deterioro está aumentando”.

En Argentina, Bolivia y Venezuela, además, el número de personas desnutridas ha subido año a año desde 2014. La situación es especialmente preocupante en Venezuela, donde hay 3,7 millones de habitantes subalimentados, el 11,7 % del total. 
La cifra de desnutridos en ese país ha pasado de 1,1 millones en el bienio 2010-2012 a 3,7 millones en 2015-2017, con lo que Venezuela se acerca a la realidad que había a comienzos de este siglo y pierde los avances logrados en la década anterior, señaló la FAO.

Haití sigue siendo el país de la región con una mayor incidencia del hambre con 5 millones de personas, el 45,7 % de su población, seguido de México con 4,8 millones, equivalente al 3,8 % de los habitantes.

Pese a esto, Haití y México, junto a Colombia y República Dominicana, son los únicos cuatro países latinoamericanos en los que la desnutrición ha disminuido desde 2014.
En otros once países la cantidad de personas subalimentadas se mantuvo sin cambios en 2017: Chile, Costa Rica, El Salvador, Ecuador, Guatemala, Honduras, Jamaica, Nicaragua, Panamá, Paraguay y Perú.

Según el informe, Brasil, Cuba y Uruguay son los tres únicos países de la región con porcentajes de hambrientos inferiores al 2,5 % de su población.
Además del hambre, el sobrepeso y la obesidad se han convertido en la principal amenaza nutricional de América Latina y el Caribe.

Casi uno de cada cuatro adultos es obeso y el sobrepeso afecta al 7,3 % de los niños menores de cinco años, por encima del promedio mundial, que es del 5,6 %, señala el informe.

“La obesidad está creciendo descontroladamente. Cada año estamos sumando a 3,6 millones de obesos a esta región (…) La situación es espantosa”, afirmó el representante regional de la FAO, Julio Berdegué, al presentar el documento.
[EFE -  SU NOTICIERO]
@cosmodelafuente

http://sunoticiero.com/venezuela-pais-mayor-desnutricion-latinoamerica-segun-la-fao/

giugno 10, 2015

Maduro alla fine! La ruina de Venezuela llegò a su acta final

Finálmente el mundo se dio cuenta y Maduro llego a su recta final.  Ya no sabe como esconder la realidad de Venezuela y quien sabe, la #FAO se haya arrepentido del premio que le otorgaron, porque el planeta se enteró de que Venezuela no aguanta más la situación invivible y la violación de los Derechos Humanos. El Chavismo perderá su imagen de socialismo lindo y será muy pronto reconocido como una dictadura hacia la muerte de los pueblos.
Los ex Chavistas que se maniefesten ahora o callen para siempre, pero acuérdense que después, que es muy pronto, será difícil conseguir Venezolanos (los verdaderos) que confíen con Ustedes. En este artículo en idioma Italiano se enumeran las desgracias de Venezuela hechas por Maduro y por Chávez y la mentira de considerar nuestro país oasis de buena vida.
Reflexionen poco y digánlo ya que se equivocaron y que aborrecen el chavismo y pónganse hoy al lado de la democracia.
Cosmo de La Fuente


Il Paese è stretto tra iperinflazione e mercato nero del dollaro: le banche di investimento stimano per quest'anno un aumento dei prezzi tra il 108 e il 175%. Intanto la valuta locale continua a perdere terreno e il Paese, in crisi per il calo del prezzo del petrolio, rischia il default entro fine anno
Un malore dichiarato all’ultimo minuto gli ha impedito di volare a Roma, dove avrebbe incontrato il Papa Jorge Bergoglio e ricevuto un premio dalla Fao, per essere alla guida del “Paese che ha combattuto di più la fame nel mondo, grazie ai programmi sociali di cibo e al lavoro quotidiano instancabile”. Stiamo parlando di Nicolas Maduro, presidente della República Bolivariana de Venezuela. Un’isola felice? Non proprio. A dispetto dei piccoli progressi fatti negli anni per le fasce più povere della popolazione, il Venezuela oggi è sull’orlo del collasso. Da mesi il governo chiede alla Banca centrale, al ministero delle Finanze e all’Istituto nazionale di statistica di non rilasciare dati sull’andamento dell’economia.

Un segnale che rafforza le stime allarmanti prodotte, tra gli altri, dagli investitori istituzionali, molti dei quali iniziano a credere a un default del Paese entro la fine dell’anno. Secondo fonti ufficiose dell’Istituto di statistica, che si riferiscono alla fine del mese di maggio, negli ultimi 12 mesi i prezzi al consumo sono cresciuti del 108 per cento. Le banche di investimento confermano: per Jefferies i prezzi sono più che raddoppiati nell’ultimo anno, secondo JP Morgan il secondo trimestre si chiuderà con un +108% e Hsbc vede un incremento fino al 175 per cento. L’iperinflazione sta aggravando il problema della spesa per i venezuelani. Che, in coda per ore, devono ora fare i conti non solo con l’assenza dei prodotti di prima necessità – farina, latte, olio, carne – dagli scaffali dei supermercati, ma anche con il loro costo, ogni giorno più proibitivo.

A Caracas vige infatti dal 2003 una doppia politica cambiaria, che vede un cambio ufficiale con il dollaro fermo a 6,3 bolivares per biglietto verde e un cambio ufficioso di mercato – dove si acquista la valuta americana, che le rigide regole del governo non autorizzano, ma anche euro – giunto oggi fino ai 424 bolivares per dollaro. La valutazione è di DolarToday, sito che dalla cittadina colombiana di Cucuta, al confine con il Venezuela, aggiorna il mondo latino sul valore di mercato della divisa venezuelana. Per rispondere al gap di realtà, l’esecutivo nello scorso marzo ha intrapreso due strade. Una mediatica, oscurando DolarToday così come altri siti tra cui Amazon, Pinterest e Snapchat, e dichiarando guerra a Google e Mozilla. E una economica, lanciando due nuovi livelli di cambio, a 12 e 199 bolivares per importazioni prioritarie. Non è bastato, e solo nel mese di maggio il bolivar ha perso sul mercato oltre il 30% del suo valore, passando dai circa 300 a punte di 441 nei giorni scorsi.Qualcosa è cambiato negli ultimi tempi. Per anni il cambio di mercato si era sempre mantenuto vicino al cosiddetto “cambio implicito”, cioè il numero di bolivares in circolazione diviso per le riserve straniere detenute da Caracas. In alcuni periodi il cambio implicito aveva addirittura superato il cambio di mercato, restituendo il segnale di un Paese che aveva fiducia nella propria moneta. Oggi la situazione è ribaltata, e il cambio di mercato vale tre volte il cambio implicito, nonostante l’involontario aiuto del deterioramento dei conti pubblici, nella fattispecie la corposa riduzione delle riserve straniere. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, per la società di ricerca e consulenza Latinvest Group Holding il Paese ha perso oltre 7,3 miliardi di dollari delle sue riserve straniere in soli 3 mesi: si sono ridotte a 16,9 miliardi. Un livello che non si vedeva dal 2003, quando il prezzo del petrolio era intorno ai 20 dollari al barile. Oggi il greggio viaggia a ridosso dei 60 dollari.

Nonostante ciò, e, anzi, forse proprio per questo, si guarda con preoccupazione alle scadenze dei titoli di Stato: di qui alla fine dell’anno è previsto un esborso di circa 5 miliardi di dollari. La sfiducia sembra dominare nel Paese che diede i natali a Simon Bolivar. Non solo nella propria moneta – il dollaro rappresenta infatti un “bene rifugio” e per questo è ambito – ma anche nella capacità di ripresa della República. Secondo un sondaggio di maggio della Universidad Católica Andrés Bello (UCAB), tra le più autorevoli del Paese, il 50% dei venezuelani vede un Paese in regresso, mentre un ulteriore 37% lo percepisce fermo.
Nelle carceri, nonostante le proteste dell’Onu, restano 77 prigionieri politici, compreso Leopoldo Lopez, leader dell’opposizione, che da circa due settimane sta portando avanti con altri 10 oppositori del governo uno sciopero della fame. L’attenzione delle autorità, però, sembra fermarsi qui. La criminalità resta un’emergenza: nel 2014, secondo l’Osservatorio venezuelano sulla violenza, si sono contati 24.980 omicidi. Un livello che ne fa il secondo Paese al mondo per morti violente. E sono un incentivo in più, per chi ne ha la possibilità, a dirigersi verso altri lidi. Se i più facoltosi si sono trasferiti a Miami già da qualche anno, Bogotà sta rappresentando negli ultimi tempi un approdo molto soddisfacente per una fascia sempre più ampia della classe media venezuelana. Un fenomeno che interroga gli stessi colombiani sul cambiamento della propria struttura sociale, culturale ed economica. E rappresenta l’altra faccia della miope denuncia fatta qualche giorno fa da Maduro, scagliatosi contro l’emigrazione colombiana in Venezuela, parlando di “emergenza umanitaria”.

Il successore di Hugo Chavez ha definito la Colombia un “esportatore netto di povertà nei confronti del Venezuela”, con 180mila ingressi solo nell’ultimo anno per una comunità complessiva di 5,6 milioni di persone. “Quando le famiglie colombiane arrivano in Venezuela, non lo fanno con ricchezze e proprietà, ma arrivano con la povertà”, ha dichiarato. E infatti chi si trasferisce da Bogotà a Caracas è allettato non solo dalla possibilità di avere università e sanità gratuite, ma anche dall’opportunità di sfruttare la forza relativa della propria moneta, contro la caduta libera del bolivar. Quanto durerà ancora tutto questo non è prevedibile. A novembre intanto, salvo cambi di programma in corsa, si terranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale.
Ilfattoquotidiabo
#cosmodelafuente


giugno 06, 2015

FAO, venezuelani protestano a Roma contro il premio a MADURO





Protesta contro la FAO, sospetta compera del premio.
I venezuelani si ribellano! Maduro non merita quel premio perchè il Venezuela sta morendo di fame.
Da leggere!!
CLICCA SUL LINK
 
http://www.newnotizie.it/2015/06/fao-i-venezuelani-dicono-no-a-roma/

maggio 22, 2015

Venezuela acto final?

Venezolanos de todo el mundo: Tu Paìs cuenta contigo
Sí queridos amigos y hermanos, es verdad, mientras nosotros estamos luchando y llorando por la triste realidad de Venezuela, los adultos que viven en el País parece que se dejen vivir. Esto era lo que quería el Régimen de Maduro y antes el de Chávez.
Hartos de violencias, de represión, y de falta de cualquier género de la cesta básica han llevado a nuestros hermanos que viven en Venezuela a perder el interés que algo cambie. No podemos decir la misma cosa de los estudiantes, que han luchado y siguen luchando, sufriendo y siendo vícrimas de torturas y de maldades de parte de los asesinos Maduro y Cabello.
Entonces, qué es lo que vamos a hacer? Dejar que el País que nos trajo al mundo llegue a su final sin hacer nada o podemos darle fuerza a los estudiantes y seguir informando al mundo de lo que está pasando? No crean que no va a ser útil nuestra lucha, es la que más teme el tirano, ya sabe que el mundo se dio cuenta de lo que pasa en Venezuela y es por eso que ha comprato el reconocimiendo de la FAO. Él es un asesino, no cabe duda, pero ahora conocemos también qué poco vale la FAO, alíandose, por interés con un dictador Colombiano, Maduro, jefe de un gobierno dictatorial en Venezuela.
Nuestros hermanos siguen sufriendo y ahora no quieren perder lo que le queda de vivir, fingiendo que Venezuela sia la misma de hace 30 años atrás, lo niños vienen indocrtrinados como lo hacía Saddam Hussein y otros locos de la historia. Fingiéndose Revolucionarios del Socialismo se han comprado otros líderes asesinos en el mundo. Bueno no podemos pararnos.
Yo como Venezolano no podré nunca fingir que Venezuela sea el País que era cuando yo era niño, y voy a seguir hablando, escribiendo, cantando, componiendo, hasta bromeando. Que sean Redes Sociales, que la Televisión, Radio o encuentros de cualquier tipo, hasta el último aliento seguiré gritando la verdad, aunque yo llegara a vivir en la Luna.
Venezuela nació libre, rica, sin dictaduras, y quiero que vuelva a ser así. Los asesinos al gobierno tienen sus cómplices en todo el mundo, las oficinas consulares claro, y otros gobiernos corruptos, pero nosotros somos el alma, el corazón de Venezuela y en contra de eso nadie puede hacer nada.
Venezuela Libre, porque eres nuestra Patria y no la vamos a dejar morir sin, por lo menos, luchar hasta el final a su lado.
Esto es lo que siento y espero, hermanas y hermanos, que sean siempre más lo que se junten al proceso de recuperación de nuestra Madre Tierra, a lo mejor con ayuda de otros Pueblos Latinos, que sufren también de algo similar. Pero a darle fuerte. A informar a todos, a pasar y difundir nuestras noticias en todas la redes, y quien pueda a los periódicos, a las TV. Doy gracias a Dios por tener tantos seguidores, a pesar de que no sean todos los 9 millones Venezolanos, viven en todo el Planeta y eso quiere decir que nuestro granito de arena va a llegar en todos los lados. Porque el trabajo que todos en Italia y en el mundo estamos haciendo es un trabajo de grupo, en Italia como en todos los paises. La unión es muy importante y los que tengan familia, amigos o conocientes en Venezuela, infórmelos para que vean lo que no logran ver quedando encerrados en sus casas. Si no lo haremos los asesinos van a ser contentos.
Cosmo de La Fuente

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Venzuela: La triste historia de un venezolano en Roma (+ video) con Cosmo de la Fuente

Silencio. Nelson en Roma Él no dejó Venezuela por turismo, sino para buscar una vida mejor. En su patria era pobre de pan, pero inmensamente...