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agosto 30, 2020

Venezuela, María Corina Machado: basta farse e inutili consultazioni. Guaidó ha fallito!




Maria Corina Machado, leader e coordinatrice di Vente e il presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidó,  si sono riuniti per discutere la proposta di ‘patto unitario’ che Guaido ha annunciato giorni fa. Com'era prevedibile, non si è raggiunto nessun accordo. Machado resta sulle sue posizioni chiare e decise dimostrando, ancora una volta, di rappresentare lealmente i venezuelani
Poco dopo l’incontro la coordinatrice ha pubblicato su twitter un video e una lettera in cui  ha chiarito i suoi punti di disaccordo. Di seguito un breve riassunto della lettera:

Guaidó ha proposto di promuovere una nuova consultazione con i venezuelani: noi venezuelani siamo stati già consultati il ​​16 luglio 2017 e il nostro mandato è stato violato. Noi venezuelani conosciamo la natura del regime che abbiamo di fronte. Sappiamo benissimo che non  cadrà con i voti. Non c’è nulla da consultare!
Non è vero che i venezuelani possono solo scegliere tra la permanenza indefinita di Maduro, attraverso farse elettorali, o la permanenza indefinita del governo ad interim, attraverso consultazioni plebiscitarie. L'alternativa per la liberazione del Venezuela è l'Operazione di pace e stabilizzazione (OPE), che richiede il coordinamento delle forze interne ed esterne con una solida strategia.
Il presidente ad interim ha a disposizione 120 giorni per fare ciò che non ha fatto in 17 mesi. L'angoscia della gente per strada non puó aspettare il 5 gennaio, bisogna agire subito.
Né María Corina né Vente Venezuela parteciperanno a un programma di distrazione mascherato da unità con persone accusate di corruzione e complicità. Guaidó risponde al G4, composto dai capi dei partiti dell'Assemblea nazionale.
María Corina e Vente Venezuela hanno sostenuto Juan Guaidó come presidente in carica nel gennaio 2019 perché si era impegnato ad una non negoziabile uscita del regime di Nicolás Maduro. Sosteniamo ancora quello che aspiravamo di essere:  un governo ad interim concentrato sull'obiettivo di porre fine all'usurpazione.
Lo abbiamo affermato pubblicamente, attraverso due lettere private alle quali non hanno mai risposto e in tre incontri prima di quello di ieri sabato.
Ribadiamo la necessità di istituire un'opzione di forza e attivare il Tiar.  María Corina ha contribuito personalmente a questo compito ma non c’è stato alcun impegno da parte dell’Amministrazione ad Interim.
Hanno rifiutato di approvare l'articolo 187.11, che sarebbe parte del quadro giuridico per il sostegno internazionale oltre che un messaggio inequivocabile, sia ai nostri alleati internazionali che al regime stesso.
Abbiamo creato un dispositivo in cui la coalizione internazionale può attivarsi nel rispetto della Costituzione, la stessa che ha permesso la nomina di Guaidó a Presidente ad interim.
Dopo 17 mesi dopo che Guaidó è stato nominato presidente ad interim, la sua amministrazione insiste nel proporre un governo di emergenza nazionale, ma è Guaidó il governo di emergenza nazionale ,  almeno,  così avrebbe dovuto essere.
Finché Guaidó e l’Amministrazione ad interim non spezzeranno i legami che li legano a gruppi o individui che si sono arricchiti grazie al regime  che ha infiltrato e finanziato attori dell'opposizione,  non ci sarà alcuna unità e  nessuna via d'uscita. I deputati  che ora convivono con il regime alla luce del sole, sono venuti fuori da quei partiti politici .
Sono molte le denunce che dovevano essere trattate e delle quali  la società attendeva una risposta, anche in nome del prestigio della leadership democratica venezuelana. La dura realtà è che la cessazione dell'usurpazione, come obiettivo inalienabile, è destinata a essere annullata .
Alcuni dei leader dei partiti con cui Guaidó opera, si sono mossi verso una possibile partecipazione alle elezioni fraudolente organizzate dal regime.
L'unità è un concetto prezioso che non dovrebbe essere utilizzato nelle manovre politiche. L'unità si basa su obiettivi definiti in precedenza e sui codici di condotta .
Accompagneremo l'unità nel momento in cui lavorerà per cacciare  Maduro e il suo regime nel più breve tempo possibile attraverso un'operazione nazionale e internazionale.

Con tutta la stima, l’amore e la simpatia che tu possa provare per un rappresentante politico, non puoi cancellare la verità negando la realtà. Una verità che si è voluta nascondere ma che oggi, grazie alla voce di MCM, è sotto i riflettori del mondo.
Fino ad oggi abbiamo lottato per la verità, per abbattere quei muri di complicità, di malcelata collaborazione  con il regime, abbiamo allertato sul seme del chavismo che esiste (anche) tra le fila di quella che dovrebbe essere l’opposizione, di cui buona parte si associa alla corruzione e alla criminalità al potere. Perché continuare a fingere di non sapere che il governo ad interim di Guaidó ha semplicemente ossigenato il regime?

Sono stanco di chiacchiere e di finzioni, di falsi liberatori. Se dopo quanto abbiamo vissuto, almeno da due decenni, non siamo ancora in grado di aprire gli occhi, significa che non vogliamo aprirli. Machado ha espresso quello che la maggioranza dei venezuelani pensa e non per niente la fiducia su Guaido e la sua amministrazione è scesa quasi al livello di quella di Maduro.
Crollano uno dopo l’altro i leader di cartone, quelli che  sono scesi a patti con Maduro, che si sono abbuffati durante il banchetto  della spartizione del potere, mentre i venezuelani hanno continuato a morire di fame e di privazioni. Hanno ingannato le loro speranze e tradito la fiducia riposta nel liberatore di turno il quale, come sempre, non ha mantenuto le sue promesse, non ha agito quando avrebbe potuto, che si è riempito la bocca di tante belle intenzioni, rimaste sempre e solo parole. L'opposizione perfetta per il regime, quella che resta immobile e si lascia ammaliare.
Mi domando se sia peggiore la tirannia criminale che ha gettato la maschera o la discutibile opposizione che ti accarezza e promette di lottare per la libertà ma  poi si prostituisce al regime arricchendosi dalle sue mani?
È bene che anche l’Europa e i politici italiani si rendano contro di quale sia la realtà del Venezuela di oggi, sempre che ci sia un vero interesse. I venezuelani vivono nella miseria di uno Stato fallito nelle mani di una narco-dittatura che ha distrutto tutto e, allo stesso tempo, vengono traditi da coloro che  negoziano con il regime. Oggi qualcuno l’ha denunciato ufficialmente.  La voce dei venezuelani si è alzata in coro: “Maria Corina Presidente del Venezuela”.

Malgrado abbia dichiarato di restare in maniera indefinita (ebbene sì, anche lui!) tra 120 giorni Guaidó non sarà più il Presidente ad Interim del Venezuela e il regime, attraverso la farsa elettorale del 6 di dicembre, intende restare per sempre al potere sulle macerie del Venezuela.












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María Corina Machado, líder y coordinadora de Vente, y el presidente interino de Venezuela sostuvieron una reunión para discutir la propuesta de 'pacto unitario' que Guaidó anunció días atrás. Como era de esperar, no se llegó a ningún acuerdo. Machado permanece en sus posiciones claras y decisivas demostrando, una vez más, ser la voz de los venezolanos

Inmediatamente después de la reunión, la coordinadora publicó un video y una carta en la que aclaraba sus puntos de desacuerdo. A continuación se muestra un breve resumen de la carta.

Con toda la estima, el amor y la simpatía que puedes sentir por un representante político, no puedes borrar la verdad negando la realidad. Esa verdad que María Corina Machado, con su carta y el video, dio a conocer al mundo entero.
Si hasta ahora hemos luchado por la verdad, por derribar esos muros de complicidad, colaboración (encubierta) con el régimen, si hemos advertido que esa semilla del chavismo también existe entre las filas de lo que debería ser la oposición, ¿Por qué seguir ciegos?
Si creemos en todo lo que nos dicen solo porque necesitamos una esperanza, y lo sabemos que es por eso, entonces tenemos la capacidad de ver y entender la verdad.
Durante muchos años hemos cometido el error de creer y confiar en una oposición que hoy, una vez más, se burla de nosotros. Caer siempre en lo mismo no es más un error, es un mal incurable.
¿Cuál es el resultado de los pactos con el régimen? Unos obsequios, tal vez una liberación agoñada y se olvidan de lo peor:  liberan a uno y queda un vacante, un trueque de sangre (quién sabe a cambio de qué) por uno que liberan se llevan a 10 más. El régimen necesita rehenes como moneda de cambio. Todo el mundo lo sabe, pero no muchos hablan de ello.
Los líderes se derrumban, uno a uno, llegan a un acuerdo en esta espantosa repartición del poder y de la riqueza mientras los venezolanos siguen muriendo de hambre pensando que finalmente ha llegado el momento que todos estábamos esperando, un nuevo rostro y el populista de turno, que se llena la boca de tantas bellas intenciones que nunca pondrá en práctica. No importa, está listo el próximo nombre, otro rostro, otra voz ... que dirá las mismas cosas, que se reconciliará con el tirano. La oposición perfecta para al régimen, la que resulta útil. Se insultan, pero al final se sientan en la misma mesa. Todos comen, el tirano con  su cúpula criminal, y un poco más abajo los falsos opositores del G4.La única voz fuerte y clara es la de María Corina Machado, la única que ha denunciado la verdad.
Quién es más culpable, la dictadura criminal que ha perdido su máscara y que le puedes ver en los ojos en toda su ferocidad destructiva o esa oposición que te acaricia la cara y luego se prostituye ante el enemigo?
Avalar el fraude electoral por chantaje, de cualquier lado llegue, no nos traerá nada bueno, solo más miseria y chavismo.
Caer en el mismo error, por enésima vez, sería nuestra condena.  Digan lo que digan los electoreros por conveniencia y los activistas del show.
Es bueno que Europa y los políticos italianos también comprendan cuál es la realidad de la Venezuela de hoy, siempre que haya un interés real. Los venezolanos viven en la miseria de un Estado fallido en manos de la narcodictadura criminal que lo ha destrozado todo y, al mismo tiempo, son traicionados por quienes tendrían que defenderlos y que en realidad  negocian con el régimen. Hoy alguien lo denunció oficialmente. En la emoción de hoy se elevó a coro la voz de los venezolanos: "María Corina Presidenta de Venezuela".
A pesar de haber declarado que permanecerá indefinidamente en 120 días Guaidó ya no será el presidente interino de Venezuela y el régimen, a través de la farsa electoral del 6 de diciembre, piensa quedarse en el  poder para siempre , sentado sobre los escombros del país.

Opiniones

Esteban Hernandez: "Honor a quien honor merece. Desde hace rato que he criticado mucho a  María Corina Machado por no tomar, a mi juicio, ninguna posición firme, hoy me deja callado. La carta y el video son un batacazo en contra del G4 y el interinato que pretende ser eterno".

José Amalio Graterol: "La salida es a la fuerza, no con votos, ni maniobras politiqueras! Si Guaidó quisiera derrocar al régimen, estuviera en Washington convenciendo y explicando, el peligro que los narcoterroristas representan para el hemisferio".


Cosmo de la Fuente

agosto 20, 2020

Venezuela, Maria Corina Machado: basta di false elezioni e dialoghi inutili. Un intervento straniero è l'unica soluzione









Il Venezuela resta in mano della tirannia anche a causa di una debole opposizione che non fa che scendere a patti con la narco-dittatura di Maduro.
Un’opposizione che si oppone ad un deciso aiuto straniero, sapendo che non esiste altra via d’uscita, non è una vera opposizione.
María Corina Machado in esclusiva per DW.
La leader di Vente Venezuela non crede nelle elezioni come mezzo di transizione in Venezuela. Nemmeno nel dialogo con il regime Maduro. Si dice convinta che l'unica strategia politica è l'intervento straniero.
Sebbene l’opposizione di Guaidó abbia avuto un’ottima occasione a maggio del 2018, quando Maduro è stato disconosciuto da quasi tutto il mondo mentre Il Presidente ad Interim è stato riconosciuto da oltre 60 paesi del mondo,  il Parlamento presieduto da Guaidó ha perso tutto il suo potere che resta in mano a Maduro e a Cuba, persino il Palazzo del Parlamento.
A cosa ci è servito? Abbiamo fatto un passo indietro, il processo elettorale non ci porterà mai alla liberazione del Venezuela ed è ora che tutti lo capiscano. Non dimentichiamo che quella di Maduro è una struttura criminale che non concederà mai nulla. Una struttura sostenuta dalla Russia, dagli Hezbollah, dall’Iran e dai cartelli della droga.
Tredici dialoghi non sono serviti a nulla, il regime si è preso gioco del Papa, dell’Unione europea, dei cancellieri del Messico e del Cile, della Norvegia. È ora di dire basta!
L’intervento straniero è l’unica possibilità. Non si tratta di un’invasione militare, come accadde in Normandia, siamo nel 2020, ma di un intervento forte politico e umanitario. Il Venezuela muore, ogni giorno di più.
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Venezuela permanece en manos de la tiranía también debido a una débil oposición que no hace más que aceptar la narcodictadura de Maduro.

Una oposición que se opone a una ayuda exterior decisiva, sabiendo que no hay otra salida, no es una oposición real.
María Corina Machado en exclusiva para DW.
La líder de Vente Venezuela no cree en las elecciones como medio de transición en Venezuela. Ni siquiera en diálogos con el régimen de Maduro. Está convencida de que la única estrategia política es la intervención extranjera.
Aunque la oposición de Guaidó tuvo una excelente oportunidad en mayo de 2018, cuando Maduro fue repudiado por casi todo el mundo mientras el presidente interino era reconocido por más de 60 países de todo el mundo, el Parlamento presidido por Guaidó lo perdió todo. su poder que queda en manos de Maduro y Cuba, incluso del Parlamento.
¿Qué nos hizo? Hemos dado un paso atrás, el proceso electoral nunca nos llevará a la liberación de Venezuela y es hora de que todos lo comprendan. No olvidemos que la de Maduro es una estructura criminal que nunca cederá. Una estructura apoyada por Rusia, Hezbollah, Irán y los carteles de la droga.
Trece diálogos fueron inútiles, el régimen se burló del Papa, de la Unión Europea, de los cancilleres de México y de Chile, de Noruega. ¡Es hora de decir basta!
La intervención extranjera es la única posibilidad. No se trata de una invasión militar, como pasó en Normandía, estamos en 2020, sino de una fuerte intervención política y humanitaria. Venezuela muere, más cada día.



luglio 28, 2020

Venezuela: cercasi vera opposizione senza tracce di chavismo

Risulta difficile ipotizzare quali possano essere gli scenari futuri del Venezuela. Ieri il prof. e politologo Edgardo Ricciuti, in poco più di 40 minuti, attraverso un live instagram, ha illustrato la situazione politica venezuelana. Un quadro allarmante visto attraverso gli occhi del fondatore del gruppo di Resistenza "Rumbo Libertad". 
Risalta la completa sfiducia verso i partiti politici, che regolarmente, dice Ricciuti, si adeguano e non combattono per un cambio radicale. 
La maggioranza dei venezuelani è convinto che Juan Guaidó avrebbe dovuto chiedere aiuto internazionale. 
"Si ritengono democrati ma non ascoltano il volere dei cittadini" sostiene Ricciuti. 
Per quanto riguarda la passività da parte delle forze militari venezuelane, le quali non  sono -ancora- dalla parte del popolo, il politologo ha sottolineato: "per mettersi dalla parte dei cittadini in rivolta, i militari hanno bisogno di vederci chiaro, ci vuole una tattica, una strategia su cui contare".
Sicuramente un apporto importante potrebbe offrirlo  un personaggio come Edgardo Ricciuti, fondatore di un movimento più radicale, certamente, ma che ci vede molto chiaro e, soprattutto, non ha peli sulla lingua.

Link al live in due parti

Prima parte                         Seconda parte

Sono lontani i canti di giubilo che seguirono la nomina di Juan Guaidó Presidente ad interim del Venezuela. Il suo gradimento è andato scemando col passare dei mesi per via della sua staticità nel prendere iniziative e i sospetti riguardo gli aiuti internazionali la cui destinazione resta sconosciuta. A prescindere da questo Guaidó, purtroppo, rappresenta quell'opposizione che scende a patti con il regime di Maduro, cosa che disturba non poco i venezuelani, tant'è che da un'inchiesta risulta che l'80% dei venezuelani chiede che Donald Trump smetta di sostenere Guaidó. 
Il giovane Presidente, legato a personaggi della "solita" politca, ha perso credibilità e fiducia da parte di chi vuole realmente uscire dal disastro in cui è piombato il Paese.
L'amministrazione del Presidente ad interim è conscia del calo di simpatie e prova a salvare il salvabile, invia la propria delegazione in giro per il mondo organizzando eventi e incontri per rinfrescarne il sentimento. 
Da un'altra parte  il Regime criminale di Maduro, attraverso i suoi rappresentanti ufficiali - in Italia, ma anche in tutto il mondo - organizza eventi e conferenze che non sono altro che propaganda di regime. 

Oltre a quell'opposizione che scende a compromessi con il regime, vi è la posizione di María Corina Machado, coordinatrice di Vente Venezuela, di cui ho parlato in questo articolo, la quale si colloca fuori dalla tanto criticata coalizione MUD, si smarca dai negoziati e gli inutili dialoghi degli ultimi anni, e si pone come alternativa d'opposizione da cui si evince la collocazione filoamericana.
In quest'occasione, attraverso un articolo apparso su El Tiempo, approfondiamone la conscenza.

Uniti senza scendere mai a patti con i corrotti.
E’ il messaggio forte, chiaro e diretto di María Corina Machado.
La posizione di María Corina Machado apprare chiara, e promette che non permetterà che individui che si spacciano per oppositori, rubino il futuro del Venezuela. Ha confermato che Vente Venezuela, il partito di cui è fondatrice e coordinatrice, non parteciperà a patti criminali, né deviazioni dalla rotta verso la libertà. I venezuelani hanno diritto di chiedere spiegazioni e trasparenza.
Nell’intervista rilasciata a El Tiempo, Machado risponde ad alcune domande importanti, che gettano luce sulla sua posizione, che non intende scendere a compromessi con il regime.
[ET] Sono passati tre anni dal plebiscito del 16 luglio 2017, quando quasi 8 milioni di venezuelani in tutto il mondo, seguendo la linea dell’opposizione della MUD, ha espresso il suo voto. Che cosa è successo da quel momento, tra te e il gruppo  di cui fa parte il cosiddetto G4? Quando iniziano le azioni che hai denunciato in questa lettera?
[MCM] Quel giorno, in un atto di ribellione, di organizzazione civica senza precedenti, quasi 8 milioni di venezuelani hanno dato un mandato molto chiaro, nel senso che la priorità per salvare il Venezuela è di provocare l'uscita del regime criminale, smantellare le mafie al potere e una serie di istruzioni molto precise alla direzione politica, che rappresenta la legittima Assemblea Nazionale, per quanto riguarda la procedura per raggiungere lo scopo prefissato.
E scartando, ovviamente, le manovre e le trappole progettate dal regime, dai cubani, dai loro complici internazionali, che stanno cercando di placare le forze interne, confondere gli alleati internazionali e ovviamente ossigenare il regime di Maduro.
Sto parlando di frodi elettorali sotto un regime usurpatore che non consente, poiché non esiste sovranità nazionale, l’ esercizio della stessa e, naturalmente, ripetuti appelli e iniziative del cosiddetto dialogo.
Abbiamo più volte chiarito che questo regime non cederà il suo potere, né a causa della farsa elettorale, né a causa di falsi dialoghi; e che esiste un’unica strada possibile.
Sfortunatamente, gli errori che sono stati commessi, ripetuti, tra i rappresentanti dell’Assemblea Nazionale legittima e in settori della leadership politica del paese hanno danneggiato l'accelerazione e il progresso del processo di liberazione del Venezuela, ciò che abbiamo chiamato OPE (Operazione di pace e stabilizzazione).
Nella vostra lettera (1) dite che le forze armate venezuelane non sono state "in grado di reagire". C'è ancora la possibilità che lo facciano? Ha senso continuare a lanciare appelli  alla Forze Armate Bolivariane?
Queste Forze Armate sono contaminate fino al  midollo da istruzioni cubane, del regime di Fidel Castro. Violentate nella loro istituzionalità, professionalità e dovere nei confronti della Repubblica, restando al servizio di  in un gruppo politico e, in questo caso, di un’organizzazione criminale.
Sono in procinto di diluizione. I nostri soldati muoiono di fame all'interno delle caserme mentre mogli e figli muoiono di fame a casa. Oggi il numero di gruppi criminali è superiore a quello dell'esercito stesso. Ma il peggio è il fatto che vengono spiati, seguiti e attaccati.
Quando il cosiddetto Ministro della Difesa, il signor (Vladimir) Padrino López, afferma: “mentre quelle forze militari, armate, rivoluzionarie, antimperialiste e Chaviste sono al potere, non ci sarà alcuna possibilità di cambiamento politico”, cosa possiamo aspettarci?

Questo signore, purtroppo, sta rivelando la verità ed ciò che segnaliamo da tempo, nel senso che se si dispone del monopolio su armi, denaro, legge, giustizia, media e territorio, il tutto nelle mani delle mafie, non si può parlare dell'esercizio della sovranità e è impensabile che quello che faranno sarà un processo elettorale che porterà a cambiamenti politici.
Sono convinta che nelle Forze Armate esista un nucleo istituzionale, che rappresenta la maggioranza, ma che al momento è stato neutralizzato e frammentato. Sono certa che nel momento in cui si avvererà la liberazione del paese e l’espulsione dei criminali che oggi posseggono il potere politico, anche le FA si liberaranno. Un gruppo molto importante di uomini e donne, sia attivi che in pensione, sarà fondamentale per neutralizzare e disattivare i gruppi criminali che si trovano in tutto il paese per poi garantire un processo di istituzionalizzazione e costruzione della nazione attraverso un periodo di transizione.
Pochi giorni dopo la pubblicazione della lettera, il presidente Donald Trump ha detto  che "qualcosa" sarebbe accaduto in Venezuela e che gli Stati Uniti sarebbero stati fortemente coinvolti. È questo ciò che ti aspetti quando insisti che i venezuelani da soli non possono?
Molti discutono circa la complessità dei rischi e dei costi di un'operazione di pace e stabilizzazione sul Venezuela.
Chi è contrario a tale operazione, dovrebbe fare una valutazione approfondita dei costi, in termini di vita per i venezuelani, nonché in termini di distruzione istituzionale di tutte le democrazie liberali di questo emisfero, perché è in corso un processo di destabilizzazione. Colombia, Ecuador, Perù, Cile lo hanno vissuto l'anno scorso, mentre il Brasile e persino gli Stati Uniti lo stanno vivendo oggi.
Tra gli episodi che, secondo te, hanno spezzato la fiducia dei venezuelani nei confronti di Guaidó, spiccano le designazioni a Monómeros Colombo Venezolanos e a CITGO, le risorse più importanti del Venezuela all'estero. Quali irregolarità hai riscontrato?
Ci troviamo in una fase in cui noi venezuelani abbiamo tutto il diritto di chiedere assoluta trasparenza e responsabilità, non solo nel caso di Citgo, di Monómeros, di cui abbiamo chiesto informazioni, ma nel rigoroso rispetto della legge venezuelana. Bisogna capire che oggi più che mai è giusto che il governo ad interim sia sotto la lente d’ingrandimento della società venezuelana come dovrebbe essere.
Le critiche e le richieste non indeboliscono la via della forza, al contrario, la rinforza.
Ad indebolire questa lotta sono gli  errori e le operazioni eseguite alle spalle del paese.
Come ad esempio l'anno scorso, 11 mesi di dialogo sotto gli auspici del governo norvegese, a Oslo e alle Barbados, e cosa incredibile sia i venezuelani che diversi alleati importanti, capi di Stato, alleati dal Venezuela, ne sono venuti a conoscenza attraverso i social network.
Ciò è inconcepibile perché mina un rapporto di fiducia a seguito  dell'applicazione del 233 e la creazione del governo ad interim.

Da segnalare anche l'emissione, da parte dei deputati dell'opposizione, di certificati di buona condotta a favore di una rete guidata dall'uomo di Barranquilla arrestato a Capo Verde, Alex Saab. Oltre ad essi, secondo le informazioni del portale Armando.Info, ci sarebbe anche un membro della “Fracción 16 de Julio”. C'è chi parla di doppia morale. Cosa può dirmi a riguardo?
I deputati della Fracción 16 de Julio siamo sempre stati chiari sul fatto che tutta la verità deve venir fuori.
Ogni venezuelano che in questo o in qualsiasi altro caso, sia stato coinvolto in un'attività irregolare e/o collegamenti con le mafie o con i soldi dei venezuelani deve affrontare la giustizia in modo implacabile.
L'AN sta conducendo un'indagine su questo caso in seno alla commissione di auditoria, e le informazioni che disponiamo sono che, esiste già una conclusione dell’AN riguardo il deputato (José Luis) Pirela , che fa parte della sezione 16 luglio, il quale viene  assolto totalmente da tali collegamenti con queste informazioni con cui è accusato.
Questa è stata la nostra posizione ferma e inequivocabile. Tutta la verità deve essere conosciuta. Tutto deve essere studiato. E questa continuerà ad essere la nostra posizione. Saremo anche più solidi, più implacabili in questa materia con le persone più vicine al nostro lavoro e ai nostri team.
Gli analisti politici hanno sottolineato la necessità che l'opposizione venezuelana si unisca nuovamente attorno a un programma comune, da promuovere agli alleati internazionali. Sarebbe  disposta di unire la sua lotta con quella della squadra guidata da Guaidó? In quali condizioni?
I venezuelani non sono mai stati uniti come oggi. Mai. È nell'interesse del regime dire al mondo che qui c'è una società polarizzata, che ci sono divisioni. No. Qui non ci sono né divisioni né dubbi.
Quello che non faremo è stabilire patti con complici o con persone corrotte. Perché una persona corrotta non combatterà mai la corruzione e la corruzione è la base, l'inizio, del processo di distruzione morale, istituzionale, economica, sociale, umana e familiare che il Venezuela sta vivendo oggi.
Continuiamo ad essere uniti al popolo venezuelano con un'unica rotta. Coloro che hanno cambiato strada, ed è già successo il 5 gennaio (quest'anno, quando era prevista la giuramento annuale della direttiva AN), quanti membri di quel gruppo poi denominato il G4, si lasciato comprare dal regime. Un gruppo invaso dai tentacoli del regime.
Ci sono persone che fanno molti soldi nel distruggere il Venezuela e guadagni prodotti dell'estorsione, del ricatto, della minaccia che il regime mette in atto.
Ho piena fiducia nei venezuelani, il quadro è chiaro ormai, si  sa chi è chi, non cadremo più nelle trappole ed è il momento in cui coloro che sono sotto pressione o che hanno esitato a cedere alla tirannia, sanno che imporremo la verità, la giustizia e la liberazione del Venezuela.
I nostri principali alleati di occidente non possono permettere a un'enclave di rimanere nel cuore di questo emisfero dove c'è la presenza di regimi criminali come la Siria, la Turchia, l'Iran con i loro alleati, che agiscono duramente sulla geopolitica, come Cina e Russia. L’installazione di loro  basi militari in Venezuela,  sponsorizzare il traffico di droga, il terrorismo, il riciclaggio di denaro e tutte le attività criminali che minano non solo le istituzioni e il sistema finanziario venezuelano, già distrutto, ma quella della Colombia stessa e degli altri paesi alleati.
Intervistata da “Impacto Venezuela” (video), Machado da dichiarato:
“C’è stato un grande errore da parte dell’amministrazione della presidenza ad interim. Non ha inviato un chiaro messaggio ai venezuelani, al regime e agli alleati internazionali. Ancora oggi non si capisce quale sia il progetto di Juan Guaidó. Una cosa è certa, da parte mia non riconosco i partiti “oppositori” del cosiddetto G4, quelli che  hanno negoziato con il regime di Maduro” ha aggiunto Machado.


      Lettera “Al servizio della verità. Una richiesta di riflessione”. di richiamo all’opposizione firmata da María Corina Machado, Antonio Ledezma, Diego Arria, Humberto Calderón Berti, Carlos Ortega, Enrique Aristeguieta Gramcko.









giugno 07, 2020

Successo del live “La silla caliente” con María Corina Machado, organizzato dai venezuelani in Italia e a Malta.




Grande successo del live zoom  La silla caliente con María Corina Machado, fondatrice e coordinatrice nazionale del partito politico di opposizione  VENTE VENEZUELA organizzato da “Vente Italia” e “Vente Malta”.  
Le coordinatrici, Luisa Elinor Ceccarelli per l’Italia e Ana Maria Raven Alcalá per Malta, dopo aver dato il benvenuto a María Corina, hanno presentato la loro equipe e dato il via al live, durante il quale la leader venezuelana ha risposto alle domande dei partecipanti sensibilizzando tutti, ancora una volta, sulla necessità del Venezuela ad uscire dalla situazione che attanaglia il Paese stravolto da una drammatica crisi economica-umanitaria che Machado ha definito un vero processo di “somalizzazione” voluto e causato dal regime. Ha ribadito, altresì, il fondamentale ruolo della diaspora nell’informare il mondo.
Per quanto riguarda la possibilità di un dialogo con il dittatore ha sottolineato che di falsi dialoghi ce ne sono stati almeno 12 negli ultimi anni, ma non serviti a nulla, sono stati utili  a mantenere il tiranno al potere.
Presente ospite dell silla  la senatrice Emma Bonino, rappresentante dei diritti civili nonché giornalisti italiani e venezuelani.  Il movimento ‘Stati Generali delle Donne’  la cui responsabile è la dottoressa Isa Maggi, ha  annunciato, di aver presentato il nome di MCM alla Commissione per il prestigioso Premio degli SGD con la seguente motivazione: "per la sua dedizione alla causa per far risorgere la sua meravigliosa e potenzialmente ricchissima terra da troppi anni di oscura tirannia. María Corina è il volto contro le mafie al potere che hanno sequestrato il Paese".
Vi è stato anche un momento di folklore in diretta da Marina di Camerota quando, dal ristorante dello chef venezuelano Jesús, insieme ad un gruppo di  italo-venezuelani, sono stati  mostrati in video due specialità culinarie: il pabellón, piatto tipico venezuelano e una pizza napoletana. Alla domanda - Quale preferisci? - la Machado ha risposto - entrambi, uno a colazione e l’altro a pranzo -
Familia Futura ha pubblicato qualche mese fa un articolo, poi ripreso anche dal Messaggero, che in poche righe ha raccontato la storia di una donna, Maria Corina, che ha affrontato in Parlamento Hugo Chávez e che non ha voluto mai scendere a patti con il regime venezuelano definendolo, in più occasioni, uno Stato mafioso.
Per conoscere la traiettoria di María Corina Machado leggi l’articolo CLICK QUI

La coraggiosa Dama de oro si è confrontata con la gente, qcirca 200 iscritti all'evento,  con la sicurezza e la chiarezza che la contraddistinguono, forte delle sue verità e dei suoi valori all’insegna della libertà del Venezuela per ricostruire una nazione repubblicana democratica, basata sul progresso, il benessere e la libertà dei dei cittadini.
Molti scommettono che lei sarà la donna che nei prossimi mesi rappresenterà il cambio per il Venezuela.

(si prega di citare la fonte)
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Gran éxito del zoom en vivo con María Corina Machado, fundadora y coordinadora nacional del partido político opositor VENTE VENEZUELA "La Silla Caliente", organizado por "Vente Italia" y "Vente Malta".
Las coordinadoras, Luisa Elinor Ceccarelli para Italia y Ana Maria Raven Alcalá para Malta, después de dar la bienvenida a María Corina, presentaron a sus equipos y dieron inicio a la Silla Caliente, durante la cual la líder respondió a las preguntas de los participantes demostrando , una vez más, ser una verdadera esperanza para Venezuela, el país que experimenta una dramática crisis económica y humanitaria.
La senadora italiana Emma Bonino también estuvo presente en la reunión como representante de los derechos civiles junto a periodistas italianos y venezolanos.  El movimiento "Estados Generales de la Mujer", encabezado por la Dra. Isa Maggi, comunicó de haber presentado  el nombre de MCM a la Comisión por el prestigioso Premio SGD, por su dedicación por la causa de reconstrucción de su maravillosa y potencialmente rica tierra que por muchos años es víctima de una oscura tiranía.  María Corina es la cara contra las mafias gobernantes que secuestraron al país.
En cuanto a la posibilidad de un diálogo con el dictador, enfatizó que han habido al menos 12 falsos diálogos en los últimos años, - son inútiles y sólo mantienen al tirano en el poder- remarcó.
Hubo también un lindo momento de folklore cuando, desde el restaurante del chef venezolano Jesús, junto con un grupo de italo-venezolanos, se mostraron en video dos especialidades culinarias: el pabellón criollo, y una pizza napolitana. A la pregunta: ¿cuál prefieres? Machado respondió: ambos, uno para el desayuno y el otro para el almuerzo.
Familia Futura publicó un artículo hace unos meses, que fue reflejado por Il Messaggero, el cual en pocas líneas contó la historia de una mujer que se enfrentó a Hugo Chávez en el Parlamento y que nunca quiso llegar a un acuerdo con el régimen venezolano, definiéndolo, en varias ocasiones, un estado fallido y mafioso.
Para conocer la trayectoria de María Corina Machado lee el artículo a este link
Una vez más, la valiente  Dama de Oro se reunió con su gente, cerca de 200 inscritos, con la seguridad y claridad que la distingue, fuerte de su verdad y sus valores en nombre de la libertad de Venezuela para reconstruir una nación republicana y democrática, basado en el progreso, bienestar y libertad de los venezolanos.
Muchos apuestan que en los próximos meses María Corina Machado podría representar el cambio.


aprile 19, 2020

Incontro con María Corina Machado "la dama de oro" [+ audio messaggio ai venezuelani in Italia]







Chi è Maria Corina Machado la dama de oro ?

Dirigente politica, laureata con lode in Ingegneria Industriale presso l’Università Cattolica Andrés Bello e laureata nel Programma dei Leaders Mondiali presso l’Università di Yale degli Stati Uniti.
            La vera oppositrice che si oppone a false elezioni  dettate dal regime di Maduro, alle quali, una parte  dell’opposizione  di radice chavista-socialista, potrebbe parteciparvi.  La delusione della maggioranza dei venezuelani che, dopo 21 anni di tirannia, non credono si possano avere elezioni libere è sempre più marcata. Le solite elezioni, insomma, più volte organizzate dal regime, con la complicità del  CNE (organismo che le gestisce) composto da dirigenti del chavismo e del TSJ (Tribunale Supremo di Giustizia) i cui giudici sono stati  sempre scelti dalla dittatura e appartenenti al partito PSUV del “governo”.
            A seguito delle ultime dichiarazioni del Dipartimento di Stato americano e l’intenzione di adoperarsi affinché le elezioni venezuelane possano effettuarsi previo allontanamento dal potere di Nicolás Maduro, si riaccende la speranza.
            María Corina è amatissima dal popolo per la sua posizione chiara, forte e decisa; la sua lotta è all’insegna dello sviluppo e della libertà nel rispetto della proprietà privata; con quasi 5 milioni di followers su Twitter, è considerata da molti l’unica in grado di recuperare la democrazia e la libertà del Venezuela.
           Eletta deputata dell’Assemblea Nazionale nel 2010 con il maggior numero di voti di qualsiasi altro rappresentante del popolo, è stata riconosciuta come una delle voci più risolute in difesa della democrazia e della libertà, protagonista di una contestazione, faccia a faccia, in Parlamento con Hugo Chávez quando, in diretta tv-radio nazionale, guardandolo negli occhi, gli disse: “espropriare è rubare”. Una frase che è passata alla storia.
          Ha partecipato alle elezioni del 2012, nello stesso  nasce “Vente Venezuela”, movimento politico liberale di centro-destra di cui inizialmente è stata la coordinatrice nazionale e oggi ne è la dirigente, il volto e il forte messaggio contro le mafie al potere che hanno sequestrato il Paese. Si dissocia da  coloro che hanno patteggiato con il regime, accusati di aver ossigenato la dittatura per oltre 21 anni.
         Nel 2018 la BBC ha pubblicato la lista delle 100 donne più ispiratrici e influenti dell’anno, in cui appare il nome di María Corina. Nel 2019 ha ricevuto il premio “Libertà 2019” conferito dall’Organizzazione Liberale Internazionale, diventando la prima donna sudamericana ad aver ricevuto tale titolo.
      

               A causa della sua marcata posizione – lontana da compromessi con il regime- nel 2015 è stata inabilitata da Maduro per 12 mesi a ricoprire incarichi pubblici.
             Ha comunque collaborato con Antonio Ledezma e Leopoldo López  proponendo un programma basato su tre punti: politico-istituzionale, sociale ed economico.
Una voce critica contro coloro che rifiutano un aiuto concreto internazionale, senza del quale è convinta che non si possa avviare il processo di democratizzazione del Paese.             
               Maria Corina ha le idee chiare, la sua posizione resta a sostegno del Presidente ad Interim Juan Guaidó, a patto che le elezioni non avvengano sotto il peso del regime chavista di Maduro il quale non permetterebbe mai la libera “ricostruzione” del Venezuela.

L'audio messaggio di María Corina 






Non possiamo che sostenere María Corina Machado, ferma e fedele ai principi di libertà e democrazia per il risorgimento di un Paese che vuole tornare libero, laborioso, produttivo, dove ogni persona possa  permettersi una vita serena e un futuro degno per le prossime generazioni.
Per informazioni e per essere parte attiva di Vente Venezuela Italia, puoi metterti in contatto con l'equipe di “Vente Italia” al seguente indirizzo di posta elettronica:



@cosmodelafuente



gennaio 28, 2019

Pablo Aure: María Corina Machado sería lo mejor para Venezuela (+video)


aquí la video entrevista


Pablo Aure responde a las preguntas de @cosmodelafuente en el programa 
"Al Descubierto".
Entre los otros temas, Aure respondió acerca del importante papel de la FFAA en Venezuela y la posibilidad que Maria Corina Machado se convierta en el próxumo Presidente de la Republica de Venezuela. 

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Gabriel Costa
familiafutura

ottobre 29, 2018

Maria Corina Machado, Jair Bolsonaro, Resistencia Rumbo Libertad: speranze per il Venezuela?



L'unica leader dell'opposizione, che non ha deluso ancora l'elettorato venezuelano, stanco non solo del regime in mano alla narco dittatura di Maduro ma anche di una falsa opposizione che dialoga e si accorda con il dittatore, è sicuramente Maria Corina Machado. 
Insieme ai ragazzi della Resistenza di Rumbo Libertad, liderati da Roderick Navarro, sono i nomi che ancora riescono a dare una speranza a un paese che da ricchissimo è diventato tra i più poveri del mondo per colpa di una catastrofe umanitaria causata dal castro chavismo e che  Maduro continua a non ammettere.
Maria Corina è stata vittima di un'aggressione in seguito alla quale ha riportato la rottura del setto nasale. Proprio quando i giornalisti e i media si distraggono il regime del tiranno Nicolás si fa più duro e approfitta. 
MCM assieme a un gruppo di attivisti stava camminando per le vie di Upata: città e centro amministrativo del municipio di Piar, nello stato di Bolívar. All'improvviso sono stati attaccati da un “collettivo” di paramilitari del regime, che oltre a menare bastonate hanno lanciato pietre e uova, impadronendosi di varie apparecchiature elettroniche. Corina Machado, appunto, è stata colpita al volto.  Tipico delle bande di "colectivos" sorta di teppisti stipendiati da Maduro per spaventare, creare disordini e spesso uccidere.  
Secondo una coordinatrice di "Vente Venezuela" il partito di Maria Corina, L'aggressione è avvenuta pochi giorni dopo una denuncia dell'ex-presidente colombiano Andrés Pastrana, secondo cui il regime venezuelano stava preparando un attentato contro la ex-deputata, considerandola l'anima dell'ala più irriducibile dell'opposizione.
Forte e coraggiosa Maria Corina Machado si è staccata dalla MUD, l'agglomerato di partiti che dovrebbero essere dell'opposizione ma, come già detto, hanno accettato dialoghi, votazioni e quant'altro pur di mantenere briciole di potere in cambio dell'assistenza al tiranno. Diaologhi e votazioni inutili, ben sapendo che dalla dittatura non ci si libera con elezioni. Vedi Cuba.

ottobre 25, 2018

Venezuela: aggredita Maria Corina Machado, voce dell'opposizione



La coordinatrice nazionale, voce dell'opposizione, Maria Corina Machado e parte del suo gruppo che l'accompagnava, sono stati aggrediti ieri mercoledì 24 ottobre, durante il loro percorso informativo, a Upata, nello Stato Bolivar. Ferita al volto all'altezza del naso. 
Paura della "verità", di chi sta parlando chiaro riguardo la criminale dittatura di Nicolás Maduro.


(CNN Español) - La coordinadora nacional de Vente Venezuela y exdiputada por el estado Miranda, María Corina Machado y parte del grupo que la acompañaba fueron agredidos este miércoles mientras realizaban un recorrido por Upata, estado Bolívar, según le indicó el equipo de prensa de Machado a CNN.
En el hecho, donde supuestamente también les robaron, Machado habría recibido un “fuerte golpe” que le dejó “herida en la cara, a la altura de la nariz”. Tres personas más también están heridas, según el equipo de prensa de Machado. Se desconoce en el estado que se encuentran.

@cosmodelafuente

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il mistero del manifesto "desnudo": svelato il segreto dell'originale Cosmo di Torino che c'è da sempre (attore, cantante e attivista)

  Tutto è iniziato come un colpo mediatico senza precedenti, un mistero urbano che ha letteralmente stregato e fatto impazzire il Piemonte. ...