aprile 29, 2009

La Palestina ringrazia il dittatore Chavez per aver espulso l'ambasciatore israeliano


Che vergogna! Cosa pensereste se in Italia lo facesse Berlusconi?

Caracas ultim'ora dittatura

Amigos, los concejales metropolitanos, Freddy Guevara y Alejandro Vivas, fueron ayer a la AN a pedir un derecho de palabra ya que se esta esta discutiendo la Ley de Transferencia de Recursos y Bienes de la Alcaldia Metropolitana. Pues bien, no solo no pudieron entrar sino que que fueron agredidos, al igual que los periodistas que cubren la fuente, por hordas rojas. Pues ahora pudimos ver en VTV a un palestino hablar mas de media hora en el podio de la ANSent via BlackBerry from T-Mobile
Non solo non si permette di parlare a chi dovrebbe stare all'opposizione ma, addirittura, si pestano. Ecco la democrazia di quel folle di Chavez.

aprile 28, 2009

Chavez: topo di fogna a due zampe

Addestramento in Venezuela


Caracas, 28 apr. (Apcom) - Caracas ha stabilito relazioni diplomatiche ufficiali con l'Autorità nazionale palestinese, che dispone adesso di una rappresentanza diplomatica nel paese latinoamericano. Il ministro degli Esteri palestinese, Riad Al Maliki ha ringraziato il governo del presidente Chavez per il sostegno ricevuto durante l'offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, che ha spinto il Venezuela a rompere le relazioni con lo stato ebraico. Il ministro degli Esteri venezuelano Nicolas Maduro ha affermato che la causa palestinese è "come la nostra", mentre Maliki ha definito Hugo Chavez il "leader più popolare nel mondo arabo". L'Autorità palestinese ha 97 rappresentanze diplomatiche nel mondo. Quella di Caracas dovrebbe fungere da "hub" per tutto il Sudamerica.
Nessuno osi contraddire Chavez il pazzo!
Il governo venezuelano ha richiamato il proprio ambasciatore in Peru' e avviato una "revisione integrale" delle sue relazioni con Lima perche' il principale oppositore del presidente venezuelano Hugo Chavez ha chiesto formalmente e ottenuto asilo politico nel Paese. Il ministero degli Esteri di Caracas ha detto che la decisione del governo peruviano "costituisce una presa in giro del diritto internazionale, un duro colpo alla lotta contro la corruzione e una sfida al popolo venezuelano". Manuel Rosales, oggi sindaco della citta' di Maracaibo, aveva partecipato alle elezioni presidenziali nel 2006 candidandosi contro Chavez; ma nei giorni scorsi aveva chiesto asilo in Peru' sostenendo di essere "politicamente perseguitato" nel suo Paese dove e' stato accusato di appropriazione indebita. Secondo il governo di Chavez, "nonostante la montagna di prove" inerenti le attivita' di corruzione di cui e' accusato l'ex governatore dello Stato di Zulia, "il governo del Peru' ha deciso di concedere l'asilo politico". Il cancelliere venezuelano, Nicolas Maduro aveva fatto sapere lunedi' di aver consegnato all'Interpol peruviana tutta la documentazione per sostenere la richiesta di cattura di Rosales, accusato di "arricchimento illecito" tra il 2002 e il 2004 quando era governatore di Zulia.
ANTONIO PASQUALI : Donde gobiernos facciosos manipulan la información, como lo haría un estado mayor en guerra, con opacidad, diversivos y acceso vedado a fuentes públicas, es deber deontológico de columnistas, investigadores y científicos sociales arriesgar, mientras puedan, un retroceso de la tesis a la hipótesis, incluso a la sospecha verosímil, como recursos falibles pero no ilegítimos para seguir descifrando falsificaciones oficiales. La hipótesis es que tras su zarabanda de violaciones a la Constitución, criminalización de todas las libertades, 2.810 horas de prédica radiotelevisiva, 475 días en el extranjero y otros variopintos impromptu, la única variable independiente en Chávez es su delirio militarista: crear un Vietnam latino con él de Giap y disponer de una force de frappe propia, a la francesa, que reproduzca exitosamente el espeluznante episodio de los misiles rusos en Cuba de 1962. Rosales y Ledezma de entretenimiento para restar visibilidad a los explosivos acuerdos secretos con Irán, el armamentismo y el cáncer guerrillero-militarista saturando el organigrama del Estado. Un delirio anunciado por Chávez el 10-11-2005 al vicepremier ruso Zhukov: "Un día todo esto explotará(...) y América Latina será lo que Rusia no pudo ser", confirmado por Alí Rodríguez el 19-042008: "Aquí resurge el sueño de la Unión Soviética" y de doble componente: una improbable guerra de guerrilla y algo tan clásico y alucinante como un deterrent. Una tesis de fachada, el guevarista "Uno, mil Vietnam", y otra iraní en la manga, el despliegue de una fuerza disuasiva balística convencional o tal vez nuclear. Hay tractores y bicicletas iraníes de señuelo, pero los 62 millardos cancelados en un quinquenio a Rusia, Irán y Bielorrusia son básicamente gasto militar. Lo del uranio es cada día menos top secret, toda la minería acaba de pasar a manos de la Guardia Nacional, el sur está militarizado, pulula de rusos e iraníes y hay bunkers en construcción (un helicóptero ruso cayó hace poco en San Ignacio de Yuruani). A iraníes concedió la Pdvsa del hermano de Illich un área de petróleos extrapesados (tecnología que no manejan) a cargo, se dice, del jefe de espionaje iraní en el país. La sorpresiva estatización de acero y cementos garantizará discreción total a la hora de desviar grandes cantidades de tales productos, por ejemplo a la construcción de silos balísticos, y la militarización de aeropuertos, puertos, autopistas y vialidad agrícola hará indetectable la entrada, salida y tránsito de material sensible. El único avión de larga distancia de Conviasa mantiene un sigiloso puente aéreo con Teherán; hace poco fue sorprendido en Damasco con material bélico no convencional. El misil iraní Saphir 2, estrenado en febrero pasado, sobrevolaba exitosamente la costa oriental de Estados Unidos a la hora 10 minutos de su lanzamiento, y ya se habla de una fábrica de cohetes en Guayana, supervisada por una CVG de guerrillera fidelidad al régimen. En 2006, Chávez compró entre 5 y 9 submarinos rusos Varshavianka y Amur, indetectables y dotados de 10 lanzamisiles; antes había intentado adquirir capacidad compartida en un satélite espía, hasta que la empresa israelí Imagesat supo quién era el comprador. El satélite Venesat 1 dual (o sea cívico-militar, en declaración del ministro Navarro de 18.03.2008), inerte a los 6 meses de lanzado, está en blackout informativo, y asimismo el tendido (¿por otra empresa china?) del sobredimensionado cable submarino de 640 Gb/seg. La Guaira/La Orchila/Siboney; pero se informa ¡vaya coincidencia! que los rusos reabren y repotencian la gigantesca base de espionaje electrónico de Lourdes (Cuba), con lo que el nexo Venesat1-Cable-Lourdes se vuelve hipótesis fuerte. El ex agente cubano Huberto M. Hernández declaró hace meses que Ángel Gámez, del G2, oficialmente "empresario de buceo", estaba a cargo del terminal La Orchila (cuya pista pudiera alargarse), convertida en centro de espionaje de Internet y de operaciones submarinas.

aprile 22, 2009

Chavez, Dios onnipotente, regala un'isola a Obama


Crede di essere la reincarnazione di Simon Bolivar, pensa di essere il portavoce di Dio, ma questa volta, addirittura, incarna Dios todo poderoso e vuol regalare un'isola a Obama. E' completamente impazzito e dimostra di essersi fumato il cervello. Forse confuso dalla cocaina questo incivile dovrebbe essere messo in condizioni di non nuocere più.
Che schifo essere rappresentati da un simile squilibrato.
Quello che posso consigliare a tutti gli italiani è di non andare in Venezuela. Rischiate la vita! Se dovesse mai capitarvi qualcosa, dalla più semplice alla più importante, sappiate che non sarete tutelati per niente, nemmeno dallo stato italiano. Guardata cosa succede con gli otto italiani scomparsi a Los Roques. Il Venezuela tace e si giustifica con 'cazzate' e l'Italia se ne frega. Sotto c'è qualcosa e poi nessuno può usare l'eventuale chiarimento di questa scomparsa a fini elettorali. Meglio il terremoto in Abruzzo fa più fighi. Che schifo!
CARACAS - Prima gli ha regalato il libro-denuncia «Le vene aperte dell'America Latina» dell'uruguayano Edoardo Galeano. Poi il presidente venezuelano Hugo Chavez ha annunciato di voler donare al presidente Obama anche qualcosa di più sostanzioso: nientemeno che un'isola. Una chiara "strategia di avvicinamento" che ha avuto come scenario il quinto vertice delle Americhe, concluso domenica a Trinidad.
PROPRIETÀ PRIVATA - Chavez ha ceduto allo Stato del New Jersey Isla Petty, un'area di 214 ettari che si trova davanti a Philadelphia, nell'estuario del fiume Delaware a largo delle coste della città di Camden (la più povera degli Stati Uniti). Dal 1982 è di proprietà di Citgo, filiale del colosso petrolifero Petroleo de Venezuela, che nel 2001 aveva cessato di utilizzarla e già nel 2004 aveva tentato di donarla. Sull'isola ci sono impianti petroliferi per un valore di 19,7 milioni di dollari: la donazione («in linea con la politica di normalizzazione delle relazioni bilaterali», secondo il quotidiano El Nacional) è fatta con la richiesta di sviluppare progetti ecologici, tra cui una riserva naturale, come chiedono da decenni le associazioni ambientaliste. L'isola è infatti un vero e proprio gioiello ambientale, rifugio di specie quali l'aquila calva, che è in via di estinzione. Piccolo problema: come detto l’isola è una proprietà privata e non un bene pubblico del Venezuela. Secondo l’esperto di diritto internazionale Carlos Romero, «Chavez non ha diritti sull’isoletta perché appartiene a un’azienda privata e non può disporre di questa proprietà. La decisione politica è chiara, ma da un punto di vista formale non ha giurisdizione, non è un bene del Paese, ma di Citgo». Il regalo, tuttavia, ha un doppio significato: far tacere la protesta politica scatenata dai settori ambientalisti del New Jersey contro Citgo e normalizzare le relazioni con Washington.

aprile 21, 2009

Chavez è una minaccia per il mondo


Il mio paese è nelle mani di un dittatore. In Italia c'è ancora chi pensa che Chavez sia un paladino del popolo. E' una fortuna che, invece, alcuni come Silvia Luzi e Luca Bellino possano testimoniare cosa sia veramente il Venezuela.
Intanto la Farnesina e il Ministero degli Esteri stanno a guardare le stelle. Il giallo di Los Roques non accenna a essere chiarito. A questo punto potrei sospettare che anche agli italiani al comando interessi tacere...
Cosmo de La Fuente
“Hugo Chavez e la Rivoluzione Bolivariana sono la più grande minaccia dai tempi dell’unione sovietica e del Comunismo”. Doctrine for Asymmetric War Against Venezuela, U.S. Army, 2006
E’ il punto di partenza di un intero viaggio nel Paese che ha dato il via all’”ondata rossa” in America Latina. Il Venezuela è il sogno di una nascente società socialista o soltanto un’altra mistificazione di populismo e dittatura?Un viaggio con il Presidente Chavez verso la riserva di petrolio più grande del mondo, alle falde del fiume Orinoco, è il pretesto per entrare nelle vite dei venezuelani a 9 anni dall’inizio della rivoluzione bolivariana. Le missioni governative per combattere fame e analfabetismo, la creazione di un sistema di sanità pubblica e lo sviluppo di un’economia basata sul lavoro cooperativo sono alcune delle operazioni che caratterizzano l’era Chavez.
Dall’altro lato il Venezuela e le sue 60 morti violente a settimana e i suoi ospedali collassati, la chiusura del canale televisivo più seguito, i vecchi immigrati europei in fuga, la lista nera degli oppositori e l’onnipresente propaganda governativa.Venezuela in rotta verso il socialismo: è ancora possibile nei nostri tempi post-ideologici?
Associated Press - Reportage de Mario Szichman
Cineastas italianos se desencantan con "revolución" venezolana
Por MARIO SZICHMAN - NUEVA YORK - Diciembre 26, 2008
Comenzó como un viaje para conocer y divulgar los logros del gobierno del
presidente de Venezuela Hugo Chávez. Pero tras dos meses de filmaciones,
dos cineastas italianos quedaron desencantados con "la Revolución Bonita".
Su documental, "La Minaccia" (La amenaza) es la crónica de una desilusión,
narrada con brío y buen ritmo cinematográfico, y que usa como "manchas
temáticas" y principal contraste, la enorme riqueza de uno de los principales
productores de crudo del mundo, y la pobreza en que vive la gran mayoría de
sus habitantes.
Silvia Luzi, quien trabaja en los periódicos Il Messagero y Corriere della Sera y
Luca Bellino, documentalista y profesor de cine en la Universidad Roma Tre,
viajaron a Venezuela para recopilar en su cámara de vídeo lo que consideraban
logros del proceso político acaudillado por Chávez. Estaban plenamente
identificados con la causa bolivariana, que consideraban "una revolución tan
esperada como contradictoria".
Pero la realidad que encontraron fue muy distinta a la que esperaban.
"La desilusión más grande fue generada por las expectativas", dijo Bellino a la
AP. "Habíamos viajado desde Europa, donde la publicidad pasa por política,
como los casos de (Silvio) Berlusconi, (Nicolas) Sarkozy y (Vladimir) Putin, y
donde la izquierda es una palabra y nada más. Pensábamos que Chávez podría
ser una respuesta al fin de la ideología. Teníamos la ilusión de ver cambios".
"(Pero) Vimos un gobierno que no enfrenta los problemas reales del país",
agregó el cineasta. "Aunque su discurso es nacionalista, toda su política
económica se basa en las importaciones. El problema de la falta de agua es
terrible. Pero las fuentes de agua no han sido nacionalizadas porque no tiene el
mismo poder de propaganda que el petróleo". "Además, la violencia es muy
grande. A veces nos parecía caminar en un país donde regía el estado de
sitio", expresó Bellino.
Al principio, el gobierno venezolano les abrió las puertas e incluso tuvieron
ocasión de seguir a Chávez en una de sus giras y de filmar secuencias del
programa "Aló, Presidente".
Cuando sobrevolaban la cuenca del Orinoco en un helicóptero, Chávez explicó
a Luzi y a Bellino que "La faja petrolífera del Orinoco es la reserva de petróleo
más grande del mundo... (Esa) es la razón de las presiones de Estados
Unidos ... porque esto lo habían tomado ellos. Venezuela era una colonia, un
país conquistado por el imperio. Lo hemos liberado. Y este petróleo es para el
mundo, para los pueblos del mundo".
Luego, durante una visita a una base aérea, Chávez exhibe el primer
escuadrón de aviones rusos Sukhoi, "los aviones de combate más modernos
del mundo ... No hay otros como ellos", y explica que "cuando se haya
terminado el petróleo en todo el mundo, a Venezuela todavía le quedará
mucho. Por eso debemos defendernos". "¿Cómo terminó Saddam Hussein? No
tenía bombas ni misiles para defenderse; nosotros, en cambio, nos estamos
armando", señaló.
Y el título del documental alude a dos clases de amenaza, según los
documentalistas. "Chávez se siente amenazado por Estados Unidos, y, al
mismo tiempo, el ejército de Estados Unidos, en su informe 'Doctrine for
Asymmetric War Against Venezuela', del 2005, señaló que 'Hugo Chávez y la
revolución bolivariana son la más grande amenaza desde los tiempos de la
Unión Soviética y del comunismo'. Ese era uno de los contrastes que quisimos
destacar en nuestro trabajo".
Uno de los contrastes que muestra el documental, es entre la riqueza petrolera
del país y la pobreza en extensas regiones. Por ejemplo, la región de Las
Cumaraguas, en el estado Falcón, donde, según explica un residente de la
zona, existe "la segunda reserva petrolera más grande de Venezuela, (pero)
todo aquel que viene aquí, se lleva nuestros recursos y no deja nada para el
pueblo o para la comunidad".
Luzi y Bellino se adentraron luego en los ambulatorios de la misión "Barrio
Adentro", creados para dar atención médica a personas de bajos recursos,
pero el documental también registra una realidad distinta: En el Hospital
Domingo Luciani de Caracas, un vecino dice que "El hospital estaba colapsado"
por la cantidad de pacientes ingresados, varios de ellos con heridas de bala. Y
el lunes "la morgue se colapsa, porque de aquí nada más sacan a 30, hasta 40
muertos".
El contraste entre la revolución que soñaban filmar y la revolución de carne y
hueso es lo que trata de reflejar "La amenaza". Inclusive la dicotomía la
vivieron en persona. Una vez que se desprendieron de comitivas oficiales y
empezaron a analizar la realidad por su cuenta, Luzi y Bellino comenzaron a
tener problemas. Sus correos electrónicos aparecían leídos sin que ellos los
abrieran, y sus llamadas telefónicas eran interceptadas, dijeron.
Y casi al final del viaje, se les informó que el material en video no podía salir
del país sin autorización porque ellos "habían ingresado al país como turistas".
Lograron sacarlo gracias a la ayuda de un sindicalista italiano crítico del
gobierno de Chávez, que se hallaba en Caracas y movilizó a la embajada
italiana.
Pero ahí no terminaron los problemas. La Rai, la emisora estatal italiana,
compró el documental para transmitirlo en un especial sobre Venezuela el
primero de diciembre del 2007. Gianni Riotta, director del informativo Tg1 de
la Rai, cuentan los cineastas, estaba tan entusiasmado con el documental que
propuso recortarlo a 70 minutos y lo compró.
Por razones que aún no han sido explicadas, se suspendió la transmisión
"hasta nuevo aviso". El trabajo de investigación, grabación y post-producción,
fue engavetado.
La periodista Rossana Miranda, responsable de la sección Internacional de la
revista mensual Formiche, y quien hizo un seguimiento de los problemas que
tuvo la "La Minaccia" tanto en Venezuela como en Italia, dijo a la AP que "el
documental no fue transmitido en diciembre del 2007, y ocurre que a
comienzos del 2008 se firmaron acuerdos entre Petróleos de Venezuela y el
Ente Nazionale di Idrocarburi de Italia. De ahí que se piensa que esa es la
razón de que no se divulgó el documental, por los intereses que había en
juego".
Pero "La Minaccia" se estrenó finalmente a mediados del 2008 y ha sido
transmitido en la televisión de Francia, Finlandia, Inglaterra y Japón. El
documental quedó como finalista y obtuvo la mención especial "International
Reportage Award" en la edición 2008 del premio "David di Donatello", el Oscar
italiano.
Luzi y Bellino resumen así "La Minaccia": "Este es nuestro viaje, dividido en
dos momentos: la inicial fascinación por una revolución tan esperada como
contradictoria, y luego la toma de conciencia de que probablemente no queda
espacio para ideologías al servicio de la política".
Commenti
caro Cosmo il problema non è solo Chavez ma i suoi elettori, anche se in Venezuela le elezioni sembrano un 'tantino' fasulle.Tieni duro e vedrai che prima o poi la gente aprirà gli occhi, almeno spero... +++NON DIMENTICHIAMO I DISPERSI DI LOS ROQUES!+++
Giovanni Lucifora

aprile 20, 2009

Porta a Porta Rai Uno

Cosmo de La Fuente

Il Venezuela tace riguardo l'incidente a Los Roques. Chavez ha messo il bavaglio a tutti.





Come ben possiamo vedere dalla stampa del 20 aprile, il Venezuela non risponde. Ma che bella scoperta! Ormai sono quasi due anni che continuo a dirlo: - Il Venezuela non risponderà mai - Anzi, Caracas addirittura storce il muso per le pressioni italiane.
Ma quali pressioni? Siamo pazzi? L'Italia avrebbe dovuto fare molti di più, per me questo è un vero uncidente diplomatico. Perchè Battisti, un assassino, è più importante di otto italiani? Intanto Rosales, l'unica reale speranza di opposizione a quel dittatore, sta tramitando per l'asilo in un paese amico. Anche lui se ne va, come noi articolisti che ci hanno pubblicato qualche pezzo contrario a Chavez sui giornali siamo costretti a stare lontano e se proprio vogliamo rientrare in Venezuela dobbiamo fare il giro della Colombia, onde evitare di venir presi e fare chissà quale fine...anzi sappiamo bene la fine quale sarebbe.

Il governo del Venezuela è un governo delinquente, che piaccia o no all'ambasciatore venezuelano superpagato da Chavez, sono tutti delinquenti. Non si spiegherebbero sennò le minacce di morte che riceve Rosales e tutta la sua famiglia, non si spiegherebbe l'eliminazione di una Tv e i brogli elettorali tipici del mio paese. Politicamente corrottissimo. Chavez può soltanto essere amico di Castro e del presidente iraniano Ahmadinejad, che lancia accuse ridicole e intollerabili a Israele. Iran e Venezuela inaugurano la prima banca mista, inaugurano anche la prima auto insieme, ecc. ecc. A quando l'inaugurazione della bomba atomica? Pare che anche il Venezuela si stia organizzando bene e intanto il mondo continua a occuparsi del terrorismo leggero, senza tener conto di cosa stia architettando Chavez. Che tristezza pensare di non poter rientrare nel paese dove hai trascorso la tua infanzia e la tua adolescenza e non poter più sentire i profumi e i sapori di Caracas. Ora la mia città è in mano a un pazzo.

Intanto l'Italia crede alle inutili parole circa l'incidente di Los Roques. Tutte balle...tutte balle. Caracas sa bene cos'è successo. Ma non parlerà. Azione! ACCION!!!
Chavez sa che prima o poi processeranno anche lui per crimini contro l'umanità, la gente che sparisce non viene presa dagli extraterrestri, ovviamente. Quello di cui veniamo a conoscenza è orribile, e non può restare impunito. .
I nostri incontri dobbiamo farli fuori dalla nostra amada tierra spesso a Miami.
CdF

aprile 19, 2009

Un rozzo che governa



Com’è possibile che un rozzo, cafone e ignorante possa decidere il bello e il cattivo tempo dei paesi sudamericani? Ricordare com’è entrato Chavez al governo nei primi anni 90? Con un golpe, Chavez è un golpista, speriamo che presto un altro Chavez, più intelligente e meno ignorante prenda il suo posto, anche all’improvviso. Intanto in Venezuela si continua a morire con record di morti assassinati per le strade da delinquenti comuni, da 100 a 150 alla settimana solo nella città di Caracas, se sommati a tutti quelli che vengono ‘scannati’ in Venezuela intera, le cifre raggiungono livelli incredibili. Se poi aggiungiamo quelli che non vengono nemmeno citati, ad esempio quelli fatti sparire da squadre governative che vanno a caccia di chi non sta con il capo, allora vien da dire: - perché non ci organizziamo e facciamo qualcosa per allontanare questo individuo e tenerlo dove non possa arrecare danno a nessuno? –
CdF

Da Il Giornale

Madrid
E il secondo giorno arrivò il no. Dopo le strette di mano e le dichiarazioni di distensione del primo giorno - tutto centrato su Cuba -, ieri il presidente del Venezuela Hugo Chávez ha lasciato molti di stucco annunciando che i paesi appartenenti all'Alternativa bolivariana per le Americhe (Alba), non firmeranno il testo finale del 5º Vertice delle Americhe che si tiene questo fine settimana a Trinidad e Tobago. Al summit partecipano 34 paesi delle due Americhe, tra i quali anche il neoeletto presidente statunitense Barack Obama.Al termine di una riunione dei paesi appartenenti a Unasur, Chávez ha infatti annunciato in un fugace incontro con i giornalisti che Venezuela, Nicaragua, Bolivia, Dominica e Honduras non proveranno a modificare la dichiarazione finale del 5º Vertice delle Americhe, ma che neppure la firmeranno. La dichiarazione ha sorpreso parecchi perché, proprio il giorno prima, Chávez e Obama si erano stretti calorosamente la mano in quella che era divenuta subito la foto del giorno. Con i suoi abituali modi informali, Chávez aveva infatti detto a Obama «voglio essere tuo amico» e aveva poi definito l'incontro come quello «tra due gentlemen». Proprio il presidente statunitense si era avvicinato a Chávez per salutarlo, dopo che la Casa Bianca si era fatta in quattro per negare che ci sarebbe stato un incontro privato tra i due.Ieri però Chávez ha voluto riprendere il centro del palcoscenico che il primo giorno era stato tutto per il neoletto Obama, atteso perché potrebbe dirigere una nuova politica con più presenza statunitense nella regione, dopo «l'abbandono» dell'era Bush figlio. Per prima cosa Chávez ha regalato - in un fuori programma - un libro al presidente Usa. Il venezuelano si è alzato dopo un intervento di Obama, gli si è avvicinato e gli ha porto un esemplare de «Le vene aperte dell'America Latina», dell'uruguaiano Eduardo Galeano, che è considerata la bibbia della sinistra del continente. Di fronte ai fotografi, Obama l'ha accolto con un sorriso, ma poi ha confessato ai cronisti - che gli chiedevano se quello di Chávez non fosse un regalo avvelenato - di non aver ben capito che libro fosse e di aver creduto che si trattasse di un’opera dello stesso Chávez. Poi, finito l'incontro, Chávez ha lanciato la notizia che non firmerà la dichiarazione. Secondo il bolivariano infatti «i vertici delle Americhe sono nati per imporre l'Alca (un'area di libero commercio in tutto il continente esclusa Cuba), ma hanno fallito». Ovviamente Chávez propone il suo modello alternativo, l'Alba, che però è limitato a pochi paesi vicini alla sua linea politica antiamericana.Chávez permettendo, l'inizio giornata è comunque scorso in un clima di cordialità. Obama si è detto pronto ad ascoltare i leader latinoamericani perché, ha detto, «ho molto da imparare». La presidente del Cile Michelle Bachelet, gli ha fatto eco parlando del vertice come della «prima fase per la costruzione della fiducia verso un cambiamento nei rapporti» con Washington. Più critica invece è stata la presidente dell'Argentina Cristina Fernández de Kirchner, che ha ricordato il problema «dell'ingerenza di alcuni funzionari Usa nella politica dei paesi latinoamericani». Mentre dal canto suo Evo Morales si è lamentato del fatto che «sono già passati cento giorni» da quando Obama è diventato presidente e ancora «non si vede alcun cambiamento» da parte di Washington.
Nel primo giorno di lavori, venerdì, l'attenzione era stata concentrata su Cuba, la grande assente dal vertice. Obama aveva ribadito («voglio un nuovo inizio») l'apertura Usa verso l'isola. Precedentemente Raul Castro aveva rilasciato un'insolita dichiarazione dicendosi disposto a «discutere tutto», dai «diritti umani, alla libertà di stampa ai prigionieri politici». Per ora sono belle parole. E Chávez ha detto no. Proprio per l’assenza di Cuba.

aprile 17, 2009

Chavez: fascista con la camicia rossa





Venezuela: Chávez all’attacco della democrazia!
intervista a Rubén Ortiz Córdova Procurador Metropolitano, l’equivalente del nostro Presidente del Consiglio Comunale, stretto collaboratore dell’alcalde Mayor, Antonio Ledesma,
venerdì 17 aprile 2009 di
Umberto Calabrese


“Una mattina mi son svegliato oh! Bella ciao oh! Bella ciao, oh! Bella ciao, ciao,ciao, ed ho trovato l’invassor oh! Bella ciao oh! oh! Bella ciao, Bella ciao ciao, ciao”. Questa strofa della più famosa canzone della nostra resistenza ai nazi-fascisti, mi viene in mente mentre sento il racconto di Rubén Ortiz Córdova Procurador Metropolitano, l’equivalente del nostro Presidente del Consiglio Comunale, stretto collaboratore dell’alcalde Mayor, Antonio Ledesma, nostro connazionale il padre era campano.


Perché mi viene in mente la nostra resistenza, perché è di resistenza ai soprusi, di difesa della democrazia, di difesa della legalità, che è la base del racconto di Rubén Ortiz Córdova, ma è stato il motivo conduttore dei miei incontri con i cittadini di Caracas: come Osvaldo, ex guerrigliero italiano compagno del “Che”, comunista non pentito, che riandrebbe alla sua veneranda eta, “ancora una volta nella giungla a combattere il nuovo fascismo, in camicia rossa, ma di fascismo stiamo parlando, lo scriva, lo faccia capire ai compagni in Italia, in Europa, qui si va verso un regime totalitario, che nulla ha da vedere con il socialismo”.


Certo i segnali di questi ultimi giorni, non sono per nulla tranquillizzanti, ne da convinto democratico, vedo o sento discorsi democratici. Creazione della Milizia Bolivariana, armata a discapito dell’esercito, privato di un ministro di alto grado e sostituito da un Tenente Colonnello. La condanna a trent’anni di prigione di tre commissari di polizia per fatti da loro non commessi, tant’è vero che la sentenza recita: “Che non potendo appurare chi dei tre ha sparato (nessuno dei tre era sui luoghi dello scontro) si condannano tutti”.
La centralizzazione degli aeroporti, delle strade, degli ospedali ovvero praticamente lo svuotamento delle funzioni dei Governatori delle regioni, i mal dicenti sostengono che siccome su 20 Regioni 5 le più importanti per densità abitativa ed attività economica sono andate all’opposizione, e questa è la risposta del Presidente Chávez. Cosi come non pensare che sia la risposta repressiva alla limpida vittoria dell’alcalde Mayor, Antonio Ledesma, il nostro connazionale che ha vinto le elezioni di novembre 08, la creazione del Distrito Capital o Metropolitano a nomina diretta del Presidente Chávez, l’occupazione del Palazzo dell’Alcadia Metropolitana, il blocco dei fondi e dal 15 aprile, ben 18 mila dipendenti dell’alcadia Mayol sono senza stipendio.


Come state reagendo ha questo “cammino verso la dittatura” come l’ha definita la Conferenza Episcopale del Venezuela?
“Antonio Ledesma come alcade Mayor di Caracas, crede nella legalità, che insieme al voto popolare è la base della democrazia, e quindi ad ogni atto non conforme alla nostra Carta Costituzionale, che ricordo ai lettori italiani, è stata fatta da Chávez, rispondiamo con una denuncia alla Magistratura, poi portiamo la denuncia all’Assemblea Nazionale”.
In Italia ed in Europa, di fronte ha queste eclatanti violazioni della Carta Costituzionale, i partiti, scenderebbero in piazza a protestare, qui mi sembra, che l’opposizione è svolta solo attraverso la Globovision e i giornali indipendenti come El Universal e Tal Cual, come mai?
“È una precisa scelta di Antonio Ledesma, di alta responsabilità democratica, andare in piazza sarebbe, accettare la provocazione e un popolo in piazza diventa facile bersaglio, di qualche provocatore, sarebbe imperdonabile ulteriori morti innocenti e giustificherebbe una repressione.
Noi , proseguiremo la strada della legalitá”.


Condivido ed apprezzo la vostra scelta di tutela della vita umana, ma come portate avanti le normali attività del Consiglio Comunale della Giunta?
“Essendo, la sede dell’alcalde occupata da ex lavoratori stagionali della passata amministrazione, vicine al partito di Chavez é tollerata dalle autorità, sia di polizia sia governative. Noi ci riuniamo presso le alcalde municipali di Baruta, di Chacao ecc (equivalenti ai nostri municipi o circoscrizioni)…, cosi tuteliamo la sopravvivenza dell’Istituzione. La tutela della democrazia passa, come lei sa bene, attraverso il rispetto delle Istituzioni, siamo consci, che la magistratura e soprattutto l’Assemblea Nazionale (solo tre deputati sono all’opposizione, essendo usciti dal partito chavista, in quanto l’opposizione credendo di invalidare le elezioni, non si è presentata alle stesse), rispondono ciecamente al Presidente Chávez, ma solo attraverso la legalità, possiamo sostenere la nostra democrazia”.
Certo la scelta di non presentarvi alle elezioni nazionali è stata una sorta di “Aventino”, in Italia nel 1924, dopo l’uccisione di Giacomo Matteotti, ad opera di fascisti, l’opposizione usci dal Parlamento e salí per l’appunto sul colle Aventino, per protesta, spianando di fatto la strada a Mussolini per la dittatura, non avete pensato, che era un facilitare le cose al Presidente?
“Perché non ci avete avvertito di questa storia?
No, noi pensavamo si annullassero l’elezioni.
Eppure oltre un milione di italiani sono cittadini venezuelani, lo stesso alcalde Mayor è di origine italiana, nessuno ci ha ricordato, questo precedente storico”.
Come fate a pagare gli stipendi dei dipendenti comunali, le vostre stesse diarie?
“Questo è il problema di queste ore da oggi, 15 aprile, sa qui gli stipendi vendono erogati in due rate quindicinali, siamo tutti senza stipendio, siamo 18 mila i dipendenti a vario titolo del Comune di Caracas, è un problema sociale molto grande. Cosa daranno da mangiare ai loro figli, come pagheranno i servizi le utenze, non lo sappiamo!
Domani andremo con Antonio Ledesma, a portare l’ennesima denuncia.
È un problema, che si somma alla decisione odierna del Presidente Chávez, di togliere il contributo economico, ai trasporti pubblici di Caracas!
Cosi finché l’azienda comunale di trasporto avrà soldi, farà come abbiamo fatto noi, poi finiranno e non potranno più erogare servizi e stipendi.
Cosi vive il popolo di una delle nazioni produttrici di petrolio, se elegge liberamente un Sindaco voluto dai cittadini, mentre milioni di euro vanno a sostegno di Cuba, della Cina e dell’Iran, ma questa è politica estera, che non mi compete, mentre vorrei svolgere il mio mandato, vorrei che l’alcalde Mayor svolgesse il suo mandato essendo stato eletto dal popolo di Caracas, vorrei che venisse rispettata la Carta Costituzionale, cosi fortemente voluta dal Presidente Chávez”.
Già, a Caracas, possono scegliere e votare i propri rappresentanti, al contrario di noi qui in Italia, che abbiamo le liste bloccate, ma i venezuelani, se sbagliano è votano l’uomo dell’opposizione, si trovano senza stipendi, senza servizi e con leggi che istituiscono nuove Istituzioni a nomina diretta presidenziale, cosi tanto per ribadire che la legalità è un optional, che fare? non tacere, ed informare, lo scrivo da tempo ed i lettori di Agorà Magazine lo sanno bene, votare non è equivalente ad essere in un paese democratico, la democrazia impone legalità, rispetto delle Istituzioni, dei diritti e doveri comuni a tutta l’umanitá., ad ogni parallelo del pianeta terra, solo se si può scegliere i propri rappresentanti, il proprio futuro si è liberi e si è democratici se si tutelano i diritti di tutti, soprattutto di chi non la pensa come te…
Nello spirito dello spazio libero e democratico che è Agorà Magazine, saremo ben lieti di ospitare personalità ed interventi di esponenti del Partito Bolivariano.






Chavez non è altro che un fascistone travestito da socialista. Non basta indossare un basco rosso e una camicia rossa per essere dalla parte del popolo, soprattutto quando si toglie ogni libertà di pensiero, di parola.


CdF
Il mio cuore è sotterrato a Cuba

Il mio cuore è sotterrato a Cuba
…Nunca podré morir mi corazón no lo tengo aquí.. Cuando salí de Cuba dejé entrerrado mi corazón….
…Non riuscirò mai a morire, sono senza cuore.. Quando scappai da Cuba lasciai il mio cuore sotterrato…
Queste sono le frasi iniziali della straziante canzone “Cuando salí de Cuba” che negli anni settanta echeggiava per le strade di Caracas. Cantava la grandissima Celia Cruz, denominata ‘reina de la salsa’. Un pezzo che toccava il cuore di tutti i latino americani, specialmente quello dei cubani costretti a scappare dalla loro isla grande.Ero bambino quando, passeggiando con i miei genitori, dai cafetines mi giungeva la voce roca di Celia , malgrado la mia tenera età, dalle parole di questo brano avvertivo un grande dolore.Mi affascinava pensare ad una persona immortale perché priva del cuore. Queste parole oggi hanno assunto il giusto significato e riescono a toccarmi. I venezuelani degli anni 2000 sono costretti a fuggire dal proprio paese che sta andando alla deriva, emigrano alla ricerca di ricchezza o perchè implicitamente accusati di aver pensato , parlato e dissentito dall’attuale amministrazione chavista. Carlos Fernández, ex presidente della ‘fedecámara’, una sorta di federazione dei commercianti e imprenditori, ne è un esempio. Nel 2002 ha organizzato una protesta contro il governo e un fermo delle attività lavorative. Il suo ardire gli ha procurato un’accusa di “tradimento alla patria” è stato quindi arrestato e poi rimesso in libertà per un vizio di forma nel processo. Dopo aver rischiato più volte la vita e,a seguito della riapertura del suo caso, ha deciso di scappare dal Venezuela per andare a vivere a Miami, da dove racconta la sua incredibile storia: - “ Mi hanno allertato sul fatto che infiltrati cubani sarebbero stati in procinto di sequestrarmi di nuovo. I piedi del governo di Chavez sono a Caracas ma la testa è a La Havana. Il presidente del Venezuela è guidato da Castro, mentre il vero ideatore della revoluzione bolivariana, considerata la palese ignoranza di Hugo, è suo fratello Alan Chavez. Dietro questa devastante ‘ revolución’ si cela una dittatura comunista della peggiore specie. Il presidente è così incompetente che nemmeno si accorge del male che sta facendo. Anche l’economista Ramón Rangel ritiene che Chavez rappresenti il colpo di grazia che sta portando il paese sull’orlo del precipizio. Il suo modo di gestire il Venezuela si ispira al comunismo degli anni quaranta, un periodo completamente diverso dall’attuale. La società venezuelana di questi anni è molto più complessa rispetto ad allora, ‘el jefe golpista’ è solo un rozzo militare che non ha mai avuto contatti con la società civile, quella che oggi tenta di combatterlo e lo porta a circondarsi, in maniera crescente, di militari di basso grado: capitani e tenenti. I ministeri venezuelani sono tutti in mano ai militari.. La mia protesta non è servita a liberare il Venezuela, è stata utile,però, a smascherare il dittatore, costretto a lasciare i panni del democratico per mostrarsi in tutta la sua autorità. Ha organizzato il mio arresto, mi ha fatto sequestrare all’uscita da un ristorante. Quattro uomini incappucciati mi hanno preso di forza, senza nemmeno pronunciare una parola per evitare che riconoscessi il loro accento cubano, certamente appartenenti ai servizi segreti cubani. Abbandonato in carcere non mi è stato concesso telefonare né al mio avvocato né alla mia famiglia e quando sono uscito ho avvertito su di me incombente il pericolo per la mia incolumità.L’economia venezuelana peggiora di giorno in giorno, manca ormai anche la forza di reagire. Questa stupida amministrazione non ragiona. L’A.L.C.A., l’area di libero commercio tra le Americhe, è diventata una realtà. La globalizzazione è una realtà. Non si arriverà da nessuna parte se non si tiene conto di questo. Ogni paese potrebbe specializzarsi in qualcosa , il Venezuela potrebbe dedicarsi al turismo e all’esportazione dei minerali. Pensiamo alla Spagna, malgrado anni fa fosse considerata una nazione arretrata, è riuscita, grazie ad alcuni governi che hanno aiutato e incrementato l’imprenditoria, ad arrivare al benessere attuale di cui gode l’intera società. Il governo venezuelano, invece, pensa a varare strane leggi che servono solo al proprio tornaconto. La legge antiterroristica, ad esempio, è utile a soffocare ogni forma di protesta; quella sulla patria potestà è efficace contro quei genitori contrari al governo Chavez , i quali, intimoriti dalla possibilità che il governo, con la scusa di una mancata educazione, si porti via i loro figli, stanno zitti e accettano le farneticazioni di una stolta amministrazione. Le stesse leggi sono vigenti anche a Cuba. Castro, infatti, è il prescrivente della ricetta rivoluzionaria”.Le dichiarazioni di Carlos Fernández non mi hanno shockato più di tanto perché, dopo alcuni anni, ho capito cosa significhi essere nelle mani di un pericoloso ed estremista bellicista. Mi pongo, tuttavia, alcune domande alle quali non so dare risposta.Di quali deformazioni mentali soffre chi elogia un’amministrazione di questo tipo se, in altre occasioni, si è definita persona moderata?Se la sinistra estrinseca simpatia per questo progetto distruttivo e assolutistico, mi chiedo su quali principi si basi la presunta superiorità morale di cui si proclama l’icona? Se invece lo fa per scopi elettorali, in nome dei quali arriva persino ad elogiare la tirannide ai danni di un popolo, la bassezza morale appare evidente e si dovrebbe convenire tutti sulla necessità di prendere le dovute distanze da gente di questo tipo.
Cosmo de La Fuente
cosmo@cosmodelafuente.com

aprile 16, 2009

E' Chavez che nasconde la verità: svegliati Roma!






Chavez nasconde la verità e nessuno può contraddirlo.
Questo post viene continuamente chiuso e censurato.
Perché non si vuol fare chiarezza? Il governo venezuelano sa!
Chi sono esattamente i 18 passeggeri?
Perché di aerei ne sono scomparsi almeno un centinaio?
Roma dorme e Caracas se la ride
Guardate cosa dicono in questo Forum sul fatto che l’Italia chiede maggiori notizie
Y, pues ke lo hagan!bien hecho ...! este gobierno puro balbuceo y no hacen un semerendo comino! por el mamarracho Reyes un minuto de silencio y por este trágico desenlace, en una cadena de 4 horas, apenas medio mencionó algo en un minutico, y acto seguido se puso a cantar!!!!Falta de respeto! que sigan desenmascarando al señor apariencias de miraflores, quien sus ideas se las da su bombín -verruga dependiendo de la cantidad de café con hojas de coca y tabaco con las que se mantiene en pie.
Che agiscano gl italiani, questo governo che per Reyes ha fatto un minuto di silenzio e invece per questo grave incidente quando Chavez ha fatto la cadena (parla parla parla in diretta) di ben quattro ore, appena ha accennato al fatto. Preso dalla sua coca e il tabacco che lo tengono in piedi.

Lucia, el caso YV2081 aún esta vivo, y los Italianos harán todo lo que sea necesario por encontrar la aeronave si en efecto se hundió en el archipielago... Te adelanto que el aeropuerto dispone de cámaras de seguridad con los videos de los pasajeros de ese día... donde esta? lo desaparecieron? Unos meses antes en uno de mis post, coloqué el secuestro de una avioneta venezolana, la cual sigue desaparecida (tomado de rescate.com), noticia que no apareció en prensa. En plena operación enmanuel, con el mar caribe y el espacio aéreo nacional a disposición del Narcotráfico, cualquier cosa es posible. Si las autoridades no obstaculizan a los italianos, te aseguro que pronto sabremos que pasó.

Io penso che sia narcotraffico...altri sequestri...cocaina, ecc.

http://www.noticierodigital.com/forum/viewtopic.php?t=361559

Perché prima dicono che a bordo c’erano dodici e poi diciotto persone? Ecco le dichiarazioni a caldo.
El director nacional de Protección Civil, Antonio Rivero, confirmó que 18 personas viajaban en la aeronave que despegó del aeropuerto del archipiélago Los Roques y cayó al mar al presentar problemas con algunos de sus motores. El general Rivero declaró a Globovisión: "Según informaciones obtenidas primero se contabilizaban 12 personas, pero luego supimos que 4 personas más (además del piloto y el copiloto) abordaron el avión para un total de 18 personas"
Se informa igualmente que la avioneta siniestrada contaba con todos los sistemas de radio navegación y de ubicación geográfica. "Sin embargo, las condiciones meteorológicas son adversas y están dificultando un poco la búsqueda". Se prevé que las labores de rescate continúen por dos horas más, o hasta que se logré ubicar a las víctimas.
Viajaban en la aeronave las siguientes personas, según reportó la empresa Transaven. De ellos 8 son de nacionalidad italiana, 1 estadounidense y 3 venezolanos:

http://www.diariocritico.com/venezuela/2008/Enero/noticias/53750/los-roques-avioneta-victimas.html

YV2081: Globovision Transmite las Verdades del Vuelo.... Hoy Domingo 13 de julio... Globovison presenta el documental que resume todo los escrito en estos largos 7 meses desde que ocurrió la nefasta trajedia del YV2081. Daniel Lara y otros foristas ha contribuido valientemente a la elaboraciónm de tan valioso material... ahora más que nunca familiares de la tripulación y pasajeros del YV2081 debemos hacer presión para que el gobierno mueva los recursos y las unidades que se necesitan para recuperar los restos de sus seres queridos... Es que acaso el INAC y el gobierno ocultan algo? la clave está en los 18 pasajeros que el piloto reporto? cual es el interes en no regresar las victimas a sus familiares? solo en esta semana, Hugo Chavez regaló a Evo 5 millones de Dolares para construir un aeropuerto... y le regaló 10 millones de los verdes a Correa para que montara un Canal de TV en Ecuador... entonces... el problema es de dinero?????
Globovision riassume l’accaduto. Daniel Lara e altri del forum hanno contribuito all’elaborazione. Oggi più che mai, noi familiari dell’equipaggio dobbiamo far pressione in modo che il governo si decida a muovere tutto quel che serve per recuperare i corpi.
Per caso INAC e governo nascondono qualcosa? La chiave è nei 18 passeggeri di cui ha parlato il pilota? Perché non si vogliono restituire le vittime ai loro familiari? Proprio in questi giorni Chavez ha regalato a Evo 6 milioni di dollari per costruire un aeroporto…. Ha regalato dieci milioni a Correa per mettere su una televisioni n Ecuador---allora si tratta di soldi?
A revivir este post, y si lo cierran se abre otro.
Se chiudono anche questo post lo riapriamo
No contaba el Gobierno Venezolano con el interes mostrado por parte del Gobierno Italiano, se creian estos que meterian el asunto en una gaveta y dejarian a los familiarias ciegos y sin vista, como continuamente dejan a miles de familias venezolanas con casos sin resolver por tanto desinteres y descontrol de todos los sistemas del pais. Bien por el Gobierno Italiano que pidan explicaciones a quien tenga que pedirlas y ojala consigan todas las respuestas a este caso tan pero tannnn "EXTRAÑO" asi podran descansar en paz todos los que iban en el avión. Mis saludos y respeto a los familiares del Copiloto.
Il governo venezuelano non pensava al fatto che il governo italiano non avrebbe ceduto facilmente… Questo caso è strano, molto strano.







aprile 15, 2009

italiani scomparsi a Los Roques: vergogna italo venezuelana

Questi italiani sono scomparsi e qualcuno sa cosa è successo. Chiedi anche tu che questo caso non venga mai archiviato. Potrebbe essere accaduto a un tuo congiunto in vacanza.
Estos Italianos desaparecieron en el accidente de Los Roques del 4 de enero de 2008, junto con ellos tb Venezolanos y el equipaje. Algo ha pasado. Si sabes algo o piensas algo, contacta a familia futura.

L'ambasciatore moooooolto interessato

Avrebbe mai potuto occuparsi seriamente della scomparsa dell'aereo di Los Roques questo ex ambasciatore pupillo di Chavez e pluripremiato dal dittatore?
http://www.rafaellacava.com/

L'ambasciatore del Venezuela amico di Chavez e Bertinotti

Si era stufato di Roma, ora sarà sindaco di Puerto Cabello. Amico di Bertinotti e uno dei molti pupulli di Chavez. Avrebbe costui mai potuto dir mal di Chavez? Ovviamente no. Ma ha fatto qualcosa per aiutare le ricerche dell'aereo di Los Roques?
VERGOGNA!!
Dal suo esilio capitolino voleva tornare, fuggire dalla Dolce Vita romana, dai fasti della capitale, dove viveva come ambasciatore del Venezuela , e quindi senza molto da fare. Leggere il giornale, incontrare qualche immigrato, firmare qualche accordo qua e là.
E' rimasto un paio d'anni a Roma, con il chiodo fisso delle origini, del potere, e del ritorno. E così alla fine è tornato, e si è candidato come sindaco di Puerto Cabello, nel grande schieramento socialista. Puerto Cabello è una cittadina costiera, meno di 200mila abitanti, ma il più importante porto venezuelano.
Qui potrà utilizzare al 100% la sua abilità politica, e imprenditoriale. Rafael La Cava- l'italiano- sembra destinato ad essere il prossimo sindaco.
(strano, propio nel 2008 viene pubblicato questo pezzo)
http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.notiziedacaracas.it/embajador_rafael_lacava-20080514-114901.jpg&imgrefurl=http://www.notiziedacaracas.it/14_novembre_2008.htm&usg=__Z7LOA3Ali3gk4zY8AW3h5br1Lec=&h=400&w=600&sz=60&hl=it&start=1&tbnid=3f6sy7Kv1EoW0M:&tbnh=90&tbnw=135&prev=/images%3Fq%3Drafael%2Blacava%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26sa%3DG

(...)Mi ha detto Rafael Lacava, che pure frequenta Bertinotti, Gennaro, anagraficamente Migliore, un Marco Consolo che si occuperebbe ( a noi pare un po' clandestinamente) di Sud America, di trovare inconcepibile che si possa stare insieme a un D'Alema che qui appoggia apertamente i fascisti, che ha bombardato e squartato la Jugoslavia(...)
del sito rosso http://www.siporcuba.it/cla-gri2.htm

Cari giornalisti, soltanto ieri un dipendente, esperto di trivellazioni che lavora per una società petrolifera molto importante, che ha votato per Chavez anni fa e oggi chiede a gran voce che questo despota venga rimosso, dice:
- giornalisti italiani e internazionali, venite in Venezuela e restateci per qualche mese e vedremo se ancora avrete il coraggio di dire scemenze in favore di Chavez-
IL GOVERNO ITALIANO DEVE PRETENDERE CHIARIMENTI, SE NON L'HA FATTO QUELLO CHAVEZ SIMPATIZZANTE (PER MOTIVI STRANI) CHE LO FACCIA ALMENO IL GOVERNO ATTUALE.
CDF

Non dimentichiamo l'incidente di Los Roques

aprile 14, 2009

Quell'aereo non è mai stato abbattuto

Sono otto gli italiani che sono scomparsi il 4 di gennaio del 2008. Nonostante le indagini effettuate dalle autorità venezuelane e da quelle italiane, non si è arrivati mai alla soluzione di questo enigma. Le indagini svolte in Italia sono in una fase di stallo.
L’aereo della Transaven pare scomparso nel nulla. Perché la magistratura italiana non ha sospettato che, dietro le poco probabili spiegazioni fornite da Caracas, ci fosse la chiara intenzione di nascondere qualcosa?
Perché nessuno ascolta i familiari delle vittime? Loro sostengono che anche nell’autopsia eseguita ci sono dei punti che alimentano i dubbi.
Io personalmente non credo nemmeno nei narcos. L’aereo è stato certamente sequestrato e la lista dei passeggeri potrebbe chiarire tutto se le autorità venezuelane la mostrassero.
C’è un chiaro tentativo di occultare la verità, cosa che un governo non dovrebbe mai fare. Trattandosi di un paese come il Venezuela, la cosa è sempre possibile.
Questa crudeltà nei confronti di questa gente mi ha preso molto e non riesco a darmi pace pensando che, ancora una volta, un tipaccio come Chavez, finto socialista e grande ditattore, possa tranquillamente prendersi gioco dell’Italia.

Cose strane.
Humberto dice
1. Punto de Interés: Durante el día del accidente se transmitió por VTV y Globovision que la labores de rescates habían sido infructuosas o retrazadas por las condiciones ambientales en la zona donde se presumía había caído la nave. Esto era falso. Las condiciones ambientales eran excelentes. Pero, usualmente se dice eso para encubrir algo, como por ejemplo, que aquel día no habían helicópteros o naves para iniciar la búsqueda de sobrevivientes instantáneamente. Las labores de rescate comenzaron muy pasadas las horas de aquella tarde.
2. Le tv hanno detto che le ricerche erano state infruttuose per via delle condizioni ambientali. Non è vero, io mi trovavo sul posto e le condizioni climatiche erano eccellenti. Normalmente si dice questo quando si vuol coprire qualcosa. Hanno iniziato le ricerche in ritardo (forse volutamente)
Maru dice
1. Hola! viví en Los Roques por año y medio conocí a Esteban ( El piloto) era una persona muy agradable siempre estaba de buen humor, la primera vez que fui a la isla el era el piloto de la avioneta en aquel entonces trabajaba para blue star, les puedo decir que era una persona con mucha experiencia, siempre trataba de viajar con el porque me sentía segura, desde mi punto de vista la búsqueda fallo, en Venezuela no estamos preparados para esta tipo de accidentes es muy lamentable.Suelo ir a Los Roques de visita y cada vez que me subo en la avioneta me viene a la mente aquel terrible accidente, le pido a Dios no se vuelva a repetir y pido a las autoridades que tomen las medidas necesarias para que estas cosas no ocurran.
2. Sono vissuta a Los Roques per un anno e mezzo e ho conosciuto il pilota Esteban, era una persona gradevole...... posso dire che era una persona con molta esperienza e con lui mi sentivo sicura. Secondo me la ricerca è stata difettosa….
El cuerpo del copiloto aparecido en la costa a 300 km de Los Roques y que he leído fué identificado por susu familiares objetan los italianos que no se hizo el DNA.
Il cadavere trovato a trecento chilometri non è stato sottoposto al DNA e sarebbe stato unicamente riconosciuto da un non meglio identificato cugino.
Se tutto questo è possibile bisogna rimboccarsi subito le maniche per capire la verità. Io, da venezuelano mi metto a disposizione delle famiglie per parlarne e cercare di non accantonare una cosa così grave.
Cosmo de La Fuente

Incidente arcipelago Los Roques


Chavez è convinto ormai di essere la reincarnazione di Simon Bolivar, a volte alterna il suo complesso di superiorità sentendosi il portavoce della parola di Dio. A breve, sono sicuro che dirà di essere la reincarnazione di Gesù Cristo, infatti, dal dittatore che è, nel tentativo di lavare il cervello alla gente, ha sempre a portata di mano un crocefisso, che fa sempre presa sulla gente sudamericana.
Peccato che Simon Bolivar, quello vero, si sia occupato di un popolo indigeno sottoposto alla colonizzazione da parte degli spagnoli. Bolivar certo non aveva il petrolio e non usava le ricchezze del Venezuela per associarsi con gli atri, con i terroristi e con i genocidi.
Lasciamo perdere le sue amicizie e società preoccupanti con l'Iran e con El Bashir, che già da sole bastano per mostrare al mondo che di socialista popolare non si tratta, ma andiamo a vedere alcuni punti importanti.
Hugo Chavez, il rozzo, ha regalato alla gente un telefonino di alta tecnologia, peccato che con questo sistema possa continuare a spiare i venezuelani.
Nel penultimo referendum il sistema di voto utilizzato era il 'capta huellas', praticamente prima di votare venivi schedato con l'impronta del pollice, a quell'imptronta veniva assegnato un numero e a quel numero il voto eseguito. Un voto che non è stato, quindi, anonimo. Chavez ha saputo chi erano allora le circa 14 milioni di persone che non lo volevano (oggi siamo al 48%).
Questi poveracci sono stati schedati e non riescono ad avere il passaporto, nemmeno la cedula (carta identità) e nemmeno a trovare un lavoro.
Non ho più incontrato un venezuelano, non quelli da lui pagati, che mi dica che sta ancora con Chavez. Anche quelli che l'hanno votato anni fa, oggi non lo vogliono.
Chavez ha paura del colpo di stato. Finge di non ricordare che lui nel 92 è entrato grazie a un colpo di stato.
Il presidente del Venezuela sta scombussolando tutti gli equilibri. Si sta armando fino ai denti, le banche italo iraniane sono una scusa, quello che loro (Iran/Venezuela/Russia) trattano sono le armi e l'Uranio. Perchè?
Perchè si allea con il terrorismo colombiano? Perchè ha eliminato radio, tv e giornali che potevano fargli opposizione?
Perchè ha manomesso la costituzione per restare a vita? Perchè la gente sparisce?
Perchè ha finto un colpo di stato a suo carico nel 2002? Troppi perchè che hanno facili risposte.
Perchè l'aereo con a bordo 14 ( o forse 16 o forse 18) persone , tra cui gli otto italiani, si è smaterializzato nel nulla?
1) Detesto chi giudica 'compagno' Chavez un socialista doc. Lui è un dittatore. In Venezuela si sta malissimo, manca tutto. Ti uccidono facilmente per strada per un paio di scarpe. Manca la carta igienica, il latte, il caffè. E' uno schifo. Consiglio a tutti di non andarci in vacanza, ahimé e mi duole, perchè si rischia la vita!
2) Disprezzo chi con falsa ingenuità si accontenta delle dichiarazioni venezuelane in merito all'incidente del 4 gennaio 2008. Inutile perdere tempo con loro. Le loro bocche non si scuciranno mai. Occorre presa di posizione italiana con 'le palle'. Le scuse stupide di cadaveri inventati non incantano nessuno.
Il Venezuela è rovinato, le votazioni sono manomesse e non esiste alcun controllo su di esse e nemmeno sulla produzione di documenti. Ci sono cinesi che non sanno una parola di spagnolo eppure hanno la 'cedula' venezuelana, così come molti arabi.
Ci sono individui che hanno ben cinque carte di identità (mostrate su un precedente post) con lo stesso nome. Perchè? Provate a pensare al 55% di cui sopra.
La corruzione imperversa in quel paese e chiunque dica che è bene, posso solo pensare che sia uno stolto, oppure che sia in cattiva fede.
Chavez non è Simon Bolivar, al massimo potrebbe essere la reincarnazione di Ceaucescu.
Cdf

aprile 10, 2009

Aiutiamo l'Abruzzo

TERREMOTO LA REGIONE ABRUZZO ISTITUISCE CONTO CORRENTE PER FONDO DI SOLIDARIETA’
9 Aprile 2009 a 7:29 am · Archiviato in - Cronaca and contrassegnato da tag: , , , , ,
TERREMOTO: CONTO CORRENTE POSTALE 10400000 E BANCARIO IT69L0300215300000410000000
L’Aquila - La Regione Abruzzo comunica di aver attivato un fondo di solidarietà in favore delle popolazioni colpite dal sisma della scorsa notte. Chi vuole fare donazioni può versare un contributo in denaro sul conto corrente postale 10400000 o sul conto corrente bancario IT69L0300215300000410000000, presso Unicredit Banca di Roma, con codice swift B R O M I T R 1 7 7 5, quest’ultimo per consentire aiuti economici anche dall’estero. La causale è Regione Abruzzo - donazione per il sisma. (REGFLASH)

aprile 09, 2009

Los Roques. incidente diplomatico?



Los Roques potrebbe diventare un incidente diplomatico

L’Italia non dovrebbe accettare le non risposte da parte del governo venezuelano. Le autorità di Caracas sanno bene cos’è successo all’aereo in cui, tra gli altri, otto italiani sono scomparsi . Non è possibile che ancora non si sia parlato di incidente diplomatico. E’ mai possibile che un governo, come quello italiano, si lasci prendere in giro da Chavez? Il governo precedente, non ha fatto che apprezzare le false ideologie di Chavez e non si è messo mai di petto per avere delle risposte serie. Venezuela sa. Caracas ha una lista di passeggeri vera. Quella che non mostra a nessuno, perché il rebus è proprio tra quei nomi. Intanto le famiglie in Italia vivono da anni nell’angoscia del non sapere. Chi si occuperà di loro? Come si può pretendere che se ne stiano tranquilli e rassegnati. Diamo a questa gente la possibilità di rassegnarsi, consegnamo loro, se i loro congiunti sono veramente deceduti, quello che rimane di essi. Non permettiamo che tutto questo resti irrisolto. Non può scomparire nel nulla un aereo. Non possono non esserci tracce. Perché altri proprietari di aerei da turismo si rifiutano di esprimersi? “Caracas non collabora” titolano i giornali, ma chi credeva che collaborasse era sicuramente un ingenuo. Le autorità di Caracas fanno parte di quel giochetto tutto ‘nostro..aum aum’ che è il fare Chavista. Mi hanno raccontato che un uomo è stato ucciso, qualche anno fa, sulle strade dell’isola di Margarita, era figlio di uno che conta, sostenitore di Chavez. All’arrivo della polizia le dichiarazioni hanno evidenziato il falso, e cioè che il ragazzo non era alla guida e che quel cadavere giaceva sul manto stradale da prima. Se la polizia corrotta può far questo, figuriamoci quando il boss comanda, cos’è capace di fare. Il Venezuela è un paese meraviglioso, la gente, la musica, i colori, i sapori, i profumi. Sono fiero di esserci nato e cresciuto, ma qualcuno sta rovinando questo paese meraviglioso. Non possono le famiglie delle vittime lavorare da sole, occorre che lo Stato italiano si faccia carico di rappresentarle e che si decida a considerare questo un incidente diplomatico con un paese che si rifiuta di collaborare, anche se questo paese è quello dove sono nato. Questo è il Venezuela, il paese più corrotto al mondo.
Cosmo de La Fuente
cosmo@cosmodelafuente.com

DURANTE : LOS ROQUES


Il mistero non si chiarisce e le famiglie continuano a vivere in una situazione bruttissima. Ormai si sentono abbandonate e temono il peggio.
Purtroppo si trovano a combattere contro un paese (forse non l'unico) che fa lindiano. Vorrei ribadire a queste famiglie che non è nuovo questo atteggiamento da parte del governo di Caracas, ma la cosa sconcertante è che anche l'Italia non si sta adoperando come dovrebbe. Cosa aspetta il governo italiano a imporsi con Chavez? Mi pare il minimo che si possa fare, si tratta di otto italiani scomparsi nel nulla. Non possiamo far finta di niente e occuparci soltanto dell'estradizione di Battisti. Caracas conta sul fatto che prima o poi si metta tutto a tacere. Ma il mistero è risolvibile. Bisogna pretendere, assolutamente, l'elenco ufficiale e non quello ritoccato, dei passeggeri di quel volo.
Bisogna parlare con Chavez, perchè soltanto lui, in un paese sottoposto alla dittatura, può dare il via, a meno che non abbia interesse a tenere tutto nascosto. Nessuno si acconterebbe di coriandoli.
Y para los Venezolanos quiero que sepan lo que esta haciendo el gobierno de Venezuela, està ocultando el verdadero motivo por que el avion de Los Roques desapareciò con todos los pasajeros, con ocho italianos. Los familiares de ellos aun no saben nada, los cuerpos no se han conseguido, y el gobierno de Venezuela sigue calladito calladito.

aprile 08, 2009

Los Roques, Durante - Romolo Guernieri- Le famiglie vogliono risposte.

Leggere e diffondere l'articolo

Los Roques, le indagini si sono arenate



Quante volte ne ho parlato non posso contarle. Il governo venezuelano nasconde la verità, e le famiglie degli scomparsi rimangono ancora con l'atroce interrogativo circa la fine dei propri congiunti.
Su quell'aereo viaggiava qualcuno di scomodo e, certamente, hanno pensato bene di eliminarlo o di farlo sparire con tutti a bordo. Tipico...tipico. Sono scomparsi molti altri aerei e alcuni li hanno fatti esplodere, come quello in cui, anni fa, viaggiava Renny Ottolina, celebre presentatore che doveva presentarsi alle elezioni. Chavez è furbo, ma è rozzo, prima o poi qualcosa dovrà venir fuori. E' una vergogna che le famiglie italiane vengano trattate in questo modo.

Le autorità venezuelano non collaborano...e come potrebbero? Sono pagati da Chavez, e lui paga molto bene i suoi aiutanti, per quello sarà difficile che qualcosa venga fuori. Paga bene i suoi ambasciatori per il mondo, tutti fidati, in una sorta di 'cosa nuestra' alla venezuelana...tanto per intenderci.
Voglio urlare alla gente che non sa, che i venezuelani non sono così, sono vittime di questo personaggio che crede di essere Dio sceso in terra.
Parlano di un trafficante di stupefacenti...è ridicolo, non era sicuramente un trafficante di stupefacenti, era qualcuno che non si può nominare. Qualcuno che ha tenuto lontano dai fatti anche il governo italiano di quel periodo che non ha fatto nulla, anzi non ha fatto altro che congratularsi con Chavez rappresentante del suo finto socialismo, del suo fascismo travestito da socialismo. Dittatore, comandante, manomette la costituzione e cambia i libri di storia, chiude le televisioni che potrebbero informare sulle sue malefatte e persegue chi parla di lui, costringendo i giornalisti in opposizione ad andare all'estero o morire.
La gente parla di torture ai testicoli, di persone fatte sparire, di studenti massacrati.
Ci sono documenti fotocopiati, stessa faccia con dieci nomi diversi, tutto questo per votare.
La debole opposizione viene minacciata giorno e notte.
Questo è il Venezuela, come si può credere che si venga a sapere cos'è accaduto all'aereo di Los Roques? Impossibile sapere la verità. Deve diventare un vero caso di Stato se vogliamo capire qualcosa, lo stato italiano deve imporsi e buttarsi nella mischia e non sarà facile perchè il governo venezuelano è il più corrotto al mondo. Avranno a che fare con uno zoticone che non vuol saperne di educazione, pericoloso perchè estremamente ignorante, una vergogna per il popolo latino.
Come potrei ancora cantare le mie canzoni venezuelane pensando che nel mio paese hanno perso la vita dei fratelli italiani in questa maniera atroce e che non si riesca venirne a capo. Che schifo...che vergogna.
CdF

aprile 07, 2009

Chavez parla come Mussolini





















Il linguaggio di Mussolini era forte, insensato, urlato e faceva pressione sulla sensibilità degli ascoltatori. Doveva colpire chi ascoltava, urlano, in un crescendo di parole. Spesso faceva riferimento alla religione.
Il linguaggio di Chavez è lo stesso di quello di Mussolini. Il falso 'socialista' parla proprio come lui, perchè Chavez non è un socialista, ma un dittatore, un duce.
Intanto godetevi e diffondete questo video

aprile 06, 2009

Contro Chavez

11 de abril a MilanoCosa: Club/Group MeetingOrganizzatore: Venezolanos en Italia contra la revolucion de Chavez!!
Inizia: sabato 11 aprile alle ore 10.00
Termina: sabato 11 aprile alle ore 18.00
Dove: Embajada de Venezuela a Milano

aprile 05, 2009

Giovedì e Venerdì sarò a Roma

Chi vuole contattarmi può farlo alla mia mail
cosmo@cosmodelafuente.com

Chavez sventola come una bandiera





















Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, è disposto a "resettare" il bottone dei rapporti con gli Stati Uniti. Ll'appuntamento che potrebbe segnare il riavvio delle relazioni Caracas-Washington potrebbe essere il vertice delle Americhe, in programma a metà aprile a Trinidad Tobago, dove è prevista la presenza del presidente Usa, Barack Obama. "Sono il primo a volere un vero cambiamento nei rapporti bilaterali", ha detto Chavez.
Soltanto una settimana fa aveva definito 'ignorante' il presidente americano reo di aver detto che Chavez rappresenta un pericolo per l'equilibrio del mondo. Il suo tentativo è quello di dar noia alla Colombia fomentando qualche 'gruppo' particolare, formato da quelle persone che gli hanno dato una mano nella liberazione della Betancourt (altro elemento molto particolare).
Gli equilibri verranno minati dall'operato di questo signore e intanto stiamo qui a preoccuparci di terrorismo da combattere quando ce l'abbiamo bello che definito. Il terrorismo è incutere terrore alla gente, ed è quallo che succede in Venezuela, la gente ha paura e scappa, chi parla è segnato.
Scusate, ma questo è il socialismo?

aprile 03, 2009

LOS ROQUES, i PM ora devono risponderne- Berlusconi scrive a Chavez















Perchè c'è stata una sorta di omertà anche da parte del governo italiano?

CHI C'ERA, VERAMENTE, SU QUELL'AEREO?

Le famiglie hanno bisogno di chiarezza, cosa che non darà mai il governo venezuelano! Occorre giustizia, chiarezza. L'insabbiamento è quello che Chavez sa far meglio.

(ANSA) - ROMA, 2 APR - La prima commissione del Csm ha convocato per martedì prossimo il procuratore capo della Repubblica di Roma e il sostituto procuratore Maria Caterina Sgrò, titolare dell'inchiesta sulla scomparsa dell'aereo Let 410 della compagnia Transaven, con otto cittadini italiani a bordo, di cui si sono perse le tracce il 4 gennaio 2008 al largo dell'arcipelago di Los Roques, in Venezuela. La convocazione, sottolineano in una nota gli avvocati Riccardo Tropiano e Giovanni Bonifacio, che assistono alcune famiglie dei dispersi (Napoli, Fragione, Durante e Guernieri), é stata decisa in seguito ad un esposto da loro presentato lo scorso 31 maggio. "Le famiglie dei dispersi si augurano - affermano i legali - che da tale audizione scaturisca un decisivo impulso dell'inchiesta relativa alla scomparsa degli otto cittadini italiani". Del piccolo aereo da turismo, partito da Caracas con 14 persone a bordo (otto italiani, cinque venezuelani ed uno svizzero), non è mai stato recuperato né localizzato il relitto. Finora ci sono stati solo falsi avvistamenti, accompagnati da polemiche per il presunto scarso impegno delle autorità locali nelle ricerche. (ANSA).
Speriamo che il governo Berlusconi, che grazie a Dio non simpatizza con l'operato del dittatore, riesca a far chiarezza.

La democrazia della banane di Chavez





















Quando appoggiava la sua politica dittatoriale era ministro, poteva tranquillamente appropriarsi di quanti più milioni di dollari potesse. Da quando non ha accettato la manomissione della costituzione, effettuata dal dittatore, è stato arrestato per corruzione. Questa è la democrazia di Chavez.

Roma, 3 apr. (Apcom) - I servizi segreti venezuelani hanno arrestato l'ex ministro della Difesa ed esponente dell'opposizione Raul Isaias Baduel, accusato dalla procura militare di corruzione.
Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais Baduel è accusato di avere sottratto denaro dalle casse dell'esercito durante il biennio del suo mandato ministeriale: fino all'apertura del processo, entro i prossimi 30 gironi, rimarrà in carcere.
Baduel era stato uno dei principali alleati del presidente Hugo Chavez e uno degli artefici dell'azione militare che lo riportò al potere dopo il fallito golpe del 2002: recentemente però si era opposto alle riforme costituzionali volute dal leader bolivarista.

Chavez: il Ceaucescu venezuelano. Segni particolari: pazzo e tiranno

Cosmo de La Fuente

Occorre stoppare il despota Hugo Chavez. La chiusura della più antica televisione venezuelano è il segnale di come stia male la democrazia e la libertà di pensiero nel paese.
Enrique è alla guida della vecchia jeep che ci porta verso Punto Fijo, cittadina nel nord ovest venezuelano, non lontana dalla laguna di Maracaibo, la zona petrolifera del nostro paese. Il mio amico guida nervosamente, si dice felice di rivedermi e durante il tragitto mi racconta come la sua famiglia e tutti i suoi parenti stiano vivendo l’attuale situazione venezuelana. Il padre di Enrique è di origini italiane mentre la madre è originaria di Maracaibo. Una vita fatta di piccoli sacrifici e voglia di raggiungere un posto al sole, una piccola azienda per la surgelazione di gamberi e frutti di mare che erano poi distribuiti in tutto il mondo. Un’azienda familiare che funzionava abbastanza bene e che improvvisamente ha conosciuto la crisi più nera. Il governo non permette che si prendano delle iniziative commerciali o quant’altro, qualsiasi piccolo imprenditore è costretto a stare con le mani legate e quindi a chiudere. Gli operai della “Mariscos Centilli” sono rimasti tutti senza lavoro, ognuno di loro ha una famiglia e dei figli, ma a nessuno importa che siano rimasti disoccupati, tanto meno al jefe che invece non fa altro che parlare di socialismo. Enrique guida e parla mentre le ruote del fuoristrada finiscono continuamente nelle numerose buche del manto stradale, sono quasi voragini, all’interno dell’abitacolo i sussulti sono talmente forti che, per non sbattere la testa da qualche parte, si è costretti a viaggiare tenendosi da qualsiasi appiglio disponibile. Sono contento, finalmente respiro di nuovo l’aria del mio paese e sento di nuovo i profumi dei fiori e delle spezie che arrivano alle narici mentre passiamo dai piccoli centri abitati, dove le donne, nell’impossibilità di acquistare carni pregiate e formaggi costosi, friggono i platanos e scaldano i fagioli neri speziati al cumino. Quasi leggendomi nel pensiero Enrique interrompe le mie riflessioni e mi dice: ‘questa gente non soffre per la mancanza di cibo, sono anni che vivono in questa situazione, la cosa peggiore, per loro, è la mancanza di libertà che cominciano ad avvertire, inizialmente avevano creduto alla rivoluzione sociale ma ora si rendono conto che la qualità è peggiorata moltissimo e che non esiste più sicurezza nemmeno di vivere”. Ricordo Enrique da adolescente, sempre allegro e ricco di iniziative, amante della musica e del ballo, sentire ora le sue parole mi intristiscono. In serata arriviamo a casa sua e incontro tutta la famiglia, i ricordi di quando eravamo ragazzi a Caracas, prima del trasferimento a Punto Fijo, ritornano tutti per regalarci qualche ora di serenità. Quando il padre di Enrico parla di Chavez abbassa la voce, come se temesse che anche in casa sua qualcuno lo possa spiare. Sorrido meravigliato per questo e lui, vecchio saggio, mi guarda dritto negli occhi e con la determinazione tipica del meridione italiano, con un linguaggio misto tra spagnolo e napoletano mi dice: “non sorridere, io questi comunisti li ucciderei tutti”. Vengo a conoscenza di fatti che da soli potrebbero riempire le pagine di un libro di suspence e dei thriller più scioccanti, storie di spionaggio e cose che in Venezuela non mi sarei mai aspettato che potessero accadere. Di fronte alla mia riluttanza e incredulità mi mettono sotto al naso la nuova costituzione bolivariana, fresca fresca, progettata dall’attuale governo che, mascherato da socialismo, in realtà nasconde un’anima comunista della peggiore specie. Le prime due leggi che mi vengono agli occhi si occupano del tradimento di pensiero, sono previsti, cioè, fino a sei anni di carcere per chi fa della propaganda contro il governo. Alla faccia della democrazia! Alla faccia di chi ha osato definire la trasformazione del Venezuela un risultato della democrazia più grande dell’America latina. Bugie! Solo bugie. Cosa significa la costituzione bolivariana? Bolivar è morto da tantissimi anni e non sapeva nemmeno cosa fosse la rivoluzione industriale. Improvvisamente pare che Simon e Chavez siano un connubio indissolubile, tanto che le parole di uno vengono confuse con quelle dell’altro e parlare di uno o dell’altro sia la stessa identica cosa. Simon Bolivar diventa incredibilmente un sostenitore di Carlo Marx, mentre Chavez è in realtà il ritorno in carne del libertador. Simon chiedeva, però, la vita e la libertà per la gente, viveva in povertà, mentre il presidente venezuelano vieta il libero pensiero e vive negli sfarzi come un nababboe che spenda milioni e milioni di dollari per pubblicizzare la sua corrente comunista. Un paese libero e sincero come il Venezuela diventa bersaglio di meschini sotterfugi per cancellare la memoria, la storia e la libertà d’espressione. Vengono censurati i libri di storia, le parole in tv, i giornali e non esiste alcuna possibilità di opposizione. I venezuelani all’estero, grazie anche a Internet, denunciano questo stato di cose e non possono rimanere impassibili di fronte alle false affermazioni per cui in Venezuela tutto starebbe andando per il meglio. Sia benedetto l’arrivo di Internet che diventa in questo momento l’unica possibilità d’espressione. Questa rivoluzione non è la nostra, questo è soltanto l’anticamera del comunismo cubano. In Italia si è liberi, non si viene perseguiti legalmente perché non approvi quello che fa il governo, non si va in galera perché dici quel che pensi o sei contrario.
Cosmo

aprile 02, 2009

Venezuela - Iran : alleanza di piombo


sirena

Chavez continua a essere una sirena
















L'aereo scomparso a Los Roques è solo uno dei misteri venezuelani, che, come ho sempre ribadito, lascia un atroce dubbio. Chi c'era a bordo di quell'aereo? Ne ho parlato appena accaduto e soltanto dopo anni sono saltati fuori altri nomi. Così funziona nel Venezuela di Chavez e così funzionava anche prima. Si fa prima a far sparire un aereo. Il fatto inaccettabile è che, al momento dei fatti, l'Italia si sia come accordata col governo venezuelano, una sorta di -una mano lava l'altra- Non abbiamo dimenticato le belle parole spese dal capo dei comunisti italiani in favore di Chavez, che si spaccia come il paladino del popolo e in realtà è un vero e proprio dittatore. Noi che parliamo di lui lo dobbiamo fare con attenzione e quando entriamo nel nostro paese lo facciamo di nascosto, passando da una frontiera piuttosto che da un'altra, magari atterrando in una città diversa da Caracas. Siamo braccati.
Il venezuelano è triste, si legge l'amarezza nei suoi occhi. Il venezuelano è diverso dal cubano e non accetterà mai di diventare un microbo nelle mani di un dittatore.
Venezuela deve tornare ad essere libera.

aprile 01, 2009

I ministri del governo socialista di Chavez sono milionari











Domanda: Ma chi è Aristobulo Isteriz?

Risposta:

Aristóbulo Istúriz Almeida (Curiepe, Estado Miranda, 20 de diciembre de 1946-) es un político y profesor venezolano. Fue diputado del Congreso Nacional (ahora Asamblea Nacional) y alcalde del municipio Libertador de Caracas entre los años 1993 y 1996. Ex ministro de Educación en el gobierno de Hugo Chávez desde el año 2001 hasta 2007.
Bello spacciarsi da socialisti in questo modo...
Meditate!