ottobre 28, 2010

Ospedale di Rivoli (Torino); pronto soccorso, malasanità in Piemonte e in tutta Italia. Racconta, non tacere! "In un anno 242 casi e 163 decessi"

Sono 242 i casi di malasanità verificatisi nel nostro Paese in poco più di un anno, da fine aprile 2009 a metà settembre 2010, attualmente all'esame della Commissione parlamentare sugli errori sanitari. 
Di questi, 163 si sono conclusi con il decesso del paziente e 186 sono attribuibili a presunti errori mentre 56 ad altre cause. A rendere noti questi numeri è la stessa commissione presieduta da Leoluca Orlando.
Dal rapporto emerge anche una poco onorevole classifica, dove ai primi posti con oltre la metà dei casi ci sono la Calabria (con 64 casi di malasanità e 50 decessi) e la Sicilia (con 52 casi e 38 morti). A seguire il Lazio, con 24 casi e 14 decessi, e poi Puglia, Campania e Lombardia con 15 casi, il Veneto con 14 e la Toscana con 12 casi. L'Emilia Romagna, la Liguria, il Piemonte il Friuli Venezia Giulia e l'Abruzzo vantano meno di 10 casi.
E' ora che capiscano che nessuno vorrebbe essere in un ospedale a farsi curare.

All’ospedale di Rivoli ci sono stato di persona e ci sono stato anche per  mia mamma che accusava fortissimi dolori dovuti a una pancreatite acuta. Atteggiamento disinteressato, freddezza e soprattutto mancanza di delicatezza per chi sta soffrendo in un  soccorso. 
In realtà non sono  poche le lamentele che stanno arrivando circa l’ospedale di Rivoli e credo che occorra mantenere alta la guardia.  Fateci sapere quando qualcosa non va, noi daremo voce a chi voce non ne ha. Scrivete e documentate qualsiasi sopruso e, soprattutto, qualsiasi caso che possa rientrare nel termine di "malasanità" in Piemonte o altrove. 

Scrivete a CdF scrivi a
familiafutura@gmail.com

ottobre 27, 2010

Sabrina Misseri si spogliò in auto per Ivano e lui la respinse. Nuove scottanti rivelazioni


Folle gelosia assassina.
Dall’ordinanza del gip di Taranto, risulta che Sabrina era pazza per Ivano, una vera ossessione. Pochi giorni prima del 26 agosto, Ivano era stato invitato da Sabrina a un colloquio riservato in auto, in realtà appena entrati lei si spogliò offrendosi a lui.
Ivano, in maniera gentile, la respinse e questo lasciò dei segni tremendi nella mente della ragazza che, inconsciamente, riteneva Sarah la vittima del rifiuto. Claudio Scazzi era al mare, qualche giorno dopo il fatto, non c’era Sabrina, e tutti parlavano di questa vicenda dell’auto.
Il fratello della povera quindicenne, parlando con Ivano davanti agli altri sulla spiaggia, dell'episodio delle avances e più in generale del suo rapporto con Sabrina, avrebbe fatto capire a Ivano, non si sa quanto scherzosamente, che sua cugina aveva una vera cotta nei suoi confronti: la stai illudendo, è il senso delle parole che avrebbe pronunciato Scazzi a Russo.
Tutto questo è stato vagliato anche dagli inquirenti.

Concetta, mamma di Sarah: Sabrina mente! E' peggio della Franzoni



Sarah Scazzi, la mamma: il dilemma è vedere chi l'ha uccisa
La mamma di Sarah Scazzi sembra scioccata dalle ultime rivelazioni riguardo l'omicidio di sua figlia. Forse Sabrina Misseri
era col padre quando gettarono il cadavere di Sarah nel pozzo, ma lei continua a negare. "Bisogna vedere chi l'ha uccisa. E' qui il dilemma", confida Concetta.
La mamma di Sarah Scazzi sembra scioccata dalle ultime rivelazioni riguardo l'omicidio di sua figlia. Oggi sono stati pubblicati stralci di un interrogatorio fatto a Sabrina Misseri, che rivelerebbe un buco nella ricostruzione da lei fornita il giorno della morte della cugina. Sembra infatti che il telefonino di Sabrina, intorno alle 15.19, abbia trasmesso un messaggio nei pressi della zona del pozzo dove fu seppellito il cadavere di Sarah Scazzi, presso la contrada Mosca. A dimostrazione di ciò i tabulati del cellulari che evidenziano quale cella telefonica ha captato il segnale. Nello stesso momento, invece, l'amica Mariangela, sempre dai tabulati, sembra essere da tutt'altra parte. Sabrina continua però a sostenere di essere stata sempre con l'amica Mariangela e i suoi legali, Vito Russo ed Emilia Velletri, spiegano: "Non è detto che abbia mentito: potrebbe esserci stato un rimbalzo della cella telefonica, spesso i tabulati mentono". Insomma, non può essere una prova schiacciante. Concetta, la mamma di Sarah, intervistata da News Mediaset ad Avetrana, non riesce a capire il nesso logico di tutta questa vicenda che le ha distrutto la vita. "Tuttora io non credo che lui abbia fatto queste cose - si sfoga Concetta - Non mi so spiegare quello che hanno fatto. Non me lo so spiegare. Una spiegazione logica non ce l'ho. Non si può uccidere una persona per cose futili". La mamma di Sarah non può credere che la figlia sia stata uccisa per colpa di una stupida gelosia nei confronti di un ragazzo, affermando che se si andassero ad "ammazzare tutti i gelosi allora qui non resterebbe nessuno". Concetta poi spiega che ciò che vorrebbe in questo momento è prima di tutto sapere la verità, come sono andate le cose. Secondo la mamma di Sarah Sabrina "non dirà mai la verità" mentre la sta dicendo Michele Misseri. Non sa cosa pensare Concetta che spiega che "colpevoli sono tutti e due perché se lui ha occultato il corpo è colpevole. Bisogna vedere chi l'ha uccisa. E' qui il dilemma", concludendo: "Qui è tutto ingarbugliato".

Zerca Majlovich
Vacilla l'alibri di Sabrina Misseri (ore 17.00)

Alle 15.19 del 26 agosto era in zona Lecce, dove c'era cadavere
Taranto, 27 ott. (Apcom) - Vacilla l'alibi di Sabrina Misseri. Secondo i tabulati telefonici arrivati in questi giorni in Procura la ragazza alle 15.19 del 26 agosto non era, come ha raccontato, alla ricerca di Sarah, ma il suo cellulare ha agganciato la cellula di Nardò in provincia di Lecce compatibile con quella dove è stato trovato il cadavere di Sarah. I tabulati sono arrivati nei giorni scorsi sui tavoli degli inquirenti che hanno analizzato un sms arrivato sul telefono di Ivano alle 15.19 minuti: da quel contatto gli investigatori si sono convinti che Sabrina Misseri non era ad Avetrana, come lei stessi aveva rilevato, ma si trovava nei pressi del pozzo dove poi era stata ritrovata Sarah. Secondo gli investigatori, 40 minuti di vuoto nell'alibi della ragazza, insieme ai 45 minuti utilizzati dal padre, che era arrivato a 'lavorare' i fagiolini alle 15.45, fanno sì che sia possibile ritenerla responsabile anche di occultamento di cadavere. I suoi legali, Vito Russo ed Emilia Velletri, contestano ai magistrati la ricostruzione delle celle, in quanto se le celle telefoniche sono sovraccariche non è detto che aggancino la cella di competenza ma una cella più lontana, rimbalzando da un posto all'altro. La Procura non ritiene credibile questa versione e starebbe lavorando ad una propria che incastrerebbe definitivamente la ragazza.

Sabrina e Michele Misseri buttarono insieme il cadavere nel pozzo. Sabrina sarebbe un'assassina epocale nella storia della cronaca nera italiana.




(Mediacontact.it)Negli stessi minuti in cui Michele gettava il cadavere di Sarah nel pozzo in zona Mosca, il cellulare di Sabrina risulta essere nello stesso identico posto. Entrambi i cellulari, sia quello di Michele che quello di sua figlia agganciano la stessa cella.
Sabrina nasconde qualcosa di veramente grosso e sarebbe colpevole almeno quanto il padre. Sperava che facendo fuori sua cugina avrebbe avuto un terreno facile nella conquista di Ivano, raggiungendo anche lo scopo di eliminare la possibilità che il paese venisse a sapere delle molestie di Michele verso Sarah.
Se quest’ipotesi verrà confermata, Sabrina passerà alla storia come una delle peggiori assassine che l’Italia possa ricordare, fredda e capace di fronteggiare anche gli inquirenti.
Le produzioni cinematografiche si starebbero già organizzando per produrre, una volta risolto il caso, un film dalla sceneggiatura e colpi di scena che nessuna mente sarebbe riuscito a fare. Chi interpreterà il personaggio di Sabrina Misseri?
info@mediacontact.it
CdF

ottobre 26, 2010

Olocausto : la Germania era d'accordo con il genocidio

E’ la tesi che quattro ricercatori tedeschi espongono in un saggio di prossima pubblicazione, dal titolo “Il potere e il passato”.
Il libro sgretola un mito rimasto intatto dal dopoguerra a oggi e spiega come il ministero abbia coperto le sue responsabilità storiche.
“Il ministero degli esteri era coinvolto nella politica di violenza del nazional socialismo”, sostiene uno dei quattro coautori. “Partecipò attivamente alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei d’Europa ed è stato, non si può dire diversamente, un’organizzazione criminale”.
Lo studio, commissionato nel 2005 dall’allora ministro degli esteri Joschka Fischer, è stato apprezzato anche dall’attuale titolare della diplomazia di Berlino.
“Andrà a integrare le letture obbligatorie per la formazione dei nuovi diplomatici. Ci sono rivelazioni scioccanti, che segnalano quanto i vertici del ministero fossero coinvolti nei crimini del Terzo Reich. Se ne parlerà ancora per molto tempo”.
Il libro sembra destinato a suscitare polemiche, tanto più che diversi simpatizzanti del Reich conservarono i loro incarichi al ministero anche dopo la guerra.
Una vergogna tedesca! Impossibile dimenticare. Altro che razza ariana.

Sarah Scazzi : trovata l'arma del delitto in casa

Potrebbe esserci una svolta nel caso di Sarah Scazzi, nell'ambito delle ricerche dell'arma del delitto. Secondo alcune indiscrezioni che giungono da Avetrana, sarebbe stata ritrovata la corda che avrebbe strangolato la 15enne uccisa il 26 agosto dallo zio Michele Misseri, con la complicità presunta della figlia di quest'ultimo, Sabrina Misseri.
Il, consulente per la famiglia Scazzi, ha infatti rilasciato una dichiarazione: "Ci sono una serie di reperti che possono essere esaminati anche per capire se ci può essere l'arma del delitto", lasciando intendere però che qualcosa di realmente concreto è stato trovato nell'ultimo sopralluogo compiuto nella casa dell'assassino.
Non tutto è chiaro! Cosima nasconde molto di più.
(Mediacontact)

Silvio Berlusconi : colto da eziologia da ipercheratosi biomeccanica

[BA – Milano] trambusto e confusione in casa Berlusconi per un improvviso peggioramento del callo interdigitale tra melluce e illice, che da alcune settimane stava tormentando il cavaliere. Erano giorni che il presidente del consiglio non godeva più del suo buon umore e non sopportava nemmeno di sentire racconti e barzellette di cui lui è, solitamente, promotore. La servitù di Arcore si è prodigata nella cura del suddetto callo e il podologo ha comunicato che si trattava di eziologia dovuta a ipercheratosi biomeccanica. In poche parole tutto dovuto a una scarpa che gli aveva rovinato il piede. Anche la figlia Marina è accorsa a casa del presidente munita di cerotti e prodotti callifughi. La guarigione è stata stimata in tre giorni.
(bullshitagency – New York) giornalismo di questi tempi] Alla luce del fatto che trasmissioni tv, giornali, ecc. si occupano quasi esclusivamente di Silvio, anche noi abbiamo deciso di seguirne la corrente. Da New York trasmettiamo le notizie su SB che restano, normalmente, segrete. Tutti hanno già detto tutto, allora vi informiamo su quello che non verrete mai a sapere dagli altri.
CdF

ottobre 25, 2010

Alessio Burtone, Sabrina Misseri, Piero Citterio, Sabrina Citterio, Mario Ciavarella : i nuovi killers.

La violenza nelle città italiane ha assunto livelli insopportabili. Qui come a Caracas ormai si ha paura di girare per le strade cittadine. Non diamo la colpa soltanto agli stranieri, commettendo l’errore di credere che gli italiani siano perfetti perché non sono nati a Bucarest o a Tirana. La realtà dimostra che i delitti più atroci vengono commessi da chiunque, come gli ultimi: Sarah Scazzi, il pugile Alessio Burtone, il tassista di Milano.
Il quadro clinico di Luca Massari, selvaggiamente aggredito da alcuni teppisti con le loro lolite (italiani) è disperato. La sua attività cerebrale è ridotta al minimo e i medici non sperano che possa riprendersi. Quei teppistelli di periferia, tamarri o come si vogliono chiamare, insieme alle loro pupe, proprio come Alessio Burtone, credono che il mondo sia al loro servizio. Padroni di tutto e di tutti, viaggiano vivono liberamente massacrando persone. Chiunque può capitare sotto il loro tiro e i loro divertimenti assassini. Vanno puniti in maniera esemplare e severissima. Tutti gli altri teppisti che vivono in Italia devono sapere che facendo queste cose si passa poi il resto della vita in galera.
Per Luca Massari gli esami della tac sono in merito molto chiari e poco hanno potuto fare gli interventi di asportazione delle ossa craniche per ridurre la pressione dell'edema. C'è anche da aggiungere la presenza di altri danni. Massari soffre infatti di una insufficienza multiorgano, che si sta aggravando a seguito di una infezione in atto.
Tornando invece al bullo Alessio Burtone è scandaloso che si accettino le scuse della madre e della sorella, perché stiamo parlando di una persona deceduta a causa sua. Deve essere sbattuto in galera perché quello che è successo alla povera Maricica, può capitare a nostra figlia, a nostra sorella e a nostra madre. Anche a noi. Se Alessio Burtone o i teppisti del tassista non vengono puniti severissimamente altra gentaglia come loro si sentirà forte di fare cose simili e questo paese diventerà come il Venezuela e altre nazioni dove il valore della vita umana è zero.
Non può interessarci minimamente se questi delinquenti vivano in realtà familiari brutte, noi non possiamo accettare che le nostre città diventino un campo di battaglia.
Speriamo che questi aspiranti assassini trascorrano almeno vent’anni in galera. E’ quello che ci si aspetta.
Non ci rendiamo conto che la maggior parte di noi è parte lesa? Noi facciamo parte di quelli che possono ricevere pugni e calci da questi elementi da galera che sono liberi. Occorre proteggerci da loro e proteggere i nostri cari. Chi li difende in tv lo fa solo perché vuole pubblicità, tutti sanno che Alessio Burtone e quelli del tassista è giusto che marciscano in galera.
A Caracas ci sono ottanta vittime ogni week end, vittime della delinquenza comune cittadina. Pene severissime ci vogliono. Sono assassini non poveri ragazzi.
CdF

ottobre 24, 2010

Berlusconi : attimi di paura per il presidente del consiglio per inspiegabile malore viscerale aerofagico

Silvio Berlusconi non ha digerito il minestrone che il cuoco di casa Arcore gli ha preparato venerdì scorso. Dopo aver avuto qualche problema di aerofagia si è catapultato in bagno mettendo fine alla sofferenza. Ha potuto così dedicarsi alla lettura del suo libro preferito.
La notizia è trapelata grazie al giardiniere che, passando vicino la finestra del salone da pranzo, ha sentito che tutti, all’interno, parlavano della vicenda del mal di pancia di Silvio.
Il cavaliere ha deciso di assumere anche un altro cuoco specializzato in cucina macrobiotica e decisamente più leggera di quella a base di fagioli borlotti e minestroni.
(bullshitagency – New York) [giornalismo di questi tempi]
Visto che trasmissioni tv, giornali, ecc. si occupano quasi esclusivamente di Silvio, anche noi abbiamo deciso di seguirne la corrente. Da New York trasmettiamo le notizie su SB che restano libere. Tutti hanno già detto tutto, allora vi informiamo su quello che non verrete mai a sapere dagli altri.

Antonio Faccini non è un mostro. Se vogliamo perdonare qualcuno lui è tra i primi.

Ricordate la storia di Antonio Faccini? L'ex carabiniere che in un momento di disperazione ha ucciso ex moglie, fidanzato di questa e suocera? Un gesto insensato ma chi, come me, ha conosciuto Faccini, si rende conto che non è un vero mostro come molti lo vogliono dipingere. I media non se ne sono occupati molto, il mio editore non ha voluto che pubblicassi un libro con la sua storia, eppure non passa giorno che io non pensi a questo uomo che per suo figlio ha annientato la sua esistenza e quella dei suoi parenti. Che responsabilità hanno le istituzioni, gli avvocati e gli assistenti sociali? Faccini è stato messo con le spalle al muro, gli è stato tolto malamente il figlioletto e, come se non bastasse, gli è stato detto: " fai quello che vuoi, tanto tuo figlio non lo vedrai più". Tre persone hanno perso la vita perchè questa società in nessuna maniera riesce a tutelare il padre, perchè è maschio. Riusciamo persino a commuoverci davanti alle lacrime di un'efferata assassina come Annamaria Franzoni che ha ucciso il proprio figlio e non facciamo caso alla sofferenza di questo uomo che, senza sminuire il grave gesto, ha sempre amato il suo bambino.
CdF

Venezuea Iran : bomba atomica in arrivo




Tripoli, 23 ott. (Apcom) - Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha criticato il presidente americano Barack Obama, che alcuni giorni fa aveva ricordato a Caracas che se vorrà costruire un reattore nucleare dovrà sottostare ai regolamenti internazionali in materia. Parlando da Tripoli, dove si trova in visita, Chavez ha detto che il suo paese non "obbedisce a nessun impero" e ha il diritto di sviluppare pacificamente il suo programma nucleare.

Il presidente venezuelano ha incontrato oggi il leader libico Muammar Gheddafi, e i due hanno firmato un accordo di cooperazione economica. Lo scorso martedì il presidente Obama aveva detto che il Venezuela ha il diritto di costruire un reattore nucleare per scopi pacifici, ma anche l'obbligo di non cercare di sviluppare armi atomiche.
Com'era nei programmi di Chavez, comunque, realizzare ordigni atomici. Viaggi in Iran, visite in Russia, insomma, c'è poco da stare tranquilli. Colombia e U.S.A. sono avvisati.

ottobre 23, 2010

Sabrina Misseri è colpevole. Ecco il verbale dell'interrogatorio di Michele Misseri



PM MARIANO BUCCOLIERO: ... chi porta Sarah nel garage, Miche'?
MICHELE MISSERI: L'ha portata Sabrina (...) Forse Sabrina l'ha portata giu' per verificare il fatto che io avevo messo la mano.
PM: Si', quindi qualche giorno prima che avevi messo la mano sul sedere di Sarah.
MICHELE MISSERI: Sì, a quel punto non ci ho visto piu' e l'ho legata.
PM: Quindi e' scoppiato un litigio giu'?
MICHELE MISSERI: Si'. (...)
PM: Cioe' Sabrina non ci credeva? (...) Sarah invece diceva che era vero questo fatto.
MICHELE MISSERI: Si'.
PM: E quindi poi, quando è arrivata a casa, Sarah ha visto prima Sabrina, quindi è passata dal cancelletto, è entrata dentro e ha incontrato Sabrina: è così, Michele?
MICHELE MISSERI: Sì. (...)
PM: Sarah voleva venire nel garage, voleva chiarire pure lei o lei si rifiutava?
MICHELE MISSERI: Si rifiutava. (...)
PM: E come è stata portata Sarah da Sabrina, in che modo è riuscita a portarla?
MICHELE MISSERI: L'ha portata cosi' malamente (...) con la forza (...) l'ha tirata. (...)
PM: Sarah voleva scendere nel garage?
MICHELE MISSERI: No, non voleva scendere.
PM: E che cosa diceva? "Lasciami stare, voglio tornare a casa"? Che cosa diceva? (...)
MICHELE MISSERI: Diceva: ''Lasciami stare e fammi andare a casa". (...) Sabrina ha detto: "no, adesso mi devi far sentire con la tua bocca cosa è successo".
PM: Sì, e quindi?
MICHELE MISSERI: E poi in quel momento io non ci ho visto più. (...) Sabrina l'ha bloccata (...)
PM: Ma tu che cosa hai detto a loro due Miche'?
MICHELE MISSERI: Io a loro due ho detto che non era vero (...)
PM: ... eh ma Sarah ha detto: "è vero che c'è stata la mano sul sedere", poi?
MICHELE MISSERI: Sì. (...)
PM: E Sabrina, quando Sarah ha detto questo, che reazione ha avuto? Si è arrabbiata con Sarah? MICHELE MISSERI: Si è arrabbiata con Sarah per quello che aveva detto (...) Non so se le ha dato uno schiaffo, non mi ricordo (...)
MICHELE MISSERI: Con le mani la teneva stretta
PM: Ma abbracciandola tutta quanta?
MICHELE MISSERI: Sì. ( .. .)
PM: E Sarah che cosa faceva Miche'?
MICHELE MISSERI: Se ne voleva andare (...) gridava. (...) Ho detto: "lasciala andare"; ha detto [Sabrina: n.d.e.]: "no mi deve dire prima la verità cosa è successo; (...) poi in quel momento io ho perso io pazienza. (...)
PM: ... tu quando Sabrina la teneva stretta hai messo la corda intorno al collo di Sarah?
MICHELE MISSERI: Al collo di Sarah.
PM: E hai stretto.
MICHELE MISSERI: Ho stretto.
PM: Quando tu hai stretto, Sabrina ha continuato a mantenerla stretta a Sarah?
MICHELE MISSERI: No, si è presa paura e l'ha lasciata.
PM: Quando l'ha lasciata? Quando tu l'avevi già stretta?
MICHELE MISSERI: Quando la stavo stringendo. (...) Sabrina ha detto: "lascia stare ora l'ammazzi eh ... " (...) mi ha detto: "finiscila"; però la forza che avevo io era troppa... (...)
PM: ... per quanto tempo Sabrina ha continuato a tenerla stretta, mentre tu le attorcigliavi la corda al collo?

MICHELE MISSERI: Roba di minuti. (...)
PM: Sabrina stava piangendo quando comunque ancora la teneva stretta a Sarah?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Quanto tempo è durata questa azione Miche'?
MICHELE MISSERI: Non so, saranno stati cinque, sei minuti. (...) [poi] Sabrina si è presa paura e se ne è andata sopra, io l'ho coperta con un cartone. (...).
PM: ... quando Sabrina stava stringendo, abbracciandola quasi Sarah, va bene, in quel momento Sarah stava piangendo?
MICHELE MISSERI: In quel momento sì. (...)
MICHELE MISSERI: [Sabrina] La teneva con le braccia, poi se ne voleva andare che si è girata, in quel momento l'ho messa ...
PM: Però lei, Sabrina, in quel momento continuava comunque a tenerla stretta con le braccia
MICHELE MISSERI: Si la teneva stretta con le braccia, però il corpo di sopra era libero. (...)
PM: Ma quando stavi stringendo, Sabrina non ha cercato di fermarti?
MICHELE MISSERI: No, Sabrina si è presa pure lei paura ... (...) non ha parlato di Mariangela, solo si è scioccata e se ne andata sopra.
PM: Ma Sabrina aveva la borsa di mare, l'asciugamano oppure era scesa ...
MICHELE MISSERI: no, ce l'aveva solo Sarah. (...)
AVVOCATO: Quando ha stretto al collo la corda a Sarah, aveva intenzione di ucciderla?
MICHELE MISSERI: No, volevo darle solo una lezione. (...)
AVVOCATO: E questo perché? Te lo aveva detto Sabrina?
MICHELE MISSERI: Sì. (...) non si poteva sapere per gli altri (...) sapere in giro (...) in paese ...
PM: Sapere in giro il fatto che lei aveva toccato il sedere della bambina, che l'aveva molestata?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Perché Sarah minacciava di dirlo in giro?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: E questo qua lo ha detto Sarah a Sabrina?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Cioè Sabrina le ha detto: "papà vedi che dobbiamo dare una lezione a Sarah, se no quella va in giro a dire che tu l'hai molestata''?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: ... e questo te l'ha detto lo stesso 26?
MICHELE MISSERI: Sì (...)
AVVOCATO: Quando stavi pranzando?
MICHELE MISSERI: Sì.
AVVOCATO: E stavi pranzando da solo in quel momento?
MICHELE MISSERI: Sì, stavo pranzando da solo. (...)
AVVOCATO: Ma ti ha detto Sabrina di prendere la corda, Miche'?
MICHELE MISSERI: No la corda l'ho presa da me stesso. (...)
PM: ... in quella circostanza Sabrina ti ha detto che ti avrebbe portato Sarah sotto il garage?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Quindi ti ha detto, siccome doveva venire alle due e mezzo per andare a mare te la prendo io e te la porto nel garage e le diamo questa lezione.
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Ma che tipo di lezione voleva dare Sabrina? Come ha detto? "Dobbiamo dare botte, dobbiamo... ", che cosa dovevate fare?
MICHELE MISSERI: No, le volevo solo mettere la corda al collo per spaventarla. (...)
PM: ... con Sabrina avete concordato che dovevate metterle la corda al collo per spaventarla?
MICHELE MISSERI: Sì. PM: Quindi era d'accordo Sabrina in questo discorso?
MICHELE MISSERI: Sì

Aereo precipitato a Los Roques. La 'vergogna' italo venezuelana continua. Che fine hanno fatto gli italiani?



Perchè i media italiani non si occupano di questo sconcertante caso in maniera continua come hanno fatto e continuano a fare per l'omicidio di Avetrana? Parliamo di otto italiani, tra cui due bambini, che sono scomparsi nel nulla. Il governo italiano non se ne occupa come dovrebbe e quello venezuelano è, come sappiamo, corrotto fino alle ossa.
CdF (Mediacontact.it) Torino

di ENRICO VALENTINI (IlMessaggero.it)

Alla vigilia dell’avvio ufficiale delle ricerche dell’aereo precipitato il 4 gennaio 2008 al largo dell’arcipelago venezuelano delle Los Roques, altri problemi di natura tecnica rischiano di far slittare ulteriormente l’inizio delle operazioni fissato per domani. L’ammiraglio Giovanni Vitaloni, sovrintendente del governo italiano e il comandante Mario Pica, pilota specializzato in investigazioni subacque, ieri, non sono potuti partire alla volta del Venezuela, rimandando a data da destinarsi il proprio arrivo a Caracas.
Si parla, stando alle notizie che giungono dalla protezione civile italiana, di un ritardo di pochi giorni. Con tutta probabilità, le ricerche delle 14 persone a bordo del bimotore Let-410 della Transeven (tra cui otto turisti italiani, compresi Fabiola Napoli e Stefano Frangione, sposi ad Albano pochi giorni prima della tragedia, i coniugi trevigiani Paolo e Bruno Durante e le due figlie Emma e Sofia e le amiche bolognesi Annalisa Montanari e Rita Calanni Rindina) inizieranno intorno alla fine del mese.
L’ennesima cocente delusione per i familiari dei turisti italiani inabissatisi durante il volo che li stava portando al paradiso turistico venezuelano, tutti in attesa di poter ritrovare i propri cari e togliersi, finalmente, i tanti dubbi generati da misteri e congetture che si sono stratificati in questi anni.
Un attesa angosciante diventata da tempo, così, un’infernale telenovela, dapprima per le difficoltà frapposte dalla burocrazia governativa e diplomatica ma, soprattutto, per il non semplice reperimento delle risorse necessarie a svolgere ricerche apparse quasi subito molto difficoltose.
Da marzo, ovvero da quando si è avuta la certezza dei finanziamenti già stabiliti dal governo italiano e da quello venezuelano, ci si sono messe anche le fatalità (vedi l’esplosione della piattaforma BP in Messico) e la terrificante situazione meteo dovuta al passaggio agostano dell’uragano Earl. L’ultimo countdown per l’inizio delle ricerche, invece, sembra essere stato stoppato proprio in prossimità del 21 ottobre a seguito degli ennesimi problemi tecnici sopravvenuti all’ultima ora. Comunque Vitaloni e Pica sono attesi nella capitale venezuelana già agli inizi della prossima settimana per definire gli ultimi dettagli e i preparativi delle attrezzature imbarcate sulla nave della società statunitense C&C technologies. L’area delle ricerche sembra essere stata confermata tra le due miglia marine al largo dell’arcipelago ad una non meglio precisata distanza in direzione ovest e fino ad una profondità di tremila metri.

fonte: IlMessaggero

Rapimenti in Venezuela

Due rapimenti, almeno (altri non si vengono a sapere).
Da "La Tribuna di Treviso"
Potrebbe essere stato un suo dipendente a tradire Riccardo Vendrame, vendendo informazioni al commando di rapitori che lunedì ha effettuato l'incursione armata nell'azienda agricola «Finca La Dorada» di proprietà della famiglia trevigiana. Addirittura, uno dei dipendenti potrebbe essere un infiltrato della banda.

I familiari rimangono nel dramma: non si sa ancora dove sia Riccardo Vendrame, i rapitori non hanno ancora avanzato alcuna richiesta di riscatto. «Abbiamo parlato con suo fratello Luigi Vendrame Velazco per sapere se nelle ultime ore ci sono state novità sul rapimento di Riccardo», ha detto Douglas Rondòn, commissario della CICPC (Cuerpo de investigaciones cientìficas, penales y criminalisticas) venezuelana, una delle unità operative responsabili della ricerca del cittadino di origini trevigiane. La zona in cui si è verificato il rapimento è una delle più pericolose. «E' una zona ad alto rischio», ha aggiunto il commissario Rondòn: nella sona gli episodi criminali sono all'ordine del giorno. «Nello stato di Zulia ogni mese sequestrano una o due persone, è un dramma», dice una fonte del giornale «El Pico de Bolìvar». «Nel corso dell'anno sono state rapite oltre sessanta persone in questa zona», aggiunge. Invece a Caracas, Tàchira e Barinas il tasso è più basso in materia di crimine. «Negli ultimi anni è diminuito del venti per cento», spiega un giornalista specializzato di «Radio Nacional de Venezuela». Ma perché uno stato è più sicuro dell'altro? «Ad esempio lo Zulia e Miranda sono stati "di opposizione" e per questo motivo i loro governanti non hanno voluto inserire le forze dell'ordine al Dibise, Dispositivo Bicentenario de Seguridad, creato dal governo del presidente Hugo Chàvez per combattere il crimine. La modalità per effettuare i rapimenti si basa in uno studio dettagliato delle vittime, ottenendo i dati personali (conto bancario e proprietà, oltre ai dati anagrafici e agli spostamenti abituali). «In molti casi ci sono persone infiltrate nelle aziende», conclude la fonte del «Pico de Bolìvar».
I testimoni del sequestro, ovvero i dipendenti dell'azienda agricola della famiglia Vendrame, hanno riferito che i componenti del commando di rapitori parlavano con chiaro accento colombiano. Quella che viene definita l'industria dei sequestri è una vera e propria multinazionale che opera a cavallo dei due paesi. Nei primi nove mesi di quest'anno, in Colombia sono state rapite 201 persone, venti nel solo mese di settembre. Quasi sempre si tratta di sequestri a scopo di estorsione. Un dato può accendere la speranza dei parenti di Riccardo Vendrame: delle venti persone rapite a settembre, sedici sono già libere. Di queste, sette sono state liberate da azioni di forza della polizia. Quando nel 2001 rapirono il padre di Riccardo, Gino, i sequestratori si fecero vivi solamente dopo oltre un mese di silenzio assoluto.
Un altro rapimento, di cui non si è saputo nulla in Italia, riguarda Giuseppe Vastola, italiano da molti anni residente a Caracas. La settimana scorsa rapito davanti la porta di casa in presenza della moglie. Portato fuori dalla città è riuscito, dopo tre giorni, a fuggire e ritornare a casa. Ora vive nel terrore che i rapitori si ripresentino. Come al solito la polizia fa finta di occuparsi del caso che invece non viene proprio preso in considerazione.
CdF
Anche questo è il Venezuela di Chavez.

ottobre 22, 2010

Sabrina e Cosima sarebbero "diavolesse" dei giorni nostri; Michele Misseri è l’uomo ‘zerbino’ che vive ai margini della famiglia che imploderà

Condanniamo l'odiosa violenza che certi uomini (se vogliamo chiamarli così) usano contro le donne. Violenza che può essere di tipo fisico o sessuale, ma può anche essere psicologica, che lascia il segno per sempre. L’esperienza e le ore trascorse ad ascoltare uomini ‘straccio’ che vengono utilizzati e poi messi da parte mi ha dato modo di considerare anche il rovescio della medaglia. L’uomo ‘zerbino’ che per non subire le ire della moglie e delle donne di casa si isola, che resta marito solo agli occhi della società, mentre nel privato è relegato a un ruolo marginale, peggiore di quello che certa gente riserva agli animali domestici.
Uomini che vivono per la strada, esseri umani che non possono vedere i figli perché ex mogli arrabbiate hanno fatto in modo che la giustizia ingiusta si scagliasse contro i loro ex coniugi. Figli che crescono senza il desiderio di vedere il padre e che il più delle volte si convincono della malvagità dell’uomo che l’ha generati, senza nemmeno indagare a fondo.
Nel profondo sud italiano spesso accade che le donne di una certa età non vogliano sfasciare i loro matrimoni in maniera visibile e succede, quindi, che certi uomini vengano sopportati perché portatori di soldi in casa e, nella migliore delle ipotesi, offrono un’apparenza di famiglia. Qualcosa del genere accadeva in casa Misseri, dove Michele da anni dormiva su una sdraio in cucina e la moglie non considerava più marito. Un uomo rozzo, ignorante, ma lavoratore. Si poteva sopportare. Ma a quale prezzo?
Chissà in quante ore di angosce l’orco è diventato tale e ha maturato un sentimento di vendetta contro le donne da portarlo al punto di desiderare una ragazzina, sua nipote.
Non c’è solo la gelosia da parte di Sabrina, che vittima dei suoi tanti e comprensibili complessi ha cominciato ad odiare la cuginetta che era ormai donna e carina.
La mano assassina di un individuo come Michele Misseri va punita in modo esemplare come la cattiveria di Sabrina, ma va condannato moralmente l’atteggiamento di Cosima che rappresenta tutta l’ignoranza di certo tipo di femmine, che considera la casa, la famiglia, i figli come proprietà privata dove l’uomo è soltanto un ospite, spesso sgradito.
Finchè questa società, troppo legata ai luoghi comuni e alle antiche credenze non si renderà conto che anche l’uomo, il padre ha un ruolo determinante nella famiglia, ci saranno casi d’implosione privata. Speriamo che non sfocino mai più in casi drammatici come quelli di Sarah Scazzi. Se di mostri dobbiamo parlare sarebbe logico di contarne almeno tre in casa Misseri perché la signora Cosima non è meno degli altri, non per il favoreggiamento a sua figlia ma per aver usato la consueta violenza psicologica sull’uomo. La speranza c’è perché esiste anche, per fortuna, un altro tipo di donna, quella che non si considera la padrona assoluta della prole.
Un nuovo “diritto di famiglia” sarebbe un buon passo sociale, un diritto che vada aldilà delle leggi, che riesca a sensibilizzare l’opinione pubblica troppo spesso soffocata nel nostro paese, in cui la Chiesa ha insegnato che peccare e infrangere la legge è concesso, a patto che si mantenga il segreto. Non vi ricorda un altro tipo di organizzazione?
Cosmo de La Fuente

ottobre 21, 2010

Sabrina Misseri: come la saponificatrice di Correggio. Gelosa di Sarah l’uccide, la madre Cosima l’aiuta e tace, il padre Michele la copre.























Sabrina Misseri: come la saponificatrice di Correggio. Gelosa di Sarah l’uccide, la madre Cosima l’aiuta e tace, il padre Michele la copre. La crudeltà di un assassinio senza precedenti in Italia.
Si mettono male dunque le cose per Sabrina Misseri: secondo le ultime ipotesi trapelate, lei avrebbe ucciso Sarah, forse in casa e non nel garage, e chiesto aiuto alla mamma Cosima. Poi è stato coinvolto lo zio Michele, che "all'ora del delitto dormiva". E spunta un suo sms a una giornalista: "Mi faccio schifo". Lunedì le analisi dei Ris sul cellulare di Sarah e l'auto di Misseri. Il movente di Sabrina? La gelosia.
Il padre, forse impazzito ormani, pensa alle sue olive che vanno perse e non alla famiglia. La sfinge, la signora Cosima protegge e nasconde la malafatta della figlia perché, anche lei, aveva una sorta di odio verso Sarah che ormai piaceva anche ai ragazzi e alle due ciccione questa cosa non andava giù-
Sabrina voleva spaventare Sarah, ma si è lasciata prendere dalla mano.
Lo zio Michele in galera si preoccupa solo delle sue olive che andranno perse. E’ un altro esempio di uomo schiacciato dalla volontà di una moglie matriarcale e comandante che considera l’uomo, il marito, lo zerbino di casa.
La grassona di Sabrina era gelosissima quindi di Sarah, mentre la piccola vedeva quel mostro come un idolo. Speriamo che la giustizia segua il suo corso come dovrebbe e che la maledetta passi in galera molti anni pensando a come ha tolto il sorriso a una quindicenne.


OMICIDA: Leonarda Cianciulli
VITTIME: Faustina Setti, Francesca Soavi, Virginia Cacioppo
LUOGO E DATA: Correggio (RE), 1939 - 1940
CORPI DI REATO: martello, seghetto, coltello da cucina, scuri, mannaia, treppiede
PROVENIENZA: Reggio Emilia, Procura, 1949

Nata a Montella di Avellino nel 1893, Leonarda Cianciulli, segnata da un'infanzia infelice, nel 1914 sposò Raffaele Pansardi, impiegato dell'ufficio del registro, e va a vivere a Lariano, nell'Alta Irpinia. Nel 1930 il terremoto del Vulture distrusse la loro casa e gli sposi si trasferirono a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Leonarda ebbe diciassette gravidanze con tre parti prematuri, dieci figli morirono in tenera età. I quattro figli sopravvissuti erano per Leonarda un bene da difendere a qualsiasi prezzo, angosciata dal ricordo di una zingara che molti anni prima le aveva predetto un amaro destino: "Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno i figli tuoi". Più tardi, interrogando un'altra zingara, questa, leggendole la mano, le disse: "Vedo nella tua mano destra il carcere, nella sinistra il manicomio".

Nel 1939, alla notizia che Giuseppe, il figlio maggiore e prediletto, sarebbe partito per il militare con la minaccia sempre più concreta dell'ingresso in guerra dell'Italia, Leonarda decise drasticamente cosa fare: sacrifici umani in cambio della vita del figlio. La Cianciulli frequentava tre amiche, tre donne sole, non giovani, che avrebbero volentieri cambiato vita per sfuggire alla noia e alla solitudine di Correggio. Tutte e tre chiesero aiuto a Leonarda, la quale decise che era giunto il momento di agire.

La prima a cadere nella rete della donna fu Faustina Setti, la più anziana, attirata da Leonarda con la promessa di averle trovato un marito residente a Pola. Leonarda convinse la donna a non parlare con nessuno della novità. Il giorno della partenza, Faustina si recò a salutare l'amica, che la convinse a scrivere alcune lettera e cartoline che avrebbe spedito appena giunta a Pola, in cui annunciava a parenti e amici che tutto andava per il meglio. Ma a Pola Faustina Setti non giungerà mai, perché cade sotto i colpi di scure di Leonarda Cianciulli, che trascina il corpo in uno stanzino e lo seziona in nove parti, raccogliendo il sangue in un catino. Poi, come scriverà nel suo memoriale, «gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io».

La seconda vittima si chiamava Francesca Soavi, cui Leonarda aveva promesso un lavoro nel collegio femminile di Piacenza. Francesca la mattina del 5 settembre 1940 si recò a salutare l'amica prima di partire. Il copione si ripeteva, Leonarda convinse la donna a scrivere due cartoline, dicendole che le avrebbe dovute spedire da Correggio per annunciare ai conoscenti la partenza evitando di far conoscere la sua destinazione. La Cianciulli si avventò sulla donna e ripeté il "sacrificio". La terza e ultima vittima si chiamava Virginia Cacioppo, ex cantante lirica, cinquantatreenne, costretta a vivere in miseria e nella nostalgia del proprio passato di artista. Leonarda le propose un impiego a Firenze, come segretaria di un misterioso impresario teatrale, pregandola, come al solito, di non farne parola con nessuno. Virginia, entusiasta della proposta, mantenne il segreto e il 30 settembre 1940 si recò a casa di Leonarda dove: «Finì nel pentolone, come le altre due (.); la sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose accettabili. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce».

La cognata dell'ultima vittima, insospettita per la sparizione improvvisa della donna, vista entrare in casa della Cianciulli, ne denunciò la scomparsa al questore di Reggio Emilia, il quale, seguendo i numerosi indizi lasciati dall'omicida, arrivò alla "saponificatrice". Sottoposta a interrogatorio la donna confessò senza resistenze i tre omicidi.

La Corte stabilì che Leonarda Cianciulli era l'unica responsabile di quei turpi omicidi e la condannò a trent'anni di carcere e a tre anni di manicomio giudiziario. Morì nel manicomio giudiziario per donne di Pozzuoli, il 15 ottobre 1970, stroncata da apoplessia celebrale.

ottobre 20, 2010

Michele Misseri dormiva e Sabrina, insieme a Cosima, uccidevano Sarah. Un duo diabolico!



Sabrina Misseri, sarebbe ora, l'unica assassina. Da sibito avevo anche detto che bisognerebbe indagare un po' sulla figura della madre Cosima, che certamente non è così estranea a quanto sta accadendo. La donna tutta d'un pezzo, di paese, che dirige tutta la casa e che le figlie hanno messo sul piedistallo mentre il padre era un po' il cane di casa. Un posto per dormire e un po' schifato da tuta la famiglia, si sopportava solo perchè portava i soldi a casa. Un quadro orribile che dimostra ancora una volta come viene ridotto il ruolo del maschio in certe famiglie.


Un essere strano Michele, con strane voglie e che, forse, ha molestato la povera Sarah, l'unica che sa cosa veramente è accaduto.


Le grinfie di una cugina invidiosa e di una zia che l'odiava?

In casa di Sabrina alla fine si comunicava con i «pizzini»


TARANTO - In casa Misseri, negli ultimi tempi, si comunicava con i pizzini. Bigliettini scritti frettolosamente a penna, passati di mano in mano, e poi distrutti. Pezzi di carta che non sono sfuggiti ad occhi attenti, al di là del loro contenuto, proprio per la singolarità del metodo di comunicazione. Tipico di chi non vuole farsi sentire da orecchie indiscrete, o dalle cimici che la famiglia poteva sospettare fossero state montate anche in casa dai carabinieri.

È un’altra delle stranezze del caso Scazzi sulle quali stanno lavorando gli investigatori nelle ultime ore, soprattutto alla luce dell’interrogatorio a cui è stata sottoposta lunedì sera Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri e mamma di Sabrina: cosa c’era da nascondere nelle cose che si dicevano in famiglia? La signora Cosima non è indagata dalla Procura di Taranto, così come gli stessi inquirenti hanno voluto precisare ieri dopo che si erano diffuse voci circa un suo presunto coinvolgimento nella vicenda perché avrebbe saputo quello che è accaduto nella sua abitazione. Questo non vuol dire che gli accertamenti sulla sua posizione si sono conclusi, anzi, nelle ultime ore si è fatta strada un’altra ipotesi investigativa, riguardante la presenza di altri telefoni cellulari, oltre a quello di Michele Misseri, nella zona in cui è stato occultato il cadavere di Sara Scazzi. I carabinieri avrebbero rilevato tracce anche del telefonino in uso alla stessa Cosima Serrano e, a quanto pare addirittura di un terzo, non precisato, cellulare. Proprio il racconto fatto dalla moglie di Michele Misseri sui minuti della scomparsa di Sarah sono stati al centro dell’interrogatorio dell’altra sera, condito da molti «non ricordo». «Non posso ricordare tutto quello che ho fatto il 26 agosto, sono passati troppi giorni» ha ripetuto con forza e determinazione Cosima Serrano, alimentando però, invece che fugare, i dubbi nutriti da magistrati e carabinieri.

Gli specialisti del Ris di Roma intanto avrebbero rilevato ben quattro impronte, appartenenti a quattro persone diverse, nel vano batteria del telefonino di Sarah, ritrovato da Michele Misseri in aperta campagna il 29 settembre. Un fatto che sembra avvalorare l’intercettazione - anticipata domenica scorsa dalla Gazzetta - nella quale Sabrina dice: «Perché papà ha consegnato il telefonino? Su quel cellulare ci sono le nostre impronte, la sera prima l’abbiamo toccato tutti», un colloquio, tra i pochi finora trascritti, e che sarebbe da ieri anche agli atti del gip.

Per risalire ai titolari delle impronte presenti sul telefonino la Procura potrebbe disporre accertamenti irripetibili sull’apparecchio, oltre che su altri reperti all'esame dei carabinieri del reparto investigazioni scientifiche di Roma già dalla prossima settimana, così come ha riferito ieri mattina il generale Luciano Garofalo, ex comandante del Ris di Parma e consulente dei legali della famiglia Scazzi. La relazione consegnata sino ad ora in Procura dal Ris di Roma riguarda solo gli accertamenti e i rilievi compiuti prima del 7 ottobre, quando venne fermato Michele Misseri, lo zio reo confesso dell'omicidio.
(m.maz.)
Attenzione ragazze, attenzione in famiglia, ma non parlo soltanto perchè un padre, un fratello, un parente o un amico può farvi del male, sospettate anche dell'invidia di zie e cugine!

ottobre 19, 2010

Sabrina Misseri voleva diventare famosa sulla pelle di Sarah. Non perdona il padre che non l'ha aiutata.






Sabrina Misseri ha ucciso Sarah Scazzi; la cugina di Sarah è vittima del padre; Michele Misseri ha mentito per proteggere la figlia; tante le ipotesi, le notizie si rincorrono ma niente appare ancora chiaro. Adesso che i nomi dei protagonisti intorno ai quali ruoterebbe l’omicidio di Sarah sono noti, tutti confidano che avevano già intuito gran parte del mistero.

E’ la figura della figlia di Misseri che suscita le maggiori perplessità, il suo incomprensibile interesse ad apparire in televisione, non solo per aiutare in un primo tempo le indagini e successivamente per mostrare la sua innocenza e lo sgomento per la confessione del padre, ma un interesse che va ben oltre.

Quando Sabrina è stata avvisata che la sua posizione si stava aggravando, ha concentrato le sue preoccupazioni in un’unica domanda: “Cosa dirà adesso Barbara Palombelli?”. Questo episodio, collegato anche alla sua strana necessità di conoscere il livello di share dei giornalisti che le chiedevano un’intervista, per gli esperti sembra confermare delle certezze.

La domanda della Misseri ha avuto una risposta, è stata la diretta interessata a soddisfare la sua curiosità. La Palombelli racconta che la ragazza le mandò anche un sms tramite un’altra giornalista durante una delle trasmissioni in cui partecipavano entrambe, poi commenta: “Secondo me non c’è mai stato niente di naturale in lei, si vedeva che era in ansia. Così come nasconde quello che i magistrati stanno cercando di capire… Poi l’atteggiamento di quel pomeriggio… dopo solo dieci minuti di ritardo era già così preoccupata”.

Nessun dubbio per lei che sottolinea anche di non ricordare precedenti simili. E a chi punta il dito contro le trasmissioni che si sono occupate di continuo del caso Scazzi risponde: “Questo è un tipo di giornalismo investigativo: le interviste di Sabrina sono state utilizzate dagli investigatori. Tutti abbiamo partecipato, perché Sarah aveva bisogno della verità”.
Sabrina Misseri voleva diventare famosa, come Sarah, che desiderava un futuro nello spettacolo. Quest'occasione non voleva lasciarsela sfuggire e contava sull'aiuto del padre.
La madre di Sabrina, Cosima, soggiogava suo marito e potrebbe anche essere l'organizzatrice dell'alibi sulla figlia. Accusa continuamente il marito però, nel suo silenzio, indicava il posto.
Anche lei invidiosa di Sarah e di Concetta. Aveva due figlie brutte e grasse e che Sarah fosse bella e desiderata non le andava giù.

Ieri la signora Cosima Serrano è stata interrogata dalla Polizia come persona informata sui fatti. Secondo alcune indiscrezioni, a molte domande dei pm avrebbe risposto un 'Non so, non ricordo' ma ha cercato di difendere in tutti i modi la figlia, facendo ricadere le colpe sul marito: 'Spero che tutto sia stato chiarito, mio marito è un assassino e ora non vuole pagare per le sue colpe'. La donna è stata definita una matriarca, una che soggiogava il marito e all'uscita dal tribunale si è alzato un coro contro di lei: 'Assassina, vergogna'.

Queste parole di rabbia nascono anche da una dichiarazione di Ivano, l'amico di Sabrina che ha affermato: 'La madre indicò il pozzo. Ci aiutò a trovare la strada'. Parole che pongono nuovi interrogativi e nuovi dubbi, mentre la cugina di Sarah, Sabrina Misseri, resta in carcere e non cambia la sua versione che la vede innocente.

Dall'altro lato, l'uomo vittima delle donne di casa, Michele Misseri potrebbe ritrattare alcune parti del suo racconto. Il suo avvocato, Daniele Galoppa, ha rivelato: 'Lo dico prima a voi giornalisti che ai magistrati. Il mio assistito vuole ritrattare parte della sua confessione'. Ritratterà la parte della violenza sessuale, che a quanto pare non c'è mai stata e aggiunge:

'Io penso che possa venire fuori ancora un altro pezzo di verità: io ho chiesto al mio assistito di dire tutta la verità e di non omettere i nomi delle persone, se ce ne sono, che hanno avuto un ruolo in questa storia'. Poi, ribadisce il suo ruolo nella famiglia matriarcale: 'È molto turbato dall'arresto di Sabrina. Preoccupato, viveva in un gineceo, in casa non contava nulla e non gestiva nemmeno un centesimo'.
CdF

Tutti d'accordo per la TAV? La popolazione non ci sta. Svegliati valle!!





Torino, 18 ott. (Apcom) - "Sulla realizzazione della Torino-Lione è arrivato il momento della verità". Ne sono convinti Giorgio Merlo e Stefano Esposito, deputati del Pd Piemonte, secondo cui "la mozione che abbiamo cominciato a discutere alla Camera ci dovrà dire due cose: innanzitutto se il Governo garantisce le risorse necessarie per l'opera e, inoltre, se intende rispettare tutte le scadenze necessarie indicate dell'Osservatorio".

I due esponenti del Pd esprimono la loro "totale disponibilità a concordare i passi politici necessari per la realizzazione della Torino-Lione. Ma questa volta senza i tentennamenti del Governo e, soprattutto, senza nessun rimbalzo di responsabilità". "Ognuno si assuma la sue responsabilità al di là della propaganda e della demagogia a buon mercato" concludono Merlo ed Esposito.
Parrebbe che tutti siano d'accordo per la TAV, destra o sinistra non c'è distinzione, i conti se li sono fatti tutti e ognuno fa la 'scarpetta' dove può. Ma la popolazione cosa dice?
Cosmo de La Fuente

ottobre 18, 2010

Alessio Burtone portato in carcere


Sorride Alessio, al passaggio tra gli amici che chiedono a gran voce la sua libertà. Sorride..lui può farlo, Maricica no! Come si può pretendere che resti libero se ha fatto secco un essere umano per motivi ridicoli? E' giusto che paghi perchè non è possibile che in una città come Roma si rischi la vita per le smanie di tamarri di questo genere. Speriamo che Alemanno non si lasci convincere e che la pena sia esemplare in modo che tipi come questo e come quelli che hanno massacrato il tassista ci pensino prima di commettere reati di questo tipo.

ottobre 15, 2010

Sabrina Misseri fermata. Sarebbe colpevole anche lei.













La cuginetta di Sarah Scazzi sarebbe stata fermata perchè ritenuta complice nell'omicidio della cugina. Concorso in omicidio. Cosa nasconde questa ragazza che ha conquistato, invece, la fiducia di tutti?

AVETRANA (Taranto) - Si è concluso intorno alle 22.30 di venerdì l'interrogatorio di Sabrina Misseri, la cugina di Sarah Scazzi. La figlia di Michele Misseri, reo confesso di aver ucciso il 26 agosto la quindicenne, è uscita di casa incappucciata ed è stata accompagnata nella tarda mattina negli uffici dei carabinieri della Compagnia di Manduria per essere ascoltata come "persona informata dei fatti". Con lei gli avvocati di famiglia, Emilia Velletri e Vito Russo.

Ora si trova in stato di fermo provvisorio con l'accusa di concorso in omicidio. Michele Misseri non ha fatto tutto da solo. La posizione di Sabrina si è trasformata da testimone in indagata. Ad incastrarla sarebbe stata un'intercettazione ambientale. Nella caserma sono intervenuti il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il comandante provinciale dei carabinieri, Giovanni Di Blasio.
Anche lei un'assassina?

Sabrina Misseri e Cosima Serrano cosa nascondono?







Sabrina Misseri, cugina di Sarah Scazzi e figlia dell'uomo reo confesso di aver ucciso la nipotina, si trova in questo momento sotto interrogatorio all'interno della caserma dei carabinieri di Manduria. Insieme alla giovane donna all'interno della caserma ci sono i legali Vito Russo ed Emilia Velletri. Un particolare che potrebbe significare una eventuale iscrizione nel registro degli indagati.
Se aggiungessimo anche la figlia Valentina Misseri si potrebbe parlare di una favola nera con finale orribile, la morte. Chissà se Cosima e Sabrina sono in qualche modo colpevoli di qualcosa? Quasi impossibile non pensare alla favola di Cenerentola.
Sarah era troppo carina per loro?

Maricica ha le ore contate




Maricica ha le ore contate. E quel lurido assassino di Alessio Burtone è agli arresti domiciliari circondato dalla sua squallida famiglia. Gentaglia sicuramente, bastava guardare anche la sorella. Recidivo e assassino anche lui, come Michele Misseri, dovrebbe suicidarsi. Una bestia rivoltante. Queste le parole della gente...
Roma, 15 ott. (Apcom) - Ha il volto rassegnato anche Alessandro Di Giovanni, legale del marito di Maricica Hahaianu la donna aggredita alla stazione Anagnina di cui è ormai certa la morte cerebrale. "I parenti sono andati via a riposarsi - spiega il legale - adesso la commissione farà il suo lavoro. E' un'attesa meramente tecnica perchè la legge richiede sei ore ed ora la commissione dovrà valutare se c'è qualche segno di vita altrimenti verrà accertata la morte cerebrale. Il legale parla all'uscita dell'ospedale Casilino dove aveva accompagnato i familiari della vittima. Familiari che per voce dello stesso Di Giovanni hanno ormai abbandonato ogni speranza. Il legale non chiarisce del tutto la questione dell'espianto degli organi sottolineando come "sia un momento di grande sconforto in cui i familiari non sono i grado di avere lucidità su questo. Quindi ci siamo presi qualche ora di tempo - conclude il legale - per valutare il da farsi".
Cara Maricica, eri venuta in Italia in cerca di fortuna, lavoravi onestamente e speravi di poter dare un futuro migliore a tuo figlio. Hai incrociato, però, un cafonaccio assassino, un volgarissimo essere che pensa di essere il padrone del mondo che ti ha sferrato un pugno con tutta la sua forza. La tua vita spezzata servirà a qualcosa?

Ultime su Maricica Hahaianu: che il tamarro Alessio Burtone vada a marcire in galera. Questo è il desiderio di molti

Non possiamo continuare a far finta di niente e che i vari 'Misseri', 'Ivan' e 'Burtone' facciano i padroni del mondo, terrorizzando e rovinando la vita degli altri. Ma chi sono costoro? Gentaglia! Tamarri, assassini, luridi vermi che non dovrebbero girare per le strade. L'infermiera Maricica è stata colpita si può dire mortalmente da questo tamarro maledetto, recidivo e cafone, come la sorella che intervistata si è presentata rasata e piena di piercing. Gente maledetta che deve essere punita in maniera esemplare. In galera deve andare questo delinquente!
Un bambino di tre anni resterà senza madre per colpa di questo burino, lurido, assassino!

Sarah Scazzi : Michele Misseri non ha agito da solo, la moglie ha qualche responsabilità?

Michele Misseri non è il solito 'verme' che mette gli occhi su qualcuno della famiglia per poi farle del male, come ha fatto alla nipote acquisita Sarah. La mamma della vittima, Concetta, è figlia adottiva, quindi la sorella, moglie dell'assassino sarebbe una sorella non di sangue. Quella donna sicuramente era al corrente dei vizietti del marito e in qualche modo lo ha coperto. Come minimo non ha parlato. Troppe incongruenze. Chissà se quella signora vedendo che la sorellastra aveva una bella figliola mentre lei due figlie grasse e brutte non abbia (inconsciamente?) favorito il male per la piccola Sarah, ignara di trovarsi nella casa degli orrori.
Perchè il garage non è ancora stato messo sotto sequestro?
Bisognerebbe indagare a fondo nella mente di quella donna grassoccia che, probabilmente, ne sa una più del diavolo.

ottobre 14, 2010

Tiziano Ferro una grande voce italiana: ecco chi è!

Tiziano Ferro è tipo più complicato di ciò che può sembrare, e i dischi raccontano bene le sue complicazioni: l’ultimo - un po’ sghembo, ben farcito - uscirà il 7 novembre in 42 paesi del mondo. Intitolandosi Alla mia età ci ricorda che a soli 28 anni il ragazzo di Latina è alla quarta opera, dopo aver venduto 5 milioni di copie fra Europa e Sudamerica.
Scoperto dalla Maionchi Tiziano ha conquistato il cuore del mondo con le sue canzoni e la sua voce bellissima. Un ragazzo eccezionale, della porta accanto che tutti vorrebbero avere come amico.
Forza Tizzy!! Sei un grande.

ottobre 09, 2010

Chavez vete. La lucha va a ser sangrienta, pero tendràs que dejarnos en paz

Nicky Vendola : l'avanzata della regione Puglia e il miglioramento delle infrastrutture.

Non spesso mi occupo di Regioni italiane perchè non si è in grado di conoscere a fondo un luogo quando non ci vivi. L'unico modo per poter parlare con cognizione di causa è usufruendo di determinati servizi per verificarne l'efficacia e la funzionalità. Devo dire che in Puglia le infrastrutture hanno avuto un balzo in avanti; meta turistica e crocevia del sud Italia che è, da pocho, all'avanguardia per quanto riguarda i trasporti.
Senza alcun riferimento politico posso soltanto dire 'bravo' a Vendola, apprezzando il suo impegno come Presidente della Regione Puglia.
Quando non si fanno solo parole i risultati si vedono.
Ben diversa la situazione in Venezuela dove le infrastrutture sono ridotte ai minimi termini.
Cosmo

Sarah Scazzi, Michele Misseri e la mamma Concetta

Non mi voglio soffermare sulla povera Sarah vittima di un orco, un essere immondo indescrivibile che farebbe bene a porre fine alla propria vita da solo, senza aspettare di venir giudicato.
Non voglio nemmeno parlare di un avvocato che ha il duro compito di difendere certa feccia umana.
Vorrei soltanto dire che la mamma e la zia, moglie dell'assassino, avevano già sentore di quanto stava accadendo, dal momento che la ragazzina aveva anche parlato di soldi che lo zio gli aveva dato affinchè tacesse circa le sue avances.
Come può una mamma non porre rimedio a questo e cercare di proteggere la propria figlia anche parlandone con tutti? Lasciamo anche perdere il padre che pur sapendo della sparizione è rimasto in Lombardia.
Non riusciremo mai a capire cosa ci sia nella mente della gente ma credo l'ignoranza abbia fatto da padrona in questa triste storia.
Ha ragione Nicky Vendola, presidente della Regione Puglia, quando chiede il silenzio. Il diritto, almeno, di sapere privatamente e non in maniera pubblica.

ottobre 08, 2010

Si queremos Venezuela libre hay que luchar. Venezuela libre como el viente. Saquemos a Chavez.

Chavez està acabando con la democracia en Venezuela. No es un socialista es un déspota. Si queremos Venezuela libre, preciosa como antes, tenemos que luchar. No va a poder matarnos todos.

Chavez es un déspota. Tiene que dejar en paz a Venezuela

Hermano Venezolano hay que sacarlo. Es un déspota, asesino, hijo de puta.

ottobre 06, 2010

cucina venezuelana : il tempo di hallacas, le prepariamo per te - In ITALIA -

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Chavez: a Caracas un governo delinquente

Chavez-Caracas: un governo delinquente. Venezuela libre.
Pochi giorni prima che si imponesse con la forza Chavez, per le strade di Caracas c’era un movimento strano di carri armati che facevano presagire qualcosa. Arrivò la bestia improvvisamente, l’ignorante Hugo che privo di scuola e di buone maniere si era imposto con un colpo di stato. Prese il comando del paese e cominciò ad andare a lezione da Fidel Castro. All’inizio il popolo credette in lui ma ben presto cominciò a rendersi conto che la delinquenza era aumentata (Caracas: ogni week end la media di 90 omicidi); la povertà è enorme, checché se ne dica, a parte alcuni barrios di Caracas, i poveri di tutto il Venezuela si alimentano dalla spazzatura, pur’essa scarna; ha eliminato le tv e le radio di opposizione; i giornalisti di opposizione sono tutti fuori il Venezuela. Chavez vuole disfare tutto, persino la costituzione. Si è preso la compagnia petrolifera, la società telefonica, quella del gas, della luce. Fa sparire gli alimenti base della cucina venezuelana e si intromette nella storia, nella scuola, cercando di rendere il popolo ignorante allo scopo, poi, di effettuare un vero lavaggio del cervello. Quando la popolazione ha cominciato a ribellarsi a questa situazione orribile, non si è tirato indietro a far uccidere, sparare, giovani ragazzi e donne che protestavano contro questa improvvisa mancanza di libertà. Insegnamenti di Cuba? Chi lo sa, fatto sta che nonostante i troppi brogli elettorali Chavez si è indebolito moltissimo. Nonostante la gente debba votare dinnanzi ai suoi scagnozzi, inserende in un’urna del governo oppure una contro, i voti contro a questo despota maledetto sono cresciuti enormemente. Insieme all’asamblea, che l’ha visto vincere per rotta di collo, c’è stato una sorta di referendum in cui si chiedeva al popolo se questo pazzo dovesse ricandidarsi per la terza volta, il popolo ha detto no e lui ha perso in maniera decisiva. El loco non può presentarsi alle elezioni del 2012 e vedremo cosa farà questa volta. Sono cominciate le sue minacce, attraverso le sue cadenas e tutti noi sappiamo che è capace di sparare a vista e di torturare con scariche elettriche ai testicoli e cose del genere. Il mondo resta inerme di fronte a questo pazzo ricco di petrolio, che ha rubato al popolo venezuelano. L’America è uno dei migliori clienti del pazzo, amico intimo di Ahmadinejad, fatto di coca e pieno di violenza. Il venezuelano sa che Chavez es malo, è cattivo, il suo governo è un potere delinquente che non si fa remore nell’abbattere e far fuori chi non sta con lui. Ma come fa un tiranno del genere a definirsi socialista e a chiamare ‘escuàlidos’ chi non lo appoggia?
L’unico squallido è proprio lui. Il vero diavolo è lui.
Venezuelani di tutto il mondo il nostro paese è nelle mani di questo folle dittatore, lo sappiamo bene tutti. Quando ci troviamo e ci sentiamo ci rendiamo sempre conto che non c’è nessuno che lo appoggi. Il Venezuela può tornare ad essere un paese libero e felice, dobbiamo però per forza difenderci e far si che torni la democrazia. Potrà mica far fuori tutti questo?
Venezolanos de todo el mundo, nuestra amada Tierra sigue en las manod del dictador Chavez, lo sabemos todos que ya nadie quiere que él gobierne. Sabemos también que el es capaz de todo pero no va a poder matar a todos los Venezolanos. Nuestro pais puede volver libre y democràtico. Este loco es como Ceaucescu, como todos los dictadores que la historia presentò, tiene que salir y dejar en paz nuestro pais. Que se vaya el loco.

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CHAVEZ ES EL DIABLO