giugno 30, 2011

Chavez: ultimissime da Cuba. Abbiamo verificato direttamente (Cosmo de La Fuente)


Come uomo mi dispiace per lui, anche se ha fatto del male al nostro paese. Appena di ritorno da Cuba, io, insieme a due altri redattori della Mediacontact, abbiamo potuto avere qualche notizia in più. Non è come si dice, in realtà Hugo Chavez sta molto male e pare che abbia i giorni contati.
Nessun bollettino medico, d’altronde, a seguito della sua operazione fantasma. Si dice a Cuba che Chavez sia gravemente ammalato. Cosa dire al buon Hugo, speriamo che se la cavi ma che, comunque, si decida a lasciare libero il paese che vive ormai da anni sotto la morsa della sua dittatura.
Chavez è gravemente ammalato, questa è la verità. Se è vero che c’è gente che prega per la sua salute, per lo più cubani che godono di diritti incredibili in Venezuela grazie all’aiuto da parte del caudillo di Caracas che ha arruolato cubani, cinesi, peruviani, boliviani per avere voti e appoggi in un sistema elettorale tutt’altro che anonimo; ci sono molti altri che pregano il Signore che si porti questa sorta di demonio che soffoca il paese.
Intanto tra le news di oggi, spicca questa di repubblica che è quella che si avvicina di più alla realtà, visto che abbiamo constatato con mano.
Cosa accade veramente ad Hugo Chavez all'Avana? Perché non esiste un bollettino medico ufficiale sulle sue condizioni di salute e sulla sua convalescenza? Il mistero sembra destinato ad infittirsi dopo che ieri mentre veniva diffuso un video (senza audio) nel quale Chavez chiacchierava con Fidel Castro 1 in un giardino della capitale dell'isola, funzionari governativi a Caracas annunciavano l'annullamento - causa malattia di Chavez - del vertice latinoamericano previsto per il prossimo 5 luglio a Isla Margarita, in Venezuela. Il 5 luglio non è una data qualsiasi nell'agenda di Hugo Chavez perché quest'anno corrisponde al 200° anniversario dell'indipendenza del Venezuela, quella di Simon Bolivar "el Libertador de America", cui il movimento bolivariano di Chavez si ispira. Proprio il 5 luglio veniva indicato come la data del ritorno in patria del presidente perché era il giorno che Chavez non si sarebbe voluto perdere per nessuna ragione al mondo. Tranne, evidentemente, una situazione post operatoria più complessa del previsto.
Cosmo de La Fuente

giugno 26, 2011

Chavez: non è il cancro, dicono, ma un problema pelvico e anale


(ANSA) - CARACAS, 26 GIU - Il presidente del Parlamento venezuelano Fernando Soto Rojas ha escluso oggi che Hugo Chavez abbia un cancro, precisando che in tal caso sarebbe 'il primo a informare il paese'. 'Chavez si sta riprendendo e grazie a Dio rientrera' nel paese il 5 luglio', ha detto Rojas ai giornalisti invitandoli a non diffondere notizie false. Rojas ha inoltre ribadito che Chavez e' stato operato nei giorni scorsi per un 'ascesso pelvico' a Cuba. 'Sara' qui con noi fra qualche giorno', ha concluso.
IL DITTATORE DI CARACAS SI APPRESTEREBBE A TORNA A CASA. SARA' VERO? FORSE SI NASCONDE QUALCOSA DI GRAVE.

Chavez gravissimo?


NEW YORK - Hugo Chavez potrebbe avere il cancro. A riferire delle «condizioni critiche» del presidente venezuelano è stato un quotidiano in lingua spagnola di Miami, citando fonti di intelligence Usa: indiscrezioni che infittiscono il mistero sul quadro clinico del leader 'bolivarianò, ormai da giorni ricoverato in una clinica a Cuba. All'ombra degli amici Fidel e Raul Castro, Chavez si sta riprendendo da un intervento chirurgico: ufficialmente, dall'operazione per un ascesso pelvico, lo scorso 10 giugno. Il suo stato di salute è però diventato un caso internazionale, soprattutto a causa dell'ermetismo di Caracas. I media Usa, sempre molto attenti al leader socialista, scrivono che il mancato rientro in patria legittima speculazioni tanto sulle sue reali condizioni di salute quanto sulla sua successione. E dal Venezuela trapelano poche notizie: l'opposizione non dice granchè, al di là dei 'rumors' più disparati che circolano su Twitter e nei blog, mentre il governo tace, o limita le proprie dichiarazioni. Nel silenzio generale spicca tuttavia la dichiarazione fatta ieri dal ministro degli Esteri Nicolas Maduro: «Stiamo accompagnando il nostro presidente in questa grande battaglia per la sua salute», si è sbilanciato il 'canciller'.

Parlando con la rete Telesur di Caracas, Maduro ha «ringraziato per la solidarietà il popolo venezuelano, di tutte le età e settori», raccontando di «preghiere ecumeniche, cattoliche ed evangeliche, in lungo e in largo nel paese». Una dichiarazione subito messa sotto la lente d'ingrandimento, non solo nelle capitali latinoamericane ma anche a Washington. Al di là della sottolineatura di rigore sulla «solidarietà del popolo», è chiaro che il presidente sta lottando contro una malattia o, comunque, con un serio problema di salute: ma quale?, si domandano milioni di venezuelani, sia quelli favorevoli al 'comandantè sia l'opposizione. Sulla scia di quanto sostenuto in questi giorni da alcune indiscrezioni, il quotidiano 'El Nuevo Herald' di Miami, dove vivono milioni di cubani anti-castristi, ha sostenuto enigmaticamente che pur non essendo «gravi», le condizioni di Chavez sono «critiche». «Ha una malattia potenzialmente mortale quale il cancro alla prostata o al colon», afferma l'Herald, che non esclude nemmeno la possibilità «di un'infezione contratta dopo un'operazione estetica fallita».

A conferma della gravità della situazione c'è il fatto - prosegue il quotidiano - che nei giorni scorsi Chavez è stato raggiunto a Cuba dalla moglie Marisabel e dalla figlia Rosines, portate - ovviamente in segreto - con un aereo militare. Di fatto c'è che, almeno per ora, il 'comandantè di Caracas non si fa vedere nè sentire: e di fronte a un black-out che dura ormai da molti giorni, non conta molto il tweet diffuso giovedì dallo stesso Chavez in occasione di una ricorrenza nazionale venezuelana o l'ottimismo sfoggiato dal fratello, Adan, che a metà settimana ha assicurato che «il presidente rientrerà nel paese tra 10-12 giorni». Il mistero, anzi, si infittisce.
da LEGGO.it




giugno 10, 2011

Momentos intervista Cosmo de La Fuente





Mille volti e i segreti di un nome molto conosciuto dagli italiani
Mille volti per via delle sue numerose attività: cantante di successo; cuoco d’eccezione al Sabor Tropical e scrittore di ‘Ancora una volta ho perso il treno’ il libro che è ormai sulla bocca di tutti per via del messaggio tra le righe (sparire è possibile).
Nell’intervista rilasciata a ‘Momentos’ versione latinoamericana del Time, le sue parole suonano così.

Perché sostieni la causa di ‘Sparire si può’?
Credo nella possibilità e nel diritto di poter sparire, nel senso buono della parola. Se non riesci più a vivere la tua esistenza così com’è devi poter avere una porta di uscita. Ricominciare dall’inizio occupandosi, finalmente, della propria anima. Non dirmi ora che questa frase presenta un messaggio subliminale. I miei messaggi sono diretti all’anima.

Chi è ‘Chance segunda’?
Esattamente non lo so nemmeno io. Sono stato contattato come spesso avviene da parte di chi legge i miei libri e i miei articoli. Ne ho parlato molto certo, in maniera anche velata. Ma so soltanto che ti aiuta a vivere il tuo sogno. Altro non posso dire ovviamente.

Come vivi il tuo rapporto con i tuoi lettori?
Benissimo credo. Ricevo lettere, mail e persino telefonate, il mio numero si trova facilmente. Scambi di opinioni sui fatti della vita.

Perché in Italia?
Sono nato e cresciuto in Venezuela ma le mie origini sono italiane. Mio padre ci ha riportati qui e vivo la doppia necessità di due paesi diversi e bellissimi.

Cos’è il Sabor Tropical?
Il mio angolo di Sudamerica in Italia. Alle porte di Torino, forse prossimamente in città. Sono stato il primo a mettere su un locale venezuelano, caraibico. Nel 1991 quando nessuno ancora proponeva né la musica sudamericana e neppure i ristoranti di questo tipo.

Sei cuoco, cantante, attore o scrittore?
Sono tutto quello che mi è piaciuto fare. Cuoco per passione, cantante per caso e attore per delizia. Scrivo, che è la cosa che più mi piace. Quando mi hanno detto che per scrivere seriamente ci vuole la laurea, ho preso anche quello. Ora che sono laureato scrivo come prima.

Cosa vedi nel tuo futuro?
Scappare e sistemarmi da qualche parte dove riuscire a capirmi.

Cosa ne pensi della politica italiana?
Gran casino come quella del Venezuela. Tanta delusione e qualche speranza.

E di quella venezuelana?
No comment. La libertà di parola in questo caso non esiste.

Quale altro segreto nascondi?
Se te lo dicessi che segreto sarebbe? In Italia dicono il segreto di Pulcinella. Ma dico sempre tutto ai miei lettori, quindi tra le righe, chi mi conosce, scopre tutto di me. Le parole del mio libro ‘Ancora una volta ho perso il treno’ sono facilmente rintracciabili in rete. Io sono qui per ora.
È vero che fai parte di una società segreta?
Davvero? Non lo sapevo nemmeno io. Pensa un po’. Un segreto davvero enorme se non l’ho scoperto neppure io.
A quante persone hai fatto del bene?
Non spetta a me dirlo.
A quante persone hai fatto del male?
Spero poche. Per poche che siano, comunque, sono sempre troppe. Anche soltanto una.
Chi ami?
Mio padre che è morto. Mia figlia e mia mamma. Poi sono convinto che un cordone ombelicale mi leghi a tutti quelli che continuano a pensare che ci sono argomenti interessanti da affrontare insieme. In questo momento amo anche te.
[intervista a cura di Pedro Gonzales Lozada]

giugno 06, 2011

Willie de Cuba al Sabor Tropical con Cosmo de La Fuente


Il 18 di giugno sarà un sabato speciale al Sabor Tropical. Si festeggiano i vent'anni. Una festa con cena, musica, ballo, Willie de Cuba e l'animazione di Cosmo per un costo specialissimo, a soli euro 15! Non perdetevelo.
Sabor Tropical Italia (gruppo facebook)
Tel. 011 9359263

giugno 03, 2011

Torino 18 giugno 2011: Grandiosa Fiesta per i 20 anni del Sabor Tropical


Cena, ballo, bevanda, animazione tutta la notte a soli euro 15. Festeggia i vent’anni del locale simbolo in Italia. Il primo che ha portato, insieme al suo ideatore e artista Cosmo de La Fuente, il folklore, la musica e la cucina dei Caraibi.
www.sabortropical.it
www.cosmodelafuente.com

giugno 01, 2011

Sabrina Misseri: denunciata anche perchè lavorava in nero


Un'estetista ( a parte che così grassa sarebbe stato meglio fare altro ) lavorava in nero come estetista. Come mai? Non si pagano le tasse come facciamo noi tutti? Già...c'è sempre un po' di omertà, soprattutto in certi paeselli.
Un'assassina gelosa della cugina aiutata dalla madre assassina. Quel rimbambito del padre Michele, vittima di una donna feroce e succube della sindrome di Stoccolma, continua a parlare della sua figlia assassina come di un fiore. Non pensa alla vita di una ragazzina inerme che hanno cancellato in un attimo.
Vergogna di certe famiglie in cui il male nasce da dentro e poi stiamo qui a parlare di essere umani. Quali essere umani?