5/1/16

Venezuela: impronta indelebile

Il processo evolutivo della cultura Venezuela ha radici preispaniche, ispaniche e africane, consolidatesi durante il colonialismo. Un grande processo di miscela di razze ha protagonizzato il periodo. Diverse le etnie indigene, ognuna delle quali aveva la propria arte rupestre, con tradizioni tramandate oralmente, soprattutto nella regione andina, nelle aree montuose del litorale, nelle zone dei Llanos e nelle selve amazzoniche. 
Notevole l'apporto linguistico, architettonico, delle arti decorative, pittura, arti orafe, arte della fabbricazione dei mobili dei conquistadores e colonizadores spagnoli, originari soprattutto dell'Andalucia, Castilla ed Extremadura. I contributi musicali, le pitture dal sapore africano, correnti culturali delle Antille e dall'Europa, nel secolo XIX, soprattutto dalla Francia, hanno arricchito la cultura e il tessuto artistico del Venezuela, che è "veramente" un paese da scoprire. L'architettura ispanica si può apprezzare nei centri storici come La Guaira, Puerto Cabello, Maracaibo, Araya e molti altri.
Le strade e le abitazioni di Coro lasciano senza fiato, ma molti templi antichi si possono apprezzare a La Asuncion, nelle valli di Aragua e Andes. Che dire, poi, delle tenute dagli ampi patios dove si seccava il caffé e il cacao, sia nelle Ande che al nordest del paese. Manifestazioni di architettura urbana del 19° sec. si possono anche apprezzare a Caracas, la capitale, che fino a poco tempo fa era chiamata 'La succursale del Cielo', dall'eterna primvavera e ricettacolo di artisti, culla di tante persone  di cultura.
A Macuto, a Maracaibo e a Barquisimeto vi sono anche delle testimonianze di architetturta urbana. Nelle regioni petrolifere del Venezuela si stanziarono diverse testimonianze culturali di origine nordamericana e un' immigrazione spagnola, italiana e portoghese. La grande circolazione di denaro e i contatti con l'estero hanno sviluppato, in queste zone, un'architettura moderna, raggiungendo un livello molto alto come il complesso culturale Teresa Carreño, e in molte delle spettacolari torri.
Il ballo nazionale di questo meraviglioso paese è il Joropo e gli strumenti musicali tipici sono il cuatro, arpa, maracas associati alla vita del llanero, nei balli accompagnati dal tambor e diversi strumenti di origene africana. 

Il Venezuela ha accolto molti stranieri in cerca di una vita migliore e sarebbe la cosa più normale del mondo aiutare questo paese che ha dato i natali al Libertador Simòn Bolivar. Sappiamo che oggi attraversa, a causa della dittatura chavista di Maduro, un momento terribile. Già immersi nel disastro economico: senza farmaci e senza cibo, siamo vittime della repressione e del malgoverno di un colombiano, il presidente Maduro, attaccato al potere, spietato, ignorante che si è macchiato, insieme a Cabello (ex Presidente del Parlamento), di gravi crimini contro l'Umanità.
Noi venezuelani sappiamo che tutto questo finirà, ritorneremo ad un paese normale e vogliamo rimboccarci le maniche per contribuire al risorgere dell'economia.
Non dimentichiamo che il Venezuela è uno dei maggiori produttori di petrolio, nonchè ricchissimo di risorse naturali e turistiche. Dalle meravigliose spiagge tropicali della costa e delle sue isole da sogno, alle montagne delle Ande, dalle praterie a Canaima alle porte dell'Amazzonia, sede della cascata più alta del mondo, il Salto Angel. Sono dati che ogni persona sa o dovrebbe sapere, come dovrebbe sapere che l'attuale governo, dittatoriale, ci ha massacrati. 

@cosmodelafuente

4/23/16

Crisi Umanitaria Venezuelana

- Venezuela - (International Business):
Ad aggravare la già complicata situazione economica del Venezuela si mette anche l'energia elettrica: il Paese sudamericano infatti ha annunciato venerdì 15 aprile l'intenzione di spostare il proprio fuso orario in avanti di 30 minuti, così da risparmiare energia elettrica.
Il paese vive da settimane una grave crisi energetica, che stringe ulteriormente la morsa di quella economica: il presidente della Camera di Commercio di Carabobo Guillermo Manosalva ha dichiarato che le interruzioni di corrente elettrica, che influiscono su oltre il 40 per cento delle zone commerciali della capitale Caracas, hanno causato la chiusura di ben 300 attività soltanto nel primo trimestre dell'anno 2016.
Oggi El Nino distrugge ciò che Chavez aveva costruito, secondo la narrazione dei chavisti..."
In realtà i Chavisti non hanno cortuito niente ma hanno, certamente, affossato il paese: leggi economiche sbagliate o inesistenti e la pessima gestione di Maduro hanno portato il Venezuela alla rovina.
Oramai in Venezuela tutto fa polemica. L'opposizione politica, che ha la maggioranza del Parlamento della Repubblica bolivariana, accusa il governo di una cattiva gestione delle risorse idriche, oltre che petrolifere.
La polemica e la lotta popolare è arrivata allo stremo dal momento che nel Paese non si trova più nulla: medicine, cibo, acqua potabile. Oltre ai morti assassinati, circa 25.000 all'anno, a causa delle peggiore delinquenza mondiale che resta impunita, si aggiungono quelli che muoiono a causa della mancanza di medicinali per la cura del cancro e delle malattie cardiovascolari, tra cui moltissimi i bambini e i neonati.
Il Venezuela sta affrontando da sola una terribile Crisi Umanitaria, Alimentare ed è vittima di repressione e violazione dei diritti umani da parte del Governo Dittatoriale di Maduro, presidente che non sarebbe nemmeno legittimo perchè straniero.
Un regime, manovrato da Cuba che, ovviamente, non rispetta il voto dei venezuelani i quali lo scorso 6 dicembre hanno votato a favore dell'opposizione vincendo in maniera schiacchiante, ma il dittatore non accetta e invalida le leggi approvate dal Parlamento.
La situazione è destinata a peggiorare e, propabilmente, si potrebbe arrivare ad una rivolta nazionale.
Andrea Spinelli: - Intanto il popolo cerca di tirare a campare: i sequestri lampo, 2 o 3 ore per chiedere un riscatto minimo, 20-30.000 dollari, sono all'ordine del giorno - e si dice siano più quelli che restano nell'ombra che quelli che emergono - e così le rapine e le fughe verso la vicina Colombia-
E' incredible che un disastro ti tale portata venga ignorato dai media internazionali, soprattutto quelli italiani. Ma il problema non è qui, è sul posto.
La stragrande maggioranza dei venezuelani chiede le dimissioni e la revoca del presidente corrotto e narcotrafficante, che non ha intenzione di mollare ma, allo stesso modo, nessuno demorderà chiedendo l'uscita del tiranno.
Un popolo realmente affamato che non ha più nulla da perdere diventa un gigante pronto a tutto. Il Chavismo è stata una bufala, che ha portato alla rovina economica del paese più ricco dell'America latina.
@cosmodelafuente
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Cosmo de La Fuente
carlos cosmo gulli

Studio sociolinguistico italovenezuelano (1)

Pubblicheremo, su questa pagina, lo studio Sociolinguistico della lingua parlata da venezuelani figli di italiani. Una carrellata attraverso il mondo del linguaggio.
Lo studio è stato realizzato presso il Dipartimento di Lingue Straniere dell'Università di Torino che è stato anche oggetto di una interessante Tesi in Didattica dell'italiano come lingua straniere.
Professoressa Carla Marello e Dottor Carlos Gullì.

"L'idea di sviluppare un argomento riferito alle abilità linguistiche in soggetti italo-venezuelani di italiano L2 nasce, innanzitutto, dalla mia trascorsa situazione di discente nato e cresciuto in Venezuela da genitori italiani e, in secondo luogo, dalla mia esperienza come insegnante di lingua italiana per adolescenti nati e cresciuti in Venezuela come me.

L'aver realizzato un lavoro come questo è stato come tornare alle mie origini, quando da bambino udivo quel particolare linguaggio degli emigranti provenienti dalle più svariate regioni della Penisola, soprattutto quelle meridionali e avvertivo che si trattava di una fusione di lingue, una vera mistura. Da piccolo non ero in grado di capire che si trattava proprio di una mescolanza, una sotra di  'itagnolo'. Con il passare degli anni, noi italiani di seconda generazione, nati in Venezuela da genitori che, spesso, non si rassegnavano a non tornare più in Italia, soprattutto nei casi in cui entrambi erano italiani, eravamo costretti a frequentare anche le scuole italiane, riconosciute da Roma, rendendo, in questo modo, più vicino il sogno di mamma e papà, di tornare in patria. In realtà, se non fosse per motivi sociopolitici attuali, non sono moltissimi gli italiani emigrati che sono tornati al paese natio e ancor meno i loro figli . Vedremo, però, che qualcosa è cambiato".

Lo studio non è prettamente linguistico ma spazia attraverso io conflitto linguistico tra due idiomi fino a raggiungere la psicolinguistica.

Maggiori informazioni
Dottor Carlos Gullì
carlos.cosmo.gulli@gmail.com

4/21/16

Emergenza Umanitaria in Venezuela: i morti non si contano più



Le difficoltà finanziare in cui si trova il #Venezuela sono dovute, solo in parte, al crollo del prezzo del petrolio ma la causa reale di questo disastro é da imputarsi alla pessima gestione del governo Maduro. Non solo come dittatore da strapazzo, ma per l'aver dimostrato un'ignoranza imbarazzante ed essere un incapace, marionetta gestita completamente da Castro allo scopo di continuare a succhiare, praticamente gratis, il petrolio venezuelano, come s enon bastasse Maduro viene consigliato dal narcotrafficante Diosdado Cabello, ex Presidente del Parlamento venezuelano. Quest'ultimo si è distinto per atti di violenza e crudeltà nei confronti dei cittadini,  Corruzione, ladrocinio, imposizioni ridicole ai commercianti, vessazione del popolo e gravi violazioni dei diritti Umani con un numero incredibile di arresti politici che si consumano in una terra che resta nelle mani della delinquenza    libera di agire impunemente, hanno fatto del Venezuela un paese giungla abbandonato a se stesso. Oltre a non esserci più medicine come quelle per la cura di cancro, del diabete e delle malattie cardiovascolari, non si trovano nemmeno le più banali; scomparsi anche  i prodotti per l'igiene personale. Il governo Maduro, con la complicità del CNE e l'aiuto delle forze militari capeggiate da Padrino López, come una vera associaIone a delinquere, permettono che il Parlamento recentemente eletto con la stragrande maggioranza dei voti il 6 Dicembre scorso.
I morti senza farmaci aumentano e si aggiungono a quelli per morte violenta, il paese sprofonda sempre di più e sinceramente non é più accettabile la mancata denuncia e informazione.
Caracas è la città più violenta al mondo con i suoi 25.000 morti uccisi dalla delinquenza, a questi bisognerà aggiungerne molti a causa di malattie non curate, tra cui un numero impressionante di bambini e neonati.
In questi giorni peggiorato a causa delle alluvioni che il governo non è in grado di gestire.
Se non  è emergenza questa, ditemi voi cos'è.
@cosmodelafuente

4/4/16

'Panama Papers' era stato previsto nella canzone 'Vamonos a Panama'

Scandalo "PANAMA PAPERS" era già stato annunciato dalla canzone 'Vamonos A Panama'
clicca e ascolta bene il testo.
CLICCA QUI

Vamonos A Panama di Cosmo de La Fuente (la trovi su google)

3/26/16

Tradizioni culinarie italiane

La cucina napoletana, non possiamo negarlo, è sicuramente ai primissimi, posti tra le cucine italiane. Basti pensare alla pizza, ma non solo ovviamente.
In occasione della Pasqua mi piace parlare di una delle tante specialità, la 'Pizza Chiena', lasciando per una volta da parte la squisita pastiera e molte altre deliziose specialità campane.
La mia mamma è campana e non c'è Pasqua che si rispetti senza la 'Pizza salata ripiena'.
Tra i piatti salati più buoni e succulenti della tradizione campana, si classifica tra i primissimi posti della top ten la cosiddetta e famosa pizza chiena, la torta salata per eccellenza. Viene preparata per lo più nel periodo pasquale.
Le origini di questa delizia nostrana affondano all’età borbonica: era parte integrante della tipica cucina aristocratica descritta alla fine del diciottesimo secolo dal gastronomo Vincenzo Corrado. Tra le varie portate, erano molto importanti i pasticcetti rustici a base di ricotta, mozzarella e prosciutto o salame da cui deriva l’attuale pizza chiena. Per l’involucro veniva utilizzata per lo più la pasta brisée, invece nel Rinascimento aveva un involucro dolce come la pasta frolla. La prima ricetta compare nella “Cucina teorico pratica” di Cavalcanti.
Ecco la ricetta odierna tratta dal libro Frijenno Magnanno:
Ingredienti
1 kg di farina
4 uova intere
50 gr di sugna
1 panetto di lievito di birra
300 gr di prosciutto crudo
300 gr di pancetta affumicata
150 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di formaggio romano grattugiato



3/24/16

Vivere all'estero


Da circa dieci anni anche io, come moltissimi italiani, ho deciso di voler vivere all'estero e poi, la situazione in cui versa l'economia italiana, la mancanza di lavoro e il sogno di un clima migliore, completano la lista dei desideri.
Arrivato ai miei cinquant'anni, con una figlia ormai grande, ci penso e sicuramente, entro la fine dell'anno, vorrei essere altrove.
Questa continua ricerca, dagli States alle Canarie, dall'Australia all'America latina, mi sono fatto un grosso bagaglio di informazioni utilissime.

Miami è sicuramente una meta molto gettonata: il mare, il sole, se pensiamo a Miami Beach, perchè Miami e Miami Beach sono due località diverse, non dimentichiamo.
Lanzarote, Tenerife e le Canarie in genere non sono da sottovalutare, anche per il basso costo della vita.
Non è una novità che molti pensionati italiani si trasferiscano alle Canarie piuttosto che in Portogallo o in Marocco.

Da oggi voglio condividere con tutti voi quest'esperienza e, nel mi piccolo, darvi tutte le informazioni possibili. 
Come fare per vivere e lavorare in America?
Quali sono i pregi e i difetti di un trasferimento alle Canarie?
Vi aspetto su questo spazio per poter condividere esperienze e, perchè no, inventarci qualcosa insieme.
Potete scrivermi a 


A presto
Cosmo

3/9/16

No se mata la verdad matando a periodistas

Es vital que hoy, ahora mismo, arranquemos con la lucha definitiva, la que nos llevará a la libertas. Nuestro país lo necesita. Estamos regados por el mundo y necesitamos reunirnos en los brazos de nuestra Venezuela.
No van a matar la verdad matando y persiguiendo priodistas.
No podemos dejar que sigan existiendo dictaduras en el mundo.
No queremos que nuestra Venezuela muera .
No dejemos morir a nuestra Venezuela. No dejemos morir a nuestros presos polìticos y lìderes.


Cosmo de La Fuente
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Instagram #kosmicosmo

(Rebelion)
Porque es necesario que el Nunca Más se enraíce en la identidad del pueblo latinoamericano, porque es urgente que la impunidad dé paso a la justicia, porque es imprescindible rescatar la Memoria Histórica de la omisión de los gobiernos derechistas, porque apremia que se vuelva desidia en un pueblo amnésico.
Porque una sociedad sin memoria es un pueblo a la deriva. Un país que desconoce su pasado y que al que le enseñaron a renegar de él, es un pueblo manipulado que obedece sin musitar el mandato de los traidores.
Porque no es posible lanzar al olvido las vidas de los incondicionales a la verdad y a la justicia. Porque son miles los desaparecidos, porque son tantas las fosas clandestinas donde lloran los sueños truncados. Porque quedamos huérfanos de la verdad, de la honradez y del amor humano.
Es vital que la Memoria Histórica sea parte de nuestro día a día, que se reitere constantemente la verdad escondida por el estado, la otra verdad de los mártires y de los torturados. La de los sobrevivientes a aquella atrocidad sangrienta. Porque una Latinoamérica bajo la opresión de dictaduras militares no va hacia ningún lugar, se seca, se muere. Es una Latinoamérica marchita. Subordinada, reducida a cenizas.
Porque los Derechos Humanos no pueden ser arrancados de nuestro ímpetu libertario. Porque no nos pueden seguir negando el derecho al desarrollo. Porque nuestra tierra milenaria no puede ser transgredida por oligarcas en beneficio del imperio. Porque no nos podemos quedar de brazos cruzados viendo cómo se llevan nuestra dignidad y la venden y la abusan y las desechan.
Porque no podemos seguir alimentando el engaño, la deslealtad y el oportunismo. Porque la semilla que viene naciendo merece saber la verdad, merece crecer en una Latinoamérica que está sanando sus heridas, en un pueblo que no se rinde, que resiste y que exige y que se pronuncia y que no se esconde. En una sociedad que trabaja día a día en la reconstrucción del tejido social. Que manda a juicio a los culpables y los encarcela.
En una sociedad decidida que no busca venganza sino justicia. Para eso es la Memoria Histórica para no olvidar por todo lo que ha pasado esta tierra tan humillada, para que jamás se vuelva a repetir tanta crueldad.
No, no podemos negar la Memoria Histórica, hacerlo es negar nuestro origen, es escupir a nuestros ancestros, es faltarle el respeto a la verdad. Es desechar la dignidad. Es lanzar las semillas a una tierra infértil. ¿Qué es de un pueblo donde los genocidas están libres y caminan por las calles de su país y del mundo con tal descaro de asesinos? ¿Qué es un pueblo donde los dictadores están a mando del gobierno? ¿Inmersos en el sistema y siguen pudriendo y desangrando y fulminándolo? ¿Qué es de un pueblo en silencio, cómodo, esclavizado y apático? ¿Hacia dónde va una Latinoamérica perdida en la ambigüedad del engaño y la omisión?
Necesitamos restaurarnos, encontrar a los desaparecidos, encontrar esas fosas clandestinas, necesitamos que la sangre seca regada por todo el continente sea nuestra dignidad y nuestro arrojo para no doblegarnos ante la embestida de los traidores. ¿Qué nos queda entonces? Continuar y seguir rebelándonos.
Ilka Oliva Corado
Rebelión


1/18/16

Venezuela: The Light at the End of the Tunnel?

For the first time since 1999, Venezuela’s revolutionary socialist regime faces an opposition parliament. But rather than seeking some form of “cohabitation” with its political adversaries, the government has chosen the path of outright confrontation, raising once again the prospect of serious political violence in this nation of 30 million people.
Following its landslide election victory on 6 December, when it won 112 of the 167 seats in the single-chamber National Assembly, the Democratic Unity (MUD) coalition, a multiparty alliance of mainly centrist and centre-left parties formed in 2008, took control of the legislature on 5 January. 

Despite threats from President Nicolás Maduro and other leaders of the ruling United Socialist Party (PSUV) to “take to the streets” in resistance, the hand-over was peaceful, barring some minor violence and moments of tension during the opening session. Thousands of demonstrators from both sides were kept apart by strong contingents of riot police and National Guard troops.
The outgoing parliamentary majority, led by the country’s second most powerful figure, Diosdado Cabello, did not withdraw gracefully. The assembly’s own TV channel, ANTV, was dismantled and its equipment removed. But even if it will no longer have its own television station, at least the assembly will now be open to all journalists, after years in which ANTV’s government propagandists were the only ones allowed in the chamber.


With the swearing-in out of the way, however, a much bigger problem remains to be resolved. While Maduro accepted his defeat within hours of the polls closing, he has so far given no sign of understanding its significance. Rather than seeking to work with the new legislature to resolve the grave economic and social crisis afflicting the country, he has sought to circle the wagons in a bid to resist the change the electorate is clearly seeking.

A long-awaited cabinet reshuffle, announced on 6 January, reconfirmed what the president had been saying: the answer to the crisis is more revolution. As head of the economic team Maduro appointed an ultra-radical, Luis Salas, whose proposals seem guaranteed to tip the country into hyper-inflation and accelerate the collapse of the economy.
In its dying weeks the government-dominated legislature had rushed through a number of laws and other measures designed to block the MUD’s reform program. It took away parliament’s power to appoint members of the Central Bank (BCV) board, for example, and enshrined in law the BCV’s suppression of economic statistics.
But the most ominous move – and one that has already had a major impact – was the hurried replacement of more than a third of the 32-member Supreme Court (TSJ). The thirteen new judges are all government loyalists. Some of them were actually PSUV members of parliament who voted for their own appointments, including the chairman of the selection committee. Many did not meet the legal requirements for the post and the appointments procedure itself was not respected.

The government’s evident aim was to prevent the incoming parliament replacing Supreme Court members due to retire this year. Maduro has made it clear that he will seek to use the court (and in particular its constitutional branch) to block any legislative measures not to the government’s liking. Even before the new parliament was sworn in, the electoral branch of the court took the unusual step of opening during the year-end holidays to admit legal challenges to the election of a dozen MPs, all but one of them opposition members.
The court also approved an injunction to suspend the swearing-in of the four MPs elected for Amazonas state, including three from the opposition, because of alleged vote-buying. The MUD merely delayed their swearing-in for a day. The suspension of the three seats held by opposition Amazonas lawmakers is a vital issue for the MUD, as they give the opposition a “super-majority” that would allow them, among other things, to appoint or dismiss senior officials and even (subject to referendum) rewrite the constitution.
But the PSUV has asked the Supreme Court to declare the parliamentary leadership in contempt. Cabello insists that while they continue to defy the injunction any decision taken by the assembly is null and void. He has called for its funding to be suspended.

Much, if not all, of the opposition’s legislative agenda, which is particularly focused on economic and social measures, is not to the government’s liking. It has also sworn to block the MUD’s promise of an amnesty for political prisoners and exiles. One manoeuvre in particular stands out: within days of the election the government installed an unelected “National Communal Parliament” in the old Senate chamber, through which it claims “the people” will legislate directly.
One possible answer to the judicial blockade is for parliament to reform the law governing the Supreme Court, expanding the number of members to dilute government control. But ultimately, if Maduro holds firm, the only way the opposition can win this political chess game in the medium term is to oust him through constitutional means. Henry Ramos, the new chairman of the National Assembly, has said the MUD will devise a way to do that within six months, unless the government has a change of heart. One possibility is a recall referendum, which under the constitution can be triggered within a few months.
Venezuela’s closest international partner, the Union of South American Nations (UNASUR), has so far remained silent on the Government’s manoeuvers to retain power, although the governments of Argentina, Costa Rica and the U.S. and the Secretary General of the Organization of American States Luis Almagro have raised their voices against the government’s misuse of the judiciary. The Brazilian foreign ministry, in a statement, warned that there was “no place, in 21st-century South America, for political solutions outside the institutional framework and the most absolute respect for democracy and the rule of law”.
The situation is clear: if the assembly is held to be in contempt, and its decisions null and void, the government will for all practical purposes have closed down the elected parliament and abandoned constitutional rule.
The priority for UNASUR and the rest of the international community should be to stop the possibility of Venezuela’s slide into outright dictatorship by holding the government to account under the Inter-American Democratic Charter and other treaties.
A failure to act on the part of Venezuela’s international partners would contribute to further political escalation and the potential destabilisation of the Andean region. A social explosion threatens too. The price of oil, which fuelled the success of the late President Hugo Chávez, continues to hit new lows. Food, medicines and other basic goods are becoming scarcer by the month, and inflation is running at an annualised rate of 500 per cent.
The fact that the opposition was able to achieve a peaceful, democratic change of leadership in the Venezuelan parliament may suggest there is light at the end of the country’s tunnel. But for now no one can be sure it is not the headlight of an oncoming train.
By Phil Gunson

Anyway Maduro is an unintelligent dictator.
Cosmo de La Fuente
Nicolas Maduro, Venezuela’s president, recently announced that if the opposition were to gain a majority in the National Assembly in elections this Sunday, “We would not give up the revolution and … we would govern with the people in a civil-military union.” To ensure that no one would accuse him of not being a true democrat, he clarified that “we would do this with the constitution in hand.” The president conveniently ignored the small detail that the constitution does not have any provision for a “civil-military” government, nor does it give the government the option of disregarding the outcome of an election. What Maduro did stress, however, was that if the revolution fails, “there will be a massacre”—a threat he has repeatedly made throughout the campaign. He usually follows such threats with reassurances that this violence will not ensue since it is impossible for opposition candidates to win enough votes for a legislative majority, which Maduro’s party has enjoyed for the past 17 years.

Read more at: http://carnegieendowment.org/2015/12/04/venezuela-dictatorship-masquerading-as-democracy/imt2

Venezuela's socialist government decreed an "economic emergency" on Friday that will expand its powers and published the first data in a year that shows the depth of a recession fuelled by low oil prices and a sputtering state-led model.
The central bank, which has been lambasted by critics of President Nicolas Maduro's government for hiding statistics since the end of 2014, said the South American OPEC nation's economy shrank 4.5 percent in the first nine months last year.
Inflation soared in that period to an annual rate of 141.5 percent, the world's worst. 
 Venezuela's oil-dependent economy is forecast to perform abysmally again in 2016. Maduro lost control of the National Assembly in a December election due to voter ire over the crisis.
The government's decree, which the opposition-led assembly says it has the power to approve or reject, sets a 60-day "economic emergency" and would give Maduro wider powers to intervene in companies or limit access to currency.
"We are confronting a true storm," Maduro said during his state-of-the-nation address to Congress. "This is not Maduro's storm, as some believe, it is a situation throughout the country that affects every Venezuelan family."
He vowed the country would continue servicing foreign debt despite slipping international reserves, negating growing Wall Street pessimism about a potential default this year.
He also insisted "the time has come" to raise heavily subsidized fuel prices. Economists say doing so is vital to fortifying foreign reserves, but it is a politically costly move that Maduro has avoided despite repeated promises.
National Assembly President Henry Ramos, a longstanding opposition leader, offered a jocular 40-minute response in which he chided Maduro and his policies and laughed off the heckling of Socialist Party lawmakers.


"What angst there is here!" Ramos, 72, said at one point, sticking his tongue out at jeering legislators, during the rare opposition speech broadcast on state television.
WALL STREET GLOOM
Maduro, a former bus driver and foreign minister who was elected to replace Hugo Chavez in 2013, has stuck to his mentor's policies of strict currency and price controls.
With massive shopping lines in Venezuela and widespread shortages of basics from milk to medicines, the government faces mounting pressure to change what critics call a failed model.
Venezuela depends on oil for 96 percent of hard currency revenues. The average price for its basket of oil and refined products fell this week to $24.38, the lowest level in more than 12 years.
"The biggest loser in Latin America of the decline in oil prices is clearly Venezuela. At this point, a credit event in 2016 seems difficult to avoid," Barclays said in a research note.
The heaviest payments in Venezuela's roughly $10 billion foreign debt bill for 2016 come in October and November.
The government blames its woes on the global oil scenario and what it says is economic sabotage by its foes.




"Venezuela is suffering a new generation economic war promoted by web pages which fix the bolivar-dollar relation without any criteria or economic substance," the central bank complained, referring to the Dolar Today website, which publishes a black market currency price to the fury of the government.
The opposition coalition says policy incompetence is responsible for Venezuela's economic mess. It has said it wants to find a constitutional way this year to remove Maduro.
"An emergency economic degree without clear objectives ... is only going to worsen the situation," tweeted local economist Luis Oliveros, a frequent government critic.
According to the central bank, Venezuela's current account deficit was $5.05 billion in the third quarter, hurt by the tumble in prices for its main export.
(Additional reporting by Diego Ore, Eyanir Chinea, Brian Ellsworth and Girish Gupta.
( uk.reuters.com )


Venezuela: A Dictatorship Masquerading as a Democracy

 

 


Nicolas Maduro, Venezuela’s president, recently announced that if the opposition were to gain a majority in the National Assembly in elections this Sunday, “We would not give up the revolution and … we would govern with the people in a civil-military union.” To ensure that no one would accuse him of not being a true democrat, he clarified that “we would do this with the constitution in hand.” The president conveniently ignored the small detail that the constitution does not have any provision for a “civil-military” government, nor does it give the government the option of disregarding the outcome of an election. What Maduro did stress, however, was that if the revolution fails, “there will be a massacre”—a threat he has repeatedly made throughout the campaign. He usually follows such threats with reassurances that this violence will not ensue since it is impossible for opposition candidates to win enough votes for a legislative majority, which Maduro’s party has enjoyed for the past 17 years.

Read more at: http://carnegieendowment.org/2015/12/04/venezuela-dictatorship-masquerading-as-democracy/imt2
Nicolas Maduro, Venezuela’s president, recently announced that if the opposition were to gain a majority in the National Assembly in elections this Sunday, “We would not give up the revolution and … we would govern with the people in a civil-military union.” To ensure that no one would accuse him of not being a true democrat, he clarified that “we would do this with the constitution in hand.” The president conveniently ignored the small detail that the constitution does not have any provision for a “civil-military” government, nor does it give the government the option of disregarding the outcome of an election. What Maduro did stress, however, was that if the revolution fails, “there will be a massacre”—a threat he has repeatedly made throughout the campaign. He usually follows such threats with reassurances that this violence will not ensue since it is impossible for opposition candidates to win enough votes for a legislative majority, which Maduro’s party has enjoyed for the past 17 years.

Read more at: http://carnegieendowment.org/2015/12/04/venezuela-dictatorship-masquerading-as-democracy/imt2
Nicolas Maduro, Venezuela’s president, recently announced that if the opposition were to gain a majority in the National Assembly in elections this Sunday, “We would not give up the revolution and … we would govern with the people in a civil-military union.” To ensure that no one would accuse him of not being a true democrat, he clarified that “we would do this with the constitution in hand.” The president conveniently ignored the small detail that the constitution does not have any provision for a “civil-military” government, nor does it give the government the option of disregarding the outcome of an election. What Maduro did stress, however, was that if the revolution fails, “there will be a massacre”—a threat he has repeatedly made throughout the campaign. He usually follows such threats with reassurances that this violence will not ensue since it is impossible for opposition candidates to win enough votes for a legislative majority, which Maduro’s party has enjoyed for the past 17 years.
Maduro, in fact, frequently dismisses the very notion of an opposition victory as, in his cryptic words, a “negated and transmuted scenario.” His self-assurance is surprising considering that almost all opinion polls show an overwhelming public rejection of the government in general and the president in particular. So why is Maduro so

Read more at: http://carnegieendowment.org/2015/12/04/venezuela-dictatorship-masquerading-as-democracy/imt2

 

 

 









1/6/16

Come per stalin crollano le statue di Chavez e Maduro: dittatori sanguinari

Il 5 di gennaio del 2015 resterà una data memorabile per la storia della democrazia venezuelana.
Si smontano quadri ed effigi di Chàvez, colui che ha dato il via alla rovina del paese e che ha lasciato nelle mani di un amico intimo e incompetente, come Maduro, le sorti di un paese che già era alla deriva.
La prova che siamo stati vittime, per ben 17 anni, della dittatura chavista e, in seguito, di Maduro, sta nel fatto che finalmente dopo, appunto, 17 anni, la stampa ha avuto libero accesso nella 'Asamblea Nacional' (Parlamento).Giornalisti di tutti i colori politici. Così ha voluto Henry Ramos Allup il nuovo Presidente della Asamblea che prende il posto del narcotrafficante Diosdado Cabello.  Il popolo venezuelano, la stragrande maggioranza,  ha detto 'basta' e ora è in festa. La vittoria schiacciante dell'opposizione sul Regime, ne è la dimostrazione. Questa volta gli è andata male al dittatore Maduro, pensava di sovvertire il voto, ma 2 milioni di voti contro non potevano nascondersi come le volte precedenti. 
La domanda sorge spontanea: Perchè si è votato se si in dittatura? Semplice: in questi anni le dittature vanno travestite e giustificate col voto, ma, come già detto, di fronte alla valanga di voti contrari, l'esercito non ha potuto appoggiare la frode come era solito fare.
Questo governo di narcotrafficanti lascia due primati: il paese più pericoloso al mondo per delinquenza (nel 2015 le morti violente sono state 28.000) e l'inflazione più alta del mondo.
Tutti i componenti del governo Maduro, sono coinvolti in traffico di cocaina.
Ecco perchè il popolo festeggia! FInalmente spera nel futuro.
Il paese è rovinato e si presenta come  appena uscito da una guerra senguinaria.
Sarà dura ricostruire, ma l'amore dei venezuelani per la propria terra farà la sua parte.

Cosmo de La Fuente

(press agent di Mediacontact Communications - Collaborazione Nancy e Lourdes Bedoya).

12/17/15

Il Venezuela non ci sta a farsi fregare nuovamente da Maduro e Cabello

Ci abbiamo creduto fino in fondo, noi venezuelani, che ci si potesse affidare alla democrazia, che da troppi anni è assente in Venezuela.
La banda di delinquenti e narcotrafficanti  al governo, capeggiata da Maduro con l'ausilio di Cabello, non ci pensa nemmeno a mollare l'osso e, dietro consiglio di Castro, non vuole riconoscere la vittoria schiacciante dell'opposizione, voluta dal popolo venezuelano.

Un'opposizione che deve vedersela con una banda di assassini senza scrupoli ma che non può fingere di nulla, dal momento che i 112 deputati della Mud (opposizione) dal 5 Gennaio 2016 potranno fare il bello e il cattivo tempo.
Cabello e Maduro hanno messo sù una sorta di Parlamento Comunale parallelo, del tutto anti costituzionale e stupidamente forti di ciò, lanciano minacce e sperano di dar vita a una forma subdola di Colpo di Stato nello Stato.

Per quanti non credessero ancora che il Venezuela fosse succube di una dittatura folle e assassina, ora ne hanno le prove.
Il tempo ci dirà cosa potrà accadere dal 5 gennaio in poi, ma saranno certamente tempi duri.

Il nuovo e legittimo Parlamento potrebbe avvalersi della Carta Democratica Latino Americana, chiedere l'intervento degli Stati Sudamericani che non possono esimersi dall'intervenire.
Il Chavismo ha tolto la maschera, mostra tutta la sua bestialità contro un popolo che ha sofferto moltissimo negli ultimi 17 anni e che non ha intenzione, comunque, di lasciar perdere.

Henrique Capriles che nelle altre elezioni avrebbe perso per un 1% di differenza da Maduro, con la complicità del CNE (organo che gestisce le elezioni), oggi parla di dialogo e lascia incredula la gente. Lo sanno bene tutti però che il dialogo non ci sarà mai con la dittatura, un regime già macchiatosi di reati contro l'Umanità e di narcotraffico, che ha massacrato studenti e manifestanti durante le proteste pacifiche e che ha portato un popolo alla fame.

Capriles già vittima di frode elettorale nelle presidenziali del 2013, quando il CNE si rifiutò di mostrare le cartelle elettorali, non può e non deve parlare di dialogo, quando sa bene che una manica di teppisti al governo se ne infischia della Costituzione.

Il ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez è stato colui che dopo le ultime elezioni, a fronte di un risultato schiacciante che favoriva l'opposizione, non ha accettato di capovolgere, ancora una volta, i risultati. Nei giorni successivi l'ira di Maduro e Cabello partoriva frasi del tipo " Padrino si deve dimettere", ma oggi la situazione tra di loro sembra calmatasi. La domanda sorge spontanea, appoggerà il ministro l'incostituzionalità e l'illegalità messa in atto dal dittatore o, come dovrebbe essere, appoggerà il popolo che ha scelto il cambio?
Speriamo che almeno lui abbia buon senso anche perchè questa volta, malgrado le pastiglie calmanti che potrebbe lanciare Capriles, il popolo scenderebbe in strada a prendersi quel che gli spetta di diritto. Ma è bene procedere sempre nella legalità, vedremo chi oserà dire che il Voto popolare non conta!

Cosmo de La Fuente 
(Mediacontact Communications & Cosmodelafuente communications)

12/7/15

il Venezuela dice addio al Chavismo e finalmente recupera la sua libertà



LA NUOVA VENEZUELA SALVA L'EUROPA

Dopo molte ore finalmente il CNE, nella persona di Tibisay Lucena, ha dovuto dare i risultati delle votazioni. IUNa batosta per il governo Maduro che, soprattutto negli ultimi anni, ha ridotto il paese alla dispetazione.
Il Chavismo tramonta e con lui sparisce la repressione.
Il popolo venezuelano ha detto basta a un regime che non solo aveva tolto la libertà di espressione, ma aveva ridotto il popolo alla fame.
Comincia una nuova era per il Paese di Simòn Bolivar, questa volta forte di una democrazia che era assente da ben 17 anni.
Maduro e Cabello, quest'ultimo capo della Asamblea Nacional, accusati di narcotraffico e un mare di guai che aveva portato il gradimento di Maduro ai minimi storici.
Resta proprio ben poco di quella rivoluzione cara a Chavez.

Ha vinto l'opposizione e il Venezuela è in festa.
Code estenuanti, mancanza di generi alimentari e farmaci, insicurezza, si spera che possano diventare un brutto ricordo.
Ha provato in tutti i modi Maduro, anche di organizzare le solite 'avalanchas', gruppi di venezuelani e non (documentati per l'occasione) per ottenere voti dopo l'ora di chiusura dei Seggi, un metodo usato anche da Chàvez ma che questa volta non ha funzionato. Troppi voti da nascondere!
L'opposizione antichavista e domcratica ha vinto le elezioni legislative in Venezuela, conquistando 99 dei 167 seggi dell'Assemblea Nazionale, contro i 46 del partito chavista. Lo ha annunciato Tibisay Lucena, presidente della Commissione nazionale elettorale. I primi risultati dopo una notte convulsa fatta di accuse e sospetti.

Chavez per noi venezuelani è un orribile ricordo, tutt'altro che un mito, ma l'inizio dell'inferno. Un inferno che vogliamo dimenticare e ricominciare nel nostro bellissimo paese.
Cosmo de La Fuente


Te amo Venezuela

Via La estrella de Panamà

"Los venezolanos votaron este domingo en unas trascendentales elecciones en las que la oposición amenazó con tomar el control parlamentario, por primera vez, en 16 años de gobierno chavista, ante el malestar popular por la crisis económica y la inseguridad.
En estas legislativas con tintes de plebiscito para el gobierno de Nicolás Maduro, quien prometió respetar los resultados, la Mesa de la Unidad Democrática (MUD) figuró en las encuestas como favorita para lograr al menos la mayoría simple en el parlamento que se instalará el 5 de enero.
INCIDENTES
La jornada, que había transcurrido en calma, se tensó cuando el Consejo Nacional Electoral (CNE) extendió por una hora —hasta las 19H00 locales (23H30 GMT)— el cierre de los centros de votación, y que permanecieran abiertos los que tenían votantes en fila.
La coalición opositora MUD denunció la medida como ‘violatoria' de la ley, señalando que buscaba ‘coaccionar' a chavistas que, desencantados con el gobierno, decidieron no votar.
Más de 19.5 millones de venezolanos estaban llamados a elegir 167 diputados de una Asamblea Nacional dominada por el oficialismo de izquierda desde que en 1999 llegó al poder Hugo Chávez, fallecido en 2013.
En otro momento de crispación, el CNE revocó la credencial de observador del expresidente boliviano Jorge Quiroga, al rechazar críticas de éste a los comicios; tras lo cual el jefe parlamentario y número dos del chavismo, Diosdado Cabello, pidió su expulsión y la de otros exgobernantes latinoamericanos que fueron invitados por la coalición opositora Mesa de la Unidad Democrática.

REVOLUCIÓN O CAMBIO
Maduro, quien asumió el poder en abril de 2013 tras la muerte de su mentor, reconoció que eran las elecciones ‘más duras' del chavismo, en medio del descontento por el alto costo de vida y la aguda escasez que provoca colas inmensas en los supermercados.
Venezuela es el segundo país con mayor tasa de homicidios del mundo (62 por cada 100 mil habitantes), según la ONU.
Pero invocando el legado del ‘comandante eterno', el oficialismo apostó al voto duro del chavismo para profundizar el sistema socialista, advirtiendo que si gana la oposición fulminaría los programas sociales.
El gobierno atribuye la crisis a una ‘guerra económica' de empresarios de ‘derecha', y al desplome de los precios del crudo, un duro golpe para el país con las mayores reservas del mundo que obtiene del petróleo 96% de sus divisas.
‘La recuperación económica, vencer la guerra económica es una tarea central de la nueva Asamblea', declaró Maduro al votar.
Venezuela cerrará 2015 con una contracción económica de 10% y una inflación de 200%, según las proyecciones de distintos economistas."







El mandatario compareció inmediatamente después de que el CNE anunciara que la coalición opositora MUD  obtuvo al menos 99 curules frente a 46 del Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV), de un total de 167 diputados.
Tras contabilizarse 96.03% de las mesas, faltan por dirimir 22 escaños.
"Ha triunfado una contrarrevolución, que ha impuesto su escenario, su guerra", señaló Maduro, quien llamó a los opositores a la "convivencia".
El gobernante también llamó a sus contradictores a "poner fin a la guerra económica", como denomina a la crisis reflejada en la escasez de alimentos y medicinas, alta inflación y una profunda devaluación del bolívar.
La contundente victoria de la oposición de Venezuela representa el inicio de un "cambio" político en este país altamente polarizado, dijo el jefe de la coalición opositora MUD, Jesús Torrealba.
"La unidad está fortalecida, vamos a celebrar esta victoria en paz. Hoy ha comenzado el cambio en Venezuela, no hay una mayoría que quiera aplastar a una minoría", dijo el dirigente después de conocerse el resultado.
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La presidenta del Consejo Nacional Electoral (CNE) de Venezuela, Tibisay Lucena, anunció la madrugada del 7 de diciembre que la alianza opositora Mesa de la Unidad Democrática (MUD)  ganó las elecciones legislativas con un total de 99 diputados frente a 46 del chavismo.
En tanto, el presidente de Venezuela, Nicolás Maduro, dijo que acepta los resultados muy adversos para el oficialismo de las elecciones parlamentarias con la "moral y la ética del chavismo" y destacó que "ha triunfado la Constitución y la democracia".
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La presidenta del Consejo Nacional Electoral (CNE) de Venezuela, Tibisay Lucena, anunció la madrugada del 7 de diciembre que la alianza opositora Mesa de la Unidad Democrática (MUD)  ganó las elecciones legislativas con un total de 99 diputados frente a 46 del chavismo.
En tanto, el presidente de Venezuela, Nicolás Maduro, dijo que acepta los resultados muy adversos para el oficialismo de las elecciones parlamentarias con la "moral y la ética del chavismo" y destacó que "ha triunfado la Constitución y la democracia".
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12/2/15

Votazioni in Venezuela, la dittatura disposta a tutto

Il 6 di dicembre il Venezuela vota e l'opposizione è favorita, deve vedersela con l'ira del Capo di Stato Maduro, macchiatosi non solo di crimini contro i Diritti dell'Uomo ma anche di narcotraffico.
I timori di brogli elettorali paiono fugarsi perchè l'opposizione sfiorerebbe il 70% delle previsioni di voto.
Il Venezuela, da circa sedici anni a questa parte, con l'arrivo della cosiddetta rivoluzione, sta vivendo il peggior periodo storico che si ricordi.
L'economia è brutalizzata dalle leggi di Maduro, non si produce più nulla e la delinquenza ha preso il sopravvento.
Non esiste libertà di stampa e i mezzi di comunicazione sono tutti nelle mani del regime. Malgrado questo l'opposizione, rappresentata dalla MUD, è diventata l'ultima speranza dei venezuelani.
I venezuelani hanno bisogno di un cambio netto.

Cosmo de La fuente communications

Il secolo
Il 6 dicembre si vota in Venezuela, nel Venezuela del rosso  Nicolas Maduro, che ha devastato il Paese. Dopo tutto un anno di proteste e di scontri fra i manifestanti e le forze governative, l’opposizione ha l’opportunità e la possibilità di rovesciare la situazione. I sondaggi lo confermano. Maduro sembra disperato a giudicare dalle dichiarazioni demagogiche fatte in queste ore. Ha dichiarato che se se l’opposizione vincesse le elezioni politiche, «scenderei in piazza con il popolo e la Rivoluzione entrerebbe in un’altra fase. Non mi consegnerò, in nessuna circostanza. So che trionferemo, ma se dovessimo affrontare una circostanza negativa, allora scenderei in piazza a lottare», ha ribadito in un meeting elettorale. I sondaggi demoscopici prevedono una ampia sconfitta del Grande Polo Patriottico, la coalizione chavista che appoggia il governo, nelle elezioni prossime: i sondaggi danno in media oltre 10 punti di vantaggio alla coalizione dell’opposizione, il Tavolo di Unità Democratica (Mud, nella sua sigla in spagnolo). C’è una sola mossa, la mozione degli affetti, a cui si attacca Maduro: «Non aspettate che io mi comporti come un codardo, ma come un figlio coraggioso di Chavez, in piazza e con il popolo». In pratica, sono il flglio di Chavez, votatemi. Troppo poco.

11/29/15

Carolina Jaimes Branger responde a Cosmo de la Fuente acerca del voto del 6D


https://www.facebook.com/cosmo.delafuente/videos/10208131000135636/?theater

Carolina Jaimes Branger responde a Cosmo de La Fuente acerca de la necesidad de votar el 6 de Diciembte. De frente a una avalancha de votos el régimen de Maduro no va a poder hacer nada. Al enlace puedes ver el video de la breve entrevista.

HAZ CLICK AQUI' 


El 6 di diciembre sal a votar.
Para el cambio
Tu voto es secreto.
No caigas en la trampa: abajo, a la izquierda, Unidad la de la manito y el tricolor.

11/26/15

Venezuela: Por qué debemos votar el 6-D

 Gracias por tus palabras


He sido y soy opositor a este nefasto régimen que ha dividido y engañado al país con el subterfugio de hacer creer que el modelo social que ofrecía era el camino para la redención e inclusión de los más necesitados. Los pésimos y desastrosos resultados obtenidos en todos los órdenes de la vida nacional, después de casi tres lustros de gobierno, nos indican que la utopía chavista fue una perversa quimera. 
Estoy convencido de que el 6-D lo que estará en juego es nuestro presente, nuestros valores, y nuestro derecho al porvenir. No nos jugaremos cosas menores. Nos jugaremos la vida, la vida del hombre pleno, su libertad de conciencia, de pensamiento, de religión, de trabajo, de asociación, de movilización, de libérrima búsqueda de su propio destino. Esa libertad plena  que queremos rescatar tiene un gran enemigo. Se llama, totalitarismo –el Estado es todo sobre la tierra–. El 6-D nos confrontaremos con esa visión absolutista y negadora de la maravillosa aventura que es la vida y las ansias naturales del hombre por su progreso individual. Y lo haremos porque en esa visión totalitaria de la sociedad se conjugan el odio, la aberrante exclusión  y la pérdida del derecho a la libertad. De modelos similares a las creencias del PSUV y sus adláteres nacieron modelos de sociedad que llevaron a la miseria, la cárcel, la muerte, al exilio y a la intransigente división ideológica a millones de personas en todo el mundo como lo hicieron el nazismo, el fascismo, el comunismo y la más reciente infeliz síntesis: el socialismo del siglo XXI.
No olvidemos que la libertad es la condición insustituible que le da sentido a  la sociedad humana; por eso la libertad debe ser plena y hay que defenderla. A los pueblos no se los puede conducir con el  látigo, la prebenda y la mentira porque esa es la negación del ser humano. Hay que respetar la libertad de todos. Solamente la libertad creativa ha hecho grande el mundo en el que todavía vivimos. ¿Y qué fue lo que los humanos encontramos desde tiempos inmemorables para lograrlo? Descubrimos que el desarrollo económico es  fundamental para la vida de los pueblos. Sin desarrollo económico no hay nada. Es el garante de la paz y el progreso. ¿Y cómo se hace desarrollo económico? Observando el principio de la libertad económica, el principio de los mercados bien regulados en lo que fuere estrictamente indispensable, bien manejados impidiendo que el más poderoso aplaste al débil, pero colocando y privilegiando la capacidad creativa del hombre como el centro de todo el universo económico.
La búsqueda de un desarrollo económico para garantizar la paz, construido sobre la libertad creativa del emprendimiento de los hombres, de las empresas, de las pequeñas, las grandes, las medianas son los principios que nos inspiran y que la oposición defiende con denuedo, tesón y encomiable entrega. Como vemos,  no se trata de utilizar en este empeño de recuperar la dignidad de la Asamblea Nacional, ningún arma distinta a la de nuestra inteligencia, convicción y voluntad de  progreso.
Rescatemos con nuestros votos ese único principio que ha sido rector de la riqueza de los pueblos, que la explica y que ha permitido que centenares y centenares de millones de hombres salgan de la pobreza y tengan una vida digna; nos referimos a la dignidad de la persona humana con capacidad de hacer y de construir y que no se debe envilecer mediante la entrega del regalo que no ha trabajado y que posteriormente le cobran, obligándole a hacer lo que en su fuero interior no quiere, cercenándole y negándole perversamente su derecho al libre albedrío, condición esta fundamental para regir las relaciones entre los hombres.
Se nos acaba el tiempo político y material para reflexionar y asumir nuestras responsabilidades ante el evento comicial. Debemos focalizar nuestra atención en el ejercicio del voto. Simplemente, al sufragar, debemos tener en mente que, con nuestros votos, vamos a expresar un grito redentor: ¡no podemos, no queremos, ni nos vamos a entregar a la vesania totalitaria!
Los venezolanos de raigambre democrática debemos ser fieles a nuestros acendrados valores y no podemos autoexcluirnos de jugar un papel fundamental en la lucha por eso que se llama libertad, sociedad moderna y democracia plena; sin dudas ni vacilaciones construyamos un frente de dignidad contra los bárbaros que las oprimen, las pretenden destruir y las irrespetan.
Hagamos lo que tenemos que hacer y que sean la historia y nuestra conciencia las que nos pidan cuentas si fuimos o si resultamos inferiores a ese destino.
(Via EL NACIONAL)

Asi que a votar mi gente Venezolana, nacimos en un Paìs demasiado hermoso para dejarlo morir en las manos de un delincuente.
Viva Venezuela libre. En donce nacimos. En donde nos criamos. 
Afortunados porque nuestras madrs dieron a la luza en el paìs de Simòn Bolivar.
El 6 Vota!

Cosmo de La Fuente

Navidad en Venezuela, con perfume de Libertad

La Navidad Venezolana con perfume de Libertad
Dale aqui

https://www.facebook.com/766403163378017/videos/1075190565832607/?theater

11/24/15

Venezuela necesita el cambio

Si estas cansado de que te obliguen a marchar y a vestir de rojo.
Si quieres una Venezuela libre y democrática. 
Si no quieres más tener el terror de enfermarte porque no hay medicinas.
Si no quieres vivir en la pobreza y la escasez haciendo, por encima, colas y colas.
Si no soportas más que los corruptos y narcotraficantes al gobierno disfruten de todo el dinero de Venezuela mientras el pueblo muere. 
Si estás cansado de la represión dictatorial y si quieres que se realize el milagro Venezolano y después de 17 años de infierno llegue logre ser una realidad el cambio de Venezuela

VOTA UNIDAD, la de la MANITO
 
Cosmo de La Fuente

11/17/15

VENEZUELA: Cosmo de La fuente el #6D apoya MUD

video


No te confundas, vota por la libertad de Venezuela, no màs crisis, escasez e inseguridad. Abajo, a la izquierda, en la esquila la de la manito.
Es importante que todos votemos y va a cambiar.
Fuera este Régimen corrupto y que regrese la serenidad para nuestro Paìs.
Cosmo de La Fuente

El gobernador de Miranda, Henrique Capriles, aseguró que el Psuv entró en “modo desespero” sobre todo en Miranda, por lo que alertó a los venezolanos a estar preparados ante la campaña más sucia de la historia de un proceso electoral en el país. “Están desesperados viendo los últimos reportes de los estudios de opinión con respecto a las venideras elecciones parlamentarias. Si votamos masivamente el 6 de diciembre no habrá campaña sucia que valga. El voto que daremos los venezolanos para elegir una nueva Asamblea Nacional no será sólo de castigo, sino que estará cargado de esperanza. El pueblo se cansó de que este gobierno lo tenga viviendo la peor crisis de la historia del país. El peor gobierno de la cuarta fue mejor que el gobierno de Maduro”.
Asimismo, reiteró que desde el pasado mes de diciembre de 2014, el gobierno no informa sobre la tasa de inflación, pero que el impacto en la disminución del poder adquisitivo  se siente duramente en el bolsillo.

11/9/15

Pace






Il mondo va e a volte sei tu che ti devi fermarti e pensare se devi cambiare strada. La pace è in te.. devi saper esternarla.

10/10/15

Pina Parisi y Cosmo el duo artistico del 2016

Pina Parisi, ItaloVenezolana residenciada en Miami y bellìsìma mujer dedicada al Show Business de la Florida. Junto con Cosmo ha presentado un Festival en Houston dedicado a Venezuela y también web programs.
Actriz, presentadora con una sonrisa muy contagiosa.
Hola Pina
* en que rol te colocas mejor?
- Soy actriz y presentadora, tuve un pasado como modelo y ahora sigo con mi trabajo conectado al show de Miami.
*Vives en Miami y Cosmo vive en Italia, pero los vemos juntos a menudo y hablan de un futuro trabajo juntos. Qué nos dices?
- Tenemos muchos proyectos en mente, como actores y como presentadores, pero al momento no puedo revelar nada. Somos muy buenos amigos y juntos trabajamos con alegria y profesionalidad.
* Hasta pronto!


10/8/15

Cosmo de La Fuente Cuisine

La cocina de Cosmo de La Fuente se difunde en el mundo.
Italia, Estados Unidos y Canarias.





Twitter:  @cosmodelafuente
Instagram: @cosmo_de_la_fuente

9/17/15

Venezuela en Gaita con Neilo Narvaez (cosmo de la fuente)


Hola Neilo!
Un represntante de nuestra cultura Venezolana y de nuestras gaitas. Cuentanos de tu carreras y tus EXITOS.
Saludos Cosmo, primeramente te agradezco mucho la oportunidad que me brindas en dar a conocer mi trabajo en ese inmenso e importante circuito Cosmo Latinos en el mundo!
Sobre mí debo iniciar diciendo que nací en la ciudad de Caracas, bajo el signo de libra, un 24 de septiembre. Soy profesional universitario de la rama de Ingeniería de Sistemas, egresado de la Universidad Nacional Experimental Politécnica Luis Caballero Mejías de Caracas en el año 2001 y Locutor egresado de la Universidad Central de Venezuela en el año 2004. Soy compositor perteneciente a la Sociedad de Autores y Compositores de Venezuela (SACVEN) desde el año 1998, y miembro de la American Society of Composers, Authors and Publishers (ASCAP) desde el año 2010. Integro además a la reconocida Academia Pepsi Music de Venezuela desde el año 2012 y a la famosa Academia Latina para la Grabación (Latin Grammy) desde Junio del año 2015.
Dentro de mis logros más relevantes puedo mencionar 2 de ellos:
·         La composición de canciones que han sido destacadas tanto nacional como internacionalmente, dentro de las cuales puedo mencionar  “La Gaita del Facebook” (2009) con más de 100 Mil reproducciones en Youtube,  “Gotas de Amor”  publicada en el portal la cadena informativa Univisión (2010), la gaita romántica “Versos y Prosas”  presentada durante el Festival de Folclor de Bucaramanga (2010 y 2012) y la más reciente: "Éxodo" que con más de 600 mil reproducciones y a tan sólo 2 meses de su publicación la han catalogado como el “Himno de los Venezolanos en el mundo”. Además el prestigioso premio zuliano "Chiquinquirá de Oro" la acaba de galardonar como "La Gaita del Año Internacional", premio que voy a recibir el próximo 09 de octubre en Maracaibo.

·         El diseño e implementación del primer portal de la Gaita Venezolana para el mundo entero “NuestraGaita.Com”, en el año 2002, con el que he sido galardonado con veinte premios y condecoraciones por la extraordinaria labor dentro y fuera de Venezuela. De la misma manera fundé en el año 2003, el primer programa radial de Gaita Venezolana con comunicación interactiva vía Internet, llamado “NuestraGaita.Com”, a través del cual he reforzado el impulso de éste género musical venezolano de forma ininterrumpida, durante 10 meses por cada año desde su creación.
Mi obra como Compositor: Soy miembro activo de la Sociedad de Autores y Compositores de Venezuela (SACVEN) desde 1998 e integrante de la American Society of Composers, Authors and Publishers (ASCAP) desde el año 2010. Tengo más de treinta exitosas gaitas grabadas por distintas agrupaciones musicales de trayectoria reconocida en Venezuela, entre las cuales destacan “La Gaita del Facebook” con la agrupación Koquimba (2009), la cual su videoclip ha alcanzado hasta la fecha más de 100 Mil descargas en YOUTUBE; “Gotas de Amor” con el conjunto musical Del Sur Del Lago, video seleccionado para estar presente en el portal la cadena informativa Univisión (2010); la gaita romántica “Versos y Prosas” que cautivó a los Colombianos en la versión del conjunto Entre Gaitas y Gaiteros durante el Festival de Folclor de Bucaramanga (2010 y 2012) y la más reciente, el tema social y de protesta bajo el nombre "Éxodo" interpretado por la agrupación de la Universidad del Zulia "Gaiteros de Soluz" que este año 2015 se ha hecho viral en las Redes Sociales con más de 600 mil reproducciones en su primer mes de publicación y que la han catalogado importantes periodistas y medios noticiosos como “El Himno de los Venezolanos del mundo” y el premio Chiquinquirá de Oro la galardonará como La Gaita Del Año Internacional el pr{oximo 09 de octubre en Maracaibo, Edo. Zulia.
Soy el más prolífico compositor gaitero capitalino y he defendido siempre la universalidad del mensaje en mis letras. Cuento con agrupaciones de amplia trayectoria interpretando mis temas, como es el caso de Los Colosales de Ricardo Cepeda, el Conjunto Saladillo, Los Zagales del Padre Vílchez, Las Sensacionales, Koquimba, A Lo Zuliano, Racoa, Kariako, Caballeros de la Gaita, Gaiteros de Soluz, Caña Dulce, Del Sur del Lago, Gran Gentilicio, Esencia gaita Genuina, Fiebre Gaitera, Gaiteritos, Entre Gaitas y Gaiteros, Chikytos de la Gaita, Gaiteros de Primacho, Sol Marabino, Saboreongo’s y Yarazulia.
En el año 2014 abrí mi compás de composición y escribí un tema para una leyenda del Rock and Roll venezolano como lo es Trino Mora, llamado “Estoy Aqui” donde también participan solistas de la talla del Grupo Gaviota, Neyda Perdomo, Fernando “Chino” Suárez, Héctor José, Bob Cat y Frank Fiore  con su conjunto Rolling Band. El Video clip de “Estoy Aqui”, realizado bajo la dirección de Héctor “Pomponio” Márquez, ha alcanzado rápidamente una gran cantidad de visitas en el portal de Youtube.
Debido a mis credenciales y alta experiencia en el ámbito musical venezolano, el 30 de Junio de 2015 fui aceptado como integrante de la reconocida Academia Latina para la Grabación (Latin Grammy), con sede en Miami. También soy miembro fundador de la “Academia Pepsi Music” como jurado de esta organización que premia al talento nacional desde el 2012.
Actualmente soy considerado como:
·         El “Compositor Caraqueño de mayor trayectoria en la Gaita Zuliana”, galardón obtenido por parte del prestigioso premio Chiquinquirá de Oro a finales del 2012 en Maracaibo.
·         El “Compositor Caraqueño más destacado del género gaitero a nivel nacional”, por parte del importantísimo galardón de la Fundación Mara de Oro de Venezuela otorgado en Febrero 2014 en Caracas.
·         El “Compositor de Mayor Proyección a Nivel Nacional e Internacional”, otorgado por el distinguido premio “Venezolanísimo de Oro” en Diciembre de 2014 en Maracaibo.

Mi experiencia en la Web: Creé el primer y más importante Portal Gaitero de Venezuela, NuestraGaita.Com.  El 08 de Agosto de 2002 se inaugura desde Caracas este portal que  luego se convirtió en la referencia mundial de la gaita venezolana según worldmusiccentral.org.
NuestraGaita.Com ha sido el más innovador y exitoso portal de gaitas, que desde hace 13 años ha difundido al mundo este género tradicional venezolano, logrando veinte premios y reconocimientos hasta la fecha. Este portal ha permitido la difusión y proyección de la gaita de manera inmediata, constante y eficiente. Durante los 13 años del portal NuestraGaita.com he obtenido los siguientes logros:
·         Difusión del primer programa radial gaitero que se transmite desde Caracas 10 meses al año.
·         Creación de la primera emisora 24 Horas de gaitas vía Internet.
·         Organización, coordinación y entrega del primer galardón gaitero realizado por Internet para premiar a la gaita del año.
·         Plataforma de grabación vía internet para gaiteros fuera del territorio nacional.
·         Participación en el Festival “Entre Gaitas y Gaiteros” para agrupaciones no zulianas entre los años 2007 y 2011.
·         Participación en la presentación de la Cuarta, Quinta y Sexta Feria de la Chinita en Madrid – España, en los años 2007, 2008 y 2009, respectivamente
·         Investigación sobre la Gaita en Aruba en 2009.
·         Investigación sobre la Gaita en Francia en 2009.
·         Elaboración del Primer Video Clip de Gaitas en París (Francia) en 2009.
·         Participación en el Festival Latinoamericano de Música Folklórica en Bucaramanga (Colombia) 2010 y 2012.
·         Transmisión “On Line” tanto del programa emitido a través de Radio Sintonía en Caracas, a partir del año 2003, como también del espacio radial emitido desde el circuito “Millenium MX” en Tenerife (España) desde el año 2009. Ambos espacios radiales llevan por nombre: “NuestraGaita.Com”.
·         Reconocimiento como Portal de referencia mundial de la gaita en The World Music Central (worldmusiccentral.org).
·         Participación como Miembro de la Academia Pepsi Music de Venezuela desde su fundación en el año 2012.
·         Reconocimientos, mediante innumerables preseas de distintas índoles, como el primer y más importante Portal gaitero en Venezuela y el Mundo.