20/10/14

HALLACAS en Italia: le migliori per qualità, peso e professionalità, quelle del Sabor Tropical


Mai acquistare cibo fatto in casa! Non ci sono controlli igienici nelle case e si tende a risparmiare sul prodotto.
Il Video delle hallacas del Sabor Tropical lo puoi vedere nella pagina di hola Italia che ha dedicato le immagini delle Hallaca proprio al Sabor.
Ecco il link:

https://www.facebook.com/video.php?v=864893063529026&set=vb.766403163378017&type=2&theater

Buen provecho!

Sabor Tropical
Villar Dora (Torino)
tel. 011 9359263

06/10/14

HALLACAS en ITALIA !!! 2014






Cominciano le prime partenze pacchi HALLACAS
A finales de octubre, exactamente el martes 28 sale el primer envìo de Hallacas!!
Quien quiere recibirlas en octubre puede reservarlas ya. Llegan a vacìo y duran hasta Navidad. Con toda la explicaciòn. EL segundo envio a ser martes 11 de noviembre, el tercero martes 25 de noviembre. Después cada martes de Diciembre envìos. Llegan en 3 dìas.
‪#‎hallacas‬ ‪#‎sabortropicalitalia‬

Chiamare al numero
0119359263
o scrivere a carlos.cosmo.gulli@gmail.com

 

24/09/14

Myway Events Houston


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17/09/14

Un abbraccio dura poco ma il suo effetto è eterno


Un abrazo es un acto lleno de magia y de significados, de emociones. Abrimos el corazón y ofrecemos un deseo de tener cura del otro, de comprender la persona que estamos abrazando. Un abrazo te quita el llanto, relaja un corazón que tiene miedo, nos da esperanza, nos da fuerza, coraje en el alma. El abrazo te cambia tu día. Un abrazo para todos. Un abrazo romper barreras que las palabras no pueden romper, somos seres sociales y es importante ser conectados, un abrazo se da uno a la vez, ese momento es exclusivo para la persona que estas abrazando. Eliminamos el frio del mundo, necesitamos de este gesto abierto llamado abrazo, aunque solo por un instante rompemos barreras. Un abrazo es luz.

Un abbraccio è una semplice azione che ha in sé magia e significati, è fatto di emozioni. Apriamo il cuore e offriamo un desiderio di prenderci cura dell’altro, di comprendere la persona che stiamo abbracciando. Un abbraccio ti asciuga le lacrime del pianto, ti rilassa e rilassa il cuore impaurito, ci dà speranza, ci dà forza, coraggio nell’anima. L’abbraccio cambia la tua vita. Un abbracio a tutti. Un abbraccio rompe le barriere che non riescono ad abbattere le parole, siamo esseri sociali ed è importante essere in connessione, un abbracci si da a una persona per volta e quel momento è esclusivo per lei. Eliminiamo il freddo del mondo, abbiamo bisogno di questo gesto aperto chiamato abbraccio, anche se solo per un istante rompiamo le barriere. Un abbraccio è luce.
Cosmo
#cosmodelafuente

13/09/14

Dedicato a una grande madre


Dedicato alla mia cara amica Consuelo, che ha perso suo figlio. In questi giorni avrebbe compiuto 28 anni.

No llores porque cambiò su forma de existir, sonríele a su imagen porque lo has tenido él te extraña como tú extrañas a él, pero es una situación provisoria. Hasta que volverás junto a tu hijo. El amor es inmenso y no se acaba con un cambio de forma. El amor de una madre o de un padre es enorme Siempre existirá ese hilo de amor, de fuerza, de complicidad Con tu niño.. nació de ti y contigo estará por la eternidad ¿No sientes sus manos que te acarician el rostro? ¿No te das cuenta que te acompaña a cada paso? Sì Consuelo, es él…no te equivocas, es él y no puedes escucharlo Porque la dimensión ha cambiado pero en este momento yo escribo Pero él está comunicando contigo. Inventan mil modos para hacerlo..solo tienes que mirar alrededor de ti. Pero te esta gritando MAMÁ TE AMO, SIGUES SIENDO MI ESTRELLA, no llores, estoy contigo. Así es Consuelito y sabes que no te miento. Así es… seguro! ¿No lo escuchas ahora? Dice: MAMITA LINDA TE QUIERO MUCHO GRACIAS POR DARME TANTO AMOR

Non piangere perchè ha cambiato la sua forma di esistere, sorridi alla sua immagine perchè lo hai avuto, lui sente la tua mancanza come tu senti la sua, però è una situazine provvisoria. Fino al momento che tornerai vicino a tuo figlio. L'amore è immenso e non finisce con un cambio di forma. L'amore di una madre o di un padre è immenso. Esisterà sempre questo filo d'amore, di forza, di complicità con il tuo bambino...nato da te e con te resterà per l'eternità. Non senti le sue mani che accarezzano il tuo viso? Non ti rendi conto che ti accompagna ad ogni passo che dai? Si Consuelo, è lui...non stai sbagliando , è lui  anche se non riesci ad ascoltare la sua voce perchè la dimensione è diversa però anche in questo momento in cui io scrivo lui sta comunicando con te. Inventano mille modi per farlo...devi soltanto guardarti intorno. Lui sta urlando: MAMMA TI AMO, CONTINUI AD ESSERE LA MIA STELLA, non piangere, sono con te. Così è Consuelito e sai che non ti mento. E' così ne sono certo. Non lo senti ora? Dice: MAMMINA BELLA TI AMO MOLTO GRAZIE PER CONTINUARE A DARMI TANTO AMORE.

Cosmo de La Fuente

10/09/14

Prove di chavismo all'italiana

A Renzi e alla Boldrini nulla interessa della fame e della povertà degli italiani, sennò non penserebbero a remunare i clandestini. I nostri vecchi raccolgono la frutta marcia nei mercati, perché non ce la fanno a tirare avanti e nemmeno gente come me che guadagna un cazzo di niente, grazie anche alla CGIL CISL e via discorrendo. Una vergogna. Leggendo e rileggendo in giro cosa accade mi rendo conto che siamo sempre più vicino ad un chavismo all'italiana. Quando il popolo sarà ridotto quasi completamente alla fame, vedremo cosa accadrà. 
Ci siamo ci siamo
Ma leggiamo un po' da altri giornali cosa ci raccontano:
In Italia c'è un esercito di 56mila immigrati ai quali tutti i mesi paghiamo la pensione. Senza che abbiano lavorato un solo giorno in Italia, ma per il semplice fatto di risiedere regolarmente sul nostro territorio da almeno dieci anni. Sono il 7% del totale degli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno: anziani over 65 che hanno ottenuto il ricongiungimento famigliare e che di fatto risultano senza un reddito (non lavorando). Si chiede che si faccia luce e se "in epoca di crisi sia ancora sostenibile" uno strumento come la pensione sociale estesa agli immigrati over 65. L'imbroglio, a giudizio dell’interrogante, nasce laddove lo straniero, che giunge nel nostro Paese con la scusa di riunirsi ad un proprio parente, ottiene la residenza, si appropria della pensione e si rimette in volo per tornare da dove è venuto, omettendo di comunicarlo allo Stato.
Quello che vogliamo è sapere "se vengano effettuati i debiti controlli su tutto il territorio nazionale per sfatare il mito del vitalizio in favore di stranieri non realmente residenti in Italia e se in questo momento di grave e perdurante crisi economica e in tempi di spending review sia ancora necessario elargire 327.190.550 euro all’anno di assegni sociali in favore degli stessi".
Un clandestino che arriva in Italia e che richiede l’asilo politico o lo status di rifugiato riceve dallo stato immediatamente la somma di 976,15 euro per i primi 35 giorni., ridotti poi a 557,80 euro in caso di respingimento della domanda. In seguito, secondo la Fondazione Leone Moressa, lo Stato affronta una spesa diretta di 14.600 Euro l’anno (40 Euro al giorno, cioè circa 1.200 euro al mese) per persona e altrettanti in prestazioni indirette (spese sanitarie e servizi generali dello Stato, calcolati per analogia, considerando che tali voci impegnano circa la metà del Pil nazionale): quindi allo Stato ogni rifugiato o presunto tale costa circa 29.200 Euro l’anno.
Se finora solo un miracolo ha fatto sì che in Italia non ci sia stata una rivoluzione considerando i circa 7 milioni di disoccupati e inoccupati, tra cui 4 milioni e 100 mila che fanno la fame, ebbene la rivolta sociale potrebbe presto esplodere per la crescente insofferenza degli italiani nei confronti dell'invasione dei clandestini favorita dallo Stato, benedetta dalla Chiesa, accettata dall'Unione Europea e valutata con estremo favore dalle Nazioni Unite. Fortissimamente voluta dalla Boldrini.

Sabarcano in Sicilia migliaia di clandestini, che hanno innalzato il totale dall'inizio dell'anno a oltre 50 mila, più di quanti arrivarono in tutto il 2013 (43mila). Queste cifre non potranno che aumentare in modo esponenziale perché si tratta di un'invasione voluta e finanziata dallo Stato. Per pervenire a questo risultato abbiamo conseguito diversi «primati mondiali». Siamo l'unico Stato al mondo che: non considera reato penale l'ingresso illegale nelle proprie frontiere; ha messo ufficialmente al bando la stessa definizione di «clandestino» sostituendola con il generico «migrante»; impegna la Marina Militare per farsi auto-invadere prestando soccorso ai clandestini ai limiti delle acque territoriali straniere; collabora e si rende complice della criminalità organizzata che gestisce il traffico dei clandestini realizzando profitti superiori a quelli dello spaccio della droga; attribuisce la priorità assoluta al soccorso e all'accoglienza dei clandestini anche contro la volontà della comunità locale e a discapito della sicurezza e dell'attività produttiva degli autoctoni; non bada a spese per prevenire che possano verificarsi delle sciagure in mare e per accogliere nel migliore dei modi i clandestini, i cui costi lievitano considerando che tra loro aumenta la quota delle donne incinte e dei minori non accompagnati.
Sui costi dobbiamo essere severi dal momento che c'è un numero crescente di italiani che non ha i soldi per comperare il pane. Ogni giorno spendiamo 300 mila euro per le sole unità della Marina e dell'Aeronautica impegnate nell'operazione Mare Nostrum. Alle operazioni di soccorso partecipano anche navi mercantili battenti bandiere diverse e finora non è chiaro se e quanto vengano pagate. Attualmente ospitiamo complessivamente circa 32.000 clandestini (ufficialmente «ospiti») che ci costano mediamente 40 euro al giorno ciascuno, per un totale di 1.280.000 euro al giorno, 38.400.000 euro al mese, 230.400.000 euro per 6 mesi, che è il periodo medio necessario per identificarli e stabilire la loro destinazione successiva. Qualora si dicesse per il rimpatrio, il costo medio per il rimpatrio di ciascun clandestino è di 25 mila euro. Quelli che in qualche modo fanno perdere le tracce e riemergono tra le fila della criminalità organizzata, ci costano molto di più. Dei circa 23 mila detenuti stranieri nelle nostre carceri, ben l'80% sono clandestini. Ciascuno costa mediamente 500 euro al giorno!
La frustrazione e la rabbia degli italiani è fondatissima e più che giustificata. Più in generale gli immigrati e i Rom vengono percepiti come concausa dell'impoverimento degli italiani perché hanno di fatto la priorità nell'assegnazione della casa, dell'asilo e del sussidio sociale; i cinesi stanno colonizzandoci economicamente perché arrivano con borsoni pieni di euro che la Banca Centrale Europea ha pensato bene di far stampare in Cina e ci costringono a svendere le nostre aziende e le nostre case perché a noi accedere al denaro è diventato sempre più difficile; gli islamici ostentando sia il denaro sia l'aggressività ci obbligano a concedere loro moschee che ergono a roccaforti della loro guerra santa, che ha già cooptato migliaia di cittadini europei trasformati in terroristi islamici che al ritorno dal fronte siriano si preparano a sottometterci al loro Allah.
Ebbene oggi siamo arrivati al punto di vergognarci e di considerare «razzismo» il sostenere che in Italia gli italiani devono legittimamente beneficiare in via prioritaria delle risorse proprie. Chi ci governa è avvisato: voi state fomentando il razzismo discriminando gli italiani nei confronti dei clandestini, degli immigrati, dei Rom, dei cinesi e degli islamici. Se non cambierete radicalmente anteponendo l'interesse degli italiani come deve fare un buon genitore che ha l'obbligo di occuparsi innanzitutto dei propri figli, inevitabilmente esploderà la rivolta sociale.

05/09/14

Chavez, Al Capone, Osama Bin Laden prossimamente Santi









Pochi giorni fa, come già detto qui, il governo venezuelano, nel pieno della sua follia e sotto il dominio di Cuba, lancia il Padre Nostro Chávez. Una dura risposta da parte della Chiesa Cattolica contro questo affronto da parte di uno dei più stupidi assassini della storia: MADURO. Staremo a vedere se in quest’occasione il Vaticano vorrà proferire parola.
Non si è fatta attendere la dura risposta della Chiesa cattolica venezuelana: l’arcivescovo di Caracas, cardinale Jorge Urosa, ha detto che l’ennesima trovata della propaganda chavista dimostra una «mancanza di rispetto» verso i simboli religiosi, avvertendo che chi la pratica commette il peccato dell’idolatria.

Caracas - Sacro e profano, o meglio “sacro e bolivariano” fanno impazzire il Venezuela. A dare il via allo scontro tra politica e chiesa è stato il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, che ha partecipato alla presentazione del Padre Nostro in salsa chavista, una nuova versione della preghiera del Padre Nostro contenuta nei Vangeli, ma dedicata al comandante eterno della rivoluzione bolivariana, Hugo Chavez e che inizia con il verso: «Chavez nostro che sei nel cielo, nella terra, nel mare e in noi».
«Così come non è permesso a nessuno di cambiare le parole dell’inno nazionale per cantare le lodi di una persona singola, non è lecito neppure cambiare il Padre Nostro o una qualche altra preghiera cristiana, come il Credo: i simboli, le orazioni e gli elementi religiosi del cattolicesimo vanno rispettati», ha detto Urosa in un comunicato. Il Padre Nostro in versione chavista è stato recitato da una delegata del partito di governo (Psuv) durante un seminario al quale partecipava, come detto, anche il presidente Maduro: a Chavez, nel testo, si chiede di dare «la tua luce perché ci guidi ogni giorno» e di «non lasciarci cadere nella tentazione del capitalismo e liberaci dal male dell’oligarchia».
«Chi reciterà questa nuova ed illecita versione del Padre Nostro sta commettendo il peccato di idolatria, nell’attribuire a una persona umana qualità o azioni che sono proprie solo di Dio», ha sottolineato il porporato nel comunicato.
#Vattimo #Mina #ComuneDiRoma #SindacoMarino Che vergogna appoggiare questi pazzi!
#cosmodelafuente

03/09/14

Laura Boldrini: dal Venezuela con furore. Santa subito!



Laura Boldrini: Venezuela sulla sua strada
Santa subito! Una Carmelitana scalza radical snob.
Non so il perché ma in certe occasioni mi viene in mente Laura Boldrini, che si considerava una tenera creatura, quasi una “Carmelitana  scalza” che, forse nel tentativo di imitare la Revolución Bolivariana in Venezuela, parla da socialista ma si comporta da ricca possidente con tanto di adorazione verso la PROPRIA proprietà privata.
Forse voleva essere beata anche a lei, come un disse qualcuno  ‘le manca solo l’aureola’.  Se guardiamo un po’ il suo passato notiamo che ha fatto passi da gigante, ma non c’è da stupirsi, in Italia sappiamo cos’è il nepotismo e la negazione della meritocrazia. Protagonista anche lei, nelle fila del Sel di Nichi Vendola dove di enfatizza la politica e la facile e luccicante beneficenza.
Voci che conoscono bene la Boldrini, parlano di una folgorante carriera su un palcoscenico internazionale perché figlia di una casta di radical snob ben collegata al potere. Corsie preferenziali a go-go quindi, con un’immagine che le è stata costruita addosso come un vestito.  La maceratese Laura fa parte di una società marchigiana composta da famiglie colte e all’antica, di altezzosa nobiltà e di grossi patrimoni, che sanno come avviare la prole  verso un futuro diplomatico e internazionale.  Fanno studiare i loro figli nei migliori collegi, imparano le lingue e organizzano viaggi intorno al mondo per poi iscriverli presso Università di fama. Mica hanno problemi di pagamento di tasse loro. No! Anzi li iscrivono possibilmente in Università private all’estero per non farlo in Italia.
Laura, la social borghese, è nipote di un petroliere…ucci ucci  sento puzza di solducci e di chavismo! Appena diplomata dove va? In Venezuela naturalmente. Nel paese di Bolivar  svolge stage strani in fantomatiche industrie di riso e poi si regala un bel viaggio in tutto il Centro America. Guarda qui, guardà là, le idee vengono a galla.
Mantiene il suo stile un po’ imbronciata, si veste da comunista ma con il portafogli gonfio e al sicuro. È stata molto fortunata, entrata anche in Rai come giornalista facendo tappa, presso l’Agi, l’agenzia giornalistica di proprietà di chi? Tattarattarattarattatà…. Niente po’ po’ di meno che dell’ENI!!! (ENI-VENEZUELA-CHAVEZ-MADURO-MINISTEROESTERI). Entra poi alla FAO, e poi all’ONU nel 1989. Infine approda all’Alto commissariato per rifugiati dove può farsi un nome..ma grande interprete di un copione sa basarsi su parole e immagini. Quindi medaglie, riconoscimenti, eletta nel 2009 italiano dell’anno di Famigila Cristiana.
Un giornalista ha detto:  “Laura, la francescana, ha lo stesso pedrigree sociale e castaiolo di una Melandri o di una Concita De Gregorio, solo che il suo orizzonte è più internazionale. Sa come incantare le masse e il potere. Su twitter ha raccontato il suo incontro con Napolitano. Il presidente l'ha salutata con queste parole: «Sangue freddo, fatica e successo». Nessuna paura: Laura Boldrini è una predestinata”.
Ci doveva essere, in qualche modo, un legame con la Revolución Socialista Bolivariana… dove si parla e si costringe la gente ai sacrifici più neri, alla povertà che anche in Italia avanza, ma sulla propria pelle non vivono nulla, anzi! Lussi, sfarzi e vacanze da sogno. Che bello questo Socialismo organizzato in caste ricche e potenti.
Come vedete cari amici nessuna differenza da una star di hollywood, tutto per l’immagine. Adesso parlano e usano i disgraziati extracomunitari che arrivano in Italia, in nome dell’ umanità  e si gli hotel a 5 stelle per gli sbarcati, fregandocene degli italiani che sono alla canna del gas, dei poveri pensionati che raccolgono frutta marcia avanzata nelle piazze di mercato, de tanti, troppi nuovi poveri. Tanto su di loro graveranno le spese e le tasse.  La Boldrini e Renzi in vacanza a 1.600 euro al giorno mica possono capire cosa sia realmente la povertà! Ma non vi ricorda i comandanti del governo venezuelano?
Qualcuno dirà che sono tutti uguali, è vero, ma qualcuno si conosce come ricco e non basa la sua campagna mediatica personale sulla povertà come invece fanno, falsamente, loro.
Pensano a tutto ma ai propri poveri no! Povera Italia che futuro che ti aspetta!
Voglio riproporre un paio di concetti che ho letto su “ictumzone” che mi hanno fatto riflettere molto, e se le cose stanno così, c’è da farsi venire la pelle d’oca…siamo in piena evoluzione chavista.
“Boldrini, che è espressione del Sistema, sebbene espressione naif, non vuole una società dove vi siano dei legami. Vuole una società di individui anonimi e privi di riferimenti affettivi: perché sono più controllabili, è più semplice ‘controllare’ chi non ama nessuno. Se ci pensate con attenzione è l’ideologia della società utopica del comunismo, dove ai figli veniva insegnato che lo Stato veniva prima dei genitori: e quale migliore modo, se non quello di abolire del tutto la famiglia? Perché è la famiglia, il vero e unico ‘bunker’ della resistenza al Sistema. E’ la famiglia, dove la tradizione si perpetua. E’ la famiglia l’unico vero nemico dell’assolutismo. Perché è nel suo interno che si creano legami di amore che entrano in contrasto con il Progetto. Nella famiglia, e nei legami di sangue è l’intimo e ultimo rifugio di ciò che siamo: finché ci sarà la famiglia, ‘loro’ non potranno vincere”.
Cosmo de La Fuente
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02/09/14

Maradona il tossico abbraccia il Papa silente



Il tossico di Maradona, malgrado sia un grosso evasore del fisco italiano, è tranquillamente in Italia e ha già abbracciato il Papa silente. Cosa aspettarci se il capo di Stato argentino, la sanguisuga Kirchner, che ha mandato il suo Paese nuovamente al fallimento, ha dichiarato che la politica economica di Maduro è la migliore al mondo? Da italiano tutto questo mi fa incazzare, da venezuelano mi indigna. Se Maradona non paga le tasse perchè dovremmo pagarle noi? Che manica di.... Meglio tacere. 

Cosmo de La Fuente

01/09/14

Venezuela: compra petrolio. Incredibile. Maduro porta alla rovina il paese.

PER LA PRIMA VOLTA NELLA SUA STORIA IL VENEZUELA COMPRA PETROLIO!!
Sarebbe bene che gli ultimi sedicenti comunicatori italiani sappiano che il sussidio che il Venezuela fornisce a Cuba è talmente alto (fornitura continua e gratuita) che il regime di Maduro, non soltanto è causa di un imminente fallimento economico del paese ma è, anche, un graduale deterioramento della produzione del “crudo” greggio venezuelano. La produzione è talmente bassa che la società petrolifera venezuelana PDVSA è stata costretta ad acquistarla all’estero (Algeria,Nigeria). La cosa sta facendo scalpore perché da una parte lo regala ai Governi dei Paesi circostanti, che vivono da parassiti sulle spalle del Venezuela (Cuba in prima fila) e dall’altro deve comprarlo. Questa è la ridicola politica economica del tiranno. L’ex direttore della PDVSA (Petróleos de Venezuela) sostiene che il governo è giunto al suo ultimo capitolo.
Malgrado abbia la maggiore riserva al mondo di greggio, la Società petrolifera venezuelana compra, in modo crescente, nafta pesante da miscelare con l’estrazione di crudo della Fascia Petrolifera dell’Orino, che è la maggior produzione. Queste miscele sono necessario per convertire l’extrapesante in prodotto esportabile.
Pazzescp che il paese con la maggiore riserva di petrolio del mondo ora debba comprarlo. Capito #IgnazioMarino #GianniVattimo ? quest’assurda dittatura non sa nemmeno farsi i conti!
* * * * * * *
Es necesario que todo el mundo lo sepa y que lo sepan en Italia, naturalmente. Comparte. La ignorancia del Gobierno Maduro acaba con Venezuela. Que se sepa.
Antonio Delgado:
El subsidio que Venezuela destina a Cuba se está tornando cada vez más difícil de sostener para el régimen de Nicolás Maduro, no solo por el alto costo monetario que conlleva para un país en quiebra, sino por el gradual deterioro en la producción del crudo venezolano, dijeron analistas.
Informes publicados esta semana muestran que la producción de los tradicionales crudos medianos y livianos venezolanos ha caído en tal magnitud que la estatal PDVSA se ha visto obligada a salir al mercado internacional a adquirirlos, situación que genera dudas sobre la sostenibilidad a largo plazo de regalar crudo por un lado, cuando por el otro hay que salir a comprarlo.
Para los expertos, que llevan años advirtiendo que Venezuela estaba matando a la gallina de los huevos de oro por la falta de inversión en la industria petrolera, la noticia de que el país contempla comprar crudo liviano argelino no causó gran sorpresa.
“Están llegando al capitulo final de una Crónica de una Muerte Anunciada”, comentó desde Miami Horacio Medina, ex gerente de PDVSA. “De hecho, tuvieron suerte, duraron mucho más de lo que se preveía, pero ya el destino los alcanzó”.
En una columna publicada esta semana, la diputada María Corina Machado coincidió.
“Lo lograron. El país con las mayores reservas de petróleo del mundo ahora importa petróleo. Arruinaron el agro y la pesca, las industrias, la producción de café, de cemento, el turismo, el acero. Todo lo que toca este régimen colapsa. Sólo quedaba el petróleo”.
Según un cable de la agencia Reuters, Venezuela está considerando importar crudo por primera vez en su historia y podría usar el petróleo ligero de Argelia para diluir su propio crudo extrapesado.
Pese a contar con las mayores reservas de crudo del mundo, PDVSA ha estado comprando un volumen creciente de nafta pesada para mezclar con la extracción de crudo extrapesado de la Faja Petrolífera del Orinoco, su mayor región productora.
Estas mezclas se hacen para convertir el extrapesado en un producto exportable, en medio del declive de la producción local de crudos medianos y livianos que antes se usaban como diluyentes y de retrasos en la construcción de nuevos mejoradores que pueden cambiar la calidad del crudo.
Las compras de nafta se han realizado a altos precios en el mercado abierto, lo que golpea su flujo de caja y afecta la principal fuente de ingresos del régimen de Nicolás Maduro.
No obstante, los crudos medianos y livianos que aún se siguen produciendo en Venezuela, y los que podrían ser utilizados para realizar las mezclas, son precisamente los que son enviados a Cuba, dado a que son los únicos que las refinerías de la isla están en condiciones de procesar.
El que Venezuela ahora se vea obligada a comprar cantidades significativas de crudo en el exterior para no utilizar los 120,000 barriles de su crudo de mejor calidad que envía a Cuba genera dudas sobre cuáles son las verdaderas prioridades del régimen.
Pero ante la grave crisis económica por la que atraviesa el país, con los anaqueles de los supermercados vacíos ante la falta de dólares para mantener las importaciones, la sostenibilidad del ese subsidio entra en duda, no solo porque representa varios miles de millones de dólares que el país necesita sino también porque se trata de un crudo que Venezuela requiere para poder mejorar el que vende en el exterior.
“Hace ya mucho tiempo que Venezuela debió reevaluar los acuerdos que mantiene con PetroCaribe”, dijo Juan Fernández, ex director ejecutivo de planificación de PDVSA.
Pero ahora, el que Venezuela se vea obligada a importar crudo debiera servir como una gran campanada de alarma.
“Esas importaciones, en un país que dice tener las mayores reservas petroleras del mundo, es una de las más grandes contradicciones”, dijo.
El problema está en que Venezuela, bajo los últimos 15 años de la Revolución Bolivariana, sacrificó el mantenimiento y la expansión de la industria petrolera venezolana para sacarle el máximo provecho a la renta petrolera.
Esa política, agravada por el despido masivo del talento de PDVSA, ha llevado al mal manejo de las operaciones de explotación en los tradicionales campos petroleros, donde el país obtenía sus crudos livianos y medianos.
“No han podido levantar la producción. En la región Occidental, la producción era de aproximadamente de unos 1.3 millones de barriles por día. Hoy se estima que están por debajo de los 600,000. Ellos la habían compensado sobreexplotando en el Oriente del país”, comentó Fernández.
Y esa sobreexplotación, realizada sin un adecuado mantenimiento, es lo que está ahora llevando a que la producción allí también disminuya.
“La caída de la producción en el Oriente y Occidente del país, en los campos que producen estos tipos de crudo, es muy significativa”, comentó Fernández.
Previamente, los planes de expansión conllevaban a incrementar la producción del crudo extrapesado en la región sur del país haciendo uso de un sistema para mejorar la calidad del crudo.
Pero allí también se produce otro problema, comentó Jorge Piñón, director del Centro de Política de Energía y Medio Ambiente de la Universidad de Texas en Austin.
“El problema es que ellos tienen un cuello de botella en Venezuela porque los mejoradores no están funcionando. No se les ha dado el mantenimiento adecuado y los nuevos mejoradores que debieron ser construidos para ver procesar la nueva producción del Orinoco no se han construido”, comentó.
Y a ese descuido se le suma la falta de atención que sufren los campos tradicionales.
“Más de una tercera parte de su producción viene de los campos maduros convencionales, de donde sale la mayor parte del crudo liviano y mediano, y esos también tienen problemas porque la producción convencional tradicional está bajando también y eso es crítico para el país”, agregó Piñón.
Pese a contar con las mayores reservas de crudo del mundo, PDVSA ha estado comprando un volumen creciente de nafta pesada para mezclar con la extracción de crudo extrapesado de la Faja Petrolífera del Orinoco, su mayor región productora.
Estas mezclas se hacen para convertir el extrapesado en un producto exportable, en medio del declive de la producción local de crudos medianos y livianos que antes se usaban como diluyentes y de retrasos en la construcción de nuevos mejoradores que pueden cambiar la calidad del crudo.

Cosmo de La Fuente

23/08/14

Hola Italia # 7 Venezuela con Cosmo..emozione unica

L'emozione del Venezuela, il grande successo dell'amore si manifesta attraverso il programma Hola Italia. Guardiamo il settimo episodio.


13/08/14

Wille de Cuba y Cosmo de La Fuente: esta es la dictadura Venezolana y Cubana

In Italia si premia il Terrorismo


Certo che viviamo in un Paese strano: si elogiano le dittature come quella Chavista e Castrista, intitolando a loro giardini; si premiamo gli istigatori alla violenza come Gianni Vattimo che ha in più occasioni detto che bisogna armare Hamas per uccidere il più possibile gli israeliani arrivando a negare l'olocausto (forse non ha letto nemmeno un libro di Primo Levi) e il 25 di luglio è stato addirittura premiato.
Mah..che strano questo paese!
Bisognerebbe diffondere l'idea che le dittature, le tirannie e i terroristi sono da condannare e non da elogiare, perchè nessuno puà fare violenza su un altro essere umano. La mia parte italiana rifiuta categoricamente che Gianni Vattimo venga identificato come il Filosofo d'Italia.
Vedi questo articolo:
Ancona, Premio a Vattimo
insorge la Comunità ebraica
ANCONA - La comunità ebraica contro AdMed. Il premio a Gianni Vattimo indigna i tanti anconetani di origine ebrea. La comunità, partner della manifestazione insorge: «Se gli organizzatori manterranno il riconoscimento usciremo dal Festival».

È scontro. La comunità ebraica è esterrefatta per il premio, dopo le frasi choc pronunciate dal filosofo ed ex eurodeputato ai microfoni de “La Zanzara”. A proposito dei bombardamenti su Gaza, qualche settimana fa, Vattimo aveva detto: «Israele stato canaglia, nazista e fascista peggio di Hitler. Ci vorrebbero più morti israeliani».

Da il Messaggero
Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, aveva replicato: «Un concentrato delle più nefande illazioni. I veleni di Vattimo non solo ci disgustano ma saranno oggetto di un nostro approfondimento per un'adeguata reazione».

Una reazione che si replica ora ad Ancona, dopo l'annuncio che Vattimo sarà protagonista al Festival Adriatico Mediterraneo: a lui andrà il Premio 2014. «Siamo disorientati e allibiti - commenta il capo della comunità ebraica dorica Manfredo Coen - questo riconoscimento a Vattimo proprio non ce l'aspettavamo. È stato un fulmine a ciel sereno. Oggi contatteremo il direttore artistico del Festival per un confronto. Certo non possiamo obbligare gli organizzatori a fare dietrofront sull'assegnazione del premio, ma se verrà mantenuto è probabile che ritireremo la nostra partecipazione da AdMed».

AdMed è un evoluzione del Festival Klezmer e sin dalla prima edizione ospita una serata dedicata alle tradizioni dell'ebraismo. Causa Vattimo, quest'anno l'appuntamento potrebbe saltare. «Non possiamo accettare – prosegue Coen – che venga premiata una persona che fa proclami antisemiti, affermazioni che istigano all'odio, incitando alla violenza nei confronti dei civili israeliani».

Esprime tutto il suo sdegno anche Frida Di Segni, farmacista in pensione e scrittrice, sorella del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni: «Non ci posso credere. Ma come è venuto in mente agli organizzatori del Festival di premiare Vattimo? Al di là delle recenti esternazioni, nega la Shoah e l'esistenza dei campi di concentramento. Va bene andare incontro ai nemici, ma così è troppo».

Sbigottito Daniele Tagliacozzo, esponente della comunità ebraica, ex assessore ed ex consigliere comunale. «Il Festival è una manifestazione che da sempre ha offerto momenti d'incontro e di distensione - osserva - per sensibilizzare la pace tra i popoli. In passato abbiamo dato un segnale molto forte con il concerto di Noa che ha duettato con un gruppo palestinese. Ora invece si arriva a premiare una persona ostile nei confronti dello Stato di Israele, che istiga all'odio».

Che dicono ad AdMed? Il direttore artistico Giovanni Seneca: «Vattimo – afferma Seneca – è un filosofo che si è occupato del Mediterraneo. La sua presenza potrà diventare un momento di confronto sereno e costruttivo sul delicato tema della crisi mediorientale. Bisogna rispettare le posizioni di tutti».

Si schiera con Vattimo anche Moni Ovadia, che salirà sul palco il 4 settembre al Foro Annonario di Senigallia. «Vattimo – commenta l'artista ebreo – è un grande filosofo e se merita un premio per il suo contributo come intellettuale è giusto che lo ottenga. Le sue esternazioni non mi trovano d'accordo perché certe frasi che tirano in ballo Hitler non mi appartengono. Ma attenzione, lui non fa propaganda antisemita. Usa un linguaggio sbagliato per un valido motivo: condannare duramente la politica dello Stato israeliano, la dura oppressione sul popolo palestinese. Se la comunità ebraica di Ancona ritiene che Vattimo inciti all'odio e alla violenza si rivolga alle autorità giudiziarie. Sarà il Tribunale a giudicarlo».

Cosmo de la Fuente

12/08/14

Gianni Vattimo: distratto e confuso



Le dichiarazioni di Gianni Vattimo, il filosofo italiano, che vive a Torino e che ogni tanto rilascia interviste e dichiarazioni che sono una l’inverso dell’altra, anche oggi da La7 ha detto la sua. Ma andiamo per ordine. Non sono l’unico a pensarlo. Anche su ‘La Stampa’ ho letto il pezzo di Alan Dershowitz e devo dire che non si discosta dal mio.
Un omosessuale dichiarato, che dovrebbe lottare per l’eguaglianza e combattere la discriminazione, come può Elogiare l’operato di Chàvez che era omofobo? Un attimo di coerenza non starebbe male in un filosofo secondo me. Il desiderio di Comunismo, caro Vattimo, non deve cancellare la realtà dei fatti. Se veramente pensi che il chavismo abbia fatto del bene al Venezuela perché non ci fai un salto, senza la comodità di stare in Italia? Malafede? Disinformazione? Puro populismo? 
Intanto voglio anche riproporre il pezzo de La Stampa.
“Caro Vattimo, vai a Gaza o in Iran a sostenere i diritti dei gay”
“Appoggi quelli di Hamas, ma loro ti impiccherebbero per quello che fai e dici”

alan dershowitz
Gianni Vattimo, che è stato detto il più importante filosofo d’Italia, di recente ha dichiarato che vorrebbe «sparare a quei bastardi sionisti» definendoli «un po’ peggio dei nazisti». Gli è poi stato chiesto se gli sarebbe piaciuto vedere più israeliani uccisi e lui ha risposto: «Naturalmente». Ha detto che stava progettando di lanciare una raccolta fondi per acquistare razzi per Hamas così che quel gruppo anti-ebraico possa uccidere ancora più sionisti, intendendo gli ebrei israeliani. Ha poi esortato volontari europei a unirsi ad Hamas e combattere al suo fianco contro Israele, così come fecero i volontari contro Franco durante la Guerra Civile. 

È un crimine, secondo la legge americana e di diverse Nazioni europee, garantire sostegno materiale a gruppi designati come terroristici, e Hamas è uno di questi. Vattimo ha commesso questo crimine e gli potrebbe essere impedito di viaggiare negli Stati Uniti e in altri Pesi Paesi o potrebbe essere arrestato se andasse in Paesi che hanno nel loro ordinamento questo genere di leggi. Eppure può continuare a sputare il suo odio in Italia dove resta un personaggio ammirato.  

La sua critica feroce non è nemmeno semplicemente una conseguenza dei tragici eventi di Gaza. L’odio di Vattimo per lo Stato-nazione del popolo ebraico risale a molti anni addietro, persino a quando per due volte Israele ha offerto ai palestinesi un proprio stato. Vattimo è contrario alla soluzione dei due Stati e chiede invece la fine di Israele che ritiene come un «castigo» per la memoria dell’Olocausto. Si oppone pure ai «cacciatori di nazisti» e a coloro che vogliono mantenere viva questa memoria. 

Se Vattimo è davvero il più famoso filosofo italiano, mi dolgo per lo stato attuale della filosofia in una nazione che ha contribuito così tanto in quel campo nei millenni. Vattimo mi ricorda quei «cattivi maestri» - alcuni dei quali «eminenti» filosofi - che fornivano copertura accademica e giustificazione agli abusi fascisti di Hitler e Mussolini. È interessante, e forse rilevante, che Vattimo sia un seguace di Martin Heidegger, un filosofo che si unì al Partito nazista e diede una copertura al sue politiche anti-semite. Hamas, dopo tutto, è un’escrescenza dei Fratelli Musulmani, che sostennero attivamente Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale.  

È particolarmente interessante che Vattimo, che chiassosamente sostiene i diritti dei gay, abbia un tale odio per l’unico paese nel Medio Oriente che accorda gli stessi diritti agli omosessuali, e al tempo sia così schierato con Hamas che invece punisce gli omosessuali con la tortura e la morte. Evidentemente il suo odio per lo Stato-nazione del popolo ebraico è più radicato del suo sostegno ai diritti dei gay. 

Ecco quindi la mia sfida: 
Sfido Gianni Vattimo ad andare a Gaza, dove sarebbe certamente accolto a braccia aperte per il suo sostegno ad Hamas. Una volta lì, lo sfido a guidare una manifestazione a sostegno dei diritti dei gay, a esporre un cartello con le rivendicazioni dei gay, a esortare gli abitanti di Gaza a firmare una petizione che chieda uguaglianza per gli omosessuali.  

In Italia, Gianni Vattimo è apertamente gay e fiero di esserlo. Si è definito «gay, comunista, cattolico». Lo sfido quindi ad andare a Gaza con un partner e a dichiarare che intende esercitare il suo diritto a essere trattato con equità e lealtà con il suo compagno.  

Sappiamo tutti che cosa accadrebbe a Vattimo se ingaggiasse una qualsiasi di queste battaglie di libertà di parola o di azione. Sarebbe torturato e ucciso da Hamas. 
Se Vattimo ha paura di andare oggi a Gaza, lasciamolo andare in Iran. Era un ammiratore di Mahmoud Ahmadinejad e continua a sostenere la politica iraniana del «far sparire lo Stato di Israele dalle carte». Dovesse visitare il Paese che ammira così tanto, e dovesse pubblicamente proclamare il suo orientamento sessuale, sarebbe impiccato a una di quelle gru che i religiosi usano per essere sicuri che le famigerate dichiarazioni di Ahmadinejad – «non ci sono gay in Iran» – si avverino. Sarebbe pure attaccato se volesse difendere il comunismo, il cattolicesimo o qualsiasi altro «ismo» eccetto che l’anti-sionismo.  

Dovesse invece andare in Israele, sarebbe libero di sostenere apertamente Hamas e difendere e praticare la sua preferenza sessuale. Sarebbe anche libero di sostenere il comunismo, praticare il cattolicesimo e sostenere l’anti-sionismo.  
Sotto un aspetto, e forse solo in questo, la Gaza controllata da Hamas, l’Iran dei mullah e il democratico Israele sono esattamente identici: in tutti e tre i paesi ognuno è libero di condannare Israele e sostenere Hamas. 
Perché allora un cosiddetto intellettuale - e sedicente di sinistra - sostiene lui stesso e esorta altri a sostenere un gruppo terrorista omicida le cui radici affondano nel nazifascismo e le cui politiche negano uguaglianza a donne, gay, cristiani, atei e dissidenti. È perché ama Hamas o perché odia lo Stato-nazione del popolo ebraico così tanto da essere disposto a chiudere gli occhi sugli abusi dei terroristi che sostiene? 

La risposta sembra chiara. Gianni Vattimo non merita il nobile titolo di «filosofo». Dovrebbe essere chiamato per quello che è: un venditore di odio che applica standard diversi nel giudicare Hamas, Iran e Israele. 
Recentemente Vattimo si è scusato con un giornale israeliano (Haaretz) per aver detto che desiderava che più israeliani fossero morti, affermando di essere stato «provocato» dai conduttori della trasmissione in cui aveva fatto le sue dichiarazioni, ma ha ripetuto il suo paragone fra Israele e la Germania nazista e ha mantenuto la sua opinione che l’Europa dovrebbe fornire più armi letali ad Hamas, che naturalmente significherebbe la morte di un maggior numero di civili israeliani.  

Invito Gianni Vattimo ad accettare la mia sfida e a visitare Gaza e/o l’Iran piuttosto che continuare a predicare odio dalla sicurezza dell’Italia. 


Cosmo de La Fuente

06/08/14

No perdamos nuestra identidad - Venezuela -


A los hermanos Venezolanos que siguen con ataques y que me dicen que los invasores son los yankees, les quiero recordar que los que ahora nos han invadido son los Castros. Estoy consciente que es muy dificil aceptar que pudimos habernos equivocado luchando al lado de Chávez pero hay que hacerlo por el bien de nuestra Patria. Equivocarse es Humano. Admitirlo y cambiar de opinión es inteligente. Es necesario juntarse por el bien de todos. Tenemos que pensar a nuestro pasado para salvar el futuro de Venezuela. UNIDOS para no perder nuestra identidad.
Cosmo de La Fuente

Arepas : vincono il premio Miglior Colazione del Mondo


Voglio  far sapere che le nostre tradizioni, la nostra cucina, la nostra storia diventa sempre più presente per tutti. Ho parlato in Facebook di questo e ha ottenuto un grosso successo:
La Arepa venezuelana, che puoi vedere nella prima puntata di Hola Italia 
Occupa il primo posto tra le migliori prime colazioni del mondo, pubblicato a febbraio 2014 nel Blog Thrillist, specializzato in viaggia, cibo e bevande internazionali.
Non lo sapevi? Ora lo sai!
Maracaibo (EntreSocios).- La arepa venezolana ocupa el primer puesto de los mejores desayunos del mundo, publicó recientemente el blog Thrillist, especializado en viajes, comidas y bebidas internacionales.
La protagonista del desayuno, almuerzo o cena del venezolano es “coronada” por su versatilidad pues “su relleno puede ser de queso, mantequilla, distintos tipos de carnes, pollo, huevo, aguacate, chorizo, que garantizan que estarás satisfecho el resto del día hasta la cena…”, escribió Adam Lapetina, articulista del sitio.

No es la primera vez que reconocen internacionalmente a la arepa venezolana, pues el 23 de marzo de 2011 fue acreedora de un Record Guinnes por la confección de la arepa más grande del mundo por parte de Empresas Polar, en Caracas, utilizando para su elaboración uno de sus productos bandera, la Harina de Maíz Precocida Harina P.A.N. en el marco de la celebración de los 50 años de la marca y los 70 años de Empresas Polar. Se requirieron de 230 kilogramos de harina, sal, aceite y 420 litros de agua para lograr una mezcla de 683 kilogramos y obtener como resultado 493,2 kilogramos de arepa perfectamente cocida y lista para comer luego de 50 minutos de cocción. El récord fue ratificado por el adjudicador oficial del Libro Guinness de los récords, Ralph Hannah, quien saboreó la arepa e hizo oficial la nueva marca.

Si quieres ver el primer episodio, y las arepas aqui el enlace
https://www.facebook.com/photo.php?v=770594382958895&set=vb.766403163378017&type=2&theater


Beh!
Provare per credere ragazzi.
Buon appetito
Cosmo