9/16/16

Verolanuova: il sorriso di Luca fa il tutto esaurito




Il 24 settembre tutti a Verolanuova per “Una voce per un sorriso”

L’evento  in pochi giorni dall’annuncio ha già fatto il tutto il tutto esaurito
Presentatori dello show, che si svolgerà il 24 di settembre a Verolanuova (Brescia), due personaggi molto amati dal pubblico italiano e internazionale: l’ex regina di bellezza e giornalista venezuelana Carmen Maria Montiel e l’artista e scrittore italo venezuelano Cosmo de La Fuente.  Il concerto, prodotto e curato da  My Way Events di Houston, ha fatto il tutto esaurito.

Dedicato a Luca Rossetti, scomparso  a soli dieci anni a causa di un tumore, un bimbo che amava cantare e ballare. La mamma Claudia, il papà Mario e la sorella Anna hanno voluto ricordarlo con questo evento e insieme all’amica Sabrina Di Mauro hanno dato vita a una kermesse a cui parteciperanno artisti di grande livello,  noti a livello internazionale. Da Houston è giunta in Italia, anche Patricia Sosa della My Way Events, azienda produttrice di spettacoli ed eventi in Texas. 

Artisti del calibro del soprano Irasema Terrazas, del tenore messicano Dante Alcalà,cantanti e ballerini tutti bravissimi per  uno spettacolo ricco di musica, tradizioni e solidarietà.


Il vero protagonista, nella mente e nel cuore di tutti i presenti, sarà proprio Luca. L’intero ricavato della serata sarà completamente devoluto all’associazione “Amico di Valerio” e finanzierà la ricerca sui tumori celebrali infantili all’Ospedale Meyer di Firenze, dove luca è stato in cura. 

Paolo Caruso
Mediacontact Communications

9/9/16

Lavoro a Milano e Verona

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9/3/16

I Venezuelani in Italia fanno sentire la loro voce





Giovedì 1 settembre un milione di persone hanno partecipato alla Toma de Caracas capitale del Venezuela, organizzata dagli oppositori del presidente che ormai è considerato un vero e proprio dittatore  Nicolás Maduro per chiedere le sue dimissioni. Sono in molti a sostenere che si tratta della più grande manifestazione che ci sia stata in Venezuela; non sono mancati momenti di tensione con la polizia, che ha in parte ostacolato il corteo e che si è scontrata con alcuni sporadici gruppi di violenti tra i manifestanti. La manifestazione, comunque, è stata per lo più pacifica.

Ormai il 90% dei venezuelani sa che Maduro è  il responsabile della profonda crisi economica che sta interessando il paese, per questo chiedono il suo allontanamento e nuove elezioni. La manifestazione è stata organizzata per contestare la recente scelta della Commissione elettorale di rinviare un referendum che potrebbe ridurre la durata della presidenza di Maduro. Occorre ricordare che il CNE, che si occupa delle elezioni è nelle mani del partito del governo, quindi funge da segreteria di Maduro.  Le opposizioni finora hanno raccolto circa 200mila firme, pari all’1 per cento di quelle degli aventi diritti al voto nei 24 stati che formano il Venezuela. Ora chiedono alla Commissione di potere procedere con la seconda fase della petizione, nella quale sono previsti tre giorni di tempo per raccogliere il 20 per cento delle firme degli aventi diritto al voto, circa 4 milioni di persone, per avere i numeri necessari per chiedere un referendum per la rimozione del presidente. Alla consultazione vera e propria, le opposizioni dovranno ottenere più voti di quanti ne ottenne Maduro quando fu elettro presidente nel 2013, quindi più di 7,59 milioni.

Il CNE  perde tempo, facendo in modo di ritardare l’avvio della seconda raccolta di firme. Le opposizioni chiedono di essere ascoltate e di potere esercitare il loro diritto di organizzare un referendum, per far terminare prima la presidenza di Maduro. Se il referendum sarà indetto prima del 10 gennaio 2017, si dovranno tenere subito nuove elezioni, che le opposizioni confidano di vincere. Se invece si arrivasse a un referendum dopo quella data, il mandato presidenziale sarebbe già entrato negli ultimi suoi due anni e in questo caso la legge prevede che tocchi al vicepresidente (che sta con Maduro) proseguire con il governo del paese nel caso di una vittoria delle opposizioni alla consultazione, fino al 2019.
In Venezuela molti beni primari  non si trovano più. Il governo ha tagliato la fornitura di elettricità e le città soffrono continui blackout e funzionano solo poche ore al giorno (anche l’orario lavorativo dei funzionari pubblici è stato limitato a poche ore giornaliere, per risparmiare sull’energia). Gli ospedali cadono a pezzi: non sono più riforniti regolarmente di medicine, visto che il ministero della Sanità ha smesso di distribuirle per mancanza di soldi, spesso i pazienti non hanno nemmeno un posto letto e il personale medico è costretto a lavorare senza alcune delle garanzie sanitarie minime, come l’uso dei guanti. Sempre più venezuelani si sono rivolti al mercato nero per recuperare medicine, cibo e altri beni di prima necessità, ma i prezzi sono saliti moltissimo diventando irraggiungibili per molti.Tra i problemi che stanno affrontando i venezuelani, se n’è aggiunto di recente uno molto grave e preoccupante: la diffusione della malaria. A causa del collasso dell’economia e dell’inflazione altissima, molti venezuelani della classe media – circa 70mila – hanno cominciato a fare un secondo lavoro, spesso nelle miniere in mezzo alla giungla, dove è più facile contrarre la malaria. 
Negli anni Sessanta il Venezuela era stato il primo paese del mondo a debellare la malaria, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità; oggi la malaria si sta diffondendo di nuovo non solo nelle in tutto il paese.
Come se non bastasse, nel paese vige una delinquenza selvaggia sostenuta dal governo che porta il Venezuela tra i primi posti nella classifica dei paesi più violenti al mondo, mentre nella classifica delle città è Caracas a detenere il primato con i suoi oltre 30.000 omicidi all’anno.
Anche i venezuelani sparpagliati in tutto il mondo hanno voluto far sentire la propria voce per appoggiare la revoca del presidente e recuperare la libertà del paese. Il 2 e il 3 di settembre si sono riuniti i venezuelani residenti alcune città italiane: Roma, Milano, Venezia, Torino e Napoli.  Per recuperare un paese che ha tutte le carte in regola per tornare ad essere il più ricco e avanzato dell’America latina. Occorre mettere in libertà i troppi prigionieri politici, tra cui il Sindaco di Caracas Antonio Ledezma e Leopoldo Lopez leader dell’opposizione e vittima di un  processo viziato da gravi irregolarità si è concluso con una pena severissima.
Gli italo-venezuelani lamentano anche che la stampa italiana non  prende in considerazione il dramma del paese sudamericano, atto gravissimo dal momento che il paese è in piena crisi umanitaria.
Maduro resta indifferente all'agonia del paese e finge di non sapere che quasi il 90% dell'elettorato non ne può più di lui, arrivando persino a colpire di persona i manifestanti, come è accaduto ieri in una cittadina dell'isola di Margarita, dove è sceso dall'automezzo che lo stava trasportando per un comizio, ha dato vita a una scazzottata ferendo alcune persone che lo contestavano tra cui casalinghe esasuste dalla totale carenza di cibo. Si è diffusa la convinzione che abbia realmente perso la testa e che per questo non accetti di non essere gradito al popolo. Infischiandosene della Costituzione e facendosi delle leggi ad personam approvate dal TSJ Tribunal Supremo de Justicia i cui componenti sono stati scelti proprio da lui dalla sera alla mattina.

@Cosmodelafuente

8/25/16

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7/8/16

Una vita per una vita

Una vita per una vita

È strano  pensare che nei rapporti con un figlio dovresti essere la parte forte, quella che a volte si impone, pensando di farlo per il bene ovvio, ma in realtà sei sempre la parte più debole. Vivi per un figlio, quel figlio ti vede come un idolo finché qualcosa cambia. Magari anche tu sbagli qualcosa, certo, nessuno è perfetto. 
Pensi  che tu perdoneresti qualsiasi parola, qualsiasi sgarbo o, addirittura, un peccato di tuo figlio, perché è parte di te.

L’amore di un genitore è infinito. Un genitore soffre in silenzio. Accetta i colpi bassi per un figlio. Improvvisamente non sei nulla e cosa fai?
Ti metti in un angolo e speri che tuo figlio sia ugualmente sereno. Che stia bene anche senza di te, che viva felice malgrado ti abbia messo da parte.
 Vivi nel ricordo di quando eri il suo idolo. Vivi nel ricordo delle piccole cose vissute insieme a lui. Sei sempre dalla sua parte. Sempre e comunque.

Sei sempre dalla sua parte, anche se il dolore che ti causa dipende da lui, ma gli dai ragione…sempre. Bocconi acidi, amari, che scottano...ma è tuo figlio.

Sacrifichi la tua vita per il bene della sua vita. Hai sopportato persone nemiche, con cui sei vissuto. Non puoi accettare l'inimicizia di un figlio. Mai.
Ma è tuo figlio. Ovunque si trovi. Ovunque ti trovi.


Una vita per una vita.

@cosmodelafuente

7/5/16

Un amore chiamato TORINO


La pagina con Torino in diretta!
La prima capitale d'Italia diventa protagonista.
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ne vedrai delle belle!



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María Corina Machado emisario Venezolano para hablar con EEUU





Maduro  propuso que Estados Unidos nombre un emisario para hablar de la crisis y darle “una oportunidad a la paz”. Quiere hablar de derechos humanos, crisis y paz. Disculpa Maduro pero las amargas carcajadas salen sin querer, oyéndote hablar de Derechos Humanos y paz.
En un discurso, Maduro hizo un llamado al gobierno estadounidense para que se reúna con su gobierno y UNASUR para hablar de la crisis que se dice vive Venezuela.
-"QUE SE DICE" - ????  no Maduro, no 'se dice', es la REALIDAD de nuestro país, NUESTRO de los Venezolanos, no tuyo. 

Estaría de acuerdo con que se inicien contactos con Estados Unidos "al más alto nivel" y listo para reponer las relaciones "a nivel de embajadores" al confirmar que quiere dialogar con el país norteamericano, pero "con respeto" y "sin imposiciones". De verdad eres còmico también hablando de 'respeto'.



Yo creo que el respeto no puedes exigirlo, estamos hablando de tu dictadura, de tu genocidio, de tu violencia brutal hacia los ciudadanos inermes,  hambrientos y sin medicinas. 
"Yo le propongo al secretario (de Estado de EEUU) John Kerry, vamos a designar embajadores", dijo Maduro durante un acto en el palacio presidencial de Miraflores transmitido por radio y televisión.  

Entonces, a ver ¿Quién podría ser el emisario esta vez? No nos digas Delcy Rodríguez, ya conocida por cruel, infame y mentirosa. Un emisario correcto y respetuoso, por parte de Venezuela seguro no lo vas a conseguir entre los narcotraficantes de la oposición. Te ayudo, yo vería muy bien a Maria Corina Machado. ¿Qué te parece?