giugno 02, 2020

Trump's video censored by twitter. The whole truth! #Video included!











The censored video posted by a Twitter user and shared bu Donald Trump is a very clear denunciation. The whole truth that they don't want to be known.

El video censurado publicado por un usuario de Twitter y compartido por Trump es simplemente una denuncia bien clara.
Toda la verdad que no quieren que se sepa.
Lo que tienen planeado los izquierdistas del mundo.

maggio 28, 2020

I pomeriggi a Caracas [Aquellas tardes en Caracas]




I pomeriggi a Caracas
Tratto dal libro “Ancora una volta ho perso il treno”

Verso le 16 mi sedevo in terra, nel giardino del patio di casa, il sole era caldo e a volte soffiava una leggera brezza che faceva ondeggiare leggermente e monotonamente le foglie delle piante che erano cresciute audaci al clima tropicale. Il sole accecante mi costringeva ad arricciare il naso, erano momenti di semplice serenità che non posso dimenticare.
Da lontano la musica arrivava a colorare quei pomeriggi che non avevano niente di particolare e che non sapevo sarebbero rimasti nella mia mente per sempre.
Quante volte ho ricordato quei momenti ...Moltissime, ogni volta che sentivo la rabbia  impadronirsi di me. Quando il male mi costringeva a letto, lontanissimo da Caracas, migliaia di km, il mio ricordo andava a quei momenti lontani ma presenti.
Il profumo dei fiori esotici mi ipnotizzava e capivo di essere un’umile creatura nel posto più recondito della Terra.
Quando mi ritrovai in Italia, nell’ombelico del mondo, dimenticai quei pomeriggi e non sapevo che presto quel semplice ricordo sarebbe ritornato fortissimo a rammentarmi di essere una piccola e insignificante creatura.
Viaggiai molto, partendo da Milano andai in America e poi in Oriente e tornai ancora in Italia, ma inconsciamente udivo il richiamo di quel patio tranquillo dove le foglie ondeggiavano stanche.
Solo una volta decisi di andare a visitare quella zona del mondo che si chiama ‘Canaima’, in Venezuela, quel posto mi trasmise l’impotenza e la piccolezza di ogni essere umano. Cosa importava cosa stessero facendo i grandi del mondo mentre passeggiavo e mi inerpicavo nella foresta amazzonica. Ero solo e sicuramente in quella zona non sarebbero cadute bombe dal cielo, certamente no.
A Caracas lavorava Chávez, in qualche modo ci stava ingannando ma come saperlo in anticipo? Soprattutto cosa importava in quel momento? Quanti anni vissuti chiusi nella gabbia di una vita stilata dal resto del mondo. La scuola, il lavoro, il matrimonio e poi trovarsi soffocati in un vortice di cose tutte sempre uguali.
Che bello tornare ad essere un ragazzo di strada, un po’ di musica vicino alla fontana del paese, due passi e lavorare per tirare avanti. La voce amica dei campesinos oppure dei miei compagni d’avventura giornaliera, dalle favelas ai grattacieli del este.
A cosa serve lottare per avere molti soldi? Aspettare  il Natale a Caracas, quando le donnine cominciavano a preparare le ‘hallacas’ e quando le minitiendas si vestivano a festa per mostrare ai turisti gli oggetti dell’artigianato locale.
Meglio calpestare la sabbia figlia del corallo, nella solitudine più assoluta e nella sicurezza di non sentirsi nessuno, niente di niente. Umile spettatore dello spettacolo fermo della natura, e se in quel preciso istante arrivasse la fine del mondo sarei pronto ad entrare nel mio mare per sparire per sempre.

Le palme ondeggianti delle spiagge si presentavano all’improvviso, dopo l’ultima curva a bordo della vecchia macchina americana di papà ed eccole tutte in fila, spettinate e allegre, quando papà ci portava al mare.
Capivo che la zona dei bagni era vicina perché cresceva il numero di quei modesti spacci dove si vendevano enormi blocchi di ghiaccio da mettere nei grossi refrigeratori portatili in modo da tenere fresche le nostre bevande per tutto il giorno. La spiaggia era di quelle popolari, niente di speciale ma era la mia spiaggia, il mio mare verde smeraldo.
Di sera tornavamo a casa, eravamo sporchi di sabbia e un po’ bruciati dal sole, non c’erano le docce su quella spiaggia, non era un centro turistico per ricchi ma solo il mar dei Caraibi più popolare e popoloso.
Papà era semplice nei suoi gusti, un italiano e insieme alla mamma erano diventati una specie di miscela italo venezuelana.
Che bella era la mia vita di bambino in Venezuela. Ascoltando i racconti degli amici di famiglia, mi ero fatto la mia idea di come fosse l’Italia e desideravo molto trasferirmici, quando questo accadde mi considerai la persona più fortunata del mondo, ma questa allegria durò poco, miscelandosi alla nostalgia.
Passeggiando per la avenida San Martin mi capitava di vedere i chioschi dove venivano stritolate le canne da zucchero, veniva utilizzato una sorta di torchio, si ricavava il dolcissimo succo che, insaporito e aromatizzato da qualche goccia di limone tropicale, diventava un bevanda deliziosa.
La domenica sera la vivevamo in una specie di scena italiana caricaturizzata, si cenava con amici italiani e poi tutti insieme, genitori, figli e nonni, si andava a mangiare il gelato ‘italiano’ in una gelateria italiana nella zona più italiana di Caracas. In quel momento mi sentivo diverso, ero italiano ma sapevo che all’indomani sarei ritornato criollo.
Dove sei papà? Perché non mi prendi ancora per mano e mi porti sulla tua vecchia auto dove mi scioglievo dal caldo? Aspetto ancora la fine di ogni mese, quando mi accompagnavi dal barbiere italiano per farmi tosare come piaceva a te.
Spero di tornare a Caracas e, malgrado tu non ci sia più, vorrei ritrovarti nell’aria, nel profumo dei fiori, dietro ad un vetro rotto di una casa qualunque di San Martin, sulla bocca della gente che mi racconta di te. Andrò con mamma al mercato come quando ero piccolo e, mentre ci avventureremo tra le bancarelle speziate, ti penseremo intensamente. Abbiamo bisogno della tua guida oggi più di ieri, ripeterò a voce bassa la frase che mi hai detto in sogno: ‘siamo gli uomini del coraggio’. Tornerò in quel patio a sentire il venticello caldo che fa ondeggiare le foglie.

[Ancora una volta ho perso il treno – Cosmo de la Fuente]



---------
Aquellas  tardes en Caracas.


Alrededor de las 4 de la tarde, me sentaba en el suelo, en el jardín del patio de la casa, el sol estaba tibio y a veces soplaba una ligera brisa que hacía que las hojas de las plantas que se habían vuelto audaces en el clima tropical se balancearan de forma leve y monótona. El sol cegador me obligaba a arrugar la nariz, eran momentos de simple serenidad que no puedo olvidar.
Desde lejos, la música coloreaba esas tardes que no tenían nada en particular y que no sabía que permanecerían en mi mente para siempre.
Cuántas veces he recordado esos momentos ... Muchas, cada vez que sentía la ira apoderarse de mi. Cuando el mal me obligó estar eb la cama, muy lejos de Caracas, a miles de kilómetros, mi memoria iba a esos momentos distantes pero presentes.
El aroma de las flores exóticas me hipnotizaba y entendía que era una criatura humilde en el lugar más escondido de la Tierra.
Cuando me encontré en Italia, en el ombligo del mundo, olvidé esas tardes y no sabía que pronto ese simple recuerdo volvería con mucha fuerza para recordarme ser una criatura pequeña e insignificante.
Viajé mucho, llegué a Milán, fui a América y luego al Oriente y regresé nuevamente a Italia, pero inconscientemente sentía la llamada de ese tranquilo patio donde las hojas se balanceaban cansadas.
Solo una vez decidí ir a esa zona del mundo llamada Canaima en Venezuela, ese lugar me transmitió la impotencia y la pequeñez de todo ser humano. ¿Qué importaba lo que estuvieran haciendo los grandes del mundo mientras caminaba por la selva amazónica? Estaba solo y ciertamente en esa área las bombas no habrían caído del cielo, claro que no.
Chávez trabajaba en Caracas, de alguna manera nos engañaba, pero ¿cómo saberlo de antemano? Sobre todo, ¿qué importaba en ese momento? Cuántos años viví encerrado en la jaula de una vida elaborada por el resto del mundo. La escuela, el trabajo, el matrimonio y luego encontrarse sofocado en un vórtice de cosas que siempre son lo mismo.
Qué agradable volver a ser un chico de la calle, un poco de música cerca de la fuente del pueblo, dos pasos y un simple trabajo para sobrevivir. La voz amistosa de los campesinos o de mis compañeros de aventura diarios, desde las favelas hasta los rascacielos del este.
¿De qué sirve luchar por mucho dinero? Esperando la Navidad en Caracas, cuando las mujeres comenzaban a preparar las 'hallacas' y cuando las minitiendas se vestían para mostrar a los turistas los objetos de artesanía local.
Es mejor pisar la arena hija del coral, en absoluta soledad y en la seguridad de no sentirse  nadie, nada en absoluto. Humilde espectador del inmóvil espectáculo de la naturaleza, y si en ese preciso momento hubiera llegado el fin del mundo, habría estado listo para entrar en mi mar y desaparecer para siempre.

Las palmeras oscilantes de las playas aparecían repentinamente, después de la última curva a bordo del viejo auto estadounidense de papá y ahí estban todas juntas, despeinadas y alegres, cuando papá nos llevaba a la playa.
Comprendía que el área del baño estaba cerca porque la cantidad de los modestos puntos de venta crecía, donde se vendían enormes bloques de hielo para colocarlos en grandes refrigeradores portátiles para mantener nuestras bebidas frescas todo el día. La playa era popular, nada especial, pero era mi playa, mi mar verde esmeralda.
Por la noche nos íbamos a casa, sucios de arena y un poco quemados por el sol, no había duchas en esa playa, no era un centro turístico para los ricos, sino solo el mar Caribe más popular y poblado.
Papá era simple en sus gustos, un italiano y, junto con mi madre, se habían convertido en una especie de mezcla italiana venezolana.
Qué hermosa fue mi vida de niño en Venezuela. Al escuchar las historias de amigos de la familia, tuve mi idea de cómo era Italia y realmente quería conocerla, cuando esto sucedió me consideré la persona más afortunada del mundo, pero esta alegría no duró mucho, mezclándose con la nostalgia.
Caminando por la avenida San Martín, observaba los quioscos donde se trituraban las cañas de azúcar, se usaba una especie de prensa, el resultado era el jugo muy dulce que, aromatizado por unas gotas de limón tropical, se convirtía en una deliciosa bebida.
El domingo por la noche lo vivíamos en una especie de escena italiana caricaturizada, cenábamos con amigos italianos y luego, todos juntos, padres, hijos y abuelos, a comer helado 'italiano' en una heladería italiana en la zona más italiana de Caracas. En ese momento me sentía diferente, era italiano pero sabía que al día siguiente volvería a ser Criollo.
¿Dónde estás, papá? ¿Por qué no me tomas de la mano y me llevas con tu viejo auto donde me derritía por el calor? Todavía espero el final de cada mes, cuando me acompañabas al barbero italiano para que me cortaran el pelo como tú querías.
Espero volver a Caracas y, aunque ya no estás allí, me gustaría encontrarte en el aire, en el aroma de las flores, detrás de un vidrio roto de una casa común de San Martín, en la boca de las personas que me hablan de ti. Iré con mamá al mercado como cuando era niño y  nos aventuraremos entre los puestos picantes del mercado, pensaremos en ti intensamente. Necesitamos tu guía hoy más que ayer, repetiré en voz baja la frase que me dijiste en un sueño: "somos los hombres del coraje". Regresaré a ese patio para sentir la brisa cálida que hace balancearse las hojas.

[Cosmo de la Fuente – extracto del libro : “Ancora una volta ho perso il treno”]



maggio 27, 2020

Cesar Huanca entrevista a Cosmo de la Fuente - Radio Neura - CHILE











Conversación  Cosmo de la Fuente y César Huanca por Radio Neura de Chile.

- Covid-19, situación en Italia y en Venezuela.
- Cómo el Covid-19 empeoró el drama humanitario en Venezuela.
   La imposibilidad de los venezolanos a respetar el lockdown, que por cierto es muy útil  
   al régimen.
- Política y cohabitación: ¿Qué está pasando en Venezuela?


Roberta Della Penna
 familiafutura.com 



Contacto Cosmo
carlos.cosmo.gulli@gmail.com





















maggio 21, 2020

Carestia, blackout continui, senza benzina, acqua e cibo, il Venezuela non bada alla pandemia e torna al baratto



È comprensibile che nelle numerose zone più povere delle città venezuelane, la maggior preoccupazione della gente è quella di procurarsi il cibo per nutrire la propria famiglia. Ormai, in Venezuela, si ricorre al baratto ma, per poterlo esercitare occorre stare in strada. Il venezuelano comune deve scegliere se rischiare il contagio o morire di fame.

Il baratto si è sentito dopo il 2013, anno in cui gran parte dei prodotti di base ha iniziato a scarseggiare e in cui la persona che aveva prenotato un prodotto ha cercato di scambiarlo con altre persone per qualcosa di cui avrà bisogno.


Un caso, come milioni di altri, lo racconta “Voice of America”.  Nella casa di Raiza García vivono dieci persone, inclusi figli e nipoti. La sua maggior preoccupazione è la mancanza di soldi per acquistare gli alimenti, mentre la pandemia passa in secondo piano. Raiza racconta: “ per preparare il pranzo, oggi ho scambiato quattro banane per un pacchetto di farina di mais per prepare arepas, non possiamo più nemmeno comprare una dozzina di uova”.
"In questi momenti, in cui tutti hanno paura e nessuno vuole permetterti di entrare nella loro casa per paura dell’infezione, la vita è diventata più difficile per noi e ogni giorno l'alto costo della vita ci impedisce di più".
Ogni giorno c’è un prezzo diverso. Risparmi per comprare domani e domani e non puoi non puoi acquistare, perché il costo è triplicato.
Come se non bastasse la crisi umanitaria che da anni attanaglia il paese,  saccheggi e proteste per l'aumento dei prezzi alimentari e la carenza di benzina. Uno dei paesi con le maggiori riserve al mondo è in ginocchio per la mancanza di benzina. Una triste realtà difficile d’accettare.
L'acuta crisi di cui il Venezuela stava già soffrendo è stata aggravata dalla carenza di benzina e acqua oltre al confinamento con cui il governo Nicolás Maduro cerca di contenere la diffusione del virus, ma che in realtà nasconde sempre lo stesso progetto: azzittire le proteste.  Il dittatore conosce perfettamente la situazione e il disagio, eppure sorvola sulla necessità della popolazione.
Pertanto, secondo i resoconti dei media locali, sono stati segnalati saccheggi e rivolte nelle città di Machiques (stato di Zulia), Los Teques e Santa Lucía (Miranda), Manzanillo (Nueva Esparta) e Cumaná (Sucre).  La fuga dei venezuelani dal loro paese è giustificata dalla ricerca di una normale qualità della vita, in fuga da una dittatura opprimente.
Il pericolo assume carattere internazionale.  La caparbietà di Nicolás Maduro di rimanere al potere ha moltiplicato le tensioni non solo in Venezuela ma in tutto il mondo. Negli ultimi giorni c'è stata un'escalation delle dichiarazioni sia degli Stati Uniti che della Russia e dell'Iran. Minacce, avvertimenti e movimenti militari sembrano lasciare alle spalle un atteggiamento passivo che aveva dominato tra gli alleati e gli avversari del regime Chavista.
Gli avvertimenti di Washington a Teheran, le confutazioni del governo islamico e la convocazione di Mosca del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sono gli ultimi sviluppi che rendono il Venezuela il terreno di scontro tra Stati Uniti, Cina, Russia e Iran.
Sostegno a "narco-dittature"
Il capo del Comando meridionale degli Stati Uniti, ammiraglio Craig Faller, ha avvertito che Cina, Russia e Iran cercano, in mezzo all’emergenza per la pandemia di COVID-19, di "riscrivere l'ordine mondiale" attraverso "narco-dittature" come quella di Nicolás Maduro in Venezuela.

L'ammiraglio ha fatto riferimento alle cinque petroliere iraniane giunte con pezzi di ricambio ed energia ai porti venezuelani per tentare di riprendere le attività delle raffinerie paralizzate a causa della mancanza di manutenzione e del deterioramento della gestione del PDVSA. Faller ha avvertito che le navi da combattimento statunitensi sono attive e vigili nei Caraibi contro il narcoterrorismo.
"Il regime di Maduro ha il sostegno della teocrazia iraniana e dei suoi ayatollah", ha avvertito l'ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, che martedì ha chiesto di reprimere l'Iran per aver sfidato le campagne di massima pressione statunitensi contro Maduro.
Il sostegno di Teheran a Caracas è stato recentemente circondato da scandali per i rapporti pubblicati sui principali media secondo cui il regime di Nicolás Maduro ha consegnato 9 tonnellate di oro dalle riserve internazionali all'Iran in cambio di un aiuto per riparare le raffinerie la cui tecnologia sconosciuto.
Il Venezuela protagonizza un brusco calo nella produzione di petrolio e derivati. Le raffinerie hanno preso fuoco e i pozzi sono stati resi inutili a causa di un malfunzionamento, ma soprattutto per il degrado a cui sono state abbandonate dall’incompetenza del regime che, finora, ha preferito sostentarsi dal narcotraffico internazionale.
Per la cattura di Nicolás Maduro, gli Stati Uniti offrono una ricompensa di $ 15 milioni e $ 10 milioni per molti dei suoi massimi funzionari. Sono tutti accusati di traffico di droga, terrorismo, riciclaggio di denaro, violazione dei diritti umani e crimini contro l'umanità, tra gli altri crimini.
Intanto i cittadini venezuelani, che certo non hanno il tempo di occuparsi di geopolitica perché, come già detto, è alla ricerca disperata di cibo e acqua, vivono nella disperazione. 
L’impossibilità di spostarsi, causato per la mancanza di benzina, rende problematico ai dializzati e a chi deve usufruire trattamenti chemioterapici, di raggiungere ambulatori e ospedali.
Un tassista, che ha preferito non identificarsi per paura di ritorsioni, racconta che per una settimana è stato in fila per fare rifornimento di carburante e che non si muoverà fino a raggiungere l'obiettivo. "Ci hanno affamati, sudore e lacrime", ha detto. Si arriva a 30 ore di coda.
La polizia nazionale – al servizio di Maduro – detiene una sorta di traffico della benzina. La poca disponibile la tiene per sé, scavalcando le interminabili code e, se ne resta un po’, la vendono a pressi insostenibili. Non si dimentichi che uno stipendio medio venezuelano è di 5$ al mese e un litro di benzina, venduta a oltre un dollaro, è una spesa che quasi nessuno potrebbe sostenere.
Come si può ancora parlare di negoziati e dialoghi con una tirannia che ha dichiarato guerra al popolo? Come si fa da una parte criticarne il modus operandi e –sottobanco- stringere affari con questi personaggi nefasti. Parrebbe che non ci sia una reale volontà di aiutare un popolo disperato.
Come si fa a non essere radicali di fronte a tante ingiustizie?

@cosmodelafuente  (Twitter)

Fonti:

maggio 18, 2020

Merlo e Di Maio: conflitto di interessi o soltanto pasticcio all'italiana? Minacce al giornale "Gente d'Italia".


Sempre più scomoda la posizione di Ricardo Merlo, senatore del governo italiano per il MAIE, Movimento Associativo Italiani all'Estero, partito politico da lui fondato nel 2007. Molto abbiamo sentito parlare di lui, anche per l' ospedale italiano aperto a Caracas, di cui ora non sia più nulla. 
Dietro alle varie iniziative, spesso sostenute da Di Maio e dal Ministero degli Esteri, vi potrebbero essere dei conflitti di interesse che chiarirebbero i nostri dubbi e sarebbero la risposta alle nostre domande legittime, visto che si tratta di Amministrazione Statale.
Ma andiamo per ordine.

Nel mese di marzo mi sono giunte delle segnalazioni sia dall'estero che dall'Italia riguardo il conflitto d'interessi che protagonizzerebbero il lavoro di Ricardo Merlo ma non  il "lasciapassare" di Di Maio, il pentastellato Ministro degli degli Esteri che, tra l'altro, non avrebbe assegnato deleghe importanti, tra cui quella per i rapporti con l'America latina. 
Perchè? Una domanda che aspetta risposte, poiché i sospetti sono parecchi.
L'articolo a cui si fa riferimento è il seguente

L'articolo che ha allertato.

Non si parla solo delle deleghe "curiosamente" trattenute da Di Maio per favorire -forse- Paesi come il Venezuela e l'Iran, ma che avrebbe (il condizionale è d'obbligo) favorito, in fretta e furia, la concessione per costruire un INUTILE NUOVO consolato italiano in Uruguay, in piena emergenza pandemia con un bando pubblico lampo e molto sospettoso.
Si parla di conflitto di interessi in cui sarebbe coinvolto Merlo. Proprietario di aziende costruzioni in Argentina (evidenze nell'articolo).
A questo si sono succeduti altri articoli, tra cui quello di Libero Quotidiano per i quali la redazione di "Gente d'Italia" ha ricevuto minacce e denunce (vedi link a fondo pagina).
Perché non chiarire?
Cos'ha da dire Di Maio? 
Consci della simpatia del M5S per i dittatori sudamericani, si teme che oltre ai citati conflitti d'interesse e giro di molti soldi, ci sia una grande volontà di favorire il castrochavismo di Maduro anche in Italia. 
La libera informazione non può essere minacciata anche se, negli ultimi tempi, si tenti di azzittirla anche in Italia. In un modo o nell'altro tutto si viene a sapere e da chi lotta per informare, sarà costantemente denunciato all'opinione pubblica.
Andrea Delmastro, di "Fratelli d'Italia preoccupato", si dischiara preoccupato e ha inoltrato un'interrogazione per esigere risposte e chiarire questa faccenda che non va assolutamente sottovalutata.
Tra l'altro occorre - anche-  capirne di più sull'ospedale "per italiani" aperto a Caracas di cui non si parla più e il cui sito è congelato a febbraio 2020.
Da un semplice articolo in cui si esponevano dei dubbi e si facevano delle legittime domande, ritenute scomode, gli intoccabili (secono il Secolo il Secolo d'Italia) non offrono risposte.



@cosmodelafuente

Link informazioni su questo argomento


1) Gente d'Italia

2) Libero Quotidiano






maggio 06, 2020

Venezuela, il dramma dei bambini, tra denutrizione, separazione dai genitori e delinquenza dilagante



                      Quasi un milione di bambini venezuelani soffrono l’abbandono a causa della separazione dai propri genitori che sono emigrati in cerca di una vita migliore.
Milioni di venezuelani hanno lasciato il Paese alla ricerca di una migliore qualità della vita.
Molti di loro sono stati costretti a lasciare i propri figli, in alcuni casi, senza una  data di ricongiungimento. Cecodap (Centros Comunitarios de Aprendizaje) si raccomanda di chiedere supporto agli specialisti per evitare traumi ai minori.
                     Questa storia si ripete nelle case di milioni di venezuelani che hanno lasciato il paese.
Costretti a lasciare i loro figli a casa, sotto la cura di nonni, zii, fratelli. Senza una data di ricongiungimento stabilita e con la nostalgia del ritorno, sono protagonisti di un altro dei drammi che ha dato origine al più grande movimento migratorio della regione negli ultimi 20 anni.
Le cifre sono allarmanti. Più di 4.600.000 venezuelani hanno lasciato il Paese a causa della crisi, questo secondo i dati dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).
L'esodo, che ha comportato una perdita significativa per i settori produttivi del paese, ha lasciato anche centinaia di minori nel limbo.
Uno studio presentato dall'organizzazione per la difesa dei diritti dei bambini, Cecodap, rivela che c'è stato un aumento, 81.020 bambini colpiti dalla migrazione rispetto al 2018.
              
                 I dati presentati dalla ONG rappresentano quasi il 10% della popolazione infantile in Venezuela. Supera tutti gli abitanti di stati come Nueva Esparta e Sucre.
Il rapporto della ONG specifica che nel 49% dei casi uno dei genitori è rimasto nel Paese dopo la migrazione dell'altro genitore. Il resto è emigrato in coppia, il che significa l'assoluta assenza dei rappresentanti dei minori, che rimangono anche sotto la cura di un parente senza i documenti legali richiesti che consentono loro di esercitare la loro rappresentanza in qualsiasi area (istruzione, salute, ecc.).
Jannia Orta, psicologa infantile di Cecodap, spiega al giornale  “El Diario” che il numero di bambini lasciati dall'esodo è allarmante e prevede che la crisi politica e sociale che il Venezuela sta vivendo aumenterà.
Si stima che si verificherà un aumento dell'esodo migratorio, con  un maggior numero di bambini che  rimarranno senza i loro genitori, la situazione potrebbe peggiorare durante l'anno in corso.
Cecodap concorda su questo punto, motivo per cui la psicologa Jannia Orta evidenzia alcune raccomandazioni affinché le famiglie che stanno per separarsi riescano a gestire bene la situazione, soprattutto a beneficio dei bambini.
Come affrontare l'assenza dei genitori?
Riunificazione. Prima che la famiglia emigri, è essenziale definire un piano di riunificazione per non generare nel bambino la sensazione di abbandono. La psicologo sottolinea l'importanza che il minore sia in grado di incontrare i propri genitori il prima possibile, tanto più nel caso di bambini di età inferiore ai 10 anni.

Non generare false aspettative. È importante non promettere piccole cose che non sei sicuro di soddisfare, ad esempio, che ti visiteranno durante il periodo natalizio, che ti chiameranno in un determinato giorno della settimana. In questo senso, lo specialista raccomanda anche di provare a parlare con il piccolo attraverso le videochiamate per avvicinare la comunicazione, inoltre suggerisce ai genitori di provare più argomenti e porre domande aperte.
Supporto professionale. Un aspetto che richiede molta attenzione è proprio la necessità sia per i genitori che per i rappresentanti che si prenderanno cura del bambino di avere l'aiuto di uno specialista che fornisce loro gli strumenti necessari per affrontare questa situazione.

In Venezuela, è previsto un peggioramento della crisi migratoria nel corso di quest’anno. Organizzazioni come l'UNHCR e l'Organizzazione degli Stati americani (OAS), stimano che il numero di migranti venezuelani salirà a 5.000.000 e raggiungerà addirittura 5.500.000 all'inizio 2021.
Come se ciò non bastasse, la violenza e la criminalità minorile  in Venezuela continuano ad aumentare. Cecodap chiede protezione ai bambini di Petare (zona rossa per delinquenza).Il periodico Analítica lancia un allarme .
Carlos Trapani, coordinatore generale dell'organizzazione che promuove e difende i diritti dei bambini e degli adolescenti, Cecodap, ha esortato il regime  venezuelano a intervenire e rispettare i diritti umani a Petare dopo 5 giorni consecutivi di combattimenti. Una richiesta che difficilmente verrà ascoltata visto il modus operandi della dittatura di Maduro. 

Attraverso una dichiarazione è stato chiesto alle agenzie di sicurezza di proteggere i residenti di Petare, in particolare i bambini e gli adolescenti.

Durante la presentazione di un rapporto sulla morte di bambini e adolescenti in Venezuela nel 2019, condotto congiuntamente tra Cecodap e l'Osservatorio sulla violenza venezuelana (OVV), si mette in guardia sulla "normalità" della  violenza di  Petare, riferendosi a un video in cui i giovani camminano con lunghe armi di fronte a un gruppo di ragazzine sedute sul posto.
           Il Venezuela è sempre più in “terapia intensiva”, il dramma umanitario che il Paese non accenna a diminuire. Serve un aiuto straniero reale, poiché le parole e le buone intenzioni non sono sufficienti a salvare in popolo che soffre.






@cosmodelafuente per Familia Futura



En español parte del texto de Yazmely Labrador (El Diario)


Sin padres por el éxodo: casi 1.000.000 de niños sienten el abandono en Venezuela
Millones de venezolanos han decidido salir del país buscando mejor calidad de vida para los suyos. Muchos de ellos se han visto obligados a dejar a sus hijos, en algunos casos, sin una fecha de reencuentro clara. Cecodap recomienda buscar apoyo de especialistas para evitar traumas en los menores.
Esta historia se repite en los hogares de millones de venezolanos que salieron del país buscando mejor calidad de vida para los suyos. Se vieron obligados a dejar a sus hijos en casa, bajo el cuidado de abuelos, tíos, hermanos. Sin fecha de reencuentro establecida y con la nostalgia del retorno, son protagonistas de otro de los dramas que ha originado el movimiento migratorio más grande de la región en los últimos 20 años.
Un estudio presentado por la organización para la defensa de los derechos infantiles, Cecodap, revela que se produjo un aumento de 81.020 niños afectados por la migración en comparación con 2018.
Los datos presentados por la ONG representan casi el 10% de la población infantil en Venezuela. Supera la totalidad de habitantes de estados como nueva Esparta y Sucre.
El informe de la ONG detalla que en 49% de los casos uno de los padres permaneció en el país luego de la migración del otro progenitor. El resto emigró en pareja, lo que supone la ausencia absoluta de los representantes de los menores, quienes además quedan bajo cuidado de un familiar sin los documentos legales requeridos que permitan ejercer su representación en cualquier área (educación, salud, etc).
Ante las estimaciones que sugieren un aumento del éxodo migratorio, se prevé entonces que más niños en Venezuela se queden sin sus padres, por lo que la situación podría agravarse este año. 
En este punto coincide Cecodap, es por ello que la psicóloga Jannia Orta destaca ciertas recomendaciones para que las familias que están por separarse a causa de la crisis logren tener un buen manejo de la situación, especialmente para el beneficio de los niños. 
Cómo enfrentar la ausencia por el éxodo
Reunificación. Es indispensable que antes de emigrar la familia tenga definido un plan de reunificación para no generar en el niño la sensación de abandono. La psicóloga recalca la importancia de que el menor pueda encontrarse lo más pronto posible con sus padres, mucho más si se trata de niños menores de 10 años.
No generar falsas expectativas. Es importante es no prometer a los pequeños cosas que no estén seguros de cumplir, por ejemplo, que lo visitarán durante la época navideña, que lo llamarán un determinado día de la semana. En este sentido, la especialista también recomienda tratar de hablar con el pequeño a través de videollamadas para hacer la comunicación más cercana, también sugiere a los padres tratar más temas y hacerles preguntas abiertas.

Apoyo profesional. Un aspecto que requiere de mucho enfoque es precisamente la necesidad de que tanto padres como los representantes que tendrán el cuidado del menor tengan ayuda de un especialista que les brinde las herramientas necesarias para afrontar esta situación.
En Venezuela, la crisis migratoria promete agudizarse en este año 2020. Organismos como Acnur y la Organización de Estados Americanos (OEA), estiman que la cifra de migrantes venezolanos se eleve a 5.000.000 e incluso llegue a los 5.500.000 a principios de 2021. Una situación que generará también mayor cantidad de niños sin padres en el país.
Como si todo esto no fuera suficiente, la violencia y la delincuencia minoril en Venezuela sigue aumentando.  Cecodap exige protección para niños en Petare por enfrentamientos armados. Desde la páginas de Analítica se alerta de lo que está sucediendo.
Carlos Trapani, coordinador general de la organización que promueve y defiende los derechos de la niñez y la adolescencia, Cecodap, instó al Estado venezolano a intervenir y respetar los DDHH en Petare luego de 5 días consecutivos de enfrentamientos.
En este sentido, a través de un comunicado exigieron a los organismos de seguridad brindar la protección de los vecinos de Petare, especialmente de los niños, niñas y adolescentes.
Durante la presentación de un informe sobre la muerte de niños, niñas y adolescentes en Venezuela en 2019, realizado en conjunto entre Cecodap y el Observatorio Venezolano de Violencia (OVV), alertaron sobre una normalización de violencia en Petare, referente a un video donde jóvenes caminan con armas largas frente a un grupo de niñas que se encontraban en el lugar.































maggio 05, 2020

El más grande enemigo del corrupto es la información acertada e independiente




                  Los intereses privados a menudo van de la mano con los intereses políticos. Florecen gracias a la gente. La ingenuidad juega un papel importante. El mayor enemigo de estos intereses es el periodismo libre e independiente.
Es la investigación que podría abrir los ojos a escenarios reales, pero muy incómodos para quienes se han manchado de corrupción y traición.
Quien no tiene una relación precisa con alguien, que no es parte de un grupo específico y limitado, tiene miedo, puede actuar como un aguafiesta.
La información comprobada es, para los corruptos, como agua bendita para el diablo.
¿Cuál es el método para debilitar el periodismo libre e independiente? Descreditarlo utilizando útiles asistentes que ignoran la realidad. Las personas que prefieren una buena mentira en lugar de una mala verdad.
Puedes atacar y maldecir al mensajero investigador, pero la verdad permanece y, a pesar de intentar ahogarla, tarde o temprano, flotará nuevamente.
Será la posteridad a entender el daño que pudo hacer el rechazo de la verdad.

Nunca se olvide el caso de Oscar Pérez, considerado primero una farsa concebida por el régimen venezolano, pero después de su muerte, cuando la ignorancia sobre su caso se extinguió, y se convirtió en  un héroe por la libertad de Venezuela.

Mucha admiración para los que tienen el coraje de revelar verdades incómodas. Gracias a su la lucha por la libertad de palabra hoy podemos comunicar de manera libre. 
Bendito quien tiene la valentía de mirar la realidad a los ojos.

El ataque a Patricia Poleo por un lado es fruto de maldad y envidia y, por el otro, la terquedad de aquellos que no quieren considerar la posibilidad de que la verdad sea diferente de la que les impusieron; la misma terquedad que permitió un secuestro que ha durado ya 21 años y que tiene el país secuestrado . La que nos hace despreciar la profesionalidad del mensajero.
No sé si la última investigación pueda contener un error, pero el solo hecho que haya puesto en ella su cara, es admirable.
Pleno apoyo a Patricia Poleo, víctima del fuego amigo, a pesar de sus 40 años de profesionalidad.


@cosmodelafuente
...............................


Gli interessi privati spesso vanno a braccetto con quelli politici. Essi fioriscono grazie alla gente. L'ingenuità gioca un ruolo importante. Il nemico più grande di tali interessi è il giornalismo libero e indipendente.
È  la ricerca che potrebbe aprire gli occhi su scenari reali, ma molto scomodi per chi si macchia di corruzione e tradimento.
Chi non ha un legame preciso con qualcuno, chi non fa parte di una determinato gruppo circoscritto, fa paura, può fungere da guastafeste.
L'informazione accertata è, per i corrotti, come l'acqua santa per il diavolo.
Qual è il metodo per indebolire il giornalismo libero e indipendente? Screditarlo utilizzando assistenti che ignorano la realtà. Persone che preferiscono una bella bugia piuttosto che una brutta verità.
Puoi attaccare e maledire il messaggero investigatore, ma la verità resta e, malgrado si tenti di annegarla, prima o poi, torna a galleggiare.
Saranno i posteri a capire il danno causato dall’ignoranza.
Grande ammirazione per chi ha il coraggio di svelare verità scomode e impopolari, mettendoci la faccia. Grazie alle loro battaglie oggi riusciamo, in qualche modo, a comunicare.
Sia benedetto chi ha il coraggio di mettere in discussione le proprie convinzioni in favore della realtà.












maggio 01, 2020

Venezuela coronavirus ¿Enfermedad o catástrofe?


La situación desesperante dentro de los hospitales nacionales.
COVID-19 : la vida de un político es más valiosa que la de médicos, enfermeras y pacientes. En Venezuela la situación viene siendo de una película de terror. La contundente denuncia de un joven médico venezolano.


(En italiano a pié de página)


Desde el brote inicial de la epidemia SARS-2/COVID19, ocurrido en la ciudad de Wuhan, China, es mucho lo que se ha dicho, escrito e investigado en este corto tiempo. Cosas que van desde la conspiración más paranoica hasta los designios divinos, pasándose por las injerencias de los gobiernos mundiales hasta incluso, los extraterrestres han jugado parte en “inocularnos el virus”; lo que sí es cierto, es que se trata de un síndrome viral ocasionado por un virus ARNs-S (forma de corona radiada al microscopio) cuyos presuntos transmisores fueron los murciélagos de la ciudad de Wuhan, según las fuentes primarias reportadas por los medios locales a principios de Noviembre de 2019, esta enfermedad afecta principalmente las vías respiratorias, que en su forma más leve puede simular una gripe común, sin embargo en los casos más serios, el virus irá generando de forma rápida un proceso inflamatorio pulmonar muy parecido a una neumonía,  que no solo afectaría los pulmones sino también el sistema hematopoyético, gastrointestinal, incluyendo hígado, incluso piel y recientemente sistema nervioso central, según los últimos estudios clínicos, ocasionando una respuesta inflamatoria sistemática severa con la liberación de sustancias que comprometen la función de tales órganos, ocurre la falla de estos y acontece en algunos casos más propensos (pacientes de riesgo) la muerte entre 5-10 días tras la infección.

Esta enfermedad es una verdadera pandemia como lo decretó en su estado de emergencia mundial la OMS/WHO en fecha 03 de marzo. Pero no solamente ha tenido sus repercusiones sanitarias sobre la población mundial, sino también ha impactado el panorama socio-político global. Las Grandes potencias se ven hundidas en millonarias deudas para atender las demandas de salud y necesidades básicas de los ciudadanos, medidas que van desde la entrega puerta a puerta de medicamentos hasta subsidios mensuales para mitigar el desempleo y parálisis del trabajo regular. Particularmente en Venezuela, la situación viene siendo de una película de terror, inspirada al mejor estilo medieval, cual si fuese una peste bubónica.
Podemos empezar con un análisis de los datos objetivos que se observan dentro del sistema sanitario, el cual viene en una moribunda decadencia desde hace 20 años, pues no se tiene claro que la eficacia de un sistema de salud no se mide por el número de hospitales construidos o el de pacientes atendidos, sino por la calidad de su atención y la capacidad de resolución de los casos complejos y vulnerables (pacientes embarazadas, oncológicos, portadores de HIV, patologías crónicas, terminales, etc.) y la calidad de vida que se le debe brindar a todas estas personas en cualquier nivel de atención; limitarnos a creer que solo los hospitales conforman la red de salud es
un error, puesto que si solo confiamos a la “estructura” la atención de los pacientes entonces tendríamos que ponerle “bata” al Hospital.

La realidad , por decirlo suave, es bastante penosa, desde mobiliario inservible y escaso hasta los directivos de los dos hospitales más conocidos de Barquisimeto, quienes esconden a la población larense la cifras reales de los infectados, personas que van a recibir atención médica con signos de posible infección por COVID-19 se realiza en algunos casos pruebas fantasmas (ni el mismo personal médico de guardia sabe quién los realiza) cuyo resultado dudoso hasta el cielo, ya que algunos Kits rápidos no sobrepasan el 50% de sensibilidad (capacidad de la prueba para detectar un sujeto infectado) entonces queda ese otro 50% “en el aire”, y por tanto un probable infectado en la calle transmitiendo la enfermedad, se debe también destacar que no se conoce públicamente detalles de los Kits Rápidos, todo un misterio les envuelve y ni mencionar si están certificados debidamente por alguna organización sanitaria internacional, incluso hay algunos que se atreven a dar fe que son chinos, el diablo dándote alas. Algo bastante inusual es la inoperancia del departamento de epidemiología de la región por no hablar a nivel nacional, aquí en Lara, son los directores de Hospitales, muchos de ellos con formación médica dudosa, se dan la tarea de informar la positividad o no del Test Rápido de anticuerpos, y en Caracas es un psiquiatra con cuestionable capacidad quien explica con curvas y demás gráficas los embates de la pandemia, nos preguntamos ¿Qué pasó con los expertos del IVIC, Epidemiología Nacional, Instituto de Higiene Rafael Rangel, y todos los demás bastiones garantes de la seguridad y la higiene de la población venezolana? ¿acaso no existen ya tales instituciones? o ¿son víctimas de la censura?
   Otra de las brutales artimañas contra el sector salud, como fue visto por millones de compatriotas, recientemente en una emisión televisiva, es que claramente la vida de un político es más valiosa que la de médicos, enfermeras y pacientes, dado que el Protector de Mérida (un alcalde paralelo impuesto por el gobierno nacional y no por elección popular) en su visita al principal Hospital de los Andes venezolanos  se vistió de gala con un traje de protección Biológica (EPS) y un respirador con máscara facial completa marca 3M modelo 6800, que le daba un aire de ser parte de una película de ciencia ficción, mientras que el Médico Jefe del área de terapia intensiva donde atenderían a los casos COVID-19 llevaba un simple mono de tela, guantes, tapabocas y gorro desechables, nada de protección adecuada (por cierto por difundir en redes sociales este hecho fue detenido de forma arbitraria por organismos de seguridad nacional, un médico de Carora-Lara) entonces nos enfrentamos a monstruos desnudos y hambrientos como se refirió Bolívar a los llaneros en su campaña admirable, en nuestra lucha por la salud, nos quedamos cortos todo el personal sanitario.
  
Vale la pena mencionar además, la situación desesperante dentro de los hospitales nacionales, el personal ya antes de la pandemia era escaso, se han realizado planes de contingencia y los sueldos siguen siendo igual de miserables en una situación de peligro por 6.39  U.S.A.$ al mes (si nos regimos por los estándares de la ONU somos muy pobres) entre tanto los ciudadanos de a pie, con su vida paralizada en una cuarentena monstruosa que mas que una medida de protección parecieran estar presos, la familias han gastado sus ahorros en comida, las personas no producen ingresos, se ha reducido el poder adquisitivo y el precio del dólar descontrola la inflación, desde hace rato Venezuela tiene como uno de sus determinantes inflacionarios el precio de un dólar americano obtenido en el mercado negro, debido a las medidas económicas anunciadas por el finado presidente Chávez en 2006, donde restringía el acceso a dólares por los ciudadanos particulares, abriendo todo un negocio para la delincuencia organizada, el narcotráfico, lavado de dinero, enajenación inapropiada de bienes privados y contrabando de armamento, ese es el Estado que nos gobierna, uno que hoy día es solicitado por el departamento de justicia de EEUU por crímenes contra la humanidad y delincuencia organizada, el mismo Estado, cuyos protagonistas tienen etiqueta con precios en la frente por su captura.
   Siguiendo el punto de la cuarentena ya han transcurrido casi dos meses de encierro, donde no se han garantizado la estabilidad de los servicios básicos, las fallas constantes en el suministro eléctrico doméstico se sufren hace mas de un año y estar en casa las ha intensificado de 4,6,12, hasta 48 horas permanecen algunos sectores y/o Regiones enteras sin electricidad, la distribución del agua potable es precaria, meses sin esta han sufrido muchos poblados, la comida escasea y los altos precios que cambian en cuestión de horas ha hecho susceptible a la población a contraer enfermedades e infección por COVID-19 a causa de la desnutrición, mientras otros países han abastecido de alimentos, medicina incluso subsidios a los ciudadanos en casa durante este duro período.

Como último punto mencionaré el problema de la gasolina, pasamos a ser el segundo gran país con mayor exportación petrolera y el primer refinador de combustible en los años noventa a ser una sombra de la desmantelada industria petrolera, el régimen de Chávez y ahora Nicolás Maduro, nos ha  humillado con la compra de gasolina y Diesel a otras potencias, existiendo 7 refinerías de gran envergadura en nuestro país, ninguna operativa para tales fines, por tanto en esta cuarentena los productores han perdido millones de dólares y toneladas de productos perecederos por su incapacidad de transportarlos vía terrestre, sumándole a esto la trágica situación del desabastecimiento y ahora la falta de “gasolina aumenta el dólar”, como consecuencia los precios se han quintuplicado y se doblan en instantes, “usted va a comprar algo y no parpadee porque aumenta” decía una señora en una cola para adquirir huevos y lácteos, el sueldo mínimo actual de empleados es de 4 USA $, y un cartón de huevos por ejemplo cuesta 3-4 USA $, imposible sostenerse así, un Kg de carne beneficiada cuesta 3 USA $ y hasta más caro, depende donde lo compre.
Ante la inamovilidad del transporte muchos empleados han sido despedidos, sobre todo aquellos que dependen del sector transportista, muchas personas no llegan a sus trabajos y el régimen lo sabe, y no solo eso, lo aplaude, porque es muy claro que en cada argumento que se ha presentado no hay espacio para pensar que el gobierno nacional está haciendo mal las cosas por omisión, no, las hace mal con discreción y deliberadamente, no hay una pizca de torpeza o ignorancia en la actuación de la Guardia Nacional, quienes ahora han creado el “mercado de la gasolina”, pasamos de ser el país mayor productor de gasolina y la más barata, al que no tiene y la más cara, pero usted búsquese uno de esos señores con cara de delincuente vestidos de verde olivo con mas de tres rayas en el hombro y le llenaran el tanque de su vehículo por 2-3 USA $ el litro, un éxito total, que en toda crisis humana siempre hay algunos que lucran, esperaríamos que fueran los delincuentes comunes, marginados de la ley, pero no aquí son los cuerpos de seguridad nacional quienes extorsionan, amedrentan, hacen juicios exprés y apresan a quien se queja o denuncia los abusos de estos mismos, entonces estamos ante la peor crisis que hemos soportado, enfrentando con las manos atadas la pandemia más violenta que azota la humanidad, no por el número de casos 3.173.036 o fallecidos 225.927 y 329 en nuestro país (cifras subestimadas) reporta la plataforma de la Universidad de HARVARD para el 29/04/2020, dado que no es posible abrir el portal WEB de WHO/OMS, sino por que infecta la economía, las riquezas de la nación y los corazones de las personas, dejando miedo, ignorancia y caos, por ello no es de extrañarse que la sombra de un difunto y alegre Fidel Castro se asome tras el hombro de Maduro riéndose, mientras Venezuela llora y sufre estas calamidades ebullendo dentro de la olla un caldo de horror con la receta cubana, han ganado, no por la fuerza ni la persistencia, sino gracias a la falta de hombres de bien como dijo Churchill.

Por M.A. médico venezolano

Reporte Familia Futura
@cosmodelafuente


[traducción al italiano)

Dall’inizio dell'epidemia SARS-2 / COVID19 nella città di Wuhan, in Cina, è stato detto molto, scritto e indagato. Cose che vanno dalla cospirazione più paranoica ai disegni divini, passando per l'interferenza dei governi mondiali, c’è persino che  gli alieni abbiano avuto un ruolo nel "contagio del virus"; la verità è che si tratta di una sindrome virale causata da un virus S-RNA (una forma di corona irradiata al microscopio) i cui sospetti trasmettitori erano pipistrelli della città di Wuhan, secondo fonti primarie riportate dai media locali. All'inizio di novembre 2019, questa malattia colpisce principalmente le vie respiratorie, che nella sua forma più lieve può simulare un'influenza comune, tuttavia nei casi più gravi il virus genera rapidamente un processo infiammatorio polmonare molto simile a una  polmonite, che interessa non solo i polmoni ma anche il sistema ematopoietico, gastrointestinale, compreso il fegato, compresa la pelle e anche il sistema nervoso centrale, secondo gli ultimi studi clinici, causando una grave risposta infiammatoria sistematica con il rilascio di sostanze che compromettono la funzione di tale organi; si verifica insufficienza degli organi e in alcuni casi , di paziente più a ricshio, la morte dopo 5-6 giorni dall’infezione.
Questa malattia è una vera pandemia come decretato nel suo stato di emergenza mondiale dall'OMS / OMS il 3 marzo 2020 . Ma non ha avuto solo ripercussioni sulla salute della popolazione mondiale,  ha anche influenzato il panorama sociopolitico globale. Le Grandi Potenze sono immerse in debiti milionari per soddisfare le esigenze sanitarie e le esigenze di base dei cittadini, misure che vanno dalla consegna porta a porta dei farmaci ai sussidi mensili per mitigare la disoccupazione e la paralisi del lavoro regolare. Soprattutto in Venezuela, la situazione è stata un film horror, ispirato al miglior stile medievale, come una piaga bubbonica.
Possiamo iniziare con un'analisi dei dati oggettivi osservati all'interno del sistema sanitario, che è moribondo da 20 anni, poiché l'efficacia di un sistema sanitario non si misura dal numero di ospedali costruiti o quello dei pazienti curati, ma per la qualità delle loro cure e la capacità di risolvere casi complessi e vulnerabili (pazienti in gravidanza, malati di cancro, portatori di HIV, cronici, malattie terminali, ecc.) e la qualità della vita che devi fornire a queste persone, a qualsiasi livello di assistenza; limitandoci a credere che solo gli ospedali costituiscano la rete sanitaria è  un errore, poiché se ci affidassimo solo alla "struttura",  dovremmo mettere il camice all’edificio e non ai medici e agli operatori sanitari.

La realtà, per dirla in parole povere, è angosciante, dalle inutili e scarse attrezzature, ai direttori degli ospedali, come ad esempio i due più famosi di Barquisimeto, dove si nasconde il numero reale dei contagi.  Persone che dovrebbero ricevere cure mediche per chiari segni di possibili infezioni da COVID-19, pazienti ai quali   vengono eseguiti test fantasma (nemmeno il personale medico in servizio sa chi li sta eseguendo), il cui risultato è dubbioso, poiché alcuni kit rapidi non superano il 50% di sensibilità (capacità del test per rilevare un soggetto infetto), l'altro 50% rimane "nell'aria", e quindi probabilmente un infetto che circola in strada, il quale trasmette la malattia;  va anche sottolineato che i dettagli dei kit rapidi non sono noti pubblicamente, restano un mistero. Molti sospettano che siano kit cinesi…”il diavolo ti dá le ali”.

È evidente l'inefficacia del dipartimento di epidemiologia della Regione, per non parlare del disastro a livello nazionale.  Qui nello Stato di Lara, i direttori fanno il bello e il cattivo tempo, molti di loro  dalla dubbia formazione medica, sono loro che  hanno il compito di riportare la positività o meno dei test di controllo. Da Caracas uno psichiatra , di discutile preparazione scolastica,  spiega con curve e grafici il percorso della pandemia.  Mi domando  cosa sia accaduto agli esperti dell'IVIC (Instituto Venezolano de Investigaciones Científicas), all'epidemiologia nazionale, all'Istituto di igiene Rafael Rángel e a tutti gli altri autorevoli riferimenti che in passato garantito la sicurezza e l'igiene della popolazione venezuelana. Non esistono più o sono vittime della censura?

Un altro smacco al settore sanitario, è stato evidenziato in un programma televisivo, ha evidenziato che la vita di un politico è più preziosa di quella dei medici, infermieri e pazienti, lo si è capito a seguito di un evento in cui  è stato protagonista il “capo” di Mérida, (un sindaco parallelo imposto dal regime e non eletto),  durante una sua visita al più importante ospedale delle Ande venezuelane, indossava una tuta di protezione biologica (EPS) e un respiratore con maschera facciale,  marca 3M modello 6800, sembrava l’eroe protagonista  di un film di fantascienza, mentre il medico primario dell'area di terapia intensiva, in cui avrebbero assistito ai casi COVID-19,  indossava una semplice tuta di stoffa, guanti, maschere e cappello usa e getta, nessuna protezione adeguata (a proposito, dopo aver denunciato questo sui social network è stato detenuto arbitrariamente da organismi di sicurezza nazionale  - del regime-  un medico di Carora-Lara), siamo pertanto costretti ad affrontare i mostri in condizioni pietose, nudi e affamati.
Non meno importante è la situazione disperata all'interno degli ospedali nazionali, il personale prima della pandemia già scarseggiava, sono stati elaborati piani di emergenza e gli stipendi rimangono altrettanto miserabili in una situazione di estremo pericolo,  per un salario di 6,39 US $ (se osserviamo gli standard delle Nazioni Unite il costo della vita in Venezuela, siamo molto poveri) nel frattempo i comuni cittadini, con le loro vite paralizzate da una mostruosa quarantena, sono imprigionati senza acqua, né cibo. Le famiglie hanno speso tutti i loro risparmi in cibo, le persone non producono reddito, il potere d'acquisto è stato ridotto e il prezzo del dollaro ha messo fuori controllo l'inflazione, per lungo tempo.  Il  Venezuela ha come riferimento inflazionistico il prezzo del dollaro USA sul mercato nero, a causa delle misure economiche annunciate dal defunto Hugo Chávez nel 2006, che limitò l'accesso ai dollari da parte dei cittadini privati, aprendo un'intera attività che altro non era – ed è -  criminalità organizzata, traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro, espropriazione della proprietà privata e traffico di armi;  ovvero uno stato mafioso  ci governa, quello che oggi è richiesto dal Dipartimento di Giustizia americano per crimini contro l'umanità e criminalità organizzata, lo stesso Stato, i cui protagonisti hanno una taglia sulla testa per la loro cattura.
  
Dall’inizio della quarantena, sono già trascorsi quasi due mesi di confinamento, dove non è stata garantita la stabilità dei servizi di base, i continui guasti nella fornitura di energia elettrica domestica sono opprimenti e il fatto di essere a casa li ha intensificati per cui  in alcuni settori o intere regioni, vi sono black-out  fino a 48 ore. L’erogazione di potabile è precaria, mesi senza che molte città abbiano sofferto, il cibo è scarso e gli alti prezzi che cambiano nel giro di poche ore ha reso la popolazione suscettibile a contrarre malattie e infezione da COVID-19, peggiorata dalla denutrizione. Tutto avviene malgrado altri Paesi abbiano donato forniture di  cibo, medicine e sussidi vari per i  cittadini ma che, invece,  non vengono assistiti in quest’emergenza.
Come ultimo punto vorrei parlare del problema della benzina. Eravamo il ​​secondo Paese con le maggiori esportazioni di petrolio e il primo per la raffinazione di carburante negli anni Novanta, oggi siamo l'ombra di quello che fummo,  un’industria petrolifera smantellata, dal regime di Chávez e ora dalla dittatura di Nicolás Maduro. Viviamo come un’ulteriore umiliazione il fatto di  acquistare benzina e gasolio da altre potenze petrolifere;  nel nostro Paese ci sono 7 raffinerie di grande portata, ma nessuna funzionante e per via della quarantena i produttori hanno perso milioni di dollari e tonnellate di prodotti deperibili, anche a causa della loro incapacità di trasportarli via terra.  Se a ciò aggiungiamo la carestia la "benzina aumenta il dollaro", di conseguenza i prezzi sono quintuplicati. L'attuale salario minimo per i dipendenti è di 4 $ USA e un cartone di uova, ad esempio, costa 3-4 US $, un Kg di carne costa 3 US $ e ache di più a seconda della città dove effettui l’acquisto.
Data l'immobilità dei trasporti molti dipendenti sono stati licenziati e il regime lo sa e ne trae vantaggio. Tutto quello di cui ho parlato in questo articolo è quello che i cittadini venezuelani denunciano, eseguito deliberatamente dal regime, ma tentando di non darlo a vedere.

Non c'è un briciolo di vergogna e nemmeno ignoranza nelle azioni della Guardia Nazionale, che ora ha creato il "mercato della benzina" guadagnando sulla disperazione della povera gente.
Il Venezuela è passato dall’essere il più grande ed economico produttore di benzina al più caro e privo di essa.  Quei signori della polizia, che dovrebbero proteggere i cittadini,  vestiti di verde oliva,  con i gradi  sulle spalle delle loro giacche,  ti riempiono  il serbatoio della tua auto al costo di 2-3 $ al litro infischiandosene del fatto che con lo stipendio di un venezuelano acquisti al massimo messo pollo. In ogni crisi umanitaria c’è chi ne trae profitto, ma quello che sta avvenendo in Venezuela proviene dalla polizia nazionale che si dedica all’estorsione, all’intimidazione, all’arresto di chi ha il coraggio di denunciarli, il tutto avviene sotto lo sguardo complice del regime di Maduro.

Stiamo affrontando la peggiore crisi di sempre con le mani legate, a questo si aggiunge la pandemia  che affligge l'umanità, che ha già provocato centinaia di migliaia di decessi, mentre nel nostro paese le cifre reali vengono nascoste. Anche la nostra economia è stata infettata,  la ricchezza della nazione e il cuore del venezuelano è colmo  di paura.  L’ignoranza e il caos caratterizzano il nostro quotidiano. L’ombra del defunto Fidel Castro, sorridente, fa capolino dietro le spalle  di Nicolás Maduro, mentre il Venezuela piange, soffre e muore  a causa della catastrofe umanitaria che ci affligge,  sono i macabri ingredienti che si cucinano nel pentolone  del regime cubano.

Traduzione dall’originale in lingua spagnola di M.A. per Familia Futura News
Rassegna @cosmodelafuente