gennaio 20, 2019

Isaías Medina "Al Descubierto" + los 5 puntos de Rumbo Libertad en Brasilia




VIDEO DEL CAPITULO 


Isaías Medina diplomático venezolano, abogado internacional, representante de Venezuela ante la ONU hasta el 2017, año en que renunció a su cargo como rechazo ante los graves crímenes cometidos por Maduro.
¿Quién está detrás del atentado de Bogotá? Medina nos revela su sospecha. 
En el capítulo de hoy, Roderick Navarro de RumboLibertad nos habla de los cinco puntos que exigieron ante la cancillería de Brasil, demostrando ser oposición legítima.
Interesante el capítulo de hoy! Interviene Roderick Navarro remarcando los cinco puntos que exigieron delante a la Cancillería de Brasil.

gennaio 17, 2019

Gustavo Tovar Arroyo "Al Descubierto" (+video)











Gustavo Tovar Arroyo es escritor y activista por los Derechos Humanos. Con su gira de conciencia ha presentado su documental “Chavismo, la peste del siglo XXI” en muchos paises del mundo.  No habla en el programa de Cosmo de la Fuente “Al Descubierto”.

@cosmodelafuente

gennaio 12, 2019

Venezuela: Juan Guaidó invoca la Costituzione e dichiara di voler assumere la Presidenza




Venezuela: la ministra, ormai illegittima, dei Sistemi penitenziari, Iris Varela, ha dichiarato di aver preparato una cella dove ospitare Juan Guaidó, il presidente dell'Assemblea nazionale, ultimi colpi di coda di una dittatura morente.
Guaidó, dopo aver invocato la Costituzione, ha dichiarato di voler assumere i poteri dell'esecutivo di fronte alla "usurpazione del potere" da parte del presidente Nicolas Maduro.
C’è da sottolineare che il governo dittatoriale di Maduro è stato dichiarato illegittimo dal gruppo di Lima e non riconosciuto dalla maggior parte degli Stati democratici del mondo, per via di elezioni non democratiche effettuate dal dittatore a maggio del 2018.
Il presidente dell’Assemblea Nazionale, unico organo legittimo nel paese, ha dichiarato che il Parlamento seguirà la Costituzione del Venezuela e prenderà in carico le competenze della Presidenza della Repubblica come stabilito dagli Articoli 233, 333 y 350 della Costituzione.
Ha chiesto alla gente, agli Organismi internazionali e ai paesi democratici del mondo affinché sia possibile recuperare la democrazia e la libertà del Paese.
L'Associazione Familia Futura si augura l'instaurazione di un governo democratico nel pieno rispetto dei Diritti Umani per la crescita del Venezuela e il recupero della serenità dei suoi abitanti,  si dichiara quindi pronta a sostenere la transizione verso la libertà.

Carlos Gullì
@cosmodelafuente

gennaio 11, 2019

Marinellys Tremamunno "Al Descubierto"






 Ser periodista no es una profesión es una forma de vida y una pasión. Si vuelvo a nacer, volvería a ser periodista
La periodista italo-venezolana, Marinellys Tremamuno, residenciada en Roma, Corresponsal en Vaticano, escritora y autora del libro “Il crollo di una rivoluzione” #AlDescubierto.
La situación de la comunidad Italiana en Venezuela
¿Por qué el Vaticano no ha condenado de manera contundente la dictadura Venezolana?
Y mucho más …
También disponible en:
-           Canal Youtube “Cosmo Videos”
https://www.youtube.com/watch?v=wnykc_x5F4c&feature=youtu.be
-          Familia Futura
www.familiafutura.com
-      Facebook 
     – Twitter
@cosmodelafuente

gennaio 10, 2019

Comunicato Stampa Associazioni Venezuelane Internazionali



COMUNICATO STAMPA

Le ONG e le Associazioni Internazionali venezuelane si uniscono al seguente comunicato stampa.
Ci pronunciamo riguardo la mancanza di legittimità del nuovo mandato di Nicolás Maduro che, insieme al suo governo è protagonista di un’autorità usurpatrice, di un vuoto di Potere e, quindi, della nullità di qualsiasi atto produca d’ora in poi.
Siamo convinti che questo sia il momento di liberare il Venezuela e disconoscere un regime imposto con la forza e con l’intenzione di restare al potere per sempre. Condividiamo la dichiarazione del Gruppo di Lima e dei 50 paesi che hanno dichiarato illegittima la Presidenza di Maduro. Sottolineiamo che, secondo gli articoli 3 e 4 della Convenzione Americana dei Diritti dell’Uomo, l’assenza dei Diritti Sociali, è segno di assenza di  Democrazia di uno Stato. Come Società civile attiva, abbiamo il dovere e il diritto di pronunciarci riguardo tali azioni e possibili eventi fraudolenti che intendono continuare al potere dal 10 gennaio 2019.  
Esprimiamo il nostro rifiuto all’arbitrario esercizio di potere di un regime che ha causato la più grande crisi migratoria di America Latina, il maggiore disastro economica, un’emergenza umanitaria senza precedenti e la gravissima crisi politica in cui sono completamente assenti le garanzie di trasparenza e libertà di voto.
Denunciamo, altresì, l’impossibilità di sviluppo dovuto a un sistema politico di stampo mafioso generato da un regime criminale.


NOTA DE PRENSA


Las ONG y las Asociaciones Internacionales de Venezolanos se unen a este comunicado de prensa.
Nos pronunciamos, con respecto  a la falta de legitimidad del nuevo mandato de Nicolás Maduro quien, junto a su gobierno protagoniza una autoridad usurpadora, vacío de poder y nulidad de cualquier acto produzca.
Declaramos que este es el momento de liberar a Venezuela y de desconocer un régimen que se impuso con la fuerza, con la intención de mantenerse al poder de manera perenne.  Apoyamos la declaración del Grupo de Lima y de los 50 países que deconocen al dictador. Reiteramos que, según los artículos 3 y 4 de la Carta Interamericana, la ausencia de los Derechos Sociales, es la causa de la ausencia de Democracia de un Estado. Como Sociedad civil activa, tenemos el deber y el derecho de pronunciarnos sobre lo que se pretende que acontezca el próximo 10 de Enero.
Rechazamos el ejercicio de poder de un régimen que ha causado la más grande crisis migratoria de América Latina, el mayor descalabro económico, una emergencia humanitaria sin precedentes y una grave crisis política, donde están completamente ausentes las garantías de transparencia y libertad de voto. Denunciamos, además, la imposibilidad de desarrollo debido a un sistema político de estampo mafioso generado por un régimen criminal.

Marinellys Tremamunno responderà a las preguntas de #AlDescubierto, mañana 11 de Enero



La giornalista vaticanista italo-venezuelana Marinellys Tremamunno risponderà alle domande di Cosmo de la Fuente nel programma "Al Descubierto". 
Si parlerà di 
- Italiani in Venezuela
- Posizione del Vaticano riguardo il dramma venezuelano
- Possibili scenari in Venezuela dopo il 10 di gennaio

La periodista venezolana Marinellys Tremamunno, Corresponsal en Vaticano/Italia,
invitada del programa "Al Descubierto" con Cosmo de la Fuente.
Mañana 11 de Enero.

Visible en 
Facebook @cosmodelafuente
Twitter @cosmodelafuente
Twitter @marinellys
Canal Youtube Cosmo videos
Familia Futura website

Hablaremos de 
- Italianos en Venezuela
- Posición del Vaticano con respecto a la crisis venezolana
- Posibiles perspectivas futuras de Venezuela


Roberta Della Penna
ufficio stampa
Familia Futura 

gennaio 07, 2019

Incontro presso l'Università degli Studi di Torino: "Venezuela: urge terapia intensiva"



Il 14 gennaio 2019, alle ore 10, nell'Aula Principi d'Acaja del Palazzo del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino, in via Po 15, si parlerà del dramma venezuelano.
"Venezuela: urge terapia intensiva" per prendere coscienza sulla grave crisi umanitaria di cui è vittima il paese sudamericano.
Tutti gli organismi: ONU, OSA, UNIONE EUROPEA, AMNESTY INTERNATIONAL, CARITAS, ecc. hanno lanciato l'allarme.
La diaspora del popolo venezuelano,senza precedenti, è il risultato di anni di denutrizione, di mancanza di medicine, di repressione da parte del regime, ormai ritenuto tale da quasi tutti i paesi del mondo.
Si prevede che per la fine del 2019 il numero di venezuelani che avranno lasciato il loro paese raggiungerà i 5 milioni e mezzo. Una diaspora che in pochissimo tempo supererà quella del popolo siriano.
Il 14 gennaio sarà presente Gustavo Tovar Arroyo, autore del documentario "Chavismo, la peste del secolo XXI" subito dopo la proiezione si darà vita a un dibattito. 
Per capire il perché un paese ricco come il Venezuela sia arrivato a un tale livello di miseria da costringere i venezuelani a mangiare dai rifiuti.
Il presidente della nostra Associazione "Familia Futura", Dott. Carlos Cosmo Gullì (Cosmo de la Fuente) modererà l'incontro e sarà uno dei relatori insieme a Giampiero Leo (vicepresidente del Comitato Regionale Diritti Umani - Piemonte); Maria Requena (Presidente Associazione Venezuela in Piemonte); il prof. Eugenio Dalmotto (Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Torino).
Alle ore 18, sempre del 14 gennaio, la proiezione del documentario e il dibattito, si sposteranno a Cuneo, presso il cinema Monviso in compagnia del Sindaco di Cuneo e Presidente della provincia di Cuneo Federico Borgna; Milva Rinaudo (Consigliere della provincia di Cuneo); Maria Requena e Carlos Gullì.

Si ringrazia l'Università degli Studi di Torino per l'accoglienza e la sensibilità.
Le associazioni promotrici
"Familia Futura" (Torino); "Venezuela in Piemonte"; Mercedes Vasquez, Presidente Ass. "Venezuela Somos Todos" (Milano).


Associazione Culturale italo-venezuelana
Familia Futura
(Torino)

Roberta Della Penna
Cosmo de la Fuente



gennaio 03, 2019

Gilet Azzurri: si raddoppia IRES, ma Di Maio fa marcia indietro


Cerchiamo di capire cosa chiedono i parlamentari che hanno indossato i #GiletAzzurri in Parlamento.
"I gilet azzurri indossati dai nostri parlamentari sono il simbolo di un'Italia che non vuole distruggere, ma ricominciare a costruire: un'Italia che dice basta tasse, giù le mani dalle pensioni, giù le mani dal volontariato, giù le mani dall'Italia che lavora e che produce! Gli stessi gilet azzurri a gennaio saranno nelle piazze di tutte le città italiane per continuare la mobilitazione contro il governo giallo-verde a fianco dell'altra Italia seria e lavoratrice che ancora una volta viene ingiustamente penalizzata", così lo spiega  il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una nota.
Lo leggiamo anche sul sito giletazzurri.it 
Tra le altre cose espongono quanto segue: “Chi vota una manovra che aumenta le tasse, non taglia il costo del lavoro, penalizza il volontariato, danneggia i pensionati e dimentica il Sud non può dirsi di centrodestra. Il vero centrodestra siamo noi, è Forza Italia"

Quello che a noi  fa pensare è la penalizzazione del volontariato.  Se è vero che il no-profit e il volontariato verrà penalizzato siamo già in terreno di Diritti Umani e, soprattutto, del non rispetto di chi si dedica ad aiutare il prossimo. Fermo restando che i "furbetti" come dice il vice premier Salvini, è giusto che siano puniti.

[La Repubblica] "Quella tassa è una vergogna, una patrimoniale sulla solidarietà. Il conto lo pagheranno i più poveri". Sono queste le parole che rimbalzano nel mondo del volontariato (il cui valore economico nella società è di circa 7 miliardi e 800 milioni di euro, più o meno lo 0,7% del prodotto interno lordo). Ogni giorno che passa si allarga la protesta contro la norma nel maxiemendamento che cancella l'Ires agevolata (portandola dall'attuale 12% al 24%) per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. E che prevede un esborso di circa 120 milioni per il Terzo Settore.
Ires volontariato: retromarcia del governo. Di Maio: "Pronti a modifica". Il vicepremier dopo le polemiche: “Non possiamo intervenire in legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Mi impegno a cambiarla nel primo provvedimento utile”. D’accordo Conte e Salvini, che dice: “Massimo rigore con i furbetti”. Qui ci starebbe una battuta sul discorso dei “furbetti” (vedi i servizi di Striscia la Notizia) se pensiamo alla famiglia Di Maio, ma lasciamo perdere.
Di Maio: “Modificarla nel primo provvedimento utile”
In campo scendono i vicepremier e poi Giuseppe Conte. A prendere per primo posizione è Luigi Di Maio: "Quella norma va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella Legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile. Inoltre, abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima", annuncia il ministro dello Sviluppo Economico in una nota.
Conte: “A gennaio riformulare e calibrare meglio”
Subito dopo si pronuncia anche il presidente del Consiglio, via Facebook. Conte indica la direzione da seguire: "Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un'efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall'inizio ha dedicatogrande attenzione. Per questo in merito alla norma sull'Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale", dichiara.
Salvini: “Massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro”
Contro "i furbetti" ma a difesa del volontariato si schiera il leader del Carroccio: "Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni - ha detto Salvini - garantisco l'impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro". 
Le critiche delle opposizioni
Ma l'opposizione non retrocede e Mara Carfagna, ad esempio, su Facebook attacca: "Da dove vengono fuori le norme? Chi le scrive? E chi parla a nome del Governo?". Un'iniziativa più diretta arriva dal Pd che  presenterà un ricorso alla Consulta contro una manovra "approvata fuori dall'ordinario percorso parlamentare", denuncia Richetti.
Cosa prevede la misura contestata
La misura contestata, su cui è arrivato il dietrofront del governo, è stata introdotta a Palazzo Madama. Prevede il raddoppio dell'Ires per gli enti del no profit, cancellando l'agevolazione (un dimezzamento dell'aliquota al 12%) e facendo tornare l'Ires al 24% per enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza; istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione senza fini di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali. Rientrano nello stop all'agevolazione anche gli istituti autonomi per le case popolari. Secondo la relazione tecnica al maxiemendamento alla manovra, il raddoppio dell'Ires per il mondo del no-profit vale 434 milioni in tre anni.
[La Repubblica]

Carlos Gullì
familiafutura

www.giletazzurri.it 



gennaio 01, 2019

Venezuela, Brookings Institution avverte: l'esodo dei venezuelani, nei prossimi due anni, potrebbe raggiungere la cifra di 8 milioni




Ha raggiunto proporzioni “enormi” l’esodo di massa di cittadini venezuelani verso i paesi confinanti, in cerca di cibo e cure mediche. A riferirlo all’agenzia di stampa Dire è Jozef Merkx, responsabile della sede di Bogotà dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati.

La diaspora venezuelana, secondo il Washington Times, è in crescita; la maggior parte dei migranti venezuelani restano in America Latina, dove i paesi stanno affrontando la situazione in modi diversi. L’esodo dal Venezuela, durante l’attuale crisi economica, è sempre più simile al flusso di siriani in Europa nel 2015.
I venezuelani sono disperati, nei casi più disperati sono arrivati a lasciare i loro figli negli orfanotrofi, perché non possono sostenerli. La fame è sempre più diffusa, così come la repressione politica del regime di Maduro; questa situazione alimenta la migrazione di massa.
Il secondo e illegittimo mandato di Maduro, inizierà il 10 di gennaio 2019 e il Venezuela non si aspetta nulla di buono e la fuga dei Venezuelani sarà sempre più massiccia. Circa 3 milioni di venezuelani hanno lasciato il paese, l’ONU prevede che per la fine del 2019 il numero arrivi a 5 milioni.
Nonostante la situazione del paese versi in condizioni drammatiche, Maduro banalizza la fame e la povertà e, più volte in diretta televisiva, ha detto “a chi non piace che se ne vada”.
Secondo l’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e l’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), ogni in giorno in media 5.500 persone lasciano il Paese. Un esodo che viene considerato il più massiccio spostamento di persone nella storia recente dell’America Latina.
Secondo uno studio di Brookings Institution, pubblicato dal giornale “La Nación” il numero dei profughi venezuelani potrebbe arrivare a una cifra astronomica, addirittura di 8 milioni di disperati in fuga. Sebbene non specifichi in quanto tempo si raggiungerebbe tale cifra, si tratterebbe di un periodo non superiore ai 2/3 anni e dovrebbe ugualmente allarmare gli Stati Uniti e tutta l’America Latina.  Sarebbe il maggior esodo del mondo degli ultimi anni, maggiore di quello siriano.  Lo studio dell’economista venezuelano-israeliano Dany Bahar, comprende i tre milioni di venezuelani che hanno già lasciato il paese. 
Lo studio si basa sul tasso di povertà che è giunto all’87%, il collasso economico del paese, i pronostici del prezzo del petrolio e l’invio di denaro dall’estero ai parenti che vivono in Venezuela.
Per quanti credano, ancora, che Nicolás Maduro sia un Presidente eletto, va sottolineato che oltre ad aver instaurato, il 1° maggio 2017, di sua iniziativa una Assemblea Costituente anticostituzionale, ha anticipato elezioni presidenziali fraudolente realizzate nel mese di maggio 2018 . Analisti di tutto il mondo hanno visto questo atto come la volontà di persistere al potere dove, contrariamente a quanto predichi, il paese è privo di democrazia e di pace. Lo dimostrano  le detenzioni arbitrarie. Sono almeno 278 i prigionieri politici ancora detenuti, vittime di torture e in alcuni casi di omicidi per mano della polizia del dittatore.
Le false elezioni di maggio non sono state riconosciute dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dalla maggior parte dei paesi sudamericani.

Carlos Csomo Gullì
@cosmodelafuente

dicembre 26, 2018

AL DESCUBIERTO: entrevista a Roderick Navarro (26/12/2018)




(video)


RODERICK NAVARRO (Rumbo Libertad) #AlDescubierto 
¿Por qué el régimen de Maduro y sus aliados a menudo hablan de Rumbo Libertad, de Roderick y de Eduardo Bittar? ¿Será que temen a los que realmente son enemigos de la dictadura?
¿el 10E 2019 la AN nombrará un Presidente legítimo para llenar el vacío ya que no tenemos al momento un Presidente?
¿Cuál podrá ser el Gobierno de transición?
Responde a las preguntas Roderick Navarro, coordinador de Rumbo Libertad.

dicembre 21, 2018

Già a gennaio del 2006 parlammo di Chávez! "Il Fidel Castro di Caracas'



Ancora un esempio della denuncia del disastro verso cui si avviava il Venezuela, ancora un articolo pubblicato a gennaio del 2016 pubblicato sul giornale "AVANTI!" in cui l'autore lanciava l'allarme. I primi articoli di questo genere non erano graditi in Italia perché in quel momento Hugo Chávez era diventato un simbolo.
Il 17 gennaio 2006 il giornale Avanti pubblicava l'articolo di Cosmo 
"Chavez, il Fidel Castro di Caracas"
Oggi sappiamo che il Venezuela è diventato, praticamente, una colonia di Cuba. I segnali ci sono sempre stati, questo articolo ne è una prova.

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato un altro articolo del 2006, pubblicato dallo stesso giornale. Continueremo a ripubblicare gli articoli di Cosmo che dal 2002 segnalavano l'incombente dittatura del Venezuela, testi che sono stati fortemente contrastati dall'allora "ingenua" opinione pubblica.

Post di familia futura del 5 dicembre, con un altro articolo del 2006.
https://www.familiafutura.com/2018/12/anno-2006-il-venezuela-lanciava-un.html 


Marco Camerlengo

dicembre 20, 2018

Italiani in Venezuela, ne parla il prof. Michele Castelli (video)





VIDEO



Michele Castelli docente dell’ Università Central de Venezuela #AlDescubierto esprime la sua opinione sulla situazione  degli italiani in Venezuela nella grave crisi che ha colpito il paese sottoposto al regime di Maduro. Quali potranno essere i prossimi scenari? (intervista in lingua italiana)
#ItaloVenezuelani #ItalianiInVenezuela
@cosmodelafuente

[Michele Castelli] Nato a Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, si laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università degli Studi di Bari, stabilendosi definitivamente in Venezuela nel 1970.  Professore di linguistica generale e dialettologia (italiana e venezuelana), presso la Facultad de Humanidades y Educación della Universidad Central de Venezuela a Caracas dal 1972, si è poi specializzato in fonetica e fonologia, presso i laboratori di fonetica sperimentale di Zagabria, e fu allo stesso tempo discepolo di Petar Guberina che lo indirizzò allo studio del Metodo Verbo-Tonale, per la riabilitazione dei sordomuti. Ha partecipato a numerosi seminari tenuti dai più prestigiosi linguisti contemporanei come Baldinger, Dressler, Sinclair, Van Dijk, Quilis, Renard.È stato fondatore del Dipartimento d'Italiano e dell'Istituto di Ricerche Linguistiche (Unidad de Investigación) e nel 1985 di "Núcleo", rivista scientifica della Facoltà di Lingue Straniere (Escuela de Idiomas Modernos), della quale fu Direttore fino al 1996. Dal 1990 al 1996 è stato Preside della Facoltà. Collabora con diverse riviste linguistiche, ed ha partecipato come relatore a convegni nazionali e internazionali (Venezuela, Italia, Argentina, Cuba, Jugoslavia, Canada, Stati Uniti, ecc.). Attualmente, Michele Castelli, oltre a studiare e a diffondere i poeti e gli scrittori vernacolari del suo paese d'origine, continua i suoi studi di ricerca sociolinguistica, impostati in modo particolare sulle analisi e i comportamenti linguistici delle seconde e terze generazioni di italiani nati in Venezuela.
[Wikipedia]
Onorificenze:
CAVALIERE dell'ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA - 1989
COMMENDATORE dell'ORDINE DELLA STELLA DELLA SOLIDARIETÀ ITALIANA - 2004
ORDEN "JOSÉ MARÍA VARGAS" DE LA UNIVERSIDAD CENTRAL DE VENEZUELA en su segunda clase - 1998
AMBASCIATORE DEL MOLISE - 2017 (onorificenza conferitagli dalla Regione Molise il 6 dicembre 2017 a Campobasso insieme al giornalista romano Giampiero Castellotti, all'ammiraglio italo-americano Michael Iademarco e alla manager Teresa Iarocci Mavica).

dicembre 15, 2018

"LINGUAPADRE" neologismo senza discriminazioni

Senza dover entrare alla discriminazione ideologica che si fa del "padre" possiamo parlare liberamente di "linguapadre"
Lo studio effettuato per l'Università di Torino ha permesso che già nel 2013 si coniasse il neologismo.

Da uno studio dell'italiano e tesi
"Italiano Linguapadre e Linguamadre in venezuelani di origini italiane"
Prof.ssa Carla Marello - Dr. Carlos Gullì  - Università degli Studi di Torino -
informazioni sullo studio carlos.cosmo.gulli@gmail.com

Articolo fonte 
"Lo sapete che è stato coniato il termine linguapadre? Artefice ne è Carlos Cosmo Gullì in collaborazione  con la professoressa Carla Marello. Cosmo Gulli insegna alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Torino. Sembra che il neologismo sia il risultato di una battaglia contro la discriminazione linguistica dovuta all’uso della parola madrelingua, nel senso di “Lingua della propria patria”.

Il termine madrelingua deriva dal latino e siccome il latino era la lingua madre delle altre lingue romanze, il termine venne usato per indicare la lingua che viene appresa nei primi anni di vita. Possiamo dire che il percorso socio-linguistico che sta alla base del neologismo linguapadre è la discriminazione linguistica percepita dall’autore. Secondo Carlos Cosmo Gullì il termine linguamadre dovrebbe essere sostituito con la dicitura “lingua di famiglia”, cioè lingua usata all’interno della famiglia, mentre nel caso di famiglie con figli di padre italiano, e madre non italiana, nati e residenti all’estero e che imparano l’italiano in un secondo momento, si dovrebbe usare il termine “linguapadre”. Questo in riferimento solamente alla lingua dei genitori.
Ma la cosa non è semplice e si fa più complicata se con il termine ‘linguamadre’ ci si riferisce alla lingua del paese in cui viviamo, alla lingua di ogni individuo, che non ha nulla a che fare con la lingua della propria mamma. E ancora una volta siamo di fronte ad una discriminazione linguistica, dice l’autore, nei confronti della figura del padre, considerato di serie B. Cosmo Gullì ha scelto esplicitamente di coniare un ternime completamente nuovo ‘Linguapadre’, che si differenzia da ‘Padrelingua’, l’altro termine che sarebbe stato possibile. Il termine Padrelingua gli appariva discriminatorio nei confronti del termine esistente di ‘Madrelingua’. Quest’ultimo può essere considerato come una sorta di sessismo al contrario. Presto potremmo trovare il termine linguapadre nei nuovi vocabolari italiani,  insieme a tutte le new entry, cioé le parole segnalate all’Accademia della Crusca"

Paolo Caruso 



dicembre 14, 2018

Venezuela: il ginecologo Andrea Basile assassinato in una rapina


Andrea Basile è stato ucciso da due delinquenti che sono entrati nella sua casa di Bella Vista, una fine atroce quella del ginecologo che viveva in Venezuela.
Michele Castelli, nostra stimata conoscenza, ne riporta la notizia a “IsNotizie”. Armando Basile è stato trovato cadavere a faccia in giù, legato mani e piedi, con la testa coperta da un cappuccio. Identificati gli assassini. Uno di essi aveva tentato di entrare più volte in casa di Basile.La vittima aveva lavorato in diversi ospedali di Maracaibo, ora collaborava con il CDI.
[via IsNotizie]  [familiafutura.com]

[La Verdad] Asesinan a un ginecólogo dentro de su casa en Bella Vista. Al médico lo amarraron, lo golpearon y posteriormente lo asfixiaron. Los delincuentes se robaron varios objetos de valor de la residencia. El dantesco crimen ocurrió el 8 de diciembre a las 2.30 de la madrugada. Según las primeras investigaciones practicadas por oficiales de la Policía científica, a esa hora de la madrugada los asaltante abrieron un hueco y cuando entraron, sometieron al médico. Se conoció que al médico lo ataron, golpearon y lo asfixiaron dentro de su residencia ubicada en la avenida 3F con calle 82B, a una cuadra de la avenida Bella Vista.
Las investigaciones de la muerte del ginecólogo continúan, los funcionarios del Policía científica informaron que tienen identificados por los apodos a los delincuentes que ingresaron a la vivienda de Armando Rafael Bacile Ferrer, de 61 años. Presuntamente un sujeto conocido como el “Antony” junto con el otro antisocial, se habían metido a robar en la casa del ginecólogo en seis oportunidades, pero en la última le quitaron la vida a Bacile.
Había trabajado en varios hospitales de Maracaibo y que actualmente laboraba en el CDI ubicado en la urbanización los Mangos, al oeste de Maracaibo.
Un caso similar ocurrió el pasado 26 de octubre, cuando fue asesinada la doctora pediatra Blanca Ginesa Arapé junto con su hermano Guillermo Secundo dentro de su vivienda. A la doctora la estrangularon y apuñalaron, mientras que a su hermano lo mataron de un golpe en la cabeza.


cosmodelafuente

dicembre 13, 2018

Venezuela: negli ospedali pediatrici i corpi si accumulano

🇮🇹Negli obitori degli ospedali pediatrici del Venezuela, abbondano i corpi di bimbi deceduti per denutrizione, mancanza di medicine e per infezioni contratte a causa della mancanza di prodotti per la pulizia e sterilizzazione. Un disastro umanitario che il governo venezuelano vuol nascondere al mondo.
Il servizio è di UNIVISION.
🇻🇪Cuerpos de niños fallecidos por el hambre y por la falta de insumos y también por el contagio debido a la falta de productos de limpieza y desinfección, se acumulan en las morgues. Una gravísima crisis humanitaria que las autoridades del régimen quieren silenciar.
[Reporte UNIVISION] [familiafutura.com]

dicembre 12, 2018

Venezuela: Américo De Grazia denuncia incursiones criminales contra los pueblos indígenas del Estado Bolívar




Américo de Grazia a Padrino López: “Los waraos ocupaban las tierras que ahora ocupa el ELN que usted, cobarde, no se atreve a tomar las acciones que sí tomó contra el pueblo pemón” [Por Irene Mejías Sola - Caraota Digital]

🇮🇹Vogliono cancellare l'etnia indigena che abita alcune zone del Venezuela. Nel video un deputato accusa l'attuale, corrotto e complice di Maduro, Ministro della Difesa Vladimir Padrino López: "i Waraos occupavano le terre di sui adesso si è appropriata l'ELN che lei, vigliacco, contro i quali lei non ha il coraggio di prendere delle misure che invece aveva ingiustamente preso contro il popolo dei Pemón".
Insieme alla FARC controllano mine di oro, diamanti e coltan in Venezuela. Da oltre due anni sono colpevoli della distruzione. Questi gruppi del terrore, secondo gli ex diputati Americo De Grazia e Andrés Velásquez, sono protetti dalle Forze Armate e dal regime di Maduro, proteggendo i terroristi sotto l'ala della rivoluzione bolivariano. Vengono organizzati e utilizzati per questo furto e crimine contro il paese.
WARAOS: etnia indigena nordest Venezuela e nord Guyana
PEMONES: etnia indigena Estado Bolívar
ELN: Ejército de Liberación Nacional, guerrilla terrorista colombiana di estrema sinistra. Controllano le mine d'oro del territorio indigeno del Venezuela con il beneplacito di Maduro. Sfruttano illegalmente, distruggono e uccidono non solo per l'oro, anche per i diamanti e il coltan. Il narcodittatore si associa a questo massacro.
@cosmodelafuente per familiafutura.com

[La República Perú]Guerrillas de ELN y disidencias de las FARC controlan minas
de oro y diamantes en Venezuela

La crisis en Venezuela se intensifica, pero desde hace dos años grupos subversivos explotan el oro, diamantes y coltán de minas ubicadasen la zona fronteriza con Colombia.  Unaalianza ilegal. Según los exdiputados del estado de Bolívar Américo De Grazia yAndrés Velásquez, la Fuerza Armada Nacional de Venezuela se muestra indiferenteingresaron al territorio venezolano amparados por la “revolución bolivariana”ante la problemática. Ellos explicaron al diario El Tiempo que los grupos de Hugo Chávez. Ahora, bajo el régimen de Nicolás Maduro, ellos gozan de un gobierno venezolano, el mismo que acudió a la explotación minera ante el “trabajo” formal en las minas: organizan a los mineros para explotarilegalmente el recurso, luego los transportan y entregan los minerales al gobierno venezolano, el mismo que acudió a la explotación minera ante el declive histórico de la producción petrolera. Ambos exfuncionarios denuncian amenazas por parte de Nicolás Maduro por revelar lo que ocurre al sur de Venezuela.

dicembre 11, 2018

Piemonte Film Commission: casting attori per cortometraggio



Venerdì 21 dicembre 2018
dalle ore 10,00 alle ore 17,00 in orario continuato
Sala Casting di via Cagliari 42 – Torino

L’associazione culturale per i Diritti Umani e la libera informazione giornalistica no-profit Familia Futura, per il cortometraggio “Venezuela Ieri e Domani”, le cui riprese inizieranno da fine gennaio, cerca i tre personaggi:

- Carlos (età 45-50)
- Alejandro (età 45-50)
- Ragazza o ragazzo (età 22-28)

I provini saranno realizzati in lingua "spagnolo castellano", preferibilmente con accento venezuelano.

Scrivere a familiafutura@gmail.com 

Link alla fonte 
http://www.fctp.it/casting_item.php?id=3321 


[producciones familiafutura - mediacontact]

dicembre 10, 2018

BOLIVIA de Evo Morales:así se manipulan los Derechos Humanos ¡Castrochavismo en acción!


Evo Morales logró, de nuevo, pasar por encima la constitución de Bolivia para presentarse, una vez más, como candidato a la presidencia.
El New York Times reporta que Evo Morales manipula los derechos humanos para aferrarse a la presidencia
Casi doce años después de haber asumido el cargo de presidente de Bolivia, Evo Morales parece estar decidido a aferrarse al poder.
En 2016, convocó un referendo para eliminar una incómoda disposición de la Constitución boliviana que autoriza únicamente una reelección presidencial. Ello le habría permitido buscar un cuarto mandato y postularse de forma indefinida. Como sus planes fracasaron cuando la reforma fue rechazada por el 51 por ciento de los ciudadanos, Morales tuvo que idear una nueva fórmula: en septiembre, sus partidarios en la Asamblea Legislativa presentaron una demanda ante el Tribunal Constitucional para pedirle que elimine el molesto límite a la reelección consagrado en la Constitución de Bolivia. Ya en 2013 Morales había acudido al mismo tribunal para eludir el límite a las reelecciones y buscar un nuevo mandato. En esa ocasión, el tribunal generosamente concluyó que el primer mandato de Morales (2006-2010) no contaba, porque se dio antes de que la Constitución de 2009 entrara en vigor y autorizó la reelección.
Los secretos de Costa Rica detrás de un decorado de lujo
En su nueva maniobra, los partidarios de Morales alegan que el límite a la reelección discrimina al actual presidente y viola su derecho humano a participar en política. Para ello, citan una disposición de la Convención Americana sobre Derechos Humanos que establece que los derechos políticos pueden limitarse “exclusivamente” según una lista acotada de hipótesis, entre las que no figuran los límites a las reelecciones.
Esta interpretación es francamente un disparate. La disposición de la convención fue concebida para impedir que gobiernos autoritarios se aferren al poder proscribiendo caprichosamente a candidatos opositores y no para bloquear los límites constitucionales a las reelecciones que precisamente buscan evitar el surgimiento de caudillos
Es prácticamente seguro que las actuales instancias judiciales de Bolivia no lograrán frenar la operación política de Morales para mantenerse en su cargo. Y, salvo que pierda las elecciones, Morales probablemente gobernará, al menos, hasta el 2026, sumando veinte años en la presidencia. Pero los gobiernos democráticos de la región deben reprochar su maniobra enérgicamente, al menos para restarle legitimidad a su futura presidencia y dejar en claro que no convalidarán las trampas de los políticos que quieran aferrarse al poder.

Ancora una volta, Evo Morales, è riuscito a calpestare la Costituzione del paese e, proprio come il suo omologo Maduro, se ne infischia del volere degli elettori e si presenta per la quarta volta candidato alla presidenza del paese, malgrado il Referendum del 2016 attraverso il quale il popolo boliviano aveva detto di NO.
Il New Times sostiene che Evo Morales manipola i Diritti Umani per mantenere la poltrona di Presidente. Nel 2016, appunto, convocó un Referendum per eliminare quella scomoda disposizione della Costituzione boliviana che permette soltanto una volta essere rieletto. Lui che aspirava alla quarta rielezione per restare poi a tempo indeterminato (vedi Chávez). Non aveva fatto i conti con un rifiuto del 51% degli elettori, ha dovuto quindi inventarsene un’altra, la sua gang al Parlamento hanno presentato una denuncia affinché si elimini questo limite nella rielezione. In conclusione il Tribunale Costituzionale ha accettato questo cambiamento, ovviamente..si parla di dittatura e tutto può accadere. Hanno il coraggio di dire che il limite imposto dalla Costituzione viola i diritti umani del dittatore, discriminando la sua possibilità di continuare al potere. Citano la Convenzione Americana dei Diritti Umani.
Un’interpretazione pazzesca. La disposizione a cui la gang Morales fa riferimento fu concepita per impedire che governi autoritari si mantenessero al potere proscrivendo a proprio piacimento i candidati oppositori e non, come preferiscono interpretare adesso, per bloccare i limiti costituzionali alle molteplici rielezioni.
Sicuramente la Bolivia democratica non riuscirà a frenare questo manovra di Evo per mantenersi al potere. A meno che non perda le elezioni, questo dittatore governerà sino al 2026, saranno quindi 20 anni alla presidenza. Anche in questo  caso, come in Venezuela che è sotto la dittatura di un presidente illegittimo, i governi degli altri paesi, dovrebbero condannare questa manovra, almeno per negare la legittimità della sua futura presidenza e far presente che non convalideranno gli imbrogli politici che vogliono avvinghiarsi al potere.
@cosmodelafuente

dicembre 08, 2018

Venezuela: produzioni compiacenti occulterebbero la verità sulla catastrofe umanitaria del paese







Esto es lo que se vive en Venezuela.
Es criminal negar y fingir que esto no exsite solo porque tienes una afiliación política que apoya el castrochavismo, la revolución y semejantes.  Hay películas que nos dicen la verdad, no niegan la grave Crisis humanitaria que está viviendo el país, que no esconden el malcontento del pueblo, como puedo decir que es el docufilm de Gustavo Tovar Arroyo, muy preciso y realístico.
Pero existen otras producciones, que se presentan como docufilm por los Derechos Humanos de Venezuela, que no quieren mostrar la realidad,  muestran gente que llora por Chávez, y no hablan sobre la desnutrición, la miseria, la muerte que ocurre en Venezuela. No es necesario citar los títulos, somos todos bastante inteligentes para entender.  Lástima que los italianos y los que no son venezolanos puedan creer que esa es la verdad. Nadie tendría que dar espacio a similares producciones que se colocan muy bien como alentadoras y para disfrazar la cruda realidad.
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🇮🇹 Questo è quello che vive il Venezuela, quello che piacerebbe a Podemos per la Spagna o a simpatizzanti del chavismo. E' da criminali negare e fingere che tutto questo non esista perchè appartieni a un partito politico che appoggia direttamente o indirettamente il castrochavismo, la rivoluzione e porcherie simili. Ci sono dei docufilm che raccontano la verità, che non negano la grave crisi umanitaria che vive il Venezuela, che non nasconde il malcontento del popolo, come posso dire della produzione di Gustavo Tovar Arroyo, molto precisa e realistica.
Ci sono, però, altre produzioni, che si presentano come docufilm per il Diritti Umani del Venezuela, che in realtà sono chiaramente in favore del chavismo, mostrano immagini vecchie di gente che piange per Chávez, che non documentano la denutrizione, la miseria, la morte giornaliera del popolo venezuelano. Non è necessario citare il titolo, siamo abbastanza intelligenti da capirne il collegamento. Peccato che gli stranieri possano cadere nel tranello. Nessuno che si occupi “veramente” del Venezuela dovrebbe dare spazio a queste produzioni che si mostrano per quello che sono, tentativi di allentare e mascherare la cruda realtà.


@cosmodelafuente per
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