giugno 15, 2019

L’aiuto di Medici Senza Frontiere al Venezuela. L’allarme di Save The Children


Da Aprile 2019 il Venezuela è tornato a far parlare di sé a causa di un inasprimento delle lotte politiche che si aggiungono ad anni di crisi economica e politica che hanno influito pesantemente sulla vita quotidiana delle persone.  Una Crisi che potremmo definire “catastrofe”.
Medici senza Frontiere fornisce assistenza medica in Venezuela dal 2015. Kristel Eerdekens, coordinatore delle operazioni di MSF, descrive il lavoro di MSF nel paese.
Qual è la situazione medica nel paese?
“Il Venezuela sta attraversando una crisi economica e politica che colpisce ogni strato della società. Per MSF è un contesto difficile in cui lavorare, a cominciare dal fatto che le nostre équipe presenti sono presenti solo in alcune località. Per questo motivo, è difficile per noi descrivere in modo esaustivo le esigenze mediche del paese. Dal 2015 i dati medici disponibili sono molto limitati, e ciò rende difficile fornire un’analisi più generale.
Nei luoghi in cui lavoriamo, vediamo professionisti della salute dedicati e qualificati che fanno del loro meglio per servire le comunità, nonostante tutti i limiti. Devono affrontare forniture di farmaci incostanti e irregolari, mentre la manutenzione di apparecchiature e infrastrutture mediche è quasi inesistente. L’iperinflazione che si verifica nel paese e la mancanza di investimenti nel sistema sanitario rendono molto difficile fornire cure di qualità. Inoltre, i professionisti del settore medico, compresi quelli delle nostre équipe, decidono di lasciare il paese.
Ciò ha portato ad un aumento dei casi di malattie precedentemente sotto controllo, come la malaria, e focolai di malattie prevenibili, come la difterite e il morbillo. Negli anni ’60, il Venezuela è stato un pioniere nell’eradicazione della malaria e dispone ancora delle conoscenze e delle istituzioni per farlo. Tuttavia, le aree più colpite dalla malaria devono affrontare anche un sistema sanitario gravemente compromesso, e ciò ha influito sul programma di controllo della malaria.
A Maracaibo, dove lavoravamo fino a febbraio 2018, abbiamo osservato anche che la carenza di servizi medici ha provocato ritardi negli interventi ostetrici e chirurgici di emergenza.
I venezuelani che attraversano il confine verso il Brasile e la Colombia e che ricevono assistenza medica dalle nostre équipe riferiscono che la carenza di cibo e la mancanza di accesso a cure mediche di qualità sono le motivazioni per lasciare il paese.
Cosa sta facendo in questo momento MSF in Venezuela?
Attualmente MSF ha quattro programmi medici attivi in Venezuela. Collaborando con organizzazioni locali e istituzioni pubbliche, forniamo assistenza medica e psicologica alle vittime di violenza, anche a sfondo sessuale, a Caracas, una delle città più brutali del mondo. Promuoviamo un approccio globale in cui l’assistenza medica è unita a quella psicologica perché consideriamo la violenza sessuale un’emergenza di carattere medico.

Negli ultimi anni sosteniamo anche il programma anti-malaria nel comune di Sifontes, nello stato di Bolivar, un’area con molte miniere d’oro non ufficiali, che richiama persone da tutto il paese. La malaria si è diffusa rapidamente nella regione a causa dell’elevata mobilità della popolazione, delle pessime condizioni in cui vive e dello scarso finanziamento al programma di controllo della malaria.
L’impegno di Medici senza Frontiere
Nel 2018, le équipe di MSF hanno eseguito 220.354 test a persone per verificare la presenza di malaria e ne hanno trattate 137.936 per la malattia. Abbiamo anche distribuito 20.000 zanzariere e disinfestato 3.900 abitazioni, al fine di prevenire nuove infezioni.
Dal mese di febbraio 2019, una équipe di MSF ha sede a Carupano, nello stato di Sucre, dove collabora con l’Istituto per la malaria per sostenere il programma nazionale del Venezuela per il controllo della malattia.
Tramite un’organizzazione medica locale, sosteniamo anche un programma di assistenza sanitaria di base nel nord del paese, con particolare attenzione alla salute sessuale e riproduttiva. Sebbene sia nella fase iniziale, questa attività fornisce il sostegno necessario a una popolazione che sta subendo una grave carenza di farmaci. MSF è stata coinvolta nella fornitura di assistenza analoga nella città di Maracaibo dal 2016 al febbraio 2018.
Inoltre, in questi tempi incerti, siamo in allerta e pronti a rispondere alle possibili esplosioni di violenza e alle conseguenze cliniche delle crisi economiche, sociali e politiche. Abbiamo già effettuato, e continueremo a farlo, donazioni di forniture mediche agli ospedali in varie parti del paese, per aiutarli a far fronte a un potenziale deterioramento acuto della situazione. Forniamo inoltre formazione per il personale medico locale per far fronte ad eventi di incidenti di massa, e un primo soccorso psicologico alla difesa civile e ai gruppi di soccorso volontario.
Nel 2018, MSF ha fornito assistenza medica e psicologica alle persone colpite dalle alluvioni a Caicara del Orinoco, nello stato di Bolívar, e Churuguara, nello stato di Falcón.
Quali sono i piani futuri di MSF?
MSF resta impegnata a fornire assistenza medica al popolo venezuelano in base ai loro bisogni.
“Siamo determinati a rafforzare le nostre attività esistenti e ad esplorare modi per ampliarle, laddove possibile. Se necessario, continueremo anche a fornire assistenza medica ai venezuelani che hanno lasciato il paese spostandosi verso il Brasile, la Colombia o altrove nella regione.
Tutti i finanziamenti per sostenere le attività di MSF in Venezuela provengono da donazioni private da tutto il mondo, nessuna risorsa proviene da governi. Questa è una delle numerose misure che adottiamo per garantire la nostra indipendenza dalle interferenze politiche, ancor più fondamentale in un ambiente così polarizzato”.
Malattie come la malaria
Raul Diaz, un giornalista venezuelano che si trova in Italia da un anno "per ragioni di sicurezza". Raúl si occupava di sport per un’emittente locale, poi ha cominciato a scrivere di politica e le critiche al governo gli sono costate minacce da parte del regime, e alla fine è dovuto andar via dal Venezuela. Una situazione comune a quanti si scrive e si critica le azioni fallimentari di chi sta al potere.
[Raúl Diaz dichiara all’agenzia Stampa Dire.it] “La gravissima crisi economica e il malgoverno di Maduro hanno distrutto i servizi di base e nel Paese povertà crescente, precarie condizioni igienico-sanitarie e scarsità di cibo hanno fatto ricomparire alcune malattie, tra cui la malaria. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, lo scorso anno 406mila persone hanno contratto una malattia ritenuta sconfitta tra gli anni Sessanta e Ottanta. Per questo un’alleanza tra istituti di ricerca epidemiologica e medici esperti ha redatto un appello alla comunità internazionale sul rischio contagi: “Tra il 2000 e il 2016- si legge nel testo- si è registrato un aumento dei casi di malaria del 709 per cento, mentre i decessi connessi a questa malattia sono cresciuti del 521 per cento”, sebbene le autorità abbiano smesso di rendere noti i dati dal 2014.
Secondo gli esperti, “la malaria si sta diffondendo rapidamente a livello nazionale, con 17 Stati che risultano focolai ed esportano la malaria nei Paesi limitrofi, come Colombia e Brasile”. “Brasile, Colombia, ma anche Perù e Cile sono i principali Paesi in cui i venezuelani si stanno trasferendo” prosegue Diaz, ricordando che “a Bogotà, Lima e nella regione carioca di Manaus esistono campi profughi con centinaia di persone”.
[cdf] la pandemia è molto più grave, il numero dei migranti venezuelani è molto più altro di quello che riporta l’ONU. Organizzazioni internazionali per le migrazioni stimano 4,5 milioni di venezuelani usciti dal paese. Già a gennaio 2019, l’Istituto di statistica nazionale, Consultores 21,  dichiarava che si era già toccato quota 4 milioni. Un intervento umanitario forzato diventa sempre più necessario.
[Raúl Diaz] Nicolás Maduro non ha mai avuto le competenze e le qualità necessarie per guidare una nazione così complessa”. E chiunque soffra per l’assenza di farmaci, cibo o per l’impossibilità di fare acquisti, dal momento che il valore della moneta è ormai abbattuto dall’iperinflazione non può protestare. Secondo il giornalista, vari gruppi armati, probabilmente pagati delle autorità, intervengono per reprimere ogni voce o iniziative di dissenso.
[cdf] I dati di Save The Children non possono non allarmarci sul fatto che oggi, nel mondo, sono circa 31 milioni i minori che sono stati costretti a fuggire dalle proprie case nel tentativo di mettere in salvo la propria vita, e solo nel 2016 sono stati uccisi 53.000 bambini in seguito alle violenze, di cui il 64% in Medio Oriente e Nord Africa. Non a caso la Siria figura tra gli unici tre paesi al mondo (insieme a Venezuela e Trinidad e Tobago) dove, secondo la graduatoria di Save the Children, le condizioni di vita per i bambini, negli ultimi 20 anni, non hanno subito alcun tipo di miglioramento, sia lo Yemen che il Venezuela non forniscono dati aggiornati.
L’agenzia d’informazione SIR segnala che il Venezuela è uno dei tre Paesi del mondo in  cui le condizioni dei minori sono peggiorate a partire dal 2000. Lo sostiene un rapporto dell’organizzazione Voz de América (Voa), che cita tra l’altro le cifre diffuse da Save the Children: dal 2000 in Venezuela la mortalità infantile è aumentata del 40% e l’omicidio di minori del 60%. Delle 176 nazioni analizzate dal rapporto, solo Venezuela, Siria e Trinidad e Tobago hanno visto nell’arco del periodo considerato un peggioramento delle condizioni dei minori. La situazione è ancor più peggiorata in seguito alle migrazioni massicce degli ultimi due anni, che vedono una fortissima presenza di minori.
Tutto questo deve farci riflettere.  L’Italia non può mantenere la sua posizione di neutralità di fronte a questo disastro.
 


Notizie da:
-          Dire.it
-          Raúl Diaz
-          Save the Children
-          Agenzia d’informazione SIR
www.familiafutura.com
Cosmo de la Fuente

giugno 11, 2019

Aiutaci ad aiutare - Venezuelani in Torino , Venezuelani in Piemonte


Raccolta generi alimentari, abbigliamento e donazioni per le famiglie venezuelane con i bimbi in cura per leucemia e trapianto del midollo.
Anche in zona Avigliana, presso gli uffici di Familia Futura è possibile fare le donazioni.
Da Lunedì a Venerdì' della prossima settimana dalle ore 9 alle ore 19
Via Cuminie 23 (statale 24)
Villar Dora (Torino)
Tel. contatto 3394596351


maggio 31, 2019

Italiani in Venezuela restano senza Ambasciatore grazie al governo giallo-verde (lettera aperta)


Gli italiani restano senza Ambasciata in Venezuela grazie al governo Di Maio-Salvini
Fra qualche ora la Comunità Italiana del Venezuela si stringerà intorno all'Ambasciatore d'Italia Silvio Mignano, per festeggiare la Festa della Repubblica che sarà l'ultima in Venezuela con un Ambasciatore d'Italia. E sì, fra qualche giorno, con un anno di anticipo, Silvio Mignano sarà sostituito, ma non avremo un nuovo Ambasciatore ma un Incaricato d’Affari, visto che l'Italia non riconosce né Nicolas Maduro, né Juan Guaidó

Lettera Aperta

Caro Ministro Moavero Milanesi, scrivo a Lei che è persona nota per la sua preparazione e competenza e che come Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale del Governo Conte è il “Capo della nostra diplomazia”, a nome dei miei lettori e in senso lato dando voce ai 140 mila iscritti all'AIRE e ai 2 milioni di Italiani del Venezuela, che fra qualche giorno resteranno, resteremo, senza Ambasciatore d'Italia. Verrà un bravissimo e preparatissimo ex Ambasciatore d'Italia in Argentina, il Dr. Placido Vigo, ma non come Ambasciatore ma come Incaricato d'Affari, in quanto come Lei ben sa, il Governo italiano non riconosce Nicolas Maduro, né riconosce Juan Guaidó come legittimo, costituzionale Presidente ad Interim del Venezuela e nell'impossibilità tecnica l'Italia non può accreditare nella sua mansione di Ambasciatore il Capo delegazione diplomatica, ma può solo inviare un Incaricato d'Affari. È detto incaricato d'affari l'agente diplomatico di minor rango secondo la gerarchia stabilita durante il Congresso di Vienna e poi accolta nella Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. L'ambasciatore Placido Vigo, designato dal suo governo ad Ottobre 2018 in una situazione ben diversa dall'attuale, anche se già vi erano tutti i presupposti: l'Italia già non riconosceva l'Assemblea Costituente, né riconosceva le elezioni presidenziali da essa convocate e l'elezione di Nicolas Maduro. E da Ambasciatore sua Eccellenza il Dr. Placido Vigo, per la sua preparazione e competenza sarebbe ovviamente il benvenuto ed è il benvenuto anche come Incaricato d’ Affari, non sono le persone, ma il rango diplomatico che occupano che ci preoccupano.
E mai possibile, ci domandiamo che un Paese come l'Italia così importante per la storia, la cultura, il commercio e la vita socio politica del Venezuela sin dalla nascita della Repubblica del Venezuela resti priva dell'Ambasciatore accreditato e nel pieno delle sue funzioni del diritto internazionale, e si accontenti di retrocedere a un rango inferiore facendosi rappresentare da un Incaricato agli Affari? Che senso ha? Come Italiani del Venezuela siamo mortificati, non ci sentiamo rispettati e le chiediamo con molta umiltà ma con rispettosa fermezza, se in un momento di crisi umanitaria e politica come quella in cui versa il Venezuela non sia il caso, la dove fosse necessario d'imperio, chiedere all'Ambasciatore accreditato e nel pieno delle sue funzioni di restare, perché l'Italia sia rappresentata al massimo rango diplomatico?
Le chiedo, non sarebbe un gesto concreto di protezione verso noi Italiani del Venezuela il mantenere a Caracas un Ambasciatore accreditato e nel pieno del suo rango e funzione?
Mi perdoni se può per la schiettezza, ma se devo fare il mio dovere di dar voce ai miei lettori e in senso lato agli Italiani del Venezuela, non posso che essere sincero e schietto nella richiesta!
Grato fin da adesso per la sua attenzione e in attesa di una sua gentile risposta e spero, di una sua nuova decisione, conscio che non tutto dipende da Lei, mi auguro che Ella possa venire a trovarci qui a Caracas quanto prima.
Con Stima
Umberto Calabrese
[Editore e direttore Agorà Magazine e di Piazza Italia el periodico de los italovenezolanos]
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Sottoscrivo la lettera aperta del Dott. Calabrese
Carlos Gullì (cosmodelafuente)

maggio 29, 2019

Silvio Berlusconi è il padre del centrodestra italiano. Il futuro di Forza Italia da Mara Carfagna in poi.



Il credersi onnipotenti è un primo passo falso, in ogni campo.  Sia Salvini che Meloni dovrebbero riflettere bene su questo. Loro due insieme, e da soli, non andranno da nessuna parte.  A poco serviranno le lettere, le news fuorvianti, i messaggi  whatsapp e gli attacchi subdoli dei “falsi amici”. Farse che ricordano i metodi dei tiranni sudamericani. Prima o poi cadranno le ultime maschere.
Sono d’accordo con chi sostiene che Forza Italia è stata troppo generosa con chi non ha fatto altro che spargere false notizie nel tentativo di escludere il ‘Partito’ dal centrodestra. Non abbiamo la memoria così corta e sicuramene la malafede diffusa non può sostituirsi alla passione libertaria, non potrà  sminuire il lavoro di unificazione costruito da Silvio Berlusconi, l’unico e vero artefice del centrodestra italiano, per non cadere nelle mani dei protagonisti del “tassificio” che oggi, invece, intende diffondersi nuovamente.
La naturale diversità di Forza Italia, lontanissima dal populismo che ha generato malessere ovunque, è da valorizzare, per il bene dei cittadini italiani. Sicuramente è importante la riorganizzazione della classe dirigente azzurra,  sviluppando la capacità di riconoscere chi ha le carte in regola per divenire un valore aggiunto.
Giustissimi il congresso e l’assemblea, come è fondamentale prendere coscienza delle nuove esigenze, contro la politica dell’odio, della paura e della rabbia. La democrazia non va azzittita, ma amplificata, anche all’interno di Forza Italia.
I traditori e i giocolieri vanno individuati ed accompagnati all’uscita.
Sono molti i nomi azzurri protagonisti della buona politica, che possono apportare beneficio ma,  secondo il mio modesto parere, occorre puntare sulle azzurre ai vertici di Forza Italia, come  la “punta di diamante” Mara Carfagna.  La svolta che permetterà la rapida crescita del Partito.
Il sogno berlusconiano è più vivo che mai.
[Carlos Gullì @cosmodelafuente]

[Dal Blog di Mara Carfagna] “Noi dobbiamo dare prova di un’effettiva volontà di rinnovamento che tenga il passo con i grandi eventi che scuotono l’Europa. Ovunque i moderati si sono attrezzati ai tempi che corrono, rinnovando le classi dirigenti, ricostruendo con altri criteri le loro vecchie strutture, aggiornando l’analisi sulle priorità dei loro elettorati, cambiando le parole d’ordine. In Francia, Germania, Olanda, in Spagna e persino in Grecia, le forze popolari e liberali hanno “tenuto” o registrato risultati importanti grazie a netti atti di cambiamento compiuti nell’ultimo triennio. L’unico Paese dove il mondo conservatore ha pensato di poter giocare la partita della continuità è l’Inghilterra, e si è visto come sono finiti i Tories: seppelliti dai loro errori”

maggio 21, 2019

Elezioni Regionali del Piemonte - 26 maggio 2019



Progresso e Diritti Umani (un binomio indissolubile).
Dissolviamo l'odio, creando Lavoro e Futuro nella nostra Regione.
Aiuto immediato ai venezuelani e agli italo venezuelani in fuga dalla dittatura di Maduro.
Riconoscimento della professione di Mediatore Interculturale.

Pronti a far ripartire il Piemonte con Forza Italia, Alberto Cirio
Crocia il simbolo e di fianco scrivi Gullì (con l'accento sulla ì).

Il dovere di schierarsi. 
Perchè con Forza Italia?

Le risposte possono essere molteplici.
Cercherò di rispondere il più semplicemente e sinceramente possibile.

Nella mia famiglia di origine, grazie agli insegnamenti di  mio padre, si è sempre stati estimatori di quei valori  come: progresso, libertà individuale, libertà di pensiero, libertà di crescita, innovazione, meritocrazia, apprezzamento del lavoro altrui, rispetto della proprietà privata. Sostenendo sempre e comunque i Diritti Umani, senza dei quali un Paese non potrà mai evolversi completamente, senza dei quali una Società, prima o poi, potrebbe essere vittima di dittatura.
Sono italo-venezuelano, nato a Caracas da genitori italiani, risiedo a Torino da molti anni. In questa meravigliosa città ho compiuto i miei studi universitari e dopo un breve passato artistico, mi sono dedicato al mio lavoro d’informazione come giornalista freelance. Ho collaborato con agenzie stampa e mi considero un attivista per i Diritti Umani. La lotta che ho portato avanti per la libertà del Venezuela è una delle battaglie che ho affrontato, fin dal 2002, anno in cui ho cominciato a scrivere i primi articoli per la carta stampata italiana. Oggi sono un mediatore interculturale, promuovo l’interazione tra le culture, il rispetto del prossimo, senza discriminazioni di sorta. Ecco perché da anni denuncio anche gli atti di razzismo e dei Crimini di lesa umanità.
Ho trovato in Forza Italia un partito moderato, composto da persone intelligenti e libere, le quali, sostenendo lo sviluppo economico della società, non perdono mai il  rispetto per il prossimo e la libertà individuale. 
Non si dimentichi il lavoro di Mara Carfagna per le Pari Opportunità, o quello di Stefania Prestigiacomo, e del  Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Forza Italia è “fatta” da persone per bene. Non bado agli stereotipi che partono sempre dall'ignoranza e che colpiscono più o meno tutti i partiti, ma c’è una verità che bisogna conoscere, Forza Italia si è rinnovata negli ultimi anni nel suo 75%. Coalizioni? Tutti i partiti formano delle coalizioni, quello che contano, però, sono i programmi e le persone.
Pensate anche voi, come me, che il benessere di una società va a braccetto con il rispetto dei Diritti Umani? 
Il grande lavoro che si propone il candidato alla Presidenza Alberto Cirio spazia dalla sicurezza all'ambiente, dall'alleggerimento del peso fiscale sui commercianti allo sviluppo economico e al benessere di tutti cittadini. Un occhio di riguardo verso i più deboli e molti altri punti chiave per una Regione all'avanguardia. Io mi sono sempre occupato di informazione (libera) e di società, il mio contributo al grande lavoro che Alberto Cirio si propone di fare è all'insegna del binomio indissolubile Progresso e Diritti Umani. Il progresso inteso come avanzamento, come svilupo della società onde favorire la crescita economica, sociale, tecnologica, morale.
Pari Opportunità valorizzando, altresì, la meritocrazia dei cittadini.
Progetti per la crescita, per la comunità, per la mediazione.
Guardare verso il futuro per una Regione moderna, innovativa, Europea, Mondiale.
Con il Venezuela nella mente e nel cuore.



Link al Curriculum di Carlos Gullì clicca qui 

Venezuela, il paese più ricco di petrolio al mondo, muore di fame. Maduro lo ha regalato a Cina e Russia per restare al potere



[L'inkiesta] Il Venezuela è il Paese più ricco di petrolio al mondo, ma le sue riserve d’oro sono quelle di coltan, materiale con cui si producono le batterie degli smartphone.
E questo lo rende un eldorado energetico che fa gola a tanti. Ma il dittatore somaro ha pensato di regalare agli altri Paesi quello che lui non sa usare. Ecco il perché lo proteggono. Ai venezuelani non rimarrà niente. In altri termini, il re è nudo: e se Maduro è ancora in sella, lo deve solo alla Cina e alla Russia. Il sostegno di quest’ultimi, infatti, non è un evento straordinario, in quanto da circa 15 anni entrambi sono i principali "strozzini" del regime di Caracas.
Il Vladimir Putin che conosciamo, ha tra i suoi obiettivi più longevi quello di sigillare una bandierina sul “giardino” americano, alimentando un’influenza anti-Usa nei paesi tradizionalmente rossi, come Cuba, Bolivia, Nicaragua e, per l’appunto, Venezuela. Mentre lontano dalle piazze si sta decidendo una sfida fondamentale per il futuro delle risorse energetiche, come in precedenza è bene ricordare, che in quelle stesse piazze le persone ogni giorno perdono la vita.
La profonda crisi economica, provocata dal malgoverno socialista prima di Hugo Chavez e poi di Maduro, ha reso inerme il Venezuela. Giacimenti di petrolio, la cui estrazione è gestita dalla società statale PDVSA (capace di garantirsi generatori per continuare a estrarre greggio nel momento in cui l’intero Paese era paralizzato dal blackout), nei bacini di Maracaibo, Barinas, Anzoátegui, Monagas, Delta Amacuro, Falcón e Guercio sono cartucce bagnate. Il potere d’acquisto è crollato, facendo schizzare alle stelle il tasso di povertà: circa il 90% della popolazione, con un tasso di omicidi pari a 90 su 100 mila abitanti (l'Italia ha 0,9 su 100 mila abitanti).Non sono bastati, pertanto, i prestiti di Madre Russia (4 miliardi di dollari e 400 mercenari del contingente Wagner per tutelare il protetto) e del governo di Xi Jinping (dal 2005 a oggi, circa 62 miliardi di dollari, scaglionati in 17 prestiti,12 dei quali diretti al settore petrolifero) a salvare la baracca. Questo brago paleosocialista - visto che in circa 10 anni la quota dell'economia gestita dai privati è salita dal 65 al 71% - sta portando alla deriva uno dei paesi più ricchi al mondo, in termini di risorse. E mentre lontano dalle piazze si sta decidendo una sfida fondamentale per il futuro delle risorse energetiche, come in precedenza, è bene ricordare, che in quelle stesse piazze le persone ogni giorno perdono la vita. Oltre tre milioni di venezuelani sono fuggiti dal Paese in cerca di una vita normale.
[Fonti Linkiesta, familia futura] link

Rassegna
[Carlos Gullì @cosmodelafuente]




maggio 01, 2019

Venezula: Maduro il dittatore "incompreso"


Tappa finale per la dittatura assassina di Maduro.  Sono molti i militari che hanno abbandonato la macchina della morte del tiranno per unirsi all’opposizione a al Presidente ad interim Juan Guaidó, sotto lo sguardo furioso dei chavisti al potere che altro non possono fare che minacciare oppositori e manifestanti.  Ieri  anche la base aerea e militari di La Carlota (Caracas) si è schierata con la Libertà del Venezuela.
A fronte di tanta repressione, della miseria e la carestia a cui sono stati sottoposti i venezuelani e gli italiani in Venezuela, le detenzioni arbitrarie, le torture, le uccisioni dei dissidenti, la mancanza di cibo, di farmaci, di acqua e di energia elettrica, il M5S, grazie a cui l’Italia non ha condannato apertamente il tiranno e si è mantenuta neutrale per via dei simpatizzanti pentastellati, dovrebbe vergognarsi, mentre  gli elettori italiani trarre le proprie conclusioni e  prendere le distante da questo gruppo basato sulla disinformazione. La domanda del futuro sarà – Chi governava l’Italia quando il governo non ha riconosciuto  il passaggio alla democrazia venezuelana per mezzo di Guaidó, permettendo che in Italia restassero i collaboratori diplomatici della dittatura? – Il dito si punterà contro il governo gialloverde.
Guaidó è appoggiato da oltre 50 paesi democratici del mondo, mentre Maduro è riconosciuto come dittatore e usurpatore del potere, per essersi (lui) autoproclamato Presidente senza libere elezioni. Dal 10 di gennaio 2019 lui e tutti i diplomatici sotto il suo regime sono decaduti. Non lo ha accettato e ha annullato i poteri del Parlamento regolarmente eletto dal popolo. Ecco chi è il golpista, il suo nome è Nicolás Maduro Moros. Una realtà innegabile. Solo la disinformazione generalizzata o la malafede può sostenere il contrario.  Anche la mancata espulsione dei diplomatici del regime di Maduro, ex governo, è parte di questa complicità. A tale riguardo bisogna precisare che non si sta proteggendo la comunità italiana residente in Venezuela, come molti cercano di giustificare la complicità del governo italiano, poiché in Venezuela si muore per mancanza di medicine e l’Ambasciata italiana può fare poco. Quanti sono i casi di italiani in Venezuela di morti per mancanza di medicine e di cure mediche? Come il caso di quell’italiano diabetico morto per mancanza di farmaci di cui Mara Carfagna ha parlato in Parlamento?
Chi sostiene Maduro? Le autocrazie asiatiche collaborano con la permanenza della dittatura in Venezuela, complici del muro di ferro e del controllo della forza. Il chavismo, è chiaro, ha cercato di prendere tempo per diminuire l’attenzione internazionale e, nel frattempo, eliminare o esiliare i  leaders dell’opposizione, commerciando l’oro di Stato, il coltan e le risorse del Paese. Tutto è venuto a galla, grazie anche al lavoro di giornalisti “seri” e di comunicatori, si è capito con che tipo de criminale abbiamo a che fare.  L’opposizione continua a chiedere al popolo venezuelano di scendere per le strade e manifestare contro una dittatura che non guarda in faccia a nessuno.  La diaspora venezuelana cresce di giorno in giorni, si parla ormai di tre milioni di persone che sono fuggite dalla carestia voluta dalla dittatura, che ha negato anche l’ingresso degli aiuti umanitari.  Cina, Russia, Iran e Turchia hanno i loro interessi, ovviamente. 
Maduro ha imparato bene e applicato il copione castrista,  meglio privo di giovani e di popolazione che mollare il potere e il narcotraffico internazionale. Continua a nominare generali e ad appoggiarsi ai colectivos, bande di delinquenti assoldati e armati da schierare contro i manifestanti, allo scopo di terrorizzare e sventare possibili rivolte popolari. Insieme a loro operano anche altri gruppi di teppisti e di paramilitari in collegamento con le guerriglie colombiane, per non parlare poi di tutti i gruppi cubani a cui si ispira il SEBIN la polizia politica che agisce contro chiunque sia sospettato di dissidenza o che sia colpevole anche soltanto di fare una critica sulle reti sociali.
Sono migliaia i soldati fuggiti in Colombia, ufficiali che si sono ribellati e non dimentichiamo uno degli eroi, Oscar Pérez, che Maduro ha fatto giustiziare insieme al suo gruppo, nonostante la resa.  La speranza del Venezuela oggi è su Guaidó, il Paese è con lui, mentre il 90% della popolazione chiede a gran voce il cambio. Non si può restare inermi di fronte alla distruzione di un popolo. Il dittatore "incompreso" deve capitolare non solo per la sua incompetenza, anche per essere colpevole di atroci crimini di Lesa Umanitaria.

Merito dell’opposizione, della stampa libera ma anche dei giornalisti freelance,  è stato quello di essere riusciti a mostrare la realtà del Venezuela. Non dimentichiamo i partiti politici italiani che hanno aiutato i venezuelani, esprimendosi e  parlandone in Parlamento, non dimentichiamo Antonio Tajani che da Presidente del Parlamento europeo è riuscito a sensibilizzare l’Europa sul caso venezuelano. Solo la pressione internazionale può aiutare il nostro paese, solo le forze armate potranno decidere se riportare la democrazia in Venezuela. Sono giorni importanti. Decisivi.
Salvare il popolo venezuela è priorità. La revolución il fallimento del Venezuela.


[Carlos Gullì -  @cosmodelafuente]

aprile 27, 2019

Ecco perchè con Forza Italia in Piemonte. Il mio progetto.



Le risposte possono essere molteplici.
Cercherò di rispondere il più semplicemente e sinceramente possibile.

Nella mia famiglia di origine, grazie agli insegnamenti di  mio padre, si è sempre stati estimatori di quei valori  come: progresso, libertà individuale, libertà di pensiero, libertà di crescita, innovazione, meritocrazia, apprezzamento del lavoro altrui, rispetto della proprietà privata. Sostenendo sempre e comunque i Diritti Umani, senza dei quali un Paese non potrà mai evolversi completamente, senza dei quali una Società, prima o poi, potrebbe essere vittima di dittatura.
Sono italo-venezuelano, nato a Caracas da genitori italiani, risiedo a Torino da molti anni. In questa meravigliosa città ho compiuto i miei studi universitari e dopo un breve passato artistico, mi sono dedicato al mio lavoro d’informazione come giornalista freelance. Ho collaborato con agenzie stampa e mi considero un attivista per i Diritti Umani. La lotta che ho portato avanti per la libertà del Venezuela è una delle battaglie che ho affrontato, fin dal 2002, anno in cui ho cominciato a scrivere i primi articoli per la carta stampata italiana. Oggi sono un mediatore interculturale, promuovo l’interazione tra le culture, il rispetto del prossimo, senza discriminazioni di sorta. Ecco perché da anni denuncio anche gli atti di razzismo e dei Crimini di lesa umanità.
Ho trovato in Forza Italia un partito moderato, composto da persone intelligenti e libere, le quali, sostenendo lo sviluppo economico della società, non perdono mai il  rispetto per il prossimo e la libertà individuale. 
Non si dimentichi il lavoro di Mara Carfagna per le Pari Opportunità, o quello di Stefania Prestigiacomo, e del  Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Forza Italia è “fatta” da persone per bene. Non bado agli stereotipi che partono sempre dall'ignoranza e che colpiscono più o meno tutti i partiti, ma c’è una verità che bisogna conoscere, Forza Italia si è rinnovata negli ultimi anni nel suo 75%. Coalizioni? Tutti i partiti formano delle coalizioni, quello che contano, però, sono i programmi e le persone.
Pensate anche voi, come me, che il benessere di una società va a braccetto con il rispetto dei Diritti Umani? 
Il grande lavoro che si propone il candidato alla Presidenza Alberto Cirio spazia dalla sicurezza all'ambiente, dall'alleggerimento del peso fiscale sui commercianti allo sviluppo economico e al benessere di tutti cittadini. Un occhio di riguardo verso i più deboli e molti altri punti chiave per una Regione all'avanguardia. Io mi sono sempre occupato di informazione (libera) e di società, il mio contributo al grande lavoro che Alberto Cirio si propone di fare è all'insegna del binomio indissolubile Progresso e Diritti Umani. Il progresso inteso come avanzamento, come svilupo della società onde favorire la crescita economica, sociale, tecnologica, morale.
Pari Opportunità valorizzando, altresì, la meritocrazia dei cittadini.
Progetti per la crescita, per la comunità, per la mediazione.
Guardare verso il futuro per una Regione moderna, innovativa, Europea, Mondiale.
Con il Venezuela nella mente e nel cuore.

Link al Curriculum di Carlos Gullì clicca qui 

Crocia il simbolo di FORZA ITALIA BERLUSCONI PER CIRIO e di fianco SCRIVI
Gullì (con l'accento sulla i)

Link alla lista candidati Consiglieri Regione Piemonte Forza Italia clicca qui



[Carlos Gullì - reti sociali @cosmodelafuente]



aprile 18, 2019

Decreto Flussi

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2019 il D.P.C.M. del 12 marzo 2019 con cui vengono fissate le quote dei lavoratori stranieri che per l'anno 2019 possono fare ingresso in Italia per lavorare, prevalentemente per motivi di lavoro stagionale.
Come nel 2018 il decreto fissa una quota massima di ingressi pari a 30.850 unità, 18.000 delle quali riservate agli ingressi per motivi di lavoro stagionale.
Le restanti 12.850 unità sono invece, come ogni anno, in piccola parte riservate all'ingresso di lavoratori appartenenti a determinate categorie (lavoratori di origine italiana, lavoratori autonomi, lavoratori che hanno seguito all'estero corsi di formazione ex art. 23 T.U. Immigrazione) e, per la restante parte, riservate alle conversioni.
LA DOMANDA
L'inoltro da parte di un datore di lavoro, italiano o straniero regolarmente residente in Italia, della richiesta di nulla osta per l'assunzione di un lavoratore extracomunitario rappresenta il momento di avvio dell'intera procedura.
Le domande potranno essere presentate:
  • Dalle ore 9,00 del 16 aprile 2019 per l'assunzione di lavoratori non stagionali e per le conversioni;
  • Dalle ore 9,00 del 24 aprile 2019 per l'assunzione di lavoratori stagionali.
Secondo quanto indicato nella circolare congiunta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed del Ministero dell'Interno a partire dalle ore 9.00 dell'11 aprile è disponibile l'applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda all'indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it.
Durante la fase di compilazione e di inoltro delle domande, è  fornita assistenza agli utenti attraverso un servizio di help desk, che può fornire ragguagli tecnici ed è raggiungibile tramite un modulo di richiesta di assistenza utilizzando il link "Help Desk",sull'home page dell'applicativo, disponibile per tutti gli utenti registrati.
Da quest'anno prerequisito necessario per l'inoltro telematico delle domande sul sito https://nullaostalavoro.dlci.interno.it è il possesso di un'identità SPID, come illustrato con Circolare del Ministero dell'Interno n. 3738 del 4 dicembre 2018.

INGRESSI PER LAVORO STAGIONALE
Il Decreto prevede 18.000 quote riservate all'ingresso pe lavoro stagionale. I settori in cui è possibile l'instaurazione di rapporti di lavoro a carattere stagionale, sono solo il settore agricolo e quello turistico-alberghiero. Deve trattarsi di settori in cui viene applicato uno dei contratti collettivi di lavoro che compaiono nel modello di domanda per lavoro stagionale presente sul sito del Ministero dell'Interno.
Le quote per lavoro stagionale sono riservate alle seguenti nazionalità: Albania, Algeria, Bosnia- Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova,  Montenegro, Niger, Nigeria, , Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. Diversamente dagli anni passati non possono più fare ingresso per la prima volta per lavoro stagionale i cittadini pakistani.
Lavoratori stagionali pluriennali
2.000 delle 18.000 quote sono riservate agli ingressi per lavoro stagionale pluriennale.
Si ricorda che il Testo Unico sull'Immigrazione prevede la possibilità di richiedere un permesso di soggiorno triennale, sempre per lavoro stagionale, nel caso in cui il lavoratore abbiano già fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti.  
La domanda può essere presentata anche da un datore di lavoro diverso da quello precedente. Uno dei principali vantaggi del permesso pluriennale è quello di consentire al lavoratore stagionale di fare ingresso in Italia l'anno successivo indipendentemente dalla pubblicazione del decreto flussi per lavoro stagionale. La richiesta di assunzione in caso di permesso stagionale pluriennale per le annualità successive alla prima, può essere effettuata anche da un datore di lavoro diverso dal datore di lavoro che ha ottenuto il nullaosta triennale al lavoro stagionale.
INGRESSI PER LAVORO SUBORDINATO NON STAGIONALE E PER LAVORO AUTONOMO
 In base al nuovo decreto sono ammessi in Italia 3.000 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo. La quota complessiva è così ripartita:
500 QUOTE riservate ai lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d'origine ai sensi dell'art. 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Per saperne di più su tali programmi vai alla pagina del Portale dedicata.
100 QUOTE riservate ai lavoratori stranieri di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile
2.400 QUOTE riservate ai lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie:
- imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia italiana che preveda l'impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
- liberi professionisti riconducibili a professioni vigilate oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione;
-  figure societarie, di società non cooperative, espressamente previste dalla normativa vigente in materia di visti d'ingresso; artisti di chiara fama internazionale, o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici oppure da enti privati;
cittadini stranieri per la costituzione di imprese "start-up innovative" ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l'impresa. Per maggiori chiarimenti sul programma Italia Start Up Visa vai alla pagina dedicata.  
Per la procedura relativa ad un visto di ingresso per lavoro autonomo vai al sito del Ministero degli Affari Esteri.
CONVERSIONI
Le restanti 9.850 quote previste dal Decreto vengono riservate a coloro che devono convertire in lavoro il permesso di soggiorno già posseduto ad altro titolo. In particolare in tale ambito le quote sono così ripartite:
 
4.750 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno per lavoro stagionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale
3.500 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale
700 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio,  tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo
800  quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato non dall'Italia ma da altro Stato membro dell'Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale
100 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell'Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo

marzo 14, 2019

Venezuelani in Italia a media: raccontate nostro dramma




Roma, 14 mar. (askanews) – Carlos Gullì, portavoce e addetto stampa del comitato di rappresentanza dei venezuelani in Italia, lancia un appello per provare a sensibilizzare la rete giornalistica italiana su quanto sta accadendo in Venezuela, Paese del Sud America dilaniato da una crisi umanitaria senza precedenti. “Il Comitato di rappresentanza dei venezuelani in Italia supplica i lavoratori del giornalismo e del mondo mediatico radio-televisivo che informino coscientemente sul dramma del Venezuela, mettendo da parte i propri colori politici che, in questo caso, non aiutano ad uscire dalla catastrofe in cui è sprofondato il paese”. “Il senatore americano Marco Rubio – prosegue Gullì nella nota – ha avvertito che 80 bimbi sono morti nel reparto neonatale di un ospedale paralizzato dal blackout”. “Non è la prima volta che in Venezuela si verificano dei blackout, ma così prolungato ed esteso non si era mai visto”. Il dittatore Maduro ha spento la luce in Venezuela, ha tolto l’energia all’intera nazione, o quasi. Così la popolazione è costretta ad andare avanti senza acqua corrente, senza potere usare i cellulari, mentre di notte, al buio, nelle strade delle diverse città non esiste più la sicurezza. Secondo Gullì il regime di Maduro non fa altro che modificare la realtà delle cose a proprio favore: “Il Venezuela ha bisogno del contributo umano e coscienzioso di tutti”, conclude Gullì nella sua lettera.

Link http://www.askanews.it/esteri/2019/03/14/venezuelani-in-italia-a-media-raccontate-nostro-dramma-pn_20190314_00055/


marzo 13, 2019

Drammatico! Ultimo rapporto di Caritas Venezuela






Dal 7 di marzo il Venezuela, già martoriato dalla catastrofe umanitaria, vive anche il collasso del sistema elettrico nazionale,  che ha lasciato senza energia elettrice a 23 Stati del Paese. Il popolo venezuelano retrocede al medioevo.
Ospedali e ambulatori medici, già in pessime condizioni,  sono i più colpiti. 
Trenta milioni di persone, senza energia elettrica. A questo si aggiungono: mancanza di acqua, di benzina, di trasporti e comunicazioni.

IMPATTO
Caos, disperazione dei cittadini e saccheggi diffusi in tutto il paese.
Ospedali paralizzati con migliaia di pazienti ricorverati a cui non si riesce più a somministrare le cure necessarie.  Situazione drammatica dei bambini, neonati, malati in terapia intensiva, servizi di emergenza pronto soccorso e chirurgia, malati cronici renali.
L’Organizzazione Medici Uniti segnalano molti decessi.
La popolazione beve acqua infetta e si ciba di pericolosi alimenti in stato di putrefazione.
Riduzione del traffico aereo e paralisi del commercio.
Chiusura delle scuole e sospensione di qualsiasi attività lavorativa.
Continue interruzioni delle telecomunicazioni.
Privati di libertà ospizi, case famiglia e ospedali psiquiatrici.
[Carlos Gullì - @cosmodelafuente]


REPORTE CARITAS VENEZUELA 11703/2019


INTRODUCCION
Desde el jueves 7 de marzo, nuestro país se incorpora a la cuaresma con un doloroso vía crucis: el
colapso del sistema eléctrico nacional, que desde el jueves 7 de marzo a las 4:30 pm ha dejado sin
suministro eléctrico a más de 23 estados del país. Esta situación ha causado un impacto
inocultable en la vida de nuestro pueblo, que además de lidiar con los rigores de la terrible crisis
económica, política y social que padecemos desde hace más de cinco años se encuentra ahora
sumergido en el más grave retroceso del que tengamos memoria los venezolanos.
RESUMEN
El día jueves a las 4:50 pm ocurrió una falla eléctrica en el principal Sistema de Generación
hidroeléctrica del País, dejando 23 de los 24 estados de Venezuela sin energía eléctrica.
Los sistemas de salud han sido los principales afectados por esta situación, en la mitad de los
casos reportados las plantas eléctricas no han funcionado.
Los principales servicios de comunicación fueron afectados.
En la actualidad el servicio se ha restablecido parcialmente en estados del occidente y centro
del país. Los estados occidentales, especialmente Zulia, Táchira, Mérida y Trujillo, entre otros,
continúan sin energía eléctrica.
Las oficinas de Caritas ha estado afectada por la falta de electricidad, aunque se han
mantenido activa prestando servicio su operatividad se vio amenazada por la falta de planta y
wifi satelital.
SITUACIÓN GENERAL
TIPO DE CONTINGENCIA:
Interrupción del suministro de electricidad y, por consecuencia, los suministros de agua, gasolina,
transporte público, comunicaciones.
DURACIÓN: Inició el Jueves 8 de Marzo 2019
Tiempo de Suspensión de actividades laborales y Escolares: Viernes 8 de Marzo hasta Miércoles
13 de Marzo inclusive.
CAUSAS:
Se desconoce causa precisa. Voceros informan que el problema se originó producto de una falla de
funcionamiento en la central hidroeléctrica que surte de energía a 80% del país. La versión oficial
original es que ocurrió un incendio en la troncal de líneas desde la hidroeléctrica central hacia las
estaciones distribuidoras. Luego se estableció como única versión oficial que la falla se origina en
cyber-ataques terrorista constante desde el exterior al centro de mando de la hidroeléctrica.
Voceros de los trabajadores informan que la tendencia irregular y deficiente en el suministro de
energía en los últimos 3 años sugiere un deterioro progresivo de la capacidad de las instalaciones
eléctricas para su funcionamiento con un colapso inminente de funcionamiento en las turbinas
generadoras.
La situación actual es que la planta distribuidora de la energía de alto voltaje al 80% del país
(principalmente a las zonas central y oriental) suspendió suministro desde el viernes. La planta
distribuidora secundaria que está surtiendo el esquema de emergencia solo suministra corriente
eléctrica de un voltaje menor que no es posible cubrir las demandas de energía de los servicios de
alto consumo en las zonas central y oriental, principalmente los servicios de distribución del
acueducto que surte el agua domiciliar, el servicio de METRO que sirve a Caracas y las generadoras
y repetidoras de la telefonía celular y el internet. Esta planta tampoco está en capacidad de surtir
energía a la zona oriente del país.
También se conoció que en febrero del año 2018, expertos del Alto Comisionado de Derechos
Humanos de la ONU solicitaron al gobierno que tomará medidas para garantizar el servicio
eléctrico a los venezolanos. Lamentablemente al no atender las recomendaciones a tiempo el
gobierno se hizo absolutamente responsable de los acontecimientos.
Factores Agravantes:
• Falta de personal calificado
• Explosiones de subestaciones en las ciudades
• Escasez de dinero en efectivo
• Caos, saqueos, delincuencia
IMPACTO:
• Interrupción de servicio de electricidad, agua, combustible y comunicaciones en el 99% del
territorio.

• Reducción de servicios de salud.
• Caos, tensión social y saqueos. Al menos 11 supermercados han sido saqueados.
• A media máquina funciona los hospitales: Miles de enfermos recluidos en los hospitales del
sistema de salud pública nacional han dejado de recibir tratamiento oportuno ya que los
hospitales se encuentran funcionando de manera reducida, algunos con plantas y otros sin
ningún tipo de recurso eléctrico. Los más impactados han sido niños en servicios de terapia
neonatal, personas ingresadas en unidades de cuidado intensivo, servicios de emergencia y
medicina interna, personas con padecimientos renales crónicos y afecciones respiratorias. De
acuerdo a reportes de la Organización Médicos Unidos son 20 personas fallecidas en todo el
país, Vidas que no tendrían que haberse apagado de esta oprobiosa manera.
• Población comenzando a usar prácticas inseguras de abastecimiento de agua no salubre,
alimentos descompuestos y movilización riesgosa.
• Limitado tránsito aéreo y paralización de la vida comercial de nuestro país.
• Suspensión de clase y vida laboral del País. Desde el viernes 8 de marzo hasta el miércoles 13
por ahora, quedaron suspendidas actividades laborales y educativas.

DONDE
Afectación Nacional
Quienes están más afectados:
• Hospitales: Enfermos
• Aeropuerto
• Telefonía: Incomunicados
• Los Niños y Ancianos
• Privados de libertad, Ancianatos, Casa Hogar, Psiquiátricos
LA RESPUESTA
Que ha hecho Caritas de Venezuela:
Sala Situacional Permanente.
Activar a diócesis centinelas con información disponibles.
Los informantes clave de las diócesis centinela activar contactos y fuentes de información.
Campaña de difusión de información preventiva a la población general
• Temas: uso seguro y eficiente de agua, de alimentos, electricidad y combustible
• Canales: redes sociales, radio, TV (Participación en diferentes programas)
Prestación de servicio de emergencia: agua, alimentos, medicamentos, rutas humanitarias
• Purificadoras y filtro
• Mantener activo los programas de Ollas Comunitarias, centro centinela, Bancos de
medicamentos, a pesar de los días no activos.
• Rutas sanitarias para atender ancianos y hogares con niños pequeños

• Rutas sanitarias para conectar a población con servicios de salud
Plan de Contingencia Caritas
Garantizar operaciones mínimas de las Caritas: personal, seguridad, transporte, abastecimiento
gasolina y electricidad, comunicaciones.

Limitaciones para la respuesta:
Dificultad de no tener electricidad, los traslados, la comunicación, manifestaciones de la
población.............el personal de CARITAS también afectado
Necesidades:
• Plantas eléctricas
• Motos para atender mejor las necesidades
• Mayor cantidad de medicamentos para satisfacer la demanda
• Mayor Número de Pastillas Potabilizadoras para responder a la demanda

ACCIONES DE COORDINACION:
Hemos accionados reuniones con expertos para entender la situación.
Estamos llamando a una reunión con grupos de respuesta para implementar acciones en conjunto.
Reunión con experto de Wash, para linear la contingencia
[Caritas Venezuela]