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settembre 03, 2026

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra

 




(🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo)

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra
Nella settima arte esiste un paradosso affascinante che accompagna da sempre la carriera di un interprete. Spesso i registi scelgono di affidarmi ruoli complessi, spigolosi, uomini che vivono costantemente sul filo del rasoio e ai margini della legge.
È una dinamica singolare, quasi ironica poiché nella mia vita quotidiana sono una persona solare, positiva, radicata in valori chiari.  Eppure, la macchina da presa mi chiede continuamente di esplorare il contrario. E io amo profondamente questa sfida. Interpretare ciò che non sono è l'essenza stessa del mio mestiere. Diventa un’opportunità straordinaria per esplorare le pieghe più nascoste dell'animo umano, prestando il mio corpo e la mia voce a esistenze che affrontano situazioni estreme e abissi psicologici lontani dalla mia realtà.

Per fare questo, non basta simulare una parte; serve attivare una memoria emotiva viscerale. Significa scavare dentro se stessi, recuperare frammenti di vissuto, dolori, solitudini o fragilità reali, e usarli come carburante biologico per dare vita al personaggio. In questo processo la finzione si dissolve, la tensione si fa tangibile e la linea di demarcazione tra l’attore e il ruolo scompare del tutto. Quando l'obiettivo si accende, non c'è artificio tecnico, c'è solo verità.

Il vero magnetismo di questi antieroi risiede proprio nella loro dualità. Sono personaggi che camminano nell'oscurità, ma mantengono un cuore che pulsa e che racconta un'altra storia. È proprio in quel contrasto, in quella crepa dove la dura legge della strada incontra un'umanità profonda e nascosta, che si compie la magia del cinema. Perché sullo schermo il pubblico non cerca la perfezione, ma la meravigliosa complessità dell'essere umani.

Cosmo de la Fuente


(en español) 


En el séptimo arte existe una paradoja fascinante que acompaña desde siempre la carrera de un intérprete. A menudo los directores eligen confiarme papeles complejos, duros, hombres que viven constantemente en el filo de la navaja y al margen de la ley. Es una dinámica singular, casi irónica, porque en mi vida cotidiana soy una persona alegre, positiva y de valores claros. Sin embargo, la cámara me pide continuamente explorar todo lo contrario. Y yo disfruto plenamente ese reto. Interpretar lo que no soy es la esencia misma de mi oficio.
Se convierte en una oportunidad extraordinaria para explorar los rincones más ocultos del alma humana, prestándole mi cuerpo y mi voz a realidades que enfrentan situaciones extremas y abismos psicológicos que están muy lejos de mi propia realidad. Para lograr esto, no basta con simular un papel; hace falta activar una memoria emotiva visceral. Significa escarbar dentro de uno mismo, recuperar fragmentos de vivencias, dolores, soledades o fragilidades reales, y usarlos como combustible biológico para darle vida al personaje. En este proceso la ficción se disuelve, la tensión se vuelve tangible e la línea de demarcación entre el actor y el personaje desaparece por completo.
Cuando la cámara se enciende, no hay truco técnico, lo que queda es pura verdad.El verdadero imán de estos antihéroes está justamente en su dualidad. Son personajes que caminan en la oscuridad, pero mantienen un corazón latiendo que cuenta otra historia. Es precisamente en ese contraste, en esa grieta donde la dura ley de la calle se encuentra con una humanidad profunda y escondida, donde ocurre la magia del cine.
Porque en la pantalla el público no busca la perfección, sino la maravillosa complejidad de ser humanos.

Cosmo de la Fuente


novembre 30, 2023

ETERNO VISIONARIO, LE PRIME FOTO DI COSMO DE LA FUENTE NEL RUOLO DELL'AMBASCIATORE CILENO - REGIA DI MICHELE PLACIDO

 






[Cinematografo] “Eterno Visionario indaga l’universo emotivo di un uomo con un legame conflittuale con i figli, un rapporto controverso con il fascismo e il sogno di un amore assoluto. Emozioni e colpi di scena in un racconto appassionante che si dipana fra Roma, la Stoccolma dei Nobel, la Berlino dei cabaret e di Kurt Weill, la Sicilia arretrata degli zolfatari e degli arcaici paesaggi, la bellezza incantata della Milano di inizio Novecento, l’America che ne consacra il genio a Hollywood e a Broadway, con l’intento di restituire allo spettatore il ritratto autentico e vivido, il tormento e la forza di un artista immenso".

[Messina Today] "Cosmo de la Fuente nel ruolo dell'Ambasciatore del Cile". L'attore italo-venezuelano, naturalizzato americano, scelto da Michele Placido per il ruolo dell'Ambasciatore del Cile.

Nel cast, fra gli altri, Mino Manni, Lorenzo Gioielli, Anna Gargano, Marcello Mazzarella, Dajana Roncione, Erika D’Ambrosio, Giovanni Trombetta, Silvio Laviano, Pietro Micci, Silvia Siravo e Guja Jelo.La fotografia è di Michele D’Attanasio, le scenografie sono firmate da Tonino Zera, i costumi da Andrea Cavalletto,il montaggio è di Consuelo Catucci. Le musiche originali del film sono del duo Oragravity.



#MichelePlacido #Pirandello #EternoVisionario #Cosmodelafuente #AmbasciatoreCileno  #cinema #2024



novembre 11, 2021

NO HAY MORDAZA CAPAZ DE SOFOCAR NUESTRA LUCHA POR LA LIBERTAD

 


Queridos amigos y amigas,

TRAS LA ELIMINACIÓN DE MI CUENTA DE FACEBOOK, QUE MOLESTABA A LOS PERSONAJES HABITUALES, SEGUIMOS EN CONTACTO A TRAVÉS DE DIVERSOS MEDIOS DE COMUNICACIÓN Y OTRAS REDES SOCIALES. POR OTRO LADO, TENER MORDAZA  Y NO PODER DENUNCIAR LA CORRUPCIÓN Y LOS CRÍMENES DE LESA HUMANIDAD EN VENEZUELA, GUARDAR SILENCIO SOBRE FINANCIAMIENTOS DEL CHAVISMO A LOS PARTIDOS POLÍTICOS OLVIDANDO LA TRAGEDIA VENEZOLANA ¡NO ES PARA MI!

Sinceramente agradezco a todos por los mensajes que me han llegado desde Italia y todo el mundo. Honrado y agradecido con las/las periodistas y colegas, que diariamente me contactan para seguir mi labor informativa. Un cálido y emocionado abrazo a todos los venezolanos en Italia, en Europa y en el mundo, junto a quienes sigo adelante por la libertad de nuestro país, a través de una sola gran voz, dando vida a lo que nos une a todos: la libertad de Venezuela.

Aquellos que quieran seguirme pueden hacerlo a través de los siguientes medios siempre actualizados. Gracias

 

Portal : www.familiafutura.com

Twitter /Instagram/Gettr     @cosmodelafuente

Grupo Telegram/WhatsApp “ONDA CON COSMO”

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Cari amici e amiche,

siamo rimasti in contatto attraverso vari mezzi di comunicazione e altri social, dopo l’eliminazione del mio account FACEBOOK  che dava fastidio a qualcuno. D’altra parte avere il bavaglio riguardo la corruzione e i crimini di lesa umanità in Venezuela, tacendo sui eventuali finanziamenti del chavismo a partiti politici che se ne infischiano del dramma vissuto dai venezuelani, non fa per me.

Ringrazio di cuore per tutti i messaggi che mi sono giunti da parte dei miei lettori in Italia e in tutto il mondo. Ringrazio con il cuore i giornalisti, sia italiani che venezuelani, i quali mi contattano giornalmente per continuare a seguire il mio lavoro di informazione. Un abbraccio caloroso a tutti i venezuelani in Italia, in Europa e un po’ in tutto il mondo, insieme ai quali porto avanti la lotta per la libertà del nostro paese, attraverso un’unica grande voce.

A richiesta qui di seguito da dove è possibile restare insieme e in contatto

Portale :    www.familiafutura.com

Twitter /Instagram/Gettr     @cosmodelafuente

 


ottobre 29, 2021

POLLO CARVAJAL, ALEX SAAB, MOVIMIENTO 5 ESTRELLAS Y GIANCARLO DI MARTINO (SIN FILTROS CON MAIBORT PETIT)

 



Miami Mediacontact Oct. 29,2021

Conversando hoy con Maibort Petit, Rodolfo Patricio Florido, Julio Cirino, Cosmo de la Fuente

en #SINFILTROS 29/10/2021

LOS MILLONES DE $ DE #VENEZUELA EN LAS CUENTAS DE LOS KIRCHNER

EL ESCANDALO FINANCIAMIENTO ILICITO MOVIMIENTO 5ESTRELLAS EN ITALIA;

LA POSIBLE INTERMEDIACIÓN DE GIANCARLO DI MARTINO EX CONSUL DE VENEZUELA EN MILAN

HUGO MARINO Y MUCHO MÁS

   


Cosmo de la Fuente

luglio 14, 2020

VENEZUELA, EDGARDO RICCIUTI: SÌ ALLA RIVOLTA, NO ALLA RIVOLUZIONE




In Venezuela, come in ogni altro Paese, esiste un’opposizione e una Resistenza. Tutte le opposizioni del mondo sono composte da persone oneste e da persone non oneste che si suole definire “mele marce”. È già molto difficile essere oppositori in presenza di un regime come quello venezuelano, figuriamoci se parte del gruppo che dovrebbe lottare per la libertà del paese, negozia e scende a compromessi con la dittatura per mantenere il piccolo potere raggiunto e/o una personale sicurezza economica.

Sappiamo che la rivolta popolare, in alcuni casi, riesce a spodestare il dittatore di turno, ma per riuscirci, prima o durante, i militari devono mettersi dalla parte del popolo. Oltre a questo problema abbiamo constatato che 21 anni di opposizione MUD ha negoziato con Maduro.  Se  almeno il tentativo doveva farsi, ci si chiede perché per così tanti anni,  si commetta sempre lo stesso errore, trasformandolo in una prassi che desta non pochi sospetti.
Un altro errore è quello che vista la drammatica situazione in cui vive il Paese, i venezuelani s’innamorano del leader di turno, perdendo completamente la capacità di giudizio, santificando e mettendo tutto nelle sue mani e restando cechi di fronte ad eventuali errori.

Le domande che ogni venezuelano dovrebbe farsi sono:
1)  Perché continuare a partecipare ad elezioni in dittatura se abbiamo l’esperienza negativa e sappiamo che non saranno mai reali e democratiche? Il regime non ha permesso in passato nessun tipo di controllo e non lo permetterà nemmeno questa volta. Usa il terrorismo psicologico attraverso minacce pubbliche e bande paramilitari. L’impressione è che la dittatura accetti solo l’opposizione "giusta" affinché la propria immagine venga ripulita agli occhi del mondo.
2) Il Presidente ad interim, riconosciuto da oltre 60 paesi nel mondo, Juan Guaidó avrebbe potuto chiedere aiuto internazionale ma non lo ha fatto. Molti esponenti a lui vicini, come Henri Ramos Allup, hanno detto chiaramente che l’America e nessuno doveva aiutarli.
3) Il chavismo che alcuni considerano “chavismo democratico”,  si può considerare una parte del problema? La convivenza con il regime e il perdono dei chavisti, ai quali si permetterà essere parte della nuova Venezuela, non significa restare immersi nel chavismo, causa e motivo del disastro venezuelano?

  Domande che rivolgo al caro amico Edgardo Ricciuti, nato a Caracas, politologo all’Universidad Central de Venezuela, nonché professore di Teoria Politica e Dottrine dello Stato nella facoltà di Scienze Politiche dell’UCV . Ha lavorato come direttore di affari internazionali, coordinatore e scrittore nella sezione di Geopolitica della rivista energetica Grupo Petróleo YV.  Ha scritto per Limes. Fondatore di: think thank Venezuela Futura, del sito web Foro Libertad e del movimento politico Rumbo Libertad. 

     Autore del libro “Sì alla Rivolta. No alla Rivoluzione”.
     
     A lei la parola professore 

[   Edgardo Ricciuti: I meccanismi elettorali in paesi dove si rispettano i diritti dei cittadini hanno come scopo la legittimazione delle autorità politiche. Bisogna esporre però che, in alcuni casi, non è questo l' obiettivo di quei sistemi politici descritti da Jacob Talmon nel suo testo “Le origini della democrazia totalitaria”, dove il carattere messianico che li caratterizza si sovrappone ed annulla il pluralismo politico e la sovranità del popolo. L'impronta autocratica è stata sempre evidente nel regime chavista, anche se, nella sua genesi, si è valso di strumenti elettorali per giungere al potere.

1) I processi elettorali rappresentano lo strumento ideale per sostituire una classe politica, ma è necessario che le istituzioni e il monopolio legittimo della violenza non rispondano a gruppi di potere, corporazioni o partiti politici, ma alle norme stabilite dalla Costituzione. In altre parole, a nulla servono comizi elettorali dove non sarà rispettata la volontà popolare.
Anche nel passato, i regimi autocratici hanno adoperato il sistema di voto per “rinfrescare” la loro autorità, attraverso i plebisciti dove era scontato un risultato favorevole ai capi dei regimi. In Venezuela è stata applicata una variante: il sistema plebiscitario è stato sostituito con la creazione ad hoc di una opposizione che funge da perno per la legittimazione del regime.
Quindi andare a votare rafforza il regime poiché, non solo è uno strumento non idoneo per raggiungere l'intenzione di sostituire il chavismo, ma accresce e da respiro al sistema politico attraverso una “rinnovata” legittimità. Quest'aspetto è stato compreso dalla resistenza venezuelana, che, nel trascorso degl'anni, si è infoltita sempre di più e si oppone al sistema completo poiché ha assimilato, dalle esperienze del passato fatte di frodi elettorali sistematiche, che il meccanismo elettorale non era altro che una strategia valida per la sopravvivenza del regime.

2) Guaidó non è stato altro che l'ennesima pedina utilizzata dall'intelligence castro-chavista nella sceneggiatura democratica venezuelana. Ogni mossa importante di chiunque faccia opposizione in Venezuela dentro qualsiasi partito politico deve avere la “ benedizione” dei chavisti. Se non si accetta che i regimi autocratici non rispetteranno mai la volontà popolare, sarà anche difficile poter discernere che le azioni dei politici di opposizione abbiano un fine teleologico, e cioè il raggiungimento della libertà del paese rovesciando la dittatura chavista.
Questo meccanismo di ricorrere a figure dell'opposizione per simulare uno scontro inesistente è iniziato con Arias Cárdenas vent'anni fa, ed è proseguito con Rosales, Capriles, Ramos Allup e per ultimo con Guaidó. Non si può esigere né da Guaidó, né da nessuno di coloro che fanno parte dei partiti politici in Venezuela, ciò che non faranno, poiché strutturati in uno schema dove il loro ruolo è un altro, e cioè sorreggere il regime.
Mentre nel passato erano state sufficienti le simulazioni elettorali, nel 2018 il regime necessitava uno stratagemma molto più raffinato per sorreggersi. Quindi il chavismo non solo promosse Guaidó come l'ennesimo figurante, ma ha finanziato lobby statunitensi che lavorano per l'opposizione affinché dessero sostegno politico al nuovo arrivato. A mancanza di altre opzioni, alcuni settori dell'amministrazione americana hanno deciso di appoggiarlo malgrado molti manifestarono il loro scetticismo. La strategia del regime riuscì perfetta al castro-chavismo poiché raggiunse l'obiettivo di far acquisire appoggio e legittimità internazionale alla persona che si sarebbe adeguata alle direttrici del regime. La ragione per cui l'opposizione chiese di non intervenire è molto chiara: un intervento internazionale di qualsiasi indole avrebbe messo alle strette non solo Maduro, cosa che loro hanno il compito di evitare, ma anche i loro privilegi derivati dalla complicità con i chavisti .
Ciò che di buono può derivare da quell'esperienza è la consapevolezza che i chavisti potrebbero ripetere la stessa tattica cambiando per l'ennesima volta il protagonista. Per cui a questo punto potremo recitare il famoso motto latino ‘Errare humanum est, perseverare autem diabolicum’.
3. Il chavismo democratico non esiste, così come non è mai esistito lo stalinismo democratico, il maoismo democratico e il castrismo democratico. Alcuni esponenti che militavano nel chavismo e che sono stati emarginati hanno assunto questa “maschera” per essere ammessi e benvoluti dentro le strutture dei partiti politici di opposizione, per redimersi dal loro passato dispotico e criminale. D' altronde, nell'insieme delle incoerenze dei partiti di opposizione, esiste anche questa di voler riscattare ed includere persone che hanno leso i diritti umani in modo flagrante. 

Per cui rimane impensabile che chiunque abbia avuto un incarico pubblico nel chavismo che abbia incorso in crimini o corruzione possa avere spazio nella Venezuela futura. Ovviamente questa regola, nel rispetto dell'uguaglianza davanti alla legge, sarà valida anche per i gerarchi della pseudo opposizione.






luglio 06, 2020

¿PATRIA COMO PARTIDO POLÍTICO?




“Cuando se habla de la patria, se está hablando del otro ser que te vio nacer”.
La patria se ha convertido para muchos políticos en su bandera de campaña como si ella fuera algo que se da a cambio de un favor, manipulan el sentimiento del ciudadano con la retorica que, hay que dar todo por la patria, cuando lo que están buscando es salvar su pellejo de quienes los adversan o de la justicia. Si un país tiene mucho que hablar sobre ese tema es Venezuela, lo que me extraña es quien le vendió la idea de la patria era un socialista asesino que defendía las ideas y principios de Carlos Marx. Marx un hombre que decía que los socialistas no tenían patria ni religión.

Cuánto daño le han hecho a la sociedad venezolana el régimen y la falsa oposición con el tema de la patria, una patria tan noble que ha permitido albergar en su tierra cualquier cantidad de extranjeros brindándoles seguridad, trabajo, salud y el poder forjar un mejor futuro, un futuro que le destruyó el socialismo a los locales y a los esperanzados visitantes.
La política es una rama de la moral que se ocupa de la actividad, en virtud de la cual una sociedad libre, compuesta por hombres libres, resuelve los problemas que le plantea su convivencia colectiva. Los políticos han hecho que en Venezuela pase todo lo contrario, destruyeron el sentir nacional y al país.
Hoy nos preguntamos ¿Cuál Patria? cuando el suelo no ha cambiado, pero la vida de sus  ciudadanos sí.
Se podrá dividir el país en más de treinta millones de parcelas y que a cada quien le den la parte de la patria que le pertenece pero … ¿Cómo se puede seguir estafando al soberano con el cuento “hay que defender la Patria del enemigo extranjero” cuando su enemigo está  dentro de ella? Enemigos disfrazando de defensores de una tal revolución y otros pintados de opositores que juegan a falsas elecciones donde terminarán de vender la patria.
El país pide un cambio y ese cambio empieza por pasar la página del nacionalismo mal fundado, de la promesa populista, defender algo de alguien que no existe, de ver a la falsa oposición como amigos, como terminar de defender una ideología que sólo le trajo a la patria miseria y división.
¡Si! La patria es grande y, hay que hacer algo por ella, no por los políticos que dicen defenderla de una derecha apátrida que en contexto no existe en ninguno de los partidos políticos que hacen vida en Venezuela.

Como me gusta la forma de cómo ve la patria José María Vischel  en el libro UN PARAISO A LA DERIVA de Facundo Cabral ; La Patria no es un finca heredada de nuestros abuelos, buena a la hora de ser defendida de la invasión extranjera; la patria es algo que se hace constantemente y se conserva sólo por la cultura y el trabajo. No es patria el suelo que se pisa sino el suelo que se labra, porque donde no hay huella del esfuerzo humano no hay patria sino una tierra estéril que tanto puede ser nuestra como de los buitres o de las águilas que sobre ella se ciernan. Vivimos en un pedazo de planeta donde los hombres han pasado no para hacer patria sino para deshacerla. No quiero un pueblo que sepa morir por ella sino que sepa vivir en ella, que es ahí donde está la verdadera libertad.
¡Paremos esto! ya esta bueno de seguir en una constante pelea por culpa de unos seres que sólo desean tener los favores que da el poder.
Venezuela merece tener de nuevo su frente en alto, ser respetada por el mundo y no seguir dando lastima. Dejemos la patria fuera de la política y que vuelva a quien la quiere de verdad.
“La patria es la tierra donde se pisa y donde le respetan su libertad”.
Luis Córdoba Reyes




[Cosmo] 
¿Habrán sido 22 años suficientes creyendo y quedando siempre engañados?
¿El venezolano habrá terminado de santificar a los líderes y permanecer ciego ante la inmovilidad y la cohabitación con la dictadura?

[Luis] 1 . Los procesos de cambios  sociales y más los que son con tinte  socialistas llevan mucho tiempo para su verdadero desenlace, el gran problema es que desde el mismo momento que empieza  el adoctrinamiento al ciudadano es feroz y salvaje el cual a través de  tiempo termina adaptándose y defendiendo lo indefendible.
Estos cambios le crean al ciudadano necesidades logrando dependencia al sistema opresor, por eso el proceso que está viviendo Venezuela aún le falta mucho tiempo para poder salir de él. Los líderes no cohabitan con el régimen lo que hacen son negocios y convenios   donde les permiten estar vivos politicamente y economicamente, los que si cohabitan con el régimen son los ciudadanos por dádivas o por sobrevivir comercialmente.  
2. En Venezuela no ha sacrificado ningún líder todos a su manera siguen haciendo vida política obedeciendo las directrices que les da el régimen y el sentimiento socialistaque  vive en ellos.

luglio 03, 2020

Il Venezuela si sta trasformando mentre la società civile si prepara al grande passo? [con traduzione in spagnolo]


[con traducción en español]



[Cosmo de la Fuente] Siamo venezuelani, purosangue o di diverse origini,  ma siamo nati e cresciuti nella nostra terra, il Venezuela, dove abbiamo frequentato le scuole, giocato nei cortili, assaporato i gusti e i profumi che non possiamo cancellare dalla nostra mente e dal nostro cuore.
Ci è arrivata addosso la maledizione chavista, in realtà ce la siamo anche cercata e se andiamo ad analizzare come si evolveva la situazione politica venezuelana - anni prima dell'avvento di Chávez - ci rendiamo conto che personaggi sempre molto vicini al potere, stavano già scavando la fossa per prepararci a quello che loro chiamano “socialismo” ma che in realtà è un regime rosso che si arricchisce sulla pelle del popolo. Un autoritarismo, che può essere militare ma che più spesso è civile.
Tralasciamo i regimi militari e le monarchie, vale la pena ricordare alcuni che dietro un aspetto democratico in realtà nascondono un’aggregazione dei poteri concentrati su di una persona o di  un gruppo.
Da uno studio e una ricerca  del 2017, il prof. Giovanni Carbone dell’Università degli Studi di Milano, si evince un elenco di regimi civili.
(Afghanistan, Algeria, Angola, Armenia, Azerbaijan, Bangladesh, Bielorussia, Birmania, Burundi, Cambogia, Camerun, Centrafrica, Cina, Congo-Kinshasa, Corea del Nord, Cuba, Eritrea, Etiopia, Gabon, Gibuti, Guinea, Guinea-Bissau, Haiti, Honduras, Iran, Iraq, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Laos, Libano, Libia, Macedonia, Malesia, Maldive, Mali, Mozambico, Nicaragua, Niger, Russia, Rwanda, Singapore, Somalia, Sud Sudan, Tajikistan, Togo, Turchia, Turkmenistan, Uganda, Uzbekistan, Venezuela, Vietnam, Yemen, Zambia, Zimbabwe) in aumento, rispetto al 2008, del 75%.
Sono in crescita e secondo me perché sempre più regimi classici vogliono apparire, al cospetto del mondo, delle democrazie dove i capi di stato e le assemblee vengono scelte attraverso elezioni che sappiamo essere sempre manipolate da chi sta al potere. Cuba e Venezuela ne sono dei validi esempi.
Ritorniamo a noi, noi venezuelani (mi piace credere che siamo una comunità unita) siamo sempre alla ricerca della libertà del nostro paese perché siamo stati ingannati innanzitutto da Hugo Chávez,che era partito con un programma sociale che aveva affascinato molti, per poi trasformarsi in autoritarismo che ha ha cancellato ì mezzi di comunicazione non in linea con il “governo” tra cui giornali ed emittenti televisive, per dedicarsi poi alle espropriazioni delle proprietà private. Tutte le caratteristiche di un dispotismo comunista che man mano diventava sempre più criminale e che negli ultimi anni ha raggiunto livelli tali che il mondo ha dovuto accorgersene per forza.
Uccisione di manifestanti pacifici, detenzioni e prigionieri politici, tortura. Sono quasi 22 anni che il Venezuela vive in queste condizioni, l’economia, l’apparato sanitario sono andati a farsi benedire, sfruttamento delle ricchezze del paese a cambio di protezione da parte di Iran, Cina, e molta, moltissima propaganda di regime.  Un copione dettato dal primo vero invasore del Venezuela, Cuba. Come ciliegina su questa torta al veleno, Nicolás Maduro, amico intimo di Hugo Chávez, prima autista di autobus, poi ministro degli Esteri e infine Presidente della Repubblica del Venezuela.  Cos’è rimasto di quella Repubblica? Niente e ormai tutti ne siamo consci.
Anche grazie alle lotte e all’intervento dei venezuelani nel mondo, oggi sono oltre 5 milioni sparpagliati in tutti i Paesi, si è venuto a conoscenza di molte cose che prima il regime riusciva a nascondere. Mentre i venezuelani all’estero lottano con tutti i mezzi possibili, quelli che vivono nel Paese, invece, dopo essere scesi in strada in milioni, non ce la fanno più. Hanno iniziato ad inginocchiarsi al regime, per mancanza di cibo, acqua, luce, assistenza sanitaria.

Qualcosa accomuna a tutti i venezuelani, quelli residenti in Venezuela e quelli all’estero: santificare sempre il leader di turno, malgrado i 22 anni di disagi, si continua ad aggrapparsi a parole e promesse che regolarmente non vengono mai mantenute. Noi venezuelani non siamo capaci di unirci, insomma, nemmeno all’estero. Spesso ci si lascia confondere dalle promesse populiste di una parte di quella che dovrebbe essere l’opposizione, ma che in realtà negozia con la dittatura in cambio di una fettina di potere o sicurezza economica.
Oggi il nemico non è soltanto il regime in sé, è anche, per quanto riguarda i venezuelani che vivono ancora nel Paese, quello di credere di essere vicini alla fine di questo incubo e quindi più fragili e propensi ad accogliere gli inviti di quell’opposizione che non porterà a un cambio radicale, mai. Il seme del chavismo continuerà a fare danno, riproducendosi come un virus letale portandoci ancora e ancora, verso la deriva. Molti venezuelani all’estero commettono lo stesso errore, secondo il mio punto di vista, ci basan sulle solite promesse e molti accarezzano il sogno di una posizione diplomatica o posti di rilievo nel mondo quando e se questa opposizione si sostituirà al potere in Venezuela. Quindi lottano anche tra di loro in una specie di lotta intestina tra fratelli. Si pensa ad un futuro allettante mentre si cammina sulle macerie del Venezuela ancora in pieno processo di distruzione.
Esiste anche un’altra opposizione che forse potremmo considerare più dura. Una Resistenza formata da venezuelani che vuole far piazza pulita, spodestando il regime e coloro che da oppositori negoziano e dialogano, forse Resistenza radicale, ma che ha colto nel segno. Oltre alla resistenza vi sono  i leader che si sono smarcati dalla solita opposizione negoziatrice che ha sempre escluso la possibilità di chiedere un aiuto internazionale, due nomi che seguo con interesse e che potrebbero, a loro volta, far parte di questa trasformazione: María Corina Machado (Vente Venezuela) di cui ho parlato in un precedente articolo (LINK) e Antonio Ledezma (ex sindaco di Caracas oggi in esilio in Spagna).
L’unico “dialogo” che vedo possibile è tra persone che hanno capito l’inutilità dei dialoghi in dittatura e il pericolo di continuare ad ossigenare un regime che non ha nessuna intenzione di abbandonare il potere.  Né false elezioni né  finti dialoghi potranno mai permetterci di uscire da questa maledizione chavista.
Perché non unire queste forze per spingerci oltre alle apparenze individuando un cammino, forse tortuoso, ma più deciso per la libertà del Venezuela?
Vorrei rivolgere questa domanda a tutti i venezuelani del mondo e magari attraverso i commenti capire a che punto siamo con la nostra coscienza e maturità, intanto mi pare interessante conoscere il parere di una venezuelana che da anni vive e lavora in Italia, che personalmente stimo moltissimo, la dottoressa Angela María Stortini dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.


Caro Cosmo, ci sono diversi aspetti che dovremmo considerare perché il socialismo del 21 ° secolo dura da molto tempo, come tutti i tumori, se non curati in tempo, porta il paziente alla bara. In questi anni ho sentito molte parole e visto pochi fatti. Penso che sia necessario chiudere definitivamente con l'attuale classe politica, il partito al potere e l'opposizione. Hanno fallito e rappresentano il peggio della società civile e dell'essenza politica venezuelana, ammesso e non concesso che possano essere inseriti nel quadro civile e politico. Stavo parlando con una collega dell'università, qualche tempo fa, ed entrambe siamo giunte alla stessa conclusione: se in 21 anni non ne siamo usciti, significa che non c'è interesse che il Paese cambi, poiché cambiando, le  persone riacquisterebbero la libertà di costruirsi il proprio destino, cosa che all’attuale classe politica, di ambo le parti, non piace perché il loro gioco finirebbe.
Da cittadina mi domando: come si può accettare che una Costituzione cambi senza che un processo di questo tipo sia stato gestito con equilibrio? Come si spiega la graduale chiusura e/o censura dei media e delle voci informative? Perfino l'opposizione è rimasta silente di fronte a questo crimine intellettuale. Inoltre, in altri modi, anche l'opposizione ha imparato a censurare come o con maggiore enfasi dello stesso partito al potere. Come spieghi che in un paese di grandi risorse e una popolazione, con un'età media molto inferiore all'età media in Europa, non abbia opportunità? Come si spiega che la nostra ricchezza venga sfruttata e controllata e che il tanto decantato imperialismo yankee è stato sostituito da un imperialismo ancora peggiore? Che i venezuelani si siano impoveriti nel loro paese, mentre i nefasti attori di quel neoimperialismo arricchiscono le casse di altri paesi. Agiscono lasciando miseria e gravi danni ambientali Perché questo, caro Cosmo, è un altro aspetto che ci sta lasciando un costo sociale, con danni incalcolabili e forse irreparabili.
Ciò che mi stupisce come cittadina è che il venezuelano voglia ancora credere in un Messia che risolverà il problema per loro. Certo, abbiamo bisogno di aiuto poiché che da soli non possiamo uscire da questo disastro. La storia insegna che le grandi crisi si sconfiggono con grandi sforzi e con un'azione comune di idee. Ma poi mi chiedo: non sono bastati 20 anni per dimostrare che il partito al potere e l'opposizione hanno usato mezzi “democratici” per intrappolare una tirannia? Cos'altro deve succedere per capire che l'attuale pasticcio della classe politica venezuelana non ci porterà da nessuna parte e trascorrendo altro tempo ci annullerà come paese e come società civile?
È innegabile che le crisi economiche abbiano avuto un ruolo non favorevole in un contesto globale. Ma come si spiega che anni e anni di boom petrolifero non sono serviti a rafforzare l'economia di un paese? Perché  non abbiamo pensato di valorizzare il nostro Paese in altri settori, oltre a quello minerario?
Cosmo, l'argomento è vasto e insidioso. Penso – non sogno -  ad un paese in cui le persone hanno un buon livello di istruzione e preparazione, qualunque cosa facciano. Penso a un paese in cui ci siano opportunità per sviluppare le proprie idee, dove la proprietà intellettuale delle persone venga rispettata. Perché vogliono toglierci, a tutti i costi, il concetto di "proprio" ... come se possedere qualcosa, intellettuale o materiale, fosse un crimine. Penso a un paese con un sistema sanitario pubblico costruito dagli stessi venezuelani ... dobbiamo farlo! Sto pensando a un paese in cui il concetto di solidarietà è ben separato dal concetto di controllo della società civile. Non puoi darmi una scatola di cibo fingendo che sia il prezzo che lo Stato ti paga in cambio di un voto. Sto pensando a un paese in cui il merito è l'ago della bilancia, dove coloro che commettono errori pagano secondo le regole di un codice civile e/o penale, dove quando si entra in dogana non ascolti uno spagnolo dall’accento straniero e dove non ci sia spazio per il terrore e la criminalità. Ora basta di mettere all'asta il nostro Paese.
Come uscire da questa situazione di stallo? Non ho la soluzione in mano. Perché la soluzione, quando ci sarà, sarà il frutto di uno sforzo congiunto e lungi dall'essere manipolata dalle reti sociali. L'unica cosa che posso dirti è che la società civile ha e avrà un ruolo molto importante e deve essere quella che dovrà rimboccarsi le maniche. Gli sforzi fatti finora sono falliti, domandiamoci il perché.  Perseverare nelle stesse strategie senza successo è frustrante è diabolico. Come possiamo credere a questo punto nel voto, nei dialoghi, nei gruppi di contatto, nelle risoluzioni e nei discorsi? Una tirannia non conosce diplomazia. Riesci a immaginare Cosmo, se gli alleati avessero negoziato con Hitler la sua uscita dal potere? O che, nei Balcani, ci fosse stato un dialogo tra coloro che hanno promosso la "purificazione della razza"?

Per immaginare lo scenario futuro più favorevole, dobbiamo conoscere molto bene la nostra storia, il nostro passato che sono lacune dell'attuale classe politica venezuelana. Ciò che affermo l’ho letto e sentito  da più di un venezuelano, con buon livello di preparazione a riguardo e concordo. La scusa della lotta di classe, della disuguaglianza e di molte altre cose è stata l'alibi di molte forze politiche in Venezuela e in America Latina. Penso che una società civile disponibile debba crescere in modo sano e ciò implica che le persone possano contare con una qualità di vita e un sistema socio-economico e politico sano (libera separazione dei poteri, giustizia imparziale, rispetto dei diritti umani, ecc.). Se la società civile non farà lo sforzo di alzarsi e no farà in modo di porre in essere le idee o quanto meno provarci, inostro destino sarà quello di  scomparire. Credo che sia giunto il momento di unire le forze, lontano dai falsi profeti e dal Messia dell'ultima ora. Perché il cammino verso la salvezza non sarà né breve né facile.


[Cosmo]: Per quanto mi riguarda, cara Angela, la tua analisi non fa una piega, riflette parte della nostra storia recente, è interessante e realistica. Come dico sempre, negare la realtà non cambia la verità ed è giunto il momento di non restare abbagliati e confusi dai soliti canti di sirene.
Non è pessimismo, è realismo.
Grazie Angela per il tuo importante intervento.

Chiedo anche a chi legge, cosa ne pensate? Scrivici.
Cosmo de la Fuente

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En español


Venezuela se está transformando y la sociedad civil preparándose al gran paso?

[Cosmo de la Fuente] Somos venezolanos, de pura cepa o de diferentes orígenes, pero nacimos y crecimos en nuestra tierra, Venezuela, donde asistimos a escuelas, jugamos en los patios, saboreamos los sabores y perfumes que no podemos borrar de nuestra mente y corazón.
La maldición chavista nos cayó encima, en realidad también la buscamos y si vamos a analizar cómo evolucionó la situación política venezolana, nos damos cuenta de que los personajes siempre muy cerca del poder ya estaban cavando el pozo desde años atrás para prepararnos para lo que llaman "Socialismo" pero que en realidad es un régimen rojo que se enriquece sobre la piel de las personas. Un autoritarismo, que puede ser militar pero que a menudo es civil. Dejando de lado los regímenes militares y las monarquías, vale la pena mencionar algunos de los que detrás de un aspecto democrático en realidad esconden agregación de poderes, concetrados en una persona o grupo.
De un estudio e investigación de 2017, el prof. Giovanni Carbone, de la Universidad de Milán, muestra una lista de regímenes civiles.
(Afganistán, Argelia, Angola, Armenia, Azerbaiyán, Bangladesh, Bielorrusia, Birmania, Burundi, Camboya, Camerún, África Central, China, Congo-Kinshasa, Corea del Norte, Cuba, Eritrea, Etiopía, Gabón, Djibouti, Guinea, Guinea- Bissau, Haití, Honduras, Irán, Iraq, Kazajstán, Kirguistán, Laos, Líbano, Libia, Macedonia, Malasia, Maldivas, Malí, Mozambique, Nicaragua, Níger, Rusia, Ruanda, Singapur, Somalia, Sudán del Sur, Tayikistán, Togo, Turquía , Turkmenistán, Uganda, Uzbekistán, Venezuela, Vietnam, Yemen, Zambia, Zimbabwe) un 75% más que en 2008.
Están creciendo y, en mi opinión, porque cada vez más regímenes clásicos quieren aparecer, ante los ojos del mundo, como democracias donde los jefes de estado y las asambleas se eligen a través de elecciones que sabemos siempre manipuladas por el poder. Cuba y Venezuela son buenos ejemplos.
Volviendo a nosotros, los venezolanos, me gusta considerarnos como si fuéramos una comunidad unida en la búsqueda de la libertad de nuestro país, primero fuimos engañados por Hugo Chávez, quien comenzó con un programa social que fascinó a muchos, luego se convirtió en autoritarismo que siguió cancelando los medios que no están en línea con el "gobierno", incluidos los periódicos y las emisoras de televisión, para luego dedicarse a la expropiación de la propiedad privada. Todas las características de un despotismo comunista que gradualmente se volvió cada vez más criminal y que en los últimos años ha alcanzado tales niveles que el mundo no pudo no darse cuenta del acoso en el que cayó el país
Matar manifestantes pacíficos, detenciones y presos políticos, torturas. Venezuela ha estado viviendo en estas condiciones durante casi 22 años, la economía, el sistema de salud han sido destruidos, la explotación de la riqueza del país a cambio de protección por parte de Irán, China y mucha, desmasiada propaganda del régimen. Un guión dictado por el primer verdadero invasor de Venezuela, Cuba. Como guinda de este pastel al veneno, Nicolás Maduro, amigo cercano de Hugo Chávez, primero chofer de autobús, luego ministro y finalmente presidente de la República de Venezuela. ¿Qué queda de esa República? ¡Nada! y ahora somos conscientes de ello.
Además, gracias a las luchas y la intervención de los venezolanos en el mundo - hoy hay más de 5 millones dispersos en todos los países - se han aprendido muchas cosas que el régimen pudo ocultar anteriormente. Mientras que los venezolanos en el extranjero luchan con todos los medios posibles, aquellos que viven en el país, por otro lado, después de haber salido a las calles por millones, ya no lo logran. Comenzaron a arrodillarse ante el régimen, por falta de alimentos, agua, electricidad, atención médica.
Todos los venezolanos tenemos algo en común, los que residen en Venezuela y los que estamos en el extranjero: siempre santificamos al líder del momento, a pesar de los 22 años de inconvenientes, continuamos aferrándonos a palabras y promesas que puntualmente nunca se cumplen. Además, no logramos unirnos, incluso en el extranjero. A menudo nos confundimos con las promesas populistas de esa parte de lo que debería ser la oposición, pero que en realidad negocia con la dictadura a cambio de una porción de poder o seguridad económica.

Hoy, el enemigo no es solo el régimen en sí, sino también, por lo que se refiere a los venezolanos que aún viven en el país, el de creer que estamos cerca del final de esta pesadilla y, por lo tanto, más frágiles e inclinados a aceptar las invitaciones de esa parte de la oposición. Eso nunca conducirá a un cambio radical. La semilla del chavismo continuará haciendo daño, reproduciéndose como un virus letal que nos llevará una y otra vez hacia la deriva. Muchos de los venezolanos en el extranjero cometen el mismo error, en mi opinión, dependen en gran medida de las promesas habituales y muchos de ellos persiguen el sueño de una posición diplomática o lugares prominentes en el mundo cuando (y si) esta oposición reemplazará el poder en Venezuela. Una especie de lucha interna entre hermanos.  Soñando con un futuro perfecto, mientras todos estamos caminando sobre los escombros de nuestro país aún en pleno proceso de destrucción.
También habría una oposición que quizás podríamos considerar más real. Una resistencia compuesta por venezolanos que quieren limpiar, derrocando al régimen y contra de quienes negocian y dialogan vestidos de opositores, tal vez una resistencia radical, pero que ha dado en el blanco.
Entre los líderes que, en mi opinión, se han distanciado de la oposición negociadora habitual que siempre ha descartado la posibilidad de pedir ayuda internacional, hay dos nombres que sigo con interés y que, a su vez, podrían ser parte de esta transformación: María Corina Machado ( Vente Venezuela) de quien  hablé en este artículo (LINK)  y Antonio Ledezma (ex alcalde de Caracas hoy en el exilio en España).
El único diálogo que veo posible es entre personas que han entendido la inutilidad de los diálogos en la dictadura y el peligro de continuar oxigenando un régimen que no tiene la intención de abandonar el poder. Ni la farsa electoral ni los diálogos simulados nos permitirán salir de esta maldición chavista.
¿Por qué no unirse a estas fuerzas para ir más allá de las apariencias identificando un camino, quizás tortuoso, pero seguro para la libertad de Venezuela?
Me gustaría hacer esta pregunta a todos los venezolanos en el mundo y quizás a través de los comentarios entender dónde estamos con nuestra conciencia y madurez, mientras tanto me parece interesante conocer la opinión de una venezolana que desde años vive y trabaja en Italia, a quien personalmente conozco, aprecio y respeto mucho , Doctora Angela María Stortini, de la Universidad Ca 'Foscari de Venecia.




Estimado Cosmo hay varios aspectos que deberíamos considerar porque el socialismo del siglo XXI no dura desde hace pocos días y como todo cáncer: mas pasa el tiempo y más lleva al enfermo hacia el ataúd si no curado a tiempo. En estos años he escuchado muchas palabras y he visto pocos hechos. Pienso que hay que cerrar definitivamente con la clase política actual, oficialista y opositora. Han fracasado y representan lo peor de la sociedad civil y de la esencia política venezolana, admitido puedan ser colocados en el marco civil y político. Hablaba con una colega universitaria, tiempo atrás, y ambas llegamos a la misma conclusión: si en 21 años no hemos salido de esto, quiere decir que hay interés a que el país no cambie, porque si cambia y la gente se empodera de su destino, a la clase política actual, sea del bando que sea, se le termina el juego.
Me pregunto como ciudadana: ¿cómo se ha podido aceptar que una constitución cambie sin que un proceso de ese tipo haya sido manejado con equilibrio? ¿Cómo puede explicarse el paulatino cierre y/o censura de los medios y voces de la información? Hasta la fulana oposición ha callado y calla delante de este crimen intelectual. Es más, por muchos aspectos la oposición ha aprendido a censurar como o con mayor énfasis del mismo oficialismo. ¿cómo se explica que en un país con recursos y con una población, con una edad media mucho mas baja de lo que es la edad media en Europa, no tenga oportunidades? ¿cómo se explica que nuestras riquezas vengan explotadas y controladas y que el tan cacareado imperialismo Yankee haya sido substituido por un imperialismo aún peor? Que ha vuelto miserables los mismos venezolanos en su propio país, mientras los nefastos actores de ese neoimperialismo enriquecen las arcas de otros países. Que actúan dejando miseria e inclusive daños a nivel ambiental. Porque esto, estimado Cosmo, es otro aspecto que nos está dejando un costo social, con daños incalculables y quizás irreparables.
Lo que me deja anonadada como ciudadana es que el venezolano tenga necesidad de creer aún en un Mesías que les resuelva el problema. Claro, tenemos necesidad que nos ayuden y que solos no podemos salir de este paquete. La historia enseña que de grandes crisis se sale con grandes esfuerzos y con una acción conjunta de ideas. Pero entonces me pregunto: ¿es que 20 años no han bastado a demostrar que oficialismo y oposición han usado los medios de la democracia para enquistar una tiranía? ¿Que más ha de suceder para entender que el actual garabato de clase política venezolana no nos llevará a ningún lado y que más pasa el tiempo y más nos anulará como país y como sociedad civil?
No podemos negar que las crisis económicas han jugado un papel que no ha sido favorable en un contexto mundial. ¿Pero entonces cómo se explica, que años y años de bonanza petrolera no hayan servido a robustecer la economía de un país? ¿Cómo no se ha pensado en valorizar nuestro país en otros sectores, diferentes al sector minero?
Cosmo, el argumento es vasto y los aspectos tantos. Yo pienso, ¡ojo no sueño! Con un país donde la gente tenga un buen nivel de educación y preparación, haga lo que haga. Pienso en un país donde haya oportunidades para desarrollar las propias ideas y donde la propiedad intelectual de las personas venga respetada. Porqué nos quieren quitar, a como de lugar, el concepto de “propio” … como si poseer cualquier cosa, intelectual o material, fuera un crimen. ¡Pienso en un país con un sistema de salud pública construida por los propios venezolanos … tenemos con que! Pienso en un país donde el concepto de solidaridad esté bien divorciado del concepto del control de la sociedad civil. No se me puede dar una caja de alimentos pretendiendo que eso sea el precio que un estado paga a un ciudadano para obtener un voto. Pienso en un país donde el merito sea la aguja de la balanza, donde quien se equivoca paga según las reglas de un código civil y/o penal, donde al entrar por la aduana no escuche un castellano con acento extranjero y donde no haya lugar para ninguna fuerza del terror y del crimen. Ya basta que subasten cada cosa de nuestro país día tras día.
¿Cómo salir de este estanco? No tengo la solución en la mano. Porque la solución, cuando habrá, será obra de un esfuerzo conjunto y bien lejos de ser manipulada por las redes. Lo único que puedo decirte es que la sociedad civil tiene y tendrá un rol importantísimo y debe ser la que se tendrá que empantalonar. Los esfuerzos hechos hasta ahora han fracasado, preguntémonos donde está la razón. Perseverar en las mismas estrategias fracasadas además de ser frustrante, es diabólico. ¿Cómo podemos creer a estas alturas en votaciones, en diálogos, en grupos de contacto, en resoluciones y en discursos? Una tiranía no conoce diplomacia. Te imaginas Cosmo, ¿que los aliados hubieran negociado con Hitler su salida del poder? ¿O que, en los Balcanes se dialogara cono los que promovían la “depuración de la raza”?
Para conocer el escenario más favorable de nuestro futuro, debemos conocer muy bien nuestra historia, nuestro pasado y la actual clase política venezolana es carente en este aspecto. Esta afirmación la he escuchado o leído a más de un venezolano, con un buen nivel de preparación en materia y estoy muy de acuerdo con ella. La excusa de la lucha de clases, de la desigualdad y de tantas otras cosas ha sido el alibi de muchas fuerzas políticas en Venezuela y en América Latina. Pienso que una sociedad civil y avanzada debe crecer en un ambiente sano y eso implica que las personas tengan calidad de vida y un sistema socioeconómico y político sano (léase separación de poderes, justicia imparcial, respeto de los derechos humanos, etc.). Si la sociedad civil no hará el esfuerzo de levantarse y coagular ideas e intentos, estamos destinados a desaparecer. Creo haya llegado la hora de juntar las fuerzas, lejos de falsos profetas y Mesías de la ultima hora. Porqué el camino a la recuperación no será ni breve y ni fácil.

[Cosmo]En lo que a mí respecta, tu análisis no hace una arruga, refleja parte de nuestra historia reciente, es interesante y realista. Como siempre digo, negar la realidad no cambia la verdad y ha llegado el momento de no deslumbrarse y confundirse con la canción habitual y ambigua de las sirenas.
No es pesimismo, es realismo.
Gracias Angela por tu importante intervención.

También lo pregunto a quienes leen, ¿qué les parece?

Cosmo de la Fuente
[se publicarán eventuales comentarios y textos si hechos con educación y no anónimos]





























giugno 16, 2020

Maibort Petit e Cosmo de la fuente : chavismo in Italia e M5S (video)








Conversando en "SIN FILTROS" con Maibort Petit y Cosmo de la Fuente sobre el chavismo en Italia.

"Los italianos no tienen consciencia del daño que puede hacer una narcodictadura como la de Maduro, cuando se enteren serú demasiado tarde. Está sucediendo ahora.
No hay duda que el Movimiento 5 Estrellas tiene simpatía con el chavismo, los que dicen lo contrario mienten".

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Gli italiani non hanno ancora capito del pericolo che corrono sostenendo una narco-dittatura come quella di Maduro. Quando se ne renderanno contro sarà molto tardi. Sta accadendo ora.
Non ci sono dubbi circa le simpatie del M5S per il chavismo, chi dice il contratio, mente.







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