ottobre 31, 2007

Caracas, studenti in piazza contro Chavez
Duri scontri e disordini lungo le strade di Caracas. La riforma costituzionale promossa dal presidente del Venezuela, Hugo Chavez, non piace affatto agli studenti. In migliaia sono scesi in piazza per protestare contro il prgetto del presidente. Durante la manifestazione, si sono imbattuti in un gruppo di simpatizzanti del governo, ed è scoppiata la violenza con lanci di sassi a bottiglie. Fino all'intervento della polizia che ha disperso la folla con gas lacrimogeni.Se approvato dal Parlamento, il piano permetterebbe a Chavez di essere rieletto senza limiti e di poter accelerare il suo progetto di trasformazione in senso socialista del paese: "ci sono molti articoli di questa riforma che non approviamo - denuncia una manifestante - in particolare quello che impedisce di studiare quello che si vuole e impone di studiare quello che conviene al Paese."A dicembre è previsto un referendum sulla modifica costituzionale. Gli studenti chiedono che sia rimandato al febbraio 2008 per permettere ai venezuelani di informarsi meglio sui suoi contenuti che, secondo loro, non risolveranno i probemi veri del Paese: insicurezza, corruzione e disoccupazione.

ottobre 30, 2007

Un uomo...un dittatore cambia la costituzione venezuelana




diMAURIZIO STEFANINI
Da una parte 161 deputati che
acclamavano: «Non torneranno! Non
torneranno!». Dall’altra i sei membri
del partito Podemos, (Por la
Democracia Social), che urlvano: «Frode
costituzionale! Frode costituzionale!»…. È stato
approvato così il testo della riforma
costituzionale voluta da Hugo Chávez, che un
referendum, adesso, dovrà ratificare il prossimo
2 dicembre. Ma l’opposizione si è riaffacciata
all’Assemblea Nazionale venezuelana, dopo
essere tornata anche nelle piazze. Erano 33 i
nuovi articoli proposti da Chávez, per realizzare
una rivoluzione nella rivoluzione con una nuova
“Costituzione socialista”. Sono stati addirittura
69 quelli che, alla fine, sono passati con la
comparsa di ben 36 articoli in più. E dentro c’è
un po’ di tutto: dalla giornata lavorativa di sei ore
a un fondo per permettere le vacanze di
lavoratori autonomi, atipici e informali,
all’istituzione di nuovi tipi di proprietà accanto a
quella privata. Ma le opposizioni tradizionali
hanno denunciato, soprattutto, quelle
innovazioni che minacciano di accrescere il
potere di Chávez a livelli allarmanti: l’aumento
del mandato presidenziale da sei a sette anni; la
fine del divieto di una terza rielezione; un
riordinamento territoriale che, assieme
all’istituzione di organismi di “potere popolare”,
rischia di ridurre drasticamente le competenze
delle amministrazioni locali; la soppressione
dell’autonomia della Banca Centrale e la
riduzione di quella universitaria; la possibilità di
dichiarare uno “stato d’eccezione” durante il
quale la libertà d’informazione può essere
soppressa. Le opposizioni tradizionali, va
ricordato, dopo aver però boicottato le elezioni
politiche del 2005, non hanno più
rappresentanza all’Assemblea Nazionale formata
tutta da partiti sostenitori di Chávez. Tant’è che la
principale manifestazione di dissenso da quel
versante è arrivata con il corteo per le vie di
Caracas di alcune migliaia di studenti che si sono
pure scontrati con la polizia e con militanti
chavistas a sassate e bottigliate, con un bilancio di
dieci feriti. I dubbi, però, stavolta sono arrivati
anche dell’ambito “oficialista”, come si dice in
spagnolo. Lo stesso Defensor del Pueblo, il
difensore civico eletto dall’Assemblea Nazionale,
si è opposto pubblicamente a che lo stato di
eccezione comportasse anche la sospensione del
dovuto processo, e l’ha spuntata. In più, si è
rifiutato di appoggiare la riforma il già citato
partito del Podemos, che nel 2005 ottenne il 10
per cento dei voti, e che già aveva manifestato
disagio con il rifiuto di confluire nel nuovo
partito unificato della Rivoluzione Socialista in
cui Chávez ha voluto raccogliere tutti i suoi
seguaci, Infuriato, lo stesso Chávez ha definito
i sei dissidenti «sterco e traditori», mentre il
leader del Podemos, Ismael García, diceva di
avere avuto, in privato, l’appoggio di molti altri
deputati timorosi, però, di manifestare la
propria opposizione in pubblico.Come che
sia, la loro battaglia ha avuto un effetto
soprattutto platonico. Né a questo punto le
opposizioni vecchie e nuove sembrano in
grado di condurre la battaglia del referendum
con qualche possibilità di successo, anche per
il pochissimo tempo che c’è a disposizione
fino al 2 dicembre. Non a caso, una delle
richieste della manifestazione studentesca era,
oltre alla convocazione di una Costituente
apposita, che fosse, comunque, concesso uno
spazio di tempo maggiore per riflettere e
dibattere sulla riforma.
D’altra parte, la situazione sembra
radicalizzarsi anche per altre ragioni. Fonti
dell’opposizione segnalano che nelle ultime
sei settimane ci sarebbero state in Venezuela
ben 280 proteste di piazza, per le ragioni più
varie: insicurezza, mancanza di acqua e luce,
strade in cattivo stato, ospedali inservibili, case
promesse e non consegnate. Gustavo Azócar
Alcalá, un giornalista antichavista che, in
passato, è stato difeso da Reporter Senza
Frontiere dopo essere finito per un po’ in
carcere, ha scritto un duro editoriale in cui ha
parlato di «Caracazo que está por venir».
Riferimento alla violenta rivolta popolare che
si accese a Caracas nel febbraio 1989 in seguito
all’aumento del prezzo dei trasporti pubblici, e
che innescò il collasso della Quarta Repubblica
venezuelana.

ottobre 27, 2007

Il futuro del Venezuela



Lo que los Cubanos no pueden hacer!!! LO QUE NOS ESPERA... QUE MARAVILLA!!
Hermano latinoamericano, venezolano... Te invito a que leas algunas cositas que por casi cinco décadas se les prohibe a los cubanos. Luego responde: ¿Es esto lo que quieres para tus hijos? Si la respuesta es positiva, entonces no desmayes en tu lucha por NO aprobar la Reforma a la Constitución de Chavez, ... te pondrá en el camino al paraiso cubano... AL MAR DE LA FELICIDAD, COMO LLAMA CHAVEZ A CUBA Y SU REGIMEN!!
En la Cuba comunista se prohibe: 1- Viajar al exterior sin permiso del gobierno. Aunque se cuente con una visa aprobada y los pasajes de avión, unicamente se puede abandonar Cuba con un salvoconducto oficial (la conocida Tarjeta Blanca) cuyo proceso de obtención puede tomar años y en muchos casos nunca ser otorgada. Los trabajadores vinculados a la salud, aquellos de los ministerios del estado, de las fuerzas armadas, o los deportistas de alto rendimiento, entre otros, deberán esperar al menos 5 años, pero en la mayoría de los casos nunca recibirán el dichoso permiso. 2- Viajar al exterior por motivo de trabajo con esposa y/o hijos (con excepción de algunos altos funcionarios oficiales). 3- Cambiar de trabajo sin permiso del gobierno. 4- Cambiar de domicilio. Las permutas obligan a someterse a decenas de regulaciones. 5- Publicar cualquier cosa sin permiso del gobierno. 6- Poseer una computadora personal, un fax o una antena parabólica. 7- Accesar a Internet. La Internet está estrechamente controlada y vigilada por la seguridad del estado. Sólo el 1.7 % de la población tiene acceso a internet. 8- Mandar a sus hijos a un colegio privado o religioso.Todas las escuelas son del estado comunista. 9- Practicar cualquier culto religioso sin penalizaciones. Los adultos pueden ser despedidos de sus trabajos; a los niños se les puede expulsar de la escuela. 10- Pertenecer a cualquier organización independiente de carácter nacional o internacional, con excepción de las gubernamentales (Partido Comunista, Unión de Jóvenes Comunistas, Comités de Defensa de la Revolución, etc) 11- Ver o escuchar emisoras de radio y televisión privadas o independientes. Todos los medios de difusión son propiedad estatal y están dirigidos por el gobierno. Los cubanos escuchan o ven ilegalmente la Voz de las Américas, Radio y TV Martí , etc. 12- Leer libros, revistas o periódicos, con excepción de aquellos aprobados/publicado-s por el gobierno (todos los libros, revista o periódicos son publicados por el gobierno ). No existe prensa independiente autorizada. Leer "1984" o Rebelión en la Granja" de George Orwell es tan subversivo como tener una revista Sputnik o Novedades de Moscú del período de la Perestroika. 13-Recibir publicaciones del extranjero o de visitantes (punible con cárcel según la Ley 88). 14- Comunicarse libremente con periodistas extranjeros. 15- Visitar o quedarse en hoteles, restaurantes, playas, y complejos para turistas (de donde están excluídos los cubanos). 16- Aceptar regalos o donaciones de visitantes extranjeros. 17- Buscar empleo en compañías extranjeras establecidas en la isla sin la aprobación del gobierno. 18- Poseer negocios propios (propiedad privada). Aunque algunos negocios muy pequeños han sido aprobados por el gobierno han sido sometidos a impuestos y regulaciones asfixiantes. 19- Ganar más de la tarifa establecida por el gobierno para todos los empleos: 7-12 dólares al mes para la mayoría de los trabajos, 15-20 dólares al mes para los profesionales, como médicos y funcionarios del gobierno. 20- Vender cualquier pertenencia personal, servicios, productos alimenticios preparados en casa o artesanía casera sin la aprobación del gobierno . 21- Pescar en las costas o subirse a un bote sin permiso del gobierno. 22- Pertenecer a un sindicato independiente (sólo hay uno: el gobierno controla los sindicatos y ningún contrato, individual ni colectivo está permitido;tampoco huelgas o protestas). 23- Organizar cualquier equipo deportivo, actividades deportivas y actuaciones artísticas sin permiso del gobierno. 24- Reclamar cualquier premio monetario, o tratar de actuar en el extranjero. 25- Escoger un médico o un hospital. Todos los asigna el gobierno. 26- Buscar ayuda médica fuera de Cuba. 27- Contratar a un abogado, a no ser que esté aprobado por el gobierno. 28- Negarse a participar en manifestaciones o demostraciones masivas organizadas por el PartidoComunista . La negativa a participar en concentraciones como las del 1ro de mayo o del 26 de julio, implica el ser categorizado como desafecto al régimen y quedar expuesto a las consecuencias que se derivan. 29- Negarse a participar en el trabajo "voluntario" para adultos y niños. 30- Negarse a votar en elecciones con un partido único y candidatos nominados por el gobierno... (Fidel Castro no es "elegido" por voto directo. Su nombre nunca aparece en las botetas). 31- Aspirar a un cargo público a no ser aquellos escogidos a dedo por el Partido Comunista . 32- Criticar o simplemente cuestionar las leyes represivas del régimen, o cualquier comentario o decisión de dirigentes, o del máximo líder. 33- Transportar productos alimenticios para consumo personal o familiar de una provincia a otra. Las maletas de los viajeros son continuamente revisadas por la policía en los trenes, omnibus, carros particulares, bicicletas y cualquier medio de transporte, en busca de viandas, azúcar, café o carne, entre otros. Productos que son confiscados y sus portadores son procesados judicialmente por tal "delito". 34- Matar una vaca. Los campesinos propietarios de ganado vacuno no pueden sacrificar sus propias reses para consumo y mucho menos para vender la carne. Este delito grave se sanciona con cinco años de cárcel. 35- Comprar o vender inmuebles y terrenos. Los "propietarios" de las casas no pueden venderlas y unicamente las permutas,es decir, las cambian, (entre casas similares) con muchas regulaciones, se permiten. Aunque menos del 6% de las tierras agrícolas quedan en manos de campesinos (el resto fue expropiada en la primera década de la revolución) los "propietarios" tampoco pueden vender sus terrenos. 36- Importar al país los siguientes equipos eléctricos: freezers, acondionadores de aire, cocinas y hornillas, incluyendo resistencias; hornos y microwaves, calentadores de agua, duchas, freidoras, planchas y tostadoras de pan. 37- Regresar a vivir al país después de haber emigrado. Los que un día deciden visitar a sus familiares en Cuba necesitan visa-permiso para volver a la tierra que los vió nacer y deberán obtener un pasaporte cubano (aunque ya tengan otra nacionalidad oficialmente reconocida). El proceso cuesta más de 450 dólares, sin incluir pasajes y otros gastos. Cuando el permiso de entrada es denegado, el dinero queda en manos del gobierno cubano. 38- Visitar fuera de Cuba a un "desertor" miembro de la familia. Cuando un cubano "deserta" en el exterior en trabajos que el gobierno considera "misiones oficiales" (deporte, ciencia, arte, etc) los familiares deberán esperar al menos cinco años hasta que el gobierno decida si pueden viajar. Los padres, hijos o hermanos no podrán visitar a su ser querido aunque cuenten con visa y pasaje del país en que reside su familar "desertor". 39- Conservar las propiedades cuando alguien emigra o es capturado en el intento. Cuando un cubano recibe el permiso de salida, su balsa es interceptada en altamar o es repatriado, usualmente sus "propiedades" (casa, televisor, muebles, ropa, etc) son confiscadas. En caso de los repatriados o interceptados en el mar, tambien se verán imposibilitados de volver a trabajar, perderán la libreta de racionamiento (medio por el que obtienen derecho a pagar una paupérrima porción de los alimentos que necesitan), enfrentarán actos de repudio y/o penas judiciales. 40- Escoger libremente la carrera que se desea estudiar. Un graduado del 12mo grado, independientemente de su índices académicos y la disponibilidad de plazas, no puede seleccionar la carrera que prefiere estudiar. En el proceso de selección, para las universidades (todas en manos delestado comunista) priman factores ideológicos asociados al grado de incondicionalidad de los jovenes y a las "necesidades de la revolución" en ese momento. 41- Invitar a un extranjero a pasar una noche en su casa. Si los vigilantes CDR (Comités de Defensa de la Revolución, es decir, espias de sus vecinos) advierten y denuncian que un extranjero esta pernoctando en la casa de un cubano, se incian investigaciones que generalmente terminan en multas o en el caso de los reincidentes, en la expropiación de la vivienda. 42- Negarse a participar en las Milicias de Tropas Territorales , CDRs, Brigadas de Respuesta Rápida y cualquier organizacion represiva del régimen. La negativa es interpretada como una clara muestra de desafecto revolucionario y conlleva castigo. 43- Comprar leche en establecimientos regulados (bodegas) para niños mayores de siete años. Sólo los niños hasta siete años pueden en Cuba a recibir el derecho a pagar una cuota de leche, a partir de esa edad la venta de leche se elimina y sus padres sólo podrán adquirir la leche en el mercado negro, lo que implica una clara violación de la ley. 44- Vivir en libertad y con derechos humanos . Sobrevivir como un ser humano. 45- Decir ABAJO... O MUERA FIDEL!!Si envías este mensaje a otros 10 venezolanos no tendrás ni más ni menos suerte... harás que otros la tengan en el futuro!!
NO A LA REFORMA CONSTITUCIONAL, POR VENEZUELA LIBRE Y DEMOCRATICA

Unidos para Venezuela