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maggio 01, 2016

Venezuela: impronta indelebile

Il processo evolutivo della cultura Venezuela ha radici preispaniche, ispaniche e africane, consolidatesi durante il colonialismo. Un grande processo di miscela di razze ha protagonizzato il periodo. Diverse le etnie indigene, ognuna delle quali aveva la propria arte rupestre, con tradizioni tramandate oralmente, soprattutto nella regione andina, nelle aree montuose del litorale, nelle zone dei Llanos e nelle selve amazzoniche. 
Notevole l'apporto linguistico, architettonico, delle arti decorative, pittura, arti orafe, arte della fabbricazione dei mobili dei conquistadores e colonizadores spagnoli, originari soprattutto dell'Andalucia, Castilla ed Extremadura. I contributi musicali, le pitture dal sapore africano, correnti culturali delle Antille e dall'Europa, nel secolo XIX, soprattutto dalla Francia, hanno arricchito la cultura e il tessuto artistico del Venezuela, che è "veramente" un paese da scoprire. L'architettura ispanica si può apprezzare nei centri storici come La Guaira, Puerto Cabello, Maracaibo, Araya e molti altri.
Le strade e le abitazioni di Coro lasciano senza fiato, ma molti templi antichi si possono apprezzare a La Asuncion, nelle valli di Aragua e Andes. Che dire, poi, delle tenute dagli ampi patios dove si seccava il caffé e il cacao, sia nelle Ande che al nordest del paese. Manifestazioni di architettura urbana del 19° sec. si possono anche apprezzare a Caracas, la capitale, che fino a poco tempo fa era chiamata 'La succursale del Cielo', dall'eterna primvavera e ricettacolo di artisti, culla di tante persone  di cultura.
A Macuto, a Maracaibo e a Barquisimeto vi sono anche delle testimonianze di architetturta urbana. Nelle regioni petrolifere del Venezuela si stanziarono diverse testimonianze culturali di origine nordamericana e un' immigrazione spagnola, italiana e portoghese. La grande circolazione di denaro e i contatti con l'estero hanno sviluppato, in queste zone, un'architettura moderna, raggiungendo un livello molto alto come il complesso culturale Teresa Carreño, e in molte delle spettacolari torri.
Il ballo nazionale di questo meraviglioso paese è il Joropo e gli strumenti musicali tipici sono il cuatro, arpa, maracas associati alla vita del llanero, nei balli accompagnati dal tambor e diversi strumenti di origene africana. 

Il Venezuela ha accolto molti stranieri in cerca di una vita migliore e sarebbe la cosa più normale del mondo aiutare questo paese che ha dato i natali al Libertador Simòn Bolivar. Sappiamo che oggi attraversa, a causa della dittatura chavista di Maduro, un momento terribile. Già immersi nel disastro economico: senza farmaci e senza cibo, siamo vittime della repressione e del malgoverno di un colombiano, il presidente Maduro, attaccato al potere, spietato, ignorante che si è macchiato, insieme a Cabello (ex Presidente del Parlamento), di gravi crimini contro l'Umanità.
Noi venezuelani sappiamo che tutto questo finirà, ritorneremo ad un paese normale e vogliamo rimboccarci le maniche per contribuire al risorgere dell'economia.
Non dimentichiamo che il Venezuela è uno dei maggiori produttori di petrolio, nonchè ricchissimo di risorse naturali e turistiche. Dalle meravigliose spiagge tropicali della costa e delle sue isole da sogno, alle montagne delle Ande, dalle praterie a Canaima alle porte dell'Amazzonia, sede della cascata più alta del mondo, il Salto Angel. Sono dati che ogni persona sa o dovrebbe sapere, come dovrebbe sapere che l'attuale governo, dittatoriale, ci ha massacrati. 

@cosmodelafuente

gennaio 06, 2016

Come per stalin crollano le statue di Chavez e Maduro: dittatori sanguinari

Il 5 di gennaio del 2015 resterà una data memorabile per la storia della democrazia venezuelana.
Si smontano quadri ed effigi di Chàvez, colui che ha dato il via alla rovina del paese e che ha lasciato nelle mani di un amico intimo e incompetente, come Maduro, le sorti di un paese che già era alla deriva.
La prova che siamo stati vittime, per ben 17 anni, della dittatura chavista e, in seguito, di Maduro, sta nel fatto che finalmente dopo, appunto, 17 anni, la stampa ha avuto libero accesso nella 'Asamblea Nacional' (Parlamento).Giornalisti di tutti i colori politici. Così ha voluto Henry Ramos Allup il nuovo Presidente della Asamblea che prende il posto del narcotrafficante Diosdado Cabello.  Il popolo venezuelano, la stragrande maggioranza,  ha detto 'basta' e ora è in festa. La vittoria schiacciante dell'opposizione sul Regime, ne è la dimostrazione. Questa volta gli è andata male al dittatore Maduro, pensava di sovvertire il voto, ma 2 milioni di voti contro non potevano nascondersi come le volte precedenti. 
La domanda sorge spontanea: Perchè si è votato se si in dittatura? Semplice: in questi anni le dittature vanno travestite e giustificate col voto, ma, come già detto, di fronte alla valanga di voti contrari, l'esercito non ha potuto appoggiare la frode come era solito fare.
Questo governo di narcotrafficanti lascia due primati: il paese più pericoloso al mondo per delinquenza (nel 2015 le morti violente sono state 28.000) e l'inflazione più alta del mondo.
Tutti i componenti del governo Maduro, sono coinvolti in traffico di cocaina.
Ecco perchè il popolo festeggia! FInalmente spera nel futuro.
Il paese è rovinato e si presenta come  appena uscito da una guerra senguinaria.
Sarà dura ricostruire, ma l'amore dei venezuelani per la propria terra farà la sua parte.

Cosmo de La Fuente

(press agent di Mediacontact Communications - Collaborazione Nancy e Lourdes Bedoya).

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