gennaio 31, 2019

Venezuela : El Helicoide, il centro torture di Maduro



El Helicoide di Caracas, centro torture del regime di Maduro
Nato  negli anni 50 come Centro Commerciale, oggi è il centro di detenzione, torture e morte dei prigionieri politici di Maduro.
Rosmit Mantilla, attivista politico appartenente a un partito d’opposizione ed eletto diputato del Parlamento racconta: “Ho trascorso due anni e mezzo in questo centro di torture. Vedevo persone coperte di sangue, altre legate e alcune in stato d’incoscienza”. Mantilla fu arrestato nel 2014 con una banale scusa di aver finanziato una protesta.
La BBC Mundo ha avuto modo di accedere a fotografie di alcuni detenuti. Presentavano lividi che coprivano completamente le natiche.
Luis B. racconta: “Avevo la faccia coperta da un giornale, sentii che una guardia chiedeva a un’altra di dargli una pistola -ti uccideremo- dicevano mentre ridevano rumorosamente – abbiamo un proiettile, vediamo se sei fortunato – Sentivo la pistola sulla mia testa e il grilletto. Continuarono finché no svenni”
La BBC è riuscita a intervistare due funzionari del SEBIN (servizio d'intelligenza bolivariano), i quali hanno lasciato il Venezuela e hanno dichiarato che si utilizzano due tipi di tortura di base in modo che i detenuti dicano quello che  vogliono che dicano.
Alcune testimonianze raccolte dalla BBC Mundo
Víctor C.: una delle tecniche, denominata bolsear (borseggiare) consiste nell’asfissiare le persone con una busta di plastica.  Li costringono poi a guardarsi allo specchio gli sussurrano all'orecchio – Guardati, stai morendo- ho visto molti farsi la pipì addosso dalla paura.
Molti vengono colpiti con bastoni,  coperti da cuscini in modo che restassero segni. Altri venivano appesi dai polsi in modo che i  piedi sfiorassero appena il pavimento.
L’altro funzionario, Manuel R. racconta che si usa spesso anche l’elettricità – si usa una batteria con due cavi che vengono attaccati ai testicoli o alla gola Come nel caso del Capitano Caguaripano, ancora detenuto, sottoposto a questa tortura che gli ha causato il distacco dei testicoli.
Un’altra forma di tortura è quella di negare le cure mediche ai malati.
Juan Miguel, un  detenuto, racconta che malgrado fosse affetto da cancro alla prostata, da un’ischemia celebrale, da crisi ipertensive e  perdita dell’udito per via di un’infezione, gli si diceva costantemente che nel rispetto di ordini “superiori” per lui non erano previste cure mediche.
Tutti gli intervistati hanno riferito di essere stati sottoposti anche torture psicologiche. Uno dei casi più impressionanti è quello di Rodolfo G., un pilota di 64 anni in pensione, accusato anche lui di esser promotore di una protesta. Accusa che viene negata dalla famiglia. La figlia racconta: “minacciarono mio padre di portarlo nelle peggiori carceri del paese e che avrebbero arrestato anche mia mamma. Una notte mio padre riuscì a telefonarci, era terrorizzato, ci disse che il giorno dopo lo avrebbero trasferito. Quella stessa notte si suicidò".
La BBC ha cercato di contattare il “governo” di Maduro per chiedere informazioni riguardo queste denunce, ma non ha mai ricevuto risposte.

Nemmeno i bambini si salvano da questi crimini di lesa umanità.
Secondo la UN Human Rights quasi 80 bambini, di cui alcuni di solo 12 anni, sono stati detenuti per aver partecipato alle manifestazioni pacifiche contro Maduro degli ultimi giorni, 40 venezuelani sono morti e ben 850 sono stati arrestati arbitrariamente.
Il Foro Penal segnala che, attualmente, in Venezuela vi sono circa 1025 prigionieri politici. Se pensiamo che da innocenti debbano vivere l’orrore delle carceri venezuelane, delle torture e in più di un caso anche di essere uccisi  da parte dei corpi di sicurezza pagati dal regime di Nicolás Maduro, mi chiedo come sia  possibile che qualcuno, ancora, possa considerarlo un Capo di Stato.

Carlos Cosmo Gullì
@cosmodelafuente
familiafutura.com

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