giugno 29, 2020

Elisabetta Trenta : raccontiamo la verità sul Venezuela, basta bugie


"... è ora di prendere una posizione, prima di subire le conseguenze di posizioni ideologiche lontane dalla realtà".
Il parere dell'ex ministro della difesa del M5S Elisabetta Trenta del primo governo Conte smentisce clamorosamente Paolo Mieli.
"Mi chiedo come sia possibile portare avanti delle visioni così parziali del presente, quando i fatti sono sotto i nostri occhi con tutte le loro connessioni. Immerso come tutti gli altri paesi del mondo nella crisi COVID19, il Venezuela ha registrato un limitato numero di casi - situazione molto poco credibile considerato quanto sta accadendo nei paesi confinanti.
Il parere di Elisabetta Trenta estratto dalla pagina di Leo Rugens

È così che il paese con il maggior numero di riserve petrolifere non solo è a corto di cibo, ma anche di carburante. Le sue raffinerie sono ferme, colpite da una dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. Già prima dell’embargo era difficile che imprese USA vendessero pezzi di ricambio al Venezuela, dopo il 2017 è diventato impossibile e le riparazioni “artigianali” non sono bastate per degli impianti che hanno bisogno di costante manutenzione operativa. A questo si aggiungono lerestrizioni sull’acquisto degli additivi, come l’etanolo, che ha sostituito il piombo nella benzina.

In aiuto del Venezuela l’Iran, che mantiene un’alleanza con il paese iniziata con Chávez e rafforzatasi con Maduro, ha inviato via aereo delle apparecchiature per la raffineria di Carson e cinque navi, con benzina e additivi. Una sfida aperta agli USA con minaccia di ritorsioni verso le navi americane nello stretto di Hormuz, in caso ci fossero interventi sulle navi iraniane. Scartata l’ipotesi militare, gli Stati Uniti hanno solo un’opzione, quella di adottare misure contro le petroliere iraniane.
Ma non finiscono qui le connessioni con l’Iran delle quali è protagonista Tareck El Aissami, nominato Ministro del petrolio in maggio, ricercato dagli Stati Uniti e sospettato di supporto a Hezbollah, il “partito di Dio”, proxy iraniano, che controlla vaste fasce di territorio in Venezuela, e guida il traffico di droga e l’estrazione illegale di minerali preziosi come diamanti, coltan, uranio, oro.

Quando era Ministro dell’Interno fu proprio Tarek al Assaimi, che è di origine siriano-libanese, a fornire passaporti e carte d’identità per gli affiliati di Hezbollah che arrivavano in Venezuela. Imputato dagli USA per traffico di droga nel 2017, è stato di nuovo accusato in aprile di quest’anno dal tribunale federale statunitense per aver partecipato a una presunta cospirazione narcoterrorista con i ribelli colombiani per inondare gli Stati Uniti di cocaina (200 – 250 tonnellate, che corrispondono a 30 milioni di dosi), al fianco di Maduro.

Credo fermamente che il nostro Paese non possa continuare a “non prendere la parte di nessuno”. La posta in gioco non è solo il rispetto dei diritti di un popolo, che sta emigrando in massa per sfuggire alla fame, e che è composto anche da circa un milione di discendenti italiani, ma anche l’effetto che un Paese corrotto porta sulla sicurezza e stabilità internazionale.

Riciclaggio globale di denaro, corruzione, narcotraffico, estrazione illegale di minerali, e il ruolo di supporto di nazioni straniere e attori non statali5 con i quali ci confrontiamo a livello regionale – nel Mediterraneo – e internazionale, fanno di Maduro il capo di un regime al centro di una rete criminale, che gli permette di restare al potere nonostante le sanzioni e le pressioni internazionali.
Nelle crisi il tempo della decisione è una variabile importante e se chi deve decidere non lo fa, saranno altri a decidere per lui”.

Insomma qualche speranza ci sarebbe se qualcuno che milita nel partito castro-chavista italiano, il M5S, tenta di aprire gli occhi ai revolucionarios incalliti come Di Battista e Di Stefano.
L’Italia continua ad essere neutrale, i grillini non vogliono infastidire Maduro, perché?


giugno 28, 2020

¿Serendipia o pragmatismo? [en español e italiano]





El hombre que va por la vida apostándole al destino, a la suerte o la buena voluntad de los demás, siempre termina siendo manipulado por cualquiera”.

Siempre se habla y se discute cual sería la mejor forma de gobernar una nación, un estado, una provincia o una sociedad, dentro de los sistemas más nombrados para gobernar y haciendo referencia a ideologías tenemos al Capitalismo y al Socialismo, en los religiosos es aún más complicado si se gobierna dentro del judaísmo, islamismo, cristianismo, hinduismo o el budismo.

Como podemos ver las direcciones a seguir son muy diversas y a la vez complicadas ya que todas defienden su propio fin o bien en común, de ahí es que nacen los falsos políticos, caudillos, sacerdotes, pastores y mesías, ya que se encuentran con una población amorfa que busca el bien común y un colectivismo lleno de felicidad, el cual termina dominado por seres miserables que lo único que desean es el poder y la sumisión de sus esperanzadas ovejas.

Lo cierto es que para crear una verdadera sociedad independientemente de la doctrina ideológica o religiosa, se necesita mano dura, disciplina, orden, control y de líderes con decisiones radicales, pero muchos les apuestan a circunstancias donde brille la serendipia y otros hablan de ser pragmáticos, cuando ambas cosas no suelen tener una conducta propia para gobernar a una sociedad y mucho menos desarrollarla.

Se sabe que la Serendipia es una circunstancia donde por casualidad se encuentra algo que no se busca, por lo general se ve mucho en el camino del amor y la pasión ya, que el hombre siempre anda buscando el deseo de ser comprendido, atendido y querido, en este campo mágico es donde la serendipia se convierte en un hallazgo afortunado e inesperado que se produce cuando se esta buscando algo distinto, por esta razón no pode ser parte de una ideología para gobernar.

Mientras que, el pragmatismo se dirige hacia las acciones y no a la teoría, se encamina hacia lo práctico para juzgar la verdad de teorías filosóficas con doctrinas, mitos, dogmas, religiones, moral o conductas sociales, pero el pragmatismo tampoco es el camino idóneo para gobernar ya que se convierte en una canoa a la deriva que se deja guiar por la corriente, sin saber que muchas veces la conduce a un rápido o a una terrible cascada.

¿Serendipia o pragmatismo? Al parecer esta es la pregunta que se hacen algunos líderes, presidentes que actualmente están gobernando o aspirantes al poder. Ya que vemos decisiones que no conducen a nada tan sólo por contradecir una posición política y otras decisiones que por puro tropiezo dan buen resultado para un sector del que se gobierna, obviando esa tranquilidad conseguida que se esfumará porque no es un resultado estudiado ni analizado para lograr un verdadero fin, donde la sociedad crezca y se desarrolle.

Están muy equivocados los que pretenden gobernar apostándole a la serendipia o con la buena voluntad del pragmatismo. Una sociedad, un estado o una nación se gobierna es con leyes que arropen a todos los ciudadanos por igual, donde la política pueda ser representada por el ciudadano y no por el politiquero, donde el libre comercio sea parte de la identidad del individuo,  donde la propiedad privada se convierta en un derecho y no un deseo. Para gobernar un país no se puede pensar con el corazón ni con la pasión, se debe actuar y tomar decisiones radicales por el bien de país y no por el bien de un sector de la población.

La serendipia y el pragmatismo dejémoslo para el ciudadano común, que bajo su responsabilidad tiene que velar por su libertad y por el destino que desea buscar.

Cuando se trata de gobernar tenemos que acordarnos del poeta francés  Víctor Marie Hugo cuando decía... “No existen países que sean pequeños. No se mide la grandeza de una nación por el número de habitantes. Así como no se mide la grandeza de un hombre por su estatura”.

La grandeza de un país esta es en sus ciudadanos y no en sus habitantes, en sus gobernantes que con mano dura sepan defender la isonomía, con líderes radicales que al momento de tomar decisiones no estén pensando en el pobrecito o en el famoso bien común y, un hombre es grande cuando defiende con egoísmo su libertad individual.

“Cuando se vive por costumbre o por obediencia, se termina siendo un esclavo feliz con sus propias cadenas”.

 Por Luis Córdoba Reyes @lfcr81
 [Poeta y Escritor-Defensor de la Isonomia]
 familiafutura.com



(Traduzione in italiano)

"L'uomo che passa la vita scommettendo sul destino, la fortuna o la buona volontà degli altri, finisce sempre per essere manipolato da chiunque."

Si parla sempre di quale sarebbe il modo migliore per governare una nazione, uno stato, una provincia o una società, all'interno dei sistemi più nominati per governare e riferirsi a ideologie del capitalismo e del socialismo, nella religione è ancora più complicato sia che riguardi l'ebraismo, l'islam, il cristianesimo, l'induismo o il buddismo.

Come possiamo vedere, le indicazioni da seguire sono molto diverse e allo stesso tempo complicate poiché tutte difendono il proprio scopo o quello comune, ecco perché nascono falsi politici, leader, sacerdoti, pastori e messia, poiché trovano una popolazione amorfa che cerca il bene comune e un collettivismo pieno di felicità, dominata da esseri miserabili che tutto ciò che vogliono è il potere e la sottomissione alle loro speranze, pecore.

La verità è che per creare una vera società indipendentemente dalla dottrina ideologica o religiosa, se necessario, occorrono mano forte, disciplina, ordine, controllo e leaders con decisioni radicali, ma molti approvano le circostanze in cui brilla la serendipità e altri parlano di Essendo pragmatico, quando entrambe le cose di solito non mantengono la propria condotta per governare una società, tanto meno svilupparla.

Se sai che la serenità è una circostanza in cui per caso trovi qualcosa che non stai cercando, di solito la trovi in termini di amore e passione, poiché l'uomo è sempre alla ricerca del desiderio di essere acquistato, curato e amato , in questo campo, che è dove la serendipità diventa una scoperta fortunata e inaspettata che sai quando cerchi qualcosa di distintivo, per questo motivo non puoi far parte di un'ideologia da governare.


Mentre il pragmatismo è diretto verso le azioni e non verso la teoria, è diretto verso la praticità al fine di giudicare la verità delle teorie filosofiche con dottrine, miti, dogmi, religioni, comportamenti morali o sociali, ma il pragmatismo non è neppure il percorso ideale, poiché "governare" diventerebbe una canoa alla deriva che si lascia guidare dalla corrente, che spesso ci conduce verso una cascata violenta o terribile.

Serendipità o pragmatismo? Apparentemente questa è la domanda che alcuni leader, presidenti che attualmente governano - o che aspirano al potere-  si pongono. Dal momento che vediamo decisioni che non portano a nulla, solo a contraddire una posizione politica o altre decisioni che semplicemente capitano e che danno buoni risultati in un settore governato, sorvolando su quella tranquillità raggiunta, che scomparirà perché non è un risultato studiato o progettato allo scopo di raggiungere un vero fine, in cui la società cresce e si sviluppa.

Sbagliano coloro che cercano di governare scommettendo sulla serendipità o credendo nel pragmatismo. Una società, uno stato o una nazione si governa con leggi che abbracciano tutti i cittadini allo stesso modo, in cui la politica può essere rappresentata dal cittadino e non dal politicante, dove il libero commercio fa parte dell'identità dell'individuo, dove la proprietà privata diventa un diritto e non un desiderio. Per governare un Paese, non puoi pensare con il cuore o la passione, devi agire e prendere decisioni radicali per il bene del Paese e non per il bene di un settore della popolazione.

Lasciamo serendipità e pragmatismo al comune cittadino, che sotto la sua responsabilità deve vigilare sulla sua libertà e sul destino che desidera costruirsi.

Quando si tratta di governare, dobbiamo ricordare il poeta francese Victor Marie Hugo quando ha detto ... “Non ci sono paesi piccoli. La grandezza di una nazione non si misura dal numero di abitanti. Proprio come la grandezza di un uomo non si misura dalla sua altezza. "

La grandezza di un paese sta nei suoi cittadini e non nei suoi abitanti, nei suoi sovrani che sanno difendere l'isonomia con una mano forte, con leader radicali che non stanno pensando alla cosa povera o al famoso bene comune quando prendono decisioni. Un uomo è grande quando difende con egoismo la sua libertà individuale.

"Quando vivi per abitudine o obbedienza, finisci per essere uno schiavo felice con le sue catene”.

giugno 27, 2020

RPL intervista Cosmo de la Fuente




Valentina Lucarelli, ideatrice e conduttrice della trasmissione "L'uomo è ció che mangia", ha ospitato oggi Cosmo de la Fuente. 
Tema: Venezuela in dittatura e parallelismi con l'Italia di oggi.
Cosa sta accadendo?
Veramente siamo a rischio dittatura?
Radio Padania Libera

------------------
R.Dellapenna
familiafutura

giugno 25, 2020

Le "toccanti" parole di Salvini a El Nacional sul Venezuela. Ma...



[en italiano y español]

Tutto quello che nell’articolo in questione si dice riguardo il Venezuela e gli italiani che ci vivono è argomento conosciuto da Matteo Salvini, però...

Mi è arrivato un breve testo circa una dichiarazione che Matteo Salvini avrebbe rilasciato al quotidiano venezuelano El Nacional.  Voglio trascriverne il testo prima di esprimere il mio parere.
*VENEZUELA, SALVINI AL QUOTIDIANO EL NACIONAL: “DAL GOVERNO ITALIANO TROPPI SILENZI E RITARDI, LA LEGA È CONTRO TUTTI I REGIMI”
Dichiarazione di Matteo Salvini al quotidiano venezuelano El Nacional, che ha chiesto al leader leghista un parere sulla situazione del paese Sudamericano. Il giornale dichiara che “in Venezuela esiste una grande comunità italiana residente che deve proteggersi e uno Stato come quello italiano, che si basa sui valori di libertà e democrazia, non può sorvolare sulle rovine del popolo venezuelano” e quindi domanda: “La "neutralità" che il governo italiano ha seguito finora ha preso la strada giusta o dovrebbe allinearsi con i venezuelani democratici che sono governati dalla Costituzione per ottenere di essere un paese libero, dopo un governo di emergenza e quindi elezioni pulite?”.
Salvini risponde senza esitazioni: “Sempre contro il regime e tutti i regimi, troppi silenzi e ritardi dal governo: la Lega sta col popolo venezuelano che chiede democrazia, libertà e lavoro, e con i tantissimi italiani che hanno scelto questa splendida terra per viverci e oggi soffrono, muoiono, scappano”.
Trovo in rete conferma di questo articolo e del comunicato stampa.
Premetto che non ce l’ho con Matteo Salvini per partito preso, come si suol dire, poiché in passato ho creduto che il centro destra italiano unito, avrebbe potuto fare la differenza sul caso Venezuela. Senza nulla togliere ad altri personaggi della politica italiana che si sono espressi in favore della libertà del Paese dove sono nato da genitori italiani. Come sempre dico, eccetto il M5S che si è sempre dichiarato a sostegno della dittatura di Maduro, per me contano le persone e non i partiti a cui appartengono.
Tutto quello che nell’articolo in questione si dice riguardo il Venezuela e gli italiani che ci vivono è argomento conosciuto da Salvini, da anni, durante incontri del 2018 e 2019, manifestazioni di protesta, contatti e incontri diretti con italo-venezuelani, l’ex ministro dell’interno ne è sempre stato a conoscenza. Da italo-venezuelano  sia come attivista sia come comunicatore non mi sfugge che Salvini si sia sempre “espresso”, in maniera lodevole, in favore dei venezuelani e degli italiani che vivono nel paese sudamericano. Sì, espresso, sempre e solo espresso.
Quello che non mi quadra -e tutti i venezuelani e gli italo-venezuelani dovrebbero rendersene conto- è la neutralità di cui Salvini parla, quella di cui lui è stato complice e artefice insieme al M5S. Quando il leader leghista divenne parte del governo giallo-verde, molti italiani nati in Venezuela e residenti in Italia, pensammo che finalmente il Venezuela, il disconoscimento del dittatore Maduro come presidente illegittimo e la causa di sensibilizzazione, avrebbero finalmente ottenuto dei risultati importanti nella nostra Italia. Ma così non è stato. Proprio Salvini, sia in Italia che in Europa, cedette al volere dei pentastellati.
Il 31 gennaio 2019 il Parlamento Europeo votò, nella sua maggioranza, per riconoscere Guaidó presidente ad interim, ma sia il M5S che la Lega di Salvini si astennero.
Tanto si era sperato in Matteo Salvini  che la delusione fu grande e cocente. Sappiamo anche che gli equilibri politici si mantengono attraverso rinunce, compromessi e quant’altro ma, non si può ergersi a paladino della causa venezuelana contro la catastrofe umanitaria di un popolo e di moltissimi italiani e poi per mezzo di azioni importanti annullare quanto detto anteriormente.
Non da giornalista italo-venezuelano, ma da semplice cittadino italiano nato in Venezuela, ben disposto a credergli  vorrei chiedergli: 


-         -  Perché ha detto tante belle cose alimentando speranze nella nostra comunità per poi spegnerle senza pietà?
-          - Perché ha continuato a parlare del Venezuela, condannando la posizione di neutralità del governo italiano nonostante lei si sia alleato con il M5S per "mantenerla", astenendosi anche in Europa?
-          - La maggior parte di noi italiani nati in Venezuela ha visto e sperato in lei, cosa può dire ora che non abbia già detto e promesso che possa questa volta farci recuperare la fiducia in lei? Che non siano solo parole rinnegate dalle successive azioni, di cui siamo veramente stufi e non più così ingenui da crederci facilmente.
Lascio l’interrogativo aperto, sarebbe importante ricevere  una risposta da Matteo Salvini.


@cosmodelafuente

---------
Recibí un breve texto sobre una declaración que Matteo Salvini de la Liga italiana hizo al periódico venezolano El Nacional. Antes de expresar mi opinión sobre esto, transcribo el texto.

* VENEZUELA, SALVINI AL DIARIO EL NACIONAL: "DEL GOBIERNO ITALIANO DEMASIADOS SILENCIOS Y RETRASOS, LA LIGA ESTÁ CONTRA TODOS LOS REGÍMENES"
Declaración de Matteo Salvini al periódico venezolano El Nacional, que le pidió al líder de la Liga una opinión sobre la situación en el país sudamericano. El periódico declara que "en Venezuela hay una gran comunidad de residentes italianos que debe protegerse y un estado como el italiano, que se basa en los valores de libertad y democracia, no puede sobrevolar las ruinas del pueblo venezolano" y, por lo tanto, pregunta: "La" neutralidad "¿Que el gobierno italiano ha seguido hasta ahora ha tomado el camino correcto o debería alinearse con los venezolanos democráticos que se rigen por la Constitución para llegar a ser un país libre, después de un gobierno de emergencia y, por lo tanto, elecciones limpias?".
Salvini responde sin dudar: "Siempre contra el régimen y todos los regímenes, demasiados silencios y demoras del gobierno: la Liga está con el pueblo venezolano pidiendo democracia, libertad y trabajo, y con los muchos italianos que han elegido esta espléndida tierra para vivir y hoy sufren, mueren, huyen ".
Encuentro en línea la confirmación de este artículo.
Afirmo que no soy enemigo de Matteo Salvini,  en el pasado creí que la coalición de  centro-derecha italiano podría haber marcado la diferencia en el caso de Venezuela. Sin quitarle nada a otras personalidades de la política italiana que se expresaron a favor de la libertad del país donde nací de padres italianos. Como siempre digo, excepto por el M5S que siempre se ha declarado en apoyo de la dictadura de Maduro, para mí las personas cuentan y no los partidos a los que pertenecen.
Todo lo que se dice en ese artículo – El Nacional-  sobre Venezuela y los italianos que viven allí es un tema que Salvini conoce perfectamente, durante las reuniones de 2018 y 2019, así como protestas, contactos directos con italo-venezolanos, el ex El Ministro del Interior siempre ha sido consciente de esto. Como activista y comunicador ítalo-venezolano, esto no se me escapa, como lo hace el hecho de que Matteo siempre se ha "expresado” a favor de los venezolanos e italianos que viven en el país sudamericano. Siempre y solo expresado.
Lo que no me queda bien y todos los venezolanos e italo-venezolanos deberían tener en cuenta, es la neutralidad de la que habla Salvini, de la que fue cómplice y arquitecto junto con el M5S. Cuando el líder de la Liga se convirtió en parte del gobierno de color verde amarillo, muchos italianos nacidos en Venezuela y residentes en Italia, pensamos que finalmente Venezuela, la desaprobación del dictador Maduro como presidente y la sensibilización de la opinión pública, finalmente habría logrado resultados importantes en Italia. Pero esto no sucedió. Precisamente Salvini, tanto en Italia como en Europa, cedió a la voluntad del pentastellate.
El 31 de enero de 2019, el Parlamento Europeo votó, en su mayoría, por reconocer a Guaidó como presidente interino, pero tanto el M5S como la Liga Salvini se abstuvieron.
Se había esperado tanto en Matteo Salvini que la decepción fue grande y abrasadora. También sabemos que el equilibrio político se mantiene a través de renuncias, compromisos, etc., pero no podemos defender la causa venezolana contra la catástrofe humanitaria que mata un pueblo y luego a través de acciones anular todo lo que ha dicho.
No como periodista, sino como un simple ciudadano italovenezolano, me gustaría preguntarle a Salvini:
- ¿Por qué dijiste tantas cosas hermosas, alimentando las esperanzas en nuestra comunidad y luego apagándolas sin piedad?
- ¿Por qué seguiste hablando de Venezuela, condenando la posición de neutralidad del gobierno italiano a pesar de que has sido parte de esa neutralidad apoyando el M5S para mantenerla?
- La mayoría de los italovenezolanos  tuvo esperanzas en ti, ¿qué puedes decir ahora que ya no hayas dicho y prometido que esta vez pueda ayudarnos a recuperar la confianza en ti? Algo que no sean palabras anuladas por acciones posteriores de las cuales estamos realmente hartos y ya no somos tan ingenuos como para creerlo fácilmente?
Dejo la pregunta abierta, sería importante recibir una respuesta de Matteo Salvini.
Cosmo de la Fuente



giugno 24, 2020

DEROGA PER IL RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA AI CONNAZIONALI NATURALIZZATI IN VENEZUELA [AISE]



DEROGA PER IL RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA AI CONNAZIONALI NATURALIZZATI IN VENEZUELA.
Nuovo console generale d’Italia a Caracas, Nicola Occhipinti si è fatto portavoce presso la Direzione generale italiani all’estero della Farnesina dell’esigenza espressa dai Comites di Caracas, Maracaibo e Puerto Ordaz circa la opportunità di concedere una deroga per il riacquisto della cittadinanza ai connazionali naturalizzati in Venezuela. I tre Comites, spiega Occhipinti, chiedono di “concedere una deroga agli ex connazionali residenti in Venezuela, consentendo loro di avanzare l’istanza di riacquisto della cittadinanza presso questo Consolato Generale anziché presso un Comune”. Una posizione, scrive Occhipinti nel messaggio indirizzato al Direttore Generale Luigi Maria Vignali, “sostenuta con convinzione” anche dall’Ambasciatore Vigo e dal Cgie.
“Come noto, - scrive Occhipinti – l’emigrazione verso il Venezuela - salvo poche eccezioni - risale agli anni ‘50/‘60. Per lavorare, molti connazionali dovettero naturalizzarsi venezuelani. Quasi nessuno di essi era consapevole che quell’atto implicasse la perdita della cittadinanza italiana. Quasi tutti hanno ritenuto di possedere il nostro status civitatis per decenni, salvo poi accorgersi di averlo perso quando ormai era troppo tardi, ossia dopo la finestra che venne aperta fra il 1992 e il 1997. Oggi, al fine del riacquisto della cittadinanza, la legge prevede che questi ex cittadini nati in Italia debbano tornare nel nostro Paese e presentare l’istanza presso il Comune dove hanno eletto residenza”.

LINK AISE Agenzia Internazionale Stampa Estero

EXCEPCIÓN POR LA RECUPERACION DE CIUDADANÍA  ITALIANA A CONNACIONALES NATURALIZADOS EN VENEZUELA.
Nicola Occhipinti, nuevo cónsul general de Italia en Caracas, habló a la Dirección General de Relaciones Exteriores de Italia del Ministerio de Relaciones Exteriores sobre la necesidad expresada por los Comités de Caracas, Maracaibo y Puerto Ordaz con respecto a la oportunidad de otorgar una excepción para la recompra de la ciudadanía. a compatriotas naturalizados en Venezuela. Los tres Comités, explica Occhipinti, solicitan "conceder una exención a los antiguos compatriotas que residen en Venezuela, permitiéndoles avanzar la solicitud de recompra de la ciudadanía en este Consulado General en lugar de en un Municipio".


[via familiafutura.com]


giugno 23, 2020

Si riempiono la bocca di discorsi su diritti umani e sostengono la dittatura di Maduro




Si riempiono la bocca di belle parole e di discorsi sui diritti umani e sulla democrazia, poi sostengono le dittature.  Quando in gioco subentra la credibilità degli intoccabili, calano le maschere e fanno squadra, oscurando la verità.
Le parole di Paolo Mieli non sono certamente quelle di chi non conosce l’atroce verità sul Venezuela, sono parole che vanno in soccorso alla casta di cui, forse, fa parte.  È possibile che dietro quel viso da persona per bene si celi un freddo opportunista?
La storia del Venezuela degli ultimi anni ormai la conoscono tutti. Che sia un’atroce dittatura non è un mistero, la repressione, la tortura, i detenuti politici e l’uccisione di giovani ragazzi che manifestavano protetti solo da scudi di cartone, non importano? Sono fatti che non potranno mai essere cancellati dalla storia delle tirannie nel mondo. Per l’ennesima volta bisogna ricordare al sig. Mieli  che quella venezuelana è la più grande diaspora dell’America latina, 5.1 milioni di persone fuggite da quella che per lui non sarebbe una dittatura.  Si può cambiare quel nome solo per “narco-dittatura”, visto che Maduro, insieme ad alti rappresentanti della cupola mafiosa al potere in Venezuela, sono accusati di narcotraffico e terrorismo.
In Venezuela, non esistono i diritti umani e  sorvolare sui crimini di lesa umanità, appare come un tentativo di proteggere la nuova casta italiana, poché potrebbe essere coinvolta in un finanziamento illecito da parte del chavismo di cui ha scritto ABC. Quando Mieli afferma che ci sarebbe “una parte del popolo schierata col governo” (che governo non è, ma è un regime)  non fa che ripetere le parole  di coloro che vogliono cambiare la realtà per il proprio tornaconto, elogiando una falsa democrazia alla cubana. Il 22 gennaio 2018 Pino Cabras (M5S), durante la Commissione per gli Affari Esteri, ebbe il coraggio di parlare del sistema elettorale venezuelano come il migliore del mondo e che la stampa godrebbe di libertà di espressione. Disinformazione o semplici grossolane bugie? Le stesse parole che abbiamo sentito anche da Di Stefano e da Di Battista.  
Tutto parrebbe  un piano di salvaguardia del M5S e, certamente, di aiuto a Maduro. Non si spiegherebbe altrimenti la cecità di fronte alle evidenze che in Venezuela il regime chavista ha distrutto tutto, condannando a morte il popolo e, nel migliore dei casi, alla fuga dei venezuelani.

Si riempiono la bocca di discorsi sui diritti umani e poi si alleano con le dittature. Parlano di fascismo e dimenticano i 1.500 venezuelani che muoiono ogni giorno, non in epoca di coronavirus, ma da molti anni. Per crimini di Stato e miseria.
Ma quanto sono credibili quando parlano di fascismo, ma di fatto sono i  primi difensori dell’assolutismo e il crimine al potere? Penso che gli italiani debbano prendere le distanze da gente come loro. Il modello che inseguono è quello che anche il chavismo ha inseguito, quello castrista.

@cosmodelafuente

Se llenan la boca con hermosas palabras y discursos sobre los DDHH y la democracia, luego apoyan las dictaduras. Cuando la credibilidad de los intocables está en peligro, forman equipo contra todos.
Las palabras de Paolo Mieli (periodista, ensayista y columnista italiano que se ocupa principalmente de política e historia) ciertamente no son las palabras de quien no conoce la atroz verdad sobre Venezuela, son palabras que quiern ayudar a la casta de la cual, tal vez, forma parte. ¿Es posible que detrás de la cara de “buena gente” se esconda un oportunista?


Todos conocen la historia de Venezuela de  los últimos 22 años. Que sea una dictadura atroz no es un misterio, la represión, la tortura, los presos políticos y el asesinato de jóvenes manifestantes protegidos solo por escudos de cartón no podrán ser borrados de la historia de las tiranías en el mundo. Por enésima vez debemos recordarle al Sr. Mieli que la diáspora venezolana es la más grande de América latina, 5.1 millones de personas que han huido de lo que – según él - no es una dictadura. Ese nombre solo se puede cambiar por "narco-dictadura", dado que Maduro y su cúpula, están acusados ​​de narcotráfico y terrorismo.
En Venezuela, los derechos humanos no existen y pasar por alto a esos crímenes de lesa humanidad aparece como un intento de proteger a la nueva casta italiana, la que debe protegerse porque podría estar involucrada en una financiamiento ilícito del chavismo, sobre el cual escribió ABC.  Cuando Mieli dice que habría "una parte de la gente alineada con el ‘gobierno’ (que no es gobierno, sino un régimen), no hace nada más que repetir las palabras de aquellos que quieren cambiar la realidad, alabar una falsa democracia estilo cubano. El 22 de enero de 2018, Pino Cabras (diputado del Movimiento 5 Estrellas) durante la Comisión de Asuntos Exteriores, tuvo el coraje de hablar del sistema electoral venezolano como el mejor del mundo y de que la prensa goza de libertad de expresión. ¿Desinformación o simples y vulgares mentiras? Palabras que también han utilizado Di Stefano y Di Battista, dos piezas revolucionarias del M5E.
Todo parece ser un plan para salvaguardar el Movimiento chavista italiano y, por supuesto, para ayudar a Maduro. La ceguera ante la evidencia de que en Venezuela el régimen chavista lo ha destruido todo, condenando a los venezolanos a huir, no se explicaría de otra manera.
Se llenan la boca con discursos sobre los derechos humanos y luego se alían con dictaduras. Hablan sobre el fascismo y se olvidan de los 1.500 venezolanos que mueren todos los días, no en la era del coronavirus, sino durante muchos años. Por crímenes de estado y la miseria infligida.
¿Pero cuán creíbles son cuando hablan del fascismo, pero de hecho son los primeros defensores del absolutismo y el crimen en el poder? Creo que los italianos tienen que distanciarse MUY lejos de personas como ellos. El modelo que persiguen es el que también ha seguido el chavismo, el castrismo.

@cosmodelafuente

giugno 22, 2020

Altre ombre si raddensano sul M5S





Il M5S vuol mettere tutto a tacere e "preferisce" che non si parli dell'articolo apparso su ABC Spagna in cui si denuncia il possibile finanziamento illecito da parte del Chavismo di 3,5 milioni. Ma le ombre si addensano sempre di più sul movimento pentastellato che ricorda sempre di più il Podemos spagnolo e chavista. Plurifinanziato dal regime venezuelano.
Sarà difficile che i pentastellati riescano a metterci la museruola, imitando il modus operandi di Maduro.
Tra ombre e dubbi, vi sono anche delle conferme sul fatto che il Regime pagò. Américo di Grazia e Mariela Magallanes deputati eletti de "La Causa Radical" partito di sinistra venezuelano fondato da ex-guerriglieri e sindacalisti, che all'inizio stava con Chávez (partecipando anche a una sua coalizione di governo), in seguito ne presero le distanze.
Raccontano su #Libero che l'anno scorso si erano rifugiati nell'Ambasciata italiana di Caracas, per scampare a una minaccia di arresto. Entrambi sono stati portati in Italia e oggi rappresentano l'Assemblea Nazionale di Guaidó.
Sulle pagine di Libero del 21 giugno, si ricorda che proprio i 5Stelle chiesero di riconsegnare i due a Maduro, benché Mariela Magallanes rischiasse lo stupro ed entrambi le crudeli torture di cui il regime criminale si macchia da anni.
Strana questa richiesta ma scopriamo che Américo De Grazia era il Presidente della Commissione che stava indagando proprio sull'eventualità che il Regime avesse finanziato (anche) il movimento cinque stelle.
De Grazia giustamente dice: "sappiamo che per ora il finanziamento a 5 Stelle è presunto, ma purtroppo sappiamo anche che in Europa ci sono molti precedenti.
Il Venezuela di Maduro finanzia Hezbollah, Hamas, ELN, Farc, gruppi di delinquenti, Cartello dei Soli e si associa con molti altri cartelli della droga.
Insomma staremo a vedere. Quello che è certo che non sorvoleremo su questo argomento per far piacere a "Grillo & C." i sostenitori di Maduro. Per quanto neghino il finanziamento non potrano mai negare il loro amore per Maduro, più volte dimostrato, certificato, dichiarato, con prove ed evidenze.
----
El Movimiento Cinco Estrellas, quiere silenciarlo todo y "prefiere" que no hablemos más sobre el artículo de ABC España en el que se informa un financiamiento ilícito por parte del Chavismo de 3,5 millones. Pero las sombras se reúnen cada vez más sobre este movimiento, cada vez más similar al partido chavista español PODEMOS.
Será difícil para los del M5E poder silenciarnos, imitando a Maduro, muchos periodistas independientes en el mundo continuarán cumpliendo con su deber de informar.
Entre sombras y dudas, también hay confirmaciones de que el régimen pagó. Américo di Grazia y Mariela Magallanes diputados elegidos de "La Causa Radical", un partido venezolano de izquierda fundado por ex guerrilleros y sindicalistas, que al principio estaba con Chávez participando en su gobierno de coalición y luego se distanció de él. El año pasado se habían refugiado en la embajada italiana en Caracas, para escapar de una amenaza de arresto. Ambos fueron traídos a Italia y representan a la Asamblea Nacional de Guaidó.
En las páginas de Libero del 21 de junio, recuerda que la 5Stelle pidió devolver a los dos a Maduro, aunque Mariela Magallanes arriesgó la violación y las torturas crueles que el régimen criminal ha estado manchando durante años.
Esta solicitud es rara, pero descubrimos que Américo De Grazia era el Presidente de la Comisión que estaba investigando precisamente la posibilidad de que el régimen hubiera financiado (también) el movimiento Cinco Estrellas.
De Grazia dice. "sabemos que por ahora se presume la financiación de 5 estrellas, pero desafortunadamente también sabemos que en Europa hay muchos precedentes".
La Venezuela de Maduro financia a Hezbolá, Hamas, ELN, FARC, grupos de delincuentes, el Cartel de los Soles y se asocia con muchos otros carteles de la droga.
En resumen, ya veremos. Lo que es seguro es que no pasaremos por sobre este tema.
[Cosmo de la Fuente - Miami]

giugno 20, 2020

Día mundial del Refugiado






Dia mundial de los refugiados
Los refugiados se encuentran entre las personas más vulnerables y requieren solidaridad y respeto por sus derechos fundamentales.
Una diáspora, la venezolana, de la que no se habla suficientemente, de 5,1 millones de venezolanos que han huido de la tiranía y la miseria.
Seguimos luchando por una Venezuela libre.
----
Giornata mondiale del Rifugiato
I rifugiati sono tra le perone più vulnerabili e richiedono solidarietà e rispetto per i loro diritti fondamentali.
Una diaspora, quella venezuelana, di cui non si parla, conta 5.1 milioni di venezuelani che sono fuggiti dalla tirannia e dalla miseria.

Italia-Venezuela, la metamorfosi a 5 stelle. El gobierno! (italiano y español)



[italiano y español]

Perché stupirsi tanto ora, quando ormai da anni il chavismo è presente –anche- in Italia? Si bada sempre di più alle fakenews e non alle verità inconfutabili, dimostrate.  Ne abbiamo scritti di articoli e ne abbiamo segnalati casi di prestanome della dittatura venezuelana che in Italia fanno un po’ quello che vogliono e, sebbene sanzionati dagli Stati Uniti per terrorismo,  da noi entrano comodamente con il complice aiuto di infiltrati già residenti, trovando il paradiso dove spendere il loro bottino.  Lo so, dobbiamo rassegnarci, almeno fino a quando il governo non capirà – forse mai-  che non bisogna empatizzare con le dittature come quella di Maduro.  
Come sia venuto in mente a “certi” di definire il Venezuela un modello da imitare, non lo capirò mai.
L'Italia è una meta,  persino criminali del chavismo venezuelano, persone espulse dagli Stati Uniti, sono in Italia. Non ci sono opportuni controlli prima di accettare questa gente?

Come se non bastasse cresce anche la censura. Trasmissioni TV che cacciano conduttori che non sono in linea con il governo (Maduro insegna); siti youtube oscurati, come quello di RadioRadio, rimosso per aver osato parlare della Cina e del 5G cinese. Dove ci troviamo? Appena entrati nella fase castrochavista in salsa italiana.
Piaccia o non piaccia è così.  Ci sono anche gli intoccabili! Guai a far domande o a dubitare, vietato esprimere il proprio pensiero e chiedersi il perché le aziende cinesi rappresenterebbero un rischio potenziale per la sicurezza nazionale.

E' reato dubitare della politica del M5S,  che si prostra alla Cina e all’Iran, compiacente con le dittature come quella di Maduro. Nelle ultime ore è vietato persino parlare del SUPPOSTO finanziamento illecito ai pentastellati che SAREBBE stato elargito dal defunto dittatore Hugo Chávez. Ma chi sono? Una setta? Non accettiamo di chiudere la bocca con una museruola pentastellata e oggi mi sento molto più libero di parlare perché grazie alla loro odiata America  ho la possibilità di pormi delle domande e di chiarare i miei dubbi. Sì, negli  Stati Uniti dove i rappresentanti di quel chavismo che piace a Di Stefano e a Di Battista, uomini e donne che hanno partecipato al processo distruttivo del Venezuela e spesso hanno manifestato il loro odio per l’America ma che oggi ci  vivono allegramente  in appartamenti  del valore di  decine di   milioni di dollari in Florida e in California e di certo non disdegnano i bigliettoni verdi frutto delle loro truffe a danno dei venezuelani.  Cinque milioni dei quali sono fuggiti dalla miseria e la dittatura e sono sparpagliati in tutto il mondo. Ma questo non interessa agli amanti di Maduro.
Perché non possiamo porci delle domande su quanto dichiarato dal quotidiano ABC? Facile spacciare tutto per bufale in epoca di fakenews, comodo mettere tutti la stessa nella sabbia per non disturbare il padrone. Anche le notizie cancellate senza aver chiarito sono un segnale nefasto, eppure ci sarebbe addirittura un testimone, un ex-grillino Giovanni Favia che dichiara di essere stato contattato da due diplomatici venezuelani che subito mise in contatto con Casaleggio.  Ecco il ritaglio, si può leggerne chiaramente il contenuto.


Che ci sia stato o no il famoso finanziamento chavista non possiamo saperlo ora, ci penserà il procuratore Maurizio Romanelli a mettere mano nell’intricata vicenda che a troppi conviene mettere subito a tacere. Ma qui, in America, sono molti gli italiani che non mollano e vogliono vederci chiaro. Il giornalismo serio dovrebbe  descrive la realtà, e il dubbio e le domande fanno parte della professionalità di un comunicatore.  
Di Pietro dice che è impossibile mandare valigette piene di soldi. Si vede che non conosce il Venezuela e delle possibilità che esistono in un paese corrotto che viene definito “Stato mafioso”.
Il giornalista investigativo Alek Boid la pensa in un altro modo. Trascrivo qui l’intervista effettuata da             Il Giornale
“«Il chavismo ha sempre speso incalcolabili quantità di denaro pubblico venezuelano ovunque per sostenere la sua propaganda e finanziare politici nella loro ascesa al potere. Basti pensare alla famosa valigetta, con dentro 800mila dollari in contanti destinata a Cristina Kirchner in Argentina ma poi intercettata in dogana».
Cosa sa delle trame del chavismo in Italia?
«Accadono cose molto interessanti. Rafael Ramírez ad esempio, l'ex capo di Pdvsa (la statale petrolifera venezuelana, ndr), ai tempi di Chávez, dopo la sua rottura con Maduro ha vissuto a lungo a Roma, con importanti contatti in Vaticano. Idem per suo cognato Baldo Sanso e sua suocera, Ildegarda Rondón de Sanso. Per Ramirez l'Italia è una base per muoversi in Europa. Quanto a Pdvsa, a me risulta che continui a fare affari con l'Eni nonostante le sanzioni imposte dal Dipartimento del Tesoro Usa. E mi risulta anche che a marzo 2020 l'Eni abbia inviato in Venezuela una nave cisterna, la Delta Tolmi, per caricare il greggio di Pdvsa».
Altri legami tra Italia e chavismo?
«In Italia hanno arrestato trafficanti di droga venezuelani vicini al regime. Non solo Alex del Nogal ma anche Alex Saab (arrestato nei giorni scorsi a Capo Verde, ndr) recentemente finito sotto la lente della vostra Guardia di Finanza. E poi c'è il caso di corruzione della società energetica Derwick Associates, il cui direttore Alejandro Betancourt ha la cittadinanza italiana». 
Anche il presidente della Corte Suprema chavista Maikel Moreno ha richiesto la cittadinanza italiana. Chi è?
«Moreno, nominato 5 anni fa capo della Corte suprema venezuelana è un criminale».
Pio Arlacchi, ex europarlamentare del partito del giudice italiano Antonio di Pietro ed ex super esperto Onu nella lotta contro la mafia e la droga, oggi collabora con il ministero degli Esteri di Maduro da Roma. Lo ha confermato lui stesso ai media italiani. Come interpreta ciò?
«Il chavismo ha reso il Venezuela il più grande centro di corruzione dell'emisfero occidentale. Le Nazioni Unite sono un club di nazioni in cui le più grandi, e tra queste le più corrotte, comandano. Cuba, Venezuela, Cina e Russia. L'Onu è l'ambiente perfetto per il chavismo. Quindi non mi stupisco».
Cosa l'ha colpita di più nei tanti documenti da lei analizzati?
«Il fatto che le macchine Olivetti usate per il lotto, in Venezuela con Smartmatic siano state trasformate a uso del voto elettronico facile da falsificare. E ancora, i milioni di dollari spesi per la propaganda e il lobbismo politico a livello internazionale. Derwick Associates, la società coinvolta nella gestione degli impianti elettrici in Venezuela, ha rappresentato per me una pietra miliare, per la capacità dei suoi manager di mescolarsi con il chavismo, l'opposizione, il meglio della propaganda americana (Fusion Gps), l'intelligence russa (Fsb), il peggio dalle case di trading svizzere, il jet set spagnolo. Una società coinvolta nei più grandi scandali politici, finanziari ed energetici dell'ultimo decennio. E il caso del colombiano Alex Saab con passaporto diplomatico venezuelano, uomo dalle mille connessioni con il narcoterrorismo colombiano, ma anche con il grande business governativo illegale. Da Capo Verde, dove è stato appena arrestato dall'Interpol, non sarà facile estradarlo negli Usa». 
Lei è stato minacciato più volte, con intrusioni anche nel suo appartamento di Londra. Perché il giornalismo investigativo oggi è più importante che mai?
«Perché è l'unico strumento per mantenere alta l'allerta su temi come il traffico di droga, la corruzione, il terrorismo internazionale, il riciclaggio di denaro e la conseguente economia sommersa. Le autorità sono sempre molto indietro rispetto ai criminali, in molti casi non li raggiungono mai. In Venezuela, il giornalismo investigativo è stato fondamentale, per le indagini penali internazionali. Smartmatic, Derwick e Alex Saab ne sono tre esempi. L'unica speranza che rimane a noi venezuelani, per ottenere giustizia, è vedere processati a livello internazionale i responsabili della distruzione del nostro Paese. Anche se spesso questo diritto viene negato dall'incommensurabile potere delle fortune che ci hanno rubato».
Quando a me chiedono cosa sia il chavismo la mia risposta è la seguente:
Il chavismo è un cancro con metastasi di criminalità ovunque, che supera persino le organizzazioni mafiose, occorre non abbassare la guardia e controllare chi entra in Italia. Diversamente il rischio diventa molto grosso. A cominciare dalle minacce che riceviamo giornalmente, la verità non si può nascondere.
Molti chiedono se i venezuelani hanno segnalato queste cose e, se non fosse perché stiamo parlando di un dramma, una risata scoppierebbe spontanea, poiché sono anni che lo facciamo. Dal mio canto ho cominciato a parlarne nel 2002, tutto verificabile.  Le manifestazioni degli italo-venezuelani a Roma e in tutte le maggiori città italiane a cosa sono servite? Dal Veneto alla Sicilia, dal Piemonte dove vivevo alla Campania, ci sono state centinaia di manifestazioni negli ultimi anni.  È anche vero che  nella comunità venezuelana italiana vi sono anche un gran numero di infiltrati che nascondono un passato da enchufados o che si dedicano a raccogliere dati da spedire in Venezuela.  Topi di fogna in poche parole.
Cos’hanno fatto i politici? Poco. Tranne due o tre che si sono schierati in favore del processo di democratizzazione del Venezuela, citati in questo articolo,  parecchi altri  hanno fatto presenza per motivi di propaganda . 
Nei miei anni italiani ho imparato che non contano  i partiti, sono le persone che fanno la differenza. Tranne il M5S, dichiaratamente in favore di Maduro, personalmente ho visitato i rappresentanti di tutti gli schieramenti politici. Combattendo contro lo scetticismo, l’incredulità degli italiani e a volte contro altri venezuelani che temevano di essere oscurati forse perché alla ricerca di un posto al sole che vedevamo in pericolo. Sicuramente più interessati a se stessi che al Paese.  Pronti a criticare i giornalisti che dall’esilio continuano ad essere testimoni dei crimini della dittatura venezuelana.
Ovunque mi trovi in questo momento o in futuro, continuerò a scrivere le mie verità e a partecipare via Skype o di presenza  agli appuntamenti di informazione e approfondimento, finché non cadranno le bende dagli occhi.
Cosa ne penso delle minacce? Le respingo al mittente, non siamo in Venezuela, sia negli States che in Italia (per il momento) la libertà di espressione è - abbastanza- garantita. Oppure no?
Mentre il nostro mondo frutto di storie e conquiste in favore dei diritti umani,  in lotta contro il fascismo e il comunismo – entrambi condannabili-   si trasforma in un altro,  che ci riporta a un tentativo d’assolutismo che, sebbene maldestro, non è da sottovalutare. Sotto il ricatto di finti buonisti. Come nell’Orlando di Virginia Woolf, ma in maniera inversa, poiché non si tratta di una trasformazione fisica ma politica.

Il nostro paese perde per strada i pezzi della libertà che aveva conquistato. Sta a noi rallentarne il processo, ma un pensiero buddista mi torna spesso alla mente: “ Non c’è niente di costante tranne il cambiamento” speriamo che non si traduca in un cambiamento verso il degrado.  
Una metamorfosi già annunciata. Tutti bendati “Hasta la Victoria” continuata del M5S.


Cosmo de La Fuente
@cosmodelafuente


En español

¿Italia como Venezuela? La metamorfosis ha comenzado!

¿Por qué gritar HOY al escándalo si el Chavismo ha estado presente durante años, incluso, en Italia? Siempre prestamos más atención a las fakenews y no a las verdades irrefutables, y con pruebas. Hemos escrito artículos al respecto y hemos denunciado casos de testaferros de la dictadura venezolana que en Italia hacen un poco lo que quieren y, aunque sancionados por la CIA, entran  facilmente en Italia con la ayuda de infiltrados ya residentes, encontrando así el paraíso donde gastarse el dinero. Lo sé, debemos resignarnos hasta que el gobierno llegue a comprender, tal vez nunca, que no es saludable simpatizar con las dictaduras, como sucede con  la de Maduro.  
Mientras tanto, incluso algunas personas de los servicios secretos venezolanos, expulsados ​​de los Estados Unidos, se encuentran en Italia. ¿No hay controles adecuados antes de aceptar a estas personas?
Como si eso no fuera suficiente, la censura también crece. Transmisiones de televisión que sacan a conductores que no están en línea con el gobierno (Maduro enseña); canales de YouTube oscurecidos, como el de RadioRadio eliminado por atreverse a hablar sobre China y el 5G chino. ¿Pero a dónde llegamos? Lo sabemos, en castrochavismo en salsa italiana. Nos guste o no nos guste  esta es la verdad. Prohibido dudar, prohibido expresar propios pensamientos y preguntar si las empresas chinas representarían o no un riesgo potencial para la seguridad nacional. Te callan a la fuerza.

No se te ocurra dudar de la política del M5S (Movimiento 5 Estrellas), que se arrodilla ante a China e Irán, que cumple con dictaduras como la de Maduro. En las últimas horas está prohibido  hablar del supuesto FINANCIAMIENTO ilícito a los grilinos por manos del dictador Hugo Chávez. ¿Pero quién es esa gente? ¿Una secta? No acepto cerrar la boca y hoy me siento mucho más libre para hablar porque gracias a los Estados Unidos tengo la posibilidad de no tener que callar para no molestar a los aprendistas dictadores italianos. Sí, en los Estados Unidos, donde los representantes de ese chavismo que les gusta a Di Stefano y Di Battista, hombres y mujeres que participaron en el proceso destructivo de Venezuela y que a menudo expresaron su odio por Estados Unidos , hoy viven felices en apartamentos valorados en millones de dólares en Florida y California y, desde luego, a ellos les encantan los billetes verdes resultantes de sus estafas contra los venezolanos. Cinco millones de los cuales han huido de la miseria y la dictadura y se encuentran regados por todo el mundo. Pero esto no interesa a los amantes italianos de Maduro.

¿Por qué no podemos hacernos preguntas sobre lo que dijo el periódico ABC? Fácil de hacer pasar por fake  en la era de las fakes, conveniente obligarno a poner la cabeza en la arena para no molestar a los jefes. Remover noticias sin aclarar es una señal nefasta, sin embargo, incluso habría un testigo, un ex diputado del Movimiento,  Giovanni Favia que afirma haber sido contactado  en 2010 por dos diplomáticos venezolanos que lo pusieron inmediatamente en contacto con Casaleggio. Mira el recorte, puede leer claramente su contenido en italiano.


Ya sea que haya o no el famoso financiamiento chavista de cuya veracidad no podemos saber ahora, el fiscal Maurizio Romanelli pensará en poner su mano en la intrincada historia que según la casta hay que silenciarla de inmediato. Pero aquí, lejos de Europa, hay muchos italianos que no se rinden y quieren ver claro lo que está pasando en su país. El periodismo serio debe describir la realidad, y las dudas,  las preguntas son parte de la profesionalidad de un comunicador.
Di Pietro dice que es imposible enviar maletines llenos de dinero. Lo único que vemos es que no conoce Venezuela y las “posibilidades” que existen en un país corrupto un “estado mafioso”.

El periodista de investigación Alek Boid lo piensa de otra manera. Transcribo aquí la entrevista realizada por Il Giornale.

¿Qué sabes sobre las tramas del chavismo en Italia?
«Suceden cosas muy raras. Rafael Ramírez, por ejemplo, el ex jefe de Pdvsa (el estado petrolero venezolano, ed.), En la época de Chávez, después de su ruptura con Maduro, vivió durante mucho tiempo en Roma, con importantes contactos en el Vaticano. Lo mismo para su cuñado Baldo Sanso y su suegra, Hildegard Rondón de Sanso. Para Ramírez, Italia es una base para moverse por Europa. En cuanto a Pdvsa, entiendo que continúas haciendo negocios con Eni a pesar de las sanciones impuestas por el Departamento del Tesoro de EE. UU. Y también sé que en marzo de 2020 Eni envió un buque cisterna, el Delta Tolmi, a Venezuela para cargar el petróleo crudo de Pdvsa ».
¿Otros vínculos entre Italia y el chavismo?
«En Italia arrestaron a narcotraficantes venezolanos cercanos al régimen. No solo Alex del Nogal sino también Alex Saab (arrestado en los últimos días en Cabo Verde, ed.) Recientemente terminó bajo la lente de su Guardia di Finanza. Y luego está el caso de corrupción de la compañía energética Derwick Associates, cuyo director Alejandro Betancourt tiene ciudadanía italiana.

El presidente de la corte suprema chavista Maikel Moreno también ha solicitado la ciudadanía italiana. ¿Quién es?
"Moreno, quien fue nombrado jefe de la Corte Suprema de Venezuela hace 5 años, es un criminal".
Pio Arlacchi, ex eurodiputado del partido del juez italiano Antonio di Pietro y ex super experto de la ONU en la lucha contra la mafia y las drogas, colabora hoy con el Ministerio de Asuntos Exteriores de Maduro desde Roma. Lo confirmó a los medios de comunicación italianos, como interpretas esto?
El chavismo ha convertido a Venezuela en el centro de corrupción más grande del hemisferio occidental. Las Naciones Unidas son un club de naciones en el que gobierna el más grande, y entre estos el más corrupto. Cuba, Venezuela, China y Rusia. La ONU es el ambiente perfecto para el chavismo. Así que no estoy sorprendido ».
¿Qué fue lo que más te llamó la atención en los muchos documentos que analizaste?
«El hecho de que las máquinas Olivetti utilizadas para el lote, en Venezuela con Smartmatic, se hayan transformado para utilizar el voto electrónico que es fácil de falsificar. Y nuevamente, los millones de dólares gastados en propaganda internacional y cabildeo político. Derwick Associates, la compañía involucrada en la gestión de sistemas eléctricos en Venezuela, representó un hito para mí, por la capacidad de sus gerentes para mezclarse con el chavismo, la oposición, lo mejor de la propaganda estadounidense (Fusion Gps), el Inteligencia rusa (FSB), lo peor de las casas comerciales suizas, el jet set español. Una empresa involucrada en los mayores escándalos políticos, financieros y energéticos de la última década. Y el caso del colombiano Alex Saab con un pasaporte diplomático venezolano, un hombre de mil conexiones con el narcoterrorismo colombiano, pero también con el gran negocio ilegal del gobierno. Desde Cabo Verde, donde acaba de ser arrestado por Interpol, no será fácil extraditarlo a Estados Unidos ».
Podría interesarte (Alex Saab en Roma, apartamento valorado en 5 millones de dólares)
Has sido amenazado varias veces, con intrusiones incluso en tu apartamento de Londres. ¿Por qué el periodismo de investigación es hoy más importante que nunca?
«Porque es la única herramienta para mantener la alerta alta en temas como el narcotráfico, la corrupción, el terrorismo internacional, el lavado de dinero y la consiguiente economía sumergida. Las autoridades siempre están muy por detrás de los delincuentes, en muchos casos nunca los alcanzan. En Venezuela, el periodismo de investigación ha sido fundamental en las investigaciones penales internacionales. Smartmatic, Derwick y Alex Saab son tres ejemplos. La única esperanza que queda para nosotros los venezolanos, para obtener justicia, es ver a los responsables de la destrucción de nuestro país juzgados internacionalmente. Aunque a menudo este derecho es negado por el poder inconmensurable de las fortunas que nos robaron ".

Así termina esa entrevista, hablando de amenazas que, tarde o temprano, reciben todos los que denunciamos y reportamos verdades. 

El chavismo es un cáncer con metástasis de criminalidad que incluso supera a las organizaciones de la mafia, es necesario no bajar la guardia y controlar quién ingresa a Italia. De lo contrario, el riesgo es muy grande. Comenzando con las amenazas que recibimos diariamente, la verdad no se puede ocultar.
Muchos preguntan si los venezolanos han informado sobre estas cosas y, si no fuera porque estamos hablando de un drama, sería cómico, ya que lo hemos estado haciendo durante años. Por mi parte, comencé a hablar de ello en 2002, todo verificable. 
Desde Véneto hasta Sicilia, desde Piamonte, hasta Campania, se han producido cientos de eventos en los últimos años. También es cierto que en la comunidad venezolana italiana hay una gran cantidad de infiltrados que ocultan un pasado de  enchufados o que se dedican a recopilar datos para enviarlos a Venezuela. 

¿Qué hicieron los políticos italianos?  A excepción de dos o tres que se han manifestado a favor del proceso de democratización de Venezuela, varios han hecho presencia por razones de propaganda política, pero hay unos nombres que puedo citar sin correr el riesgo de ser negado: principalmente Antonio Tajani y Mara Carfagna de Forza Italia y para ser honesto también Andrea Delmastro de Fratelli d'Italia y el amigo de Venezuela Fabio Porta ex diputado PD. ¿Los demás? Puras palabras.
En mis años italianos aprendí que los partidos no cuentan, son las personas las que marcan la diferencia. Excepto por el M5S, abiertamente a favor de Maduro, visité personalmente a los representantes de todos los lados políticos. Luchando contra el escepticismo, la incredulidad de los italianos y, a veces, contra otros venezolanos que temían ser oscurecidos tal vez porque están buscando un lugar y temen el anonimato. 

Desde donde esté adentro o fuera de Europa, seguiré escribiendo mis verdades y participando a través de Skype o en presencia, en favor de la información, hasta que Venezuela vuelva a ser un país libre.
¿Qué opino de las amenazas? Las rechazo al remitente, no estamos en Venezuela, tanto en los Estados Unidos como en Italia (por el momento) la libertad de expresión está garantizada. ¿O no?
Mientras que nuestro mundo,  resultado de historia y conquistas por la libertad, en la lucha contra el fascismo y el comunismo, ambos condenables, se transforma en otro, lo que nos lleva de nuevo a un intento de absolutismo que, aunque torpe, no debe subestimarse. Bajo el chantaje de los falsos buenos, así como  el Orlando de Virginia Woolf, pero a la inversa, Italia se transforma.
Italia pierde las piezas de libertad que había conquistado. Depende de nosotros retrasar el proceso, me viene a la mente un pensamiento  budista que por casualidad he leido : "No hay nada constante excepto el cambio", hay que luchar para que ese cambio no se traduzca en degradación. Una metamorfosis ya anunciada. Todos vendados. 

Cosmo de la Fuente
@cosmodelafuente



Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

LA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA HA ROTTO IL C**O

  Negli ultimi anni la politicizzazione è diventata una mania invasiva. Tutto è politico, tutto è schierato, tutto deve dire da che parte st...