maggio 31, 2019

Italiani in Venezuela restano senza Ambasciatore grazie al governo giallo-verde (lettera aperta)


Gli italiani restano senza Ambasciata in Venezuela grazie al governo Di Maio-Salvini
Fra qualche ora la Comunità Italiana del Venezuela si stringerà intorno all'Ambasciatore d'Italia Silvio Mignano, per festeggiare la Festa della Repubblica che sarà l'ultima in Venezuela con un Ambasciatore d'Italia. E sì, fra qualche giorno, con un anno di anticipo, Silvio Mignano sarà sostituito, ma non avremo un nuovo Ambasciatore ma un Incaricato d’Affari, visto che l'Italia non riconosce né Nicolas Maduro, né Juan Guaidó

Lettera Aperta

Caro Ministro Moavero Milanesi, scrivo a Lei che è persona nota per la sua preparazione e competenza e che come Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale del Governo Conte è il “Capo della nostra diplomazia”, a nome dei miei lettori e in senso lato dando voce ai 140 mila iscritti all'AIRE e ai 2 milioni di Italiani del Venezuela, che fra qualche giorno resteranno, resteremo, senza Ambasciatore d'Italia. Verrà un bravissimo e preparatissimo ex Ambasciatore d'Italia in Argentina, il Dr. Placido Vigo, ma non come Ambasciatore ma come Incaricato d'Affari, in quanto come Lei ben sa, il Governo italiano non riconosce Nicolas Maduro, né riconosce Juan Guaidó come legittimo, costituzionale Presidente ad Interim del Venezuela e nell'impossibilità tecnica l'Italia non può accreditare nella sua mansione di Ambasciatore il Capo delegazione diplomatica, ma può solo inviare un Incaricato d'Affari. È detto incaricato d'affari l'agente diplomatico di minor rango secondo la gerarchia stabilita durante il Congresso di Vienna e poi accolta nella Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. L'ambasciatore Placido Vigo, designato dal suo governo ad Ottobre 2018 in una situazione ben diversa dall'attuale, anche se già vi erano tutti i presupposti: l'Italia già non riconosceva l'Assemblea Costituente, né riconosceva le elezioni presidenziali da essa convocate e l'elezione di Nicolas Maduro. E da Ambasciatore sua Eccellenza il Dr. Placido Vigo, per la sua preparazione e competenza sarebbe ovviamente il benvenuto ed è il benvenuto anche come Incaricato d’ Affari, non sono le persone, ma il rango diplomatico che occupano che ci preoccupano.
E mai possibile, ci domandiamo che un Paese come l'Italia così importante per la storia, la cultura, il commercio e la vita socio politica del Venezuela sin dalla nascita della Repubblica del Venezuela resti priva dell'Ambasciatore accreditato e nel pieno delle sue funzioni del diritto internazionale, e si accontenti di retrocedere a un rango inferiore facendosi rappresentare da un Incaricato agli Affari? Che senso ha? Come Italiani del Venezuela siamo mortificati, non ci sentiamo rispettati e le chiediamo con molta umiltà ma con rispettosa fermezza, se in un momento di crisi umanitaria e politica come quella in cui versa il Venezuela non sia il caso, la dove fosse necessario d'imperio, chiedere all'Ambasciatore accreditato e nel pieno delle sue funzioni di restare, perché l'Italia sia rappresentata al massimo rango diplomatico?
Le chiedo, non sarebbe un gesto concreto di protezione verso noi Italiani del Venezuela il mantenere a Caracas un Ambasciatore accreditato e nel pieno del suo rango e funzione?
Mi perdoni se può per la schiettezza, ma se devo fare il mio dovere di dar voce ai miei lettori e in senso lato agli Italiani del Venezuela, non posso che essere sincero e schietto nella richiesta!
Grato fin da adesso per la sua attenzione e in attesa di una sua gentile risposta e spero, di una sua nuova decisione, conscio che non tutto dipende da Lei, mi auguro che Ella possa venire a trovarci qui a Caracas quanto prima.
Con Stima
Umberto Calabrese
[Editore e direttore Agorà Magazine e di Piazza Italia el periodico de los italovenezolanos]
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Sottoscrivo la lettera aperta del Dott. Calabrese
Carlos Gullì (cosmodelafuente)

maggio 29, 2019

Silvio Berlusconi è il padre del centrodestra italiano. Il futuro di Forza Italia da Mara Carfagna in poi.



Il credersi onnipotenti è un primo passo falso, in ogni campo.  Sia Salvini che Meloni dovrebbero riflettere bene su questo. Loro due insieme, e da soli, non andranno da nessuna parte.  A poco serviranno le lettere, le news fuorvianti, i messaggi  whatsapp e gli attacchi subdoli dei “falsi amici”. Farse che ricordano i metodi dei tiranni sudamericani. Prima o poi cadranno le ultime maschere.
Sono d’accordo con chi sostiene che Forza Italia è stata troppo generosa con chi non ha fatto altro che spargere false notizie nel tentativo di escludere il ‘Partito’ dal centrodestra. Non abbiamo la memoria così corta e sicuramene la malafede diffusa non può sostituirsi alla passione libertaria, non potrà  sminuire il lavoro di unificazione costruito da Silvio Berlusconi, l’unico e vero artefice del centrodestra italiano, per non cadere nelle mani dei protagonisti del “tassificio” che oggi, invece, intende diffondersi nuovamente.
La naturale diversità di Forza Italia, lontanissima dal populismo che ha generato malessere ovunque, è da valorizzare, per il bene dei cittadini italiani. Sicuramente è importante la riorganizzazione della classe dirigente azzurra,  sviluppando la capacità di riconoscere chi ha le carte in regola per divenire un valore aggiunto.
Giustissimi il congresso e l’assemblea, come è fondamentale prendere coscienza delle nuove esigenze, contro la politica dell’odio, della paura e della rabbia. La democrazia non va azzittita, ma amplificata, anche all’interno di Forza Italia.
I traditori e i giocolieri vanno individuati ed accompagnati all’uscita.
Sono molti i nomi azzurri protagonisti della buona politica, che possono apportare beneficio ma,  secondo il mio modesto parere, occorre puntare sulle azzurre ai vertici di Forza Italia, come  la “punta di diamante” Mara Carfagna.  La svolta che permetterà la rapida crescita del Partito.
Il sogno berlusconiano è più vivo che mai.
[Carlos Gullì @cosmodelafuente]

[Dal Blog di Mara Carfagna] “Noi dobbiamo dare prova di un’effettiva volontà di rinnovamento che tenga il passo con i grandi eventi che scuotono l’Europa. Ovunque i moderati si sono attrezzati ai tempi che corrono, rinnovando le classi dirigenti, ricostruendo con altri criteri le loro vecchie strutture, aggiornando l’analisi sulle priorità dei loro elettorati, cambiando le parole d’ordine. In Francia, Germania, Olanda, in Spagna e persino in Grecia, le forze popolari e liberali hanno “tenuto” o registrato risultati importanti grazie a netti atti di cambiamento compiuti nell’ultimo triennio. L’unico Paese dove il mondo conservatore ha pensato di poter giocare la partita della continuità è l’Inghilterra, e si è visto come sono finiti i Tories: seppelliti dai loro errori”

maggio 21, 2019

Elezioni Regionali del Piemonte - 26 maggio 2019



Progresso e Diritti Umani (un binomio indissolubile).
Dissolviamo l'odio, creando Lavoro e Futuro nella nostra Regione.
Aiuto immediato ai venezuelani e agli italo venezuelani in fuga dalla dittatura di Maduro.
Riconoscimento della professione di Mediatore Interculturale.

Pronti a far ripartire il Piemonte con Forza Italia, Alberto Cirio
Crocia il simbolo e di fianco scrivi Gullì (con l'accento sulla ì).

Il dovere di schierarsi. 
Perchè con Forza Italia?

Le risposte possono essere molteplici.
Cercherò di rispondere il più semplicemente e sinceramente possibile.

Nella mia famiglia di origine, grazie agli insegnamenti di  mio padre, si è sempre stati estimatori di quei valori  come: progresso, libertà individuale, libertà di pensiero, libertà di crescita, innovazione, meritocrazia, apprezzamento del lavoro altrui, rispetto della proprietà privata. Sostenendo sempre e comunque i Diritti Umani, senza dei quali un Paese non potrà mai evolversi completamente, senza dei quali una Società, prima o poi, potrebbe essere vittima di dittatura.
Sono italo-venezuelano, nato a Caracas da genitori italiani, risiedo a Torino da molti anni. In questa meravigliosa città ho compiuto i miei studi universitari e dopo un breve passato artistico, mi sono dedicato al mio lavoro d’informazione come giornalista freelance. Ho collaborato con agenzie stampa e mi considero un attivista per i Diritti Umani. La lotta che ho portato avanti per la libertà del Venezuela è una delle battaglie che ho affrontato, fin dal 2002, anno in cui ho cominciato a scrivere i primi articoli per la carta stampata italiana. Oggi sono un mediatore interculturale, promuovo l’interazione tra le culture, il rispetto del prossimo, senza discriminazioni di sorta. Ecco perché da anni denuncio anche gli atti di razzismo e dei Crimini di lesa umanità.
Ho trovato in Forza Italia un partito moderato, composto da persone intelligenti e libere, le quali, sostenendo lo sviluppo economico della società, non perdono mai il  rispetto per il prossimo e la libertà individuale. 
Non si dimentichi il lavoro di Mara Carfagna per le Pari Opportunità, o quello di Stefania Prestigiacomo, e del  Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Forza Italia è “fatta” da persone per bene. Non bado agli stereotipi che partono sempre dall'ignoranza e che colpiscono più o meno tutti i partiti, ma c’è una verità che bisogna conoscere, Forza Italia si è rinnovata negli ultimi anni nel suo 75%. Coalizioni? Tutti i partiti formano delle coalizioni, quello che contano, però, sono i programmi e le persone.
Pensate anche voi, come me, che il benessere di una società va a braccetto con il rispetto dei Diritti Umani? 
Il grande lavoro che si propone il candidato alla Presidenza Alberto Cirio spazia dalla sicurezza all'ambiente, dall'alleggerimento del peso fiscale sui commercianti allo sviluppo economico e al benessere di tutti cittadini. Un occhio di riguardo verso i più deboli e molti altri punti chiave per una Regione all'avanguardia. Io mi sono sempre occupato di informazione (libera) e di società, il mio contributo al grande lavoro che Alberto Cirio si propone di fare è all'insegna del binomio indissolubile Progresso e Diritti Umani. Il progresso inteso come avanzamento, come svilupo della società onde favorire la crescita economica, sociale, tecnologica, morale.
Pari Opportunità valorizzando, altresì, la meritocrazia dei cittadini.
Progetti per la crescita, per la comunità, per la mediazione.
Guardare verso il futuro per una Regione moderna, innovativa, Europea, Mondiale.
Con il Venezuela nella mente e nel cuore.



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Venezuela, il paese più ricco di petrolio al mondo, muore di fame. Maduro lo ha regalato a Cina e Russia per restare al potere



[L'inkiesta] Il Venezuela è il Paese più ricco di petrolio al mondo, ma le sue riserve d’oro sono quelle di coltan, materiale con cui si producono le batterie degli smartphone.
E questo lo rende un eldorado energetico che fa gola a tanti. Ma il dittatore somaro ha pensato di regalare agli altri Paesi quello che lui non sa usare. Ecco il perché lo proteggono. Ai venezuelani non rimarrà niente. In altri termini, il re è nudo: e se Maduro è ancora in sella, lo deve solo alla Cina e alla Russia. Il sostegno di quest’ultimi, infatti, non è un evento straordinario, in quanto da circa 15 anni entrambi sono i principali "strozzini" del regime di Caracas.
Il Vladimir Putin che conosciamo, ha tra i suoi obiettivi più longevi quello di sigillare una bandierina sul “giardino” americano, alimentando un’influenza anti-Usa nei paesi tradizionalmente rossi, come Cuba, Bolivia, Nicaragua e, per l’appunto, Venezuela. Mentre lontano dalle piazze si sta decidendo una sfida fondamentale per il futuro delle risorse energetiche, come in precedenza è bene ricordare, che in quelle stesse piazze le persone ogni giorno perdono la vita.
La profonda crisi economica, provocata dal malgoverno socialista prima di Hugo Chavez e poi di Maduro, ha reso inerme il Venezuela. Giacimenti di petrolio, la cui estrazione è gestita dalla società statale PDVSA (capace di garantirsi generatori per continuare a estrarre greggio nel momento in cui l’intero Paese era paralizzato dal blackout), nei bacini di Maracaibo, Barinas, Anzoátegui, Monagas, Delta Amacuro, Falcón e Guercio sono cartucce bagnate. Il potere d’acquisto è crollato, facendo schizzare alle stelle il tasso di povertà: circa il 90% della popolazione, con un tasso di omicidi pari a 90 su 100 mila abitanti (l'Italia ha 0,9 su 100 mila abitanti).Non sono bastati, pertanto, i prestiti di Madre Russia (4 miliardi di dollari e 400 mercenari del contingente Wagner per tutelare il protetto) e del governo di Xi Jinping (dal 2005 a oggi, circa 62 miliardi di dollari, scaglionati in 17 prestiti,12 dei quali diretti al settore petrolifero) a salvare la baracca. Questo brago paleosocialista - visto che in circa 10 anni la quota dell'economia gestita dai privati è salita dal 65 al 71% - sta portando alla deriva uno dei paesi più ricchi al mondo, in termini di risorse. E mentre lontano dalle piazze si sta decidendo una sfida fondamentale per il futuro delle risorse energetiche, come in precedenza, è bene ricordare, che in quelle stesse piazze le persone ogni giorno perdono la vita. Oltre tre milioni di venezuelani sono fuggiti dal Paese in cerca di una vita normale.
[Fonti Linkiesta, familia futura] link

Rassegna
[Carlos Gullì @cosmodelafuente]




maggio 01, 2019

Venezuela: Maduro il dittatore "incompreso"


Tappa finale per la dittatura assassina di Maduro.  Sono molti i militari che hanno abbandonato la macchina della morte del tiranno per unirsi all’opposizione a al Presidente ad interim Juan Guaidó, sotto lo sguardo furioso dei chavisti al potere che altro non possono fare che minacciare oppositori e manifestanti.  Ieri  anche la base aerea e militari di La Carlota (Caracas) si è schierata con la Libertà del Venezuela.
A fronte di tanta repressione, della miseria e la carestia a cui sono stati sottoposti i venezuelani e gli italiani in Venezuela, le detenzioni arbitrarie, le torture, le uccisioni dei dissidenti, la mancanza di cibo, di farmaci, di acqua e di energia elettrica, il M5S, grazie a cui l’Italia non ha condannato apertamente il tiranno e si è mantenuta neutrale per via dei simpatizzanti pentastellati, dovrebbe vergognarsi, mentre  gli elettori italiani trarre le proprie conclusioni e  prendere le distante da questo gruppo basato sulla disinformazione. La domanda del futuro sarà – Chi governava l’Italia quando il governo non ha riconosciuto  il passaggio alla democrazia venezuelana per mezzo di Guaidó, permettendo che in Italia restassero i collaboratori diplomatici della dittatura? – Il dito si punterà contro il governo gialloverde.
Guaidó è appoggiato da oltre 50 paesi democratici del mondo, mentre Maduro è riconosciuto come dittatore e usurpatore del potere, per essersi (lui) autoproclamato Presidente senza libere elezioni. Dal 10 di gennaio 2019 lui e tutti i diplomatici sotto il suo regime sono decaduti. Non lo ha accettato e ha annullato i poteri del Parlamento regolarmente eletto dal popolo. Ecco chi è il golpista, il suo nome è Nicolás Maduro Moros. Una realtà innegabile. Solo la disinformazione generalizzata o la malafede può sostenere il contrario.  Anche la mancata espulsione dei diplomatici del regime di Maduro, ex governo, è parte di questa complicità. A tale riguardo bisogna precisare che non si sta proteggendo la comunità italiana residente in Venezuela, come molti cercano di giustificare la complicità del governo italiano, poiché in Venezuela si muore per mancanza di medicine e l’Ambasciata italiana può fare poco. Quanti sono i casi di italiani in Venezuela di morti per mancanza di medicine e di cure mediche? Come il caso di quell’italiano diabetico morto per mancanza di farmaci di cui Mara Carfagna ha parlato in Parlamento?
Chi sostiene Maduro? Le autocrazie asiatiche collaborano con la permanenza della dittatura in Venezuela, complici del muro di ferro e del controllo della forza. Il chavismo, è chiaro, ha cercato di prendere tempo per diminuire l’attenzione internazionale e, nel frattempo, eliminare o esiliare i  leaders dell’opposizione, commerciando l’oro di Stato, il coltan e le risorse del Paese. Tutto è venuto a galla, grazie anche al lavoro di giornalisti “seri” e di comunicatori, si è capito con che tipo de criminale abbiamo a che fare.  L’opposizione continua a chiedere al popolo venezuelano di scendere per le strade e manifestare contro una dittatura che non guarda in faccia a nessuno.  La diaspora venezuelana cresce di giorno in giorni, si parla ormai di tre milioni di persone che sono fuggite dalla carestia voluta dalla dittatura, che ha negato anche l’ingresso degli aiuti umanitari.  Cina, Russia, Iran e Turchia hanno i loro interessi, ovviamente. 
Maduro ha imparato bene e applicato il copione castrista,  meglio privo di giovani e di popolazione che mollare il potere e il narcotraffico internazionale. Continua a nominare generali e ad appoggiarsi ai colectivos, bande di delinquenti assoldati e armati da schierare contro i manifestanti, allo scopo di terrorizzare e sventare possibili rivolte popolari. Insieme a loro operano anche altri gruppi di teppisti e di paramilitari in collegamento con le guerriglie colombiane, per non parlare poi di tutti i gruppi cubani a cui si ispira il SEBIN la polizia politica che agisce contro chiunque sia sospettato di dissidenza o che sia colpevole anche soltanto di fare una critica sulle reti sociali.
Sono migliaia i soldati fuggiti in Colombia, ufficiali che si sono ribellati e non dimentichiamo uno degli eroi, Oscar Pérez, che Maduro ha fatto giustiziare insieme al suo gruppo, nonostante la resa.  La speranza del Venezuela oggi è su Guaidó, il Paese è con lui, mentre il 90% della popolazione chiede a gran voce il cambio. Non si può restare inermi di fronte alla distruzione di un popolo. Il dittatore "incompreso" deve capitolare non solo per la sua incompetenza, anche per essere colpevole di atroci crimini di Lesa Umanitaria.

Merito dell’opposizione, della stampa libera ma anche dei giornalisti freelance,  è stato quello di essere riusciti a mostrare la realtà del Venezuela. Non dimentichiamo i partiti politici italiani che hanno aiutato i venezuelani, esprimendosi e  parlandone in Parlamento, non dimentichiamo Antonio Tajani che da Presidente del Parlamento europeo è riuscito a sensibilizzare l’Europa sul caso venezuelano. Solo la pressione internazionale può aiutare il nostro paese, solo le forze armate potranno decidere se riportare la democrazia in Venezuela. Sono giorni importanti. Decisivi.
Salvare il popolo venezuela è priorità. La revolución il fallimento del Venezuela.


[Carlos Gullì -  @cosmodelafuente]

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

LA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA HA ROTTO IL C**O

  Negli ultimi anni la politicizzazione è diventata una mania invasiva. Tutto è politico, tutto è schierato, tutto deve dire da che parte st...