maggio 01, 2019

Venezula: Maduro il dittatore "incompreso"


Tappa finale per la dittatura assassina di Maduro.  Sono molti i militari che hanno abbandonato la macchina della morte del tiranno per unirsi all’opposizione a al Presidente ad interim Juan Guaidó, sotto lo sguardo furioso dei chavisti al potere che altro non possono fare che minacciare oppositori e manifestanti.  Ieri  anche la base aerea e militari di La Carlota (Caracas) si è schierata con la Libertà del Venezuela.
A fronte di tanta repressione, della miseria e la carestia a cui sono stati sottoposti i venezuelani e gli italiani in Venezuela, le detenzioni arbitrarie, le torture, le uccisioni dei dissidenti, la mancanza di cibo, di farmaci, di acqua e di energia elettrica, il M5S, grazie a cui l’Italia non ha condannato apertamente il tiranno e si è mantenuta neutrale per via dei simpatizzanti pentastellati, dovrebbe vergognarsi, mentre  gli elettori italiani trarre le proprie conclusioni e  prendere le distante da questo gruppo basato sulla disinformazione. La domanda del futuro sarà – Chi governava l’Italia quando il governo non ha riconosciuto  il passaggio alla democrazia venezuelana per mezzo di Guaidó, permettendo che in Italia restassero i collaboratori diplomatici della dittatura? – Il dito si punterà contro il governo gialloverde.
Guaidó è appoggiato da oltre 50 paesi democratici del mondo, mentre Maduro è riconosciuto come dittatore e usurpatore del potere, per essersi (lui) autoproclamato Presidente senza libere elezioni. Dal 10 di gennaio 2019 lui e tutti i diplomatici sotto il suo regime sono decaduti. Non lo ha accettato e ha annullato i poteri del Parlamento regolarmente eletto dal popolo. Ecco chi è il golpista, il suo nome è Nicolás Maduro Moros. Una realtà innegabile. Solo la disinformazione generalizzata o la malafede può sostenere il contrario.  Anche la mancata espulsione dei diplomatici del regime di Maduro, ex governo, è parte di questa complicità. A tale riguardo bisogna precisare che non si sta proteggendo la comunità italiana residente in Venezuela, come molti cercano di giustificare la complicità del governo italiano, poiché in Venezuela si muore per mancanza di medicine e l’Ambasciata italiana può fare poco. Quanti sono i casi di italiani in Venezuela di morti per mancanza di medicine e di cure mediche? Come il caso di quell’italiano diabetico morto per mancanza di farmaci di cui Mara Carfagna ha parlato in Parlamento?
Chi sostiene Maduro? Le autocrazie asiatiche collaborano con la permanenza della dittatura in Venezuela, complici del muro di ferro e del controllo della forza. Il chavismo, è chiaro, ha cercato di prendere tempo per diminuire l’attenzione internazionale e, nel frattempo, eliminare o esiliare i  leaders dell’opposizione, commerciando l’oro di Stato, il coltan e le risorse del Paese. Tutto è venuto a galla, grazie anche al lavoro di giornalisti “seri” e di comunicatori, si è capito con che tipo de criminale abbiamo a che fare.  L’opposizione continua a chiedere al popolo venezuelano di scendere per le strade e manifestare contro una dittatura che non guarda in faccia a nessuno.  La diaspora venezuelana cresce di giorno in giorni, si parla ormai di tre milioni di persone che sono fuggite dalla carestia voluta dalla dittatura, che ha negato anche l’ingresso degli aiuti umanitari.  Cina, Russia, Iran e Turchia hanno i loro interessi, ovviamente. 
Maduro ha imparato bene e applicato il copione castrista,  meglio privo di giovani e di popolazione che mollare il potere e il narcotraffico internazionale. Continua a nominare generali e ad appoggiarsi ai colectivos, bande di delinquenti assoldati e armati da schierare contro i manifestanti, allo scopo di terrorizzare e sventare possibili rivolte popolari. Insieme a loro operano anche altri gruppi di teppisti e di paramilitari in collegamento con le guerriglie colombiane, per non parlare poi di tutti i gruppi cubani a cui si ispira il SEBIN la polizia politica che agisce contro chiunque sia sospettato di dissidenza o che sia colpevole anche soltanto di fare una critica sulle reti sociali.
Sono migliaia i soldati fuggiti in Colombia, ufficiali che si sono ribellati e non dimentichiamo uno degli eroi, Oscar Pérez, che Maduro ha fatto giustiziare insieme al suo gruppo, nonostante la resa.  La speranza del Venezuela oggi è su Guaidó, il Paese è con lui, mentre il 90% della popolazione chiede a gran voce il cambio. Non si può restare inermi di fronte alla distruzione di un popolo. Il dittatore "incompreso" deve capitolare non solo per la sua incompetenza, anche per essere colpevole di atroci crimini di Lesa Umanitaria.

Merito dell’opposizione, della stampa libera ma anche dei giornalisti freelance,  è stato quello di essere riusciti a mostrare la realtà del Venezuela. Non dimentichiamo i partiti politici italiani che hanno aiutato i venezuelani, esprimendosi e  parlandone in Parlamento, non dimentichiamo Antonio Tajani che da Presidente del Parlamento europeo è riuscito a sensibilizzare l’Europa sul caso venezuelano. Solo la pressione internazionale può aiutare il nostro paese, solo le forze armate potranno decidere se riportare la democrazia in Venezuela. Sono giorni importanti. Decisivi.
Salvare il popolo venezuela è priorità. La revolución il fallimento del Venezuela.


[Carlos Gullì -  @cosmodelafuente]

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