IL PETROLIO
DEL DOLORE: LA TRAGEDIA VENEZUELANA TRA POTERE E INDIFFERENZA
di cosmodelafuente
L’uso politico del petrolio venezuelano da parte dei leader
chavisti, Chávez e Maduro, hanno evidenziato il collasso economico e sociale
del Venezuela a causa delle loro politiche. Attraverso una critica alle mancate
azioni della comunità internazionale, vorrei mettere in luce la sofferenza del
popolo venezuelano e la diaspora massiccia che ne è derivata. Sarebbe
interrogarci sull'indifferenza politica di fronte a un dramma umano di tale
portata e invito a riflettere sulla responsabilità e sull'umanità di coloro che
si trovano in posizioni di potere.
…..
Chávez e Maduro hanno politicizzato a fondo il petrolio
venezuelano. La PDVSA, l'industria petrolifera nazionale, ha smesso di essere
un'ente professionale, trasformandosi in un'agenzia politica al servizio del
progetto chavista e della sua propaganda. In Europa, i casi più eclatanti
furono i finanziamenti a Podemos e al Movimento 5 Stelle, che si ispirarono
persino ai simboli chavisti. [cosmodelafuente]
La propaganda chavista ha avanzato nel mondo, indossando una
maschera socialista che per decenni ha giovato non solo ai governi amici e a
reti di corruzione, ma anche a se stessa, mentre il popolo venezuelano soffriva
la povertà e restava a bocca asciutta. Grazie al petrolio, la ristretta élite
composta da Hugo Chávez, Nicolás Maduro, Diosdado Cabello, i fratelli “Delcy e
Jorge Rodriguez” e altri satelliti della tirannia ha accumulato enormi
ricchezze, sostenendo i propri progetti ideologici oltre i confini del
Venezuela.
Il paese, vittima del chavismo e in particolare del
madurismo, ha vissuto tra il 2013 e il 2019 una mostruosa caduta economica, con
una svalutazione insostenibile del bolívar (moneta nazionale) che ha causato un
crollo economico di oltre l’80%. [cosmo de la fuente] Il Venezuela è quindi
divenuto uno stato fallito.
Questo rappresenta un duro colpo per i venezuelani,
aggravato dalla repressione e dagli arresti arbitrari, provocando una diaspora
di quasi 9 milioni di persone. A poco sono servite le azioni dei venezuelani
all'estero, compresi gli italo-venezuelani, che hanno organizzato
manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana, consegnando
dossier e documentazioni a prova del disastro in corso. A parte alcuni politici
italiani, come Andrea Delmastro e Silvio Berlusconi, che ringraziamo
sinceramente, tutti si dichiaravano pronti ad aiutare, ma nessuno muoveva un
dito, nemmeno per diffondere le ragioni di questo dramma. Non si trattava più
di destra o sinistra, ma la vera domanda è: perché la politica non si è mai
attivata? Come si può restare inermi di fronte a una situazione così tragica?
Questi politici, concentrati solo sulle loro poltrone e sul
dare supporto ai diritti umani quando conviene, cosa avrebbero voluto se
vivessero la medesima esperienza? Se avessero avuto figli affamati, parenti e
amici detenuti arbitrariamente, o giovani uccisi durante le manifestazioni? Chi
nega questi orrori è o estremamente ignorante o è guidato da ideologie
inconsistenti che non offrono mai un aiuto concreto a un popolo sofferente.
Cosa potevamo sperare se non che qualcuno si muovesse in tal senso? È chiaro,
poi, che c'è sempre chi preferisce che il petrolio venga tutto destinato a
Russia, Cina, Cuba e Iran, paesi che da anni sfruttano le nostre risorse
piuttosto che condividerle con l'America. Per noi, invece, cambia tutto. E tu,
che stai leggendo, penseresti lo stesso se a soffrire, fuggire o morire fossero
i tuoi figli?…
#Venezuela

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