aprile 27, 2021

¿DE GASOIL, GASOLINA, GAS O DE HUMO?

 


“La energía positiva es más efectiva de la que produce la envidia”.

Todos nos preguntamos cuál será el combustible que utilizan los motores de Nicolás Maduro. Cuesta creer que un país funcione con motores imaginarios, porque desde que tengo uso de razón los motores que he conocido en mi vida son de algunos materiales específicos y, no construidos de los materiales extraídos de la mente de un fanático a la ingeniería o a las historietas.

Volver a caer en los famosos cuentos chinos socialistas, que ya de chino tienen muy poco; son más de 20 años de ellos y el ciudadano ya conoce muy bien de dónde es que provienen esas aguas.

El país para salir de sus problemas, la mayoría creados para mantener un poder corrupto y ambicioso, necesita de medidas drásticas y , la mayoría de ellas son anti populares que afectarían al gobierno de turno, pero beneficiaría al ciudadano de a pie.

No hablemos más de motores imaginarios, hablemos de acciones que sus resultados den dividendos para comprar maquinaria y herramientas para reconstruir el país. Los cambios son aterradores; eliminar el control cambiario, abolir la inamovilidad laboral, reducir los gastos públicos, no regalar más petróleo, permitir el libre comercio, aceptar la importación y exportación por parte del ciudadano común. Pero estos cambios no los aceptara el régimen por las consecuencias negativas que les traería para continuar con su proyecto castro comunista, por eso es que es aterrador para este régimen. Todo cambio requiere de sacrificios y de muchos esfuerzos, no de los motores que los niños usan en sus juegos de lego.

La mayoría de los venezolanos piden a gritos que le mejoren su calidad de vida “alimentos, medicinas, seguridad, trabajo” pero en socialismo esto no es posible sin sacrificar un sector de la población para poder mantener a quienes sostienen el poder.

En este momento estoy haciendo un gran esfuerzo para poder escribir estas palabras, porque el motor de la vela no tiene fuerza para proporcionar la suficiente luz, para poder ver bien las líneas de mis letras en el borrador que estoy haciendo a mano.

Venezuela no quiere más motores, el difunto dejó muchos fundidos para estar reemplazandolos por unos peores.

La palabra sin acción es palabra muerta y los motores imaginarios no hacen ruido.

La frase “Para hacer tortillas hay que reventar huevos” de Alejandro Toledo, expresidente del Perú, me alumbra el camino para lograr el cambio.

“La imaginación de los socialistas es tan atrevida que aun creen en los unicornios”.

Luís Córdoba Reyes

aprile 21, 2021

Assalto al Consolato italiano a Caracas?




Giorni fa, nella prima settimana di aprile, ha fatto scalpore una notizia secondo la quale ci sarebbe stato un assalto al consolato italiano di Caracas. Secondo le dichiarazioni del console italiano Nunzio Occhipinti, due persone italiane residenti in Venezuela avrebbero tentato di occupare il consolato. Uno di loro è Giovanni Mattia, che conosco e il quale in più occasioni ha denunciato disservizi da parte del Consolato e l’abbandono a cui sono sottoposti gli italiani in Venezuela, non solo ora in tempo di Covid. Giovanni Mattia si è reso portavoce di una folta comunità di italo-venezuelani, persone che chiedono a gran voce di essere prese in considerazione e, tra l’altro, ha segnalato l’inesistenza dell’effettivo funzionamento dell’ospedale italiano a Caracas tanto pubblicizzato da Riccardo Merlo, fondatore del Movimento Associativo Italiani all'Estero MAIE e  Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale dal 13 settembre 2019 al 12 febbraio 2021, Membro dal 27 marzo 2018 al 25 gennaio 2021 (PSI-MAIE-USEI, fino al 3 giugno 2018) (dal 6 aprile 2018 la componente assume la denominazione PSI-MAIE).

Le accuse avanzate dal Console Nunzio Occhipinti sono forti: da La Patilla   [Due persone identificate come Antonio Adolfo Calvino Guarnaschelli e Giovanni Mattia hanno tentato di aggredire e prendere con la forza la sede consolare italiana a Caracas] e ancora [Con espressioni che incitano all'odio e alla violenza, hanno minacciato il personale diplomatico e locale di entrare violentemente nella struttura, infettandolo con Covid-19 e privandolo dei suoi averi, comprese le risorse corrispondenti alle entrate diplomatiche].

Giovanni Mattia chiede di poter replicare alle accuse del console da lui ritenute  infondate.

In poche parole: chi è Giovanni Mattia?

Risponde Giovanni Mattia:

In che data sono avvenuti i fatti denunciati dal Console?

Il giorno 8 di aprile 2021.

In quanti eravate?

Eravamo solo due persone.

Qual è la tua versione dei fatti?

Il giorno in questione, sia il signor Antonio Calvino che io, Giovanni Mattia, ci siamo recati in consolato per chiedere di essere reintegrati nel programma di assistenza socio-economica, poiché a mio avviso tale assistenza è stata arbitrariamente sospesa. Rispettiamo le condizioni imposte dallo Stato italiano affinché un cittadino possa accedere a tale sussidio. In particolare, quel giorno mi recai al consolato poiché oltre al sussidio avevo anche un'altra preoccupazione da chiarire con il Console Generale Occhipinti: perché mi ha diffamato definendomi un truffatore raccontando falsità sul mio conto senza senza alcuna ragione? Al mio arrivo sul posto ho incontrato il signor Calvino intento a parlare con un carabiniere, a mio avviso molto cordialmente, gli ha fatto delle domande e lui ha risposto, mentre io tenevo le distanze del rigore. Arrivato il mio turno per parlare con il carabiniere, il dialogo è rimasto altrettanto cordiale, tuttavia, deluso dalla sua risposta in cui mi ha detto che non poteva aiutarmi e che dovevo usare i canali regolari, gli ho risposto che ci avevo già provato a contattare tali canali senza alcun successo. A quel punto apparve il console e quando gli feci le stesse domande si limitò solo a dirmi che ero un pagliaccio senza rispondere nemmeno a una domanda. Ha concluso la conversazione con un gesto volgare con la mano, mostrando il dito ed è andato a parlare con altre persone. In quel momento io e il signor Calvino stavamo lasciando il posto quando una persona del pubblico cominciò a urlarmi parolacce e Calvino si avvicinò dicendogli di mostrare rispetto per me perché grazie ai me tanti italiani avevano ottenuto il sussidio. Circa due ore dopo ricevo un messaggio WhatsApp dall'Italia, dove mi hanno informato di una pubblicazione in cui si diceva che io e il signor Calvino eravamo definiti terroristi, una nota apparsa su un supporto digitale.

In una tua lettera pubblica al consolato parli di una ripercussione contro di te, perché ritieni che sia così?

Per colpa di questa pubblicazione ho i miei figli all'estero e  moralmente distrutti, tuttavia sanno che il loro padre non sarebbe mai strato capace di qualcosa del genere, dal momento che sono contro questo tipo di atteggiamento. La ripercussione viene da prima, da quando ho iniziato a protestare contro l'incuria dello Stato italiano nei confronti degli italiani in Venezuela, a cui ho inviato comunicazioni attraverso diversi enti governativi italiani chiedendo quanto segue: Il nostro gruppo mira a ottenere un accordo migliore per una parte del Consolato nei confronti dei propri utenti e la tempestiva assistenza del Governo Italiano verso i propri cittadini.

Si tratta di un'iniziativa cittadina, civile, tutelata dalla Costituzione italiana secondo i suoi articoli: 2, 18, 21, 32 e 38.

Puoi trovare maggiori informazioni su:

Esteri

Caracas Esteri

Gli amministratori non sono responsabili per questi messaggi.

Apparentemente questo mi ha reso antipatico agli occhi dell'Ambasciata e del Consolato d'Italia al punto che, anche quando sono malato, non vogliono curarmi poiché hanno sospeso la mia assistenza.

Com’è la situazione attuale degli italiani e italo-venezuelani residenti in Venezuela? E’ cambiato qualcosa da quanto detto nell’articolo apparso su Gente d’Italia in data 16/06/2020?

[Giovanni Mattia] La situazione in generale è cambiata positivamente, tuttavia per alcuni rimane la stessa mentre per altri è peggiorata. Ci sono casi  in cui il console è stato discriminante nell'uso di risorse per aiutare i connazionali, ce ne sono le prove e ho un estratto da un messaggio (che mostrerò durante intervista) di Occhipinti a un utente: "Per adesso non ci sarà nessun pagamento del sussidio economico a nessun italiano assistito dal Consolato, vadano a Chiedere al tale Antonio Calvino Buffone, il Consolato ha i soldi ma non per gente sporca che adesso viene a chiedere aiuto, me ne infischio di questi italo-venezuelani che non sono italiani, vadano a lavorare, ma perché non hanno risparmi? Tutti ladri e bocca aperta, si sono mangiati tutto e adesso vogliono la pacchia, io aiuto chi mi pare XXXXX te e tutti loro in Venezuela ".

Queste sono le dichiarazioni del signor Giovanni Mattia, per correttezza è aperta la possibilità di controreplica da parte della rappresentanza del consolato italiano di Caracas.


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(Gente d’Italia, art. di Cdlf)

  

FACTORES DE PODER

Articolo in lingua spagnola pubblicato da

Factores de Poder


aprile 20, 2021

LA AMAÑADA PAZ EN COLOMBIA


 

“El hombre siempre ha buscado la forma de ocultar sus verdaderas intenciones cuando se trata de hacer el mal”. 

La violencia en Colombia lleva más de cincuenta y cinco años en manos de grupos guerrilleros quienes se aliaron con organizaciones criminales y narcotraficantes. Entre estos criminales están Las FARC , El ELN y las mansas palomas del M-19. 

A los colombianos los han engañado constantemente con tratados y negocios de paz, entre los traidores en estos tratados se encuentra en el No es nobel Juan Manuel Santos Calderón, un socialista disfrazado de demócrata quien terminó vendido la poca tranquilidad que le quedaba a Colombia.

A los colombianos nos vendieron una paz sin justicia, donde los criminales ocuparon cargos públicos, llegaron al senado y otros siguieron haciendo lo mejor que saben hacer, delinquir, secuestrar y matar ciudadanos con sus pacificadoras armas y sus tranquilizadoras drogas.

La amañada paz en Colombia está causado más desespero que cuando los criminales guerrilleros se encontraban en las montañas, hoy los tenemos haciendo vida política con los miles de muertos que caen sobre sus espaldas, apoyados por una tramposa justicia especial de paz “JEP”. La justicia colombiana hoy más que nunca está en tela de juicio, al ver como ella premia a los criminales y pone en duda el dolor de las víctimas de un conflicto donde inocentes perdieron la vida por culpa de unos caprichosos socialistas.

La amañada paz en Colombia; es más un negocio entre mafias de cuello blanco y la narcoguerrilla, da mucho dolor que Colombia siga siendo un país mal visto en el mundo por culpa de estos asesinos socialista. La paz es una palabra retórica, lo que los colombianos desean es un país tranquilo donde los criminales estén tras las rejas y el ciudadano decente trabajando y las justicia cumpliendo con su deber, sobretodo siendo justa y no corrupta.

No se puede seguir permitiendo que  tras una palabra con es la paz los gobiernos sigan haciendo negocios con criminales y que sean los ciudadanos de a pie los que terminan pagando los platos rotos, mientras otros que tienen las manos machadas de sangre firman tratados y cheques en blanco.

En Colombia cuando los asesinos paguen sus  delitos, las víctimas hayan conseguido  justicia  y el gobierno cumpla con sus funciones, se puede estar hablando  de verdaderos tratados de paz.

El jurista, filósofo, político romano Marco Tulio Ciceròn estaba muy claro de los que significaba buscar o defender la paz, él decía “Si queremos gozar la paz, debemos velar bien las armas; si deponemos las armas no tendremos jamás paz”.

Ante esta frase el presidente Álvaro Uribe Vélez está muy claro que a los criminales hay que tranquilizarlos con su misma medicina y al ciudadano protegerlo de ellas, pero con ellas.

“La paz, ante  la ausencia de la justicia nunca se lograra”


Luís Córdoba Reyes

 

aprile 13, 2021

¿DESPERTÓ ECUADOR?

 


“El cambio no  depende sólo del  líder”

La democracia de nuevo busca mejorar el destino de un país y Ecuador eligió por medio del voto a su máximo representante, resultando electo el empresario Guillermo Alberto Santiago Lasso Mendoza para los próximos 4 años.

Los ciudadanos ecuatorianos al parecer se cansaron del socialismo y quieren cambiar el rumbo del país al elegir una persona de tendencia capitalista, pero el cambio de un país no radica sólo en un ciudadano.   

La tarea que le espera al nuevo presidente del Ecuador no es nada fácil, cuando el sentimiento socialistas aún está presente en todas las instituciones y en la mayoría de su población. El resentimiento social, la corrupción y, el esperar vivir del estado, no se cambia de un día para otro, mucho menos en las intenciones de una sola persona, el más reciente ejemplo lo vemos en el desubicado país de Argentina que después de tener un presidente decente y trabajador, volvieron al montón, con el mismo sentimiento de los sin camisa en tiempos de  Perón.

¿Despertó Ecuador?…  Los cambios que debe enfrentar la sociedad ecuatoriana debe ser de 180 grados, este cambio traerá muchos sacrificios, como trabajar en pro del país, sin pretender que sea el estado quien le solucione sus más mínimos problemas.

Los ecuatorianos deben defender la Isonomia y la Libertad, apoyar a su nuevo presidente y respaldar sus decisiones, de esta forma Ecuador encontrará el camino que tanto necesita para recuperar su economía y su independencia.

No se puede lograr cambiar el comportamiento social como la ideología de una sociedad de la noche a la mañana, esto indica  que Ecuador necesita por lo menos dos décadas para tener una sociedad libre del socialismo.

¿Despertó Ecuador? Con la elección del señor Guillermo Lasso, se espera que la corrupción, el comunismo, el totalitarismo, la demagogia y el populismo empiecen a ser atacados bajo las leyes de la ética, la moral y la dignidad. Generalmente los problemas en los países no son de índole económico, sino social, donde el ciudadano en vez de ser pedigüeño que, por medio de la demostración del pesar buscan las dádivas que el estado puede dar, se concentren en ser autónomos, libres y responsables de su libertad.

No se puede olvidar que los errores en la política, como en la elección de gobernantes se paga muy claro, en este caso Venezuela es el ejemplo del siglo XXI.

Los ecuatorianos por medio del voto defendieron su modo de pensar, es ahí donde se recuerda las palabras del matemático, físico, filósofo francés Blaise Pascal “La grandeza del hombre radica en su poder de pensamiento”

Nuestros pensamientos como nuestras ideas son quizás el bien más valioso que como ciudadanos poseemos, pues sin ellos sencillamente no seríamos realmente quienes somos; es por eso que el socialismo se derrota con independencia y egoísmo.

“Los cambios se logran con sacrificios, no con palabras al aire y sin acción”. 

Luís Córdoba Reyes

 

aprile 07, 2021

LA MUERTE ES SEGURA, LA GANANCIA TAMBIÉN

 


La innombrable ignominia que sufren a diario los médicos venezolanos y el personal sanitario en general, es de una tremenda complejidad, si se quiere incluso de tenebrosas proporciones que hoy desconocemos detalladamente luego de haberse iniciado la pandemia el 13 de marzo del año 2020 por parte de la denominada: COMISIÓN PRESIDENCIAL PARA LA PREVENCIÓN Y ATENCIÓN DEL COVID-19, manejada por dos de los más grandes colaboradores del gobierno (el actual ministro de telecomunicaciones así como Presidente de la Asamblea Nacional Jorge Rodríguez y la vicepresidenta Delcy Rodríguez) dos totales neófitos en materia sanitaria y científica, de los cuales uno ciertamente es médico psiquiatra, quien abiertamente carece de formación virológica o aplicada en el ramo biológico, así como tampoco ejerce como especialista en salud mental, mientras en el mundo entero los países del llamado “primer mundo” conforman comisiones técnicas de gran pertinencia y prestigio como los son las correspondientes a: Italia, Alemania, Suiza y Reino Unido, cuyas personalidades constan de la participación de respetados virólogos, biólogos, especialistas en genómica, bioquímica y genética respectivamente. Mientras la realidad en Venezuela, por increíble que parezca son dos políticos quienes toman las decisiones en materia sanitaria ante esta emergencia global.

    Respecto al punto que nos conduele, producto del maltrecho manejo de una pandemia de proporciones indescriptibles para los países vulnerables de Latinoamérica, la muerte de los galenos es y será el punto de inflexión más duro, pues son éstos los que atienden a los moribundos, incluso llegando a ser los mismos sus propios colegas, aún cansados, mal remunerados y con las manos desnudas en la mayoría de los casos, protegidos con sólo su fe y sobre todo, su vocación de servicio.

  Inicia esta reseña en las postrimerías del mes de julio de 2020 cuando la Academia Nacional de Medicina denunciaba las 132 muertes oficiales. Así mismo, según el portal SWISSINFO en el mes de Enero de 2021 se reportaron 332 muertes, referenciado de la ONG Médicos Unidos Venezuela, siendo así para el 26 de marzo que Efecto Cocuyo notifica la muerte de 15 colegas más en el área metropolitana y oriente de la nación en un lapso inaudito de 48 horas (tomado del portal de INFOBAE), muchos de ellos reconocidos médicos, jefes de servicios e importantes personalidades galénicas, siendo así que esta espantosa situación continúa exacerbándose por la inobservancia de un gobierno que se encuentra sumido en la defensa de sus intereses criminales, como se pudo observar hace unos días en la frontera apureña donde se transmitieron por diversos medios de comunicación el cruento enfrentamiento entre las fuerzas paramilitares locales (también denominada: guerrilla) y efectivos de la Guardia Nacional Bolivariana por el control de puestos de procesamiento de drogas, inclusive por la lucha sobre el control de 45 pistas de aterrizaje clandestinas contabilizadas que funcionan como aeropuertos seguros para el narcotráfico internacional.

    Es claro que el gobierno de turno no muestra la menor preocupación respecto a la responsabilidad que le compete y que está reflejado en nuestras leyes, como derecho y como deber con el sistema de salud, en vez de ello a manera de propaganda incongruente y desesperada inventaron un compuesto alcaloideo derivado del tomillo (una planta usada para cocinar) llamado “Carvativir”, con el objetivo de disuadir el descontento popular y “brindar” una falsa esperanza a los enfermos, tal vez queriendo curar con el efecto “placebo”, siendo ésto tan cínico e inescrupuloso que la distribución de este dudoso “medicamento” lo ha convertido en un elemento de uso obligado en las desabastecidas salas de tratamiento del COVID-19 a nivel nacional, siendo tan ridícula tal acción que el mismo presidente además de obligar su aplicación (carente de toda evidencia científica) se atrevió a relacionarla como la “panacea ultima” atribuyéndole incluso efectos místicos-religiosos, llamándole las “gotitas del Dr. José Gregorio Hernández”, que además de insultar al reconocido beato venezolano, se escapa a la línea de lo inverosímil, subestimando de esta forma el proceder congruente y necesario de dotar adecuadamente al personal sanitario con medicamentos de probada eficacia.

    Respecto a lo anterior, hace dos semanas se hizo un manifiesto desde el Colegio de Médicos de la ciudad de Valencia, estado Carabobo, donde las autoridades lamentaban la pérdida de los 15 colegas fallecidos en Caracas y el oriente del país, haciendo un “llamado desesperado” a las autoridades gubernamentales a instarlas a brindar bioprotección adecuada al personal de salud y exigiendo mayor inversión económica para la atención de enfermos; así mismo acusaron a las autoridades de la Federación Médica Venezolana de ser colaboracionistas con el denominado “régimen de Nicolás Maduro” por guardar silencio ante la censura impuesta respecto a las estadísticas de mortalidad por SARS2-COVID19, las cuales son ocultadas por las direcciones de centros de salud públicos y coordinaciones regionales de salud. A su vez, denunciaron la irregular permanencia de la administración de la ya mencionada agrupación gremial, así como la perpetuación de los miembros de la directiva por casi 20 años, el mismo tiempo que tiene el narco régimen en el poder, siendo hasta  ahora las estadísticas oficiales inciertas, muchas brindadas por médicos epidemiólogos u ONGS quienes se han atrevido a saltar el cerco que amordaza la libertad de expresión.

  La mayor parte de los médicos en nuestro país mueren a causa de fallas multiorgánicas producidas por COVID-19 y demás comorbilidades, así como también a la atención tardía y ausencia de recursos para su atención particular en centros privados respectivamente. En la actualidad, el número de fallecidos asciende a más de 400 profesionales de la salud, quienes lamentablemente la mayoría se contagian en sus áreas de trabajo carentes de elementos adecuados de bioprotección como lo son: mascarillas, respiradores certificados, guantes y equipos de protección corporal (EPS), sin mencionar la ausencia de vacunación oportuna y de calidad, dudosa además de las unidades de SPUTNIK V recién llegada al país (el único estudio con el que cuenta fue hecho por su vendedor, el gobierno Ruso) sumado al colapso del moribundo sistema de salud desde hace años, en el cual invierten paupérrimamente menos del 2% del presupuesto nacional y que no está estructuralmente apto para la atención del número desfasado de contagios; es por ello que se han levantado hospitales de campaña “centinelas” que por demás, son un chiste y una burla a quienes son hospitalizados en ellos.

    Hace unos días, en los medios de comunicación locales se llevó a cabo un censo nacional de cupos de terapia intensiva por el diario EL NACIONAL, el cual arrojó el horroroso saldo de 142 camas a nivel público para más de 30 millones de personas, la gran mayoría sin contar con ventilación mecánica en caso de ser necesaria, siendo éste el común denominador de casos. A su vez el paciente se enfrenta a la apremiante escases de medicamentos e insumos médico-quirúrgicos para su atención en tales unidades, teniendo que recurrir a mercados paralelos para la compra clandestina de éstos rubros a precios exorbitantes, aludiendo también a un déficit de más del 74% de personal entrenado para la atención de los enfermos de COVID-19, dado que muchos de los especialistas en terapia intensiva y demás ramas médicas han optado por migrar, renunciar o mantenerse en el sistema clínico privado, donde una hospitalización en terapia intensiva por concepto del virus puede fácilmente alcanzar entre los 40 a 50 mil dólares americanos, siendo que en este sector sí se ha visto la inversión siguiendo los protocolos y lineamientos de la OMS en materia biológica.

   En la actualidad, es lamentable marcar con un número a un amigo médico muerto, un padre, un hermano, una madre o una hermana que se nos va por una “gripe letal” y sus complicaciones, quedando las familia desasistidas por el Estado, vulnerables y no compensadas económicamente, dado que éste debe y tiene que garantizar la aseguranza en salud así como todas las medidas y recursos para ejercer la profesión médica con protección y dignidad (como lo indica la Ley del Ejercicio de la Medicina en 2011 y la Ley Orgánica del Trabajo vigente). Con pena, el Estado dominado por un gobierno siniestro y dañino sólo está preocupado por hacer crecer negocios que se lucran de la pandemia mediante “emprendimientos” o empresas que fungen como prestadoras de servicios asociados a la enfermedad, como son: recarga de cilindros de oxígeno, robo de fosas en cementerios para entierro de los fallecidos por COVID (una alianza o mafia entre delincuentes, sindicatos y alcaldías), así como la masiva compra de acciones en centros clínicos de envergadura, siendo la conclusión de esta reseña que la peor pandemia no es la que atravesamos sino la codicia con la que se conduce un gobierno criminal que se lucra con la muerte y miseria de los ciudadanos que son gobernados por el hambre, la desidia y la desinformación, entre ellos los médicos que día a día, apostando por la vida intentan hacer algo en vano a la sombra de este sistema.

Paz a sus almas.

Por MA.C (médico venezolano)

familiafutura.com

 

UNA CRISIS VIRULENTA


 

“El hombre no dejará de hacer negocios aunque el vecino se este muriendo”

La crisis económica que están sufriendo todos los países debido al virus que asusta a todo el mundo y del que se han aprovechado los oportunistas, entre ellos gobernantes y farmacéuticas, logrando bajar de clase social al ciudadano promedio.

Es muy fácil controlar una sociedad enferma y temerosa, el tema está, en cómo poder mantener la masa tranquila y sin pasar necesidades, cosa que no está pasando, estamos viendo una humanidad desnutrida, preocupada y pauperizada. 

Los países se han venido endeudando con sus programas de subsidios, de salud y la compra de vacunas, el presupuesto de las naciones sigue subiendo, dejando los bolsillos de los ciudadanos cada día más vacíos y endeudados.

Los picos que vemos, son los picos de la corrupción, de la delincuencia, del desempleo y de muertes debido a otras patologías diferentes al virus que nos ataca.

La responsabilidad ciudadano siempre brilla por su ausencia, es por eso que todo tiene que ser obligado para que el comportamiento se pueda cumplir, de ahí que las cuarentenas y prohibiciones han hecho de las suyas.

Una crisis virulenta está dominando al ciudadano común, mientras los gobiernos hacen sus grandes negocios  ya que su tiempo pasa, mientras  el contribuyente seguirá pasando trabajo y pagando escondites a peso para que el virus no lo alcance.

La falta de responsabilidad como el compromiso frente a las circunstancias ha permitido que el socialismo siga comprando conciencias, convirtiendo al ciudadano pedigüeño en un esclavo fácil de dominar.

Está crisis virulenta  llegó para quedarse, pero la falta de compromiso ciudadano permitirá  que los gobernantes sigan utilizando las enfermedades como herramienta para la  manipulación de masas, porque  lo más fácil de controlar en una población son sus pasiones y con ellas su obediencia.

¿Cuál será el fin de este virus y de la tan prometedora vacuna?  El virus seguirá su camino con sus mutaciones normales y la vacuna será una esperanza a quien se la aplicará, pero nada mejorará si la masa sigue obediente frente a los caprichos de los gobernantes.

Quien pretende controlar una “Pandemia” a punta de contaminadas mascarillas sin mejorar ni dotar las instalaciones hospitalarias, sólo conseguirá que la crisis virulenta continúe de una manera consentidora y complaciente.

El maratonista estadounidense Dean Karnazes con su empeño y disciplina nos demuestra que no hay nada mejor que el control personal “ Algunos buscan la comodidad de la oficina de su terapeuta, otros van al bar de la esquina y se toman unas cervezas, pero yo elijo correr como mi terapia”

“Para salir de una crisis, sólo hay que dejar ser más del montón”

Luís Córdoba Reyes

 

 

 

 

 

aprile 02, 2021

Cosmo de la Fuente: "Feliz Pascua Venezuela"

                                          Cosmo de la Fuente: 

"Los mejores deseos de Feliz Pascua para Venezuela y el mundo"




Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

LA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA HA ROTTO IL C**O

  Negli ultimi anni la politicizzazione è diventata una mania invasiva. Tutto è politico, tutto è schierato, tutto deve dire da che parte st...