abril 21, 2021

Assalto al Consolato italiano a Caracas?




Giorni fa, nella prima settimana di aprile, ha fatto scalpore una notizia secondo la quale ci sarebbe stato un assalto al consolato italiano di Caracas. Secondo le dichiarazioni del console italiano Nunzio Occhipinti, due persone italiane residenti in Venezuela avrebbero tentato di occupare il consolato. Uno di loro è Giovanni Mattia, che conosco e il quale in più occasioni ha denunciato disservizi da parte del Consolato e l’abbandono a cui sono sottoposti gli italiani in Venezuela, non solo ora in tempo di Covid. Giovanni Mattia si è reso portavoce di una folta comunità di italo-venezuelani, persone che chiedono a gran voce di essere prese in considerazione e, tra l’altro, ha segnalato l’inesistenza dell’effettivo funzionamento dell’ospedale italiano a Caracas tanto pubblicizzato da Riccardo Merlo, fondatore del Movimento Associativo Italiani all'Estero MAIE e  Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale dal 13 settembre 2019 al 12 febbraio 2021, Membro dal 27 marzo 2018 al 25 gennaio 2021 (PSI-MAIE-USEI, fino al 3 giugno 2018) (dal 6 aprile 2018 la componente assume la denominazione PSI-MAIE).

Le accuse avanzate dal Console Nunzio Occhipinti sono forti: da La Patilla   [Due persone identificate come Antonio Adolfo Calvino Guarnaschelli e Giovanni Mattia hanno tentato di aggredire e prendere con la forza la sede consolare italiana a Caracas] e ancora [Con espressioni che incitano all'odio e alla violenza, hanno minacciato il personale diplomatico e locale di entrare violentemente nella struttura, infettandolo con Covid-19 e privandolo dei suoi averi, comprese le risorse corrispondenti alle entrate diplomatiche].

Giovanni Mattia chiede di poter replicare alle accuse del console da lui ritenute completamente infondate.

In poche parole: chi è Giovanni Mattia?

Risponde Giovanni Mattia:

In che data sono avvenuti i fatti denunciati dal Console?

Il giorno 8 di aprile 2021.

In quanti eravate?

Eravamo solo due persone.

Qual è la tua versione dei fatti?

Il giorno in questione, sia il signor Antonio Calvino che io, Giovanni Mattia, ci siamo recati in consolato per chiedere di essere reintegrati nel programma di assistenza socio-economica, poiché a mio avviso tale assistenza è stata arbitrariamente sospesa. Rispettiamo le condizioni imposte dallo Stato italiano affinché un cittadino possa accedere a tale sussidio. In particolare, quel giorno mi recai al consolato poiché oltre al sussidio avevo anche un'altra preoccupazione da chiarire con il Console Generale Occhipinti: perché mi ha diffamato definendomi un truffatore raccontando falsità sul mio conto senza senza alcuna ragione? Al mio arrivo sul posto ho incontrato il signor Calvino intento a parlare con un carabiniere, a mio avviso molto cordialmente, gli ha fatto delle domande e lui ha risposto, mentre io tenevo le distanze del rigore. Arrivato il mio turno per parlare con il carabiniere, il dialogo è rimasto altrettanto cordiale, tuttavia, deluso dalla sua risposta in cui mi ha detto che non poteva aiutarmi e che dovevo usare i canali regolari, gli ho risposto che ci avevo già provato a contattare tali canali senza alcun successo. A quel punto apparve il console e quando gli feci le stesse domande si limitò solo a dirmi che ero un pagliaccio senza rispondere nemmeno a una domanda. Ha concluso la conversazione con un gesto volgare con la mano, mostrando il dito ed è andato a parlare con altre persone. In quel momento io e il signor Calvino stavamo lasciando il posto quando una persona del pubblico cominciò a urlarmi parolacce e Calvino si avvicinò dicendogli di mostrare rispetto per me perché grazie ai me tanti italiani avevano ottenuto il sussidio. Circa due ore dopo ricevo un messaggio WhatsApp dall'Italia, dove mi hanno informato di una pubblicazione in cui si diceva che io e il signor Calvino eravamo definiti terroristi, una nota apparsa su un supporto digitale.

In una tua lettera pubblica al consolato parli di una ripercussione contro di te, perché ritieni che sia così?

Per colpa di questa pubblicazione ho i miei figli all'estero e  moralmente distrutti, tuttavia sanno che il loro padre non sarebbe mai strato capace di qualcosa del genere, dal momento che sono contro questo tipo di atteggiamento. La ripercussione viene da prima, da quando ho iniziato a protestare contro l'incuria dello Stato italiano nei confronti degli italiani in Venezuela, a cui ho inviato comunicazioni attraverso diversi enti governativi italiani chiedendo quanto segue: Il nostro gruppo mira a ottenere un accordo migliore per una parte del Consolato nei confronti dei propri utenti e la tempestiva assistenza del Governo Italiano verso i propri cittadini.

Si tratta di un'iniziativa cittadina, civile, tutelata dalla Costituzione italiana secondo i suoi articoli: 2, 18, 21, 32 e 38.

Puoi trovare maggiori informazioni su:

Esteri

Caracas Esteri

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Apparentemente questo mi ha reso antipatico agli occhi dell'Ambasciata e del Consolato d'Italia al punto che, anche quando sono malato, non vogliono curarmi poiché hanno sospeso la mia assistenza.

Com’è la situazione attuale degli italiani e italo-venezuelani residenti in Venezuela? E’ cambiato qualcosa da quanto detto nell’articolo apparso su Gente d’Italia in data 16/06/2020?

[Giovanni Mattia] La situazione in generale è cambiata positivamente, tuttavia per alcuni rimane la stessa mentre per altri è peggiorata. Ci sono casi  in cui il console è stato discriminante nell'uso di risorse per aiutare i connazionali, ce ne sono le prove e ho un estratto da un messaggio (che mostrerò durante intervista) di Occhipinti a un utente: "Per adesso non ci sarà nessun pagamento del sussidio economico a nessun italiano assistito dal Consolato, vadano a Chiedere al tale Antonio Calvino Buffone, il Consolato ha i soldi ma non per gente sporca che adesso viene a chiedere aiuto, me ne infischio di questi italo-venezuelani che non sono italiani, vadano a lavorare, ma perché non hanno risparmi? Tutti ladri e bocca aperta, si sono mangiati tutto e adesso vogliono la pacchia, io aiuto chi mi pare XXXXX te e tutti loro in Venezuela ".

Queste sono le dichiarazioni del signor Giovanni Mattia, per correttezza è aperta la possibilità di controreplica da parte della rappresentanza del consolato italiano di Caracas.


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(Gente d’Italia, art. di Cdlf)

  

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Articolo in lingua spagnola pubblicato da

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