luglio 31, 2020

Futurae: sostegno alle imprese migranti




Sono 18 le province italiane coinvolte nel progetto Futurae, iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Unioncamere per formare e accompagnare nei primi passi l’imprenditoria migrante.

Le Camere di Commercio che partecipano all’iniziativa sono: Biella Vercelli, Torino, Como Lecco, Milano Monza e Brianza, Pavia, Padova, Venezia Rovigo, Verona, Modena, Reggio Emilia, Roma,Caserta, Bari e Cosenza.
Gli enti potranno inserire un’ampia platea di aspiranti imprenditori – composta da migranti, seconde generazioni e cittadini dell’Unione Europea – in percorsi di orientamento e di valutazione della propensione imprenditoriale. Al termine del percorso, una parte dei destinatari accederà a iniziative di accrescimento delle competenze tecniche, organizzative, commerciali e normative.
Gli aspiranti imprenditori saranno anche affiancati nello sviluppo dei business plan, nell’individuazione di canali di finanziamento e nell’accesso al credito. I progetti ritenuti più sostenibili, infine, saranno accompagnati nell’iter di startup per creare nuove aziende a titolarità migrante o mista.

Il Business Plan: un modello da personalizzare
Diventa operativo, inoltre, un Osservatorio nazionale sull’inclusione socio-economica e finanziaria che elaborerà i dati già in possesso delle Camere di Commercio, realizzando anche ulteriori indagini a livello nazionale.
Stando alle cifre rese note da Unioncamere-InfoCamere, le imprese migranti allo stato attuale sono oltre 621 mila, il 10% delle imprese registrate in Italia. I Paesi d’origine più rappresentati sono Marocco, Cina e Romania.
Oggi ci confrontiamo con imponenti flussi migratori e vale allora la pena ricordare che, oltre alle politiche di accoglienza, vanno messi in campo strumenti e politiche di integrazione a basso costo per il nostro Paese – commenta il Presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli -.
Ancora di più oggi, che ci confrontiamo con i problemi connessi all’emergenza sanitaria. Tra queste azioni, quelle di supporto all’avvio dell’attività imprenditoriale, in cui le Camere di Commercio giocano un ruolo importante a favore di quanti vogliono trasformare una buona intuizione in un progetto di vita e di lavoro.

 via PMI

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Apoyo a empresas migrantes
18 provincias italianas participan en el proyecto Futurae, una iniciativa promovida por el Ministerio de Trabajo y Políticas Sociales y por Unioncamere para capacitar y acompañar al emprendimiento migrante en sus primeros pasos.
Las Cámaras de Comercio que participan en la iniciativa son: Biella Vercelli, Turín, Como Lecco, Milán Monza y Brianza, Pavía, Padua, Venecia Rovigo, Verona, Módena, Reggio Emilia, Roma y Caserta, Bari y Cosenza.
Las entidades podrán ingresar a una gran audiencia de aspirantes a empresarios


El gobierno italiano aprueba el proceso a Salvini por proteger las costas italianas




Hay que ser muy hipócritas para quejarnos y denunciar el régimen venezolano cuando el TSJ (al servicio del dictador) procesa por razones políticas a quienes representan a la oposición y luego, en Italia, apoyan el juicio de Salvini (como en pasado a Berlusconi) que es claramente una maniobra política con magistrados que apoyan al gobierno actual.
Independientemente de las creencias políticas de uno, esto no es una buena señal.
En resumen, la hipocresía está de casa, incluso fuera de casa.
Un ataque contra el líder de la oposición, así como en pasado actuaron con Silvio Berlusconi. Una señal alarmante que no se tiene que subestimar.

[Salvini] : Sobre el bloqueo del barco Open Arms "hubo un acuerdo total con el Primer Ministro". Lo dijo el líder de la Liga y el ex ministro del Interior, Matteo Salvini, en el programa TV Aria Pulita en 7 Gold, recordando que "la prohibición de la entrada a las aguas italianas de este barco español fue firmada por mí, el Ministro de Transporte Toninelli y el ministro de defensa Treinta ".

"También pueden juzgar a un hombre, pero nunca podrán detener nuestras ideas y nuestro deseo de Liberta. GRACIAS Amigos, no me rindo", escribe Salvini en su página de Facebook.
Cosmo de la Fuente

luglio 28, 2020

Venezuela: cercasi vera opposizione senza tracce di chavismo

Risulta difficile ipotizzare quali possano essere gli scenari futuri del Venezuela. Ieri il prof. e politologo Edgardo Ricciuti, in poco più di 40 minuti, attraverso un live instagram, ha illustrato la situazione politica venezuelana. Un quadro allarmante visto attraverso gli occhi del fondatore del gruppo di Resistenza "Rumbo Libertad". 
Risalta la completa sfiducia verso i partiti politici, che regolarmente, dice Ricciuti, si adeguano e non combattono per un cambio radicale. 
La maggioranza dei venezuelani è convinto che Juan Guaidó avrebbe dovuto chiedere aiuto internazionale. 
"Si ritengono democrati ma non ascoltano il volere dei cittadini" sostiene Ricciuti. 
Per quanto riguarda la passività da parte delle forze militari venezuelane, le quali non  sono -ancora- dalla parte del popolo, il politologo ha sottolineato: "per mettersi dalla parte dei cittadini in rivolta, i militari hanno bisogno di vederci chiaro, ci vuole una tattica, una strategia su cui contare".
Sicuramente un apporto importante potrebbe offrirlo  un personaggio come Edgardo Ricciuti, fondatore di un movimento più radicale, certamente, ma che ci vede molto chiaro e, soprattutto, non ha peli sulla lingua.

Link al live in due parti

Prima parte                         Seconda parte

Sono lontani i canti di giubilo che seguirono la nomina di Juan Guaidó Presidente ad interim del Venezuela. Il suo gradimento è andato scemando col passare dei mesi per via della sua staticità nel prendere iniziative e i sospetti riguardo gli aiuti internazionali la cui destinazione resta sconosciuta. A prescindere da questo Guaidó, purtroppo, rappresenta quell'opposizione che scende a patti con il regime di Maduro, cosa che disturba non poco i venezuelani, tant'è che da un'inchiesta risulta che l'80% dei venezuelani chiede che Donald Trump smetta di sostenere Guaidó. 
Il giovane Presidente, legato a personaggi della "solita" politca, ha perso credibilità e fiducia da parte di chi vuole realmente uscire dal disastro in cui è piombato il Paese.
L'amministrazione del Presidente ad interim è conscia del calo di simpatie e prova a salvare il salvabile, invia la propria delegazione in giro per il mondo organizzando eventi e incontri per rinfrescarne il sentimento. 
Da un'altra parte  il Regime criminale di Maduro, attraverso i suoi rappresentanti ufficiali - in Italia, ma anche in tutto il mondo - organizza eventi e conferenze che non sono altro che propaganda di regime. 

Oltre a quell'opposizione che scende a compromessi con il regime, vi è la posizione di María Corina Machado, coordinatrice di Vente Venezuela, di cui ho parlato in questo articolo, la quale si colloca fuori dalla tanto criticata coalizione MUD, si smarca dai negoziati e gli inutili dialoghi degli ultimi anni, e si pone come alternativa d'opposizione da cui si evince la collocazione filoamericana.
In quest'occasione, attraverso un articolo apparso su El Tiempo, approfondiamone la conscenza.

Uniti senza scendere mai a patti con i corrotti.
E’ il messaggio forte, chiaro e diretto di María Corina Machado.
La posizione di María Corina Machado apprare chiara, e promette che non permetterà che individui che si spacciano per oppositori, rubino il futuro del Venezuela. Ha confermato che Vente Venezuela, il partito di cui è fondatrice e coordinatrice, non parteciperà a patti criminali, né deviazioni dalla rotta verso la libertà. I venezuelani hanno diritto di chiedere spiegazioni e trasparenza.
Nell’intervista rilasciata a El Tiempo, Machado risponde ad alcune domande importanti, che gettano luce sulla sua posizione, che non intende scendere a compromessi con il regime.
[ET] Sono passati tre anni dal plebiscito del 16 luglio 2017, quando quasi 8 milioni di venezuelani in tutto il mondo, seguendo la linea dell’opposizione della MUD, ha espresso il suo voto. Che cosa è successo da quel momento, tra te e il gruppo  di cui fa parte il cosiddetto G4? Quando iniziano le azioni che hai denunciato in questa lettera?
[MCM] Quel giorno, in un atto di ribellione, di organizzazione civica senza precedenti, quasi 8 milioni di venezuelani hanno dato un mandato molto chiaro, nel senso che la priorità per salvare il Venezuela è di provocare l'uscita del regime criminale, smantellare le mafie al potere e una serie di istruzioni molto precise alla direzione politica, che rappresenta la legittima Assemblea Nazionale, per quanto riguarda la procedura per raggiungere lo scopo prefissato.
E scartando, ovviamente, le manovre e le trappole progettate dal regime, dai cubani, dai loro complici internazionali, che stanno cercando di placare le forze interne, confondere gli alleati internazionali e ovviamente ossigenare il regime di Maduro.
Sto parlando di frodi elettorali sotto un regime usurpatore che non consente, poiché non esiste sovranità nazionale, l’ esercizio della stessa e, naturalmente, ripetuti appelli e iniziative del cosiddetto dialogo.
Abbiamo più volte chiarito che questo regime non cederà il suo potere, né a causa della farsa elettorale, né a causa di falsi dialoghi; e che esiste un’unica strada possibile.
Sfortunatamente, gli errori che sono stati commessi, ripetuti, tra i rappresentanti dell’Assemblea Nazionale legittima e in settori della leadership politica del paese hanno danneggiato l'accelerazione e il progresso del processo di liberazione del Venezuela, ciò che abbiamo chiamato OPE (Operazione di pace e stabilizzazione).
Nella vostra lettera (1) dite che le forze armate venezuelane non sono state "in grado di reagire". C'è ancora la possibilità che lo facciano? Ha senso continuare a lanciare appelli  alla Forze Armate Bolivariane?
Queste Forze Armate sono contaminate fino al  midollo da istruzioni cubane, del regime di Fidel Castro. Violentate nella loro istituzionalità, professionalità e dovere nei confronti della Repubblica, restando al servizio di  in un gruppo politico e, in questo caso, di un’organizzazione criminale.
Sono in procinto di diluizione. I nostri soldati muoiono di fame all'interno delle caserme mentre mogli e figli muoiono di fame a casa. Oggi il numero di gruppi criminali è superiore a quello dell'esercito stesso. Ma il peggio è il fatto che vengono spiati, seguiti e attaccati.
Quando il cosiddetto Ministro della Difesa, il signor (Vladimir) Padrino López, afferma: “mentre quelle forze militari, armate, rivoluzionarie, antimperialiste e Chaviste sono al potere, non ci sarà alcuna possibilità di cambiamento politico”, cosa possiamo aspettarci?

Questo signore, purtroppo, sta rivelando la verità ed ciò che segnaliamo da tempo, nel senso che se si dispone del monopolio su armi, denaro, legge, giustizia, media e territorio, il tutto nelle mani delle mafie, non si può parlare dell'esercizio della sovranità e è impensabile che quello che faranno sarà un processo elettorale che porterà a cambiamenti politici.
Sono convinta che nelle Forze Armate esista un nucleo istituzionale, che rappresenta la maggioranza, ma che al momento è stato neutralizzato e frammentato. Sono certa che nel momento in cui si avvererà la liberazione del paese e l’espulsione dei criminali che oggi posseggono il potere politico, anche le FA si liberaranno. Un gruppo molto importante di uomini e donne, sia attivi che in pensione, sarà fondamentale per neutralizzare e disattivare i gruppi criminali che si trovano in tutto il paese per poi garantire un processo di istituzionalizzazione e costruzione della nazione attraverso un periodo di transizione.
Pochi giorni dopo la pubblicazione della lettera, il presidente Donald Trump ha detto  che "qualcosa" sarebbe accaduto in Venezuela e che gli Stati Uniti sarebbero stati fortemente coinvolti. È questo ciò che ti aspetti quando insisti che i venezuelani da soli non possono?
Molti discutono circa la complessità dei rischi e dei costi di un'operazione di pace e stabilizzazione sul Venezuela.
Chi è contrario a tale operazione, dovrebbe fare una valutazione approfondita dei costi, in termini di vita per i venezuelani, nonché in termini di distruzione istituzionale di tutte le democrazie liberali di questo emisfero, perché è in corso un processo di destabilizzazione. Colombia, Ecuador, Perù, Cile lo hanno vissuto l'anno scorso, mentre il Brasile e persino gli Stati Uniti lo stanno vivendo oggi.
Tra gli episodi che, secondo te, hanno spezzato la fiducia dei venezuelani nei confronti di Guaidó, spiccano le designazioni a Monómeros Colombo Venezolanos e a CITGO, le risorse più importanti del Venezuela all'estero. Quali irregolarità hai riscontrato?
Ci troviamo in una fase in cui noi venezuelani abbiamo tutto il diritto di chiedere assoluta trasparenza e responsabilità, non solo nel caso di Citgo, di Monómeros, di cui abbiamo chiesto informazioni, ma nel rigoroso rispetto della legge venezuelana. Bisogna capire che oggi più che mai è giusto che il governo ad interim sia sotto la lente d’ingrandimento della società venezuelana come dovrebbe essere.
Le critiche e le richieste non indeboliscono la via della forza, al contrario, la rinforza.
Ad indebolire questa lotta sono gli  errori e le operazioni eseguite alle spalle del paese.
Come ad esempio l'anno scorso, 11 mesi di dialogo sotto gli auspici del governo norvegese, a Oslo e alle Barbados, e cosa incredibile sia i venezuelani che diversi alleati importanti, capi di Stato, alleati dal Venezuela, ne sono venuti a conoscenza attraverso i social network.
Ciò è inconcepibile perché mina un rapporto di fiducia a seguito  dell'applicazione del 233 e la creazione del governo ad interim.

Da segnalare anche l'emissione, da parte dei deputati dell'opposizione, di certificati di buona condotta a favore di una rete guidata dall'uomo di Barranquilla arrestato a Capo Verde, Alex Saab. Oltre ad essi, secondo le informazioni del portale Armando.Info, ci sarebbe anche un membro della “Fracción 16 de Julio”. C'è chi parla di doppia morale. Cosa può dirmi a riguardo?
I deputati della Fracción 16 de Julio siamo sempre stati chiari sul fatto che tutta la verità deve venir fuori.
Ogni venezuelano che in questo o in qualsiasi altro caso, sia stato coinvolto in un'attività irregolare e/o collegamenti con le mafie o con i soldi dei venezuelani deve affrontare la giustizia in modo implacabile.
L'AN sta conducendo un'indagine su questo caso in seno alla commissione di auditoria, e le informazioni che disponiamo sono che, esiste già una conclusione dell’AN riguardo il deputato (José Luis) Pirela , che fa parte della sezione 16 luglio, il quale viene  assolto totalmente da tali collegamenti con queste informazioni con cui è accusato.
Questa è stata la nostra posizione ferma e inequivocabile. Tutta la verità deve essere conosciuta. Tutto deve essere studiato. E questa continuerà ad essere la nostra posizione. Saremo anche più solidi, più implacabili in questa materia con le persone più vicine al nostro lavoro e ai nostri team.
Gli analisti politici hanno sottolineato la necessità che l'opposizione venezuelana si unisca nuovamente attorno a un programma comune, da promuovere agli alleati internazionali. Sarebbe  disposta di unire la sua lotta con quella della squadra guidata da Guaidó? In quali condizioni?
I venezuelani non sono mai stati uniti come oggi. Mai. È nell'interesse del regime dire al mondo che qui c'è una società polarizzata, che ci sono divisioni. No. Qui non ci sono né divisioni né dubbi.
Quello che non faremo è stabilire patti con complici o con persone corrotte. Perché una persona corrotta non combatterà mai la corruzione e la corruzione è la base, l'inizio, del processo di distruzione morale, istituzionale, economica, sociale, umana e familiare che il Venezuela sta vivendo oggi.
Continuiamo ad essere uniti al popolo venezuelano con un'unica rotta. Coloro che hanno cambiato strada, ed è già successo il 5 gennaio (quest'anno, quando era prevista la giuramento annuale della direttiva AN), quanti membri di quel gruppo poi denominato il G4, si lasciato comprare dal regime. Un gruppo invaso dai tentacoli del regime.
Ci sono persone che fanno molti soldi nel distruggere il Venezuela e guadagni prodotti dell'estorsione, del ricatto, della minaccia che il regime mette in atto.
Ho piena fiducia nei venezuelani, il quadro è chiaro ormai, si  sa chi è chi, non cadremo più nelle trappole ed è il momento in cui coloro che sono sotto pressione o che hanno esitato a cedere alla tirannia, sanno che imporremo la verità, la giustizia e la liberazione del Venezuela.
I nostri principali alleati di occidente non possono permettere a un'enclave di rimanere nel cuore di questo emisfero dove c'è la presenza di regimi criminali come la Siria, la Turchia, l'Iran con i loro alleati, che agiscono duramente sulla geopolitica, come Cina e Russia. L’installazione di loro  basi militari in Venezuela,  sponsorizzare il traffico di droga, il terrorismo, il riciclaggio di denaro e tutte le attività criminali che minano non solo le istituzioni e il sistema finanziario venezuelano, già distrutto, ma quella della Colombia stessa e degli altri paesi alleati.
Intervistata da “Impacto Venezuela” (video), Machado da dichiarato:
“C’è stato un grande errore da parte dell’amministrazione della presidenza ad interim. Non ha inviato un chiaro messaggio ai venezuelani, al regime e agli alleati internazionali. Ancora oggi non si capisce quale sia il progetto di Juan Guaidó. Una cosa è certa, da parte mia non riconosco i partiti “oppositori” del cosiddetto G4, quelli che  hanno negoziato con il regime di Maduro” ha aggiunto Machado.


      Lettera “Al servizio della verità. Una richiesta di riflessione”. di richiamo all’opposizione firmata da María Corina Machado, Antonio Ledezma, Diego Arria, Humberto Calderón Berti, Carlos Ortega, Enrique Aristeguieta Gramcko.









luglio 26, 2020

EL SOCIALISMO Y SU GUERRA CIVIL




“El hombre ha empleado la violencia no sólo por defender sus ideas, sino también por salvar al maltratado”.

Las diferencias sociales, políticas y religiosas han sido la causa de innumerables  conflictos bélicos, muchos de ellos llegando a feliz termino, claro, con sus respetivas consecuencias pero nada que no sea reparable. La humanidad siempre ha tenido todo tipo de divergencias, y aun así gracias a su desarrollo cultural y económico ha logrado limar muchas de sus asperezas.  

Las guerras civiles no han sido ajenas a la historia y han dejando grandes huellas en los países donde las han sufrido, una de ellas la guerra española - 1936 a 1939 - dejando una economía destruida…¡Al parecer, los ciudadanos no aprenden de la historia!

El enfrentamiento entre ciudadanos de diferentes ejes políticos del mismo estado, es lo que lleva a desatar estos actos bélicos causado la mayoría de veces por la imposición de un tipo de clase social sobre otra, estos enfrentamientos a mucho países les sirvió para lograr revoluciones tanto en lo cultural como en lo industrial.

El socialismo y su guerra civil. Esta es la peor combinación que puede sufrir un país, es una tragedia que lleva a sus ciudadanos a la más terrible miseria. Los socialista con sus artimañas y promesas populistas consigue adoctrinar al ciudadano ingenuo y pobre de mente llenándolo de odio  contra su conciudadano pudiente o de mejor condición social.

Esta guerra civil que desarrollan los socialista dentro de una sociedad logra dañar el psiquis del individuo, volviéndolo una persona rencorosa, ambiciosa y convirtiéndola en un animal de las cavernas donde su único objetivo es sobrevivir, es ahí donde esta guerra muy bien desarrollada por los miserables socialistas hace que sus seguidores o defensores se lancen como fieras salvajes contra quienes se les oponen.

No toda guerra civil es bélica, en la socialista que, es más terrible que la que se libra con armas, en esta guerra vemos al ciudadano atracando al otro por sobrevivir o por simple envidia, se observa en esta contienda como al ciudadano no le importa pasar penurias por honor y otros por miedo a enfrentarse a la fiera que lo oprime.  

Los tiranos socialistas empiezan por dividir a la sociedad, luego las llena de necesidades para obtener dependencia y lealtad de un sector y, del otro lado miedo, temor y adaptación, logrando que ambas partes se acostumbren a vivir de una forma marginal, donde el único logro por igual, es el de poder tener algo de dinero para sobrevivir a la miseria, mientras otros hacen grandes fortunas destruyendo a un más a sus desnutridos vecinos.

Esta es la realidad de la guerra civil que logra el socialismo, conocemos varios países que hoy en día  libran esta guerra ideológica y por respeto a sus ciudadanos y por no maldecir a sus gobernantes como a sus colaboradores no los nombro, aunque todo el mundo sabe muy bien cuales son.

Esa famosa igualdad que tanto pregonan estos terroristas socialistas esta causando mucho daño en todos los continentes y si las personas pensantes y libertarias no hacen nada para parar esta locura, bien sea por la fuerza o por el voto donde aún tiene algo de valor, el mundo se verá involucrado en una terrible guerra civil donde lo único que reinará será el libertinaje y la anarquía.

No hay que tener miedo el enfrentar a los inadaptados sociales sólo, porque existen unos tales derechos humanos que lo único que han logrado es defender al antisocial y condenar a la persona de bien.

Para evitar una guerra civil orquestada por los canallas socialistas, debemos luchar por la libertad individual y por la isonomía, es por eso  que rescato del ensayo “Sobre la libertad” del filósofo, político y economista ingles John Stuart Mill  lo siguiente ;  “Cada uno es el guardián natural de su propia salud, sea física, mental o espiritual. La humanidad sale ganando más consintiendo que cada cual viva a su manera antes que obligándose a vivir a la manera de los demás”.

Estamos a tiempo de salvar el planeta  del virus socialista que está matando lentamente la libertad del individuo, llevándolo al precipicio de la degeneración y la corrupción, donde vivirá luchando como Hiena hambrienta para poder sobrevivir y reproducirse, volviendo a los tiempos de los trogloditas.

“Es mejor morir luchando por la libertad, que cavando todos los días la tumba de la esclavitud”.


Luís Córdoba Reyes

luglio 24, 2020

Irán, Maduro, Podemos y el Movimiento 5 estrellas italiano ¿Qué tienen en común?




[Cosmo de la Fuente] Este 23 de julio de 2020 el diario El Mundo abre con la confirmación de Antiblanqueo de que la productora del líder de Unidos Podemos percibió, procedente de ese Irán que gobiernan los ayatolás y donde se cuelga de grúas a los homosexuales y se lapida a la mujer que comete adulterio, una cantidad superior a los nueve millones de euros. A lo largo de tres años.
En 2016, PD publicaba que la señal de Hispan TV estaba gestionada en España por la empresa 360 Global Media.
Durante ese periódo e incluso bastante después, la dictadura islámica de Irán pagava hasta la cuenta del telefono móvil al podemita Iglesias.
Los amigos:
Maduro, Podemos, Movimiento 5 estrellas italiano e Iran. Qué es lo que les acomuna?
- INTERESES ECONÓMICOS Y POLÍTICOS
- ODIO HACIA LOS EEUU.

Tengo una pregunta que busca respuesta: ¿por qué Di Battista (del M5Estrellas) estuvo tanto tiempo en Iran?


       
  
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1) Movimiento 5 Estrellas, Di Battista la voz másrevolucionaria, quiere convertirse en el líder de ese partido muy en sintoníacon chavismo

2) AlexSaab, testaferro de Maduro, fue detenido en Africa. También conocido en Italiapor lavado de dinero

3) Fuentes: familiafutura.com, periodistadigital.com, ABC, El Mundo, La Stampa

luglio 21, 2020

El difícil camino del periodista libre pensador y no tarifado



El trabajo de investigación es siempre muy particular, además que largo y estenuador en la búsqueda de pruebas y evidencias que puedan echar luz a un hecho o a los actores del mismo, protagonistas de crímenes de diferentes tipos. Además de molestar a los protagonistas, ocurre el "robo de trabajo" de otros que se activan de inmediato. Si fuera por el bien de la comunidad penalizada por dichos crímenes (en este caso la venezolana) sería productivo, pero a menudo no es así. En muchos casos, ALGUNAS asociaciones que se declaran apolíticas y sin fines de lucro, así como ALGUNOS autodenominados activistas de derechos humanos, con la obsesión de visibilidad, pero regularmente sin iniciativa, toman posesión del trabajo antes mencionado y lo hacen público como si fuera suyo, obviamente sin nunca citar la fuente.

Eres penalizado especialmente si no formas parte de un grupo, de la secta, que con la bandera de la libertad, reclaman el derecho de pisotear lo que producen aquellos que no son parte de esa secta. Si no perteneces a su corriente política, y si lo que dices es importante, prefieren robárselo.
Cuando eres un pensador libre y quieres hacer tu trabajo como independiente, sin pertenecer a esos grupos, te consideran un enemigo, a pesar del objetivo que debería ser común.
Esto no significa que yo no tenga mis preferencias políticas, pero me han enseñado que el trabajo de un comunicador es decir la verdad, buena o mala, siempre la verdad.

¿Por qué lo hacen?

Utilizan sistemas de boicot que son cualquier cosa  menos que  profesionales, usan redes sociales, graban audios a través de WhatsApp y se toman la molestia de difamar el trabajo de otros pero al final se adueñan del mismo en "copia y pega".  Creen que esta es la forma más fácil de alcanzar su objetivo, que no es (solo) recuperar la libertad de Venezuela, sino favorecer la corriente política que piensan los llevará a ocupar puestos diplomáticos en el futuro cercano o al clásico "lugar en el sol".
Felicidades a estas personas. De mi parte, me alejo de esta secta que produce odio e infamia, mi papel como profesional es informar. A veces agrego mi opinión, en mis páginas y redes sociales, otras veces dejo las noticias como son, aunque no me gusten. En otros casos, cuando me solicitan un artículo, lo hago.

También es cierto que a menudo no son los profesionales los que se comportan de esta manera, sino los incautos que quieren trepar los árboles. En cuanto a los "periodistas", corresponde al público comprender la verdad. No es fácil entender quiénes son los comunicadores tarifados por el régimen o por la contraparte esa parte de una falsa oposicón. En ambos casos, la comunicación no puede ser integral.

Agradezco a los que me siguen y les aseguro que mi compromiso no se detiene por esto. En esta página también publico los artículos de quienes expresan su opinión con criterios y educación.
Respeto a quienes hablan sin tarifa, a quienes utilizan la libertad de expresión con educación y no se dejan manipular por nadie.
El objetivo es uno, Venezuela, y no los intereses personales.
Gracias a Dios el público no forma parte de sectas.

Aquí los espero amigos y hermanos.

Cosmo

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(en italiano)

Il lavoro di indagine è sempre molto particolare, oltre che lungo ed estenuante per la ricerca di prove e di evidenze che possano mettere in risalto un fatto o gli attori dello stesso, protagonisti di reati di diverso genere. Oltre a dar noia ai protagonisti, si attivano immediatamente i “rubalavoro” altrui, che se fosse per il bene della comunità penalizzata dai reati (in questo caso quella venezuelana) potrebbe anche essere producente, ma spesso non è così. In molti casi alcune associazioni che si dichiarano apolitiche e no-profit, nonché sedicenti attivisti per i diritti umani, nella smania di visibilità, ma regolarmente privi di iniziativa, s’impossessano del suddetto lavoro e lo rendono pubblico come se fosse proprio, ovviamente senza mai citarne la fonte.


Accade specialmente se tu non fai parte di un gruppo, di una sorta di setta, che con la bandiera della libertà, si sentono liberi di calpestare quello che produce chi di quella setta non fa parte. Se non appartieni alla loro corrente politica, ma quello che dici è importante, gli conviene rubarlo.
Quando sei un libero pensatore e pretendi fare il tuo lavoro da indipendente, senza appartenere a tali gruppi, sei visto come un nemico, malgrado l’obiettivo sia lo stesso.
Questo non significa che io non abbia le mie preferenze politiche, ma mi hanno insegnato che il lavoro di un comunicatore sia quello di dire la verità, bella o brutta che sia.
Mettono in atto sistemi di boicottaggio tutt’altro che professionali, usano le reti sociali, registrano audio via whatsapp e si prendono la briga di diffamare il lavoro altrui per poi prenderlo in “copia e incolla”. Credono que questa sia la strada più facile per arrivare al loro obiettivo, che non è (solo) quello di recuperare la libertà del Venezuela, ma di favorire la corrente politica che secondo loro li porterà ad occupare, in un prossimo futuro, posizioni diplomatiche o il classico posto al sole.

Tanti auguri a queste persone. Da parte mi distanzio da questa setta che produce odio e infamia, il mio ruolo, da professionista, è quello di informare. A volte aggiungo la mia opinione, nelle mie pagine e mai nelle pagine altrui, altre volte la notizia così com’è. In altri casi quando mi viene sollecitato un articolo lo realizzo.
È anche vero che spesso non sono i professionisti che si comportano in questo modo, ma di sprovveduti che si arrampicano sugli specchi. Per quanto riguarda i “giornalisti” sta al pubblico capire la verità. Non è facile capire quali siano i comunicatori al libro paga del regime o della controparte. In entrambi i casi la comunicazione non può essere integrale.
Ringrazio chi mi segue e il mio impegno non si ferma per questo. In questa pagina pubblico anche gli articoli di chi con criterio ed educazione esprime il proprio parere.
Rispetto chi parla senza scendere a compromessi, chi usa con educazione la libertà di espressione e non si lascia manipolare da nessuno.
L’obiettivo è uno, il Venezuela, non i propri interessi personali.






luglio 20, 2020

¡YO NO CREO EN LOS ARREPENTIDOS!




“El hombre es tan responsable de sus actos como de sus decisiones”.

Cuando se defiende el libre albedrío, le estamos dando la responsabilidad al individuo de actuar bajo su individualidad y libertad, tomando sus propias decisiones reflexionando  sobre las consecuencias y efectos que ellas puedan tener. 

Las elecciones que tomam cada ciudadano, deben de ser en un estado consciente acompañado con su criterio moral y ético en el cual ha sido educado, aquí influye la ideología, la religión, el conocimiento y hasta sus ambiciones.

El hombre tiene el derecho de arrepentirse de sus actos o decisiones cuando han sido tomadas de una manera errada, decisiones muchas veces influenciadas por la pasión, la cólera, la envidia, la esperanza , el fanatismo o la locura que llaman amor.

Pero hay arrepentimientos que no tienen perdón por la justicia terrenal por el daño causado por la decisión tomada por el individuo. La mayoría de actos cometidos o elaborados por el responsable del hecho siempre son aprobados por su propia conciencia y en el momento del accionar, estos actos siempre lo verán como algo positivo para su propio bienestar.

¡Yo no creo en los arrepentidos!  Y no creo por muchas razones y una de ellas es porque cuando el hombre actúa está un noventa porciento consciente del paso que va a dar, entre las decisiones que toma el ciudadano está el trabajar, el estudiar, el casarse, pero la más importante es la de elegir a sus gobernantes ya que esta elección termina afectando a toda una sociedad.
El ciudadano cuando vota por un candidato por lo general lo elige por sus promesas más no por un verdadero plan de gobierno, promesas que le habla de una mejor calidad de vida, en donde siempre están involucrados programas socialistas.

Cuando un votante se arrepiente de su elección lo hace es por el personaje y no por el programa o sentimiento socialista que tuviese el político, es por eso que yo no creo en esas personas que dicen estar arrepentidas de haber votado por el politiquero, caudillista, corrupto o embustero; ya que están defraudadas porque las dádivas no le complacieron o porque al rico no le quitaron lo suficiente para ellas dejaran de trabajar.

Quiénes votan por socialistas nunca se arrepienten, ellos sólo cambian de sombra y siempre  buscarán al mejor postor ya que su sentimiento socialista nunca lo abandonan, estos votantes como buenos oportunistas volverán a elegir a quién le ofrezca igualdad, amor, paz, educación, salud gratis y sobre todo la distribución equitativa de las ganancias.  

Yo no creo en los arrepentidos y mucho menos si son socialistas, no caigamos en el engaño de los políticos como en los electores que hablan de un socialismo bueno, de los que dicen que esta vez lo harán mejor o que es tiempo de recapacitar.
Los países que han sido gobernados o están siendo dirigidos por socialistas es difícil que salgan de su miseria mental debido a que el cuento de la explotación obrera, el hambre culpa de la oligarquía seguirá carcomiendo el pequeño cerebro del que ve en el socialismo la soluciones a los problemas del famoso colectivo.

Para cambiar la dirección de un país políticamente hay que elegir a personas que nunca han tenido ideas socialistas ni que  hayan convivido con sistemas de esa calaña, los países crecen es por la buena elección de sus ciudadanos y por la gerencia capitalista que tengan sus gobernantes.

A los que quieren un cambio de sistema o de gobierno tengan mucho cuidado con los que aspiran gobernar o de los que se dicen estar arrepentidos, el jugador de futbol americano George Halas quien fue icono de los Chicagos Bears nos dejó estas sabias palabras… “Nadie que haya dado lo mejor de sí se ha arrepentido”.
El mundo esta pasando por momentos muy duros y necesita de cambios reales, cambios que deben ir de la mano de líderes que crean en la libertad individual y en la propiedad privada.

“Cuídate del arrepentido, porque por lo general siempre vuelve actuar de la misma manera”.






luglio 18, 2020

Leonardo DiCaprio habló acerca de la terrible situación en Venezuela por la escasez de agua



El actor Leonardo DiCaprio se expresó, a través de su cuenta Instagram, sobre la terrible situación que atraviesa Venezuela a raíz de la catástrofe humanitaria que vive il país.


DiCaprio publicó algunas imágenes que evidencian el sufrimiento de los venezolanos por la escasez de agua y detallando el colapso ecónomico que ha dejado la mayoría de los hogares sin agua potable.

Detalló las cifras del Observatorio Venezolano de Servicios Públicos indicando que el 86% de los venezolanos no reciben agua para el consumo y un 11% ni siquiera cuenta con el servicio.

"Venezuela’s water crisis is nothing new, but it’s started driving residents to extraordinary measures — banding together to rig their own water systems and even hand dig shallow wells at home. Water today is even more important as a way to protect against the pandemic"

(T) La crisis del agua en Venezuela no es nada nuevo, pero ha comenzado a llevar a los residentes a medidas extraordinarias: unirse para manipular sus propios sistemas de agua e incluso cavar pozos poco profundos en sus casas. El agua hoy es aún má importante para protegerse contra la pandemia.

Link al post de Leonardo DiCaprio



luglio 14, 2020

VENEZUELA, EDGARDO RICCIUTI: SÍ A LA REVUELTA, NO A LA REVOLUCIÓN





En Venezuela, como en cualquier otro país, hay una oposición y una resistencia. Todas las oposiciones en el mundo están formadas por personas honestas y no honestas que se pueden definir "manzanas podridas". Sabemos que es muy difícil ser opositores en presencia de un régimen como el venezolano, y mucho menos si esa parte podrida, que se esconde en el grupo que debería luchar por la libertad del país, en cambio negocia y se compromete con la dictadura para mantener el pequeño poder alcanzado y / o la seguridad económica personal.
Sabemos que la revuelta popular en algunos casos logra expulsar al dictador de turno, pero para tener éxito, antes o durante, los militares deben ponerse del lado del pueblo. Además de este problema, hemos encontrado que 21 años de oposición MUD ha negociado con Maduro. Si al menos el intento tuvo que hacerse, uno se pregunta ¿por qué durante tantos años? Siempre el mismo error, transformándolo en una práctica que levanta muchas sospechas.

Un tercer error es que, tras la dramática situación en que vive el país, los venezolanos se enamoran del líder del momento, pierden por completo su juicio, santifican y ponen todo en sus manos y permanecen ciegos ante cualquier error.
Las preguntas que todo venezolano debería formularse son:

1)¿Por qué hablar de elecciones en dictadura si tenemos la experiencia que nunca serán reales y democráticas? El régimen no ha permitido ningún tipo de control en el pasado y tampoco lo permitirá esta vez. Aplica terrorismo psicológico a través de amenazas públicas y pandillas paramilitares. La impresión es que la dictadura solo acepta una oposición agradable para que su imagen pueda limpiarse a los ojos del mundo.
2)  El presidente interino, reconocido por más de 60 países en el mundo, Juan Guaidó pudo haber pedido ayuda internacional pero no lo hizo. Muchos exponentes cercanos a él, como Henri Ramos Allup, han dicho claramente que Estados Unidos y nadie debía meterse porque los venezolanos se habrían liberado solos.

3) ¿El chavismo,  que algunos consideran "chavismo democrático" puede considerarse parte del problema? ¿La coexistencia con el régimen y el perdón de los chavistas que han cometido crímenes de lesa humanidad, a quienes se les permitirá formar parte de la “nueva” Venezuela, no significa permanecer inmersos en el chavismo, que es causa y razón del desastre venezolano?
Preguntas que le hago a una persona especial, al amigo Edgardo Ricciuti, nacido en Caracas, politólogo de la Universidad Central de Venezuela, así como profesor de Teoría Política y Doctrinas del Estado en la facultad de Ciencias Políticas de la UCV. Ha trabajado como director de asuntos internacionales, coordinador y escritor en la sección de Geopolítica de la revista energética Grupo Petróleo YV. Escribió para Limes. Fundador de:  Think Thank Venezuela Futura, del website Foro Libertad y del movimiento político Rumbo Libertad. Autor del libro “Sì alla Rivolta. No a la revolución " (Sí a la Rebelión. No a la Revolución).



Edgardo Ricciuti:
1.Los procesos electorales en países donde se respetan los derechos de los ciudadanos tienen como objetivo legitimar las autoridades políticas. Sin embargo, debe señalarse que, en algunos casos, este no es el objetivo de los sistemas políticos descritos por Jacob Talmon en su texto "Los orígenes de la democracia totalitaria", donde el carácter mesiánico que los caracteriza se superpone y cancela el pluralismo político y la soberanía del pueblo. El estigma autocrático siempre ha sido evidente en el régimen chavista, incluso si, en su génesis, utilizó herramientas electorales para llegar al poder.
Los mecanismos electorales representan la herramienta ideal para reemplazar una clase política, siempre y cuando tanto las instituciones, como el monopolio legítimo de la violencia no respondan a grupos de poder, corporaciones o partidos políticos, sino a reglas preestablecidas en la Constitución. En otras palabras, no tiene sentido ir a procesos electorales si no se respetará la decisión del electorado.

Incluso en el pasado, los regímenes autocráticos han utilizado el sistema de votación para "oxigenar" su autoridad, a través de plebiscitos donde se daba por sentado un resultado favorable para los dictadores de turno. En el sistema autocrático de Venezuela, se aplicó una variante: el sistema plebiscitario fue reemplazado por la creación ad hoc de una oposición que actúa como un soporte para la legitimidad del régimen.
Por lo tanto, toda cita electoral fortalece al régimen en cuanto inofensiva porque pilotada y revitalizante por una legitimidad pseudo-democrática "renovada". Este aspecto ha sido entendido por la resistencia venezolana, que, a lo largo de los años, se ha opuesto cada vez más al sistema político en su sentido más amplio conformado por el partido de gobierno y los de oposición, ya que ha asimilado, por las imnumerables y recurrentes experiencias de fraude electoral, que el mecanismo electoral es una estrategia que favorece a la supervivencia del régimen y a su oposición.
2. Guaidó no es más que el enésimo peón del tablero utilizado por la inteligencia castro-chavista en el guión pseudo-democrático venezolano. Cualquier movimiento importante de cualquiera de los dirigentes opositores de cualquier partido político en territorio venezolano debe contar con la "bendición" de la intelligence castro-chavista. Si no se acepta el hecho de que es imposible que los regímenes autocráticos respeten la soberanía popular, será también difícil apreciar que en el actuar de los políticos de la oposición exista algún fin teleológico, como por ejemplo el logro de alcanzar la libertad de Venezuela.

Esta estrategia del chavismo de construir figuras de oposición a su medida para simular un choque inexistente y de falsa rivalidad comenzó con Arias Cárdenas hace veinte años, y continuó con Rosales, Capriles, Ramos Allup y, por último, con Guaidó. No podemos exigirle a Guaidó, ni a ninguno de los que forman parte de los partidos políticos en Venezuela, lo que jamás harán, ya que su existencia misma gira en torno a un esquema de acción de sustento para el chavismo .
Si bien las simples simulaciones electorales habían sido suficientes en el pasado, en 2018 el régimen necesitaba una estratagema mucho más refinada para mantenerse en el poder. Fue entonces, cuando el chavismo no solo “sacó de la manga” a Guaidó como otra figura más de su repertorio, sino que financió a lobby estadounidenses dirigidas por la oposición para fortalecer la imagen política del recién llegado. En ausencia de otras opciones, algunos sectores de la administración estadounidense decidieron apoyarlo a pesar de que muchos mostraron su escepticismo. La estrategia del régimen fue perfecta, ya que logró el objetivo de que su títere obtuviera el apoyo internacional y la legitimidad necesaria para frenar toda acción real de desarticulación del chavismo por parte de aquellos paises que lo reconocieron como el legítimo presidente. La razón por la cual la oposición pidió no intervenir es obvia: una intervención internacional de cualquier naturaleza habría arrinconado no solo a Maduro, sino también a sus opositores que habrían perdido sus privilegios derivados de la complicidad con los chavistas.
De querer ver algo positivo en esta enésima interpretación, esta podría ser que los castro-chavistas puedan repetir exitosamente el mismo guión cambiando al protagonista como siempre han hecho. De ser así, el uso del antiguo refrán 'Errare humanum est, perseverare autem diabolicum' sería por demás legítimo.

3. El chavismo democrático no existe, así como no existió ni el estalinismo democrático, ni el maoísmo democrático ni el castrismo democrático. Algunos exponentes que militaban en el chavismo y que han sido marginados por purgas internas han asumido esta "máscara" para ser, no solo admitidos, sino reverenciados dentro de la estructura de los partidos políticos de la oposición, para redimirse de su pasado despótico y criminal. Por otro lado, en el conjunto de inconsistencias éticas y comportamentales de los integrantes de los partidos de oposición, también existe el deseo de redimir e incluir a personas que han violado los derechos humanos de manera flagrante. Por lo tanto, sigue siendo impensable que cualquiera que haya tenido un cargo público en el chavismo, que haya incurrido en delitos o corrupción, pueda tener espacio en el futuro de Venezuela. Obviamente y por respeto al sagrado derecho de igualdad ante la ley, esta regla se aplicará también a los jerarcas de los partidos de la pseudo-oposición.


VENEZUELA, EDGARDO RICCIUTI: SÌ ALLA RIVOLTA, NO ALLA RIVOLUZIONE




In Venezuela, come in ogni altro Paese, esiste un’opposizione e una Resistenza. Tutte le opposizioni del mondo sono composte da persone oneste e da persone non oneste che si suole definire “mele marce”. È già molto difficile essere oppositori in presenza di un regime come quello venezuelano, figuriamoci se parte del gruppo che dovrebbe lottare per la libertà del paese, negozia e scende a compromessi con la dittatura per mantenere il piccolo potere raggiunto e/o una personale sicurezza economica.

Sappiamo che la rivolta popolare, in alcuni casi, riesce a spodestare il dittatore di turno, ma per riuscirci, prima o durante, i militari devono mettersi dalla parte del popolo. Oltre a questo problema abbiamo constatato che 21 anni di opposizione MUD ha negoziato con Maduro.  Se  almeno il tentativo doveva farsi, ci si chiede perché per così tanti anni,  si commetta sempre lo stesso errore, trasformandolo in una prassi che desta non pochi sospetti.
Un altro errore è quello che vista la drammatica situazione in cui vive il Paese, i venezuelani s’innamorano del leader di turno, perdendo completamente la capacità di giudizio, santificando e mettendo tutto nelle sue mani e restando cechi di fronte ad eventuali errori.

Le domande che ogni venezuelano dovrebbe farsi sono:
1)  Perché continuare a partecipare ad elezioni in dittatura se abbiamo l’esperienza negativa e sappiamo che non saranno mai reali e democratiche? Il regime non ha permesso in passato nessun tipo di controllo e non lo permetterà nemmeno questa volta. Usa il terrorismo psicologico attraverso minacce pubbliche e bande paramilitari. L’impressione è che la dittatura accetti solo l’opposizione "giusta" affinché la propria immagine venga ripulita agli occhi del mondo.
2) Il Presidente ad interim, riconosciuto da oltre 60 paesi nel mondo, Juan Guaidó avrebbe potuto chiedere aiuto internazionale ma non lo ha fatto. Molti esponenti a lui vicini, come Henri Ramos Allup, hanno detto chiaramente che l’America e nessuno doveva aiutarli.
3) Il chavismo che alcuni considerano “chavismo democratico”,  si può considerare una parte del problema? La convivenza con il regime e il perdono dei chavisti, ai quali si permetterà essere parte della nuova Venezuela, non significa restare immersi nel chavismo, causa e motivo del disastro venezuelano?

  Domande che rivolgo al caro amico Edgardo Ricciuti, nato a Caracas, politologo all’Universidad Central de Venezuela, nonché professore di Teoria Politica e Dottrine dello Stato nella facoltà di Scienze Politiche dell’UCV . Ha lavorato come direttore di affari internazionali, coordinatore e scrittore nella sezione di Geopolitica della rivista energetica Grupo Petróleo YV.  Ha scritto per Limes. Fondatore di: think thank Venezuela Futura, del sito web Foro Libertad e del movimento politico Rumbo Libertad. 

     Autore del libro “Sì alla Rivolta. No alla Rivoluzione”.
     
     A lei la parola professore 

[   Edgardo Ricciuti: I meccanismi elettorali in paesi dove si rispettano i diritti dei cittadini hanno come scopo la legittimazione delle autorità politiche. Bisogna esporre però che, in alcuni casi, non è questo l' obiettivo di quei sistemi politici descritti da Jacob Talmon nel suo testo “Le origini della democrazia totalitaria”, dove il carattere messianico che li caratterizza si sovrappone ed annulla il pluralismo politico e la sovranità del popolo. L'impronta autocratica è stata sempre evidente nel regime chavista, anche se, nella sua genesi, si è valso di strumenti elettorali per giungere al potere.

1) I processi elettorali rappresentano lo strumento ideale per sostituire una classe politica, ma è necessario che le istituzioni e il monopolio legittimo della violenza non rispondano a gruppi di potere, corporazioni o partiti politici, ma alle norme stabilite dalla Costituzione. In altre parole, a nulla servono comizi elettorali dove non sarà rispettata la volontà popolare.
Anche nel passato, i regimi autocratici hanno adoperato il sistema di voto per “rinfrescare” la loro autorità, attraverso i plebisciti dove era scontato un risultato favorevole ai capi dei regimi. In Venezuela è stata applicata una variante: il sistema plebiscitario è stato sostituito con la creazione ad hoc di una opposizione che funge da perno per la legittimazione del regime.
Quindi andare a votare rafforza il regime poiché, non solo è uno strumento non idoneo per raggiungere l'intenzione di sostituire il chavismo, ma accresce e da respiro al sistema politico attraverso una “rinnovata” legittimità. Quest'aspetto è stato compreso dalla resistenza venezuelana, che, nel trascorso degl'anni, si è infoltita sempre di più e si oppone al sistema completo poiché ha assimilato, dalle esperienze del passato fatte di frodi elettorali sistematiche, che il meccanismo elettorale non era altro che una strategia valida per la sopravvivenza del regime.

2) Guaidó non è stato altro che l'ennesima pedina utilizzata dall'intelligence castro-chavista nella sceneggiatura democratica venezuelana. Ogni mossa importante di chiunque faccia opposizione in Venezuela dentro qualsiasi partito politico deve avere la “ benedizione” dei chavisti. Se non si accetta che i regimi autocratici non rispetteranno mai la volontà popolare, sarà anche difficile poter discernere che le azioni dei politici di opposizione abbiano un fine teleologico, e cioè il raggiungimento della libertà del paese rovesciando la dittatura chavista.
Questo meccanismo di ricorrere a figure dell'opposizione per simulare uno scontro inesistente è iniziato con Arias Cárdenas vent'anni fa, ed è proseguito con Rosales, Capriles, Ramos Allup e per ultimo con Guaidó. Non si può esigere né da Guaidó, né da nessuno di coloro che fanno parte dei partiti politici in Venezuela, ciò che non faranno, poiché strutturati in uno schema dove il loro ruolo è un altro, e cioè sorreggere il regime.
Mentre nel passato erano state sufficienti le simulazioni elettorali, nel 2018 il regime necessitava uno stratagemma molto più raffinato per sorreggersi. Quindi il chavismo non solo promosse Guaidó come l'ennesimo figurante, ma ha finanziato lobby statunitensi che lavorano per l'opposizione affinché dessero sostegno politico al nuovo arrivato. A mancanza di altre opzioni, alcuni settori dell'amministrazione americana hanno deciso di appoggiarlo malgrado molti manifestarono il loro scetticismo. La strategia del regime riuscì perfetta al castro-chavismo poiché raggiunse l'obiettivo di far acquisire appoggio e legittimità internazionale alla persona che si sarebbe adeguata alle direttrici del regime. La ragione per cui l'opposizione chiese di non intervenire è molto chiara: un intervento internazionale di qualsiasi indole avrebbe messo alle strette non solo Maduro, cosa che loro hanno il compito di evitare, ma anche i loro privilegi derivati dalla complicità con i chavisti .
Ciò che di buono può derivare da quell'esperienza è la consapevolezza che i chavisti potrebbero ripetere la stessa tattica cambiando per l'ennesima volta il protagonista. Per cui a questo punto potremo recitare il famoso motto latino ‘Errare humanum est, perseverare autem diabolicum’.
3. Il chavismo democratico non esiste, così come non è mai esistito lo stalinismo democratico, il maoismo democratico e il castrismo democratico. Alcuni esponenti che militavano nel chavismo e che sono stati emarginati hanno assunto questa “maschera” per essere ammessi e benvoluti dentro le strutture dei partiti politici di opposizione, per redimersi dal loro passato dispotico e criminale. D' altronde, nell'insieme delle incoerenze dei partiti di opposizione, esiste anche questa di voler riscattare ed includere persone che hanno leso i diritti umani in modo flagrante. 

Per cui rimane impensabile che chiunque abbia avuto un incarico pubblico nel chavismo che abbia incorso in crimini o corruzione possa avere spazio nella Venezuela futura. Ovviamente questa regola, nel rispetto dell'uguaglianza davanti alla legge, sarà valida anche per i gerarchi della pseudo opposizione.






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