Roma – Drammatica lettera aperta della comunità venezuelana in Italia a Federica Mogherini, alta rappresentante dell’Unione Europea per le Relazioni Estere e Politica della Sicurezza. L’uso della violenza, inflitta al popolo dalla polizia di Maduro e di quella di gruppi armati irregolari allo scopo di intimidire, colpire e in più di un’occasione uccidere civili inermi, «sono l’evidenza che in Venezuela - spiegano i rappresentanti venezuelani in Italia - non vi è alcuna possibilità di organizzare elezioni libere e democratiche».
febbraio 26, 2019
Venezuela, Guaidó non chiede interventi militari. Cos'altro deve accadere per un'azione decisa?
Cosa accade in Venezuela?
I paesi del Gruppo di Lima hanno
deciso di chiedere alla Corte Penale Internazionale (Cpi) e al Consiglio dei
Diritti Umani dell'Onu di intervenire con urgenza, in risposta alla «violenza
criminale del regime di Nicolas Maduro contro la popolazione civile», per aver
«negato il loro accesso all’assistenza internazionale, il che costituisce un
crimine contro l'umanità». Lo si legge nella dichiarazione finale diffusa al
termine della riunione del gruppo tenutasi ieri a Bogotà. Intanto si è registratp,
il passo indietro di Juan Guaidò, leader
dell’opposizione in Venezuela e presidente autoproclamato. Guaidó, a differenza
di quanto ci si sarebbe attesi, non ha proposto un intervento militare esterno
né l'uso della forza per porre fine al governo dell'”usurpatore” Nicolas
Maduro.
Cos’altro dobbiamo aspettare per
intervenire e salvare il popolo del Venezuela? Il terrorismo di Maduro fa sul
serio, reprimendo e uccidendo persone inermi. La popolazione indigena dei
Pemones si sta dando alla fuga per la crudele mattanza per mano della polizia
di regime.
In Italia che si dice? Il governo
si limita a condannare e a mantenere il
suo atteggiamento tiepido di fronte a un dramma umanitario di tali dimensioni.
Certo la passione dei Cinquestelle per la revolución non aiuta. Una rivoluzione
che ha portato miseria, morte, crimini di lesa umanità e oggi è diventata
genocidio.
Sono gravissimi gli ultimi omicidi a danno di civili, soprattutto nello stato di Bolívar dove autotrasportatori volontari sono stati colpiti.
febbraio 18, 2019
Moavero, Venezuela: "Maduro illegittimo". E i suoi diplomatici?
E' Scaduto il tempo di Maduro, l'Italia non riconosce la sua presidenza. Molti ci domandiamo, non sarà scaduto anche il tempo dei suoi diplomatici? Sarà giunta l'ora che tornino a casa? Lo abbiamo chiesto a un diplomatico venezuelano, ex rappresentante del Venezuela all'ONU, avvocato internazionalista, Isaías Medina.
Il dubbio resta, una domanda che bisogna fare al governo, ai politici e agli italiani.
Gli ex diplomatici dell'ex governo di Maduro, mantengono incarico di rappresentaza e credenziali?
febbraio 16, 2019
Venezuela: intervento di Mara Carfagna del 12 febbraio
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 124 di martedì 12 febbraio 2019
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO.
Intervento On Mara Carfagna
MARIA ROSARIA CARFAGNA (FI).
Grazie, Presidente. Dico subito che trovo questo dibattito surreale: lo abbiamo
chiesto noi, l'abbiamo voluto noi, ma io credo che noi non dovremmo essere qui,
in quest'Aula, per sollecitare il Governo a prendere una posizione chiara sulla
questione venezuelana. Ci siamo già vergognati abbastanza per come il Governo
ha agito nei giorni scorsi; non vorremmo doverci vergognare ancora di più, per
l'incapacità che questo Governo, come è evidente, manifesterà, di assumere una
posizione chiara e nel fare una scelta di libertà.
Vede, Presidente, un Paese come
il nostro, che aderisce ai valori di libertà, di democrazia, di tutela e
salvaguardia dei diritti umani, che vuole svolgere un ruolo attivo e non
rinunciatario, che è consapevole delle responsabilità che una grande nazione
come la nostra deve svolgere, una nazione che offre da decenni, con orgoglio,
il suo contributo in termini di energie diplomatiche e militari nelle
operazioni di pace nel mondo, non avrebbe dubbi, quando si tratta di scegliere
tra oppressione e libertà (Applausi dei deputati del gruppo Forza
Italia-Berlusconi Presidente). Un Paese così dovrebbe ben sapere che sulla
politica estera si determinano le scelte di fondo di una nazione.
Ma qual è la politica estera di
questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi
Presidente)? Quella di chi va a fare scampagnate in macchina fino a Strasburgo?
O quella di chi va in un Paese amico e alleato per sostenere chi invoca, in
quel Paese, la guerra civile e l'instaurazione di un regime militare? O ancora:
è la politica estera di chi annuncia il ritiro delle truppe dall'Afghanistan,
mettendo a repentaglio la sicurezza e l'incolumità dei nostri militari che
difendono la democrazia e i diritti in quel Paese (Applausi dei deputati del
gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Oppure la politica di chi sul
Venezuela dice che Maduro è un delinquente, però poi impedisce all'Europa di
parlare con una voce sola e schiera l'Italia dalla parte sbagliata della
storia, con quei Paesi che proprio democratici non sono (Applausi dei deputati
del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)?
Vede, Presidente, ho ricevuto in
questi giorni alcune delle associazioni di italo-venezuelani, e sono rimasta
turbata, colpita dai loro racconti, i racconti che mi hanno fatto con le
lacrime agli occhi. Mi hanno spiegato il disastro che si sta verificando in
Venezuela, che minaccia i loro beni, il frutto del loro lavoro, le loro
famiglie, la loro salute, la loro stessa vita. Come si fa ad essere ipocriti o
neutrali rispetto a tanta sofferenza (Applausi dei deputati dei gruppi Forza
Italia-Berlusconi Presidente e Fratelli d'Italia)? Come si fa?
Non si può essere neutrali quando
in un Paese è stato provocato un disastro umanitario che ha spinto
letteralmente alla fuga oltre 3 milioni di persone, quando mancano le medicine,
quando manca il cibo, quando la mortalità infantile è aumentata del 30 per cento.
Non si può essere neutrali rispetto ad un Paese che ospita oltre 300 mila
italiani e oltre 1 milione di discendenti di italiani. Non ci può essere
neutralità tra oppressione e libertà, tra dittatura e democrazia (Applausi dei
deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). E non ci può essere
neutralità italiana rispetto al Venezuela, perché in Venezuela c'è un pezzo di
noi, c'è un pezzo di Italia, che soffre, che muore. Io mi auguro che qualcuno,
in quest'Aula, abbia letto la storia – una tra tante – di Italo Carli, 58 anni,
veneziano, figlio di veneziani, che è morto per una crisi diabetica perché
nell'ospedale dov'era ricoverato mancava l'insulina. Abbiamo, come Paese, la
responsabilità di occuparci del Venezuela, perché abbiamo la responsabilità di
occuparci della libertà, dei diritti e della sicurezza dei nostri concittadini,
ovunque essi si trovino nel mondo.
Nell'ultimo anno, tre quarti
della popolazione venezuelana è dimagrita, in media, di 9 chili. Un terzo degli
abitanti non arriva al secondo pasto al giorno. È ricomparsa la malaria. Come
ho detto, la mortalità infantile è aumentata. Non c'è stata una guerra: c'è
stata una dittatura, spietata, feroce, che si è autoriprodotta attraverso
elezioni illegittime (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi
Presidente)! Possiamo essere neutrali rispetto a tutto questo? La neutralità
del Governo italiano finisce per tradursi in un sostegno al regime di Maduro.
Sento che i nostri rappresentanti
del Governo, per primo il Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale che mi dispiace non vedere seduto tra i banchi del Governo
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), auspicano il ritorno
alle urne dei venezuelani. Bene, siamo d'accordo, ma vogliamo smetterla di
essere ipocriti e dirci che il vulnus democratico che in questi anni c'è stato
in Venezuela non è stata l'assenza del voto ma il controllo autoritario del
voto, delle modalità di voto e degli esiti del voto (Applausi dei deputati dei
gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico). Siamo tutti a
favore di un voto libero e democratico, ma la storia del suffragio universale
ci insegna che la neutralità necessaria è quella di chi organizza e controlla
le operazioni di voto. Se a organizzare e a controllare le operazioni di voto
sarà Maduro, non ci sarà alcuna neutralità. Ecco perché la neutralità del
Governo italiano, e a nulla vale la pantomima sul gruppo di contatto che ha
preso un impegno generico in assenza delle parti coinvolte - che già Maduro ha
rifiutato -, quindi è una pantomima quella del gruppo di contatto, e la
neutralità del Governo italiano è a tutti gli effetti un sostegno a chi da anni
sta affamando il Venezuela, a chi ha costretto milioni di cittadini alla fuga,
a chi ha imprigionato oltre ottocento dissidenti politici, a chi ha lasciato
morire decine e decine di persone nella repressione delle manifestazioni di
piazza.
Davvero voi volete lasciare
organizzare il voto libero e democratico a queste persone? Conosciamo purtroppo
le ragioni che spingono alcuni Paesi a sostenere Maduro: c'è chi lo fa perché
da anni acquista petrolio a prezzi agevolati dal Venezuela, c'è chi lo fa per
ragioni ideologiche. Ma la posizione italiana oggettivamente non la si capisce,
e nessuno, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, ha saputo spiegarla con
argomenti convincenti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi
Presidente). Non il Ministro, che, mi dispiace dirlo, ha elencato una serie di
ovvietà nel corso della sua relazione e nel corso della sua replica. Capiamo
l'imbarazzo del Ministro, per una scelta che stravolge la collocazione
internazionale dell'Italia e rompe la tradizione italiana di solidarietà, non
capiamo la posizione dei colleghi della Lega, da cui ci aspettiamo
determinazione nel difendere i loro ideali, i loro valori, i loro principi, che
noi condividiamo, e coerenza rispetto alle dichiarazioni che sono state fatte
nelle ultime ore in televisione (Applausi dei deputati del gruppo Forza
Italia-Berlusconi Presidente), perché è inutile - è inutile! - dire che Maduro
è un Presidente abusivo se poi, davanti al popolo venezuelano, si agisce
lavandosene le mani come Ponzio Pilato, che è passato alla storia come il
simbolo della politica più opportunista e infingarda (Applausi dei deputati del
gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). È inutile dire che Maduro è un
delinquente - è inutile! - se poi non capiamo con chi sta l'Italia. Con chi sta
il Governo italiano? Con il popolo o con la dittatura? Colleghi, non regge più
il gioco delle due parti in commedia, non ci sono due Governi, ce n'è uno
soltanto (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e
Partito Democratico)! Sento parlare di un contratto, ma se questo contratto
compromette la credibilità e l'affidabilità dell'Italia, se spinge l'Italia in
recessione, se sfascia i conti pubblici, se c'è una delle due parti del
contratto che ha più buonsenso, usi questo buonsenso prima che sia troppo
tardi. Così come è inutile autoproclamarsi Governo del popolo se poi voltate le
spalle alla richiesta del popolo venezuelano di libertà e di democrazia.
Colleghi state con il popolo o con i dittatori? O state con il popolo soltanto
quando sceglie i vostri amici e state contro il popolo quando sceglie chi a voi
non piace, chi non è di vostro gradimento (Applausi dei deputati del gruppo
Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Concludo, Presidente. Sogno che da
quest'Aula parta un messaggio forte, univoco, non ipocrita, non ambiguo: un
abbraccio al popolo venezuelano, un sostegno alla loro richiesta di elezioni
libere da brogli, sopraffazioni e violenza.
Mi rivolgo a una delle leader più
coraggiose dell'opposizione venezuelana, María Corina Machado (Applausi dei
deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico):
la tua battaglia d'opposizione al regime trova in quest'Aula la sua voce. Mi
rivolgo anche a Carlos Gullì, che ho avuto il piacere di conoscere nei giorni
scorsi, rappresentante dei venezuelani in Italia: la tua testimonianza trova
qui la sua voce e il suo spazio. Concludo, Presidente. Mi rivolgo a tutti gli
italiani in Venezuela e a tutti i venezuelani che considerano il nostro Paese
un Paese amico: c'è in Italia chi si batterà per voi. Se questo Governo ha
deciso di comportarsi come Ponzio Pilato, ci sono forze responsabili e
determinate che lo incalzeranno ogni giorno affinché cambi idea (Applausi dei
deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico -
Congratulazioni).
Camera.it
https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0124&tipo=stenografico
febbraio 15, 2019
Vuoto diplomatico del Venezuela in Italia?
Vuoto diplomatico del Venezuela in Italia?
In base alla risoluzione del
governo italiano esposta in Parlamento il 12 febbraio, sebbene non si sia riconosciuto Juan Guaidó
come presidente ad interim del Venezuela, ma si è riconosciuta la legittimità
dell’Assemblea Nazionale da lui presieduta, sottolineando che occorrono nuove
elezioni dal momento che Nicolás Maduro non è più il Capo di Stato, la domanda
sorge spontanea: “esiste un vuoto
diplomatico del Venezuela in Italia?” Non sarebbe logico che gli ex
diplomatici, dell’ex governo di Maduro non abbiano più determinate credenziali
in Italia?
Il Venezuela di fatto non è più
rappresentato dagli ex diplomatici di Maduro. Una dichiarazione in merito si
rende necessaria, anche da parte degli ex diplomatici che, dovrebbero perdere
immediatamente le loro credenziali di rappresentanza diplomatica o per lo meno
dissociarsi ufficialmente dall’ex governo di Maduro.
[Articolo aggiornato alle ore
12,46 del 12 febbraio 2019.
La linea, alla fine, la illustra
al Senato il titolare della Farnesina, competente in materia. Il governo
italiano "ritiene che le elezioni presidenziali dello scorso maggio in
Venezuela non attribuiscono legittimità democratica a chi ne è uscito
vincitore, cioè Nicolas Maduro", scandisce il ministro degli Esteri, Enzo
Moavero Milanesi, in una comunicazione alla Camera sulla crisi in Venezuela. Per
questo, "il governo italiano", spiega "chiede al più presto
nuove elezioni presidenziali democratiche in Venezuela" perché "gli
elettori venezuelani devono tornare padroni di scegliere chi li rappresenta e
governa". Punto primo: no alle violenze da qualsiasi parte arrivino, ma
Maduro non è il presidente legittimo.
Si el Gobierno italiano no
reconoce a Maduro y sí reconoce a la AN, ¿los ex diplomáticos nombrados por el
ex presidente Maduro no tienen más las credenciales para ser diplomáticos en
Italia? Se necesita declaración oficial al respecto.
Carlos Gullì
@cosmodelafuente
febbraio 09, 2019
Venezuela: Italia con Guaidó? Sarà decisiva la Lega.
Il Venezuela è al corrente! dire - l'Italia non riconosce Guaidó- non è completamente corretto, in realtá si dovrebbe dire "il governo italiano non riconosce Guaidó".
Il governo giallo-verde, infatti, si mantiene neutrale. Una neutralità voluta soprattutto dai pentastellati che parlano di "non ingerenza" in Venezuela. Molto strano visto la loro ingerenza nei fatti francesi. Salvini, invece, si dichiara contro Maduro e sostiene, senza mezzi termini, che Guaidó, per Costituzione è il Presidente, posizione che non viene mai concretizzata al momento di votare per chiedere una discussione in aula e una mozione pro Guaidò, o per lo meno estendere la possibilità di votare al Parlamento italiano.
Nell'incontro al Viminale, di lunedí 11 febbraio, ci sarà soltanto la Lega ad ascoltare la delegazione di Guaidó sul perché l'Italia (il governo) dovrebbe riconoscere Juan Guaidò.
Attenderemo le votazioni di martedì 12 Febbraio, "Familia Futura Communications" coprirà sia le votazioni che la conferenza stampa che si terrà nel pomeriggio.
Le previsioni sono difficili. Il M5S è irremovibile, ma i venezuelani sperano che Salvini concretizzi con un netto -sì- la sua posizione contro Maduro.
Il video che Antonio Ledezma per l'Italia
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Il video che Antonio Ledezma per l'Italia
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febbraio 04, 2019
Lettera aperta, Comunicato rivolto al governo italiano, da parte delle Associazioni italo-venezuelane in Italia
Roma 4 febbraio
2019
L’Associazione
“Familia futura”, le Associazioni italo-venezuelane aderenti che l’accompagnano,
l’Associazione VenEuropa e le persone tutte impegnate nella promozione dei
Diritti Umani e di coloro che si ritengono rappresentati da questo comunicato
aperto, a seguito dell’astensione da parte dell’Italia nelle votazioni del
Parlamento Europeo per la mozione di fiducia al Presidente del
Venezuela Juan Guaidó, nell’esprimere il nostro rammarico per
l’indifferenza dimostrata di fronte alla gravissima crisi politica e sociale
che ha colpito il Venezuela, dichiariamo quanto segue.
1)
Ci dissociamo, come comunità
italo-venezuelana sia residente in Italia che in Venezuela, dal rifiuto del
governo italiano di riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim del
Paese. Siamo altresì in completo disaccordo su quanto dichiarato
dal sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo secondo cui "la prudenza
del governo è dovuta al fatto che in Venezuela ci sono quasi due milioni di
persone di origine italiana e dobbiamo pensare anche a loro", poiché
il mancato riconoscimento di Guaidó, nega al popolo l’unica via d’uscita dal
regime che opprime il Venezuela. Ribadiamo che la sua legittimità è
prevista dalla Costituzione venezuelana, art. 233, in cui si stabilisce
che il vuoto di potere si deve colmare con incarico al Presidente
dell’Assemblea Nazionale. La posizione di Roma si delinea come un preoccupante
veicolo di permanenza al potere di Nicolás Maduro, ritenuto illegittimo da
quasi tutti i paesi del mondo per via delle fraudolente elezioni da lui
arbitrariamente anticipate con la compiacenza del CNE (Consejo Nacional
Electoral), elezioni a cui è stata ostacolata la partecipazione dei partiti
d’opposizione. Non aver riconosciuto Guaidó si traduce in un tentativo di
ossigenare la dittatura che ha messo il Venezuela in ginocchio dando vita alla
più grande diaspora degli ultimi tempi. Gli italiani residenti in
Venezuela, anch’essi vittime insieme alle loro famiglie del dramma economico in
cui versa il Paese, non sono stati interpellati.
2) Poiché da recenti sondaggi
oltre un 85% del popolo venezuelano, compresi quindi gli italiani residenti, si
è espresso contro Maduro, chiediamo che
l’Italia riconosca al più presto Juan Guaidó come legittimo presidente ad
interim del Venezuela in attesa che si possano indire democratiche e libere
elezioni previa riorganizzazione del CNE attualmente costituito da soli
militanti del regime.
3)
Segnaliamo, inoltre, che chiedere a
Maduro di indire elezioni significa non rispettare la Costituzione poiché per i
motivi esposti dal 10 di gennaio 2019 ha perso l’investitura di presidente del
Venezuela.
4)
Infine sottolineiamo che Juan Guaidó ha
prestato giuramento nel rispetto della Costituzione venezuelana per cui definire
l’assunzione dell’incarico riducendola ingiustamente a una “autoproclamazione”
è un errore grave, non in línea con la nostra Costituzione. Chiediamo alle
autorità istituzionali italiane di aderire alle decisioni dell’Unione Europea e
di contribuire al riconoscimento Costituzionale di Juan Guaidó come Presidente
ad interim.
Come scrivente del presente
comunicato stampa, come italo-venezuelano e presidente dell’Associazione
“Familia Futura” a nome mio e dei Presidenti delle Associazioni in seguito
elencate, nonché di quanti desiderino riconoscersi in esso, appongo la mia
firma.
Dott. Carlos Cosmo Gullì (cosmo de la fuente)
Associazioni
Firmatarie
-Familia
Futura (Torino) – Presidente Carlos Cosmo Gullì
-VenEuropa
(Bruxelles) – Presidente Patricia Betancourt
-Associazione
Latinoamericana ALI ONLUS (Pratola
Peligna, AQ) Presidente Edoardo Leombruni
-Insieme
per il Venezuela (Milano) Presidente
Mercedes Vásquez Antonioni
-Venezuela
Viva Onlus (Pavullo – Mo) Presidente Beatríz Arboresi;
Vicepresidente Odilia Sofia Quattrini
-Venezuela
in Piemonte - Presidente María Requena
-Venezuela:
La piccola Venezia - Presidente
Marinellys Tremamunno
-Comunità
italo-venezuelana del Veneto -
Presidente Lys Golia
-Orquidea
de Venezuela (Milano) – Presidente Lisette
Fernández
-Comunità
italo-venezuelana e amici del Venezuela (Roma) Presidente Isabella Olivieri
- Associazione Pensionati Venezuelani residenti in Italia - Presidente Sandra Bucci
- Venezuela Somos Todos @vstmundo - co-fondatrice e responsabile per l'Europa
Mercedes Vásquez Antonioni
- Centro ItaloVenezolano - (Corato, Bari) - Presidente Rosanna Agatino
- Venezuela in Toscana- Presidente Claudia Romero
- Venezuela Italia Mondo - Presidente Liz Omana
- Venezuelani in Lombardia - Presidente Lucilla Urbina
- Associazione Pensionati Venezuelani residenti in Italia - Presidente Sandra Bucci
- Venezuela Somos Todos @vstmundo - co-fondatrice e responsabile per l'Europa
Mercedes Vásquez Antonioni
- Centro ItaloVenezolano - (Corato, Bari) - Presidente Rosanna Agatino
- Venezuela in Toscana- Presidente Claudia Romero
- Venezuela Italia Mondo - Presidente Liz Omana
- Venezuelani in Lombardia - Presidente Lucilla Urbina
Giornalisti
italo-venezuelani in Italia
Marinellys
Tremamunno (Roma) Corrispondente del Vaticano
Carlos
Cosmo Gullì (Torino) Giornalista Addetto
Stampa di Torino e reporter di Here
italy Miami
Carlos
Omobono Giornalista Delegato Comitato
Credenziali/Milan Branch Foreing Press Club of Italia, Sezione Alta Italia.
Attivisti
Luisa
Ceccarelli (nata a Caracas e residente a Roma) attivista e traduttrice
Lorenzo
Cavallin (nato a Caracas e residente a
Vicenza)
Angela
Maria Stortini (nata a Caracas e residente a San Donà di Piave – Venezia)
Lisa
Maria Castro (nata a Maracaibo e residente a Firenze) ingeniero, activista y
artista
Velia Giannunzio (nata a Caracas, residente a Pescara)
Italiani a Caracas : il governo italiano non ha capito
Ogni volta che qualcuno si domanda come stiano gli italiani in Venezuela, bisognerebbe tener conto di quello che loro dicono. Sandro è uno de molti italiani che vivono a Caracas. Si stima che italiani e chi ha origini italiani siano almento un paio di milioni.
Come ha giustificato Ricardo Antonio Merlo, fondatore del Movimento Associativo Italiani All'estero e oggi Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale del Governo Conte.
Dichiara che la posizione del governo italiano sia quella giusta perché avrebbe deciso di non riconoscere il presidente Guaidó per proteggere gli italiani che risiedono in Venezuela.
Gli italiani residenti in Venezuela rispondono a tono al governo italiano, attraverso manifesti, comunicati stampa e discorsi pubblici. Se la prendono, giustamente, con i partiti di governo che si sono astenuti sulla mozione di fiducia a Guaidó del Parlamento europeo.
Italiani offesi, feriti e traditi da chi oggi sta al governo in Italia e probabilmente ha altri interessi che vanno molto oltre le necessità e l'emergenza degli italiani che in Venezuela ci vivono e chiedono a voce altra il riconoscimento di Guaidó,
Non possiamo mentire.
Lo scritto di Sandro ne è un esempio. Come lui la stragrande maggioranza degli italiani in Venezuela chiede Guaidó Presidente riconosciuto anche dall'Italia.
Ecco il suo scritto, semplice, vero, diretto.
Avrei voluto rispondere a
ciascuno dei vari post di fruitori di Facebook di coloro che sostengono il dittatore del Venezuela
Maduro magari non avendo mai messo piede in questo meraviglioso paese.
Il Venezuela non ha eguali
al mondo per ricchezze di ogni tipo. Minerarie, naturali, climatiche e via dicendo.
Il Venezuela è stato il primo Paese ad avere strutture stradali avveniristiche.
Le Università attiravano i migliori
docenti del mondo
Venezuela dei grandi artisti, grandi architetti del calibro di
Villanueva. Altissimo il numero dei laureati, preparatissimi che all’estero
brillavano per la loro bravura. Oggi questo Paese dalle infinite risorse è
riuscito, grazie all’attuale regime, a
conquistare un primato mondiale che non sarà mai battuto da nessuno: riuscire a
ridurre alla fame una buona parte della popolazione, far morire la gente a causa di malattie
curabilissime, per totale mancanza di
ogni tipo di medicine. In verità alcune si possono trovare al mercato nero ma
occorrono troppi soldi e per persone il cui reddito mensile, raramente, arriva a cinquanta dollar, diventa impossibile.
Il due di febbraio ho
marciato per le strade di Caracas allo
scopo di convincere il dittatore Maduro ad andarsene, per permetterci elezioni libere,
per chiedergli consentire l’ingresso di
aiuti umanitari che lui continua a rifiutare. Guaidò, invece, li farà entrare .
Soprattutto medicine. In Italia si dice che Guaidò si è autoproclamato Presidente, ma non è così.
La Costituzione venezuelana
aggiornata da Chávez che contiene tre
articoli per l’assemblea nazionale in casi di disconoscimento del Presidente, può nominarne uno provvisorio, fino a nuove elezioni. Guaido’ quindi non si è “autoproclamato”
presidente come l’informazione italiana continua a dire, lui ha giurato di
accettare l’incarico transitoriamente. Molto
spesso queste proteste anti governo sono state represse, ma questa volta,
sebbene fossimo milioni scesi in piazza in tutto il Venezuela, non son mai stati fermati da nessuna forza di
policia. Segno che anche loro si stanno rendendo conto. Tra le milioni di
bandiere Venezuelane il Tricolore che io sventolavo spiccava e non vi dico la
commozione. La gente mi fermava per abbracciarmi e baciarmi ringraziandomi e
però ricordandomi come il Venezuela abbia nel dopoguerra aperto le braccia a
tanti italiani. Qui si aspettavano un sostegno ben più deciso da parte dei
nostri governanti. Due milioni di perone, qui, hanno sangue come il nostro. Sostenete
questo popolo meraviglioso coraggiosissimo martoriato , eppure sempre capace di sorridere.
[Scritto autentico di Sandro Romersi]
febbraio 03, 2019
Manifestazione pro Maduro del 2 febbraio 2019 a Caracas, Venezuela
Anche ieri, 2 febbraio 2019, come spesso accade, la maggioranza dei #TGitaliani hanno mostrato immagini e video errati della manifestazione pro #Maduro a #Caracas e, come si sa, i regimi manipolano le evidenze allo scopo di confondere l'opinione pubblica nazionale e internazionale.
Nel video allegato vi sono due diverse riprese di venezuelani "sul posto" che possono aiutare a verificare quale fosse, in realtà, l'affluenza a questa debolissima manifestazione madurista.
Sarebbe opportuno rettificare.
[www.familiafutura.com] @cosmodelafuente #LaVerità
febbraio 02, 2019
Venezuela: Massiccio rifiuto di Nicolás Maduro in Venezuela (Sondaggio)
Venezuela: Massiccio rifiuto di Nicolás Maduro in Venezuela
(Sondaggio)
Indagine effettuata dalla Heron Consultores.
I venezuelani sono scesi a protestare in tutto el paese
chiedendo la caduta del ditattore. Il rifiuto è massiccio, senza precedenti, e
l’agenzia Heron Consultores ha realizzato un’indagine che con i seguenti dati.
L’81,9% degli intervistati riconoscono Guaidó come
presidente legittimo ad interim del Venezuela e appena il 13,4% continua ad
appoggiare il dittatore chavista. L’80,2% ha incolpato anche il CNE (organi che
si occupa delle elezioni in Venezuela) considerandolo corrotto e complice di
Maduro.
Luis Almagro, Segretario generale dell’O.S.A.
(Organizzazione Stati Americani) ha commentato quest’indagine così: “ I
venezuelano non scendono più a compromessi e dialoghi, utili solo a far
guadagnare tempo alla dittatura. Vogliono che l’usurpatore esca e chiedono
democrazia per votare liberamente”.
Carlos Gullì
@cosmodelafuente
familiafutura
L'Italia non riconosce Maduro, non riconosce Guaidó, ma vuole elezioni subito da un governo fantasma in Venezuela
L'Italia dice NO a Guaidó, per via dell'astensione del M5S, della Lega e di qualche deputato del PD, nelle votazioni di ieri 31 gennaio, del Parlamento Europeo per riconoscere Juan Guaidó come legittimo Presidente del Venezuela. Anche se l'Italia ha detto "NO", la mozione è stata approvata dall'Unione Europea con 439 voti a favorem 104 contrari e 88 astenuti.
Ma qualcuno tende ancora mettere un veto:
(via Il Tempo)"Il Venezuela di Juan Guaidò trova due ostacoli in Occidente per la propria legittimazione: Atene e Roma, che il presidente a interim del Paese latinoamericano vuole rassicurare: "Non finiremo come la Libia". Il giorno dopo la riunione dei ministri degli Esteri europei a Bucarest, emerge che l’unità tra i Ventotto in merito alla sorte di Nicolas Maduro è solo di facciata. Si è trattato, hanno riferito fonti all’agenzia France Presse, di una riunione "difficile" e "tesa", che ha costretto la cancellazione di altri punti dall’ordine del giorno e alla fine ha spinto un ministro a dire: "Non abbiamo una politica estera comune". Il topolino partorito dalla montagna dei Ventotto è stato il ’gruppo di contattò di Paesi europei e latinoamericani che "nell’arco di 90 giorni" lavorerà a una uscita dalla crisi attraverso nuove elezioni. Ne fanno parte, tra gli altri, l’Italia, la Francia, la Germania, il Regno Unito, la Spagna, l’Ecuador e la Bolivia. "Non significa che si voglia guadagnare tempo, ma di accompagnare il paese a elezioni libere", ha spiegato, secondo fonti di Afp, Federica Mogherini a chi - come Spagna, Francia, Germania e Regno Unito - ha già lanciato un ultimatum a Maduro che dovrebbe portare al riconoscimento di Guaidò lunedì prossimo se domenica non saranno annunciate elezioni presidenziali anticipate".
Cosmo de la Fuente, attraverso la sua pagina Facebook, ha fatto notare la contraddizione italiana in merito al riconoscimento del Presidente del Venezuela Juan Guaidò.
Un post che sta facendo discutere.
"Nota Stampa di Palazzo Chigi:
"L'Italia, in linea con la Dichiarazione adottata dall'Alto Rappresentante Ue a nome dei 28 Paesi membri il 26 gennaio, ribadisce la sua massima preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Venezuela". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, nella quale si ricorda che "l'Italia non ha mai riconosciuto le elezioni presidenziali tenutesi nel maggio 2018 e ribadisce la necessità di indire quanto prima nuove elezioni".
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Ricapitolando l'Italia non ha mai riconosciuto le elezioni presidenziali nel maggio 2018 per cui Maduro si è autoproclamato presidente.
Ieri, sempre l'Italia, non ha riconosciuto Guaidó come Presidente del Venezuela.
Palazzo Chigi a chi rivolgi, allora, questa richiesta se non hai riconosciuto nessuno dei due? " ha dichiarato Cosmo.
Marco Camerlengo
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Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino
LA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA HA ROTTO IL C**O
Negli ultimi anni la politicizzazione è diventata una mania invasiva. Tutto è politico, tutto è schierato, tutto deve dire da che parte st...
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