febbraio 26, 2019

Lettera aperta a Federica Mogherini: "Elezioni libere in Venezuela solo se cade Maduro"



Roma – Drammatica lettera aperta della comunità venezuelana in Italia a Federica Mogherini, alta rappresentante dell’Unione Europea per le Relazioni Estere e Politica della Sicurezza. L’uso della violenza, inflitta al popolo dalla polizia di Maduro e di quella di gruppi armati irregolari allo scopo di intimidire, colpire e in più di un’occasione uccidere civili inermi, «sono l’evidenza che in Venezuela - spiegano i rappresentanti venezuelani in Italia - non vi è alcuna possibilità di organizzare elezioni libere e democratiche».

Venezuela, Guaidó non chiede interventi militari. Cos'altro deve accadere per un'azione decisa?

Cosa accade in Venezuela?


I paesi del Gruppo di Lima hanno deciso di chiedere alla Corte Penale Internazionale (Cpi) e al Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu di intervenire con urgenza, in risposta alla «violenza criminale del regime di Nicolas Maduro contro la popolazione civile», per aver «negato il loro accesso all’assistenza internazionale, il che costituisce un crimine contro l'umanità». Lo si legge nella dichiarazione finale diffusa al termine della riunione del gruppo tenutasi ieri a Bogotà. Intanto si è registratp,  il passo indietro di Juan Guaidò, leader dell’opposizione in Venezuela e presidente autoproclamato. Guaidó, a differenza di quanto ci si sarebbe attesi, non ha proposto un intervento militare esterno né l'uso della forza per porre fine al governo dell'”usurpatore” Nicolas Maduro.
Cos’altro dobbiamo aspettare per intervenire e salvare il popolo del Venezuela? Il terrorismo di Maduro fa sul serio, reprimendo e uccidendo persone inermi. La popolazione indigena dei Pemones si sta dando alla fuga per la crudele mattanza per mano della polizia di regime.
In Italia che si dice? Il governo si  limita a condannare e a mantenere il suo atteggiamento tiepido di fronte a un dramma umanitario di tali dimensioni. Certo la passione dei Cinquestelle per la revolución non aiuta. Una rivoluzione che ha portato miseria, morte, crimini di lesa umanità e oggi è diventata genocidio.
Sono gravissimi gli ultimi omicidi a danno di civili, soprattutto nello stato di Bolívar dove autotrasportatori volontari sono stati colpiti.


febbraio 18, 2019

Moavero, Venezuela: "Maduro illegittimo". E i suoi diplomatici?





E' Scaduto il tempo di Maduro, l'Italia non riconosce la sua presidenza. Molti ci domandiamo, non sarà scaduto anche il tempo dei suoi diplomatici? Sarà giunta l'ora che tornino a casa? Lo abbiamo chiesto a un diplomatico venezuelano, ex rappresentante del Venezuela all'ONU, avvocato internazionalista, Isaías Medina.
Il dubbio resta, una domanda che bisogna fare al governo, ai politici e agli italiani. 
Gli ex diplomatici dell'ex governo di Maduro, mantengono incarico di rappresentaza e credenziali?

febbraio 16, 2019

Venezuela: intervento di Mara Carfagna del 12 febbraio


Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 124 di martedì 12 febbraio 2019
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO.
Intervento On Mara Carfagna

MARIA ROSARIA CARFAGNA (FI). Grazie, Presidente. Dico subito che trovo questo dibattito surreale: lo abbiamo chiesto noi, l'abbiamo voluto noi, ma io credo che noi non dovremmo essere qui, in quest'Aula, per sollecitare il Governo a prendere una posizione chiara sulla questione venezuelana. Ci siamo già vergognati abbastanza per come il Governo ha agito nei giorni scorsi; non vorremmo doverci vergognare ancora di più, per l'incapacità che questo Governo, come è evidente, manifesterà, di assumere una posizione chiara e nel fare una scelta di libertà.
Vede, Presidente, un Paese come il nostro, che aderisce ai valori di libertà, di democrazia, di tutela e salvaguardia dei diritti umani, che vuole svolgere un ruolo attivo e non rinunciatario, che è consapevole delle responsabilità che una grande nazione come la nostra deve svolgere, una nazione che offre da decenni, con orgoglio, il suo contributo in termini di energie diplomatiche e militari nelle operazioni di pace nel mondo, non avrebbe dubbi, quando si tratta di scegliere tra oppressione e libertà (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Un Paese così dovrebbe ben sapere che sulla politica estera si determinano le scelte di fondo di una nazione.
Ma qual è la politica estera di questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Quella di chi va a fare scampagnate in macchina fino a Strasburgo? O quella di chi va in un Paese amico e alleato per sostenere chi invoca, in quel Paese, la guerra civile e l'instaurazione di un regime militare? O ancora: è la politica estera di chi annuncia il ritiro delle truppe dall'Afghanistan, mettendo a repentaglio la sicurezza e l'incolumità dei nostri militari che difendono la democrazia e i diritti in quel Paese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Oppure la politica di chi sul Venezuela dice che Maduro è un delinquente, però poi impedisce all'Europa di parlare con una voce sola e schiera l'Italia dalla parte sbagliata della storia, con quei Paesi che proprio democratici non sono (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)?
Vede, Presidente, ho ricevuto in questi giorni alcune delle associazioni di italo-venezuelani, e sono rimasta turbata, colpita dai loro racconti, i racconti che mi hanno fatto con le lacrime agli occhi. Mi hanno spiegato il disastro che si sta verificando in Venezuela, che minaccia i loro beni, il frutto del loro lavoro, le loro famiglie, la loro salute, la loro stessa vita. Come si fa ad essere ipocriti o neutrali rispetto a tanta sofferenza (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Fratelli d'Italia)? Come si fa?
Non si può essere neutrali quando in un Paese è stato provocato un disastro umanitario che ha spinto letteralmente alla fuga oltre 3 milioni di persone, quando mancano le medicine, quando manca il cibo, quando la mortalità infantile è aumentata del 30 per cento. Non si può essere neutrali rispetto ad un Paese che ospita oltre 300 mila italiani e oltre 1 milione di discendenti di italiani. Non ci può essere neutralità tra oppressione e libertà, tra dittatura e democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). E non ci può essere neutralità italiana rispetto al Venezuela, perché in Venezuela c'è un pezzo di noi, c'è un pezzo di Italia, che soffre, che muore. Io mi auguro che qualcuno, in quest'Aula, abbia letto la storia – una tra tante – di Italo Carli, 58 anni, veneziano, figlio di veneziani, che è morto per una crisi diabetica perché nell'ospedale dov'era ricoverato mancava l'insulina. Abbiamo, come Paese, la responsabilità di occuparci del Venezuela, perché abbiamo la responsabilità di occuparci della libertà, dei diritti e della sicurezza dei nostri concittadini, ovunque essi si trovino nel mondo.

Nell'ultimo anno, tre quarti della popolazione venezuelana è dimagrita, in media, di 9 chili. Un terzo degli abitanti non arriva al secondo pasto al giorno. È ricomparsa la malaria. Come ho detto, la mortalità infantile è aumentata. Non c'è stata una guerra: c'è stata una dittatura, spietata, feroce, che si è autoriprodotta attraverso elezioni illegittime (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)! Possiamo essere neutrali rispetto a tutto questo? La neutralità del Governo italiano finisce per tradursi in un sostegno al regime di Maduro.
Sento che i nostri rappresentanti del Governo, per primo il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale che mi dispiace non vedere seduto tra i banchi del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), auspicano il ritorno alle urne dei venezuelani. Bene, siamo d'accordo, ma vogliamo smetterla di essere ipocriti e dirci che il vulnus democratico che in questi anni c'è stato in Venezuela non è stata l'assenza del voto ma il controllo autoritario del voto, delle modalità di voto e degli esiti del voto (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico). Siamo tutti a favore di un voto libero e democratico, ma la storia del suffragio universale ci insegna che la neutralità necessaria è quella di chi organizza e controlla le operazioni di voto. Se a organizzare e a controllare le operazioni di voto sarà Maduro, non ci sarà alcuna neutralità. Ecco perché la neutralità del Governo italiano, e a nulla vale la pantomima sul gruppo di contatto che ha preso un impegno generico in assenza delle parti coinvolte - che già Maduro ha rifiutato -, quindi è una pantomima quella del gruppo di contatto, e la neutralità del Governo italiano è a tutti gli effetti un sostegno a chi da anni sta affamando il Venezuela, a chi ha costretto milioni di cittadini alla fuga, a chi ha imprigionato oltre ottocento dissidenti politici, a chi ha lasciato morire decine e decine di persone nella repressione delle manifestazioni di piazza.
Davvero voi volete lasciare organizzare il voto libero e democratico a queste persone? Conosciamo purtroppo le ragioni che spingono alcuni Paesi a sostenere Maduro: c'è chi lo fa perché da anni acquista petrolio a prezzi agevolati dal Venezuela, c'è chi lo fa per ragioni ideologiche. Ma la posizione italiana oggettivamente non la si capisce, e nessuno, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, ha saputo spiegarla con argomenti convincenti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Non il Ministro, che, mi dispiace dirlo, ha elencato una serie di ovvietà nel corso della sua relazione e nel corso della sua replica. Capiamo l'imbarazzo del Ministro, per una scelta che stravolge la collocazione internazionale dell'Italia e rompe la tradizione italiana di solidarietà, non capiamo la posizione dei colleghi della Lega, da cui ci aspettiamo determinazione nel difendere i loro ideali, i loro valori, i loro principi, che noi condividiamo, e coerenza rispetto alle dichiarazioni che sono state fatte nelle ultime ore in televisione (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), perché è inutile - è inutile! - dire che Maduro è un Presidente abusivo se poi, davanti al popolo venezuelano, si agisce lavandosene le mani come Ponzio Pilato, che è passato alla storia come il simbolo della politica più opportunista e infingarda (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). È inutile dire che Maduro è un delinquente - è inutile! - se poi non capiamo con chi sta l'Italia. Con chi sta il Governo italiano? Con il popolo o con la dittatura? Colleghi, non regge più il gioco delle due parti in commedia, non ci sono due Governi, ce n'è uno soltanto (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico)! Sento parlare di un contratto, ma se questo contratto compromette la credibilità e l'affidabilità dell'Italia, se spinge l'Italia in recessione, se sfascia i conti pubblici, se c'è una delle due parti del contratto che ha più buonsenso, usi questo buonsenso prima che sia troppo tardi. Così come è inutile autoproclamarsi Governo del popolo se poi voltate le spalle alla richiesta del popolo venezuelano di libertà e di democrazia. Colleghi state con il popolo o con i dittatori? O state con il popolo soltanto quando sceglie i vostri amici e state contro il popolo quando sceglie chi a voi non piace, chi non è di vostro gradimento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Concludo, Presidente. Sogno che da quest'Aula parta un messaggio forte, univoco, non ipocrita, non ambiguo: un abbraccio al popolo venezuelano, un sostegno alla loro richiesta di elezioni libere da brogli, sopraffazioni e violenza.
Mi rivolgo a una delle leader più coraggiose dell'opposizione venezuelana, María Corina Machado (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico): la tua battaglia d'opposizione al regime trova in quest'Aula la sua voce. Mi rivolgo anche a Carlos Gullì, che ho avuto il piacere di conoscere nei giorni scorsi, rappresentante dei venezuelani in Italia: la tua testimonianza trova qui la sua voce e il suo spazio. Concludo, Presidente. Mi rivolgo a tutti gli italiani in Venezuela e a tutti i venezuelani che considerano il nostro Paese un Paese amico: c'è in Italia chi si batterà per voi. Se questo Governo ha deciso di comportarsi come Ponzio Pilato, ci sono forze responsabili e determinate che lo incalzeranno ogni giorno affinché cambi idea (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico - Congratulazioni).

Camera.it
https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0124&tipo=stenografico

febbraio 15, 2019

Vuoto diplomatico del Venezuela in Italia?



Vuoto diplomatico del Venezuela in Italia?

In base alla risoluzione del governo italiano esposta in Parlamento il 12 febbraio,  sebbene non si sia riconosciuto Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela, ma si è riconosciuta la legittimità dell’Assemblea Nazionale da lui presieduta, sottolineando che occorrono nuove elezioni dal momento che Nicolás Maduro non è più il Capo di Stato, la domanda sorge spontanea:  “esiste un vuoto diplomatico del Venezuela in Italia?” Non sarebbe logico che gli ex diplomatici, dell’ex governo di Maduro non abbiano più determinate credenziali in Italia?
Il Venezuela di fatto non è più rappresentato dagli ex diplomatici di Maduro. Una dichiarazione in merito si rende necessaria, anche da parte degli ex diplomatici che, dovrebbero perdere immediatamente le loro credenziali di rappresentanza diplomatica o per lo meno dissociarsi ufficialmente dall’ex governo di Maduro.
[Articolo aggiornato alle ore 12,46 del 12 febbraio 2019.
La linea, alla fine, la illustra al Senato il titolare della Farnesina, competente in materia. Il governo italiano "ritiene che le elezioni presidenziali dello scorso maggio in Venezuela non attribuiscono legittimità democratica a chi ne è uscito vincitore, cioè Nicolas Maduro", scandisce il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, in una comunicazione alla Camera sulla crisi in Venezuela. Per questo, "il governo italiano", spiega "chiede al più presto nuove elezioni presidenziali democratiche in Venezuela" perché "gli elettori venezuelani devono tornare padroni di scegliere chi li rappresenta e governa". Punto primo: no alle violenze da qualsiasi parte arrivino, ma Maduro non è il presidente legittimo.


Si el Gobierno italiano no reconoce a Maduro y sí reconoce a la AN, ¿los ex diplomáticos nombrados por el ex presidente Maduro no tienen más las credenciales para ser diplomáticos en Italia? Se necesita declaración oficial al respecto.


Carlos Gullì
@cosmodelafuente

febbraio 09, 2019

Venezuela: Italia con Guaidó? Sarà decisiva la Lega.

Il Venezuela è al corrente!  dire - l'Italia non riconosce Guaidó- non è completamente corretto, in realtá si dovrebbe dire "il governo italiano non riconosce Guaidó". 
Il governo giallo-verde, infatti, si mantiene neutrale. Una neutralità voluta soprattutto dai pentastellati che parlano di "non ingerenza" in Venezuela. Molto strano visto la loro ingerenza nei fatti francesi. Salvini, invece, si dichiara contro Maduro e sostiene, senza mezzi termini, che Guaidó, per Costituzione è il Presidente, posizione che non viene mai concretizzata al momento di votare per chiedere una discussione in aula e una mozione pro Guaidò, o per lo meno estendere la possibilità di votare al Parlamento italiano.
Nell'incontro al Viminale,  di lunedí 11 febbraio, ci sarà soltanto la Lega ad ascoltare la delegazione di Guaidó sul perché  l'Italia (il governo) dovrebbe riconoscere Juan Guaidò.
Attenderemo le votazioni di martedì 12 Febbraio, "Familia Futura Communications" coprirà sia le votazioni che la conferenza stampa che si terrà nel pomeriggio.
Le previsioni sono difficili. Il M5S è irremovibile, ma i venezuelani sperano che Salvini concretizzi con un netto -sì- la sua posizione contro Maduro. 
Il video che Antonio Ledezma per l'Italia
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febbraio 04, 2019

Lettera aperta, Comunicato rivolto al governo italiano, da parte delle Associazioni italo-venezuelane in Italia




Roma 4 febbraio 2019
L’Associazione “Familia futura”, le Associazioni italo-venezuelane aderenti che l’accompagnano, l’Associazione VenEuropa e le persone tutte impegnate nella promozione dei Diritti Umani e di coloro che si ritengono rappresentati da questo comunicato aperto, a seguito dell’astensione da parte dell’Italia nelle votazioni del Parlamento Europeo per la mozione di fiducia  al  Presidente del Venezuela Juan Guaidó, nell’esprimere il nostro rammarico  per l’indifferenza dimostrata di fronte alla gravissima crisi politica e sociale che ha colpito il Venezuela,  dichiariamo  quanto segue.
1)      Ci dissociamo, come comunità italo-venezuelana sia residente in Italia che in Venezuela, dal rifiuto del governo italiano di riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim del Paese.  Siamo altresì  in completo disaccordo su quanto dichiarato dal sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo secondo cui "la prudenza del governo è dovuta al fatto che in Venezuela ci sono quasi due milioni di persone di origine italiana e dobbiamo pensare anche a loro", poiché il mancato riconoscimento di Guaidó, nega al popolo l’unica via d’uscita dal regime che opprime il Venezuela.  Ribadiamo che la sua legittimità è prevista  dalla Costituzione venezuelana, art. 233, in cui si stabilisce che il  vuoto di potere si deve colmare con incarico al Presidente dell’Assemblea Nazionale. La posizione di Roma si delinea come un preoccupante veicolo di permanenza al potere di Nicolás Maduro, ritenuto illegittimo da quasi tutti i paesi del mondo per via delle fraudolente elezioni da lui arbitrariamente anticipate con la compiacenza del CNE (Consejo Nacional Electoral), elezioni a cui è stata ostacolata la partecipazione dei partiti d’opposizione. Non aver riconosciuto Guaidó si traduce in un tentativo di ossigenare la dittatura che ha messo il Venezuela in ginocchio dando vita alla più grande diaspora degli ultimi tempi.  Gli italiani residenti in Venezuela, anch’essi vittime insieme alle loro famiglie del dramma economico in cui versa il Paese, non sono stati interpellati.
2) Poiché da recenti sondaggi oltre un 85% del popolo venezuelano, compresi quindi gli italiani residenti, si è espresso contro Maduro,  chiediamo che l’Italia riconosca al più presto Juan Guaidó come legittimo presidente ad interim del Venezuela in attesa che si possano indire democratiche e libere elezioni previa riorganizzazione del CNE attualmente costituito da soli militanti del regime.
3)      Segnaliamo, inoltre, che chiedere a Maduro di indire elezioni significa non rispettare la Costituzione poiché per i motivi esposti dal 10 di gennaio 2019 ha perso l’investitura di presidente del Venezuela.
4)      Infine sottolineiamo che Juan Guaidó ha prestato giuramento nel rispetto della Costituzione venezuelana per cui definire l’assunzione dell’incarico riducendola ingiustamente a una “autoproclamazione” è un errore grave, non in línea con la nostra Costituzione. Chiediamo alle autorità istituzionali italiane di aderire alle decisioni dell’Unione Europea e di contribuire al riconoscimento Costituzionale di Juan Guaidó come Presidente ad interim.

Come scrivente del  presente comunicato stampa, come italo-venezuelano e presidente dell’Associazione “Familia Futura” a nome mio e dei Presidenti delle Associazioni in seguito elencate, nonché di quanti desiderino riconoscersi in esso, appongo la mia firma.
Dott. Carlos Cosmo Gullì (cosmo de la fuente)
Associazioni  Firmatarie
-Familia Futura (Torino) – Presidente Carlos Cosmo Gullì
-VenEuropa (Bruxelles) – Presidente Patricia Betancourt
-Associazione Latinoamericana  ALI ONLUS (Pratola Peligna, AQ) Presidente Edoardo Leombruni
-Insieme per il Venezuela  (Milano) Presidente Mercedes Vásquez Antonioni
-Venezuela Viva Onlus (Pavullo – Mo) Presidente Beatríz Arboresi;  
  Vicepresidente Odilia Sofia Quattrini
-Venezuela in Piemonte  - Presidente María Requena
-Venezuela: La piccola Venezia -  Presidente Marinellys Tremamunno
-Comunità italo-venezuelana del Veneto  - Presidente Lys Golia
-Orquidea de Venezuela  (Milano) – Presidente Lisette Fernández
-Comunità italo-venezuelana e amici del Venezuela (Roma) Presidente Isabella Olivieri
- Associazione Pensionati Venezuelani residenti in Italia - Presidente Sandra Bucci
- Venezuela Somos Todos @vstmundo - co-fondatrice e responsabile per l'Europa   
  Mercedes Vásquez Antonioni
- Centro ItaloVenezolano - (Corato, Bari) - Presidente Rosanna Agatino
- Venezuela in Toscana- Presidente Claudia Romero
- Venezuela Italia Mondo - Presidente Liz Omana
- Venezuelani in Lombardia - Presidente Lucilla Urbina
Giornalisti italo-venezuelani in Italia
Marinellys Tremamunno (Roma) Corrispondente del Vaticano
Carlos Cosmo Gullì (Torino)  Giornalista Addetto Stampa di Torino  e reporter di Here italy Miami
Carlos Omobono  Giornalista Delegato Comitato Credenziali/Milan Branch Foreing Press Club of Italia, Sezione Alta Italia.
Attivisti
Luisa Ceccarelli (nata a Caracas e residente a Roma) attivista e traduttrice
Lorenzo Cavallin   (nato a Caracas e residente a Vicenza)
Angela Maria Stortini (nata a Caracas e residente a San Donà di Piave – Venezia)
Lisa Maria Castro (nata a Maracaibo e residente a Firenze) ingeniero, activista y artista
Velia Giannunzio (nata a Caracas, residente a Pescara)

Italiani a Caracas : il governo italiano non ha capito



Ogni volta che qualcuno si domanda come stiano gli italiani in Venezuela, bisognerebbe tener conto di quello che loro dicono. Sandro è uno de molti italiani che vivono a Caracas. Si stima che italiani e chi ha origini italiani siano almento un paio di milioni. 
Come ha giustificato Ricardo Antonio Merlo, fondatore del Movimento Associativo Italiani All'estero e oggi Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale del Governo Conte.
Dichiara che la posizione del governo italiano sia quella giusta perché avrebbe deciso di non riconoscere il presidente Guaidó per proteggere gli italiani che risiedono in Venezuela. 
Gli italiani residenti in Venezuela rispondono a tono al governo italiano, attraverso manifesti, comunicati stampa e discorsi pubblici. Se la prendono, giustamente, con i partiti di governo che si sono astenuti sulla mozione di fiducia a Guaidó del Parlamento europeo. 
Italiani offesi, feriti e traditi da chi oggi sta al governo in Italia e probabilmente ha altri interessi che vanno molto oltre le necessità e l'emergenza degli italiani che in Venezuela ci vivono e chiedono a voce altra il riconoscimento di Guaidó,
Non possiamo mentire. 
Lo scritto di Sandro ne è un esempio. Come lui la stragrande maggioranza degli italiani in Venezuela chiede Guaidó Presidente riconosciuto anche dall'Italia. 
Ecco il suo scritto, semplice, vero, diretto.

Avrei voluto rispondere a ciascuno dei vari post di fruitori di Facebook di coloro  che sostengono il dittatore del Venezuela Maduro magari non avendo mai messo piede in questo meraviglioso paese.
Il Venezuela non ha eguali al mondo per ricchezze di ogni tipo. Minerarie, naturali, climatiche e via dicendo. Il Venezuela è stato il primo Paese ad avere strutture stradali avveniristiche.  Le Università attiravano i migliori docenti del mondo
Venezuela dei grandi  artisti, grandi architetti del calibro di Villanueva. Altissimo il numero dei laureati, preparatissimi che all’estero brillavano per la loro bravura. Oggi questo Paese dalle infinite risorse è riuscito,  grazie all’attuale regime, a conquistare un primato mondiale che non sarà mai battuto da nessuno: riuscire a ridurre alla fame una buona parte della popolazione,  far morire la gente a causa di malattie curabilissime,  per totale mancanza di ogni tipo di medicine. In verità alcune si possono trovare al mercato nero ma occorrono troppi soldi e per persone il cui reddito mensile, raramente,  arriva a cinquanta dollar, diventa impossibile.
Il due di febbraio ho marciato per le strade di Caracas  allo scopo di convincere il  dittatore Maduro  ad andarsene, per permetterci elezioni libere, per chiedergli  consentire l’ingresso di aiuti umanitari che lui continua a rifiutare. Guaidò, invece, li farà entrare . Soprattutto medicine. In Italia si dice che Guaidò si è autoproclamato  Presidente, ma non è così.
La Costituzione venezuelana aggiornata da Chávez  che contiene tre articoli per l’assemblea nazionale in casi di disconoscimento del Presidente,  può nominarne uno provvisorio,  fino a nuove elezioni.  Guaido’ quindi non si è “autoproclamato” presidente come l’informazione italiana continua a dire, lui ha giurato di accettare l’incarico transitoriamente.  Molto spesso queste proteste anti governo sono state represse, ma questa volta, sebbene fossimo milioni scesi in piazza in tutto il Venezuela,  non son mai stati fermati da nessuna forza di policia. Segno che anche loro si stanno rendendo conto. Tra le milioni di bandiere Venezuelane il Tricolore che io sventolavo spiccava e non vi dico la commozione. La gente mi fermava per abbracciarmi e baciarmi ringraziandomi e però ricordandomi come il Venezuela abbia nel dopoguerra aperto le braccia a tanti italiani. Qui si aspettavano un sostegno ben più deciso da parte dei nostri governanti. Due milioni di perone, qui, hanno sangue come il nostro. Sostenete questo popolo meraviglioso coraggiosissimo martoriato , eppure  sempre capace di sorridere.
[Scritto autentico di  Sandro Romersi]

febbraio 03, 2019

Manifestazione pro Maduro del 2 febbraio 2019 a Caracas, Venezuela




Anche ieri, 2 febbraio 2019, come spesso accade, la maggioranza dei #TGitaliani hanno mostrato immagini e video errati della manifestazione pro #Maduro a #Caracas e, come si sa, i regimi manipolano le evidenze allo scopo di confondere l'opinione pubblica nazionale e internazionale.
Nel video allegato vi sono due diverse riprese di venezuelani "sul posto" che possono aiutare a verificare quale fosse, in realtà, l'affluenza a questa debolissima manifestazione madurista. 
Sarebbe opportuno rettificare.
[www.familiafutura.com] @cosmodelafuente #LaVerità

febbraio 02, 2019

Venezuela: Massiccio rifiuto di Nicolás Maduro in Venezuela (Sondaggio)




Venezuela: Massiccio rifiuto di Nicolás Maduro in Venezuela (Sondaggio)
Indagine effettuata dalla Heron Consultores.
I venezuelani sono scesi a protestare in tutto el paese chiedendo la caduta del ditattore. Il rifiuto è massiccio, senza precedenti, e l’agenzia Heron Consultores ha realizzato un’indagine che con i seguenti dati.
L’81,9% degli intervistati riconoscono Guaidó come presidente legittimo ad interim del Venezuela e appena il 13,4% continua ad appoggiare il dittatore chavista. L’80,2% ha incolpato anche il CNE (organi che si occupa delle elezioni in Venezuela) considerandolo corrotto e complice di Maduro.
Luis Almagro, Segretario generale dell’O.S.A. (Organizzazione Stati Americani) ha commentato quest’indagine così: “ I venezuelano non scendono più a compromessi e dialoghi, utili solo a far guadagnare tempo alla dittatura. Vogliono che l’usurpatore esca e chiedono democrazia per votare liberamente”.


Carlos Gullì
@cosmodelafuente
familiafutura

L'Italia non riconosce Maduro, non riconosce Guaidó, ma vuole elezioni subito da un governo fantasma in Venezuela







L'Italia dice NO a Guaidó, per via dell'astensione del  M5S, della Lega e di qualche deputato del PD,  nelle votazioni di ieri 31 gennaio, del Parlamento Europeo per riconoscere Juan Guaidó come legittimo Presidente del Venezuela. Anche se l'Italia ha detto "NO", la mozione è stata approvata dall'Unione Europea con 439 voti a favorem 104 contrari e 88 astenuti.
Ma qualcuno tende ancora mettere un veto:
(via Il Tempo)"Il Venezuela di Juan Guaidò trova due ostacoli in Occidente per la propria legittimazione: Atene e Roma, che il presidente a interim del Paese latinoamericano vuole rassicurare: "Non finiremo come la Libia". Il giorno dopo la riunione dei ministri degli Esteri europei a Bucarest, emerge che l’unità tra i Ventotto in merito alla sorte di Nicolas Maduro è solo di facciata. Si è trattato, hanno riferito fonti all’agenzia France Presse, di una riunione "difficile" e "tesa", che ha costretto la cancellazione di altri punti dall’ordine del giorno e alla fine ha spinto un ministro a dire: "Non abbiamo una politica estera comune". Il topolino partorito dalla montagna dei Ventotto è stato il ’gruppo di contattò di Paesi europei e latinoamericani che "nell’arco di 90 giorni" lavorerà a una uscita dalla crisi attraverso nuove elezioni. Ne fanno parte, tra gli altri, l’Italia, la Francia, la Germania, il Regno Unito, la Spagna, l’Ecuador e la Bolivia. "Non significa che si voglia guadagnare tempo, ma di accompagnare il paese a elezioni libere", ha spiegato, secondo fonti di Afp, Federica Mogherini a chi - come Spagna, Francia, Germania e Regno Unito - ha già lanciato un ultimatum a Maduro che dovrebbe portare al riconoscimento di Guaidò lunedì prossimo se domenica non saranno annunciate elezioni presidenziali anticipate".
Cosmo de la Fuente, attraverso la sua pagina Facebook, ha fatto notare la contraddizione italiana in merito al riconoscimento del Presidente del Venezuela Juan Guaidò
Un post che sta facendo discutere.
"Nota Stampa di Palazzo Chigi:

"L'Italia, in linea con la Dichiarazione adottata dall'Alto Rappresentante Ue a nome dei 28 Paesi membri il 26 gennaio, ribadisce la sua massima preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Venezuela". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, nella quale si ricorda che "l'Italia non ha mai riconosciuto le elezioni presidenziali tenutesi nel maggio 2018 e ribadisce la necessità di indire quanto prima nuove elezioni".
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Ricapitolando l'Italia non ha mai riconosciuto le elezioni presidenziali nel maggio 2018 per cui Maduro si è autoproclamato presidente. 
Ieri, sempre l'Italia, non ha riconosciuto Guaidó come Presidente del Venezuela. 
Palazzo Chigi a chi rivolgi, allora, questa richiesta se non hai riconosciuto nessuno dei due? " ha dichiarato Cosmo.



Marco Camerlengo
familiafutura

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

LA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA HA ROTTO IL C**O

  Negli ultimi anni la politicizzazione è diventata una mania invasiva. Tutto è politico, tutto è schierato, tutto deve dire da che parte st...