luglio 07, 2007

Il Venezuela, poco per volta muore


La gente rifiuta la dittatura di Chavez. Ora pretende che le donne non possano nemmeno tingersi i capelli o usare i pannolini igienici, roba da non credere. Nemmeno la dittatura di Saddam Hussein è mai arrivata a tanto. L'opera d'ignorantizzazione prosegue e chi può scappa. Il fatto che i venezuelani siano al secondo posto, in numero, tra gli stranieri a Miami, è veramente preoccupante. Primi i cubani e secondi i venezuelani. Finalmente liberi dalla schiavitù chavista ma sofferenti per non essere nel loro paese natale. Fino a che punto si potrà sopportare?
Il 5 di luglio il Venezuela ha festeggiato la sua indipendenza, speriamo che non a lungo possa festeggiare anche il giorno de la libertad.


luglio 06, 2007

Cesare Lanza è sempre un 'BIG'



Non lo faccio di solito, almeno per quanto riguarda la letteratura.
Per Cesare Lanza il discorso cambia... è un fuori classe.
Cosmo de La Fuente


MERCOLEDI’ 20 GIUGNO IN TUTTE LE LIBRERIE Cesare Lanza
IL LANZACHENECCO
Aliberti editore
Un grande affresco dell’Italia mediatica di oggi

Ricordi, rimorsi, aneddoti, battute, rivelazioni, retroscena. Ritratti inediti, a volte feroci altre volte teneramente partecipi, di un paio di centinaia di personaggi dell’Italia che conta e di qualche furbetto catodico. Cesare Lanza è maestro nell’agire di fioretto: finge di essere a un party fra amici, dove si possono raccontare in allegria storie innocue e innocenti condite appena da qualche pettegolezzo; poi, all’improvviso, infila una frase demolente, un ricordo devastante, un identikit da brigante. Nemico della diplomazia, innamorato del suo celebre caratteraccio, il Lanzachenecco gode nell’essere se stesso, nel bene e nel male: un uomo capace di dolcezze da gentiluomo del Sud (soprattutto con le sue infinite donne) ma anche di intingere i tasti del computer nel curaro e uccidere in una riga una persona (vedi Darwin Pastorin). L’uomo più odiato della televisione, considerato il responsabile della tv-spazzatura, non si fa problemi nell’incartare le sue vittime in frasi crudelissime (leggere, per cominciare, i ritratti di Lucia Annunziata, dell’ex-presidente della Rai Baldassarre o di Massimo Giletti). Ma il Lanzachenecco non è solo cappa e spada. Qui si trovano anche bellissime interviste a Donato Bilancia, Lorena Bobbitt, Monica Lewinsky e a tutte, ma proprio tutte, le icone erotiche del nostro piccolo e grande schermo. Riportiamo alcuni brani del libro:
LUCIA ANNUNZIATA
Conosco poco questa brava giornalista che definirei muscolare: certo entusiasta, passionale, sanguigna, forse istintiva, secondo i giudizi che di lei mi diedero alcuni amici, suoi ex direttori. Mi è rimasto impresso ciò che gli amici comuni mi dissero: al debutto nella carta stampata, i pezzi di Annunziata dovevano essere ampiamente rivisti per, diciamo così, le imperfezioni linguistiche e di stile… Ma i contenuti erano coinvolgenti per la febbre civile e politica che lei inseriva nelle sue corrispondenze. I successivi, notevoli miglioramenti – almeno sul piano stilistico – sono la dimostrazione della forte volontà che Annunziata mette nel suo lavoro.
MANUELA ARCURI
Allegra, carnale, desiderosa di vivere, pronta a scherzare. Coccolosa. Affascinata dal senso dell’umorismo. Una «che se ama non si fa pregare». Manuela non solo è una perfetta bellezza, una statua vivente e pensante, ma ha anche una istintiva, direi selvaggia, naturale, animalesca malizia – che esprime, più o meno consapevolmente, in vari modi. Un equilibrio straordinario tra dolcezza e sensualità. Seduzione allo stato puro, da Guinness dei primati. Le poche volte (ahimé!) che ci siamo incrociati ne sono rimasto folgorato… Mi piace, e trovo erotico, provocante, perfino il criticatissimo accento della sua voce. Se trovasse sulla sua strada un pigmalione, un suo personale Billy Wilder, diventerebbe una star di importanza mondiale.S
ILVIO BERLUSCONI
Penso che Berlusconi potrebbe essere un leggendario giocatore di poker. Perché una delle mosse fondamentali è il rilancio: la mossa regina che spiazza gli avversari. Nel ’94, con un imprevedibile e strepitoso colpo di scena (organizzare in quattro e quattr’otto la sua candidatura, vincente, a decisive elezioni politiche) il Cavaliere riuscì a sventare insidie mortali. L’ho scritto tante volte, e credo di intendermene un po’, considerando la mia nota passione per le carte: davvero una mossa da campione del mondo, a poker. Ma attenzione: Berlusconi non gioca a carte e tanto meno a poker. Anzi, una volta mi fece una confidenza: disse che la voglia di misurarsi in questi giochi la perse subito, da ragazzo, quando, a passeggio con la fidanzatina del momento, rimediò una pessima figura, perdendo i pochi soldi che aveva in tasca. Ingenuamente, si era lasciato mettere in mezzo da quei truffatori che fanno per strada il gioco delle tre carte, noto come “carta vince, carta perde”. Giurò che non avrebbe mai più preso le carte in mano, e così è stato. Nella vita però, nel lavoro e in politica, nel calcolare e saper rischiare è il campione di razza, adorato e odiato, che tutti conoscono: nell’apparente temerarietà dei comportamenti, nelle sfide impossibili, nel coraggio indispensabile per rilanciare e nella prudenza al momento di passare mano. E finora, al Governo o anche tenacemente all’opposizione (di cui nessuno lo considerava capace) l’ha sempre spuntata. Puntualmente, come tante altre volte, quando sembra in difficoltà: molestato com’è da presunti amici e alleati e tormentato da nemici e antagonisti. Quando lo danno per spacciato, mi sentirei sempre – ripeto, da giocatore – di scommettere che il Cavaliere troverà un colpo d’ingegno o di astuzia per ribaltare il tavolo. E la mia non è una valutazione politica. È l’analisi di un personaggio che ho conosciuto bene (anch’io, confesso, sottovalutandolo) quando era semplicemente il re di Milano 2. E uno così, credetemi, potrà fermarlo, forse, solo il Padreterno. Non a caso ho scritto forse: perché, anche di fronte al Padreterno, e si è già visto, il pronostico non è affatto scontato.
MAURIZIO COSTANZO
Maurizio è un mito della televisione: adoro la sua ironia e la quasi totale dedizione alla lettura e al lavoro. Mi dispiace che le nostre strade non si siano mai incontrate, ho stima e amicizia per lui. Credo che la simpatia sia ricambiata, ce la dimostriamo affettuo- samente quando ci incontriamo. Maurizio è un maestro della comunicazione, della divulgazione e dell’intrattenimento: in particolare la mia ammirazione, come giornalista appartenente alla sua generazione (Maurizio è di pochi anni più anziano), è incentrata sul rispetto, sul riconoscimento che fu tra i primi a capire l’importanza dirompente della televisione.
MARINA RIPA DI MEANA
Adorabile rompiscatole controcorrente. Libera di mente, non solo non ha mai paura di dire ciò che pensa, ma sfida anche le inopportunità dei momenti scelti per dire o fare qualsiasi cosa. Le donne mi piacciono tanto – tantissimo – soprattutto perché, a differenza degli uomini, riescono a sorprenderti, quasi sempre. È difficile, quasi impossibile annoiarsi (c’è male peggiore della noia, nella vita?) con una vera donna. E c’è una donna imprevedibile, più della altre? Sì: è Marina Ripa di Meana. Non scrivo nulla perché, qui sopra, meravigliosamente l’ha descritta l’uomo che meglio di tutti l’ha conosciuta, Carlo Ripa. Aggiungo solo che, a mio discutibile ma non del tutto trascurabile parere, Marina è stata la donna più bella degli anni Sessanta-Settanta. Nelle infinite kermesse tv (la Contessa è molto ambita perché dà una forte mano agli ascolti) vi sarete fatti, più o meno, questa idea: è una signora aggressiva, prepotente, arrogante. O no? Ebbene, no, non è così: Marina è una rarità. Quando Carlo dice: «Capii ben presto che una donna così o la si lascia o la si prende com’è, senza illudersi di cambiarla. E io l’ho presa» sarebbe facile ironizzare, insinuando il dubbio: fortunato o disgraziato? Comunque sia, Carlo ha avuto dal destino un valore inestimabile: con Marina non non si è annoiato mai.Cesare Lanza, giornalista, scrittore e autore televisivo per Rai e Mediaste, due mogli e cinque figli, è nato a Cosenza e abita a Roma. Ha diretto, tra gli altri, “Il Secolo XIX”, “Il Corriere d’Informazione”, “Contro”, “Il Lavoro” e “La Notte”. Nel maggio 2007 ha fondato una rivista di attualità e cultura, “L’attimo fuggente”. Ha pubblicato alcuni romanzi: dal più noto, Nenè, è stato tratto un film di Salvatore Saperi. Vive con tre cani, è goloso, curioso, appassionato di poker e chemin de fer, bibliofilo, collezionista di cartoline, carte e menu. Si definisce “un liberale assoluto”.

Una laguna blu per Gabriel...un venezolano de verdad



Un venezuelano da urlo, ne sono convinte le ragazze di Familia Futura, cosa ne pensate?
Intanto ringraziamo allo staff di Laguna Blu per averci fornito la biografia di questo fusto latino. Aspettiamo anche un messaggio da Gabriel, per il sito più venezuelano che c’è!
Gabriel è venezuelano e ha 22 anni (Segno Zodiacale: Pesci).
La sua carriera di modello inizia pochi anni fa.
Prima soprattutto Gabriel è uno sportivo. Nel suo paese il baseball è popolare quanto da noi il calcio e mentre gioca in una piccola squadra viene notato e ingaggiato per giocare “seriamente” negli Stati Uniti.
All’età di 16 anni è a Fort Lauderdale (Florida), dove gioca nella divisione giovanile. Poi è la volta di Montréal in Canada dove la sua carriera diventa sempre più solida; fino a quando ha un incidente alla spalla che lo blocca per un bel po’.
A questo punto torna in Venezuela dove decide di iniziare l’università e mollare con il baseball.
Si iscrive ad una facoltà di laurea in Comunicazione: gli piace, ma fa anche altro.
Un giorno suo cugino lo invita alle selezioni per il Grande Hermano (Grande Fratello in Venezuela). Il cugino viene scartato, ma Gabriel è immediatamente incluso nel cast.
Dopo tre mesi nella casa vince l’edizione del 2003 e quando esce inizia un periodo frenetico.
Tutti i giornali e le trasmissioni televisive lo vogliono. La gente lo aspetta sotto casa e il pubblico non gli lascia tregua.
Un’agenzia di modelli di Caracas lo nota e lo recluta. Questa agenzia è parte del gruppo Major. Gabriel parte per Milano per avere un po’ di tranquillità.
Un mese dopo il suo arrivo viene confermato per la campagna Armani Jeans e poi inizia a lavorare tantissimo.
Seguono le campagne di Gai Mattiolo, 40 Weft, John Casablancas perfume, Diesel, Energie, Oroblu, etc....
Alla prima pausa dal lavoro torna in Venezuela a trovare la famiglia e trova all’aeroporto 400 persone con la sua faccia sulla maglietta.
Quando torna a Milano è la volta delle sfilate: Emporio Armani, Giorgio Armani, Rocco Barocco, GFF, Ferré, Pignatelli, Versace, tra le altre. Poi arrivano i giornali: GQ, Uomo Vogue, Uomo Collezioni, Men’s health, Vogue.
Poi gli spot tv. Ora è in tv con lo spot di Angel/Devil (http://www.angeldevil.it), ma ne ha fatti moltissimi, soprattutto per l’estero.
In queste settimane è protagonista del programma “Laguna Blu” (regia di Algerino Marroncelli): si trata di un docu-reality di viaggio girato insieme a Valeria Monetti proprio in Venezuela, in onda tutti i giorni sul canale tv Marcopolo (Sky 414).

Ma se vuoi saperne di più sul Venezuela, tutto veramente, entra subito nella pagina di Facebook:
https://www.facebook.com/pages/Hola-Italia-Venezuela-in-Italia-con-Cosmo/766403163378017?fref=ts 

Cosmo de La Fuente
Media Contact staff

Bellissima Ainette Stephens



Hola mi amor, eres la mas preciosa de las venezolanas, me dicen que estas en Miami pero te espero en Venezuela
Diego

Ciao Ainette, vorrei tanto conoscerti, mi eccita la tua pelle, il tuo sorriso e la tua simpatia. A casa siamo tutti con te
Francesco e Giovanni


Come ti trovi in Italia?
Dicono che le venezuelane sono belle ma credo che tu sia proprio la migliore.
Un bacione
Elvira

giugno 30, 2007

La corsa agli armamenti di Chavez e un saluto da Miami

Un saludo para todos de parte di Cosmo de La Fuente y da tutta la redazione di Familia Futura che, per questa settimana, si e' trasferita a Miami per la convention informazione sul Venezuela. Dalla fine della prossima settimana torneranno le fotografie nel blogpress e tante novita' da non perdere. Continuate a scriverci, dal 6 di luglio un sacco di cose nuove.
L'appuntamento con el domingo con Carol e' spostato a domenica 8 di Luglio, con tutte le vostre lettere.
Magari ci fosse anche lei qui a Miami, l'ambiente e' molto venezuelano.
Vi lascio con un pezzo dell'amico David Puente.

Chavez e la corsa agli armamenti


Dal famoso discorso di Chavez all’Onu: “il sogno di quella pace mondiale”.
Il sogno di una pace mondiale rimane un sogno, una balla degna del miglior pinocchio.
Nel Luglio 2006 venne stipulato un contratto con la Russia di Putin per 24 caccia Sukhoi SU-30 (1,5 miliardi), 53 elicotteri vari di tipo Mil-Mi (circa 200 milioni di dollari), Kalashnikov, sistemi antiaerei Top-M1, pattugliatori navali e si dice pure un sottomarino classe Amur. Il tutto per un totale di 3,5 miliardi di dollari.Un’altro contratto siglato da Mosca con Caracas prevede la costruzione in Venezuela di una fabbrica di mitra AK-103, armi che poi saranno vendute nel continente latino.
In questi giorni il presidente Chavez è in visita al Parlamento russo, per poi dirigersi in Biellorussia e Iran (ottimi esempi di paesi “democratici”). Ma le sue non sono visite di piacere, o di sola propaganda politica… sono giornate dedicate allo shopping: di armamenti!
Di fatti Chavez vuole perfezionare con Mosca l’accordo per l’acquisto di 5 sottomarini Amur 677 di ultima generazione, per una spesa totale di ben 600 milioni di dollari (ma si dice sia solo la prima di una lunga serie di spese).
La scusa presentata dal Governo Bolivariano è quella di voler proteggere i ghiacimenti petroliferi marini, ma sarebbe una spesa comunque spropositata, quando invece si potrebbero spendere quei soldi per finire di ricostruire la Guaira e aiutare seriamente le zone povere di Caracas e dintorni, giusto per citare qualche esempio. Se andate in Venezuela e guardate dal finestrino dell’aereo verso la costa potrete ammirare una delle zone più povere del paese, oltre che tra le più pericolose (Caracas detiene veri e propri record di criminalità).
Chavez potrà fare quante missioni vuole e promuoverle nelle sue televisioni, ma spende somme spropositate per i suoi interessi politici senza aiutare realmente e con energia la cittadinanza povera del paese, oltre che combattere la criminalità che danneggia le famiglie venezuelane (per non parlare dell’aumento di consumo di droga tra i giovani). Lo dice anche Julio Borges, leader del partito venezuelano Primero Justicia: “como es posible que en un país, donde matan a 46 personas usted - rivolto a Chavez - se vaya a un viaje a Rusia, a Bielorrusia, a Irán, para seguir comprando juguetes militares, submarinos, misiles antiaéreos, y demás equipos, en lugar de combatir, en Venezuela y con el dinero de los venezolanos, la delincuencia que tanto afecta a las familias de nuestros compatriotas”.
Pubblico una serie di slide dove vengono descritti i regali fatti dal Venezuela ai paesi stranieri (tra cui gli USA), soldi spesi con i soldi dei venezuelani senza prima pensare ai venezuelani stessi:

giugno 28, 2007

La cucina dei caraibi e un saluto da miami

Inzaghi e messa squadra del Milan a passeggio per Lincoln Ave. Miami Beach, nessuno che abbia voglia di farsi fotografare ma tutti contenti di essere in vacanza dove nessuno li conosce (o quasi). Al rientro dalla Big Mango ci saranno bei racconti per tutti.
Aida Yespica spaventatissima non si fa vedere in giro. Poverina! Strano che non vada in Venezuela e opti sempre per Miami. Godetevi questa ricetta alternativa.
A presto con nuove ed entusiasmanti sorprese.

CUCINA
Insalata di melanzane con mandorle e menta
Che piacere le insalate di melanzane, questo magnifico frutto della natura, che mi ricorda la ‘donna’ e che trova impiego in mille modi diversi.
Procuratevi mandorle e datteri, il risultato sarà molto originale e creativo, un antipasto da mille e una notte.

Ingredienti:
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 Melanzana tagliata a pezzetti
½ cipolla (pelata e tagliata a pezzetti)
2 peperoni rossi (pezzetti)
1 calabacin (sempre tagliato in piccoli quadretti)
1 cucchiaio di aceto balsamico
1 cucchiaio grande di concentrato di pomodoro
un pizzico di zucchero e di sale
peperoncino rosso piccante
pepe nero
½ tazza di mandorle rotte
½ tazza di datteri freschi e tagliuzzati
1 cucchiaio di buccia di limone grattugiata
3 cucchiai di menta fresca sminuzzata

PREPARAZIONE
Scaldare un po’ di olio in una padella, friggere i cubetti di melanzana finchè avranno assunto un colore dorato. Ritirare dal fuoco e conservare, poi, scaldare ancora un po’ di olio a fuoco medio alto. Aggiungere la cipolla, saltandola finchè diventa trasparente. Aggiungere peperone e calabacin, cucinare per 5 minuti. Aggiungere la melanzana, l’aceto, il concentrato, zucchero, sale e pepe. Una spolverata di comino in polvere e di peperoncino. Togliere dal fuoco e farlo raffreddare. Scaldare l’olio che è rimasto a fuoco medio. Friggere le mandorle e farle dorare. Aggiungre i datteri portandoli, quasi, a caramellizzare (passatemi il termine), circa 4 minuti. Lasciar raffreddare, aggiungere il limone. Mischiare le verdure, mandorle e menta in un recipiente e servire. Se a prepararlo è una donna, dovrebbe aggiungerci qualcosa che ricordi il suo modo di essere, come un profumo particolare o un gusto di cui ha parlato spesso. Non si può nascondere che la melanzana, proprio come la banana, è un simbolo fallico, rappresenta l’organo genitale femminile per i paesi del Caribe, altro che la patata. Cosa farebbe un uomo per una bella melanzana condita al punto giusto?
Cosmo de La Fuente
www.familiafutura.blogspot.com

giugno 25, 2007

Pinocchio news: in Venezuela vige la democrazia


David Puente di IDV (Italia dei Valori) scrive:

Una troupe televisiva peruviana, che si trovava a Caracas per
documentare l’oscuramento del canale televisivo RCTV, ci permette di
vedere cosa realmente è accaduto! La polizia, oltre a minacciare i
reporter stranieri, ha cercato di rubare loro la telecamera, e non
riuscendoci non hanno esistato a sparare, ferendo la giornalista Anuska

Buenaluque <http://www.larepublica.com.pe/content/view/159294/36/>
e il cameraman Michel Paredes.
Il tutto è stato trasmesso da América Televisión
<http://www.americatv.com.pe/> nel programma “CU4RTO PODER
<http://www.americatv.com.pe/cuartopoder/reportajes.asp?id_reportaje=46&p=1>”
(”Quarto potere”), facendo notare ai telespettatori (cosi come ai
clienti di un bar di Caracas) che le televisioni venezuelane non sono
libere affatto! Tutte tranne Globovision, l’unico canale privato che ha
trasmesso i disordini e le sparatorie della polizia contro i
manifestanti, mentre gli altri canali (come TVes, il nuovo canale
socialista del Governo che ha preso le frequenze di RCTV) trasmettevano
telenovelas o addirittura i discorsi del presidente Hugo Chavez. Dov’è
la vera informazione?
Gli agenti della Guardia Nacional e della Polizia Metropolitana non
hanno esistato a lanciare gas lacrimogeni e a sparare pallottole di
plastica contro i manifestanti con l’intento di disperderli, ferendo
purtroppo centinaia di persone. I più incoscienti, per lo più studenti,

hanno continuato a protestare dalla mattina alla sera per per un futuro

dove la libertà d’espressione sia tutelata, il tutto mentre i media
controllati dal Governo prendevano le adeguate misure di censura
preventiva.

Pedro Carreño, Ministro degli Interni, ha definito le proteste come
parte di una campagna con l’unico obiettivo di destabilizzare lo Stato
del Venezuela. Qualsiasi atto che va contro il Governo è chiaramente
definito con il termine di “golpista”, quando a comandare il paese è
proprio un golpista.

Ecco i video di “QU4RTO PODER”:

quarto.jpg <http://www.youtube.com/watch?v=QPfpyalVTjs> quarto2.jpg
<http://www.youtube.com/watch?v=rBxlrL2cOJA&mode=related&search=>

_David Puente


Il Venezuela di Chavez
Cerchi lavoro? Iscriviti al partito di Chavez, sennò gira al largo.

Cosa ne pensereste se improvvisamente su ‘La Repubblica’ apparisse un annuncio economico di questo tenore: ‘ Azienda multinazionale ricerca n. 1 impiegato tecnico. Requisiti: che conosca a memoria il progetto elettorale di Forza Italia e che sia disposto a promuoverne il credo’.
Qualcosa di così grave accade in Venezuela.
Chi vuol ottenere lavoro deve dimostrare di avere una formazione teorica sui concetti del socialismo e appoggiare apertamente il processo rivoluzionario del governo. David Puente, venezuelano che vive in Italia e milita nel partito di Italia dei Valori, mi ha fornito un ritaglio di giornale venezuelano che io propongo alla vostra attenzione per provare quanto sto dicendo.
Vi piacerebbe che succedesse in Italia? In Venezuela la meritocrazia non importa più a nessuno, conta solo il credo politico. Il governo del Venezuela è sulla buona strada per arrivare alla dittatura assoluta, quella che non tutela tutti i cittadini.
Siete ancora convinti che Chavez e l’attuale governo di Caracas siano da prendere ad esempio?


In Venezuela si uccide la libertà
http://www.caserta24ore.org/?p=1073&print=1




Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il mistero del manifesto "desnudo": svelato il segreto dell'originale Cosmo di Torino che c'è da sempre (attore, cantante e attivista)

  Tutto è iniziato come un colpo mediatico senza precedenti, un mistero urbano che ha letteralmente stregato e fatto impazzire il Piemonte. ...