aprile 11, 2026

OLTRE IL RECINTO DEL FANATISMO: LA RESISTENZA NECESSARIA DEI RAPPORTI UMANI – Cosmo de la Fuente

 

Tra il bisogno di sicurezze e il rischio del fanatismo: perché oggi difendere le proprie idee sta diventando una prigione che ci impedisce di ascoltare. 

di Cosmo de la fuente

Succede parlando di politica, ma non si ferma certo lì... questo atteggiamento spazia in ogni angolo della nostra esistenza: dai temi etici alla religione, dalla salute fino alle passioni più terrene. Accade nelle migliori famiglie, tra amici, tra colleghi di lavoro, negli affetti più cari e nel segreto dei nostri pensieri. C’è un sollievo quasi fisico quando incontriamo qualcuno che la pensa esattamente come noi. Cercare chi condivide le nostre visioni, di qualunque genere siano, è un meccanismo umano istintivo perché ci fa sentire al sicuro in un "porto comodo". Il problema sorge quando quel porto diventa una prigione e la nostra idea, su qualunque argomento, si trasforma in fanatismo.

Questo fanatismo non è un interruttore che si accende all'improvviso, ma una scala di grigi che sale d'intensità. Il primo segnale è la ripetitività. Iniziamo a parlare sempre della stessa cosa, portando ogni discorso — anche il più lontano — in un unico imbuto ossessivo. È capitato anche me, sia ben chiaro, ma da anni ci lavoro e credo di aver ottenuto un buon livello di coscienza per non caderci più. È in quell'imbuto che smettiamo di ascoltare. In teoria sappiamo che anche chi la pensa diversamente potrebbe avere punti condivisibili, ma scatta un rifiuto categorico. Invece di accogliere il dubbio, alziamo il volume della voce, convinti che urlare più forte renda la nostra ragione più solida. Sui social, poi, assistiamo allo spettacolo peggiore: veri e propri "assatanati" che non cercano il confronto, ma solo lo scontro frontale per annientare l'altro, trasformando ogni bacheca in un campo di battaglia.

L'eccesso di questo comportamento sfocia spesso nell'idolatria di personaggi pubblici che, giocando sulla necessità umana di sentirsi dire ciò che si vuole sentir dire, portano acqua al proprio mulino. Succede continuamente in politica, dove il dibattito si degrada in un tifo da stadio che scade nello squallore più totale. Quando smettiamo di ragionare sui programmi e iniziamo a urlare slogan per "fede", non stiamo più facendo politica — stiamo solo alimentando una rissa. Insieme a una parte di "gregge" silenzioso emergono fanatici che si illudono di contare qualcosa, diventando megafoni impazziti di leader che, in realtà, stanno solo cercando consenso manipolando le masse.

Le conseguenze sociali di questa deriva sono pesanti. Si distruggono amicizie storiche, si spaccano le famiglie durante un pranzo domenicale e si creano tensioni insostenibili in ufficio. Eppure bisogna ricordare che non vale mai la pena rovinare rapporti umani profondi con chi si rifiuta di confrontarsi in maniera socialmente accettabile. Proteggere i propri legami e la propria serenità è un atto di resistenza contro chi vorrebbe vederci divisi e arrabbiati.

Esistono vari gradi di questa chiusura, fino ad arrivare a un livello insopportabile dove il dialogo muore. L'ideale, invece, sarebbe riuscire a mantenere la testa fredda. Una mia cara amica venezuelana me lo ripeteva spesso: "hay que mantener la cabeza fría para lograr a entender muchas cosas". Bisogna avere il sangue freddo per capire come vanno davvero le cose. Anche se sentiamo concetti che ci urtano, dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e accettare le evidenze. Per fortuna molti riescono ancora a farlo; disgraziatamente però la maggioranza preferisce restare nel proprio recinto. Il vero coraggio - secondo me-  oggi non sta nel difendere il proprio muro, ma nell'abbassare il volume. Perché una verità che non accetta domande non è più una convinzione... è solo un dogma che ci sta rendendo ciechi.

Ma questo è solo il mio pensiero. Approfittando del fatto che non mi sono riferito a nessuno in particolare e, tenendo fede a quanto ho detto, nemmeno a una fazione piuttosto che a un'altra, lascio qui queste parole. Possono essere portate via dal vento o semplicemente restare qui per chi vorrà coglierle. In fondo, parlare per "partito preso" è la cosa più stupida che si possa fare. Non fatelo nemmeno voi, almeno in quest'occasione.

Cosmo de La Fuente pubblicato su familiafutura.com


#Fanatismo  #RelazioniUmane  #Dialogo  #Polarizzazione #ResistenzaCulturale


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