aprile 27, 2020

Nel 2019 l'UE ha approvato 295.785 domande d’asilo, aumentano i venezuelani. Come si ottiene il diritto d'asilo?




I dati  Eurostat: aumentano i venezuelani.  I paesi che ricevono di più le richieste sono Germania, Francia, Spagna e Italia, che accolgono, insieme, i tre quarti dei richiedenti.


(en español a pie de página)

Nel 2019 l’Unione europea ha concesso protezione internazionale e 295.785 persone, il 6% in meno di quelle riconosciute nel 2018. Di queste decisioni positive di richiesta asilo, quasi la metà (141.055) sono riconoscimenti di status di rifugiato, meno di un quarto (72.660) le protezioni concesse per ragioni umanitarie.
Ad aprire le porte ai cittadini extracomunitario soprattutto Germania (116.230 richieste accolte), Francia (42.120), Spagna (38.525) e Italia (31.010). Questi quattro Paesi da soli registrano più dei tre quarti delle concessioni di asilo, sottolinea Eurostat nei dati diffusi oggi.
A beneficiare della protezione internazionale dei Paesi dell’UE soprattutto siriani (78.600, pari al 27% del numero totale di persone a cui è stato concesso lo status di protezione), afghani (40mila, o 14%) e venezuelani (37.500, o 13%). Da notare come il numero di venezuelani, a causa della crisi nel Paese, è aumentato di quasi 40 volte nel 2019 rispetto al 2018. In Italia le prime tre nazionalità per domande di asilo concesso risultano Nigeria, Pakistan e Bangladesh.
Attualmente le politiche di gestione dei flussi migratori in Europa risentono delle misure emergenziali di contrasto alla pandemia di Coronavirus. La chiusura delle frontiere interne ed esterne sta incidendo sugli arrivi e di conseguenza sulle politiche di ammissione. E’ lecito attendersi per il 2020, un calo delle richieste di protezione, salvo quelle già pendenti.

Come si ottiene il diritto di asilo?
Con riferimento all’ultimo dei motivi di appello, il diritto d’asilo previsto all’articolo 10, comma 3 della Costituzione è stato implementato con le previsioni normative che hanno delineato le tre forme di protezione internazionale del nostro ordinamento, ovverosia lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria e l’istituto peculiare della protezione umanitaria, e che non residua dunque spazio applicativo autonomo e diretto per la norma costituzionale richiamata.

Corte appello Milano, 24/07/2017, n.3479

Diritto di asilo: i soggetti garantiti
In tema di protezione internazionale, ai sensi dell’art. 10 Cost., il diritto di asilo è garantito a chiunque provenga da un paese in cui non sia consentito l’esercizio delle libertà fondamentali, indipendentemente da fatto che abbia subito o tema di dover subire persecuzioni.

Il diritto di asilo è interamente attuato e regolato attraverso la previsione delle situazioni finali previste ni tre istituti costituiti dallo “status” di rifugiato, dalla protezione sussidiaria e dal diritto di rilascio di un permesso umanitario, ad opera della esaustiva normativa di cui al d.lg. n. 251 del 2007 e dall’art. 5, comma 6, d.lg. n. 286 del 1998.

Tribunale Roma, 06/11/2019

Diritto all’esame della domanda di asilo
In riferimento alla disposizione dell’art. 10 Cost., questa Corte ha già avuto occasione di chiarire che il diritto di asilo è interamente regolato attraverso la previsione delle situazioni finali previste dai tre istituti dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria e del diritto al rilascio di un permesso umanitario, ad opera della esaustiva normativa di cui al D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251 e di cui al D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, comma 6; con la conseguenza che non vi è più alcun margine di residuale diretta applicazione del disposto di cui all’art. 10 Cost., comma 3, in chiave processuale o strumentale, a tutela di chi abbia diritto all’esame della sua domanda di asilo alla stregua delle vigenti norme sulla protezione.

Cassazione civile sez. I, 30/08/2019, n.21894

Revoca della protezione internazionale
In materia di revoca della protezione internazionale, l’omissione dell’avviso di avvio del procedimento di cui all’art. 33, comma 1 del d.lgs. n.25 del 2008, non determina alcuna nullità della decisione di revoca per carenza di un requisito formale, ma impone al giudice, chiamato a pronunciarsi sull’impugnazione avverso il provvedimento della Commissione nazionale per il diritto di asilo, di consentire all’impugnante di spiegare in sede giurisdizionale,tutte le difese che egli, a causa del mancato avviso, non abbia potuto spiegare in fase amministrativa.

Cassazione civile sez. I, 07/08/2019, n.21143

Riconoscimento del diritto di asilo
In tema di disciplina penale dell’immigrazione, la sussistenza della contravvenzione di cui all’art. 14, comma 5-ter, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, non è esclusa dall’avere lo straniero, successivamente alla disposta espulsione rimasta inottemperata, formulato istanza di riconoscimento del diritto di asilo ed ottenuto, in conseguenza di essa, un permesso di soggiorno provvisorio sino all’esito del procedimento, atteso che il carattere necessitato di detto permesso non costituisce una giustificazione per la precedente illecita permanenza.

Attribuzione della qualifica di protezione internazionale
La Corte di giustizia è competente, ai sensi dell’art. 19, par. 3, lett. b), TUE e dell’art. 267, 1° comma, lett. b), TFUE, a pronunciarsi in via pregiudiziale sull’interpretazione e sulla validità di qualsiasi atto adottato dalle istituzioni dell’Unione. Pertanto, essa è competente ad esaminare la validità della direttiva 2011/95, relativa all’attribuzione della qualifica di protezione internazionale, verificandone la compatibilità con i Trattati, con i principi costituzionali che da questi discendono, nonché con le disposizioni della Carta.

Inoltre, benché l’Unione non sia parte contraente della Convenzione di Ginevra, essa è tenuta a rispettarla, come richiedono l’art. 78, par. 1, TFUE — ai sensi del quale la politica comune in materia di asilo deve essere conforme a tale Convenzione — e l’art. 18 della Carta che dispone che il « diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla Convenzione di Ginevra ».

Corte giustizia UE grande sezione, 14/05/2019, n.391

La revoca della protezione sussidiaria
La revoca della protezione sussidiaria da parte della Commissione nazionale per il diritto di asilo deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento di cui all’art. 7 della l. n. 241 del 1990, atteso l’espresso richiamo ad esso operato dall’art. 18 del d.lgs. n. 25 del 2008. La violazione di tale obbligo determina l’invalidità della decisione del giudice che, adito a fronte del provvedimento amministrativo negativo, abbia puramente e semplicemente accettato le acquisizioni procedimentali lesive dei diritti di difesa, senza procedere ad alcuna iniziativa officiosa e collaborativa: detta iniziativa, se può essere negata quando le prospettazioni documentali ed orali del richiedente protezione siano di tale implausibilità da rendere la stessa inutile, non può essere declinata allorché il richiedente protezione, per omesso avviso dell’inizio del procedimento amministrativo, non abbia potuto ragionevolmente formulare nessuna produzione o deduzione.

Cassazione civile sez. I, 20/03/2019, n.7841

La richiesta di asilo
Va disattesa la richiesta di asilo ex art. 10 Cost., posto che il diritto di asilo non è da intendersi come forma di protezione autonoma e ulteriore rispetto a quelle già espressamente previste dalla normativa vigente.

Corte appello Roma sez. IV, 30/10/2018, n.6894

Riconoscimento della protezione internazionale
Quando il cittadino straniero che richieda il riconoscimento della protezione internazionale, abbia adempiuto all’onere di allegare i fatti costitutivi del suo diritto, sorge il potere-dovere del giudice di accertare anche d’ufficio se, ed in quali limiti, nel Paese straniero di origine dell’istante si registrino fenomeni di violenza indiscriminata, in situazioni di conflitto armato interno o internazionale, che espongano i civili a minaccia grave e individuale alla vita o alla persona, ai sensi dell’art. 14, lett. c), d. lgs. n. 251 del 2007.


(Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte di appello che, in presenza di una domanda di protezione sussidiaria, proposta da cittadino del Bangladesh e giustificata con l’esistenza, in quel Paese, di un conflitto armato nonché di violenza indiscriminata ai danni dei civili, aveva omesso di acquisire qualsiasi informazione presso la Commissione nazionale per il diritto di asilo o da altre fonti).

Cassazione civile sez. VI, 28/06/2018, n.17069

La normativa sul diritto d’asilo
Il diritto di asilo è interamente attuato e regolato attraverso la previsione delle situazioni finali previste nei tre istituti costituiti dallo status di rifugiato, dalla protezione sussidiaria e dal diritto al rilascio di un permesso umanitario, ad opera della normativa di cui al d.lg. 19 novembre 2007 n. 251, adottato in attuazione della direttiva 2004/83/CE e di cui all’art. 5 comma 6 del d.lg. 25 luglio 1998 n. 286.

Ne consegue che non vi è più margine di residuale diretta applicazione del disposto di cui all’art. 10 comma 3 Cost., in chiave processuale e strumentale, a tutela di chi abbia diritto all’esame della sua domanda di asilo alla stregua delle vigenti norme sulla protezione.

Tribunale Lecce sez. I, 24/04/2018

La domanda di riconoscimento del diritto di asilo
Per accertare la veridicità e l’attendibilità delle circostante esposte dal ricorrente a fondamento delle proprie istanze di protezione internazionale deve farsi applicazione del regime dell’onere della prova previsto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 251 del 2007. Sotto tale profilo la Corte non può non rilevare come i due differenti racconti proposti dal richiedente presentino delle criticità e contraddittorietà che dimostrano la non affidabilità e la non credibilità dello stesso, venendo meno l’onere di ricerca della prova nell’accertamento dei fatti cui è tenuta l’autorità giudiziaria.

In merito all’avanzata domanda di riconoscimento del diritto di asilo, si evidenzia come tale forma di protezione non rappresenta una misura autonoma e distinta rispetto al riconoscimento dello status di rifugiato ed alla protezione sussidiaria; pertanto, l’insussistenza dei presupposti necessari al riconoscimento di tali misure, esclude la fondatezza della domanda di riconoscimento anche del diritto d’asilo.

Corte appello Milano sez. IV, 09/02/2018, n.718

L’obbligo di salvataggio in mare dei naufraghi
L’art. 10 Cost., 1º comma, impone all’Italia di conformare il proprio ordinamento giuridico alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute, tra le quali sono incluse le regole riguardanti il salvataggio in mare dei naufraghi. Inoltre il 3º comma della medesima disposizione riconosce il diritto di asilo allo straniero al quale nel proprio Paese sia impedito l’esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana .

L’obbligo di salvataggio in mare dei naufraghi, derivante da una consuetudine marittima risalente nel tempo, è previsto da varie convenzioni internazionali, tra cui la Convenzione di Montego Bay del 10 dicembre 1982 sul diritto del mare, la Convenzione di Londra del 1º settembre 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare, la Convenzione di Amburgo del 27 aprile 1979 sulla ricerca ed il salvataggio marittimi. Nell’obbligo di ricerca e soccorso in mare rientra anche l’obbligo di individuare un porto sicuro. Solo nel momento dell’arrivo in tale luogo cessano gli obblighi di soccorso che il diritto internazionale pone in carico dello Stato.

Costituisce « porto sicuro » un luogo in cui sia assicurata la sicurezza, intesa come protezione fisica, delle persone soccorse in mare. Laddove le persone soccorse si qualifichino anche come migranti, rifugiati o richiedenti asilo e siano quindi soggetti alle garanzie e alle procedure di protezione internazionale, il luogo di sbarco per essere considerato sicuro deve inoltre garantire che non vengano commesse violazioni del principio di non respingimento, del divieto di espulsioni collettive e più in generale dei diritti di protezione internazionale dei rifugiati e richiedenti asilo.

La Convenzione di Amburgo impone agli Stati contraenti di garantire che, una volta concluse le operazioni di ricerca e salvataggio in mare, i naufraghi siano condotti in un luogo sicuro dove, oltre all’integrità fisica e alla dignità umana, a questi ultimi sia assicurata la possibilità di far valere i propri diritti fondamentali. Nell’estate del 2018 la Libia non poteva essere qualificata come un luogo sicuro ai sensi della Convenzione, essendo il contesto libico caratterizzato da violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani e non avendo la Libia ratificato la Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati.

Il potere delle autorità libiche di impartire a quelle italiane direttive finalizzate al rimpatrio in Libia di migranti provenienti da tale Paese non discende dalla Convenzione di Amburgo, la quale si limita a stabilire in via generale che gli Stati contraenti possono stipulare accordi regionali per la delimitazione con gli Stati frontisti delle zone SAR, ma dal memorandum firmato da Italia e Libia il 2 febbraio 2017.

Il diritto a non essere sottoposto a tortura o ad altri trattamenti disumani o degradanti è assoluto e non ammette deroghe neanche di fronte a situazioni di emergenza nazionale, come la lotta al terrorismo o alla criminalità organizzata. Secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, l’art. 3 CEDU, nel vietare atti di tortura e altri trattamenti inumani o degradanti, proibisce anche di espellere, respingere o estradare lo straniero verso uno Stato qualora sussista il rischio reale, attuale, personale e concreto di sottoposizione a tali pratiche da parte di agenti pubblici e privati ovvero di una ulteriore espulsione verso altri Stati ove pure sussista tale rischio.

Secondo la consolidata giurisprudenza, sia interna sia internazionale, il principio di non-refoulement, essendo previsto da numerose fonti internazionali e dal diritto dell’Unione Europea, ha assunto rango consuetudinario e cogente. Pertanto il memorandum del 2017 tra Italia e Libia è nullo ai sensi dell’art. 53 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969. Esso è anche incompatibile con l’art. 10,1º comma, Cost., attraverso il quale il principio di non-refoulement è entrato automaticamente a far parte dell’ordinamento giuridico italiano, acquisendo rango costituzionale.

Sul piano interno, il memorandum è un accordo internazionale che, pur avendo ad oggetto una materia rientrante tra quelle per le quali l’art. 80 Cost. richiede la previa autorizzazione parlamentare alla ratifica, è stato concluso in forma semplificata. Il requisito della ratifica non è soddisfatto dalla l. 9 agosto 2018 n. 98, di conversione del d.l. 10 luglio 2018 n. 84, che autorizza la cessione di unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell’interno libici.

La tesi dell’autorizzazione implicita ex post alla ratifica non trova fondamento né nella Costituzione, da cui si evince che l’autorizzazione parlamentare deve precedere la ratifica, né nella giurisprudenza costituzionale. Pertanto l’esecuzione di un accordo concluso senza la previa autorizzazione del Parlamento, ancorché avente ad oggetto questioni rientranti tra quelle di cui all’art. 80 Cost., non può essere considerato produttivo di effetti giuridici.

Sul piano internazionale il memorandum costituisce un’intesa non giuridicamente vincolante dalla quale le parti possono sempre e liberamente sottrarsi. Ai sensi dell’art. 46 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, infatti, uno Stato può invocare, quale vizio del suo consenso, la violazione di una regola del suo diritto interno di importanza fondamentale.

La legge di autorizzazione alla ratifica del Trattato di amicizia tra Italia e Libia del 30 agosto 2008 non è idonea a garantire la necessaria copertura parlamentare al memorandum. Il memorandum non costituisce infatti un mero accordo integrativo del Trattato di amicizia ed è stato stipulato al precipuo fine di contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina.

Nel caso della ribellione a bordo della Vos Thalassa sussiste la causa di giustificazione della legittima difesa ai sensi dell’art. 52 cod. pen., in quanto le azioni delittuose commesse dai migranti soccorsi in mare che si sono opposti con la minaccia dell’uso della forza al loro rimpatrio in Libia miravano a salvaguardare i loro diritti (diritto al ricovero in un porto sicuro, diritto alla vita, diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani o degradanti) dal pericolo attuale, da loro non volontariamente determinato, di subire un’offesa ingiusta. Tali azioni, inoltre, non risultano sproporzionate, dato che erano in gioco, da una parte, il diritto alla vita e a non essere sottoposti a trattamenti disumani o di tortura, dall’altra, il diritto alla autodeterminazione dell’equipaggio, sicuramente sacrificabile in base all’art. 52 cod. pen. di fronte alla prospettiva delle lesioni che sarebbero scaturite dallo sbarco in Libia.

Tribunale Trapani, 03/06/2019, n.112

Familia Futura Press
------

En español


Datos de Eurostat: venezolanos en aumento. Los países que reciben más solicitudes son Alemania, Francia, España e Italia, que en conjunto aceptan las tres cuartas partes de los solicitantes.
En 2019, la Unión Europea otorgó protección internacional a 295,785 personas, un 6% menos que las reconocidas en 2018. De estas decisiones positivas de asilo, casi la mitad (141,055) son premios de estatus de refugiado, menos de una cuarta parte (72,660) protecciones otorgadas por razones humanitarias.
Para abrir las puertas a ciudadanos no pertenecientes a la UE, especialmente Alemania (116,230 solicitudes aceptadas), Francia (42,120), España (38,525) e Italia (31,010). Solo estos cuatro países registran más de las tres cuartas partes de las concesiones de asilo, señala Eurostat en los datos publicados hoy.

Para beneficiarse de la protección internacional de los países de la UE, especialmente los sirios (78,600, equivalente al 27% del número total de personas a las que se les ha otorgado el estado de protección), afganos (40,000, o 14%) y venezolanos (37,500, o 13 %). Cabe señalar que el número de venezolanos, debido a la crisis en el país, aumentó casi 40 veces en 2019 en comparación con 2018. En Italia, las tres principales nacionalidades para las solicitudes de asilo otorgadas son Nigeria, Pakistán y Bangladesh.
Las políticas para gestionar los flujos migratorios en Europa se ven actualmente afectadas por medidas de emergencia para combatir la pandemia de coronavirus. El cierre de las fronteras internas y externas está afectando a las llegadas y, en consecuencia, a las políticas de admisión. Para 2020, se puede esperar que las solicitudes de protección disminuyan, excepto las que ya están pendientes.
Derecho de asilo: sujetos garantizados
En términos de protección internacional, de conformidad con el art. 10 de la Constitución, el derecho de asilo está garantizado para cualquier persona que provenga de un país donde el ejercicio de las libertades fundamentales no está permitido, independientemente de si ha sufrido o tiene miedo de ser perseguido.
El derecho de asilo se implementa y regula plenamente mediante la provisión de las situaciones finales previstas en los tres institutos constituidos por el "estatuto" de refugiado, por la protección subsidiaria y por el derecho a emitir un permiso humanitario, por la legislación exhaustiva mencionada en d. lg. n. 251 de 2007 y art. 5, párrafo 6, d.lg. n. 286 de 1998.

La legislación sobre derecho de asilo
El derecho de asilo se implementa y regula plenamente mediante la provisión de las situaciones finales previstas en los tres institutos constituidos por el estatuto de refugiado, por la protección subsidiaria y por el derecho a emitir un permiso humanitario, por la legislación mencionada en el decreto legislativo. 19 de noviembre de 2007 n. 251, adoptado en aplicación de la Directiva 2004/83 / CE y mencionado en el art. 5 párrafo 6 del decreto legislativo 25 de julio de 1998 n. 286.

De ello se deduce que ya no existe ningún margen de aplicación directa residual de las disposiciones del art. 10 párrafo 3 de la Constitución, en términos procesales e instrumentales, para proteger a quienes tienen derecho a examinar su solicitud de asilo de la misma manera que las normas de protección vigentes.

La solicitud de reconocimiento del derecho de asilo.
Para determinar la veracidad y fiabilidad del entorno expuesto por el solicitante como base para sus reclamos de protección internacional, el régimen de carga de la prueba previsto por el art. 3 del Decreto Legislativo no. 251 de 2007. Desde este punto de vista, el Tribunal no puede dejar de notar que las dos cuentas diferentes propuestas por el solicitante presentan problemas críticos y contradicciones que demuestran la falta de confiabilidad y no credibilidad de la misma, eliminando así la carga de buscar evidencia en la evaluación. los hechos a los que está vinculada la autoridad judicial.

Con respecto a la solicitud avanzada para el reconocimiento del derecho de asilo, se observa que esta forma de protección no representa una medida independiente y distinta con respecto al reconocimiento del estatuto de refugiado y la protección subsidiaria; por lo tanto, la ausencia de las condiciones necesarias para el reconocimiento de estas medidas excluye la validez de la solicitud de reconocimiento también del derecho de asilo.
El derecho a no ser sometido a tortura ni a otros tratos inhumanos o degradantes es absoluto y no permite excepciones incluso ante situaciones de emergencia nacional, como la lucha contra el terrorismo o la delincuencia organizada. Según el Tribunal Europeo de Derechos Humanos, el art. 3 CEDH, al prohibir actos de tortura y otros tratos inhumanos o degradantes, también prohíbe expulsar, rechazar o extraditar al extranjero a un Estado si existe un riesgo real, actual, personal y concreto de ser sometido a tales prácticas por agentes públicos y particulares o una mayor expulsión a otros Estados donde exista dicho riesgo.

Atención: 
Solicitar asilo es una cuestión de derechos humanos y, en la mayoría de los casos, de una emergencia humanitaria y / o política. Con la excepción de los sellos estatales, no tiene que pagar nada y puede solicitarlo por si mismo. Tenga cuidado de no dejarse engañar por nadie.

aprile 25, 2020

L’Italia si schieri con i venezuelani, per la loro Liberazione. L’appello di Gullì [Formiche.net]




Articolo pubblicato da Formiche.net 
25/04/2020



Se per quanto riguarda la Cina sappiamo che il regime nasconde la verità, è bene che tutti sappiano che anche in Venezuela succede lo stesso. Come con altre epidemie. Numeri e approfondimenti. L’analisi di Carlos Gullì, portavoce di “Vente Venezuela” e presidente dell'associazione culturale Familia Futura

I dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) mostrano che tra il 2015 e il 2020 il numero di venezuelani che hanno lasciato il loro Paese, a causa della crisi umanitaria, è passato da 695.551 a 5.093.987. Una fuga di massa che raggiunge quasi quella siriana ma in un Paese, il Venezuela, dove non c’è una guerra dichiarata se non quella aperta di Maduro contro il popolo.

Clicca sul LINK per leggere tutto l'articolo

aprile 19, 2020

Incontro con María Corina Machado "la dama de oro" [+ audio messaggio ai venezuelani in Italia]







Chi è Maria Corina Machado la dama de oro ?

Dirigente politica, laureata con lode in Ingegneria Industriale presso l’Università Cattolica Andrés Bello e laureata nel Programma dei Leaders Mondiali presso l’Università di Yale degli Stati Uniti.
            La vera oppositrice che si oppone a false elezioni  dettate dal regime di Maduro, alle quali, una parte  dell’opposizione  di radice chavista-socialista, potrebbe parteciparvi.  La delusione della maggioranza dei venezuelani che, dopo 21 anni di tirannia, non credono si possano avere elezioni libere è sempre più marcata. Le solite elezioni, insomma, più volte organizzate dal regime, con la complicità del  CNE (organismo che le gestisce) composto da dirigenti del chavismo e del TSJ (Tribunale Supremo di Giustizia) i cui giudici sono stati  sempre scelti dalla dittatura e appartenenti al partito PSUV del “governo”.
            A seguito delle ultime dichiarazioni del Dipartimento di Stato americano e l’intenzione di adoperarsi affinché le elezioni venezuelane possano effettuarsi previo allontanamento dal potere di Nicolás Maduro, si riaccende la speranza.
            María Corina è amatissima dal popolo per la sua posizione chiara, forte e decisa; la sua lotta è all’insegna dello sviluppo e della libertà nel rispetto della proprietà privata; con quasi 5 milioni di followers su Twitter, è considerata da molti l’unica in grado di recuperare la democrazia e la libertà del Venezuela.
           Eletta deputata dell’Assemblea Nazionale nel 2010 con il maggior numero di voti di qualsiasi altro rappresentante del popolo, è stata riconosciuta come una delle voci più risolute in difesa della democrazia e della libertà, protagonista di una contestazione, faccia a faccia, in Parlamento con Hugo Chávez quando, in diretta tv-radio nazionale, guardandolo negli occhi, gli disse: “espropriare è rubare”. Una frase che è passata alla storia.
          Ha partecipato alle elezioni del 2012, nello stesso  nasce “Vente Venezuela”, movimento politico liberale di centro-destra di cui inizialmente è stata la coordinatrice nazionale e oggi ne è la dirigente, il volto e il forte messaggio contro le mafie al potere che hanno sequestrato il Paese. Si dissocia da  coloro che hanno patteggiato con il regime, accusati di aver ossigenato la dittatura per oltre 21 anni.
         Nel 2018 la BBC ha pubblicato la lista delle 100 donne più ispiratrici e influenti dell’anno, in cui appare il nome di María Corina. Nel 2019 ha ricevuto il premio “Libertà 2019” conferito dall’Organizzazione Liberale Internazionale, diventando la prima donna sudamericana ad aver ricevuto tale titolo.
      

               A causa della sua marcata posizione – lontana da compromessi con il regime- nel 2015 è stata inabilitata da Maduro per 12 mesi a ricoprire incarichi pubblici.
             Ha comunque collaborato con Antonio Ledezma e Leopoldo López  proponendo un programma basato su tre punti: politico-istituzionale, sociale ed economico.
Una voce critica contro coloro che rifiutano un aiuto concreto internazionale, senza del quale è convinta che non si possa avviare il processo di democratizzazione del Paese.             
               Maria Corina ha le idee chiare, la sua posizione resta a sostegno del Presidente ad Interim Juan Guaidó, a patto che le elezioni non avvengano sotto il peso del regime chavista di Maduro il quale non permetterebbe mai la libera “ricostruzione” del Venezuela.

L'audio messaggio di María Corina 






Non possiamo che sostenere María Corina Machado, ferma e fedele ai principi di libertà e democrazia per il risorgimento di un Paese che vuole tornare libero, laborioso, produttivo, dove ogni persona possa  permettersi una vita serena e un futuro degno per le prossime generazioni.
Per informazioni e per essere parte attiva di Vente Venezuela Italia, puoi metterti in contatto con l'equipe di “Vente Italia” al seguente indirizzo di posta elettronica:



@cosmodelafuente



aprile 06, 2020

Nicolás pidió clemencia y envió una carta al pueblo de EEUU “para que ponga freno” a las presiones de Donald Trump contra la dictadura chavista








                      Narcolás pide ayuda y clemencia en el marco de una "paz" que por su  culpa  desde demasiados años los venezolanos han perdido.

Hambruna, miseria, torturas, muerte es lo que ha garantizado al pueblo indefenso mientras él y su combo, ilegitimamente al poder, se han enriquecido con el narcotráfico y con las riquezas de nuestro país.
Narcolás escribió (o quien por él) una carta a los EEUU en la que dijo: "En medio de nuestra lucha sin tregua contra el covid-19,  envío una carta al pueblo de los EE.UU. con un mensaje de solidaridad y un llamado a la Paz. Ninguna agresión supremacista puede quebrar nuestros lazos de fraternidad".
Pues NO! Es la hora de la verdad.

Tú, dictador, has sido la verdadera agresión.
Verdugo no pide clemencia Nicolás. ¿Qué pasó con tu “operación Tun-Tun?
Siempre hablando de las sanciones del gobierno de los EEUU y culpándolo de toda la escasez y desgracia de Venezuela, pero ¿cómo es que puedes comprar armas?
Muy tarde, el tiempo para ti se ha agotado.

Los pocos amigos que te quedaban, te dieron la espalda.
Simplemente porque tú sí eres un virus letal, que unido a tus socios diabólicos y corruptos, está al punto de ser erradicado. 
Aunque no lo merezcas tienes tu chance, quítate del camino, no hay piedad para un genocida asustado, todos los venezolanos vamos a reconstruir, con sacrificio pero con entusiasmo, nuestro país violado, hambriento, ensangrentado que tú has destruido.

No hay vuelta atrás.
Esa carta que diriges al pueblo estadunidense rebosa falsedad, no se puede leer, porque los ojos se llenan de lágrimas,  esas líneas están escritas con sangre venezolana y se incineran solas por tu maldad y tus crímenes.
"Libertad para Venezuela" es el grito ensordecedor de millones de venezolanos, adentro y afuera del país.

[@cosmodelafuente]

marzo 20, 2020

El castrochavismo se ha arraigado en Italia





El castrocomunismo  nunca entra por la puerta principal, usa otras entradas y mil motivaciones para manifestarse y hundir  sus miserables raíces.
Tras la emergencia del coronavirus en Italia, una asociación italocubana propuso al ministro de la Salud italiano Roberto Speranza actuar en conjunto con los médicos cubanos e incluso usar los  medicamentos de la isla.

[De hecho ya han llegado 62 médicos]

►El Decreto “Cura Italia” de Giuseppe Conte

“1. Debido al plazo de la emergencia epidemiológica de COVID-19, no obstante a lo dispuesto en los artículos 49 y 50 del decreto del Presidente de la República del 31 de agosto del 1999 n. 394 y sucesivas modificaciones, y a las disposiciones referidas en el decreto legislativo del 6 de noviembre del 2007 n. 206 y posteriores modificaciones, está permitido el ejercicio temporal de títulos de formación profesional sanitarios a profesionales que desean ejercer en el territorio nacional una profesión sanitaria otorgada en el extranjero en virtúd de las directivas específicas de la Unión Europea. Las partes interesadas presentan una instancia acompañada de un certificado de inscripción en el Colegiado del país de orígen a las regiones y Provincias autónomas, que pueden dar lugar al reclutamiento temporal de tales profesionales de conformidad con los artículos 1 y 2 del decreto de Ley del 9 de marzo del 2020, n. 14”.

Por lo tanto, abierto a cualquier nacionalidad si se dispone de la inscripción en el registro profesional de su país. Una excelente oportunidad y una colaboración que proporciona algo de oxígeno a los trabajadores de la salud italianos y también ofrece una importante oportunidad de trabajo. Pero es terrible, para los venezolanos pensar en “médicos cubanos”.
Sin olvidar que Castro y sus cómplices son violadores de derechos humanos. Cubanos disidentes advierten que el G2 ya se activó.
Qué no sea un manejo político para inclinarse, cada vez más, al castrocomunismo que cuenta con muchos simpatizantes del gobierno italiano, especialmente del "Movimiento cinco Estrellas"  (M5S por su sigla en italiano) y algunos más de otras facciones políticas.

Digo esto porque, buscando información más detallada, me topé con una carta dirigida al Ministro Speranza en la que se elogia la habilidad y experiencia cubana en medicina. Para mí y para muchos venezolanos, eso trae a la mente muchas cosas, incluidos algunos rituales que usaron para salvar a su compañero Hugo Chávez, además de los tratamientos tradicionales, que no fueron de alguna utilidad. Dicho esto, sin duda habrá muy buenos médicos de origen cubano, pero proponer relaciones con una dictadura como la cubana no puede ser apreciado por quienes huyeron de ella y por quienes, como los venezolanos, saben lo que significa haber sido invadidos por Castro, y ser víctimas de la represión del régimen que sigue el guión cubano.

Para volver a la famosa "carta abierta" dirigida al Ministro de la Salud Roberto Speranza escrita por Irma Dioli, Presidenta de la Asociación Nacional de Amistad Italia-Cuba "Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba" corre inserta entre otras:

“En relación a la actual emergencia sanitaria, con la presente, deseamos llamar su atención sobre la disponibilidad de un medicamento producido en Cuba, que se hace útil para hacer frente a la epidemia del nuevo coronavirus Covid-19. Se trata del interferone cubano alfa 2B (IFRrec) adoptado desde el mes de febrero por las autoridades sanitarias chinas junto a otros medicamentos y que parece haber dado excelentes resultados.
Como se sabe, Cuba está a la vanguardia en el campo de la investigación científica y de salud en todo el mundo, a pesar de el bloqueo económico, financiero y comercial a la cual está sujeta de parte de los Estados Unidos desde hace 60 años. La Excelencia de su Centro de Ingeniería Genética y biotecnología y de la industria biotecnológica sono una realidad a nivel internacional, así como la  producción de medicamentos de alta tecnología como el interferón alfa 2B.
Además, considerada la escasez de personal sanitario disponible, nos tomamos la libertad de sugerirle de promover un trato con las autoridades cubanas competentes para solicitar la colaboración de médicos y de enfermeros cubanos, en las istalaciones hospitalarias italianas”.


Es decir, no solo quieren colocar sus medicamentos, jactándose de que no tienen casos de coronavirus, cuando sabemos que todas las dictaduras no proporcionan datos reales, sino que también nos ofrecen su personal médico.
Algunas imágenes que confirman lo que se ha dicho hasta este momento y luego seguimos analizando  la "tarea" juntos.




Por supuesto, para muchos no hay nada de malo, pero el hecho de querer conectarse en nombre de la emergencia a un país comunista que se aferra bien al régimen de Maduro en Venezuela, sin duda nos da algo que pensar. Pero sigamos adelante y veamos la reacción del gobierno italiano.
Unos días después, la Embajada de Cuba publica el siguiente mensaje (imagen)





Hubo reuniones y celebraciones.
No nos informaron acerca  de la entrada de honor de los cubanos en el gobierno.
Lo que está mal, para los venezolanos y para aquellos que luchan por la libertad.  Eso significa otro paso adelante para el chavismo castrista, y hay poco de qué sonreír, son los mismos métodos de entrada al seno de otros países europeos, incluida España. Con la complicidad de algunos representantes del gobierno y el juego está hecho.

El Consulado de Venezuela, al enterarse de que los médicos vendrían de Cuba, se burla, mientras que Irma Dioli critica a los Estados Unidos pero elogia a Venezuela, Cuba y al "pobre" Brasil en manos de la derecha.



En la lista del Embajador cubano aparece el nombre de un chavista italiano que conocemos muy bien, Alessandro Di Battista del M5S.

                     


El diputado de "Italia Viva" Ivan Scalfarotto,  quien en el mes de febrero de 2019 hizo un discurso en el Parlamento en favor de Guaidó y en contra de Maduro, hoy nos decepciona y lo vemos en la foto apretando la mano del embajador de Cuba en Italia, José Carlos Rodríguez Ruiz.

Al parecer 21 años de dictadura venezolana manejada por Cuba no le interesa más a nadie.



La embajada cuba presenta nombres de políticos italianos, medios de comunicación, que nos traen tristes recuerdos del advenimiento del chavismo en Venezuela y de la invasión cubana. No podemos subestimar eso. ¿Dónde están los señores de la política italiana que defienden la libertad y la democracia? ¿Por qué se quedan quietos frente al propagarse de este virus comunista?
La pregunta más importante es - ¿Por qué Cuba?
Será porque el M5Estrellas tiene una pasión revolucionaria y amor por Cuba y Venezuela, y como ellos también otros representantes políticos italianos quedaron contagiados. Italia está en peligro.
Entre los que celebran la relación con Cuba hay muchos activistas comunistas, como la que vemos en la foto. La señora es italiana y vive en Florencia, en una foto en compañía de Delcy Rodríguez (vicepresidenta del régimen de Maduro) y en otra foto con Livia Acosta, quien fue declarada por los Estados Unidos persona “non grata”  




En la segunda foto vemos a Livia Acosta Noguera a su llegada a Florencia en febrero 2020.
¿Quién es y por qué Livia Acosta Noguera fue expulsada de EEUU, lo podemos leer en inglés en la foto.


¿Cómo es posible que ahora viva en Italia? Según recientes avistamientos se encuentra en Lamporecchio de Pistoia. Ella no es la única representante del chavismo en Italia, hay muchos. Muchos viven en los lujos del odiado imperio y cuando EEUU les quita residencia se van a otros paises a gozar de la vida, como Italia y España.
La mayoría de los venezolanos, creo, estarán de acuerdo conmigo, preocupados de que este amor por la revolución bolivariana, que ha violado y masacrado Venezuela, pueda hundir sus raices en Italia. ¿Cuántas veces la comunidad venezolana lo ha alertado?
¡Muchísimas!

Así como estarán de acuerdo conmigo los Cubanos disidentes que huyeron de la dictadura de la isla.



Los hospitales cubanos y venezolanos están en pésimas condiciones, imaginen ahora lo que puede suceder con la emergencia coronavirus y es claro que los dictadores son defensores del totalitarismo castrista quieren que el mundo crea que son modelos de perfección.
La búsqueda por mi parte va a seguir y les aconsejo que lean mi artículo “Luigi Di Maio e il mistero delle deleghe non asegnate” publicado por “Gente de Italia” que, en su versión en español lo pueden leer en la página de FamiliaFutura.com


A los italianos podrá parecerle imposible y tal vez digan “no…no creo” al igual de lo que hicimos los venezolanos e hicieron los españoles, pero lamentablemente ya es realidad.
Toda la comunidad italovenezolana tendría que unirse, realmente, en el rechazo y en la  lucha contra del maldito castrochavismo en salsa italiana.

[Traducción del original  italiano con la colaboración de Luisa Ceccarelli]


@cosmodelafuente 


































marzo 18, 2020

La penetrazione e il contagio del casto-chavismo in Italia è dilagante



Il castro-comunismo non entra mai dalla porta principale, spesso utilizza altre entrare e mille motivazioni per manifestarsi e affondare le proprie radici.


A seguito dell'emergenza coronavirus in Italia, un'associazione italo-cubana ha proposto al ministro Speranza che l'Italia si servisse della collaborazione di medici cubani e persino dei loro farmaci.
L'articolo n.13 del Decreto di Giuseppe Conte, "cura Italia" è per tutti e recita così:

"1. Per la durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, in deroga agli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999 n. 394 e successive modificazioni, e alle disposizioni di cui al decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 206 e successive modificazioni, è consentito l'esercizio temporaneo di qualifiche professionali sanitarie ai professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all’estero regolata da specifiche direttive dell’Unione europea. Gli interessati presentano istanza corredata di un certificato di iscrizione all'albo del Paese di provenienza alle regioni e Province autonome, che possono procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legge 9 marzo 2020, n. 14"

Quindi aperto a qualsiasi nazionalità se in possesso di iscrizione all'albo professionale del proprio paese. 
Un'ottima opportunità e una collaborazione che dia un po' di ossigeno agli operatori della sanità italiana e offra anche un'importante opportunità di lavoro. Ma che si parli di Cuba proprio non si può sentire.

L'importante è non farne una mossa politica per piegarsi, sempre di più, al castro-comunismo che conta con molti simpatizzanti al governo, dal M5S ad alcuni rappresentanti di altri schieramenti.

Dico questo perché cercando informazioni più dettagliate sono inciampato in una "bella" lettera indirizzata al ministro Speranza in cui si decantano la bravura e l'esperienza cubana nella medicina. A me e credo a molti venezuelani, vengono in mente molte cose, tra cui alcuni riti che hanno utilizzato per salvare il loro socio Hugo Chávez, oltre alle cure tradizionali, poi a nulla servite. Detto questo sicuramente ci saranno dei medici bravissimi di origine cubana, ma il proporre relazioni con una una dittatura non mi pare sia molto gradito da chi da essa è fuggito e da chi, come i venezuelani, sanno cosa significhi ere stati invasi da Castro. 

Per tornare alla famosa 'lettera aperta'  rivolta al ministro della Salute Speranza,
scritta da Irma Dioli, Presidente dell' "Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba" si legge tra l'altro:

In relazione all’attuale emergenza sanitaria, con la presente desideriamo portare alla sua attenzione la disponibilità di un farmaco prodotto a Cuba, che si è reso utile per affrontare l’epidemia del nuovo coronavirus Covid-19. Si tratta dell’interferone cubano alfa 2B (IFRrec) adottato dal mese di gennaio dalle autorità sanitarie cinesi insieme ad altri farmaci e che risulta abbia dato ottimi riscontri.
Come le è noto Cuba è all’avanguardia in tutto il mondo nel campo della ricerca scientifica e della salute, nonostante il blocco economico, finanziario e commerciale a cui è sottoposta da parte degli Stati Uniti da quasi 60 anni.  L’eccellenza del suo Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologica e dell’industria biotecnologica sono una realtà di livello internazionale, così come la produzione di farmaci di elevata tecnologia come l’interferone alfa 2B.
Inoltre, vista la carenza di personale sanitario disponibile, ci permettiamo di suggerirle di promuovere un Accordo con le autorità cubane competenti per richiedere la collaborazione di  medici e infermieri cubani,  nelle strutture ospedaliere italiane.


Cioè, non  solo ci vogliono piazzare il loro medicamento, vantandosi di non avere casi di coronavirus quando sappiamo che tutte le dittature non forniscono dati reali, ma ci offrono il loro personale medico. 
Alcune immagini che confermano quanto detto fino a questo punto e poi continuiamo a guardare insieme il "lavoretto".



Certo, per molti non ci sarebbe niente di male, ma il fatto di voler collegarsi in nome dell'emergenza ad  un Paese comunista ben aggrappato al regime di Maduro in Venezuela, certo ci dà da pensare. Ma andiamo avanti e vediamo la reazione del governo italiano.
Pochi giorni dopo l'Ambasciata cubana pubblica il seguente messaggio (immagine)






E da qui incontri e festeggiamenti. 
Non ci sarebbe niente di male se almeno avessero informato anche noi cittadini, dell'ingresso d'onore dei cubani nel governo. 
C'è di male, per  i venezuelani e per chi ha rispetto per la libertà, che questo significhi  un altro lasciapassare per il castro-chavismo, e c'è poco da sorridere, sono gli stessi metodi d'ingresso nel seno di altri paesi europei, tra cui la Spagna. Con la complicità di alcuni rappresentanti del governo e il gioco è fatto.
Il Consolato del Venezuela, nel sentire che da Cuba sarebbero arrivati dei medici, ironizza, mentre Irma Dioli critica gli Stati Uniti ma elogia Venezuela, Cuba e il "povero" Brasile nelle mani della destra.


Nell'elenco dell'ambasciatore cubano, anche un chavista di nostra conoscenza, Alessandro Di Battista.



E Ivan Scalfarotto che aveva fatto un gran bel discorso in Parlamento a febbraio 2019, in favore di Guaidó e contro la dittatura di Maduro, che stringe la mano dell'ambasciatore di Cuba in Italia, José Carlos Rodríguez Ruiz, proprio non si può vedere. 
I 21 anni di dittatura in Venezuela diretta da Cuba pare  che  non interessi più a nessuno. 




Ambasciata cubana e nomi dei politici italiani, mezzi di comunicazione, che ci portano tristi ricordi dell'avvento del chavismo in Venezuela e dell'invasione cubana. Non dovremmo sottovalutare. Dove sono i signori della politica italiana che difendono la libertà e la democrazia? Perché restano ancora immobili di fronte al dilagare di questo virus comunista?
La domanda più importante è "perché proprio Cuba?" La risposta potrebbe stare nella passione del M5S per la rivoluzione cubana e non solo, poiché pare si siano contagiati altri personaggi di schieramenti politici diversi per farne una zuppa pericolosa. 

Tra chi si rallegra di questa relazione Italia-Cuba vi sono molti attivisti rivoluzionari, come ad esempio un'attivista che possiamo vedere nella foto. La signora fiorentina si accompagna, in un'immagine con Delcy Rodríguez (vicepresidente del regime in  Venezuela e pedina fondamentale di Maduro) e in un'altra con Livia Acosta (dichiarata persona non grata negli Stati Uniti vedi immagine)




Nella seconda foto vediamo Livia Acosta all'arrivo a Firenze nel febbraio 2020. 
Chi è e perché Livia Acosta è stata espulsa dagli Stati Uniti, lo si legge nell'immagine sottostante con testo in inglese ma facilmente traducibile.


Com'è possibile che soggiorni in Italia? Secondo gli ultimi avvistamenti, si troverebbe a Laporecchio (Firenze). Ma non è l' unica, ovviamente, ce ne sono parecchi. Molti risiedono tra i lussi nell'odiato impero ma,  man mano che vengono espulsi, trovano altri paesi dove vivere e godersi la vita, come l'Italia e la Spagna ad esempio.

Penso che la stragrande maggioranza dei venezuelani e degli italo-venezuelani siano d'accordo con me, nel preoccuparci del fatto che questo amore verso la rivoluzione "bolivariana", che ha violentato e massacrato il Venezuela, possa affondare dinitivamente le sue radici in Italia. Quante volte la nostra comunità lo ha allertato? Moltissime. 



Gli ospedali cubani e venezuelani versano in pessime condizioni da sempre, figuriamoci ora con l'emergenza "coronavirus", ma i dittatori e i sostenitori del totalitarismo castrista pretendono farci credere che siano modelli di perfezione.

La ricerca continuerà, intanto consiglio di dare un'occhiata all'articolo "Luigi Di Maio e il mistero delle deleghe non assegnate" publicato da "Gente d'Italia" in data 8/3/2020.

Vi sembrerà strano e, magari, penserete "ma va..non è possibile in Italia" proprio come lo pensavano i venezuelani e gli spagnoli, ma purtroppo è già realtà.

Tutta la comunità italo-venezuelana dovrebbe unirsi, veramente, nel rifiuto e nella lotta contro l'insediamento del maledetto chavismo in Italia.


@cosmodelafuente











Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra

  (🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...