gennaio 03, 2019

Gilet Azzurri: si raddoppia IRES, ma Di Maio fa marcia indietro


Cerchiamo di capire cosa chiedono i parlamentari che hanno indossato i #GiletAzzurri in Parlamento.
"I gilet azzurri indossati dai nostri parlamentari sono il simbolo di un'Italia che non vuole distruggere, ma ricominciare a costruire: un'Italia che dice basta tasse, giù le mani dalle pensioni, giù le mani dal volontariato, giù le mani dall'Italia che lavora e che produce! Gli stessi gilet azzurri a gennaio saranno nelle piazze di tutte le città italiane per continuare la mobilitazione contro il governo giallo-verde a fianco dell'altra Italia seria e lavoratrice che ancora una volta viene ingiustamente penalizzata", così lo spiega  il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una nota.
Lo leggiamo anche sul sito giletazzurri.it 
Tra le altre cose espongono quanto segue: “Chi vota una manovra che aumenta le tasse, non taglia il costo del lavoro, penalizza il volontariato, danneggia i pensionati e dimentica il Sud non può dirsi di centrodestra. Il vero centrodestra siamo noi, è Forza Italia"

Quello che a noi  fa pensare è la penalizzazione del volontariato.  Se è vero che il no-profit e il volontariato verrà penalizzato siamo già in terreno di Diritti Umani e, soprattutto, del non rispetto di chi si dedica ad aiutare il prossimo. Fermo restando che i "furbetti" come dice il vice premier Salvini, è giusto che siano puniti.

[La Repubblica] "Quella tassa è una vergogna, una patrimoniale sulla solidarietà. Il conto lo pagheranno i più poveri". Sono queste le parole che rimbalzano nel mondo del volontariato (il cui valore economico nella società è di circa 7 miliardi e 800 milioni di euro, più o meno lo 0,7% del prodotto interno lordo). Ogni giorno che passa si allarga la protesta contro la norma nel maxiemendamento che cancella l'Ires agevolata (portandola dall'attuale 12% al 24%) per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. E che prevede un esborso di circa 120 milioni per il Terzo Settore.
Ires volontariato: retromarcia del governo. Di Maio: "Pronti a modifica". Il vicepremier dopo le polemiche: “Non possiamo intervenire in legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Mi impegno a cambiarla nel primo provvedimento utile”. D’accordo Conte e Salvini, che dice: “Massimo rigore con i furbetti”. Qui ci starebbe una battuta sul discorso dei “furbetti” (vedi i servizi di Striscia la Notizia) se pensiamo alla famiglia Di Maio, ma lasciamo perdere.
Di Maio: “Modificarla nel primo provvedimento utile”
In campo scendono i vicepremier e poi Giuseppe Conte. A prendere per primo posizione è Luigi Di Maio: "Quella norma va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella Legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile. Inoltre, abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima", annuncia il ministro dello Sviluppo Economico in una nota.
Conte: “A gennaio riformulare e calibrare meglio”
Subito dopo si pronuncia anche il presidente del Consiglio, via Facebook. Conte indica la direzione da seguire: "Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un'efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall'inizio ha dedicatogrande attenzione. Per questo in merito alla norma sull'Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale", dichiara.
Salvini: “Massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro”
Contro "i furbetti" ma a difesa del volontariato si schiera il leader del Carroccio: "Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni - ha detto Salvini - garantisco l'impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro". 
Le critiche delle opposizioni
Ma l'opposizione non retrocede e Mara Carfagna, ad esempio, su Facebook attacca: "Da dove vengono fuori le norme? Chi le scrive? E chi parla a nome del Governo?". Un'iniziativa più diretta arriva dal Pd che  presenterà un ricorso alla Consulta contro una manovra "approvata fuori dall'ordinario percorso parlamentare", denuncia Richetti.
Cosa prevede la misura contestata
La misura contestata, su cui è arrivato il dietrofront del governo, è stata introdotta a Palazzo Madama. Prevede il raddoppio dell'Ires per gli enti del no profit, cancellando l'agevolazione (un dimezzamento dell'aliquota al 12%) e facendo tornare l'Ires al 24% per enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza; istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione senza fini di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali. Rientrano nello stop all'agevolazione anche gli istituti autonomi per le case popolari. Secondo la relazione tecnica al maxiemendamento alla manovra, il raddoppio dell'Ires per il mondo del no-profit vale 434 milioni in tre anni.
[La Repubblica]

Carlos Gullì
familiafutura

www.giletazzurri.it 



gennaio 01, 2019

Venezuela, Brookings Institution avverte: l'esodo dei venezuelani, nei prossimi due anni, potrebbe raggiungere la cifra di 8 milioni




Ha raggiunto proporzioni “enormi” l’esodo di massa di cittadini venezuelani verso i paesi confinanti, in cerca di cibo e cure mediche. A riferirlo all’agenzia di stampa Dire è Jozef Merkx, responsabile della sede di Bogotà dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati.

La diaspora venezuelana, secondo il Washington Times, è in crescita; la maggior parte dei migranti venezuelani restano in America Latina, dove i paesi stanno affrontando la situazione in modi diversi. L’esodo dal Venezuela, durante l’attuale crisi economica, è sempre più simile al flusso di siriani in Europa nel 2015.
I venezuelani sono disperati, nei casi più disperati sono arrivati a lasciare i loro figli negli orfanotrofi, perché non possono sostenerli. La fame è sempre più diffusa, così come la repressione politica del regime di Maduro; questa situazione alimenta la migrazione di massa.
Il secondo e illegittimo mandato di Maduro, inizierà il 10 di gennaio 2019 e il Venezuela non si aspetta nulla di buono e la fuga dei Venezuelani sarà sempre più massiccia. Circa 3 milioni di venezuelani hanno lasciato il paese, l’ONU prevede che per la fine del 2019 il numero arrivi a 5 milioni.
Nonostante la situazione del paese versi in condizioni drammatiche, Maduro banalizza la fame e la povertà e, più volte in diretta televisiva, ha detto “a chi non piace che se ne vada”.
Secondo l’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e l’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), ogni in giorno in media 5.500 persone lasciano il Paese. Un esodo che viene considerato il più massiccio spostamento di persone nella storia recente dell’America Latina.
Secondo uno studio di Brookings Institution, pubblicato dal giornale “La Nación” il numero dei profughi venezuelani potrebbe arrivare a una cifra astronomica, addirittura di 8 milioni di disperati in fuga. Sebbene non specifichi in quanto tempo si raggiungerebbe tale cifra, si tratterebbe di un periodo non superiore ai 2/3 anni e dovrebbe ugualmente allarmare gli Stati Uniti e tutta l’America Latina.  Sarebbe il maggior esodo del mondo degli ultimi anni, maggiore di quello siriano.  Lo studio dell’economista venezuelano-israeliano Dany Bahar, comprende i tre milioni di venezuelani che hanno già lasciato il paese. 
Lo studio si basa sul tasso di povertà che è giunto all’87%, il collasso economico del paese, i pronostici del prezzo del petrolio e l’invio di denaro dall’estero ai parenti che vivono in Venezuela.
Per quanti credano, ancora, che Nicolás Maduro sia un Presidente eletto, va sottolineato che oltre ad aver instaurato, il 1° maggio 2017, di sua iniziativa una Assemblea Costituente anticostituzionale, ha anticipato elezioni presidenziali fraudolente realizzate nel mese di maggio 2018 . Analisti di tutto il mondo hanno visto questo atto come la volontà di persistere al potere dove, contrariamente a quanto predichi, il paese è privo di democrazia e di pace. Lo dimostrano  le detenzioni arbitrarie. Sono almeno 278 i prigionieri politici ancora detenuti, vittime di torture e in alcuni casi di omicidi per mano della polizia del dittatore.
Le false elezioni di maggio non sono state riconosciute dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dalla maggior parte dei paesi sudamericani.

Carlos Csomo Gullì
@cosmodelafuente

dicembre 26, 2018

AL DESCUBIERTO: entrevista a Roderick Navarro (26/12/2018)




(video)


RODERICK NAVARRO (Rumbo Libertad) #AlDescubierto 
¿Por qué el régimen de Maduro y sus aliados a menudo hablan de Rumbo Libertad, de Roderick y de Eduardo Bittar? ¿Será que temen a los que realmente son enemigos de la dictadura?
¿el 10E 2019 la AN nombrará un Presidente legítimo para llenar el vacío ya que no tenemos al momento un Presidente?
¿Cuál podrá ser el Gobierno de transición?
Responde a las preguntas Roderick Navarro, coordinador de Rumbo Libertad.

dicembre 21, 2018

Già a gennaio del 2006 parlammo di Chávez! "Il Fidel Castro di Caracas'



Ancora un esempio della denuncia del disastro verso cui si avviava il Venezuela, ancora un articolo pubblicato a gennaio del 2016 pubblicato sul giornale "AVANTI!" in cui l'autore lanciava l'allarme. I primi articoli di questo genere non erano graditi in Italia perché in quel momento Hugo Chávez era diventato un simbolo.
Il 17 gennaio 2006 il giornale Avanti pubblicava l'articolo di Cosmo 
"Chavez, il Fidel Castro di Caracas"
Oggi sappiamo che il Venezuela è diventato, praticamente, una colonia di Cuba. I segnali ci sono sempre stati, questo articolo ne è una prova.

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato un altro articolo del 2006, pubblicato dallo stesso giornale. Continueremo a ripubblicare gli articoli di Cosmo che dal 2002 segnalavano l'incombente dittatura del Venezuela, testi che sono stati fortemente contrastati dall'allora "ingenua" opinione pubblica.

Post di familia futura del 5 dicembre, con un altro articolo del 2006.
https://www.familiafutura.com/2018/12/anno-2006-il-venezuela-lanciava-un.html 


Marco Camerlengo

dicembre 20, 2018

Italiani in Venezuela, ne parla il prof. Michele Castelli (video)





VIDEO



Michele Castelli docente dell’ Università Central de Venezuela #AlDescubierto esprime la sua opinione sulla situazione  degli italiani in Venezuela nella grave crisi che ha colpito il paese sottoposto al regime di Maduro. Quali potranno essere i prossimi scenari? (intervista in lingua italiana)
#ItaloVenezuelani #ItalianiInVenezuela
@cosmodelafuente

[Michele Castelli] Nato a Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, si laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università degli Studi di Bari, stabilendosi definitivamente in Venezuela nel 1970.  Professore di linguistica generale e dialettologia (italiana e venezuelana), presso la Facultad de Humanidades y Educación della Universidad Central de Venezuela a Caracas dal 1972, si è poi specializzato in fonetica e fonologia, presso i laboratori di fonetica sperimentale di Zagabria, e fu allo stesso tempo discepolo di Petar Guberina che lo indirizzò allo studio del Metodo Verbo-Tonale, per la riabilitazione dei sordomuti. Ha partecipato a numerosi seminari tenuti dai più prestigiosi linguisti contemporanei come Baldinger, Dressler, Sinclair, Van Dijk, Quilis, Renard.È stato fondatore del Dipartimento d'Italiano e dell'Istituto di Ricerche Linguistiche (Unidad de Investigación) e nel 1985 di "Núcleo", rivista scientifica della Facoltà di Lingue Straniere (Escuela de Idiomas Modernos), della quale fu Direttore fino al 1996. Dal 1990 al 1996 è stato Preside della Facoltà. Collabora con diverse riviste linguistiche, ed ha partecipato come relatore a convegni nazionali e internazionali (Venezuela, Italia, Argentina, Cuba, Jugoslavia, Canada, Stati Uniti, ecc.). Attualmente, Michele Castelli, oltre a studiare e a diffondere i poeti e gli scrittori vernacolari del suo paese d'origine, continua i suoi studi di ricerca sociolinguistica, impostati in modo particolare sulle analisi e i comportamenti linguistici delle seconde e terze generazioni di italiani nati in Venezuela.
[Wikipedia]
Onorificenze:
CAVALIERE dell'ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA - 1989
COMMENDATORE dell'ORDINE DELLA STELLA DELLA SOLIDARIETÀ ITALIANA - 2004
ORDEN "JOSÉ MARÍA VARGAS" DE LA UNIVERSIDAD CENTRAL DE VENEZUELA en su segunda clase - 1998
AMBASCIATORE DEL MOLISE - 2017 (onorificenza conferitagli dalla Regione Molise il 6 dicembre 2017 a Campobasso insieme al giornalista romano Giampiero Castellotti, all'ammiraglio italo-americano Michael Iademarco e alla manager Teresa Iarocci Mavica).

dicembre 15, 2018

"LINGUAPADRE" neologismo senza discriminazioni

Senza dover entrare alla discriminazione ideologica che si fa del "padre" possiamo parlare liberamente di "linguapadre"
Lo studio effettuato per l'Università di Torino ha permesso che già nel 2013 si coniasse il neologismo.

Da uno studio dell'italiano e tesi
"Italiano Linguapadre e Linguamadre in venezuelani di origini italiane"
Prof.ssa Carla Marello - Dr. Carlos Gullì  - Università degli Studi di Torino -
informazioni sullo studio carlos.cosmo.gulli@gmail.com

Articolo fonte 
"Lo sapete che è stato coniato il termine linguapadre? Artefice ne è Carlos Cosmo Gullì in collaborazione  con la professoressa Carla Marello. Cosmo Gulli insegna alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Torino. Sembra che il neologismo sia il risultato di una battaglia contro la discriminazione linguistica dovuta all’uso della parola madrelingua, nel senso di “Lingua della propria patria”.

Il termine madrelingua deriva dal latino e siccome il latino era la lingua madre delle altre lingue romanze, il termine venne usato per indicare la lingua che viene appresa nei primi anni di vita. Possiamo dire che il percorso socio-linguistico che sta alla base del neologismo linguapadre è la discriminazione linguistica percepita dall’autore. Secondo Carlos Cosmo Gullì il termine linguamadre dovrebbe essere sostituito con la dicitura “lingua di famiglia”, cioè lingua usata all’interno della famiglia, mentre nel caso di famiglie con figli di padre italiano, e madre non italiana, nati e residenti all’estero e che imparano l’italiano in un secondo momento, si dovrebbe usare il termine “linguapadre”. Questo in riferimento solamente alla lingua dei genitori.
Ma la cosa non è semplice e si fa più complicata se con il termine ‘linguamadre’ ci si riferisce alla lingua del paese in cui viviamo, alla lingua di ogni individuo, che non ha nulla a che fare con la lingua della propria mamma. E ancora una volta siamo di fronte ad una discriminazione linguistica, dice l’autore, nei confronti della figura del padre, considerato di serie B. Cosmo Gullì ha scelto esplicitamente di coniare un ternime completamente nuovo ‘Linguapadre’, che si differenzia da ‘Padrelingua’, l’altro termine che sarebbe stato possibile. Il termine Padrelingua gli appariva discriminatorio nei confronti del termine esistente di ‘Madrelingua’. Quest’ultimo può essere considerato come una sorta di sessismo al contrario. Presto potremmo trovare il termine linguapadre nei nuovi vocabolari italiani,  insieme a tutte le new entry, cioé le parole segnalate all’Accademia della Crusca"

Paolo Caruso 



dicembre 14, 2018

Venezuela: il ginecologo Andrea Basile assassinato in una rapina


Andrea Basile è stato ucciso da due delinquenti che sono entrati nella sua casa di Bella Vista, una fine atroce quella del ginecologo che viveva in Venezuela.
Michele Castelli, nostra stimata conoscenza, ne riporta la notizia a “IsNotizie”. Armando Basile è stato trovato cadavere a faccia in giù, legato mani e piedi, con la testa coperta da un cappuccio. Identificati gli assassini. Uno di essi aveva tentato di entrare più volte in casa di Basile.La vittima aveva lavorato in diversi ospedali di Maracaibo, ora collaborava con il CDI.
[via IsNotizie]  [familiafutura.com]

[La Verdad] Asesinan a un ginecólogo dentro de su casa en Bella Vista. Al médico lo amarraron, lo golpearon y posteriormente lo asfixiaron. Los delincuentes se robaron varios objetos de valor de la residencia. El dantesco crimen ocurrió el 8 de diciembre a las 2.30 de la madrugada. Según las primeras investigaciones practicadas por oficiales de la Policía científica, a esa hora de la madrugada los asaltante abrieron un hueco y cuando entraron, sometieron al médico. Se conoció que al médico lo ataron, golpearon y lo asfixiaron dentro de su residencia ubicada en la avenida 3F con calle 82B, a una cuadra de la avenida Bella Vista.
Las investigaciones de la muerte del ginecólogo continúan, los funcionarios del Policía científica informaron que tienen identificados por los apodos a los delincuentes que ingresaron a la vivienda de Armando Rafael Bacile Ferrer, de 61 años. Presuntamente un sujeto conocido como el “Antony” junto con el otro antisocial, se habían metido a robar en la casa del ginecólogo en seis oportunidades, pero en la última le quitaron la vida a Bacile.
Había trabajado en varios hospitales de Maracaibo y que actualmente laboraba en el CDI ubicado en la urbanización los Mangos, al oeste de Maracaibo.
Un caso similar ocurrió el pasado 26 de octubre, cuando fue asesinada la doctora pediatra Blanca Ginesa Arapé junto con su hermano Guillermo Secundo dentro de su vivienda. A la doctora la estrangularon y apuñalaron, mientras que a su hermano lo mataron de un golpe en la cabeza.


cosmodelafuente

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra

  (🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...