aprile 27, 2019

Ecco perchè con Forza Italia in Piemonte. Il mio progetto.



Le risposte possono essere molteplici.
Cercherò di rispondere il più semplicemente e sinceramente possibile.

Nella mia famiglia di origine, grazie agli insegnamenti di  mio padre, si è sempre stati estimatori di quei valori  come: progresso, libertà individuale, libertà di pensiero, libertà di crescita, innovazione, meritocrazia, apprezzamento del lavoro altrui, rispetto della proprietà privata. Sostenendo sempre e comunque i Diritti Umani, senza dei quali un Paese non potrà mai evolversi completamente, senza dei quali una Società, prima o poi, potrebbe essere vittima di dittatura.
Sono italo-venezuelano, nato a Caracas da genitori italiani, risiedo a Torino da molti anni. In questa meravigliosa città ho compiuto i miei studi universitari e dopo un breve passato artistico, mi sono dedicato al mio lavoro d’informazione come giornalista freelance. Ho collaborato con agenzie stampa e mi considero un attivista per i Diritti Umani. La lotta che ho portato avanti per la libertà del Venezuela è una delle battaglie che ho affrontato, fin dal 2002, anno in cui ho cominciato a scrivere i primi articoli per la carta stampata italiana. Oggi sono un mediatore interculturale, promuovo l’interazione tra le culture, il rispetto del prossimo, senza discriminazioni di sorta. Ecco perché da anni denuncio anche gli atti di razzismo e dei Crimini di lesa umanità.
Ho trovato in Forza Italia un partito moderato, composto da persone intelligenti e libere, le quali, sostenendo lo sviluppo economico della società, non perdono mai il  rispetto per il prossimo e la libertà individuale. 
Non si dimentichi il lavoro di Mara Carfagna per le Pari Opportunità, o quello di Stefania Prestigiacomo, e del  Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Forza Italia è “fatta” da persone per bene. Non bado agli stereotipi che partono sempre dall'ignoranza e che colpiscono più o meno tutti i partiti, ma c’è una verità che bisogna conoscere, Forza Italia si è rinnovata negli ultimi anni nel suo 75%. Coalizioni? Tutti i partiti formano delle coalizioni, quello che contano, però, sono i programmi e le persone.
Pensate anche voi, come me, che il benessere di una società va a braccetto con il rispetto dei Diritti Umani? 
Il grande lavoro che si propone il candidato alla Presidenza Alberto Cirio spazia dalla sicurezza all'ambiente, dall'alleggerimento del peso fiscale sui commercianti allo sviluppo economico e al benessere di tutti cittadini. Un occhio di riguardo verso i più deboli e molti altri punti chiave per una Regione all'avanguardia. Io mi sono sempre occupato di informazione (libera) e di società, il mio contributo al grande lavoro che Alberto Cirio si propone di fare è all'insegna del binomio indissolubile Progresso e Diritti Umani. Il progresso inteso come avanzamento, come svilupo della società onde favorire la crescita economica, sociale, tecnologica, morale.
Pari Opportunità valorizzando, altresì, la meritocrazia dei cittadini.
Progetti per la crescita, per la comunità, per la mediazione.
Guardare verso il futuro per una Regione moderna, innovativa, Europea, Mondiale.
Con il Venezuela nella mente e nel cuore.

Link al Curriculum di Carlos Gullì clicca qui 

Crocia il simbolo di FORZA ITALIA BERLUSCONI PER CIRIO e di fianco SCRIVI
Gullì (con l'accento sulla i)

Link alla lista candidati Consiglieri Regione Piemonte Forza Italia clicca qui



[Carlos Gullì - reti sociali @cosmodelafuente]



aprile 18, 2019

Decreto Flussi

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2019 il D.P.C.M. del 12 marzo 2019 con cui vengono fissate le quote dei lavoratori stranieri che per l'anno 2019 possono fare ingresso in Italia per lavorare, prevalentemente per motivi di lavoro stagionale.
Come nel 2018 il decreto fissa una quota massima di ingressi pari a 30.850 unità, 18.000 delle quali riservate agli ingressi per motivi di lavoro stagionale.
Le restanti 12.850 unità sono invece, come ogni anno, in piccola parte riservate all'ingresso di lavoratori appartenenti a determinate categorie (lavoratori di origine italiana, lavoratori autonomi, lavoratori che hanno seguito all'estero corsi di formazione ex art. 23 T.U. Immigrazione) e, per la restante parte, riservate alle conversioni.
LA DOMANDA
L'inoltro da parte di un datore di lavoro, italiano o straniero regolarmente residente in Italia, della richiesta di nulla osta per l'assunzione di un lavoratore extracomunitario rappresenta il momento di avvio dell'intera procedura.
Le domande potranno essere presentate:
  • Dalle ore 9,00 del 16 aprile 2019 per l'assunzione di lavoratori non stagionali e per le conversioni;
  • Dalle ore 9,00 del 24 aprile 2019 per l'assunzione di lavoratori stagionali.
Secondo quanto indicato nella circolare congiunta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed del Ministero dell'Interno a partire dalle ore 9.00 dell'11 aprile è disponibile l'applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda all'indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it.
Durante la fase di compilazione e di inoltro delle domande, è  fornita assistenza agli utenti attraverso un servizio di help desk, che può fornire ragguagli tecnici ed è raggiungibile tramite un modulo di richiesta di assistenza utilizzando il link "Help Desk",sull'home page dell'applicativo, disponibile per tutti gli utenti registrati.
Da quest'anno prerequisito necessario per l'inoltro telematico delle domande sul sito https://nullaostalavoro.dlci.interno.it è il possesso di un'identità SPID, come illustrato con Circolare del Ministero dell'Interno n. 3738 del 4 dicembre 2018.

INGRESSI PER LAVORO STAGIONALE
Il Decreto prevede 18.000 quote riservate all'ingresso pe lavoro stagionale. I settori in cui è possibile l'instaurazione di rapporti di lavoro a carattere stagionale, sono solo il settore agricolo e quello turistico-alberghiero. Deve trattarsi di settori in cui viene applicato uno dei contratti collettivi di lavoro che compaiono nel modello di domanda per lavoro stagionale presente sul sito del Ministero dell'Interno.
Le quote per lavoro stagionale sono riservate alle seguenti nazionalità: Albania, Algeria, Bosnia- Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova,  Montenegro, Niger, Nigeria, , Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. Diversamente dagli anni passati non possono più fare ingresso per la prima volta per lavoro stagionale i cittadini pakistani.
Lavoratori stagionali pluriennali
2.000 delle 18.000 quote sono riservate agli ingressi per lavoro stagionale pluriennale.
Si ricorda che il Testo Unico sull'Immigrazione prevede la possibilità di richiedere un permesso di soggiorno triennale, sempre per lavoro stagionale, nel caso in cui il lavoratore abbiano già fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti.  
La domanda può essere presentata anche da un datore di lavoro diverso da quello precedente. Uno dei principali vantaggi del permesso pluriennale è quello di consentire al lavoratore stagionale di fare ingresso in Italia l'anno successivo indipendentemente dalla pubblicazione del decreto flussi per lavoro stagionale. La richiesta di assunzione in caso di permesso stagionale pluriennale per le annualità successive alla prima, può essere effettuata anche da un datore di lavoro diverso dal datore di lavoro che ha ottenuto il nullaosta triennale al lavoro stagionale.
INGRESSI PER LAVORO SUBORDINATO NON STAGIONALE E PER LAVORO AUTONOMO
 In base al nuovo decreto sono ammessi in Italia 3.000 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo. La quota complessiva è così ripartita:
500 QUOTE riservate ai lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d'origine ai sensi dell'art. 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Per saperne di più su tali programmi vai alla pagina del Portale dedicata.
100 QUOTE riservate ai lavoratori stranieri di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile
2.400 QUOTE riservate ai lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie:
- imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia italiana che preveda l'impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
- liberi professionisti riconducibili a professioni vigilate oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione;
-  figure societarie, di società non cooperative, espressamente previste dalla normativa vigente in materia di visti d'ingresso; artisti di chiara fama internazionale, o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici oppure da enti privati;
cittadini stranieri per la costituzione di imprese "start-up innovative" ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l'impresa. Per maggiori chiarimenti sul programma Italia Start Up Visa vai alla pagina dedicata.  
Per la procedura relativa ad un visto di ingresso per lavoro autonomo vai al sito del Ministero degli Affari Esteri.
CONVERSIONI
Le restanti 9.850 quote previste dal Decreto vengono riservate a coloro che devono convertire in lavoro il permesso di soggiorno già posseduto ad altro titolo. In particolare in tale ambito le quote sono così ripartite:
 
4.750 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno per lavoro stagionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale
3.500 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale
700 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio,  tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo
800  quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato non dall'Italia ma da altro Stato membro dell'Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale
100 quoteriservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell'Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo

marzo 14, 2019

Venezuelani in Italia a media: raccontate nostro dramma




Roma, 14 mar. (askanews) – Carlos Gullì, portavoce e addetto stampa del comitato di rappresentanza dei venezuelani in Italia, lancia un appello per provare a sensibilizzare la rete giornalistica italiana su quanto sta accadendo in Venezuela, Paese del Sud America dilaniato da una crisi umanitaria senza precedenti. “Il Comitato di rappresentanza dei venezuelani in Italia supplica i lavoratori del giornalismo e del mondo mediatico radio-televisivo che informino coscientemente sul dramma del Venezuela, mettendo da parte i propri colori politici che, in questo caso, non aiutano ad uscire dalla catastrofe in cui è sprofondato il paese”. “Il senatore americano Marco Rubio – prosegue Gullì nella nota – ha avvertito che 80 bimbi sono morti nel reparto neonatale di un ospedale paralizzato dal blackout”. “Non è la prima volta che in Venezuela si verificano dei blackout, ma così prolungato ed esteso non si era mai visto”. Il dittatore Maduro ha spento la luce in Venezuela, ha tolto l’energia all’intera nazione, o quasi. Così la popolazione è costretta ad andare avanti senza acqua corrente, senza potere usare i cellulari, mentre di notte, al buio, nelle strade delle diverse città non esiste più la sicurezza. Secondo Gullì il regime di Maduro non fa altro che modificare la realtà delle cose a proprio favore: “Il Venezuela ha bisogno del contributo umano e coscienzioso di tutti”, conclude Gullì nella sua lettera.

Link http://www.askanews.it/esteri/2019/03/14/venezuelani-in-italia-a-media-raccontate-nostro-dramma-pn_20190314_00055/


marzo 13, 2019

Drammatico! Ultimo rapporto di Caritas Venezuela






Dal 7 di marzo il Venezuela, già martoriato dalla catastrofe umanitaria, vive anche il collasso del sistema elettrico nazionale,  che ha lasciato senza energia elettrice a 23 Stati del Paese. Il popolo venezuelano retrocede al medioevo.
Ospedali e ambulatori medici, già in pessime condizioni,  sono i più colpiti. 
Trenta milioni di persone, senza energia elettrica. A questo si aggiungono: mancanza di acqua, di benzina, di trasporti e comunicazioni.

IMPATTO
Caos, disperazione dei cittadini e saccheggi diffusi in tutto il paese.
Ospedali paralizzati con migliaia di pazienti ricorverati a cui non si riesce più a somministrare le cure necessarie.  Situazione drammatica dei bambini, neonati, malati in terapia intensiva, servizi di emergenza pronto soccorso e chirurgia, malati cronici renali.
L’Organizzazione Medici Uniti segnalano molti decessi.
La popolazione beve acqua infetta e si ciba di pericolosi alimenti in stato di putrefazione.
Riduzione del traffico aereo e paralisi del commercio.
Chiusura delle scuole e sospensione di qualsiasi attività lavorativa.
Continue interruzioni delle telecomunicazioni.
Privati di libertà ospizi, case famiglia e ospedali psiquiatrici.
[Carlos Gullì - @cosmodelafuente]


REPORTE CARITAS VENEZUELA 11703/2019


INTRODUCCION
Desde el jueves 7 de marzo, nuestro país se incorpora a la cuaresma con un doloroso vía crucis: el
colapso del sistema eléctrico nacional, que desde el jueves 7 de marzo a las 4:30 pm ha dejado sin
suministro eléctrico a más de 23 estados del país. Esta situación ha causado un impacto
inocultable en la vida de nuestro pueblo, que además de lidiar con los rigores de la terrible crisis
económica, política y social que padecemos desde hace más de cinco años se encuentra ahora
sumergido en el más grave retroceso del que tengamos memoria los venezolanos.
RESUMEN
El día jueves a las 4:50 pm ocurrió una falla eléctrica en el principal Sistema de Generación
hidroeléctrica del País, dejando 23 de los 24 estados de Venezuela sin energía eléctrica.
Los sistemas de salud han sido los principales afectados por esta situación, en la mitad de los
casos reportados las plantas eléctricas no han funcionado.
Los principales servicios de comunicación fueron afectados.
En la actualidad el servicio se ha restablecido parcialmente en estados del occidente y centro
del país. Los estados occidentales, especialmente Zulia, Táchira, Mérida y Trujillo, entre otros,
continúan sin energía eléctrica.
Las oficinas de Caritas ha estado afectada por la falta de electricidad, aunque se han
mantenido activa prestando servicio su operatividad se vio amenazada por la falta de planta y
wifi satelital.
SITUACIÓN GENERAL
TIPO DE CONTINGENCIA:
Interrupción del suministro de electricidad y, por consecuencia, los suministros de agua, gasolina,
transporte público, comunicaciones.
DURACIÓN: Inició el Jueves 8 de Marzo 2019
Tiempo de Suspensión de actividades laborales y Escolares: Viernes 8 de Marzo hasta Miércoles
13 de Marzo inclusive.
CAUSAS:
Se desconoce causa precisa. Voceros informan que el problema se originó producto de una falla de
funcionamiento en la central hidroeléctrica que surte de energía a 80% del país. La versión oficial
original es que ocurrió un incendio en la troncal de líneas desde la hidroeléctrica central hacia las
estaciones distribuidoras. Luego se estableció como única versión oficial que la falla se origina en
cyber-ataques terrorista constante desde el exterior al centro de mando de la hidroeléctrica.
Voceros de los trabajadores informan que la tendencia irregular y deficiente en el suministro de
energía en los últimos 3 años sugiere un deterioro progresivo de la capacidad de las instalaciones
eléctricas para su funcionamiento con un colapso inminente de funcionamiento en las turbinas
generadoras.
La situación actual es que la planta distribuidora de la energía de alto voltaje al 80% del país
(principalmente a las zonas central y oriental) suspendió suministro desde el viernes. La planta
distribuidora secundaria que está surtiendo el esquema de emergencia solo suministra corriente
eléctrica de un voltaje menor que no es posible cubrir las demandas de energía de los servicios de
alto consumo en las zonas central y oriental, principalmente los servicios de distribución del
acueducto que surte el agua domiciliar, el servicio de METRO que sirve a Caracas y las generadoras
y repetidoras de la telefonía celular y el internet. Esta planta tampoco está en capacidad de surtir
energía a la zona oriente del país.
También se conoció que en febrero del año 2018, expertos del Alto Comisionado de Derechos
Humanos de la ONU solicitaron al gobierno que tomará medidas para garantizar el servicio
eléctrico a los venezolanos. Lamentablemente al no atender las recomendaciones a tiempo el
gobierno se hizo absolutamente responsable de los acontecimientos.
Factores Agravantes:
• Falta de personal calificado
• Explosiones de subestaciones en las ciudades
• Escasez de dinero en efectivo
• Caos, saqueos, delincuencia
IMPACTO:
• Interrupción de servicio de electricidad, agua, combustible y comunicaciones en el 99% del
territorio.

• Reducción de servicios de salud.
• Caos, tensión social y saqueos. Al menos 11 supermercados han sido saqueados.
• A media máquina funciona los hospitales: Miles de enfermos recluidos en los hospitales del
sistema de salud pública nacional han dejado de recibir tratamiento oportuno ya que los
hospitales se encuentran funcionando de manera reducida, algunos con plantas y otros sin
ningún tipo de recurso eléctrico. Los más impactados han sido niños en servicios de terapia
neonatal, personas ingresadas en unidades de cuidado intensivo, servicios de emergencia y
medicina interna, personas con padecimientos renales crónicos y afecciones respiratorias. De
acuerdo a reportes de la Organización Médicos Unidos son 20 personas fallecidas en todo el
país, Vidas que no tendrían que haberse apagado de esta oprobiosa manera.
• Población comenzando a usar prácticas inseguras de abastecimiento de agua no salubre,
alimentos descompuestos y movilización riesgosa.
• Limitado tránsito aéreo y paralización de la vida comercial de nuestro país.
• Suspensión de clase y vida laboral del País. Desde el viernes 8 de marzo hasta el miércoles 13
por ahora, quedaron suspendidas actividades laborales y educativas.

DONDE
Afectación Nacional
Quienes están más afectados:
• Hospitales: Enfermos
• Aeropuerto
• Telefonía: Incomunicados
• Los Niños y Ancianos
• Privados de libertad, Ancianatos, Casa Hogar, Psiquiátricos
LA RESPUESTA
Que ha hecho Caritas de Venezuela:
Sala Situacional Permanente.
Activar a diócesis centinelas con información disponibles.
Los informantes clave de las diócesis centinela activar contactos y fuentes de información.
Campaña de difusión de información preventiva a la población general
• Temas: uso seguro y eficiente de agua, de alimentos, electricidad y combustible
• Canales: redes sociales, radio, TV (Participación en diferentes programas)
Prestación de servicio de emergencia: agua, alimentos, medicamentos, rutas humanitarias
• Purificadoras y filtro
• Mantener activo los programas de Ollas Comunitarias, centro centinela, Bancos de
medicamentos, a pesar de los días no activos.
• Rutas sanitarias para atender ancianos y hogares con niños pequeños

• Rutas sanitarias para conectar a población con servicios de salud
Plan de Contingencia Caritas
Garantizar operaciones mínimas de las Caritas: personal, seguridad, transporte, abastecimiento
gasolina y electricidad, comunicaciones.

Limitaciones para la respuesta:
Dificultad de no tener electricidad, los traslados, la comunicación, manifestaciones de la
población.............el personal de CARITAS también afectado
Necesidades:
• Plantas eléctricas
• Motos para atender mejor las necesidades
• Mayor cantidad de medicamentos para satisfacer la demanda
• Mayor Número de Pastillas Potabilizadoras para responder a la demanda

ACCIONES DE COORDINACION:
Hemos accionados reuniones con expertos para entender la situación.
Estamos llamando a una reunión con grupos de respuesta para implementar acciones en conjunto.
Reunión con experto de Wash, para linear la contingencia
[Caritas Venezuela]


marzo 10, 2019

Venezuela: il dramma di Frank. Urgente! Salviamogli la vita!




(Ampia documentazione medica disponibile)

Frank Alonzo è un diciottenne venezuelano che si trova in condizioni di salute disperate. Tutto è iniziato durante le proteste pacifiche del 5 giugno del 2017, che si diffusero in tutti gli stati del Paese, anche nello Stato di Mérida, di dove è originario Frank.
Il giovane venezuelano aveva allora 16 anni, era a scuola, si trovava in classe con i suoi compagni, ad un certo punto dissero agli studenti di andare a casa dal momento che la situazione e la repressione della polizia di Maduro stava degenerando. Frank, come gli altri, si diresse alla solita fermata dell’autobus, per tornare a casa. Durante il tragitto, però, si ritrovò proprio nel mezzo della manifestazione. La polizia di Ejido (località) sparava a bruciapelo i “perdigones” (pallottole di gomma e di sale) che raggiunsero il ragazzo in varie parti del corpo. Spaventatissimo cominciò a correre, tra la confusione, la folla che si accalcava e le persone in fuga per non essere raggiunte dai colpi sparati all’impazzata, Frank cadde a terra,  in seguito gli si avvicinò una moto sulla quale fu costretto a salire per poi esser portato alla Stazione di Polizia. Una volta giunto in Stazione fu colpito con violenti calci da tutti i funzionari, aggredito verbalmente, minacciato di morte poiché erano convinti che fosse uno dei ragazzi che avevano partecipato alla protesta – bisogna finirlo – urlavano,e  infine, quasi moribondo, fu lanciato in strada. Molti cittadini urlarono di lasciarlo stare, un signore gli si avvicinò e lo aiutò, allibito per la raccapricciante scena che gli si presentò: le viscere dello studente erano fuoriuscite attraverso  una grossa ferita al ventre, causata dai calci ricevuti.
Dopo avergli offerto il primo soccorso, la gente che aveva assistito alla scena, si mise in contatto con la madre dello studente, trovarono il modo di trasportarlo a un ospedale. Con l’aiuto del signor Omar Lares finalmente riuscirono a portarlo all’Istitituto Autonomo dell’Ospedale Universitario de Los Andes (IHULA). Gli ospedali, però, avevano l’ordine del regime di non assistere i feriti che avevano partecipato alle manifestazioni. Malgrado l’ordine arrivasse dall’alto della dittatura, il medico di guardia lo ricevette ugualmente e con urgenza lo trasportarono in sala operatoria.  La diagnosi fu: gravi traumi, costole rotte, peritonite di 3 grado. L’intervento chirurgico durò dalle 19 fino alle 3 del mattino (documentazione disponibile).
La mamma dovette affrontare i funzionari pubblici, le accuse, la polizia, ecc. Il centro in cui si trovava il ragazzo non disponeva di qualsiasi prodotto o dei medicamenti necessari per via della già pesante carestia del Venezuela.  La donna doveva provvedere alla fornitura di siringhe, prodotti per l’igiene, pagare gli esami che, per ovvie ragioni, dovevano essere eseguiti privatamente. Per far fronte a queste spese cominciò a vendere gli oggetti di casa e alle poche cose di valore che possedeva.
Otto giorni dopo l’intervento il ragazzo presentava, ancora, un quadro clinico preoccupante e una febbre alta causata da un virus batterico che peggiorava di giorno in giorno. Fu necessario un nuovo intervento  il 13/06/2017 (documentazione disponibile), durante il quale i medici decisero di lasciare aperta la ferita. La situazione, però, non migliorò. Si presentarono ulteriori complicanze dovute a un ambiente igienico non idoneo; tutto ciò  non permetteva che l’ammalato potesse recuperare le forze, il quale continuava a peggiorare al punto di finire nuovamente in sala operatoria  il 17/06/2017  (documentazione disponibile); decisero di effettuare una colostomia terminale. I problemi non finirono qui perché Frank cominciò ad avere problemi respiratori causati dal liquido contenuto nei polmoni e una grave carenza di proteine.
Come se non bastasse, Frank e sua mamma dovevano vivere in clandestinità poiché lui era perseguitato e vigilato dal regime per mezzo dei “colectivos” le bande delinquenziali armate.
Una prima speranza quando la madre riuscì a contattare l’organizzazione “Promedehum”  e il suo presidente Roberto Lobo poiché da quel momento ebbero almeno una guida.
 Il caso di Frank arrivò all’ONU ma la situazione, oggi, resta drammatica.
La donna  ha perso il lavoro per occuparsi di Frank e del figlio minore, ha chiesto aiuti, ha elemosinato ai semafori. Il ragazzo continua ad avere seri problemi di salute, complicati dal fatto che non si trovano nemmeno le borse e le basi per la colostomia, i medicamenti, il cibo per alimentarsi. Gli ultimi interventi a cui è stato sottoposto, a maggio e a giugno del 2018, non hanno migliorato il quadro clinico che resta allarmante.  Sottoposto a sedute psichiatriche, cure fisiatriche, regime alimentare che lo mantengono in vita. Ma fino a quando?
La drammaticità della situazione in cui versa, li ha costretti  a prendere una decisione, quella di trasferirsi in Colombia in cerca di aiuto, ma ancora oggi sono in attesa di documentazione per il soggiorno. Frank ha bisogno di aiuto urgente poiché si rende necessaria la ricostruzione addominale, senza la quale la sua vita è in serio pericolo. Questo giovane chiede di poter avere una vita normale, mentre la madre fa di tutto per coprire le spese di base, ma essendo rifugiati in Colombia, sesenza documenti è difficile per lei trovare un lavoro normale che possa garantire le cure di suo figlio. La paura è che le malattie del giovane possano  ulteriormente degenerare al punto che non resti più nessuna speranza di vita.
Se puoi e vuoi dare una speranza a Frank, mettiti in contatto con Familia Futura e chiedici informazioni. Provvederemo a fornire la documentazione medica e tutte le evidenze di questo caso. Il contatto sarà diretto con la madre del ragazzo senza nessuna intermediazione da parte nostra.  Il nostro compito è unicamente quello di rendere noto questo caso e di sensibilizzare i nostri lettori sul dramma che vivono i venezuelani.
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#UnAiutoPerFrank
Familia Futura 
BANCA PROSSIMA        (n.b. IT58 letteraO cifra0 33  ecc)

IBAN  IT58 O033 5901 6001 0000 0162 896  

BIC    BCITITMX
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[Carlos Gullì - @cosmodelafuente – FamiliaFutura.com]
Ufficio Stampa Carlos Gullì, Familia Futura +39 339 459 6351
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Yo Frank Alonzo Flores Vergara, mayor de edad, (18).Venezolano; actuando en nombre propio de manera respetuosa me permito solicitar de su colaboración, o ayuda por este medio, teniendo en cuenta los siguientes hechos que a continuación relato:


El 05 de Junio de 2017, fue un día de protestas pacíficas en varios Estados de Venezuela incluyendo el Estado Mérida, donde soy nativo, yo estaba en clases del cual nos indicaron salir ya que la situación estaba muy peligrosa, en ese entoce yo tenía solo 16 años, salí dirigiéndome a buscar el transporte en el trayecto me encontré en medio de la manifestación entre muchachos y funcionarios del Cuerpo Policial de Ejido quienes sin mirar disparaban perdigones; siendo yo victima recibiendo varios disparos a quema ropa al verme así me asuste, quise correr sin poder un individuo me empujo caí al suelo se acerca una moto y me suben a la misma, trasladándome al comando de Policía, una vez allí fui golpeado por todos los funcionarios con punta pies, agredido verbalmente, amenazado a muerte, ellos pensaban que yo era un “guarimbero” por lo que me decían “hay que exterminarlo” casi moribundo soy lanzado a la calle, de donde los ciudadanos gritaban que me soltaran, un samaritano se me acerca un poco y me dice como pueda trate de llegarse hasta aquí al lograrlo él se da cuenta que estaba muy herido los órganos expuestos( viseras, entre otros), me brindan los primeros auxilios, se comunican con mi mamá para buscar como trasladarme a un centro asistencial, pero con ayuda del Sr. Omar Lares logran mi traslado al Instituto Autónomo Hospital Universitario de los Andes (IHULA); había un detalle que a nivel Nacional estaba la orden emanada que “heridos por manifestaciones no podían ser atendidos”. Sin embargo el médico de guardia me recibe e ingresa de inmediato al quirófano con el diagnostico de politraumatismo severo, costillas partidas, peritonitis grado III, ingrese a las 7:00pm hasta las 3:00 de la madrugada dejándome en observación (anexo informe).


Mientras mi madre lidio con el tema de funcionarios públicos, fiscalía 12 y 13, policías, CICPC, entre otros. Durante ese tiempo pasaron muchas cosas, para el momento ese centro se encontraba en escases lo que había que llevar desde una jeringa, yelco, hasta productos para la limpieza del mismo, los estudios, muestras de laboratorio se debían hacer en privado, por lo que mi madre para costear todo comenzó a vender las cosas del hogar.


A los 8 días de la cirugía comencé a presentar fiebre por una bacteria, ya que no había salubridad de parte del Estado, lo que toca ingresarme al quirófano nuevamente el 13 de Junio de 2017(anexo informe), los médicos deciden dejarme la herida abierta y el estómago; pero la situación, complicaciones presentadas, el ambiente no dejaba avanzar mi recuperación, entrando en un cuadro muy delicado donde nuevamente amerito el ingreso al quirófano; pero el Director del centro no autorizaba el uso del quirófano para mí, los médicos tratantes sin más que esperar y de emergencia me ingresan  el 17 de Junio de 2017(anexo informe) ellos deciden realizar una colostomía terminal ya en recuperación presento dificultades respiratorias observando liquido en los pulmones y por mi condición física sin proteínas, psicológicamente afectado debían extraerme el líquido siendo un procedimiento delicado con mi deseo de salir adelante logran realizar el procedimiento, con más detalles de contar trascurre un tiempo prudente me dan de alta. Comenzando una nueva batalla ya que tuvimos que vivir en clandestinidad por ser perseguido, acosado y vigilado por el oficialismo (colectivos); en medio de todo mi madre logra un enlace con la organización PROMEDEHUM y su Director Rigoberto Lobo, quien comenzó a guiarnos, apoyarnos en lo posible, necesario; también a través de él la oficina del Alto Comisionado de Naciones Unidas documenta el caso, bien desde entonces he tenido altas y bajas, mi madre le ha tocado solicitar ayuda , pedir dinero en los semáforos, transporte para cubrir mis necesidades y la de mi hermanito ya que ella se quedó sin trabajo. Ahora bien para Febrero de 2018 comencé a presentar dificultades en mi salud, no encontraba las bolsas y bases para la colostomía, los insumos médicos, tratamiento, alimentos, es allí cuando solicitamos ayuda en el exterior y una señora nos colaboró creando una página para recaudar el dinero para la próxima cirugía y estudios necesarios los mismos arrojaron que podían realizar una restitución de colon, para el 18 Mayo de 2018 (anexo informe) me operan, no hubo buena recuperación nuevamente me ingresan en Junio de 2018 (anexo informe) sin obtener buenos resultados entro en un cuadro de salud deplorable, delicado comencé a expulsar heces por varios orificios y una desnutrición severa me ingresan al IHULA  de emergencia me estabilizan un poco y en Julio de 2018 (anexo informe) me operan realizándome una colostomía nuevamente terminal definitiva según de por vida; atendido por los servicios de psiquiatría, fisiatría, traumatología, nutrición y cirugía me logran estabilizar y en esta oportunidad me realizan una cirugía en la mano para extraer perdigones que me estaban inmovilizando la mano izquierda.
Finalmente en vista de la situación país, las persecuciones, inseguridad y mis requerimientos alimenticios, insumos médicos, entre otras necesidades mi madre toma la decisión de migrar para Colombia en busca de ayuda y resguardo, realizando los trámites aún estamos en espera de una respuesta,  pero mi salud amerita de atención medica control ya que aún está en espera la cirugía de la malla para la pared abdominal corro muchos riesgos, actualmente amerito de ayuda económica y médica para mis insumos, alimentación porque lo que más anhelo es llevar una vida normal, aún no ha sido posible, me gustaría expresar todos los detalles que obvie. Mi madre trabaja para cubrir las necesidades básicas y como ingresamos sin pasaportes por varias razones, ha sido imposible encontrar un buen empleo.
Tengo miedo de pasar otra vez por situaciones anteriores por no recibir atención médica a tiempo.
A 02 años y 09 meses lo que más deseo es llevar una vida normal retomar mis estudios, trabajar y vivir en mi país tranquilo sin temores.


febbraio 26, 2019

Lettera aperta a Federica Mogherini: "Elezioni libere in Venezuela solo se cade Maduro"



Roma – Drammatica lettera aperta della comunità venezuelana in Italia a Federica Mogherini, alta rappresentante dell’Unione Europea per le Relazioni Estere e Politica della Sicurezza. L’uso della violenza, inflitta al popolo dalla polizia di Maduro e di quella di gruppi armati irregolari allo scopo di intimidire, colpire e in più di un’occasione uccidere civili inermi, «sono l’evidenza che in Venezuela - spiegano i rappresentanti venezuelani in Italia - non vi è alcuna possibilità di organizzare elezioni libere e democratiche».

Venezuela, Guaidó non chiede interventi militari. Cos'altro deve accadere per un'azione decisa?

Cosa accade in Venezuela?


I paesi del Gruppo di Lima hanno deciso di chiedere alla Corte Penale Internazionale (Cpi) e al Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu di intervenire con urgenza, in risposta alla «violenza criminale del regime di Nicolas Maduro contro la popolazione civile», per aver «negato il loro accesso all’assistenza internazionale, il che costituisce un crimine contro l'umanità». Lo si legge nella dichiarazione finale diffusa al termine della riunione del gruppo tenutasi ieri a Bogotà. Intanto si è registratp,  il passo indietro di Juan Guaidò, leader dell’opposizione in Venezuela e presidente autoproclamato. Guaidó, a differenza di quanto ci si sarebbe attesi, non ha proposto un intervento militare esterno né l'uso della forza per porre fine al governo dell'”usurpatore” Nicolas Maduro.
Cos’altro dobbiamo aspettare per intervenire e salvare il popolo del Venezuela? Il terrorismo di Maduro fa sul serio, reprimendo e uccidendo persone inermi. La popolazione indigena dei Pemones si sta dando alla fuga per la crudele mattanza per mano della polizia di regime.
In Italia che si dice? Il governo si  limita a condannare e a mantenere il suo atteggiamento tiepido di fronte a un dramma umanitario di tali dimensioni. Certo la passione dei Cinquestelle per la revolución non aiuta. Una rivoluzione che ha portato miseria, morte, crimini di lesa umanità e oggi è diventata genocidio.
Sono gravissimi gli ultimi omicidi a danno di civili, soprattutto nello stato di Bolívar dove autotrasportatori volontari sono stati colpiti.


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