L'emozione del Venezuela, il grande successo dell'amore si manifesta attraverso il programma Hola Italia. Guardiamo il settimo episodio.
agosto 23, 2014
agosto 13, 2014
agosto 06, 2014
No perdamos nuestra identidad - Venezuela -
A los hermanos Venezolanos que siguen con ataques y que me dicen que los invasores son los yankees, les quiero recordar que los que ahora nos han invadido son los Castros. Estoy consciente que es muy dificil aceptar que pudimos habernos equivocado luchando al lado de Chávez pero hay que hacerlo por el bien de nuestra Patria. Equivocarse es Humano. Admitirlo y cambiar de opinión es inteligente. Es necesario juntarse por el bien de todos. Tenemos que pensar a nuestro pasado para salvar el futuro de Venezuela. UNIDOS para no perder nuestra identidad.
Cosmo de La Fuente
Arepas : vincono il premio Miglior Colazione del Mondo
Voglio far sapere che le nostre tradizioni, la nostra cucina, la nostra storia diventa sempre più presente per tutti. Ho parlato in Facebook di questo e ha ottenuto un grosso successo:
La Arepa venezuelana, che puoi vedere nella prima puntata di Hola Italia
Occupa il primo posto tra le migliori prime colazioni del mondo, pubblicato a febbraio 2014 nel Blog Thrillist, specializzato in viaggia, cibo e bevande internazionali.
Non lo sapevi? Ora lo sai!
Maracaibo (EntreSocios).- La arepa venezolana ocupa el primer puesto de los mejores desayunos del mundo, publicó recientemente el blog Thrillist, especializado en viajes, comidas y bebidas internacionales.
La protagonista del desayuno, almuerzo o cena del venezolano es “coronada” por su versatilidad pues “su relleno puede ser de queso, mantequilla, distintos tipos de carnes, pollo, huevo, aguacate, chorizo, que garantizan que estarás satisfecho el resto del día hasta la cena…”, escribió Adam Lapetina, articulista del sitio.
No es la primera vez que reconocen internacionalmente a la arepa venezolana, pues el 23 de marzo de 2011 fue acreedora de un Record Guinnes por la confección de la arepa más grande del mundo por parte de Empresas Polar, en Caracas, utilizando para su elaboración uno de sus productos bandera, la Harina de Maíz Precocida Harina P.A.N. en el marco de la celebración de los 50 años de la marca y los 70 años de Empresas Polar. Se requirieron de 230 kilogramos de harina, sal, aceite y 420 litros de agua para lograr una mezcla de 683 kilogramos y obtener como resultado 493,2 kilogramos de arepa perfectamente cocida y lista para comer luego de 50 minutos de cocción. El récord fue ratificado por el adjudicador oficial del Libro Guinness de los récords, Ralph Hannah, quien saboreó la arepa e hizo oficial la nueva marca.
Si quieres ver el primer episodio, y las arepas aqui el enlace
https://www.facebook.com/photo.php?v=770594382958895&set=vb.766403163378017&type=2&theater
Beh!
Provare per credere ragazzi.
Buon appetito
Cosmo
luglio 10, 2014
giugno 30, 2014
Invidia: una bestia che morde chi la prova
Spesso l’invidia svela quanto si possa essere
infelici e deboli alla ricerca di aiuto. La costante attenzione su quello che
fanno gli altri, o una persona in particolare, se si trasforma in malessere, è
solo il sintomo di noia profonda che invade chi la prova.
Una cosa è certa, siamo liberi di esprimere il
nostro parere, se riteniamo che possa essere utile allo scopo di
sensibilizzare, essendo propositivi, spronando chi potrebbe ottenere dei risultati
e non lo fa; siamo liberi soprattutto se lo facciamo senza offesa e dalle
nostre pagine, a casa nostra e non per questo l’invidioso, che normalmente si
dichiara sostenitore dello stesso obiettivo dell’invidiato, nel vano tentativo
di rendergli il percorso difficile, parla a sproposito o agisce grossolanamente,
rischiando di piazzarsi all’opposizione, ovvero tra quelli che sono “veramente”
dall’altra parte. Questi ultimi, però, sono credibili poiché sono dichiaratamente
da “quella” parte mentre noi da “questa”.
In buona sostanza gli invidiosi, nel
tentativo di nuocere, accrescono l’importanza dell’invidiato rendendogli la
strada molto più interessante. Ma qualcosa va chiarito.
Eppure sarebbe facile per lui non soffrire,
basterebbe guardare da un’altra parte, ma è più forte di lui, gira e rigira, come un'anima in pena, nella zona di sofferenza, rodendosi il fegato e non portando nessun aiuto alla causa di
cui si dice sostenitore. Per quanto riguarda il mio lavoro di sensibilizzazione sul Venezuela, vorrei ribadire che Il mondo è fatto di noi, i media siamo noi, le nostri
singole voci, se chiediamo ai giornali di parlare ovviamente lo possiamo
chiedere anche a chi, avendo un ascendente sul pubblico, resta immobile e non
lo fa. Tre possono essere i casi: 1) non è interessato; 2) sta dall’altra
parte, 3) non se la sente. Siamo liberi
di "notarlo", così come protestiamo quando sappiamo che qualcuno, dall’altra
parte, appoggia chi noi vogliamo si allontanasse dal nostro Venezuela.
Chi potrebbe ottenere ottimi risultati e non lo
fa potrebbe soltanto aver bisogno di un incoraggiamento per poi dare un apporto importante. Resta,
ovviamente, libero/a di non fare nulla, come io resto libero di dirlo.
Unico dubbio che mi resta: ma questa gente (l'invidiosa) è realmente
interessata al successo del risultato? Ho i miei dubbi.
Secondo un’interessante e vecchio articolo di
Vittoria Nervi gli invidiosi utilizzerebbero regolarmente delle parole, al
momento di elargire ‘finti’ consigli all’invidiato:
vacci piano; controllati, aspetta con calma,
fai un passo indietro, gioca sul sicuro, accontentati. E’ proprio vero! In molti commenti li ritrovo!
Non possiamo negarlo, l’invidia fa
parte di un bagaglio emotivo che a volte può, addirittura, essere utile a
scaricare lo stress. Secondo una ricerca dell’Istituto Nazionale giapponese, è
scientificamente provato che a livello cerebrale si attivano delle aree legate
al piacere di fronte alla sfortuna di chi s’invidia. Sarebbe simile al
godimento che si prova mangiando della cioccolata che favorisce la produzione
di serotonina, un ormone che ha un’azione stimolante sul sistema nervoso e sull’umore.
Per certi, vedere una certa persona in difficoltà, è un vero e proprio
godimento. Una situazione difficile da gestire, che logora chi la sente. Sempre
studiando questa scrittrice, mi piace sottolineare che :
L’invidia nei confronti di qualcuno è proprio
una brutta bestia che denota una bassa autostima. Chi ne viene roso spesso
assume atteggiamenti che sta criticando in un altro e lancia due frecce
avvelenate che, in sostanza, contengono questi messaggi:
1) Ti sono
ostile perché hai più di me (ad esempio soldi, o successo, o notorietà, o
amicizie, o simpatizzanti,ecc.)
2) Mi
vendico di te sparlando di te alle spalle, mettendoti in cattiva luce.
a)
Se hai fiducia in te e sai quelo che vuoi vieni descritto come un arrogante che se la
tira.
b)
Se sai quello che fai e hai obiettivi ben chiari da raggiungere
dicono che sei chiuso in te stesso.
c)
Se segui le tue linee ti dicono che pensi di essere chissà chi.
d)
Se credi nella gentilezza e nel condividere con gli altri,
sostengono che sei ingenuo.
e)
Se hai speranze e qualche sogno ti diranno di tenere i piedi per
terra.
Mi dispiace un po’ per l’invidioso
perché ha sempre paura di mettersi in discussione e non riescono a cambiare,
proiettano i loro rimpianti e i loro insuccessi su di te. Parlano di rispetto e
sono loro che, per forza di cose, perdono lo stile.
Mi piace finire con la frase di Gandhi :
prima ti ignorano, poi ti
prendono in giro, in seguito ti combattono e, alla fine, vinci tu.
(#Cosmo)
#VenezuelaLibre
Iscriviti a:
Post (Atom)
Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino
Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra
(🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...
-
[Cosmo de La Fuente] Quali siano i motivi per cui una mente venga colta da raptus di follia e scateni l’ira omicida di una persona, no...
-
Senza dimenticare il caso di Antonio Faccini, per cui vi prego di parlare ancora, in modo che non venga dimenticato, vorrei parlare anche di...


