dicembre 27, 2007

Buon Natale al tribunale dei minori



Dedicato a tutti quei ‘piccoli’ a cui un ente apposito ha negato di vivere con mamma o con papà, dedicato a quei tribunali dei minori e a quegli assistenti sociali che senza cuore e nessuna preparazione professionale hanno permesso che padri, madri e figli vivessero il dolore più grande. Speriamo che il Natale muova in loro il pentimento e la consapevolezza della crudeltà e della nullità del proprio operato.

La luce attraversa la tua finestra, solo quella mi resta. Il ricordo dei tuoi occhi da bambina e la dolcezza che provavo quando stringevi la mia mano. Il tuo sorriso che incanta, il cuore in gola..c’è un uomo che piange per te.
Lo sai che non ho potuto scegliere malgrado ti amassi sopra ogni cosa. Con tenerezza io ti amo, quante notti ti ho cullata, questa ninna ninna ti ho cantato ….è doloroso dirti addio.

Dormi piccolina, zitta zitta bambina mia
So che mi ascolti, è il tuo papà che canta.
Lascerò vuota la croce del mio dolore,
non voglio più soffrire, io non voglio lasciarti.
L’amore è sempre amore e non conosce ragioni.
Lascerò vuota la croce del mio dolore.

Vagherò per il mondo impazzito ma nel mio cuore ci sarai sempre. Sei tu la mia bambina,
la carezza della sera.
Lascerò vuota la croce e le sopportazioni mentre la luna dolcemente si addormenterà tra le tue ciglia.

Nenia (Nashira music)

dicembre 12, 2007

Los periodicos venezolanos sin papel / i giornali venezuelani senza carta


Necesitamos elecciones ya... necesitamos que Chavez se vaya porque està acabando con nuestro paìs.

CARACAS.- El fantasma del abastecimiento que azota al "socialismo petrolero" del presidente Hugo Chavez tiene una nueva vìctima: los periòdicos. De momento, la escasez de papel sòlo afecta a algunos medios crìticos con el Gobierno, principalmente peque' los diarios de provincias, que han denunciado un sucesivo estrangulamiento por parte del organismo de control de divisas.
El director del 'Correo del Caronì­', David Natera, -el más importante del estado de Bolì­var- dijo que su periòdico no se difundirà este miércoles por dificultades para obtener papel.
"Esperamos que no se siga entorpeciendo la salida del periòdico, porque deberÃàan otorgarle los dòlares a nuestro proveedor para que nos pueda entregar el papel; si no saldremos de cualquier otra forma", dijo este martes Natera, ante los problemas para obtener dòlares para importar papel.
Natera, quién también preside el Bloque de la Prensa Venezolano -que agrupa a unos 40 periòdicos criticosos” acusò directamente al Ejecutivo bolivariano de emplear el control de cambios de una manera arbitraria.
"Casi todos los periòdicos que integran el bloque de prensa tienen 'stock' para aguantar entre 20 y 30 ì­as màs. La mayorì­a de ellos han optado por reducir su número de pàginas, porque Cadivi organismo de control de divisas- presenta retrasos de hasta seis meses en la entrega de dòares", puntualizò.
El caso del 'Correo del Caronì no es elùnico, aunque sèa el màs dramàtico. Por lo menos diez importantes medios regionales, desde la 'Frontera' (estado andino de Mérida), 'El Carabobeno' (estado de Carabobo, tercero màs poblado de Venezuela) hasta 'El Impulso' (estado Lara), entre otros, sólo tienen papel para las pròximas semanas.
En este sentido, la asociación Reporteros Sin Fronteras (RSF), con sede en París, se solidarizó este martes con los periódicos venezolanos por su delicada situaciòn. "Esperamos que el control cambiario no se haya convertido en un medio para penalizar a algunas publicaciones por su línea editorial, como ocurre con la concesiòn de la publicidad oficial", dijo RSF en un comunicado.
Miguel Enrique Otero, presidente y editor del periòdico 'El Nacional' “el màs antiguo del paì­s- explicò que "hay un problema generalizado entre algunos periòdicos porque no obtienen dòlares para comprar insumos". Otero recordò que también se persigue a la prensa crìtica mediante otras prácticas, como utilizar la publicidad oficial para favorecer a los medios gubernamentales o a los que se han subordinado a la voluntad del Ejecutivo.
El paroxismo del desabastecimiento y la falta de insumos en Venezuela llegò hasta el surrealismo durante esta semana, cuando el ministro de Alimentaciòn, Rafael Oropeza, alertò sobre la escasez de papel higiénico, que en los ùtimos dì­as ha estado ausente de los estantes.
La leche, los huevos o el pollo, entre otros alimentos, también desaparecieron de los supermercados venezolanos desde hace varios meses. Y sòlo se consiguen después de un madrugòn, y armarse de paciencia en una fila de dos horas.
Insomma Chavez per combattere chi lo critica fa sparire la carta in modo che i pochissimi giornali del paese, rimasti ancora, magari nelle province, non possano parlare e rendere pubblica la sua dittatura.
Abbiamo bisogno di elezioni in Venezuela, abbiamo bisogno che questo 'pazzo scatenato' lasci il comando del paese. Glielo affidiamo, con tutto il cuore, a Bertinotti che lo definisce 'fratello'. Meditate gente...meditate.

dicembre 04, 2007

La disfatta di Chavez

Da 'Corriere della sera .it' ecco un esempio di chi non ha le fette di salame davanti agli occhi e chi non nasconde il sole con un dito.

di Sergio Romano
Il referendum fallito di Hugo Chávez è più di una battaglia perduta. Il presidente venezuelano ha ambizioni continentali e internazionali. Non è soltanto un caudillo nazional-populista, nello stile di altri leader che hanno conquistato il potere in America Latina. È convinto di essere un modello per il continente e di potere recitare sulla scena mondiale un ruolo «anti-imperialista» simile a quello che Fidel Castro ebbe per qualche decennio. I suoi viaggi a Cuba non sono soltanto manifestazioni di amicizia per l’amico malato. Sono pellegrinaggi destinati a creare la convinzione che il colonnello paracadutista sarà, con altro stile e altri mezzi, l’erede, il successore, l’esecutore testamentario del «líder máximo». Il «socialismo bolivariano» è una categoria ideologica imprecisa, priva di qualsiasi rigore scientifico, farcita di affermazioni retoriche e dichiarazioni roboanti. Ma ha il pregio di essere la versione indigena delle ideologie europee, di stare al marxismo come la santeria e altri culti nativi del continente stanno al cristianesimo. Le bordate contro gli Stati Uniti hanno assicurato a Chávez la simpatia di larghi settori del continente latino-americano. Le promesse e i benefici sociali hanno conquistato la piccola borghesia, i campesinos, i miserabili delle favelas, di una parte della funzione pubblica e i quadri inferiori delle forze armate.
La modifica della costituzione avrebbe rafforzato i poteri presidenziali, gli avrebbe permesso di restare indefinitamente al vertice dello Stato e, soprattutto, lo avrebbe reso indipendente dal fattore che ha maggiormente contribuito al suo successo: il vertiginoso aumento del prezzo del petrolio.
Avremmo assistito nei prossimi mesi alla nascita di uno Stato nuovo, assemblato, come certi sincretismi religiosi, con alcuni degli ingredienti che hanno caratterizzato i regimi autoritari e totalitari del Ventesimo secolo: controllo dei mezzi d’informazione e degli altri poteri istituzionali, fra cui quello della Banca centrale, eliminazione o asservimento dei partiti politici, dirigismo economico, educazione «civica » della gioventù, culto della personalità, liturgie di regime.
È probabile che Chávez non abbia rinunciato alle sue speranze. Accetta l’esito delle urne, ma spiega il voto sostenendo che l’opinione pubblica è stata influenzata da una forte campagna internazionale, ovviamente americana, e che Fidel Castro lo aveva ammonito. Non si dichiara vinto e aggiunge che l’alta percentuale dei sì (circa il 49%) è comunque un importante «passo politico». Vi saranno altre prove di forza, quindi. Ma Chávez non ha osato contestare il risultato delle urne (come il perdente usa fare, ormai, in tutto il mondo). Il fallimento della riforma costituzionale dimostra l’esistenza in Venezuela di una opposizione che può ostacolare i programmi del presidente e, forse, sbarrare la strada al suo grande disegno.
Lo smacco subito domenica scorsa avrà parecchie ripercussioni, soprattutto in America Latina.
Molti leader hanno coltivato l’amicizia di Chávez soprattutto per due ragioni. La sua generosità petrolifera e finanziaria si è dimostrata provvidenziale per i Paesi in gravi difficoltà, come l’Argentina di Nestor Kirchner, la Bolivia di Evo Morales, la Cuba di Fidel Castro. E il suo ruolo di paladino anti-Usa, soprattutto dopo l’elezione di Bush alla Casa Bianca, ha risvegliato gli spiriti nazionalisti del continente latino-americano. Ma è difficile immaginare che Luiz da Silva in Brasile, Cristina Fernandez de Kirchner in Argentina, Michelle Bachelet in Cile, Tabaré Vazquez in Uruguay e Alan Garcia Pérez in Perù siano oggi disposti a tollerare con la pazienza di ieri gli umori e le sortite ideologiche del colonnello paracadutista di Caracas. Ed è probabile d’altro canto che altri Paesi, dall’Iran alla Cina, tratteranno il Venezuela, d’ora in poi, come un utile partner commerciale, e non più come un lontano cugino ideologico. Esiste ancora un fenomeno Chávez, ma il «modello» è più pallido, meno smagliante e attraente per gli amici, meno minaccioso per i nemici.

Venezuela libre



Helena Sanchez de Caracas dice:
“ mintieron diciendo que la diferencia es poca. Lo que pasa es que escondieron muchos votos. Dieron la noticia a las 2 de la mañana porque querían hacer trampa, como siempre. Cuando vieron que los votos eran demasiados tuvieron que decirlo”.

Venezuela necesita serenidad y libertad, no más palabras y locos que quieren acabar con nuestro pais, los locos tienen que ser curados y no pueden decidir del futuro del pais. No podemos seguir soportando a ese chiflado, necesitamos votar ya.
CdF
Ha perso due volte il dittatore, la maggioranza gli ha detto 'NO' e i suoi l'hanno tradito non andando nemmeno a votare, nonostante abbia svegliato la gente di notte con musica e fracasso per le strade, era convinto di vincere. La sua dittatura comincia a sfasciarsi. Togliti dai piedi Chavez, fai respirare il nostro paese.

dicembre 03, 2007

Chavez perde e si traveste


Il popolo venezuelano esulta, il dittatore ha incassato una bella sconfitta, ha vinto il no. Per tutta la giornata ci ha fatto credere che stava vincendo alla grande in modo da influenzare il voto di chi doveva ancora votare.Chissà cosa gli passi per la testa pazza che si ritrova. Comunque la sconfitta è stata alta ma lui, ancora una volta cerca la consolazione e dice di aver perso per poco. Tutte balle, come lui! Speriamo che ora succeda qualcosa e che questo despota lasci respirare il paese, allontanandosi per sempre!

novembre 30, 2007

Genitore 'mamma' in difficoltà



Aiutarti sarà difficile, e nessuno come i tanti papà che hanno vissuto la tua situazione, ancora peggiore perchè senza nemmeno avere i propri figli vicino, possono capirti tanto.
Non crollare, i tuoi figli ti amano.
Un abbraccio
Cdf


Salve,

sono Roberta di Alba (cn),43 anni con due figli: Marco 16 anni e Giulia 12.

Sono disgustata per come vengono trattate le separazioni quando ci sono di mezzo dei figli.
Il marito, che per anni ho sopportato le sue prepotenze, ha deciso di distruggermi psicologicamente anche da separato, citandomi in giudiziale.

Mi sono ritrovata sola in una casa da gestire e due ragazzi molto bravi ma stanchi delle continue urla del padre nei miei confronti. Volevo lavorare e cambiare casa!!!
Trovandosi con una moglie diversa (come diceva lui) che cercava di uscire dalla routine di casalinga, ha incominciato a mandarmi lettere di separazione ed io per due volte l'ho fatto tornare..
L'ultima, mi aveva sbattuto una porta sul viso causandomi un ematoma. Il tutto di fronte alla bambina!
Negli ultimi anni non faceva che dirmi di essere da curare, mi umiliava di fronte ai figli e tutti ora ha raggirato avvocati e giudice.
Ho allevato due figli credo, con tanti valori, eccellenti a scuola, nel sociale, nelle attività, il tutto rinunciando ad ogni mio interesse ed ora mi ritrovo descritta come una pazza!
Non ne posso più, per mettermi contro i figli, ha detto a loro che in passato volevo ucciderli, che mamma è da curare, che ho l'amante, etc.
Come si fa ad essere così crudeli? Nella separazione, il suo avvocato non ha fatto altro che aizzare guerra in modo da prolungare i tempi, guadagnare e rovinare una famiglia.
Una donna giudice che non mi ha mai sentita, se intervenivo alle accuse fatte dalla controparte, mi dava della gallina. Quando esponevo le difficoltà nel gestire i figli con i loro impegni extra scolastici, lei mi ha risposto che magari li stresso!. Possono stare a casa ed io lavorare.
Cercavo in tutti i modi far mantenere ai figli lo stesso stile di vita tenuto in precedenza..Perchè sono loro che devono rinunciare alle attività, non devono più essere seguiti per colpa dei genitori dementi?
Quando trovavo un occupazione lavorativa a part-time, il padre non teneva i figli quando non c'ero, facendo in modo di sfinirmi e perdere e perdere il lavoro.
Da 16 anni non ho mai avuto mezza giornata libera e nei due anni di separazione, appena riuscivo a persuadere i figli a frequentare il padre, questi mi tornavano a casa piangenti o nervosi.
Sono grandi e distinguono il giusto e lo sbagliato.Forse vedono che non merito simile trattamento...

PRIMA UN MARITO CHE MI IMPEDIVA DI LAVORARE ED ORA TERMINE A TROVARE OCCUPAZIONE!
Sono stata citata in giudiziale perché non ho accettato il termine per lasciare la casa coniugale e per trovare lavoro!
Non crede che l'avv. di mio marito sapesse benissimo che tale termine non poteva essere imposto? Io mi sono ammalata per aver dovuto mettere la nostra vita nelle mani di un giudice, un marito che diceva alla figlia: sarà il giudice a decidere! MA SIAMO PAZZI? NON ESSERE IN GRADO COME GENITORI A GESTIRCI PER L'ESCLUSIVO BENESSERE DEI FIGLI?

Tutti i sacrifici fatti in questi anni per far si di avere figli educati e sereni , svaniscono ora con questa guerra spietata, senza pietà per i ragazzi.
i figli vengono sempre intromessi dal padre in problemi personali e questi non lo sopportano più! Ho un bisogno estremo della sua collaborazione non potendo contare su aiuto di genitori, ma lui ogni volta gli ricorda che la madre lo picchiava, lo umiliava...ovviamente tutto falso.
Il giudice non vuole sentire i figli, ma quando non c'è il buon senso vorrei intervenisse un assistente sociale o una psicologa dalla quale, i figli possano sfogare i propri sentimenti.Sono stata all'ospedale dalla psicologa infantile ma, questa ha detto di poter sentire i figli solo se è richiesto dal giudice.

Sta giocando il padre sull'equilibrio psicologico dei figli pensando di rovinare la madre. Ma, chi si occuperà di loro se crollerò?

Nel mio caso, gli avvocati si sono trovati in prima dell'udienza con la giudice ed il mio avvocato non ha saputo o voluto mettere in luce la descrizione fatta da mio marito sulla mia persona.
NON sono così e sto veramente crollando.. gli avvocati pensano solo ai soldi. VERGOGNOSO!
Ora dopo due anni, nei quali sperava di darmi un addebito, vedendo che nulla è fattibile essendo io una persona onesta che ha vissuto per la famiglia, chiedono consensuale, dandomi ciò che giustamente chiedevo due anni fa, senza andare in giudiziale, dove le garantisco sono stata umiliata in modo disumano.
Ovviamente il ritiro della mia querela e oltre a tutto il veleno che hanno rovesciato su di me, devo ancora 10.000 euro per la giudiziale chiesta dal marito!
LE SEPARAZIONI NECESSITANO PIU' DELICATEZZA E NOI CITTADINI NECESSITIAMO DI PERSONE CHE RAPPRESENTANO LA GIUSTIZIA PIU' PREPARATI NEL TRATTARE SITUAZIONI MOLTO DELICATE: I FIGLI.

MI DICA UNA PAROLA CHE POSSA CONSOLARMI, PER FAVORE.

DISTINTI SALUTI.
ROBERTA
(Scrivete a Roberta le inoltrerò le lettere)

novembre 25, 2007

Chavez non se ne andrà mai!




Per sua volontà non accadrà mai e, benché dica che nel caso di sconfitta elettiva lascerebbe nel 2012 cercando (lui) chi potrà sostituirlo puzza di fregatura.

CARACAS - Hugo Chavez ha ipotizzato per la prima volta di abbandonare la presidenza del Venezuela a fine mandato, in caso di una vittoria del "no" nel referendum costituzionale in programma il 2 dicembre prossimo. "Qualora dovessimo perdere - ha dichiarato ieri a Caracas il capo di Stato, secondo il quotidiano argentino La Nacion - dovremmo iniziare a pensare a chi potrà sostituirmi quando nel 2012 scadrà l'attuale mandato". (Agr)
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