gennaio 06, 2020

Il 9 gennaio gli italo-venezuelani tornano in piazza a Roma




           I venezuelani d’Italia tornano in piazza il 9 gennaio 2020, in piazza Monte Citorio a Roma.  La campagna ha un nome e un hashtag #NonSiamoFantasmi, difatti secondo i promotori del flash mob,  la comunità italo-venezuelana e venezuelana residente in Italia lamenta un assoluto disinteresse da parte del governo italiano che, secondo gli organizzatori, non ha rispettato l'impegno preso con loro oltre un anno fa.
           Gli attivisti Luisa Elinor Ceccarelli e l'addetto stampa e portavoce dell'evento dell'Associazione Familia Futura promotrice, Carlos Gullì (cosmodelafuente) lamentano un assoluto disinteresse nei confronti della comunità italo-venezuelana da parte del governo italiano.
            Ci ritengono dei fantasmi, eppure il governo aveva promesso che avrebbe considerato il fatto che il Venezuela è un paese in emergenza e come tale avrebbe istituito un ufficio apposito per velocizzare e semplificare la lentissima burocrazia, colmando inoltre le diffuse lacune conoscitive per cui non si riesce a  gestire equipollenza titoli di studio e professionali nonché i vari documenti necessari a svolgere qualsiasi attività e a godere dei diritti di qualsiasi cittadino italiano – specifica Carlos Gullì – Saremo a Roma il 9 di gennaio dopo le ore 15, in piazza Monte Citorio, per chiedere che anche i nostri diritti vengano rispettati – conclude  Carlos-

             Chiediamo al governo italiano di occuparsi dei titolari di pensione venezuelana che per una serie di inconvenienti ben noti, da anni non la ricevono più,la possibilità Vogliamo che si rispettino i nostri diritti come italiani – aggiuinge Luisa Elinor Ceccarelli – Bisogna attivare un’Unità di Crisi per i cittadini italiani e  venezuelani che versa in una grave crisi umanitaria ed economica. Vogliamo anche segnalare con prove alla mano, le anomalie amministrative che si verificano anche nei Consolati italiani in Venezuela e nell’ambasciata italiana di Caracas – conclude Luisa-

-Il flyer non presenta loghi politici, tuttavia l’incontro è pubblico, sono benvenuti rappresentanti del  Parlamento italiano sensibili alla nostra causa. Contiamo con la partecipazione di tutti -  è il messaggio dei rappresentanti dell'Associazione.

Di seguito alcuni dei punti chiave della richiesta:

  •            Assumere iniziative di competenza volte a riconoscere ai titolari di pensione in convenzione con il Venezuela, residente in Italia, che non percepiscono più la pensione venezuelana, l’integrazione al minimo sul pro-rata pensionistico italiano ovvero l’assegno sociale, anche qualora non ricorrano i presupposti, per tutto il tempo necessario fino al momento in cui il Venezuela non torni ad essere uno Stato stabile. Un impegno che deve essere onorato anche se dovesse l’Italia prendersi carico dei costi di un onere finanziario che la Convenzione bilaterale di sicurezza sociale pone a carico di un Venezuela inadempiente e responsabile del dramma che ha colpito i moltissimi connazionali ai quali, tuttavia, l’Italia ha il dovere di garantire un reddito di sopravvivenza;


  •         Avviare uno “sportello unico” (anche se provvisorio) per il riconoscimento automatico del titolo di guida per i cittadini italo-venezuelani o almeno attivare, attraverso strumenti interni – quali ad esempio l’istituzione di uno sportello, presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con apposite sezioni dedicate alla convalida degli atti anagrafici e di guida, un riconoscimento temporaneo  e straordinario per i soggetti interessati i quali, in molti casi, sono italiani che a loro volta hanno investito capitali nel nostro Paese.

-       Per quanto riguarda i titoli di studio e professionali, chiediamo si istituisca un ufficio preposto ad Unità di Crisi per la realizzazione in loco della dichiarazione di valore o equipollenza, in conformità con le regole stabilite dalla MIUR.
  •        Predisporre iniziative, ove possibile, affinché si possa garantire una “corsia preferenziale” per agevolare il rientro dei nostri connazionali che fuggono da situazioni di gravissimo disagio in Venezuela anche sulla base di un monitoraggio relativo all’omogeneità delle pratiche anagrafiche dei comuni italiani.



Paolo Caruso
per Familia Futura 

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Organizzazione
Associazione italo-venezuelana per i diritti umani e la libera informazione
Familia Futura
Luisa Elinor Ceccarelli
Carlos Gullì [@cosmodelafuente]
familiafutura@gmail.com
3394596351






dicembre 16, 2019

Aggiornamento #NONSIAMOFANTASMI






#AGGIORNAMENTO
Tutte le associazioni italo-venezuelane d'Italia, associazioni per i Diritti Umani, che hanno firmato petizione (o che intendono farlo) possono inviare il loro logo (no politico) a Familia Futura, per la realizzazione del flyer della manifestazione che si terrà a gennaio e per essere inseriti nella lettera comunicato stampa della campagna in favore degli italo-venezuelani e venezuelani in Italia denominata #NonSiamoFantasmi
Grazie ancora a tutti. Seguiranno aggiornamenti.
Facciamo sentire la nostra voce.
#scrivere a familiafutura@gmail.com
#firmare petizione al seguente link http://chng.it/Pyk8K2CH
#Aggiornamenti ufficiali www.familiafutura.com
#Video "Non siamo fantasmi" https://www.facebook.com/cosmo.delafuente/videos/10220809484729827/

dicembre 10, 2019

Italo-Venezuelani: il governo italiano ci ha voltato le spalle


NOTA STAMPA IN COPIA


Ne hanno parlato anche in Parlamento, a febbraio del 2019, è vero, ma in quel momento forse era d'interesse politico. Eccetto il Movimento Cinque stelle, che non nasconde le sue simpatie per la revolución chavista e per Maduro (v. Di Battista, Di Stefano, Di Maio) e un paio di piccoli partiti, ne hanno parlato e anche in maniera molto "sentita", dalla sinistra al centro sinistra e persino la destra, tanto per metterla in linguaggio di tifoseria politica.
Dopo quell'evento non si è saputo più nulla.
Ecco perché l'Associazione Familia Futura e un gruppo di italo-venezuelani residenti in Italia hanno deciso d'interpellare la Farnesina e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 
Lo stato italiano non può dimenticare gli italo-venezuelani, i venezuelani in Italia e i tanti italiani che sono tornati in Patria. 
Chiediamo le firme per poter presentare la richiesta alle Istituzioni. Tutti dovrebbero firmare perché, anche qui, ci stanno negando i nostri diritti. SIAMO ITALIANI!
Non siamo interessati a promuovere alcun partito venezuelano e nemmeno italiano. L'incontro che si dovrebbe tenere prossimamente, sarà assolutamente senza loghi politici né italiani né venezuelani. Al massimo si vedrà un cuore spezzato, quello dei venezuelani in Italia. 
Firma anche tu
aiutaci

Facciamo sentire la nostra voce!
Diffondi la petizione e tieniti informato
su questo sito ci saranno gli aggiornamenti
e le date dell'incontro a Roma.

familiafutura@gmail.com


dicembre 02, 2019

Pierferdinando Casini e Nicolás Maduro




Ora Maduro è il buono. Legittimato!
Due persone escono dall'ambasciata dove alloggiavano. 30 milioni di venezuelani restano nelle grinfie della dittatura in mano al genocida "buono" e moderato agli occhi del mondo, ma va bene così. I comunisti sono tutti contenti.
Soprattutto i politici.
Un po' meno i milioni di venezuelani vittime del narco-stato e della miseria, che non hanno la fortuna di essere trofei.
Pazienza va, la diaspora venezuelana aumenterà sempre di più e la politica italiana sarà contenta.

Fuori dal coro, lo so, ma quando non hai posizioni politiche, lasciapassare politici da richiedere, te lo puoi permettere. Ora stai a vedere che i pazzi siamo noi, quelli che per anni lottiamo per dimostrare al mondo che Maduro è un criminale. Tutto svanito. 
Nel comunicato stampa dell’Ambasciata italiana di Caracas, si legge tra l’altro:
I due Deputati, ospiti nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia dal 7 ed 9 maggio scorsi, non sono stati esiliati ed hanno liberamente manifestato la loro volontà di raggiungere i propri congiunti in Italia, grazie all’opportunità rappresentata dalla missione del Presidente Casini per realizzare tale proposito.
Chi è il vero vincitore?




Quello che Maduro voleva #Video via Twitter - da vedere-
https://twitter.com/NicolasMaduro/status/1200187711866515456?s=19&fbclid=IwAR3XGUxKoXwj9_MS6k-z7C98vZXKGqPnM9RHC4EaLFsjyi9S3WCV7ZmVbeE 

El mensaje al mundo que queríamos (?)
"El jefe de Estado de la República Bolivariana de Venezuela.
Recibe a Casini en representancia de Italia.
Venezuea e Italia mantienen relaciones en el marco de la Paz bolivariana.
Maduro respeta, convoca y es un verdadero demócrata y gracias a Casini este es el mensaje que llega al mundo."
Aplaudimos pues.

novembre 30, 2019

Casini incontra (anche) il narco-dittatore del Venezuela, disconosciuto da oltre cinquanta stati nel mondo



Mai stringere la mano di un narco-dittatore!
L’Italia dovrebbe decidere da che parte sta, soprattutto i politici che si dichiarano in favore della democratizzazione del Venezuela. Gli italo-venezuelani e i venezuelani in Italia e nel mondo, sono stanchi di parole mentre la gente muore letteralmente di fame, per mancanza di farmaci, per delinquenza, per torture da parte del regime.
Nonostante la chiara simpatia del M5S per Maduro, il governo giallo-verde non aveva più riconosciuto Maduro come Presidente del Paese. Non possiamo far finta di niente a fronte a un incontro tenuto da Pierferdinando Casini con Maduro.  È vero ha incontrato anche Guaidó e Maria Corina Machado, ma il fatto resta ambiguo. Io mi reputo deluso da questa stretta di mano e sono del parere che molti venezuelani e italiani del Venezuela condividano il mio parere.  

Parliamo di un narco-dittatore, a capo di un regime che vorrebbe far credere di essere stato eletto, ma il mondo conosce bene i fatti. Non ci sono scuse, non esistono protocolli che obblighino a incontrare un tiranno che deve soltanto essere giudicato e condannato per i gravissimi crimini di lesa umanità contro il popolo venezuelano.
Non si può decidere di stare con due piedi in una scarpa, ci si schiera: o si sta con la democrazia o si sta con la dittatura (rossa, nera, gialla che sia). Non basta dire di essere “amici del Venezuela” e poi stringere la mano al genocida.
Il massacro della popolazione merita molto di più che i soliti giochetti politici. Ci opponiamo alle false opposizioni venezuelane, come la delegazione che ha tentato di entrare nel Parlamento europeo e che grazie ad Antonio Tajani, fermo e deciso, sono stati messi alla porta, figuriamoci se accettiamo dialoghi e incontri con la dittatura di Nicolás Maduro.  

Maduro sta pubblicizzando l'incontro come se l'Italia avesse stretto rapporti di amicizia con la sua dittatura. Non mi pare un buon risultato (per tutti). Milioni di persone che non saranno mai trofei, soffrono, patiscono la fame e muoiono sotto la dittatura di Maduro, come faremo ora a far capire a tutti che Maduro non è così buono come è apparso nell'incontro con Casini?

Carlos Gulli @cosmodelafuente



novembre 27, 2019

Venezuela e Bolivia: è guerra aperta narcotraffico vs democrazia




Davvero vogliamo continuare a parlare di lotta al narcotraffico e poi sostenere in narco-dittatori?
Non vorremmo far distinzione anche tra dittatori di destra e narco-dittatori di sinistra?
La Bolivia e il Venezuela si sono trasformate  in un narcos-stati nelle mani di Evo Morales. e di Maduro. 
A seguito dell'uscita di Morales dalla Bolivia, la lotta si consuma tra la rete del narcotraffico e la democrazia.
Come si fa a considerare democratiche queste dittature? Il castro-chavismo vuole diffondersi in tutta la Regione sudamericana, controllato da Cuba e coadiuvato dalle dittature del Venezuela e del Nicaragua. Oggi la Bolivia potrebbe non appartenere più a quest’alleanza dedita al crimine "istituzionale".
L’indagine del giornalista Leonardo Coutinho sul trasporto della cocaina per mezzo di aerei militari boliviani con destinazione al terminal presidenziale (del regime) del Venezuela è solo una delle prove che dimostra che Evo è il capo della produzione di cocaina per mezzo della quale il castro-chavismo si alimenta. Gli attori che agiscono e aiutano la narco-rete sono Cuba, Venezuela e i membri della FARC. Tra i criminali c'è l'allare. Perdendo la zona “libera” di produzione e trasporto gestito da Morales, perdono la parte più importante degli affari legati alla cocaina. Affari in cui entrerebbe un altro Paese fondamentale per i suoi cartelli, il Messico di López Obrador.
Non è un mistero che l’ex dittatore della Bolivia, ora dal Messico, sostenuto dall’ambasciata di Cuba a La Paz, favorisca azioni terroristiche ad opera di cubani, venezuelani e FARC, il tutto con la complicità di Obrador e del suo governo, che se ne infischiano delle norme e delle leggi legate all’asilo.  Ecco perché sussiste uno scontro tra narcotraffico e democrazia, il tutto travestito ma mobilitazione popolare.
Il politologo Carlos Sanchez Berzain sostiene che Cuba, Venezuela, Nicaragua, con il sostegno di Fernández e Kirchner dall’Argentina, vogliono assicurarsi di non perdere il potere legato al narcotraffico truccato da Politica e pretendono scongiurare il pericolo che si restauri la lotta anti-narcos con la collaborazione della DEA. Si potrebbero riaprire indagini sulle ricchezze legate al crimine e al riciclaggio di denaro. Queste nazioni, in mano a dittatori allo stile mafiosi, non vogliono correre il rischio che  questo avvenga.
Maduro ha parlato di “dollarizzazione” in Venezuela, ma non è solo quello, in realtà l’economia del paese si basa esclusivamente sul narcotraffico, ma anche sul riciclaggio e il traffico di minerali. Gli effetti di quest’abbondanza, malgrado i prezzi astronomici del Paese, è un chiaro segnale che ci si trovi su una bomba a tempo.
A fronte del rapporto di Craig Faller, ammiraglio della Marina degli Stati Uniti, capo del Comando Sud, il Venezuela continua ad essere un corridoio fondamentale della droga, uno dei ponti principali del narcotraffico internazionale.  Il traffico ha subito un incremento del 50% in Venezuela, dove i cartelli godono del sostegno diretto di Maduro e dei suoi collaboratori.
Faller dichiara: “Maduro favorisce il narcotraffico che ha subito un incremento del 50% in entrata e in uscita dal Venezuela”. Ha sottolineato che le autorità americane hanno più volte denunciato i vincoli criminali grazie ai quali il chavismo si mantiene al potere e che hanno trasformato il Venezuela, come sappiamo, in un narco Stato rifugio di diversi gruppi terroristici.

A questo punto alcune  domande sorgono spontanee.
Come fa quella parte di opposizione venezuelana a pensare di dialogare con Maduro e accettare elezioni in dittatura?
Come fa l’Europa ma soprattutto l’Italia, come fa a mantenersi neutrale e parlare di dialogo se dal Venezuela passa e parte gran parte della droga che giunge in Europa e in Italia?
La battaglia contro il narcotraffico può essere ignorata quando per partito preso si difende una dittatura che ha ridotto il paese ai minimi termini?
Perché alcuni esponenti della politica italiana, nonché giornalisti e comunicatori “intellettuali”, sostengono che  il Venezuela sia un modello da seguire? 
Il Venezuela della gente che soffre non è disposto a tacere. La povertà e la repressione causata dallo Stato mafioso di Maduro non possono essere considerate un modello da seguire. Se ci si impegna nella lotta al narcotraffico bisogna mettersi dalla parte giusta, quella delle libertà, della democrazia, lotta contro il crimine, che nulla hanno a che vedere con i colori politici.

[Carlos Gullì @cosmodelafuente]
per familiafutura.com





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