giugno 29, 2017
maggio 09, 2017
E’ PROSSIMA LA FINE DEL CHAVISMO IN VENEZUELA?
di Michele Castelli per Familiafutura.com
E’ iniziato il conto alla rovescia. Siamo tutti convinti, ormai, che il regime ha i giorni contati. Soprattutto per due situazioni nuove entrambe sopravvenute negli ultimi due mesi: da una lato la partecipazione attiva della gioventù universitaria, e non, alla lotta contro la dittatura, e dall’altro perché il popolo, di tutti gli strati sociali, dal cittadino comune fino ai sindacati organizzati, ha perso la paura e scende in piazza sempre più numeroso a manifestare pacificamente, nonostante continui ad essere vittima della repressione brutale con buona dosi di pallottole di gomma (ma spesso anche di quelle vere che ammazzano) e gas lacrimogeni. I sondaggi, poi, confermano che il governo è sceso al minimo di popolarità, appena un 15% costituito da alcuni pochi romantici che continuano a sognare la “società perfetta” venduta da Chávez nei suoi lunghi soliloqui da oratore provetto; da una casta di privilegiati che si è arricchita svuotando le casse dello Stato; e dalla cupola militare, altrettanto corrotta, che poi è quella che in definitiva governa il paese.
Il governo, cosciente della propia debolezza, si è tolto la maschera che agli occhi del mondo dava ancora qualche parvenza di rispetto all’istituzionalità democratica e ai diritti dell’uomo, e non esita a mostrare con crudezza il volto vero, quello antidemocratico e dell’arbitrarietà, pur di conservare il potere. Così, ora che non può più contare su un popolo anestesiato che garantiva il trionfo in tutte le elezioni previste nella Costituzione e anche in quelle inventate per confezionare l’abito politico su misura, con la complicità del Tribunale Supremo di Giustizia dichiara nulle le leggi approvate da un Parlamento a maggioranza delle opposizioni che non lo favoriscono; sostituisce le funzioni del Procuratore Generale, non più fedele militante del partido di governo, con i giudizi sommari dei tribunali militari ai civili “catturati” nelle proteste quotidiane; non convoca ad elezioni scadute e per guadagnare tempo ora ricorre a una Assemblea Costituente che non si capisce bene per quale fine.
Il popolo ha ormai chiari gli obiettivi che lo muovono a resistere, e non cederà fino a quando non si compiranno le elezioni generali per rinnovare tutte le istanze dello stato; la liberazione dei prigionieri politici e in primis di Leopoldo López, il Mandela del Venezuela; l’apertura dei canali umanitari per far fronte alla crisi alimentare e di medicine che mietono più vittime della stessa guerra in Siria e negli altri scenari dei conflitti nel mondo; e la formazione di un governo di unità nazionale rappresentato da tutte le forze politiche, e dagli uomini più probi e più preparati della società civile. Tutte esigenze previste nella Costituzione nazionale e per tanto sostenute anche dagli organismi internazionali come l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), dalla Human Rights Watch Organization, dai principali paesi dell’America Latina ed altri.
A queste proposte si oppongono con enfasi i principali rappresentanti del governo nazionale e dei partiti della sua coalizione perché coscienti che in questo modo perderanno le redini del potere e di conseguenza verranno costretti a rendere conto, molti di loro, alla giustizia nazionale e internazionale per i delitti commessi contro la cosa pubblica; ma si oppongono anche alcuni “estremisti” della chiamata genericamente “opposizione” che vorrebbero raso al suolo ogni vestigio del chavismo.
Prevarrà, senza dubbio, la sinderesi della grande maggioranza e con essa, a breve, la ricostruzione di un paese che irritato, un paio di decenni fa, contro la corruzione e la dissidia dei due principali partiti che avevano occupato lo scenario politico per oltre quarant’anni, ripose la fiducia in un leader che predicava la lotta alla povertà e che invece, quando si è esaurita la ricchezza proveniente dal petrolio della quale effettivamente caddero alcune briciole alle classi meno abbienti, ha condotto la Nazione ad uno stato di prostrazione mai visto prima. Nessun popolo può vivere solo dei beni del sottosuolo, per quanto ingenti essi siano, senza lo sforzo del lavoro. Questo è stato l’errore di Chávez. Ha sperperato miliardi di dollari provenienti dalla contingenza degli alti costi del petrolio per consolidare la sua leadership dentro e fuori del Venezuela, senza creare le infrastutture necessarie per lo sviluppo del paese. Al contrario, distruggendo gran parte dei posti di lavoro esistenti abbagliato dalla romantica convinzione della formazione di uno Stato nuovo, e di un Uomo nuovo, basati solo sulla solidarietà spontanea e sul baratto dei beni di produzione in contrasto con la domanda e l’offerta del capitalismo. Visione ingenua, senza dubbio. Ma ancora più ingenua per non aver capito che gli “uomini” di fiducia che lo circondavano e che dovevano essere i garanti del “progetto”, invece di dare l’esempio di probità e umiltà che lui predicava, si dedicarono, a cominciare dalla sua stessa famiglia, al saccheggio impietoso dell’erario, al traffico di stupefacenti e alla persecuzione dei dissidenti.
Questi stessi uomini che ora governano il paese usufruendo di tutti i privilegi, sono i responsabili della miseria imperante e dei soprusi ai diritti dell’uomo per cui i venezuelani che vogliamo tornare alla perduta prosperità e a vivere in democrazia, in pace e in libertà, abbiamo preso l’irrevocabile decisione di sfollarli dal potere. E di farlo restando in piazza il tempo che sia necessario.
Michele Castelli
Twitter: @castellimika
Web: michelecastelli3.wix.com/mika
maggio 07, 2017
La estafa de Maduro en Carabobo, la Constituyente y el jaqueo organizado
La estafa de Maduro en Carabobo y la Constituyente!
La putrefacciòn sale a la luz
entérate ahora entrando en la pagina facebook, escucha el audio que quema y veràs las planillas de los carnet de dirigentes muy en alto.
maggio 05, 2017
Lo digo a ti! Indiferente!
Lo digo a ti!
No
muchos lo admiten, pocos lo dicen pero todos lo piensan. Estamos en una
guerra abierta, que quiso el genocida de Maduro junto con su cupola de
asesinos, que están matando a nuestros hijos: jóvenes valientes que se
enfrentan
con las manos alzadas a un enemigo armado, me pregunto: por qué no
ayudar y asesorar, a esta resistencia? De hecho los jóvenes seguirán,
dando todo por todos, pues su motor es una rabia incontenible que arde
en sus corazones con verdadero amor patrio que crece
e inunda las calles de jóvenes valientes. Estos jóvenes son acompañados
por millones de personas desesperadas en busca de un cambio, guiados
por los líderes políticos. Esa marea humana que vemos en las fotos y en
los videos, muestran la necesidad de ese cambio
pedido a gritos de parte de millones de venezolanos de diferentes
estratos culturales, los cuales han finalmente sensibilizado a la
opinión pública internacional. Cada uno con su granito de arena, podemos
ayudar y favorecer esta lucha y a los guerreros en
su obra, en miles de maneras, como?
Los
adultos mayores que vivieron la experiencia de las guerras y fuertes
necesidades saben como colaborar en ese tejido necesario para sostener
la resistencia de esos muchachos que en
Venezuela los llamamos chamos. Hoy más que nunca hasta una intención o
buen pensamiento ayuda a ese cambio.
Ahora
me dirijo a Uds la categoría de los indiferentes, es que al no
colaborar y ser parte de esa masa inútil y amorfa les da esa paz falsa
para sus conciencias? Ese periodo de vida pseudo feliz circunscrita en
sus cuatros paredes
se acabó. Los alaridos de dolor y explosiones de metralleta o cuanto
artefacto de muerte y represión llegan a sus tímpanos y la nauseabunda
pestilencia de los gases lacrimógenos se infiltraron también en su área
de comfort.
Ya
Uds se encuentran entre el grupo de los inconformes que lo quieran o
no! Y esa será la punzada para que despierten y sean parte de los que
con brío cambiaran este desgraciado presente, delimitado por un
comunismo importado
del hueco del mismo infierno.
No
necesitas ser venezolano o vivir ahí para involucrarte en el problema y
crisis de ese país, lo único que te debe impulsar es probar empatía por
todo lo que están sufriendo y recordar que su lucha diaria para vivir
puedes sostenerla;
conociendo y difundiendo su problemática.
Donde
estés puedes convertirte en un promotor de la verdad y en donde
siembres esto generará bienestar para el futuro de millones de
venezolanos que algún día serán custodios de esa libertad que debe ser
fuente de bien para otros.
La
libertad, paz y justicia no son quimeras, son realidades que generan
armonía, bienestar y prosperidad para todos los pueblos y naciones del
mundo.
Si tú crees en esto te pido ser parte activa en ese cambio.
Cuando
toda la tormenta habrá pasado y el sol tibio consolide las esperanzas
con certezas estoy más que seguro que en ese momento tu, promotor
respiraras y compartirás esa felicidad que para algunos será algo nuevo y
para otros
será un simplemente reconocer algo que ya tienes o tuviste y que ahora
valoras aún más.
La
belleza será incontenible y será semilla fértil en el corazón de quién
simplemente vive en un país donde los derechos humanos son respetados y
consolidados con leyes y democracia plena.
Te regalo la "V" de Victoria si con corazón Valiente ayudas a Venezuela.
maggio 04, 2017
Venezuela: Maduro come l'ISIS
Venezuela: Maduro come l’ISIS
Non si placa la feroce
repressione di Maduro che si è
proclamato dittatore assoluto con la recente “assemblea costituente” del tutto
ilegittima dal momento che non è stata eletta e, malgrado si parli di popolo,
ha nominato tutto il suo clan tra cui la moglie Cilia (i cui nipoti sono
detenuti negli Stati Uniti per narcotraffico e rischiano carcere a vita) il
fratello della stessa e altri della solita combricola.
Ieri la repressione è arrivata alle stelle con metodi usati dal terrorismo ISIS, investendo con le tanquetas, blindati da guerra, manifestanti disarmati.
Ci sono stati morti e almeno 180 feriti, tra cui alcuni in gravissime condizioni.
Il mondo ormai ha capito che si
tratta di una dittatura che aspira a diventare come quella della Corea del
nord, il tiranno ha calato la maschera e, mentre la gente muore in strada, lui
appare in tv ballando e festeggiando. Crimini gravissimi di violazione di
diritti umani.
Bisogna tener presente che il
dittatore Nicolàs Maduro diventerà un pericolo mondiale e occorre
mettere uno stop a una mente gestita da Castro, poiché da un momento all’altro
potrebbe, addirittura, pensare ad armi nucleari. Tocca tutti!
Mercoledì 3 maggio il Tgcom24 ha parlato con Cosmo in studio cercando di illustrare il dramma umano
che il Venezuela sta vivendo. (Link alla pagina FB di Cosmo)
180 detenuti politici, da Leopoldo
Lòpez, da studenti pacifici al drammatico caso di Steyci Escalona che sta sconvolgendo l’opinione
pubblica internazionale.
Da “El comercio Peru”
Giovane di 17 anni è morto e
almeno 180 persone ferite.
Caracas. Un joven de 17 años
murió y más de 180 personas resultaron heridas hoy, entre ellas seis diputados
de Venezuela,
por los hechos de violencia desatados tras una protesta en Caracas que fue
convocada por la alianza opositora Mesa de la Unidad Democrática (MUD),
informaron las autoridades a través de las redes sociales.
La autoridad detalló que el
muchacho tuvo una herida penetrante en el cuello sin salida que le produjo un
shock y paro Cardiorrespiratorio. "Falleció mientras era asistido",
indicó.
Paolo Caruso Mediacontact
@cosmodelafuente
maggio 02, 2017
Venezuela, Cosmo de la Fuente: “Maduro non indietreggia"
L'articolo apparso su New Notizie
Nel pieno delle proteste che stanno sconvolgendo il Venezuela di Nicolas Maduro, ormai arrivate al volgere del primo mese, non pare esserci ancora spazio per una soluzione rapida del conflitto scoppiato nel Paese.
A nulla sono valsi gli appelli da parte di Papa Francesco, così come sono caduti nel vuoto quelli sottoscritti da Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay ed Uruguay per la ricerca di “soluzioni negoziate” che possano spegnere il fuoco delle violenze in atto. Ed è proprio la società venezuelana nelle sue molteplici sfaccettature, ad essere coinvolta in una guerra sociale e politica che pare proprio non risparmiare nessuno. Dopo il minuto di silenzio ‘proibito’ messo in campo dai calciatori durante l’ultima giornata di campionato, anche il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo prendono posizione su quanto sta avvenendo all’interno del Paese. (...)
Leggi di più
Nel pieno delle proteste che stanno sconvolgendo il Venezuela di Nicolas Maduro, ormai arrivate al volgere del primo mese, non pare esserci ancora spazio per una soluzione rapida del conflitto scoppiato nel Paese.
A nulla sono valsi gli appelli da parte di Papa Francesco, così come sono caduti nel vuoto quelli sottoscritti da Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay ed Uruguay per la ricerca di “soluzioni negoziate” che possano spegnere il fuoco delle violenze in atto. Ed è proprio la società venezuelana nelle sue molteplici sfaccettature, ad essere coinvolta in una guerra sociale e politica che pare proprio non risparmiare nessuno. Dopo il minuto di silenzio ‘proibito’ messo in campo dai calciatori durante l’ultima giornata di campionato, anche il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo prendono posizione su quanto sta avvenendo all’interno del Paese. (...)
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VENEZUELA : Maduro si proclama dittatore
Oggi un giornale on line, a me caro perchè ci ho collaborato, ha pubblicato il riassunto di quello che ho risposto all'intervista; purtroppo il tono e il senso sono stati alleggeriti e non hanno il senso di quello che ho detto.
E' anche vero che il Venezuela mi tocca da vicino e forse pretendo di più, in ogni caso ecco il mio pensiero, questa volta, non edulcorato.
Invocare
l' assemblea cittadina (constituyente) da parte di Nicolàs Maduro, il
dittatore del Venezuela, è solo l’ultimo disperato tentativo di non
lasciare il potere e di proclamarsi dittatore, ma il popolo venezuelano, nell’ordine di milioni di
manifestanti che ogni giorno si riversano per le strade, ha detto "no"
alla sua tirannia e alla complicità di personaggi quali
Zapatero, un chiaro rifiuto anche all’intervento del Papa che con
il suo “dialogo” dà ulteriore ossigeno a un genocida che merita soltanto
di finire all’aia e pagare per i troppi crimini di lesa umanità. Ma da quando in qua si dialoga con genocidi?
Sorvolando
su quanto si possa essere delusi dal Vaticano, che per anni ha taciuto sulla nostra tragedia la quale, come dirò in seguito, non è molto diversa da
quella siriana, occorre prendere coscienza che siamo arrivati ad un punto di non
ritorno.
Il
Venezuela vive il momento più terribile della sua storia: repressione,
denutrizione, scarsità di medicine, privazione di libertà di stampa e di
parola, torture, detenzioni politiche del tutto arbitrarie e delinquenza che ne fanno il paese
più pericoloso al mondo con circa 35.000 morti violente all’anno. Se a questo numero
sommiamo i morti per denutrizione e quelli che perdono la vita malgrado
l’eroico impegno dei medici venezuelani, che non dispongono di medicinali e di
strutture ospedaliere decenti, il numero complessivo si avvicina paurosamente a
quello siriano.
Un
inferno che non siamo più disposti a sopportare, non possiamo
accettare chi per ingenuità, ignoranza o malafede parli in
favore di un autoritarismo che aspira a diventare una seconda Corea del
nord.
Come molti altri italo-venezuelani ho lottato molto in questi anni affinchè anche in Italia se ne parlasse
ma, come si sa, è stato difficile per una sorta di omertà che spesso ci
ha fatto arrabbiare e soffrire. Vittime due volte: in Venezuela e in
Italia.
Non possiamo più
accettare che il regime venezuelano calpesti la costituzione infischiandosene di
elezioni e di qualsiasi diritto, imponendo al popolo un paese con
l’inflazione più alta del mondo che arriva al 500%.
Diciamo
basta a questo governo illegittimo, gestito da delinquenti ricercati
per narcotraffico, i quali hanno fatto man bassa delle ricchezze del paese e
che non si fanno scrupoli ad uccidere manifestanti disarmati e
pacifici.
Quello che
vorrei ribadire è che non si tratta di destra o di sinistra poiché le dittature sono dittature, a qualunque colore sostengano di appartenere. La
loro furbizia sta nell'insediarsi fingendosi democrazie per poi
trasformarsi, come è accaduto con il chavismo.
Un intervento straniero avrebbe potuto aiutarci, ma nessuno si è occupato del
Venezuela, benchè i soliti “sapientoni” insinuinino che in questa
crisi ci sia la mano dell’America. Soliti luoghi comuni. Che vadano a
stare in Venezuela per un mese, non da turisti, da cittadini comuni e
vessati per rendersi conto del perché il venezuelano non ha più paura
e ormai sfida la morte pur di liberare uno dei più bei paesi del mondo.
Il Venezuela chiede a tutta voce la caduta di Nicolàs Maduro e di tutto il suo gruppo. Secondo il mio punto di vista, che credo sia condiviso da molti, l'ordine logico dei prossimi passi dovrebbe essere:
1) Caduta del regime di Maduro
2) Nomina giunta di governo
3) Nomina del TSJ tribunale supremo di giustizia e del CNE organizmo che gestisce le elezioni (ora entrambi nelle mani del regime)
4) elezioni
@cosmodelafuente
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