dicembre 07, 2009

Assistenti sociali: i nuovi mostri (bis)


Il meccanismo che si innesca, tra tribunali e assistenti sociali, va spesso oltre le loro normali mansioni. Se spesso lavorano in maniera corretta, troppe volte gli assistenti sociali, quelli che non hanno la giusta professionalità, agiscono tanto per agire, sconvolgendo la vita di donne, di uomini e, soprattutto, di bambimi. Vogliamo deciderci, una buona volta, a creare un patentino per giudici e per assistenti sociali, che, una volta persi i punti, debbano andare a zappare e non continuare a praticare una professione così delicata?
Appena avrò il consenso di un nuovo caso vi parlerò di un fatto inaccettabile accaduto nel Veneto.
Intanto vi rimando a un mio articolo che tanto stupore ha creato.
Cosmo de La Fuente
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Tormentos (seconda parte)



2.
E’ giusto quello che sto facendo? Sarà la decisione migliore per la mia vita? Lasciarla andare o fare di tutto per trattenerla? Com’è difficile vivere e com’è semplice essere codardi e lasciarsi vivere. Come diventa pesante andare a lavorare, fare le cose che fai tutti i giorni e sapere che tornando a casa qualcosa è cambiato. Riuscirò ancora a vivere? Prima di incontrare lei vivevo lo stesso no? Si, ma è passato tanto tempo.
Sicuramente è da un po’ che non mi ama come prima e poi chi lo sa se mi ha mai amato.
Così pensava Diego, a occhi chiusi, sdraiato nel suo letto, adagiandosi un po’ mentre un sentimento di disfatta si impadroniva della sua mente, del suo cuore, della sua anima. Non poteva lasciarsi andare in questo modo e voleva superare il momento, ma non ci riusciva; sentiva che stava sprofondando in quel brutto sentimento che si chiama ‘depressione’.
Allo trillare del campanello Diego spalancò gli occhi e in cuor suo cominciò a sperare che fosse Emanuela.
La distanza dalla camera da letto alla porta di ingresso sembrò infinita. Tremava. Non si sentiva così dagli anni del liceo. Cosa era scattato in lui? Si fece coraggio e aprì la porta di colpo. Era proprio Emanuela, lo guardò senza parlare. Trascorse almeno un minuto finchè Diego si decise a far entrare Emanuela. L’aria era cupa e non prometteva nulla di buono. La sua ragazza non aveva l’aria di chi vuol ristabilire un rapporto, anzi, appariva sicura di sé e scostante. Lei non arrivò nemmeno a metà di corridoio della casa, quella casa che fino a qualche giorno prima era anche stata la sua casa. Si girò a guardarlo e gli disse: - sono venuta a prendere alcune cose che mi appartengono-
Cosmo de La Fuente (depositato)


dicembre 05, 2009

Berlusconi non si dimette. Perchè dovrebbe farlo?


Solo 24 cittadini italiani su 100 considerano l'attuale opposizione una valida alternativa al governo in carica. E' quanto emerge da un sondaggio IPSOS pubblicato giovedì su Il Sole 24 Ore. Sono numeri simili a quelli del tasso di fiducia nel governo Prodi nei mesi che precedettero il patatrac del gennaio 2008. In quasi due anni, quindi, sembra che poco o nulla sia cambiato nella considerazione dell'elettorato nei confronti della sinistra: un disastro quando era al governo, un disastro ora che è all'opposizione. Forse è anche per questo che, di fatto, tutta la dialettica politica non avviene più lungo l'asse destra-sinistra, bensì si svolge all'interno di un solo schieramento: da destra a destra. Tanto che anche molte posizioni un tempo rappresentate dalla gauche nostrana sono ormai divenute, non di rado, patrimonio del centrodestra, che le ha rielaborate in chiave post-ideologica e le ha rese nuovamente servibili per la definizione di una efficace politica di governo (basti pensare alle misure sociali messe in campo dal Berlusconi IV in questo anno di crisi economica).

A conferma di questa nuova dinamica politica vi sono altri numeri che emergono dal sondaggio dell'IPSOS: il 36% degli operai, ad esempio, afferma di votare per il Pdl. Il partito di maggioranza diventa così, a tutti gli effetti, un vero partito del popolo, mettendo definitivamente una pietra tombale sul vecchio dogma dell'operaio che vota a sinistra. Perché la sinistra ha abbandonato la classe operaria e la classe operaia è andata con Berlusconi.

Ma se le cose stanno in questo modo non è soltanto per demerito della sinistra, ma anche e forse soprattutto per merito di Berlusconi e dei suoi alleati, che hanno saputo interpretare i nuovi bisogni della società italiana in una prospettiva di realismo politico che ha consentito loro di «sfondare» in settori dell'elettorato un tempo considerati appannaggio esclusivo della gauche. Mentre la sinistra, negli ultimi 15 anni, ha pensato soltanto al modo migliore per disarcionare il Cavaliere e farlo fuori dalla scena pubblica, il leader del centrodestra ha continuato a macinare politica, a parlare dei problemi della gente, a elaborare idee per ripresentarsi di fronte ai cittadini con proposte di buon senso per il governo del paese. E oggi la storia e i numeri gli danno ragione.

Sono dunque saltati i vecchi schemi destra-sinistra, o almeno sono saltati nella declinazione che ad essi è sempre stata data fino al 1994. Per questo coloro che oggi ipotizzano strane alchimie contabili e nuove geometrie variabili per immaginare maggioranze diverse da quella attuale non soltanto non hanno dalla loro parte i numeri, ma soprattutto mostrano di non aver compreso come e quanto sono cambiati gli italiani e l'Italia negli ultimi tre lustri. E' un modo di ragionare che è destinato inesorabilmente a produrre sconfitte su sconfitte chissà per quanto tempo ancora, perché non fa i conti col popolo e con la realtà del paese. Il contrario di quanto stanno facendo il governo Berlusconi e il Popolo della Libertà, come confermato dai risultati del sondaggio IPSOS: dopo la più pesante crisi economica degli ultimi decenni, dopo gli attacchi quotidiani ricevuti da giornali e tv, dopo le campagne di delegittimazione morale a mezzo gossip, dopo le immancabili inchieste della magistratura, l'esecutivo e il Pdl conservano ancora un solido consenso popolare, che rappresenta la miglior garanzia e il maggior sprone per proseguire speditamente e senza indugi e tentennamenti nel cammino intrapreso il 13 aprile 2008. Avanti, Popolo!

(articolo di Gianni Bordero)

dicembre 04, 2009

Spatuzza : è solo un demonio.


Questo mostro bastardo ha, tra l'altro, sciolto un bambino nell'acido e ucciso un numero infinito di persone. Questo elemento ha parlato nel tribunale di Torino coinvolgendo Berlusconi e Dell'Utri. Lo stato ci crede? Speriamo di no, perchè siamo alle comiche. Silvio Berlusconi è stato l'unico a combattere veramente la mafia.

Tormentos (prima puntata)



Il ricordo, al mattino, si svegliava con lui. Quelle volta pioveva a dirotto, e proprio Diego non aveva voglia di alzarsi e lasciare il letto caldo. Chissà perché quando bisogna alzarsi, d’inverno, si ha la sensazione di doverlo fare nel momento migliore. Improvvisamente gli tornarono in mente i momenti più tristi del giorno prima, quando quella che sarebbe dovuta diventare sua moglie gli aveva detto che ormai era innamorata di un altro. – Tutte uguali le donne – pensò, ma subito dopo si disse che non era vero, molte altre che conosceva erano ancora accanto ai loro uomini. Forse cominciava a fregarsene.
Fin da piccolo Diego passava dalla disperazione alla serenità velocemente. Da qualche parte aveva sentito dire che occorre sempre trovare il lato positivo delle cose, ma questa volta la cosa diventava alquanto difficile perché lui sapeva di esserne la causa. E’ vero Emanuela l’aveva lasciato, ma lui aveva fatto di tutto per farsi lasciare. Cosa significava questo? Perché ci soffriva? L’abitudine forse? Forse si trattava della possessività e l’idea che forse Emanuela era tra le braccia dell’altro ma la sua gelosia si era risvegliata. Guardò attraverso la finestra e subito dopo l’allarme del telefonino gli comunicò che era giunta l’ora di alzarsi veramente e di andare a lavorare.
Seduto alla sua scrivania quel giorno non riuscì a concentrarsi molto. Per fortuna che i pensieri non si leggono perché sicuramente non avrebbe dovuto percepire lo stipendio per quelle ore dedicare al proprio privato seppure fosse sul posto di lavoro. – Quante volte mi è successo – pensò e si rese conto, per una volta, che i datori di lavoro a volte pagano lo stipendio senza sapere che spesso i dipendenti si fanno letteralmente i “cavoli” propri.
La giornata, tra alti e bassi d’umore, si concluse e si ritrovò seduto al suo tavolo a guardare la tv. Si era ripromesso di apparecchiarsi la tavola, malgrado a lui non piacesse mangiare da solo. Cucinava bene Diego e si preparò delle scaloppine al marsala. Ripensò alla sua mamma. Aveva voglia di rivederla e anche di ritrovarsi con i suoi fratelli.
Sentì la vibrazione del cellulare che annunciava un sms, lo prese dalla tasca del giaccone e lesse. Era di Emanuela. – Passo a prendere i libri che ho lasciato da te. Quando ci sei in casa? –
-Cosa vuole sta stronza- pensò. Non aveva nessuna intenzione di vederla. Rispose così: - né oggi, né domani, la prossima settimana se ti sta bene. Sennò te li lascio al bar sotto casa. Ho voglia di stare da solo e non ho nessuna intenzione di vederti-
Fu, come al solito, impulsivo. Che razza di messaggio che aveva spedito. (continua)
sceneggiatura depositata, prelevabile citando fonte e autore
Cosmo de La Fuente
invia una email e suggerisci, secondo te, cosa dovrebbe fare Diego il giorno dopo.

dicembre 03, 2009

Maestre di Pistoia:il demoniaco istinto materno di certe donne


Vedremo, nel caso venissero giudicate colpevoli, quali saranno le penne per queste due presunte diavolesse che hanno avrebbero avuto il coraggio di maltrattare, in tale misura, dei bambini in tenera età. Speriamo che vengano giudicate esattamente come verrebbe giudicato un uomo. Meno male che erano mitigate dal loro istinto materno. Che sia imprtante anche l'istindo paterno? Direi proprio di si. Se sono colpevoli spero che trascorrano in galera molti anni e che subiscano momenti di orrore, proprio come quelli che loro hanno inferto a quei bambini.
CdF
Ecco la notizia
PistoiaDue maestre di un asilo nido privato di Pistoia sono state arrestate ieri mattina dagli agenti della Squadra mobile per presunti maltrattamenti sui bambini. In manette sono finite la responsabile della struttura, Anna Scuderi, 41 anni, di Pistoia, residente a Quarrata (dove gestisce un altro asilo) e l’insegnante Elena Pesce, 28 anni, residente a Pistoia. I fatti sono avvenuti nell’asilo nido «Cip-Ciop» gestito dalla società «Il Giardino dell’Infanzia», e secondo quanto rivelato dal procuratore di Pistoia, Renzo Dell’Anno, alcuni bimbi sono stati costretti anche a «mangiare il loro vomito».
Il blitz della polizia è stato possibile anche grazie all’utilizzo di telecamere installate dagli investigatori nei locali dell’asilo. In particolare, c’è un episodio, avvenuto proprio ieri mattina, che ha spinto la questura a entrare in azione prima del previsto e compiere l’arresto in flagranza delle due donne: un bambino di otto-dieci mesi che vomita, gli schiaffi sulla sua nuca da parte di una educatrice, il piccolo che cade sul vomito e la donna che lo solleva da terra prendendolo per un braccio con violenza.
«Davanti a questa immagine ripresa dalle telecamere - ha detto il procuratore Renzo Dell’Anno - non potevamo attendere oltre. Dovevamo tutelare i bambini e non potevamo permettere altri episodi del genere».
Non solo. Tra i maltrattamenti che i filmati della polizia hanno registrato, ci sono anche scappellotti ai bambini e pressione sulla bocca al momento dei pasti per costringere i piccoli a mangiare. Tra le varie forme di castigo, alcuni bimbi sarebbero stati tenuti chiusi al buio nei bagni, non veniva dato loro da bere, venivano fuori dalle aule al freddo, venivano strattonati con forza tanto che spesso alcuni sarebbero tornati a casa con arrossamenti. Tempo fa un piccolo tornò a casa con una spalla lussata ma all’episodio non venne dato particolare peso, perché i genitori pensarono potesse essere stato un episodio banale durante il gioco tra bimbi.
«Ora, alla luce di quanto registrato dai filmati, rivaluteremo tutte le segnalazioni avute anche in passato», ha detto il procuratore Renzo dell’Anno.
I primi segnali che all’asilo nido «Cip-Ciop» di Pistoia qualcosa non funzionava sono arrivati alla questura nell’agosto scorso. Da quel momento i poliziotti hanno cominciato a raccogliere lamentele e qualche denuncia.
Come detto, alcuni episodi per un periodo sono stati ritenuti dai genitori stessi come possibili eventi causati dal gioco degli stessi bambini. Successivamente il parlare tra genitori, l’aumento delle denunce e la scelta di alcune famiglie di togliere i piccoli dalla scuola hanno fatto fare il salto di qualità alle indagini e una decina di giorni fa la decisione di installare le telecamere, che poi hanno portato a scoprire la verità su quanto accadeva all’interno della struttura.
Davanti all’asilo nido «Cip-Ciop» di Pistoia tra i genitori regna l’incredulità e c’è anche chi, come la signora Greta Mazzei, madre di un bimbo di due anni, manifesta solidarietà alle maestre. «Prima di iscrivere mio figlio all’asilo avevo raccolto tutte le informazioni sulla scuola. La maestra Laura era descritta come una persona rigida, ma tutti mi avevano detto che i suoi metodi educativi erano validi. In questi mesi mai mi sono accorta che qualcosa non andava. Qualche volta mio figlio mi raccontava che la maestra Laura lo aveva brontolato, ma niente di più».

novembre 25, 2009

Rita dalla Chiesa : una donna d'amare


E' sempre altissimo il gradimento per questa gran signora della televisione italiana. Intelligente, colta e bella, con i suoi modi gentili e discreti ha conquistato il pubblico italiano da omai molti anni. L'ho incontrata quattro o cinque volte, una prima volta a una manifestazione nel Veneto dove presentava una kermesse canora con Frizzi. Sempre garbata e gentile. Sa quel che dice e penso che siano in via di estinzione conduttrici di questo tipo.
Brava Rita. Sei grande.
Un bacio
Cosmo de La Fuente

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