maggio 31, 2009

Alessandra Mastronardi de 'I Cesaroni'


Marida Caterini È la sua prima volta al di fuori de «I Cesaroni», la fiction-miracolo di Canale 5. Alessandra Mastronardi, l'amatissima Eva della serie con Claudio Amendola ed Elena Sofia Ricci, sarà la protagonista, mercoledì 3 giugno, del film tv «Non smettere di sognare» (Canale 5, prima serata). Nel cast, Massimo Boldi, Pamela Prati, Roberto Farnesi ed Oriella Dorella. «Sono Stella, una ragazza con la passione per la danza che, grazie all'incontro con un giovane impresario (Roberto Farnesi) partecipa ad un talent show tv sul ballo, dal titolo "Non smettere di sognare" e lo vince», dice a Il Tempo la Mastronardi, 23 anni, napoletana ma romana di adozione. Subito rassicura i fan: «Non lascio i Cesaroni, sarò anche nella quarta serie, con inizio riprese a novembre. Si sta scrivendo la sceneggiatura, quindi so poco dell'evoluzione di Eva che, a mio parere ha già dato tanto alla storia. Inizialmente avevo un certo timore ad interpretare questa giovane donna, poi ho creduto nel personaggio. Io però non voglio tumularmi in una lunga serialità alla Beautiful, perciò mi sto mettendo alla prova anche in altri ruoli. Ed anticipo la possibilità che "Non smettere di sognare" possa diventare una serie se avrà il gradimento del pubblico». Oltre ai Cesaroni 4, la Mastronardi sarà nel cast del sequel di «Romanzo criminale», la fiction di Sky le cui riprese iniziano a gennaio 2010. «Interpreto Roberta, la fidanzata del Freddo a cui da il volto Vinicio Marchioni, attore al quale sono legata anche nella vita. Ci siamo conosciuti ed innamorati proprio sul set. Le cronache rosa ed il gossip si sono occupati molto di me. All'inizio, dopo il successo de I Cesaroni, vivevo male la popolarità. Soffrivo per essere inseguita dai paparazzi, mi dispiacevano le critiche che penalizzavano la mia schiettezza. Poi ho superato tutto». Adesso Alessandra sogna il cinema. «Mi piacerebbe essere diretta da registi come Bellocchio, Sorrentino, Garrone. In verità ho già ricevuto alcune proposte cinematografiche che però non si conciliavano con i miei impegni televisivi e sinceramente, non mi appassionavano. La passione per il cinema me l'ha trasmessa mio padre: da piccola vedevo con lui i classici del grande schermo e soprattutto Totò. Oggi scarico da Internet i film del principe De Curtis». Tra i giovani attori della sua generazione stima Elio Germano («lo conosco, mi piacerebbe lavorare con lui»), ma anche Filippo Timi e Giovanna Mezzogiorno. Fare l'attrice era il suo sogno da bambina. «Un sogno che spero possa continuare, questo mestiere è molto aleatorio, non dà mai certezze».

Gossip:

Alessandra e Vinicio Marchioni sarebbero innamoratissimi l'uno dell'altra. In bocca al lupo allora.. Lui è bravo e simpatico, ho avuto modo di conoscerlo durante le riprese di 'Luce del nord' in uscita su rai due.

CdF

Hugo Chavez Show...come 'Via col vento'



(Velino/Velino Latam) - Tra annunci di investimenti miliardari, canzoni, durissimi attacchi all'opposizione e ai mezzi di comunicazione, si è aperta ieri la “maratona” di Aló Presidente la trasmissione televisiva del capo di Stato venezuelano Hugo Chavez che si concluderà domenica. Una sorta di “telenovela” lunga quattro giorni, così l'ha definita lo stesso Chavez, decisa per celebrare il decimo anniversario della trasmissione, uno dei principali strumenti utilizzati dal “caudillo” venezuelano per fare politica. La prima parte della trasmissione è andata in onda dalla centrale termoelettrica della Zulia, regione in cui il governo ha recentemente nazionalizzato oltre 70 imprese del settore energetico. Proprio davanti allo stabilimento, Chavez ha annunciato l'intenzione di investire, nei prossimi cinque anni, 20 miliardi di dollari nel settore dell'energia elettrica, una cifra pari ad almeno quattro volte quella chiesta in prestito al Brasile nei giorni scorsi. “Non ci sono stati investimenti per molti anni – ha spiegato – e ora dobbiamo risollevare il sistema elettrico del Paese. Io come presidente e amministratore delle risorse della nazione vi garantisco che questo investimento si porterà a termine”.
Dalla tribuna di Aló Presidente il capo di Stato ha mandato soprattutto una serie di messaggi politici: il primo diretto all'emittente Globovision, vicina all'opposizione e coinvolta in un durissimo confronto con il leader del Paese. Dopo aver ripetutamente minacciato la chiusura del canale, ieri Chavez ha chiamato in causa il ministro delle Opere pubbliche Diosdado Cabello, che controlla la commissione nazionale delle telecomunicazioni, chiedendosi perché non abbia ancora sanzionato i media che “avvelenano” il Paese: “Non mi importa nulla di quello che dice il mondo, io sto aspettando che compia il suo dovere, perché per questo è nella sua posizione, altrimenti rinunci e che assuma l'incarico chi ne ha il coraggio”. Dal capo di Stato sono arrivate accuse durissime per il proprietario della tv Giullermo Zuloaga, definito un “mafioso”, poche ore prima che venisse accusato di essere coinvolto in una causa per irregolarità nel deposito di automobili. Secondo Chavez l'emittente è “un virus, un veleno che può potare a commettere gravi delitti e attentare contro la vita di qualcuno”. “Dove mai si era visto – ha detto in riferimento all'intervista al giornalista Rafael Poleo – che qualcuno in un programma televisivo dica che il presidente finirà appeso come Mussolini e non sia stato arrestato?”. Secondo il leader venezuelano si tratta di un “incitamento all'assassinio”.
Inevitabilmente ampio spazio nell'intervento fiume di Chavez è stato occupato dalla “questione Vargas Llosa”. Lo scrittore peruviano, una delle voci liberali più critiche nei confronti del governo venezuelano, è arrivato ieri a Caracas per partecipare a un forum organizzato dal Centro de Divulgación del Conocimiento Económico para la Libertad (Cedice). Il suo arrivo, come quello del figlio Alvaro e di alcuni degli altri invitati, è stato anticipato da forti critiche e contraddistinto da una grande pressione da parte delle forze dell'ordine fin dall'arrivo in aeroporto, dove hanno ricevuto il formale invito a non esprimere commenti di natura politica sul governo del paese latinoamericano, pena l'espulsione. Nonostante questo Vargas Llosa non ha certo rinunciato a usare parole pesanti nei confronti del “caudillo” venezuelano. “In Venezuela non c'è ancora una dittatura, ma il Paese si sta incamminando in quella direzione”, ha sostenuto lo scrittore ed ex candidato alla presidenza del Perù, che ha parlato di un percorso che “l'allontana dalla democrazia liberale e l'avvicina a una dittatura comunista”. Per questo il Venezuela potrebbe diventare la “seconda Cuba dell'America Latina”. “La proprietà è individuale e privata o non è proprietà” ha sostenuto inoltre Vargas Llosa, “la proprietà sociale è un chimera, la proprietà collettiva è solo un sistema che la pone nelle mani della burocrazia politica che, prima o dopo, diventa corrotto”.
“Ci sono ancora spazi di libertà – ha ammesso lo scrittore – e bisogna approfittarne se non vogliamo che il Venezuela smetta di essere una società democratica per diventare una dittatura comunista, che è dove finirà se questo processo continua”, perché “c'è una radicalizzazione del regine”, un “timore crescente per qualsiasi tipo di critica” che provoca una “riduzione delle libertà pubbliche, della libertà di stampa e di mercato”. Tra gli invitati all'incontro organizzato dal Cedice c'è anche l'ex presidente boliviano Jorge Quiroga, che non ha certo usato la diplomazia nel sostenere che “la Bolivia è governata con il telecomando da qui e questo il popolo boliviano lo sa e lo sente. Si tratta di un'ingerenza grottesca e riconosciuta da tutti; è triste perché la Bolivia deve la sua indipendenza a un venezuelano, Simon Bolivar, e non la vogliamo vedere calpestata”.
Dal presidente venezuelano è arrivata però una mossa a sorpresa: parlando al telefono con il ministro della Cultura Hector Soto, Chavez, che si trovava a un incontro pubblico a pochi isolati di distanza dal luogo del forum, gli ha chiesto di offrire a Vargas Llosa e ad alcuni suoi colleghi la possibilità di uno spazio all'interno della trasmissione. “Io mi farò da parte – ha aggiunto – mi siedo tra il pubblico, gli invitati speciali della destra e i socialisti. Questa gente accetterà l'invito?”. Un ennesimo colpo di teatro da parte del leader venezuelano. Se si tratti di una “trappola” o di un'apertura verso i propri avversari è ancora difficile dirlo, per scoprirlo basterà non perdere le prossime puntate della sua “telenovela rivoluzionaria”.

Casini ha detto che Berlusconi rimarrà a vita come Chavez. Benedetta ignoranza...ma Ferdinando sa cos'è Chavez per i venezuelani? Prima di parlare bisognerebbe informarsi.

Cdf

maggio 29, 2009

Il mio lungo cammino


Il vizio assurdo di voler cercare la giustizia ovunque. In qualsiasi posto. Se nasci con questo gene non riesci a resistere di fronte alle ingiustizie che ogni giorno ti ostacolano il cammino. Ne ho viste di ingiustizie, ogni giorno, ad ogni movimento. Sul lavoro, a scuola, nella vita. Il vederti scavalcare da chi, invece, traeva vantaggio dall’ingiustizia fatta a te, magari nella partecipazione al festival di Sanremo, piuttosto che a un’importante trasmissione televisiva. Mio papà cercava di aiutarmi, sapeva che il mondo andava così e un po’ si commuoveva pensando quanto fosse ingenuo il suo bambino. Soltanto ieri avevo vent’anni. Credevo di riuscire ad ottenere tutto con il sacrificio, che il mondo non fosse tutto corrotto, che si potessero raggiungere degli obiettivi anche lavorando sodo. Mi piaceva cantare, andavo a scuola di recitazione e,allo stesso tempo, continuavo a studiare, fino alla laurea. Vedevo le raccomandazioni intorno ma credevo proprio che io non ne avrei mai avuto bisogno. Quando, invece, mi sono imbattuto in dover per forza scendere a compromessi, all’interno di un’altra manifestazione canora italiana, mi sono tirato indietro disgustato. Non perché io fossi migliore, ma mi sono sentito sporco al solo pensiero di starci. Beh.. il mondo va ancora così. Voi del pubblico vi accontentate di queste ragazzette e ragazzotti raccomandati che saltano da un letto all’altro e ottengono, così, lavori e promozioni? Non so se sia vero il fatto che Berlusconi se la faccia con le ragazzine, sinceramente non ci credo, se non altro perché vecchiotto e anche troppo impegnato, penso, invece, che sia perché una pedina in questo sistema di raccomandazioni. Oggi continuo a lavorare come attore, come scrittore, come cantante…diciamo lavorare, anche se, per vivere, devo fare mille altre cose, ma sono tranquillo perché è tutta farina del mio sacco. Se lavoro con qualcuno o mi affido a qualcuno in questo mondo dello spettacolo, è sempre chi mi somiglia un po’, che arrivi dal basso, che non scenda a compromessi. E’ poco?... No, per niente. E' molto.
Cosmo de La Fuente

maggio 28, 2009

Non etrare in Venezuela se pensi di poter dire la tua


Mario Vargas Llosa è stato fermato al suo arrivo in Venezuela dalle autorità dell' aeroporto di Caracas: lo hanno reso noto fonti del seminario anti-Chavez che ha invitato lo scrittore peruviano. A Vargas Llosa le autorità hanno trattenuto il passaporto, ha detto alla stampa Rocio Gijarro, direttore del centro-studi Cedice, che ha organizzato il seminario sui temi relativi alla “democrazia e la libertà”. «Un funzionario delle dogane - ha detto lo scrittore - mi ha gentilmente avvertito che in quanto cittadino straniero, non avevo diritto a fare dichiarazioni politiche. Con altrettanta gentilezza, ho risposto che nella terra di Simon Bolivar (il Venezuela, ndr.) nessuno può porre limiti alla libertà di pensiero».

maggio 26, 2009

Bomba atomica iraniana: grazie Chavez


IRAN/NUCLEARE: ISRAELE, DA VENEZUELA E BOLIVIA URANIO A TEHERAN

(ASCA-AFP) - Gerusalemme, 25 mag - Un documento del ministero degli Esteri israeliano accusa Venezuela e Bolivia di fornire uranio all'Iran.

''Abbiamo informazioni secondo le quali il Venezuela e la Bolivia forniscono uranio all'Iran per il suo programma nucleare'', spiega il documento, osservando come il presidente venezuelano Hugo Chavez abbia svolto un ruolo fondamentale nel rafforzare i legami tra Teheran e La Paz.

Secondo il documento inoltre, Caracas starebbe aiutando la repubblica islamica a eludere le sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

L'Iran, si legge infine nel documento, sta creando cellule di Hezbbollah nel nord del Venezuela e sull'isola di Margarita.

mlp/mcc/alf

maggio 25, 2009

I terroristi di Chavez

Alò presidente. Deci anni di brain wash



La trasmissione simbolo del lavaggio del cervello dei venezuelani compie dieci lunghi anni.
(ANSA) - Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha celebrato oggi il decimo anniversario di ''Alo' Presidente''. Dal '99, il programma radio-tv con il quale Chavez ogni domenica entra in contatto diretto con il suo popolo si e' trasformato nel simbolo piu' visibile del ''socialismo bolivariano''. Per i difensori di Chavez e' l'incarnazione dell'informazione popolare, per i critici rappresenta invece il simbolo del carattere demagogico e populista del presidente.

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra

  (🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...