novembre 29, 2006

Sanremopoli


L'ipocrisia di alcuni detentori del potere mediatico non conosce limiti. Dopo 'calciopoli'; dopo "vallettopoli"; a quando "Sanremopoli"?
Per leggerne delle belle:
http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1462

cosmo@cosmodelafuente.com

In attesa dell'oratore





Sanremo: prove d'accesso con raccomandazione.

Prossimamente su 'La Voce di Fiore', da non perdere.





Cosmo de La Fuente
www.cosmodelafuente.com
cosmo@cosmodelafuente.com

novembre 27, 2006



Claudia Koll, oggi 'cuore di mamma'

Perchè molte persone, di ambo i sessi, improvvisamente cambiano? Quando è scelta e quando invece è costrizione?
http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1453

Cosmo de La Fuente
cosmo@cosmodelafuente.com

Con riferimento all'articolo 'Il matriarcato nel diritto di famiglia'
Ci scrive un nuovo amico:
Egregio Signore, ho letto il Suo articolo interessante e toccante, proprio nel periodo in cui ho sicuramente più bisogno di notizie in merito alla possibilità dell'affido condiviso.E, ovviamente, non posso che deprimermi maggiormente leggendo.Infatti, alla iniziale mia "baldanzosità" derivante dalla nuova legge sull'affido condiviso, sta in questi giorni sopraggiungendo una sempre maggiore metabolizzazione del fatto che tale legge, forse perchè molto "a largo spettro", non venga applicata pedissequamente.Sono in attesa di produrre un ricorso contro la mia ex-compagna, la quale vive a casa della madre con mia figlia, che mi consente di vedere un'oretta tre volte la settimana.Più di tutto, del Suo articolo mi ha colpito la parola chiave del titolo: MATRIARCATO, che è quello che impera nella casa dove attualmente sta la mia ex-compagna con mia figlia, dove è la nonna materna che comanda, da vero matriarca, sostituendosi al padre (e alla madre).Premetto che la bimba ha solo 10 mesi. Ma non è anche vero che la "crescita condivisa" dovrebbe iniziare da subito?Ho presentato al mio legale una dettagliata relazione sulla situazione, che sarebbe troppo lungo e riduttivo sintetizzare qui...Ma lo stesso mio legale l'ha punto per punto smontata e sminuita, forse per cominciare a "prepararmi" psicologicamente a non avere grandi aspettative dalla applicazione di questa legge.Le sarei molto grato se volesse indirizzarmi e/o suggerirmi in tal proposito. Distinti saluti.
Emanuele Calabrò
Forza e coraggio Emanuele,
non sei da solo.
Cosmo
L’iniquità del diritto di famiglia raggiunge la sua apoteosi contemporaneamente alla celebrazione di uno pseudo matriarcato che inferisce il suo attacco mortale fin dall’inizio della separazione legale dei coniugi. All’interno delle aule di un tribunale i protagonisti sono sempre gli stessi; la vincitrice; il perdente; il/i figlio/i vittima/e ; il boia. Esiste una sequenza fissa di funzioni, come ci insegna Propp nella sua ‘morfologia della fiaba’. Ma non è fiaba…è realtà crudele. Un giudice, che il più delle volte non conosce nemmeno la famiglia di cui sta segnando le sorti, non corre rischi, è al sicuro. Egli sa a priori chi sarà il condannato: il padre. Un film di cui si conosce già la trama impietosa. Persino gli assassini della peggiore specie hanno una giuria attenta che ascolta e valuta le prove contro e a favore, ma lo sfortunato genitore non gode di questo democratico privilegio.E’ un matriarcato sui generis perché la figura del padre non è secondaria a quella della madre ma viene, addirittura, completamente cancellata dalla vita dei figli. Se il termine “matriarcato” non descrive questa situazione, come potremmo allora definire questo mostro di famiglia monogenitoriale originata dal nostro sistema infermo? Siamo di fronte a una curiosa situazione dove una legge “fantoccio” adotta un testo a dir poco ambiguo, che dà e toglie allo stesso tempo e, inesorabilmente, alla fine pretende la scomparsa in vita del padre.Dopo due anni di riflessioni e di ascolto delle storie più incredibili, mi sono fatto una mia idea. E’ più comodo fare come fanno tutti, il giudice risparmia tempo e si depura da ogni dubbio agendo come tendenzialmente si agisce. Favorire la madre e crocifiggere il padre, questo è il procedimento.La faziosità di questo sistema emerge anche in quei rari casi dove il padre è l’affidatario. Cambiano i ruoli ma la trama è la stessa, anche in quel caso, infatti, il genitore non affidatario viene completamente escluso e privato di qualsiasi diritto genitoriale. A cosa serve una legge sull’affido congiunto quando di fatto non viene mai applicata?Dobbiamo pensare a una specie di codardia giuridica? Una pusillanimità dimostrata anche dal silenzio dei media, una sorta di tabù impossibile da scalfire. I suicidi, i delitti, le crisi depressive e il dissanguamento economico del padre, malgrado siano eventi causati da questa codardia, non vengono minimamente presi in considerazione.Immerso in uno stato di demoralizzazione, sfiduciato come tutti di fronte alla realtà dei fatti e angosciato di fronte all’impotenza di chi subisce tale misfatto, ho cercato invano un colloquio col mondo politico.Perché i nostri politici non si occupano seriamente di questo dramma? Non è possibile che nessuno ci abbia pensato e poi chissà quanti di loro sono stati vittime dei tribunali di famiglia. Ho concluso che anche tra i politici si fosse diffusa la malattia della codardia. Se non riuscivo a trovare qualcuno disposto anche solo a parlarne che speranze reali c’erano di trovare chi volesse metterci le mani?. . Siamo passati attraverso tabù di ogni genere, spesso ingiusti e distruttivi, ma da quello della penalizzazione garantita del padre non si è riusciti ad uscirne fuori. Quando ormai non ci contavo più ho ricevuto risposta dall’onorevole Sandro Bondi e poi un appuntamento. Grato dell’opportunità offertami e conscio dell’importanza che avrebbero potuto avere le mie parole per milioni di persone, ho cercato di rendere il più fruttuoso possibile l’incontro esponendo tutti i dubbi e le ingiustizie subite dai genitori separati dai propri figli. Bondi, che aveva ben presente il testo della legge sull’affido condiviso, ha ascoltato attentamente il mio discorso, pressochè simile ai discorsi che si fanno nelle riunioni delle numerose associazioni. Ha convenuto sul male perpretato ai minori rimasti orfani di un genitore vivo. Un uomo attento e moderato che umilmente, ha dato ascolto a una voce che parlava di dolore generato dall’indifferenza. Pensando ai minori, nel rispetto dei diritti della madre e del padre, l’impegno da parte del portavoce di Forza Italia è stato quello di aiutarci a rendere noto questo dramma attraverso stampa e tv. Il testo della legge sarà nuovamente esaminato: E’ evidente la buona volontà dell’unico partito ancora capace di stare con i piedi per terra e di mettersi controcorrente in nome della libertà, della giustizia e della democrazia. Nessun altro mi ha preso in considerazione. Se il buon giorno si vede dal mattino c’è da domandarsi da quale parte potrebbe giungerci una speranza di giustizia. A me appare palese.
Cosmo

novembre 26, 2006

Abusi sui bambini

Non si fa in tempo a riprendersi di una fastidiosa notizia che parla di abusi su bambini che ne arriva subito un'altra. In una scuola elementare novarese un estraneo ha "disturbato" alcuni bambini.
La Stampa:
NOVARA
Il caso è di alcune settimane fa: i genitori si rivolgono a «La Stampa» per denunciare che un estraneo era entrato nei bagni di una scuola elementare del centro storico rivolgendo attenzioni particolari ad alcuni bambini, sino ad arrivare al palpeggiamento. Imemdiato intervento della direzione, scuola blindata e autorità scolastiche provinciali che alzano la soglia d’attenzione.
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Mamme e papà costretti a cambiare? Spieghiamoci i mutamenti di Dalila Di Lazzaro, Claudia Koll e Lola Falana e cerchiamo di capire in che maniera anche gli uomini e i padri sono stati costretti a cambiare. (prossimamente).

novembre 23, 2006

La Voce di Fiore

Una rubrica su 'La Voce di Fiore' è sicuramente una bellissima opportunità per sentirmi ancora più vicino ai lettori. Ringrazio Emiliano Morrone per questo gentile invito.
http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1411

La maestrina usa il nastro


Ci fa inorridire e si spera che non sia vero che la maestrina d'asilo di Roma abbia usato del nastro adesivo per tenere a bada dei bambini così piccoli. Se la cosa venisse confermata c'è veramente da spaventarsi. Sado maso?

novembre 22, 2006

Gay minacciato


Mi piace ascoltare la gente perchè amo anche raccontarmi. Per questo motivo spesso sono stato accusato di appartenere a questo o a quel pensiero politico o di appoggiare, come nel caso di Antonio Faccini, chi, secondo certi, non merita nemmeno di essere ascoltato. Il caso di Matteo, gay minacciato, è un altro esempio di idiozia umana. Siamo tutti figli di qualcuno, di Dio o di qualche entità superiore che ci ha messo al mondo in maniera diversa. Spesso paragono il tutto alla cucina, anche preparando lo stesso piatto mille volte non verrà mai uguale sempre. Una volta più saluto, un'altra volta più cotto e così via. Perchè non possiamo accettare che l'uomo possa nascere in un modo o in un altro? Fisicamente e psichicamente ognuno di noi è un mondo a sé. La cretineria di qualcuno sfocia, addirittura, in atti illegali come mi racconta Matteo.
Mi chiamo Matteo, ma non è il mio vero nome. Mi rivolgo a te Cosmo perchè ho seguito tutti i tuoi interventi in materia di omosessualità e ho apprezzato la naturalezza con cui affronti questi temi. Ti considero ormai alla stregua di un amico e mi piacerebbe vederti in video per poter ascoltarti anche.
Vivo in provincia di Siena e nel mio paese non posso certo espormi più di tanto.
Ho ventisette anni e vivo nel terrore che qualcuno possa scoprire che io sia gay. Alcuni miei amici odiano in maniera particolare gli omosessuali e quando vedono qualcuno che secondo loro ha atteggiamenti da ‘frocio’ non si tirano indietro a prenderlo in giro. Devo continuamente fingere e spesso parlare anch’io dei 'finocchi' proprio come fanno loro. Non ce la faccio più, anche perché sono sotto continua minaccia da parte di un ‘bastardo’ che mi sta letteralmente rovinando la vita.
Circa due mesi fa ho conosciuto in chat un ragazzo che vive a circa 50km dal paese in cui vivo io, la distanza era rassicurante. Ci siamo dati appuntamento in un bar e quando ci siamo incontrati non ho capito subito che tipo di persona fosse.
Mi ha fatto delle domande alle quali ho risposto pensando che anche lui fosse gay. Alcuni discorsi sull’intimo e a un certo punto, visto che lui non parlava mai di cose un po’ private, gli ho chiesto il perché e mi ha risposto che lui non è gay e che odia questo tipo di persone. Mi ha anche detto che gli facevo schifo. Perché mi aveva dato appuntamento allora?
Mi sono spaventato e me ne sono andato, ma ormai aveva il mio numero di telefono e addirittura sa anche in quale paese abito. Ora mi minaccia di venire in paese e cominciare a dire tutto anche perché, così mi ha detto, ha registrato i nostri discorsi.
Da una parte ho pensato di andare dai Carabinieri ma dall’altra so che se lo facessi mi rovinerei la vita e quella dei miei genitori che dovrebbero sparire dal paese in cui vivono da 60 anni.
Tu che spesso affronti problematiche sociali e che in più di un’occasione hai dato spazio anche al mal di vivere di alcuni omosessuali sai spiegarmi come mai noi, che non abbiamo chiesto o deciso di nascere così, dobbiamo patire questo tipo di sofferenze? Che senso ha la nostra vita? In un paese come l’Italia che ancora non si può essere liberi di essere sé stessi non ha senso vivere.
Hai il mio indirizzo di posta elettronica, se qualcuno ha voglia di scrivermi puoi inoltrarmi il messaggio ma ti prego di non rivelare a nessuno la mia identità. Ho paura.
Grazie Cosmo.
Matteo
Caro Matteo,
il mondo è pieno di cretini lo sai, non importa il credo o il pensiero politico, siamo sempre pronti a giudicare e fare razzismo di ogni sorta. Quando ci riguarda da vicino invece diventiamo molto comprensivi. Non disperare come vedi si parla un po’ più apertamente, Gay.Tv ne è un esempio no? L’intelligenza è come l’amore, non ha sesso. Se il tipo continuasse a darti fastidio digli che le prove registrate su un eventuale mini registratore non sono nemmeno accettate nei tribunali e che ne hai già parlato a qualcuno. Di solito gli stupidi di questo genere si spaventano anche facilmente. Non lasciarti condizionare e sii te stesso. Ho la tua mail, ti inoltrerò i messaggi che mi arriveranno per te. Nessuno saprà qual è la tua identità. Non devi celarti dietro una maschera, nessuno può arrogarsi il diritto di decidere della tua vita. Fammi sapere. Sono moltissime le persone che mi stanno scrivendo su questo argomento e sappi che molti, troppi sono costretti a celarsi. Non sei solo.
In bocca al lupo
Cosmo
Un messaggio di Luigi Valeri
caro Matteo,
capisco il senso di difficoltà e d'isolamento che provi. Ma non pensare di essere solo. E' vero ... esistono ancora ambienti in cui le persone omosessuali sono bersaglio di disprezzo e ostilità e devono nascondersi. Ma ne esistono altri, in cui eterosessuali ed omosessuali vivono fianco a fianco, con serenità, naturalezza e rispetto. In cui nessuno si preoccupa del tuo orientamento sessuale, a meno che tu non gli piaccia e voglia provarci con te ;]. I primi fanno parte di un mondo repressivo ed oscuro. I secondi di un mondo libero e visibile. Nella nostra società questi due mondi convivono paralleli, quasi si toccano. Uscire da uno ed entrare nell’altro dipende da te. Un modo per farlo può essere rivolgerti ad un centro Arcigay. In Toscana ce ne sono molti. Scrivici, chiamaci. Non preoccuparti per la tua privacy. Non corre alcun pericolo. Possiamo tenderti una mano. Sta a te afferrarla. Potrai farti nuovi amici e sentirti più libero.Qualunque cosa tu decida, in bocca al lupo.
luigi.valeriArcigay nazionaleluigi.valeri@arcigay.it, www.arcigay.it
Arcigay in Toscana: toscana@arcigay.it, firenze@arcigay.it, grosseto@arcigay.it, piombino@arcigay.it, pisa@arcigay.it, pistoia@arcigay.it

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