marzo 01, 2014

Venezuela: Maduro come Ceaucescu

Siamo esterrefatti dalla mancanza di sensibilità dei mezzi di comunicazione italiani. Il Venezuela è vittima di una dittatura della peggiore specie, alla Ceaucescu. La gente ha paura di essere ammazzata, i giornalisti venezuelani hanno il bavaglio, tutti sono stanchi e e non ce la fanno più. Non è una lotta politica, è una lotta della fame, della paura, della tristezza.
Una vergogna che nel mondo si possa ancora accettare una dittatura di questo tipo. Maduro è un assassino, sta uccidendo il popolo. 
Occorre che tutti si faccia qualcosa per liberare il Paese.
Liberi da preconcetti politici. Per le strade c'è il popolo, non esistono più differenze, chavisti e non chavisti. Hanno appena arrestato  Francesca Commissari: reporter e fotografa italiana, catturata e detenuta, ieri, per aver fotografato i giovani studenti. Questa è la democrazia di Maduro.
Chi non è parla dovrebbe solo vergognarsi..se ne è capace.























                                   Francesca Commissari vittima del Ceaucescu Venezuelano: MADURO

febbraio 28, 2014

Venezolanos en Torino: 9 marzo 2014



Via Verdi, 16 – Torino –
                                                    -sotto la Rai-
(Org.ne Cosmo de La Fuente 3394596351)
Nessun colore politico, perché la dittatura non ha colori. In Venezuela, da troppi anni, non si vive più: mancano: alimenti, farmaci, tutti i prodotti dell’igiene (compresa la carta igienica) ed è diventato il Paese più violento al mondo. La delinquenza a livelli insostenibili.  Tutti abbiamo creduto alla Rivoluzione chavista, ma siamo finiti in trappola, per un Regime Militare che ci  ha portato alla disperazione. Le strade di tutte le città e di tutti i paesi del Venezuela sono piene di anime disperate, stremate, chiedono ‘libertà’: di pensiero, di parola, di vita. Il governo repressivo di Maduro non dà nemmeno più le briciole che Chávez elemosinava per mantenere calma la folla.  Il  Venezuela dice: “BASTA”. Il rozzo Maduro, colombiano di nascita, sostiene di essere guidato dallo spirito di Chávez che, a suo dire, si manifesterebbe sotto forma di uccellino, durante le notti, per suggerirgli i passi da compiere. L’attuale despota mostra la sua ignoranza in tutte le sue forme: geografica, storica, linguistica, ma quel che è peggio è che mentre giovani studenti, pacifici manifestanti, muoiono sotto il fuoco di militari importati da Cuba, lui si mostra in tv ballando e annunciando che il carnevale durerà dieci giorni. Diciamo BASTA alla dittatura castro-chavista-madurista e chiediamo a squarciagola che il nostro Paese torni ad essere libero come ce l’ha lasciato il grande Simn Bolivar.  Perché i media italiani tacciono? Vorrei ricordare agli italiani che molti loro connazionali e discendenti, vivono ancora in Venezuela e che questo Paese ha dato molto. Non abbandonatelo. Che il mondo venga a conoscenza. Se i Media italiani sono  disinteressati o non dicono la verità, facciamo noi la nostra parte: divulghiamo, informiamo, fate girare questa richiesta che parte dal cuore, reale, onesta. La gente non ne può più. Le code davanti ai negozi, di ogni tipo, sono chilometriche. Qua non si produce nulla e la valuta del petrolio non si sa che fine faccia. L’inflazione è salita a 57% l’anno scorso e la svalutazione del bolívar va a gonfie vele. Insomma si teme il peggio. Gli studenti scendono in piazza sempre con maggiore veemenza, e più di 100 hanno già perso la vita.  A tutto questo va aggiunta l’insicurezza. La delinquenza non risparmia nessuno e di sera, dopo le 8, non si vede un’anima in giro. Insomma un coprifuoco volontario. L’esempio più drammatico è che le università hanno chiuso tutti i corsi serali.
Non è politica..è questione di vita o di morte.Non dimentichiamo il Venezuela. Un giorno potreste essere dimenticati anche voi. Sì alla democrazia. No a Maduro.

Cosmo de La Fuente
Torino
3394596351

febbraio 25, 2014

Venezuela: strage d'innocenti voluta da Maduro





Ancora una madre piange il proprio figlio massacrato per aver manifestato contro la dittatura che sta uccidendo i giovani studenti del #venezuela. Oltre a #LaStampa, che ieri ha dedicato una fotogallery della manifestazione di #Torino e newnotizie.it, che pubblica regolarmente i miei articoli di umana sensibilizzazione, le autorità e i media italiani non hanno ancora capito la gravità di quanto sta accadendo nelle città del Venezuela. Mi faccio portavoce della disperazione di un popolo che mi appartiene, quello venezuelano e chiedo a giornalisti, autorità, redazioni radio e tv, che tendano una mano perchè, se non si è sensibili di fronte a tale oppressione. Il popolo venezuelano dice no alla dittatura. Il link dell'articolo e la mia piena disponibilità a parlarne.

Il link all'articolo che ho scritto per newnotizie

Cosmo de La Fuente
carlos.cosmo.gulli@gmail.com

febbraio 19, 2014

Lacrime venezuelane- Lágrimas Venezolanas


Venezuela está sufriendo, pero todos orgullosos de los Venezolanos y del coraje de los jóvenes estudiantes. En Italia no se habla de lo que pasa pero lod dos articulos que he escrito por newnotizie sì. Es importante compartir, porque en este Pais, en donde tenemos las orìgenes de nuestros padres, no se habla. No sabemos el porqué. Ayudemos y difundamos. Dale en los links. Son dos- Pide a las mail de las Redacciones Prensa y Tv que lo lean. 

Venezuela muore, in Italia non si pensa e non si parla di questo Paese così importante per gli italiani. Vergogna. Leggete gli articoli in lingua italiana, diffondeteli. Diamo un aiuto a chi sta in prima linea. Viva Venezuela libera.
#SOSVENEZUELA #COSMODELAFUENTE #VENEZUELA #TUMBARAMADURO


Links importantes:








febbraio 16, 2014

Venezuela: Morti che si tacciono. L'Italia omette l'informazione. Perchè?






Stato d’emergenza: i media italiani tacciono
Quello che i media italiani non raccontano dalla penna di
Cosmo de La Fuente (Carlos Gullì)scrittore  italo-venezuelano in Italia
Morte per le strade delle città del Venezuela, si uccidono gli studenti che manifestano pacificamente contro la dittatura del governo ilegittimo di Maduro.
Ecco il lin, clicca e leggi tutta la notizia che sta facendo il giro del mondo


Cosmo de La Fuente 
in Facebook:
https://www.facebook.com/cosmo.delafuente 

gennaio 18, 2014

Suora partorisce: "non sapevo di essere incinta". Intervento divino?


Suora 32 enne partorisce un bambino e in ospedale avrebbe detto di non sapere di essere incinta e nemmeno come possa essere accaduto. Quasi una nuova Immacolata Concezione. Le conserelle erano preoccupatissime per i forti dolori al ventre che la donna accusava.

Tutto questo è accaduto a Rieti e la Suora distratta risiede in un convento del capoluogo. Ora è mamma di un maschietto di ben tre kg che si chiamerà Francesco dal momento che Rieti è una pianura devota a San Francescso.

Don Fabrizio, parroco della parrocchia di Regina Pacis di Rieti ha riferito che la comunità è sconvolta ma che il bimbo è più importante di qualsiasi altra cosa.
La Suora è originaria di San Salvador e il prete vuol credere che sia già arrivata incinta in Italia e che non abbia commesso nessun 'fattaccio' sul suolo nazionale. Il problema è che pare che la religiosa sia arrivata quasi un anno fa.

Fatto sta che Don Fabrizio non crede affatto a una gravidanza giunta per opera divina e che ha chiesto alla suora di abbandonare subito l'ordine religioso. E se poi avesse ragione lei proprio come è accaduto 2000 anni fa? Uomini senza fede!

Cosmo de La Fuente
 

gennaio 16, 2014

Incrociare le dita: storia, simbolismo o pura superstizione?

Il gesto di incrociare le dita ha in realtà origini religiose: già nel Medioevo tale gesto era in voga, per tenere lontano il diavolo, il malocchio e la sfortuna. In quel periodo, si riteneva che il diavolo potesse raggiungere le anime passando attraverso le dita e da lì in poi, l’usanza di incrociare le dita per richiedere una protezione divina, è sempre stata messa in atto da tutti. In realtà, si tratterebbe di un altro modo per fare il segno della croce. Infatti nella iconografia cristiana, troviamo spesso l’immagine di Cristo che tiene la mano destra in posizione “pantea”, dove il dito indice, medio e pollice sono tesi, a raffigurare la Trinità, mentre il mignolo e l’anulare li vediamo ripiegati. Si tratta di un tipico segno usato nella tradizione cristiana ortodossa.




Oggi, però, sappiamo bene cosa indica per noi, quello che non possiamo sapere è se, effettivamente, porti fortuna. Tentare non nuoce, no? Allora INCROCIAMO LE DITA tutti insieme.





Il classico “croiser les doigts”, incrociare le dita, è uno dei gesti maggiormente usati in tutto il mondo occidentale per allontanare la negatività e portare energia “buona” prima di compiere un qualsiasi gesto o azione propizia. Si tratta di un gesto scaramantico che porta fortuna. Il gesto di incrociare le dita ha in realtà origini religiose: già nel Medioevo tale gesto era in voga, per tenere lontano il diavolo, il malocchio e la sfortuna.



In quel periodo, si riteneva che il diavolo potesse raggiungere le anime passando attraverso le dita e da lì in poi, l’usanza di incrociare le dita per richiedere una protezione divina, è sempre stata messa in atto da tutti. In realtà, si tratterebbe di un altro modo per fare il segno della croce. Infatti nella iconografia cristiana, troviamo spesso l’immagine di Cristo che tiene la mano destra in posizione “pantea”, dove il dito indice, medio e pollice sono tesi, a raffigurare la Trinità, mentre il mignolo e l’anulare li vediamo ripiegati. Si tratta di un tipico segno usato nella tradizione cristiana ortodossa.



Il rito scaramantico dell’incrocio delle dita è usato anche in altri paesi stranieri: in Gran Bretagna, l’espressione “to keep the fingers crossed”, viene utilizzata per scongiurare il malocchio; in Germania i tedeschi abitualmente premono i pollici di un amico per augurargli un auspicio di buona fortuna: il gesto, proviene dalle antiche tribù germaniche, per le quali il pollice era considerato il dito più importante. I gesti rituali con le dita propiziano sempre una difesa contro le avversità del fato.

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra

  (🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...