
giugno 08, 2007
Smantellata cellula terrorismo islamico

Le indagini su Maddie sarebbero a una svolta

Un uomo telefona ai genitori e dice: "So dove si trova".
Potrebbero essere ad una svolta le indagini sul caso di Madeleine McCann, la bambina inglese di quattro anni rapita nel sud del Portogallo lo scorso 3 maggio. La polizia ha informato i genitori di aver ricevuto "una telefonata credibile" da un uomo che sostiene di sapere che cosa sia successo a loro figlia. Lo scrive il quotidiano Times nella sua edizione online. A Kate e Gerry McCann è stato chiesto di prepararsi a parlare all'uomo dopo che questi ha detto agli agenti che voleva incontrarli. I genitori speravano che la telefonata rappresentasse la svolta per cui pregano da cinque settimane, da quando la piccola è scomparsa dal resort dell'Algarve in cui stavano trascorrendo una vacanza.
giugno 07, 2007
VENEZUELANI IN ITALIA

Somos un grupo de venezolanos, residentes en Italia. Con la presente queremos representar y dar voz a nuestras ideas, gritar que no estamos de acuerdo con lo que esta pasando en Venezuela tramite la formaciòn de un grupo aun mas extendido, mas solido de personas (venezolanos/as, latinoamericanos/as, italianos/as, y otras/os), con el objetivo de crear una manifestacion contra la prohibiciòn de la libertad de expresion y la extinciòn de los derechos humanos. Estamos totalmente abiertos a recibir otros tipo de inciativas propuestas pos ustedes; asi mismo incluirnos en inciativas ya existentes y reales en el panorama italo-venezolano.
Creemos fielmente que aqui no se trata de el simple cierre de un canal televisivo (al cual todos estimamos, y apoyamos); va màs alla de eso: estan tratando de quitarnos los medios de comunicaciòn de masas con los cuales divulgamos y exprimimos normalmente nuestras ideas, y como todos bien saben cuando salimos a las calles venimos reprimidos mediantes perdigones, bombas lacrimogenas y aun mas triste por balas y otros medios de represion que anulan totalmente los derechos humanos de cada individuo. Creemos que con la violencia fisica no se puede llegar a ninguna soluciòn viable y que la educaciòn y la perseverancia son las principales armas de defensa de nuestro pueblo.
No a la indiferencia, no nos podemos quedar con las manos cruzadas, nuestra posiciòn es dificil ya que no estamos fisicamente presente, pero queremos hacer llegar a los medios de comunicaciòn italianos nuestra opiniòn, mediante nuestras vivencias y nuestra cultura. Hay una grave ignorancia en nuestra sociedad; se cree que el comunismo italiano y el comunismo venezolano son la misma cosa, y se equivocan, son dos conceptos totalmente divergentes, en latinoamerica, y principalmente en Venezuela reina un caudillismo, que se reconoce a lo lejos en un filo-castrismo. No queremos ser reprimidos!! La unica forma es manifestar y usar nuestros intelectos para hacer llegar una correcta informaciòn tramite distintos elementos multimediales y mediante nuestra voz. No paremos de aferrarnos a la verdad...
Esperamos sus adesiones; no sabemos aun la fecha precisa de la manifestaciòn, estimamos que serà la semana que viene, porque queremos pedir permiso a los respectivos ordenes judiciales para efectuar nuestras manifestaciòn pacifica sin ningun problema, y para poder contar con distintos periodistas italianos que den voz a nuestras opiniones, a lo que esta pasando. Lo que pediremos a dichos medios de comunicaciòn serà una mayor atenciòn hacia la situaciòn actual en Venezuela, y lo que pedimos a ustedes, es la presencia y el apoyo para esta iniciativa; les pedimos que si quieren aderir y luchar con nosotros, por la gente venezolana, pos sus familiare y amigos nos respondan esta mail y/o nos agreguen al contacto msn indicado a continuaciòn. Esperamos sus respuestas, sus opiniones y todo lo que nos quieran comunicar.
Gracias por su atenciòn y su apoyo...
...por una venezuela libre y segura... corre la voz y mandanos contactos...
gracias
La vera rivoluzione è quella che la gente sta combattendo contro il regime di Chavez, non quella che il dittatore vuol mostrare al mondo come se fosse la ‘revolución’ del popolo, la rivoluzione bolivariana. La protesta è per le strade di Caracas, l’ultima, circa 300.000 persone, non è stata nemmeno citata in tv, non esiste più RCTV, mentre quella finta organizzata e pagata dal governo, di poche migliaia di individui venduti per 25 dollari a testa, è stata ampiamente descritta nei tg del governo.
Una marea di persone per far capire a chi, troppo distratto da notizie fuorvianti, che il guerrafondaio e despota, oltre ad aver cancellato la possibilità d’espressione di chi non condivide il suo pensiero, sta portando il paese alla deriva. Tra qualche anno, se glielo si lascerà fare, ridurrà il paese in uno stato di estrema ignoranza, situazione ideale per poter rimanere al comando fino alla morte. Il metodo ricorda un po’ quello di Saddam Hussein, ma, senza andare troppo lontano, quello del suo maestro Fidel Castro.
Mi spaventa che ci sia ancora chi continua a difendere questo pazzo, gente che si dichiara del popolo e non si rende conto del male che sta facendo proprio alla povera gente, la quale, oltre ad essere privata di qualsiasi benessere economico, gli viene ora negata la libertà di parola e di pensiero.
Resta una guerra del sale, pacifica, atta a dimostrare che il fuoco della libertà non potrà mai essere spento dalla follia di un governo militare. Occorre aiutare il Venezuela a liberarsi, ancora una volta, da chi, possedendo il petrolio di tutti, sta stravolgendo la vita di una nazione. E’ importante adesso dare il giusto valore alle cose, non si tratta di credo politico, non esiste più comunismo, fascismo o altro, adesso si parla di democrazia assente, di libertà di parola negata.
Le elezioni venezuelane sono state alquanto sospette se si pensa a quanta gente sta contestando questo governo, il 62% che tanto vantano è stato ottenuto aumentando la popolazione votante a proprio piacimento:musulmani invitati, cubani ospiti e partecipazioni speciali, oltre ai naturali brogli abituali e tipici del Venezuela.
In realtà non c’è stata nessuna sorveglianza e i tanto pubblicizzati inviati si sono lasciati convincere a stare alla larga, senza contare che la gente votante era cosciente dell’esistenza di un ‘capta impronte’ che non rendeva anonima la scelta, e c’è da crederci perchè in Venezuela ci sono le proprie impronte anche sulla carta d’identità. Questo è il Paese di Chavez e si spera che qualcosa o qualcuno possa cambiare questa situazione che rischia di implodere e di danneggiarci in maniera irreversibile.
Secondo me bisogna andarci cauti ad esaltare Hugo Chavez Frias, è facile fare la figura da ignoranti o dimostrare di essere in malafede e, in entrambi casi, apparire inaffidabili. Ora che il mondo sta per liberarsi di Fidel Castro ci rimarrà, chissà per quanti anni ancora, il suo discepolo migliore, l’imperatore del Venezuela Hugo Chavez.
Ancora una considerazione
Il Venezuela, un po’ come succede in Italia, per alcuni anni ha avuto due facce. Dopo 44 anni dalla caduta di Marcos Perez Jimenez, il dittatore contestato da tutte le classi sociali, il 23 di gennaio di quest’anno, nell’anniversario, hanno marciato le due facce del Venezuela. Un gruppo dell’opposizione, contro la dittatura chavista e a favore della democrazia e l’altro che stava con il governo.
La Chiesa, che si è sentita profanata dagli attacchi di Hugo Chavez, ha visto le due marce come una lotta tra fratelli. Causa della guerra tra Caino e Abele è stato il despota.
Questo accadeva a gennaio, oggi il popolo di dimostranti, di pacifici ma decisi venezuelani che si opongono alla dittatura di Chavez è aumentato considerevolmente, tanto da far impallidire, come detto, la finta marcia a favore del governo. Il rifiuto a Chavez, visto in percentuali, è cresciuto del 75%, ogni giorno che trascorre si esaurisce di più l’ossigeno che alimenta il tiranni e le pentole, i coperchi, gli arnesi che in venezuelani usano per far rumore e rendere pubblico il loro malessere, stanno assordando tutti. C’è chi dice che questo è l’inizio della fine della rivoluzione chavista, ma altri, compreso me, pensano che il tono usato da questo mostro è una scorciatoia verso una dittatura della peggiore specie. L’aveva detto anche il ministro della Difesa, amico del rais, José Vicente Ranger: “la lotta sarà cruenta e non ci lasceremo togliere il governo”.
Difficile pensare al Venezuela come un paese che potrà tornare a godere di una democrazia senza spargimento di sangue e senza dolore per la gente. In questi giorni qualcosa sta maturando, la preoccupazione è tangibile e il malcontento non si può certo contenere in un barattolo sotto vuoto, la gente venezuelana è paziente, non agisce subito, ma, quando arriva al limite della sopportazione, in altre occasioni ha dimostrato di non lasciarsi intimorire da niente. Spero con il cuore che si tratti ancora di ‘marce del sale’ allo stile di Gandhi, ma temo che le voci che si sentono in Venezuela, si basino su decisioni diverse che ancora non ci è dato conoscere completamente.
Non parlo da ricco italo venezuelano come qualcuno, afflitto dalle solite fette di salame e dalla tipica invidia di chi non ha argomenti, ha detto. Non sono ricco e, sinceramente, non mi interessa esserlo, amo il paese dove sono nato e cresciuto, amo la razza con la quale ho convissuto e, se permettete, mi fa male osservare il cambiamento del carattere dei venezuelani. Malgrado la povertà di molti, il sorriso era sempre presente, oggi, la mancanza di libertà e il terrore del futuro, hanno cancellato anche quello. Chavez non c’entra niente con Simon Bolivar, mi spiace per lui. La rivoluzione è quella che porta alla libertà non all’oppressione.
Viva Venezuela mi patria querida, quien la libertó mi hermano fue Simón Bolivar
Venezuela maestra per l'Italia
Che strano paese è diventato l'Italia, il metodo chavista è diventata quasi una prassi. Non importa se si fa il proprio dovere, quando qualcuno potrebbe nuocere i 'potenti' non deve agire in maniera professionale, deve eclissarsi. Si sbatte fuori dal campo chi ha fatto il proprio dovere perchè potrebbe nuocere gli intoccabili e se gli intoccabili hanno anche il potere di farlo ecco che il 'pranzo è servito'. Strano ma questo metodo mi ricorda, in maniera esagerata, i modi di Hugo Chavez, il quale, onde evitare di doversi difendere da accuse fondate e da opposizioni sul campo chiude tv e giornali ed 'elimina' il fastidio. Complimenti, siamo simili alle dittature terzomondiste.giugno 06, 2007
Chavez el tirano

giugno 05, 2007
Gravina di Puglia: scoviamo i mostri

Chavez il tiranno: dal 2009 nessuno uscirà dal paese e altre news
(nella foto la marcia del 3 maggio, di migliaia di persone contro Chavez, che chiedono a gran voce la libertà di esistere)News da Media Contact
www.lavocedifiore.org (IMMINENTE)
Per non dimenticare il popolo venezuelano vittima della dittatura di Chavez ti invitiamo a visionare le foto nei post precedenti.
A proposito delle minacce arrivate dalla Nilop, Cosmo ha commentato così:
Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino
Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra
(🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...
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