giugno 05, 2007

Imperatore Hugo Chavez



Nonostante la sua rozzeria e la sua ignoranza Chavez è diventato, grazie al sopruso, imperatore del Venezuela e promette di fare molto di più. Classico esempio di dittatura, secondo me di nessun colore anche se si spaccia per socialismo, di chi annienta completamente la libertà di pensiero e, figuriamoci, di stampa, di chi la pensa in maniera diversa dalla sua. Eliminando qualsiasi forma di opposizione ha la certezza di agire indisturbato. Sarà stato anche questo un consiglio i Fidel? Ovviamente si. Un'enorme manifestazione di 300.000 giovani ha marciato su Caracas contro di lui, ovviamente le televisioni venezuelane, schiave del pazzo despota, non hanno minimamente accennato a questo per paura dell'emulazione di Maracaibo, Valencia, Maracay e Ciudad Bolivar. Un'altra piccola manifestazione, in suo favore, è stata organizzata dal governo stesso costringendo, pena il licenziamento se si fossero opposti, giovani impiegati a marciare con berretto rosso e maglietta pro Chavez, con una paghetta di 25 dollari. Se questo è quello che alcuni ignorantoni definiscono democrazia, qui in Italia, si spera che non arrivino mai a contare qualcosa nella politica italiana. Siamo proprio messi male e non mi stancherò mai di dire che sono certamente in malafede se non sono ignoranti come capre. Bisogna spostarsi a Miami per incontrare la voce libera dei venezuelani scappati dal regime, ed è proprio a Miami che si trasferiranno almeno due redattori della Media Contact, uno dei due sono io.
Cosmo de La Fuente

Punto Informatico
04 June 2007 00:00
Roma - I reporter di RCTV, l'emittente a cui il governo venezuelano non ha rinnovato la licenza e che è al centro delle tensioni che hanno investito il paese in queste settimane, non demordono e hanno deciso di proseguire almeno una parte delle proprie attività attraverso YouTube.
Cerca RCTV el informador (L'unica possibilità di conoscere la verità)

giugno 04, 2007

Venezuela libre. Para todos los Venezolanos del mundo - Per tutti i venezuelani del mondo

VENEZUELA LIBRE DEL REGIMEN DE HUGO CHAVEZ
VENEZUELA LIBERA DAL REGIME DI HUGO CHAVEZ

Vittime dei dittatori



Il mal di vivere dei bambini venezuelani
(articolo prelevabile citando autore e provenienza)
Il vento è caldo, leggero, trasporta un delicato odore di fiori e di frutti esotici maturi. Ovunque ti trovi, per le strade polverose o tra la favelas, l’effluvio è sempre lo stesso. Ti senti a casa persino nella zona di ‘El Guarataro’, quartiere che in Italia definiremmo un ghetto. La baracche sono costruite con materiale di recupero:lamiere, mattoni, tettoie. In queste misere abitazioni vivono adulti e bambini.. Fino a qualche anno fa erano ricchi di libertà, ora nemmeno quella a compensare la miseria.
Quando percorri di notte la ‘autopista del este’, quella che dal porto di La Guaira e dall’aeroporto di Maiquetia ti collega al centro di Caracas, lo spettacolo è affascinante. Le colline sono illuminate da centinaia, migliaia di piccoli punti luce, come se un’infinità di stelle, non trovando spazio in cielo, si fosse adagiata sulla terra. L’effetto è quello di un presepio perenne. Le ombre della notte rendono tutto magico. Alle prime luci dell’alba, però, l’effetto cambia, quello che la sera precedente si presentava come una meravigliosa scena surreale altro non è che il mal di vivere di molti esseri umani. Rispetto ad alcuni anni fa, le aree povere nei dintorni di Caracas si sono estese a vista d’occhio.
Chiunque arrivi in Venezuela in questo momento potrà rendersi conto che la iper pubblicizzata rivoluzione bolivariana è solo un pantomima organizzata dal regime. I rivoluzionari del 2000 adoperano i soldi, quelli del popolo, viaggiando e servendosi dell’aeroporto civile con una frequenza degna di vip dei paesi industrialmente evoluti. il Venezuela, intanto, si trasforma in un mondezzaio, colpito da una debolezza strutturale che dovrebbe far arrossire chi è incaricato all’amministrazione di questo paese. La rete viaria è diventata il simbolo del peggiore disastro dell’ingegneria civile dei nostri tempi. L’inefficiente governo, in nome di un devastante cambiamento sociale, per contro regala le proprie ricchezze alle nazioni vicine. L’intento è quello di consolidare una leadership mondiale che in fondo non interessa a nessun venezuelano. Il capo e i suoi accoliti viaggiano e sperperano milioni di dollari , regalano il tesoro nazionale ai falsi filocomunisti latinoamericani, mentre in casa tutto va in frantumi. Il disagio non riguarda solo alcune zone isolate come ‘El Guarataro’, dove le baracche rotolano a valle insieme alle piogge e al fango; il cancerogeno sfacelo ha raggiunto tutte le zone. Sempre più spesso vedi persone che si alimentano dai sacchi dell’immondizia. Lo vedi a Caracas, a Porlamar, a Maracay, ovunque.
Le linee aeree hanno ridotto i voli a causa dei troppi problemi di trasferimento dei passeggeri; gli autotrasportatori si lamentano per il pessimo stato della strada La Guaira Caracas e temono di essere coinvolti in rapine. La gente scende dalle favelas, come zombi,va in strada alla disperata ricerca di portafogli, gioielli e calzature di ignari turisti e passanti.
Scarseggiano gli alimenti, non si trovano facilmente i medicinali; si respira lo sconforto di chi vive nell’incertezza e nell’incubo. Il caos regna sovrano. La cubanizzazione è alle porte. Com’è accaduto a Cuba, anche quella venezuelana diventerà una società isolata, arretrata, disinformata, dove le libertà sono state cancellate da un unico individuo che non permette al suo popolo di parlare e di godere dei meravigliosi diritti che hanno conquistato le società democratiche e civili.
“El jefe” vive con i suoi fantasmi, in attesa che la sua illegittima ‘assemblea nazionale’ continui a inventare leggi utili al suo malgoverno artigiano dell’oppressione. Sul volto della gente non c’è più il sorriso di un tempo e la cosa più triste è vedere i bambini che crescono in questo clima di superbia.
Il 23 gennaio di 47 anni fa cadeva la dittatura di Marcos Perez Jimenez, ma siamo nuovamente in assolutismo con Hugo Chavez che, addirittura, esprime simpatia e offre amicizia all’Iran. Il tenente colonnello dittatore, in passato accusato di ammutinamento contro il legittimo governo che aveva promesso di difendere, dovrebbe tornare in galera per finire di scontare quella pena rimasta in sospeso quando l’allora presidente Caldera l’aveva rimesso in libertà. . Non dovrebbe gestire e vessare un paese privandolo dei diritti civili. Se il nostro presidente fosse leggermente più colto saprebbe cos’hanno portato all’America latina gli altri regimi militari. Basti pensare al Perù, dove la dittatura militare, del generale Juan Velasco Alvarado (1968 – 1980), artefice di quello che lui si propone di fare in Venezuela, ha lasciato un paese in rovina, privo di istituzioni, impoverito fino alle ossa e sede di un esercito corrotto. Le sorti del Perù non importavamo molto alle comunità internazionali, il Venezuela di oggi, invece, è molto importante per via dei giacimenti di petrolio. E’ più che scontato che gli organismi finanziari internazionali se ne occupino per pretendere un minimo di buonsenso. Viviamo in un mondo condominio dove la parete di casa mia è la stessa parete di casa tua, è importantissima la cooperazione tra paesi.
Se camminando per strada c’imbattessimo in un moribondo qualcosa ci spingerebbe a prestargli aiuto, diversamente potremmo essere accusati d’omissione di soccorso. Il Venezuela ha bisogno d’aiuto. Siamo stufi di demagogia, non condividiamo il pensiero di Chavez che se oggi sorride a chi nega l’orrore dell’olocausto, domani potrebbe diventare alleato del terrorismo. Siamo affamati anche di giustizia, siamo cristiani e cattolici e ci si conceda almeno il diritto di dissociarci da chi, mostrando il crocifisso in televisione allo stesso tempo elogia chi nega fatti e crimini a danno dell’umanità. Com’è difficile collocarsi in questo panorama politico, dove non ti senti rappresentato da nessun colore.
Aspettiamo con ansia una corrente politica che si occupi moltissimo dei bambini sventolando una bandiera simbolo di un domani più sereno per i bambini dei nostri tempi. Non solo in Venezuela.


Cosmo de La Fuente
GENOVA:
A Genova è in forte aumento la delinquenza e la criminalità causata da immigrati clandestini. Purtroppo siamo già stati vittime di leggi troppo morbide in fatto di clandestini come se non bastassero i problemi causati dalla criminalità di casa nostra. Troppi gli atti criminali compiuti da scarcerati che hanno goduto di un indulto sbagliatissimo. Dove si vuole arrivare? Non credo che sia stata una mossa geniale quella di mettere in libertà fior fiore di delinquenti.
Anche Chavez nel 1994 è uscito di galera grazie ad un indulto, non tutti sanno che il presidente dittatore del Venezuela è un ex golpista. Ora vediamo dove è arrivato e cosa sta facendo passare al paese. In Italia non pochi sostenitori di sinistra appoggiano l’operato di questo pazzo dittatore che non tiene assolutamente conto dello scontento del paese, per lui la democrazia è solo fantasia. Non è che per caso si vuol portare anche l’Italia ad essere un paese totalmente antidemocratico? Non mi interessano molto le posizioni politiche ma credo che se si parla di libertà non si può stare a guardare. E’ necessario che si cambi qualcosa.
Genova, Torino, Milano, Roma, e altre città italiane sono vittime di un crescendo della delinquenza dei clandestini che in Italia trovano il loro habitat.
Il malcontento dilaga è inutile nascondere il sole con un dito.
También en Miami saboteo



DENUNCIAMOS - ATAQUE Y SABOTEO DELINCUENTE
Apreciados amigos de RadioNeXX.com, un abrazo cordial.
Este es el ejemplo más palpable del “respeto” que el represivo gobierno venezolano, sus colaboradores y adeptos tienen por la propiedad privada, incluso la internacional, la que no les corresponde ultrajar ni por casualidad… Combatir las ideas con acciones destructivas, bajo todo concepto es delito, y la Ley internacional debe hacer su parte. Con estas acciones en contra de una propiedad privada, luchadora, tenaz, queda evidenciada la orientación delictiva y complaciente de los oficialitas venezolanos. El cinismo, la indolencia y el compromiso de sangre con la tiranía que expone este sistema, esta desnudo al mundo. Nosotros estamos y seguiremos llevando la VOZ DE LA LIBERTAD VENEZOLANA AL MUNDO en la voz de todos los que nos llaman y escriben..
Al revisar nuestros servidores el día de ayer, encontramos una serie de ataques masivos, los cuales simplemente nos redujeron la posibilidad de transmisión a un 25% de lo original. Varios de esos ataques vienen incluso producidos por hackers localizados aquí en Miami. “Gobierno pagando delincuentes”…
Por otra parte, una empresa venezolana que se llama NET1, decidió de forma unilateral, sin aviso, e irrespetando un contrato de servicio firmado con nosotros a través de su filial en Miami, interrumpir el servicio de teléfono local que teníamos contratado con ellos. Esto por orden expresa de CANTV, y con la solicitud expresa de personeros afectos al “proceso”.
Estas decisiones tomadas por, o con presión de, el gobierno bolivariano de Venezuela, son un inmenso ataque a la libertad de un medio que desde el extranjero, trata de forma voluntaria, privada y tenaz, de ayudar a la reconstrucción del hilo democrático en nuestro país, junto con informar la situación en las calles venezolanas. Los muertos que se produzcan en nuestro país por desinformación y falta de asistencia, deberá pesar en las mentes y en las historias de las empresas y entes hincados ante un régimen que sin lugar a dudas esta terminando de apagar la luz de nuestra patria.
El ataque fue masivo, y estamos trabajando duro para restablecer todas las vías de contacto. Hemos tenido que hacer inversión en compra de servidores, pero nuestra lucha no va a parar y mucho menos a fracasar. Por nuestra gente, Patria y Libertad ...

giugno 02, 2007

CHAVEZ: foto dal Venezuela

Osservate le foto nei post successivi, qui sotto, andandoci col cursore e guardate in che maniera il popolo venezuelano sta cercando aiuto, per recuperare la libertà che ha perso a causa del dittatore peggiore di tutti: Hugo Chavez.
Observen la fotos abajo, observen como el pueblo venezolano pide auxilio para recuperar la libertad che ha perdido por causa del peor dictador del mundo: Hugo Chavez Frias.
FOTO A QUESTO POST
Cosmo de La Fuente

giugno 01, 2007

Chavez: l'inferno di Caracas






Cosmo de La Fuente

La dittatura di Chavez: altre foto da Caracas






no comment
Cosmo de La Fuente

Chavez: il suo popolo lo odia






Questo è il popolo venezuelano, quello normale, quello non ricco, quello che non vuole la dittatura di Chavez. Questa è la verità e vorrei dire a tutti i comunisti italiani che il loro pensiero è molto lontano da quello che realmente sta facendo questo dittatore. Non ha nulla a che fare con il socialismo, non ha niente a che fare con il popolo. Oggi si finge vittima di un complotto, ma è lui che ha cancellato la libertà di stampa e di pensiero, ha eliminato la democrazia e ha cambiato la costituzione. E' solo un pazzo e bisogna assolutamente che il mondo s'intrometta. Oggi è arrabbiato con il Brasile di Lula perchè ha condannato il suo modo di fare tirannico.
Questa è la verità, quindi se non si vuole essere complici di questo orrore, è meglio smetterla di parlarne bene. E' solo un pazzo!
Cosmo de La Fuente
Articoli in esclusiva su Chavez
ultim'ora: parte dell'esercito comincerebbe a stufarsi del dittatore, pare che il malcontento si stia sviluppando e velocemente ampliando all'interno del mondo militare. Cosa farà Chavez senza i suoi soldati? Gli rimane il petrolio...ovvio, ma fino a quando?
CARACAS, 31 Mayo 2007 (AFP) - Una estudiante de 24 años de la Universidad Católica Andrés Bello, en Caracas, fue asesinada a tiros el jueves por la mañana en un hecho de aparente sicariato, informó el ministro venezolano del Interior, Pedro Carreño. La joven, estudiante del último año de Sociología, se dirigía en su automóvil a la universidad y fue baleada por una pareja que se desplazaba en una moto cuando se detuvo en una estación de servicio cercana del centro estudiantil, indicó Carreño. La pareja fue detenida y en sus declaraciones preliminares señalaron que había recibido un pago de 10 millones de bolívares (4.651 dólares) para asesinar a la estudiante, agregó el ministro. Según Carreño, la estudiante Andreína Gómez "recibió tres impactos de bala a una distancia menor de 60 centímetros". Los detenidos son una mujer de 18 años y un hombre de 26. La Universidad Católica lamentó "la pérdida de esta joven universitaria que se formó en sus aulas, y quiere dejar claro que su muerte no tiene relación alguna con las movilizaciones estudiantiles que han sucedido en el país", según expresó en un comunicado. "La Universidad siente la pérdida de otro joven que es asesinado, como sucede a diario por la situación de inseguridad que reina en Venezuela", agrega el texto. Los estudiantes venezolanos han realizado a lo largo de esta semana manifestaciones en Caracas y las principales ciudades del país, en defensa de la libertad de expresión, tras la salida del aire de la televisora privada RCTV cuya concesión venció el domingo y el gobierno del presidente Hugo Chávez decidió no renovar. Las manifestaciones han sido en su mayoría pacíficas, aunque se han presentado algunos incidentes que la policía ha reprimido con gases lacrimógenos y disparos de perdigones.
HANNO GIA' UCCISO UNA STUDENTESSA, CI CREDETE CHE NULLA A CHE FARE CON LE MANIFESTAZIONI CONTO IL TIRANNO? SE CI CREDETE SIETE DEGLI INGENUI.
IL SITO MIPUNTO.COM E' CONTROLLATO DAL GOVERNO, EPPURE, HA TENTATO DI PASSARE LA NOTIZIA CENSURANDOLA COME VUOLE IL DESPOTA.
ORE 15.00
RESOSI CONTO CHE L'EUROPA HA SEVERAMENTE CONDANNATO LA CHIUSURA FORZATA DI UNA LIBERA TV, CHAVEZ E SOPRATTUTTO IL SUO AMBASCIATORE A PARIGI, TENTANTO DI CONVINCERE IL MONDO DI QUANTO POSSA ESSERE STATA CATTIVA RCTV A NON ESSERE IN LINEA CON IL SUO GOVERNO STALINISTA, DITTATORIALE E INTENTO AL LAVAGGIO DEL CERVELLO DEL POPOLO. IL BRASILE PRENDE LE DISTANZE DAL TIRANNO E SI SPERA CHE ANCHE L'ULTIMO COMUNISTA IN EUROPA SI RENDA CONTO CHE QUI SI TRATTA DI DEMOCRAZIA ANNIENTATA E NON DI CREDO POLITICO.
01 Junio 2007 CARACAS, 1 Jun 2007 (AFP) - Una manifestación estudiantil que debía llegar hasta la Asamblea Nacional este viernes no fue permitida por las autoridades, informó el viernes Freddy Bernal, el alcalde oficialista del municipio Libertador, donde debía tener lugar. Estudiantes de la universidades públicas Central de Venezuela (UCV) y de la Simón Bolívar marchaban de todas maneras al inicio de la tarde hacia el lugar de concentración, en la Redoma de la India, en el oeste de la capital. Bernal afirmó que "la fuerza pública ha tomado los alrededores de la Redoma de la India y de la Asamblea Nacional para garantizar el órden público, la seguridad de los ciudadanos, la paz y la armonía". El alcalde indicó que el líder estudiantil de la Universidad Central de Venezuela (UCV), Stalin González, solicitó la autorización el viernes por la tarde y por teléfono, cuando debe ser pedida "con 24 horas de anticipacion, por escrito con duplicado e indicando cronograma de ruta". Por el contrario, indicó que una gran marcha del oficialismo para mañana sábado fue autorizada porque cumplió con los plazos y formas. Los miembros de la coordinadora estudiantil habían sido invitados por el ministro de Interior y Justicia, Pedro Carreño, a reunirse en la sede del ministerio el viernes por la tarde, pero finalmente no fueron recibidos. Los estudiantes querían marchar hasta la Asamblea Nacional, íntegramente chavista por el boicot opositor a las legislativas de 2005, para pedirle a los diputados que "rectifiquen" acusaciones de que su movimiento forma parte de un "plan de desestabilización" para derrocar al presidente Hugo Chávez.

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra

  (🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...