settembre 22, 2006

La piccola bielorussa



Lasciamo che una bimba possa godere dell'amore che ha trovato in due persone che oramai vede come i genitori. Perchè non credere alla bambina? Perchè continuare ad avere i paraocchi? Un tribunale dei minori non dovrebbe occuparsi del bene di un minore?

Il professor Giovanni Bollea, il numero uno della Neuropsichiatria infantile in Italia e in Europa, invita la Bielorussia a cedere sul caso di Maria e a lasciarla dove la bambina vuole stare: in famiglia. Il parere del cattedratico rientra in un dossier che verrà presentato a breve al Tribunale dei Minori di Genova da parte dei parlamentari dei Verdi, Tommaso Pellegrino e Massimo Fundarò. «La richiesta è che il tribunale riveda il provvedimento alla luce delle nuove perizie - dice l'avvocato romano Giorgio Vaccaro, esperto di diritto minorile che affianca tecnicamente l'iniziativa dei parlamentari -. Sempre che sia vero che si vuole il bene della bambina». Si legge nella relazione del professor Bollea, neuropsichiatra all'Università la Sapienza di Roma: «Una bambina di dieci anni ricorda molto bene la sua vita e deve essere creduta. In questo caso è sconsigliabile il suo ritorno in un qualunque istituto e la Bielorussia deve accettare di affidarla alla famiglia con la quale la piccola è riuscita a confidarsi. .. ribadisco che la Bielorussia deve essere d'accordo nel lasciarla in affido alla famiglia italiana. La piccola ricorderà l'importante decisione e un giorno scriverà un grazie al suo ex istituto per averla lasciata libera». Insieme a questa dichiarazione sarà consegnato al Tribunale di Genova il parere del professor Massimo Di Giannantonio, ordinario di Psichiatria all'Università di Chieti che parla di possibili deficit di crescita e di «danni a livello immunitario e del sistema nervoso centrale». E conclude che «la terapia non è compatibile per definizione con la permanenza in un istituto».L'incontro con il Tribunale dei Minori di Genova potrebbe aggiungere nuovi elementi al reclamo presentato ieri mattina in corte di Appello dagli avvocati civilisti della famiglia Giusto, Alberto Figone e Camilla Dolcini. Nel documento è contenuta in particolare una interessante lettera datata 5 settembre, firmata da Adriano Sansa, presidente del Tribunale dei minori di Genova e inviata al Gabinetto del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, come risposta a una richiesta di spiegazioni sul caso bielorusso. E Sansa, rispondendo che «la delicatezza della vicenda è ben presente al tribunale», sottolinea come «le lettere qui inviate dall'Ambasciata della Repubblica di Belarus adoperino a tratti un sorprendente linguaggio intimatorio». Infine conclude: «Per quanto consapevole delle serie implicazioni prospettate nelle note dell'ambasciata bielorussa il tribunale non può evidentemente disporre il trasferimento di un minore in contrasto con le indicazioni mediche competenti». Lo stesso giorno il parere del consulente tecnico del tribunale, una psichiatra della Asl 3 genovese, conferma che la bambina non può essere rimpatriata.La sorpresa arriva il giorno dopo. Senza comprensibili motivi la posizione di Sansa si ribalta. Il 6 settembre il presidente del Tribunale Sansa impone il rientro della bambina. Cosa è successo in quelle 24 ore? È questo il nodo che gli avvocati della famiglia Giusto vogliono sciogliere.Ma non basta. Le pressioni esercitate a tutti i livelli dall'autorità bielorussa non sono piaciute ieri al procuratore capo Francesco Lalla. L'ambasciatore Alexey Skripko, dopo che una settimana fa aveva promesso che non se ne sarebbe andato da Genova finché Maria non fosse stata restituita, ieri è ripartito. Ma prima, giudicando nulli i risultati dell'attività investigativa, ha dichiarato che per il governo di Minsk ormai «si tratta di sequestro di persona», annunciando che se a Roma qualcuno non si attiverà per trovare la bambina i rapporti tra i nostri due Paesi s'incrineranno. La minaccia è chiara. «La rubricazione del reato sul territorio italiano è di nostra competenza, non delle autorità bielorusse. Per noi è e rimane quello di sottrazione di minore», ha risposto a Skripko il procuratore capo, che ha aggiunto «noi non abbiamo mai avuto un attimo di rallentamento nelle ricerche. Abbiamo fatto tutto quello che era necessario fare. Non abbiamo mai dato altro input alle forze di polizia giudiziaria se non quello di ricercare la bambina e ritrovarla al più presto. Anche noi siamo tutori della legalità».Mentre cresce la preoccupazione delle associazioni che riuniscono le aspiranti famiglie adottive, la comunità di Cogoleto, dove vivono i coniugi Giusto, continua a mobilitarsi: nelle scuole è scattata una raccolta di firme a favore di Maria. I suoi amichetti chiedono: «lasciatela in Italia».
FONTE QUOTIDIANO "Il Giornale"

www.cosmodelafuente.com

cosmo_delafuente@yahoo.it

settembre 20, 2006

Acida mamma e stupido padre


Pubblico una lettera che mi ha toccato il cuore perché di casi come quello descritto ne è pieno il mondo. Qual è il confine tra l’essere un buon genitore e un dittatore? E’ difficile accettare che una madre si comporti in questa maniera, perché si pensa sempre alla mamma dolce chioccia o, per citare un luogo comune, ‘l’angelo del focolare’. Per fortuna il più delle volte le mamme sono dolci e comprensive, ma succede che a volte, per il desiderio di dimostrare al mondo di essere perfette, riescano ad arrivare a distruggere la vita di un figlio. Mi torna in mente quel film intitolato ‘Mamma carissima’, in cui una madre, severa al punto di mostrarsi pazza e inconcludente, per anni aveva vessato la figlia che, una volta adulta, ha vissuto la morte della genitrice come una liberazione.
Esistono padri padroni e autoritari ma il nostro sistema è abituato a sopportare la figura del padre orco malgrado spesso vi siano esempi in cui il padre è dolce come un agnellino.
Cara Arianna non so cosa posso dirti, non credo nemmeno di sentirmela di consigliarti di rivolgerti agli assistenti sociali o alle maestre della piccola. So che per te e tuo marito sarà molto doloroso vivere questo. Hai mai sentito parlare della ‘sindrome di Stoccolma’?
Voglio sottoporre la tua lettera all’attenzione dei lettori di questo blog e, se qualcuno vorrà, ne pubblicherò il commento. Chissà che non si riesca in qualcosa di buono.
Vi abbraccio.
Cosmo
Lettera di Arianna:

Caro Cosmo, ho letto il tuo libro e mi sono commossa per il capitolo ‘Siomara volerà’, pare proprio la storia che sto per raccontarti. Una storia reale, vissuta in prima persona, che sia a me che a mio marito sta facendoci perdere il sonno. Cosa ne pensi? Credi che dovrei immischiarmi?

Queste sono le manie di una persona che ho avuto modo di conoscere bene e che ancora oggi, a distanza di anni mi chiedo come possano esistere individui di questo genere. Tutti abbiamo i nostri difetti ma, secondo me, una madre che meriti essere chiamata con questo nome non dovrebbe vessare i propri figli come fa Alberta nei confronti di sua figlia Roberta. Premetto che il marito della signora in questione è stato, da sempre, parente e amico di mio marito. Soci in affari e per loro scelta hanno acquistato due appartamenti adiacenti.
Alberta un giorno lasciò sua figlia a casa mia per andare a fare delle commissioni, cosa che succedeva di rado veramente. Ad un certo punto la tenere ospite di sei anni si fece la cacca addosso . Sapevo che la madre avrebbe avuto da ridire ma non potevo lasciarla così. Chiesi a mia figlia, già tredicenne, di portarla in bagno e di aiutarla a lavarsi. Alla fine, aveva tutto sporco, anche le calze e io mi preoccupai per questo. Presi da un cassetto delle mutandine nuove e un paio di calzini da farle indossare dopo averla lavata. Quando tornò lei si arrabbiò moltissimo con mia figlia e le disse che non eravamo noi le madri e cose del genere. Si arrabbiò veramente. Terrorizzò talmente tanto sua figlia che, mesi dopo, lasciata di nuovo la bambina con noi, si fece nuovamente la cacca addosso, la piccola non disse niente, questa volta la cacca era dura e, quando sentì la madre che saliva le scale uscì sulle scale piangendo e urlando: “Non voglio che mi cambino, non voglio”.
Povera creatura chissà cosa aveva subito la volta precedente per reagire così. Veramente crudele questa donna, nei riguardi della figlia e anche offensiva nei nostri confronti.
Roberta non ha il permesso di portare con sé un giocattolo quando viene a casa mia. Come se qualcuno potesse rubaglieli o farne chissà cosa. Non solo sta privando la bambina di qualcosa di bello come il libero gioco, ma sta creandone una persona estremamente egoista e possessiva, proprio come lo è lei.
Dice sempre di non poter portare i giocattoli da noi. E se qualche volta, vedendola con le lacrime agli occhi le si chiede se c’è qualcosa che non va, la piccola risponde: ‘sono cose private’, ovviamente plagiata dalle parole dell’austera madre.
Una o due volte è successo che la bimba portasse una bambola, la Bratz per giocare insieme a mia figlia, ognuna aveva la sua bambola. La signora pensava che le bambole fossero uguali e cosa fece? Appose dei puntini con pennarello indelebile per riconoscere la bambola di sua figlia.

Ci siamo accorti come tentasse di mettere in cattiva luce mia figlia agli occhi dell’ingenuo marito, che, a detta del mio di marito, si beve le cose che lei dice: - Jessica è un cattivo esempio, Jessica le fa fare le cose pericolose e via discorrendo-
Guai se le due bambine vanno in bagno insieme a fare la pipì, vietato giocare alle mamme, proibito essere innocenti. Quando una volta la piccola terrorizzata dalle minacce ha pianto a casa mia mi sono molto intenerita e con molta cautela l’ho raccontato a mio marito il quale, con altrettanta delicatezza ha cercato di sensibilizzare il padre di Roberta che, per tutta risposta ha detto che non le piaceva che sua figlia andasse a sfogarsi a casa degli altri. Eppure questa creatura è affezionata a mia figlia e chiede sempre di stare con lei, la madre fa di tutto affinché non succeda.
Intanto Jessica è bravissima a scuola perché non ha dovuto subire la scuola come una punizione, come invece succede per Roberta . La signora vuole che sua figlia sia perfetta e per questa ragione le ha cancellato l’infanzia.

Mio marito, che per anni è stato l’amico del cuore del suo e della famiglia di origine, sostiene che il suo programma era quello di distruggere l’amicizia tra di loro, e c’è riuscita. Tanto per lei l’amicizia e la parentela non hanno alcun valore. Nella sua famiglia non esistono legami di questo tipo, a cominciare da sua mamma, per continuare con le sue sorelle, per non parlare nemmeno il rapporto con i fratelli che non sente e non vede mai pur vivendo nella stessa città. Pur essendo parenti il nostro rapporto è come quello di vicini di casa che si salutano solo per le scale.
E’ riuscita a rovinare l’amicizia di due ragazzi che sono cresciuti insieme e, per chissà quali complessi e ferite d’infanzia che, se da un lato possono farmi provare compassione, dall’altro mi rendo conto che non devono assolutamente andare a soffocare la vita di una bambina, sta distruggende un’innocente pur comportandosi da madre perfetta. Ma è questa la perfezione?
Molte volte ho pensato di chiamare un assistente sociale ma poi ho paura di quello che potrebbe accadere a questa innocente. Ma è possibile che le maestre, vedendo anche lo scarso rendimento della bambina non si accorgano del problema? E’ possibile che un pediatra non si sia chiesto come mai all’età di otto anni succede ancora che faccia la pipì a letto? Tutto questo avviene in provincia di Torino e la madre strega proviene da una famiglia disagiata, ma questa è un’altra storia. Credo che in fondo sia matta, oltre che crudele.

Scusami se mi sono dilungata Cosmo.
Un abbraccio
Arianna Lengo

settembre 19, 2006

Paesi non allineati


Che si allineano tra di loro!
Scontro tra Lula (Brasile) e Morales (Bolivia)
Gli amici alleati di Chavez cominciano a litigare, come riuscirà il capo rivoluzionario a mettere d’accordo due dei paesi, che con soldi e petrolio venezuelano il nuovo dittatore era riuscito ad attirare a sé? Avrà da lavorare per allineare questi paesi. Potrà sempre regalare un po' di petrolio venezuelano a uno all'altro per mettere a tacere il malcontento. Ma questo modo di fare non era stato aspramente criticato perchè adottato dagli americani?
Intanto Rosales continua ad incrementare la percentuale di intenzione di voto tra i venezuelani.
http://www.centomovimenti.com/2006/settembre/16_sud.htm
Il Venezuela di Chavez sta appoggiando i piani atomici iraniani, cosa riceverà in cambio?
http://news.bbc.co.uk/hi/spanish/latin_america/newsid_5355000/5355024.stm

Gli accordi tra Venezuela e Iran continuano a fiorire e Chavez ha assicurato che, in caso di aggressione all’Iran, sarà sicuramente al fianco di Ahmadinejad. Strano atteggiamento da parte di un cattolico dichiarato e un islamico. Soprattutto con l’aria che tira dopo le recenti dichiarazioni del Papa.

Quale sarà il futuro dei bambini del Venezuela? Dio solo lo sa.
Non si placano le ire musulmane contro le parole del Papa. Intanto, riguardando le sacre scritture, di una e dell'altra parte spunta un nome che probabilmente ha dato inizio a questa guerra santa. L'arcangelo Gabriele. Ma dico: 'non poteva parlare con uno soltanto?'
Comunque riguarderemo passo per passo anche la nostra Bibbia e vediamo quanto di essa ha, almeno, zone d'ombra.

settembre 16, 2006

E' arrivato il Re dei ciarlatani

(nella foto Sabina Guzzanti, amica del premio nobel. Nell'imitazione di Oriana)
E’ scomparsa Oriana Fallaci e con lei una penna importante, il coraggio di darsi e di esporsi. Ma il mio pensiero non va solo a lei, va in special modo a quei poveretti che hanno avuto un coraggio ancora più grande, un coraggio meschino e scivoloso come quello dimostrato da Sabina Guzzanti, che, convinta di essere immune dal male, si è presa gioco della malattia di Oriana, rimarcando il fatto che fosse malata e facendone una gag con la complicità del premio Nobel Dario Fo e di sua moglie Franca Rame. Non ci sono parole, ma spero che anche in persone come queste esista un sano senso di vergogna!
...A chi aspettate a battere le mani, è arrivato il Re dei ciarlatani.................
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Hermano venezolano no pienses que en esta tierra exista una persona, por malvada que sea, que pueda decidir la historia y el futuro de un pueblo. No le tengas miedo y el 3 de diciembre pon tu voto con coraje, somos muchos. Vota Rosales.
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Il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha accusato gli Stati Uniti di non aver concesso il permesso di ingresso alla sua delegazione per l’assemblea generale dell’Onu. Cosa che oggi è stata smentita, ovviamente. Anche se lo avesse fatto, quanti di voi accetterebbero in casa un alleato dei vostri nemici terroristi?
Alle ultime elezioni venezuelane gli aventi diritto al voto sono aumentati, dalle penultime, di circa 6 milioni, voti fantasma che solo lui sa da dove li ha pescati.
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Chavez si arma fino ai denti grazie a Zapatero, e, intanto, si sventolavano le bandiere della pace.

Si sorrideva ascoltando i racconti italiani, soprattutto quando ci si riuniva per le feste di Natale. Noi ragazzi italo venezuelani di solito sedevamo ad un tavolo separato da quello dove sedevano i genitori italiani purosangue, provenienti da tutte le zone del sud Italia. Sapevamo di appartenere a questo paese che non era stato in grado di dare lavoro a tutti quegli italiani che erano emigrati. Credo che sia umano andare alla ricerca del meglio e di cercare di mettere da parte due soldi per offrire un buon futuro ai figli. Cosa che attualmente in certi paesi non è possibile fare. Negli anni sessanta, malgrado ci si trovasse in un paese in via di sviluppo, molti italiani, rimboccandosi le maniche, riuscivano a realizzare il sogno americano, quello, cioè, di migliorare la propria qualità di vita. Nella maggior parte della famiglie italo venezuelane i figli frequentavano le scuole venezuelane e proprio come i nostri coetanei “criollos” imparavamo ad amare il nome, le gesta e l’immagine di ‘el libertador’ Simòn Bolivar. Una passione che si manifestava ovunque. Sono convinto che per i venezuelani Simòn Bolivar sia quasi più importante del culto religioso. Ancora oggi, malgrado viva ormai in Italia da qualche anno, quando viene pronunciato il suo nome mi emoziono. Morto a soli 47 anni dopo una vita dedicata al popolo, Simòn desiderava unificare i paesi dell’America latina in nome della libertà acquisita scacciando i conquistadores. Certo non poteva sapere della futura rivoluzione industriale . Il sogno di Bolivar era di dar vita alla ‘Gran Colombia’. Non ci riuscì, mai ingannò la gente però. I venezuelani di oggi, stremati dalla povertà e dalla paura, hanno rinunciato a lottare e accettano tutto quello che viene loro propinato da chi si presenta come l’artefice del cambiamento democratico ma che in realtà è un vero burattinaio. Il segnale allarmante è lo sconvolgimento che il governo sta apportando alla storia, stravolgendo addirittura i libri per mettere in bocca di Bolivar le stesse parole che proferisce Chavez giornalmente in ore di estenuanti dirette tv. Gli insegnanti venezuelani vengono sostituiti sempre più spesso da quelli cubani prescelti, per effettuare il lavaggio del cervello cominciando dalla prima infanzia con lo scopo di tirar su una popolazione dipendente e sottomessa. Questo è il processo di scolarizzazione di cui si parla . Guarda caso, improvvisamente, Bolivar e Chavez sono voci provenienti dalla stessa fonte. E’ iniziata la metamorfosi c. Ricordo bene che la nostra vicina Colombia, insieme al Brasile erano considerate ‘Patrias hermanas’, ovvero ‘Nazioni sorelle’, non solo per la vicinanza, ma, soprattutto con la Colombia, anche per le usanze, il folklore, le tradizioni e la storia pressoché uguali. Colombia e Venezuela insieme nella pace e nella libertà, eppure adesso, grazie alle smanie di un golpista guerrafondaio, questi due paesi sono in attrito. In realtà Bogotà è soltanto all’erta da quando si è saputo che Chavez, con l’aiuto della Spagna e di altri, si è armato fino ai denti. Qual è la colpa dei colombiani secondo la mentalità del jefe? Quella di voler liberamente creare lavoro, partecipare a opportunità commerciali con il resto del mondo per una vita migliore e per un avanzamento sociale. Credo sia più che normale desiderare per il proprio paese una serenità economica, fatta di operai, impiegati e datori di lavoro. Ognuno offre il proprio impegno, il proprio ingegno e insieme si cerca di ovviare ai problemi sociali. Forse un po’ ingenuo credere che esista una nazione perfetta ma almeno bisognerebbe provarci. A cosa serve un paese come il Venezuela degli anni duemila in procinto del baratro la cui economia è notevolmente peggiorata e la libertà minata dal plagio continuo che il governo sta infliggendo nella mente e nel cuore della gente? Si dice che bande vicine al governo si stiano accordando con terroristi colombiani per dar vita a qualche disordine alle frontiere in modo che Caracas abbia una buona scusa per poter reagire dando il la ad una guerra contro la Colombia. Un governo del terrore che in nome di una democrazia che ha sepolto per dar vita al più mostruoso e degradante regime che ogni essere umano ha il dovere, ma soprattutto il diritto, di aborrire.
Quanta tristezza per il mio bellissimo paese, che Bolivar portava verso la libertà e che ora, dopo aver insozzato il suo nome, viene privato di qualsiasi dignità.
E’ così che noi figli d’italiani scappiamo da quel paese che promette male, con le lacrime in tasca ci facciamo forti dei nostri cognomi per poter mettere radici a Torino, a Milano, a Roma, città di una nazione che per ora, grazie alla moderazione, gode di libertà e serenità, con lustro e onore di fronte a tutti i paesi europei. Pensiamo con tristezza ai nostri fratelli venezuelani che vogliono fuggire e a quelli che ci sono riusciti, a tutte quelle persone che da libere sono diventate vittime del pensiero dell’attuale presidente. Come disapprovo quelle donne che plagiano i figli affinché odino il padre, così non approvo i dittatori che vogliono plagiare il popolo a proprio piacimento. Non sopporto l’idea che in Venezuela, come a Cuba, le ragazze arriveranno a vendersi per una saponetta.
Cantiamo ancora, in nome della libertà ormai perduta in Venezuela la canzone che tutti conoscono:
‘Viva Venezuela mi Patria querida, quien la libertò mi hermano fue Simon Bolivar’.
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Los videos de Chavez, no te los pierdas
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Mensaje de dos venezolanos que le tienen miedo:
no puedo opinar de este señor presidente,solo que se que el criterio no es del perfectamente todo bueno, por que si no puede notar, la verdad de su alrededor, y las lagrimas a votar, no vale la pena seguir en el caso, yo solo soy un joven pero como dicen soy parte del pueblo, y tienen que ver la verdad, no se puede seguir y necesitamos el cambio para mejorar
venezuela necesita un cambio ya dicen que nuestro presidente es bueno no le veo???donde esta el dinero de nuestro petroleo? en pocas manos todo es corrupcion y al pueblo las migajas,en un pais donde podemos vivir como ricos,no nos podemos quedar cruzados de manos tenemos que unirnos todos y salir de este regimen represivo dicen no es represivo pero represion es obligar a alguien a simpatizar con una idea que no gustan y eso lo hace el gobierno de chavez investigando a todo el mundo para ver si estan con el y si no estas con el betado estas de todas las instituciones gubernamentales de este pais,eso es democracia? a donde vamos señores abramos los ojos y luchemos por una vida mejor por nuestros familiares amigos ect a luchar votando en contra el regimen....

settembre 14, 2006

Venezuela: aspettando il tramonto


UNION RADIO -
El candidato presidencial, Manuel Rosales, durante su recorrido por la población de Upata en el estado Bolívar, insistió que los graves problemas del país son la inseguridad y el desempleo. "El estado Bolívar, como toda Venezuela está siendo acosado por el tema de la inseguridad. Cualquier gobierno serio lo que primero que tiene que hacer es garantizar la vida y los bienes de las personas", recalcó Rosales.
El gobernador zuliano destacó que en el estado Bolívar, "tenemos un promedio de 37 homicidios por cada 100 mil habitantes, se producen más de 500 hechos delictivos en todo lo que va de este año y además de eso no hay la aplicación del castigo, ni las penas para estos delitos".
I problemi gravi del Venezuela sono: insicurezza personale e disoccupazione. 37 omicidi ogni 100 mila persone, 8 delitti su 10 rimangono impuniti.
El Guàcharo, comico popolare venezuelano, come il nostro Benigni, ha aperto un parco giochi a Margarita, per i venezuelani e per i turisti. Ieri ha partecipato ad una trasmissione di Radio Caracas Tv (Canal 2) ha espresso il suo parere e oggi, immancabile, la chiusura del parco senza nessun motivo. Bella libertà d'espressione!!
Venezuela: aspettando il tramonto

Che la situazione economica venezuelana abbia raggiunto il record negativo degli ultimi cento anni non è una novità, ma non ci si rende conto dello squallore sociale finchè non si monta su un aereo. Sono nato e cresciuto a Caracas, da genitori italiani emigrati, a San Martin una zona popolare della città, a contatto con la gente dei barrios. In tutte le città del sud America vi sono le cosiddette “bidon ville”, da noi si chiamano ‘ranchitos’, sono quelle abitazioni in lamiera dove vive la gente più povera, colorate e folkloristiche per certi versi ma ricettacolo di povertà e omicidi.
Rispetto a quando io ero bambino, parlo di più di trent’anni fa, queste zone disastrate si sono ingrandite a macchia d’olio, sono arrivate a costeggiare i grattacieli, questi ultimi resistono nonostante la situazione stia precipitando., ma la realtà mi si presenta davanti come un pugno in faccia. ‘El silencio’ è al centro di Caracas, una zona commerciale popolare, pullula di negozietti dove i poveri possono acquistare abbigliamento a prezzi convenientissimi. Ritorno regolarmente in questa zona per me ricca di ri
Ero convinto che Chavez stesse facendo chissà quali cose per i poveri venezuelani cordi, rivivo momenti della mia infanzia quando mio padre mi portava con sé a visitare tutte le “tiendas” nella speranza di vendere le giacche da lui confezionate.
Quando in dicembre del 2005 sono tornato in questa zona ho constatato una forte regressione sociale. Troppi poveri, troppi bambini per la strada, troppe donne intente ad alimentarsi dai cesti della spazzatura costellati di insetti , troppa delinquenza causata dalla povertà onnipresente. “Ce l’ha fatta!”mi sono detto riferendomi a Hugo Chavez, ha fatto di tutto per trasformare il Venezuela in una specie di Cuba. Nei quaranta giorni della mia permanenza in Venezuela non ho fatto altro che parlare con la gente, non mi sono accontentato dei discorsi degli italiani ridotti sul lastrico dopo una vita di sacrifici in un paese straniero;ho voluto domandare ai venezuelani veri e propri, ai miei paesani, ai paesani del ‘jefe de la revolución’. Ho scoperto che la maggioranza detesta el presidente, invece di dire il suo nome usano le parole ‘el loco’ (il pazzo). Non pretendo che un paese come il Venezuela, uno dei maggiori produttori di petrolio, debba essere un paradiso economico, ma nemmeno posso accettare che sia ridotto in questa maniera. Non entriamo per questa volta nell’ambito politico del dispotismo chavista, soffermiamoci alla società che in realtà, contrariamente a quanto si pubblicizza in Italia, ha veramente toccato il fondo. Come si spiega l’esistenza e la continua costruzione di grossi centri commerciali in Porlamar e nelle più grandi città del Venezuela? Mistero! Nessuno fa acquisti nelle tiendas di lusso che espongono in vetrina articoli griffati. I negozi falliscono e chiudono a Porlamar ma i palazzi continuano a spuntare come funghi, non sono case popolari per i meno abbienti ma edifici costosi che si vocifera siano frutto degli investimenti di certi narcotrafficanti appoggiati da chi? Dio solo lo sa.
Qualcosa mi puzza. L’opera del presidente doveva essere rivolta ai poveri. Parole signori miei, solo parole. Qualcuno che non conosce la realtà venezuelana mi ha parlato dell’opera di scolarizzazione che sta facendo Chavez. A scuola non ci vanno volentieri, come possono studiare se non si reggono in piedi dalla fame? I più piccoli girano in cerca di cibo e i più grandicelli tentano qualche colpo magari a danno di turisti ignari. Non definiamo poi scolarizzazione quella sorta di lavaggio del cervello che si pretende infliggere ai bambini. Se, come si dice, tutto procede bene e bisogna prendere esempio da questo señor, come mai la situazione venezuelana versa in tali disastrate condizioni? Perchè il 90% dei medici operanti in Venezuela ora è cubano? Cosa significa che Chavez e Castro siano diventati un corpo e un’anima? Secondo voi i cubani stanno bene? Per quale motivo rischiano gli squali pur di scappare a nuoto dal loro paese per raggiungere le coste americane? Non parliamo soltanto di povertà, quello che sta accadendo in Venezuela è anche oscuramento totale della libertà individuale. Non si può dissentire dal ‘jefe’. Chi osa bisbigliare qualcosa sarà duramente perseguito a norma di legge dispotica. Non mi occupavo di politica, ma se questo presidente si dichiara comunista del popolo per farlo vivere così, allontanarsi da questo tipo di ideologia diventa necessità primaria. Per istinto di sopravvivenza non per altro. I complimenti che Chavez ha fatto all’Iran la dicono lunga, non credete? Quale popolo, quale lotta popolare, quale revoluciòn. Non mi fido dei politici in genere, figuriamoci se posso fidarmi di quelli che ti riducono a vivere nella miseria. Qualcuno a cui sto antipatico mi ha detto di tornarmene al mio paese, ma non ha tenuto conto di due punti per me fondamentali. Primo sono “anche” italiano e per fortuna qui non c’è Chavez tanto propagandato; secondo e ancora più importante, ho una figlia che non porterei mai in un paese dove si respira miseria e dove la libertà di pensiero e di opinione è stata annullata completamente. La vera rivoluzione popolare comincerà dopo il tramonto del poder actual. Preferisco stare in Europa dove esistono correnti di pensiero basate sulla libertà, come quella italiana, che incoraggia la crescita sociale. Abbiamo il dovere di non regredire, ai nostri figli vogliamo consegnare un paese libero, privo di estremismi di qualunque sorta, di politiche pericolose e devianti. Allontanarsi dal terrorismo non diventarne complice!
Cosmo
No equivoques tu voto, no tengas miedo, atrévete a cambiar nuestro paìs mira y difunde los videos:
La verdad de Venezuela
Amenaza mundial
Cosmo de La Fuente

settembre 12, 2006

Il diavolo e l'acqua santa


Venezuela està lanzando un grito que pide socorro, y nosotros venezolanos no podemos quedarnos tranquilos pensando que un loco està destruyendo nuestro pais. He hablado con muchos venezolanos en estos dìas, gente del pueblo, todos estàn contra de Chavez, entonce, como puede ser que gane siempre? Los ùnicos que estàn con él son los arabes que viven en Venezuela. Esto quiere decir que estamos cayendo en manos extrañas y peligrosas. No podemos aceptar que el mundo crea que los venezolanos son còmplices del terrorismo del fundamentalismo islàmico, asi como Chavez es. No queremos que quien goberna Venezuela se ocupe màs de los otros paises y deje el nuestro a morirse de hambre. ¿Vieron como estàn los hospitales ? Mientras el comandante se organiza y compra armas, regala petroleo y dinero a los otros paises, en el nuestro no hay hospitales que trabajen bién. ¿ Es esto que queremos para nuestros hijos ? Claro que no. Entonces difunde este mensaje, por internet o como quieras. Hay que atreverse a cambira, intentemos con Rosales, seguro vamos a estar mejor porque peor de como estamos no es posible. Sigan leyendo abajo, la partes de color azul estan en castellano y hay también videos que muestran como està destuyendo a nuestra sociedad. Esta revoluciòn es suya, no tiene nada a que ver con Simon Bolivar. Nosotros necesitamos vivir en paz.
Le origini di Hugo Chavez
Di Cosmo de La Fuente

Hugo è figlio dell’ignoranza, del bullismo e della sozzeria. Se riusciste a cogliere espressioni e sottigliezze della lingua castellana venezuelana, vi rendereste conto a quale livello scenda la maleducazione e la cafoneria del presidente Chavez.
Quando senti le sue parole, e sei costretto ad ascoltare perché parla anche dieci ore di seguito in Tv e alla radio, ti domandi da dove sia arrivato questo flagello di Dio. Informandoti un po’ scopri che arriva dal niente, nessuna cultura scolastica, nessuna appartenenza a qualsiasi partito o corrente che abbia potuto dargli un etica professionale o valori morali.
Durante una riunione ufficiale in presenza di un rappresentante del Vaticano, quest’ultimo, che ha espresso un suo personale parere circa l’andamento sociale in Venezuela, è stato apostrofato dal jefe con la parola ‘marico’ traducibile con ‘finocchio’, ma molto più volgare. Divertito dalla reazione derisoria dei suoi scagnozzi, el ‘campeador’ ha pensato bene di continuare a prendere in giro il prelato. Certamente un modo di fare non adatto a un presidente.
Torniamo alla struttura governativa venezuelana, scopriamo che i consiglieri del señor sono tutte fiere assetate di potere e di denaro. Capo consigliere il vecchio terrorista Fidel. La cosa peggiore è che un rozzo come lui non può fare a meno di questi consiglieri, da solo non saprebbe nemmeno da dove cominciare. Ama mettersi sul piedistallo nella convinzione di diventare la brutta copia di Castro per i prossimi trent’anni. Non è in grado d’ imbastire un discorso migliore di quello fatto da un ubriacone in osteria.
Anche Lula, che inizialmente sembrava pappa e ciccia con lui, ha cominciato a prenderne le distanze. Il Brasile dà piccoli segni vitali e certo Lula non vuole essere la causa della regressione del proprio paese e, conscio della necessità di una manovra fiscale, l’ha concretizzata senza aver messo mano alla proprietà privata di milioni di persone . Certo Lula si è fermato in tempo, non disdegna l’Alca, il libero mercato dell’area geografica che va dal Canada, USA fino alla Patagonia. Al “loco”, però, non piace quest’idea, lui sogna un popolo sudamericano di disperati, in contrasto con l’America e il mondo emancipato e per ottenere il suo scopo è disposto a tutto. Stesse distanze sono state prese anche dal Messico, che proprio di suicidarsi non ha voluto saperne. La Colombia si allontana da lui e teme una sua reazione. In compenso si affaccia all’orizzonte ‘el indio Morales’ neo eletto in Bolivia che pare sia un suo sostenitore. Come poteva essere diversamente? Uno che lucha per rendere libera la cocaina e odia l’America non poteva che essere suo amico. Ma che mondo vogliamo consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti? C’è un vero allarme rosso per la democrazia.
Non ne possiamo più di estremismo di ogni tipo, di demagogia, di povertà. Urge essere rappresentati da moderati, da gente aperta al lavoro e al libero scambio in modo da assicurare una buona qualità di vita. Non ero attratto dalla politica ma non ho dovuto prendere atto di quanto sta accadendo nel mondo, a cominciare dal Venezuela, dove sta crescendo la povertà e la delinquenza. A Caracas gli omicidi non si contano più. Bisogna estirpare questo male da subito, con la moderazione e la libertà. Urge un trattamento d’urto contro questo male che vuole espandersi in America latina, un male incurabile alimentato dall’ignoranza e dalla mancanza di libertà.
Notizie allarmanti sulla pedofilia ecclesiastica
Ieri mi trovavo a bordo di un volo Roma Torino dove, tra gli altri c’era una coppia che, probabilmente, era gay. Nulla di strano ormai, secondo me, vedere due uomini che seduti si tengono per mano, se non che, di fianco a loro era seduto un prete in abito nero lungo e collettino bianco. Questa scena aveva dell’irreale perché, per un attimo, mi è sembrato come se stessero sposandosi.
A un certo punto del breve viaggio, che dura poco più di cinquanta minuti, il prete ha cominciato a parlare con il suo vicino dell’altra fila di sedie, quel vicino ero io. Si è fatto sentire mentre, discriminatamene, accusava i due, che hanno fatto finta di niente. Io ho solo risposto al prelato che ci sono cose peggiori e la faccenda si è chiusa così. Oggi ho trovato, però queste belle notizie, che ancora una volta rendono tangibile l’ipocrisia della Chiesa cattolica. Perché, piuttosto, non comincia a parlare del diritto dei genitori e dei figli ?
Dal sito di axteismo

Quando il “pretofilo” si occupa di “violentariato”

“Lasciate che i pargoli vengano a me”. (Mc. 10,14).
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Pedofilia: arresti domiciliari a sacerdote
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Milano - Arresti domiciliari nella casa di un familiare per don Siro, il prete di un paese in provincia di Pavia che è stato sorpreso a Milano in atteggiamenti inequivocabili nella sua auto con un ragazzino rom di 13 anni. L'istanza di arresti domiciliari è stata presentata dall'avvocato Fabio Santopietro difensore del sacerdote durante l'udienza di convalida che si è tenuta davanti al gip Clementina Forleo. Il religioso ha sostanzialmente ammesso la dinamica dei fatti: il parroco avrebbe detto di essere stato in macchina con il ragazzino ma di non aver consumato la prestazione per la quale era stato gia' pattuito il prezzo. Don Siro ha anche dovuto giustificare la presenza di un gel lubrificante nella sua macchina, di preservativi e di una videocassetta pornografica nella sua abitazione parrocchiale. Il difensore ha ricordato pero' che il prete per anni si è occupato di volontariato per aiutare i carcerati e gli immigrati. (Agr) Corriere.it 08 set 2006.

I preti gay del Vaticano discutono su internet
Ecco il loro sito www.venerabilis.tk
:Città del Vaticano - Il nome è in latino, il dominio è in Turchia e i navigatori stanno tutti in Vaticano. Si chiama www.venerabilis.tk il sito gay della «fraternità omosessuale dei preti cattolici» che abitano le stanze del potere d’Oltretevere. E che si tratti di persone che maneggiano carte importanti emerge chiaramente dalla natura dei fatti a cui i navigatori fanno riferimento. Plurilingue, con il fondo dorato simile a quello in uso per il sito ufficiale della Santa sede, www.venerabilis.tk è regolato da un agguerrito «moderator», capace di individuare persino la professione degli anonimi interlocutori e di sparare giudizi senza appello. E si sussurra in Vaticano che tanto ardore gli abbia meritato un ottimo posto in una nunziatura del Nord America. (Angelo Custode) Panorama 07.09.2005.



settembre 09, 2006

Il diavolo e il suo discepolo

Como es que cada vez que se ve Castro por TV siempre està con Hugo Rafael Chavez Frias?
Qué nos espera en el futuro si nuestro comandante està con los terroristas?
No confundamos el barro con el chocolate: Chavez no es Bolivar (todo lo escrito en color azul es para ti que hablas castellano) lee al final de pàgina pana
.
Come mai Chavez appare sempre insieme a Castro? Sta passando il testimone è chiaro. Chavez pensa di essere Simon Bolivar, che ridere. Non confondiamo il fango con la cioccolata: Chavez non è Simon Bolivar

Lui vuole farlo credere perché sa che il popolo venezuelano è molto sensibile al suo eroe del passato, ma nulla a che vedere con l’opera distruttiva che Chavez sta esercitando sul Venezuela stimolando la guerra che fa finta di combattere.
Il capo rivoluzionario

Enrique è alla guida della vecchia jeep che ci porta verso Punto Fijo, cittadina nel nord ovest venezuelano, non lontana dalla laguna di Maracaibo, la zona petrolifera del nostro paese. Il mio amico guida nervosamente, si dice felice di rivedermi e durante il tragitto mi racconta come la sua famiglia e tutti i suoi parenti stiano vivendo l’attuale situazione venezuelana.
Il padre di Enrique è di origini italiane mentre la madre è originaria di Maracaibo. Una vita fatta di piccoli sacrifici e voglia di raggiungere un posto al sole, una piccola azienda per la surgelazione di gamberi e frutti di mare poi distribuiti in tutto il mondo. Un’azienda familiare che funzionava abbastanza bene e che improvvisamente ha conosciuto la crisi più nera. Il governo non permette che si prendano delle iniziative commerciali o quant’altro, qualsiasi piccolo imprenditore è costretto a stare con le mani legate e quindi a chiudere. Gli operai della “Mariscos Centilli” sono rimasti tutti senza lavoro, ognuno di loro ha una famiglia e dei figli, ma a nessuno importa che siano rimasti disoccupati, tanto meno al jefe che invece non fa altro che parlare di socialismo.
Enrique guida e parla mentre le ruote del fuoristrada finiscono continuamente nelle numerose buche del manto stradale, sono quasi voragini, all’interno dell’abitacolo i sussulti sono talmente forti che, per non sbattere la testa da qualche parte, si è costretti a viaggiare tenendosi da qualsiasi appiglio disponibile. Sono contento, finalmente respiro di nuovo l’aria del mio paese e sento di nuovo i profumi dei fiori e delle spezie che arrivano alle narici mentre passiamo dai piccoli centri abitati, dove le donne, nell’impossibilità di acquistare carni pregiate e formaggi costosi, friggono i platanos e scaldano i fagioli neri speziati al cumino.
Quasi leggendomi nel pensiero Enrique interrompe le mie riflessioni e mi dice: ‘questa gente non soffre per la mancanza di cibo, sono anni che vivono in questa situazione, la cosa peggiore, per loro, è la mancanza di libertà che cominciano ad avvertire, inizialmente avevano creduto alla rivoluzione sociale ma ora si rendono conto che la qualità è peggiorata moltissimo e che non esiste più sicurezza nemmeno di vivere”. Ricordo Enrique da adolescente, sempre allegro e ricco di iniziative, amante della musica e del ballo, sentire ora le sue parole mi intristiscono. In serata arriviamo a casa sua e incontro tutta la famiglia, i ricordi di quando eravamo ragazzi a Caracas, prima del trasferimento a Punto Fijo, ritornano tutti per regalarci qualche ora di serenità. Quando il padre di Enrico parla di Chavez abbassa la voce, come se temesse che anche in casa sua qualcuno lo possa spiare. Sorrido meravigliato per questo e lui, vecchio saggio, mi guarda dritto negli occhi e con la determinazione tipica del meridione italiano, con un linguaggio misto tra spagnolo e napoletano mi dice: “non sorridere, io questi comunisti li ucciderei tutti”. Vengo a conoscenza di fatti che da soli potrebbero riempire le pagine di un libro di suspence e dei thriller più scioccanti, storie di spionaggio e cose che in Venezuela non mi sarei mai aspettato che potessero accadere. Di fronte alla mia riluttanza e incredulità mi mettono sotto al naso la nuova costituzione bolivariana, fresca fresca, progettata dall’attuale governo che, mascherato da socialismo, in realtà nasconde un’anima comunista della peggiore specie. Le prime due leggi che mi vengono agli occhi si occupano del tradimento di pensiero, sono previsti, cioè, fino a sei anni di carcere per chi fa della propaganda contro il governo. Alla faccia della democrazia! Alla faccia di chi ha osato definire la trasformazione del Venezuela un risultato della democrazia più grande dell’America latina. Bugie! Solo bugie. Cosa significa la costituzione bolivariana? Bolivar è morto da tantissimi anni e non sapeva nemmeno cosa fosse la rivoluzione industriale. Improvvisamente pare che Simon e Chavez siano un connubio indissolubile, tanto che le parole di uno vengono confuse con quelle dell’altro e parlare di uno o dell’altro sia la stessa identica cosa. Simon Bolivar diventa incredibilmente un sostenitore di Carlo Marx, mentre Chavez è in realtà il ritorno in carne del libertador. Simon chiedeva, però, la vita e la libertà per la gente, viveva in povertà, mentre il presidente venezuelano
vieta il libero pensiero e vive negli sfarzi come un nababboe che spenda milioni e milioni di dollari per pubblicizzare la sua corrente comunista. Un paese libero e sincero come il Venezuela diventa bersaglio di meschini sotterfugi per cancellare la memoria, la storia e la libertà d’espressione. Vengono censurati i libri di storia, le parole in tv, i giornali e non esiste alcuna possibilità di opposizione. I venezuelani all’estero, grazie anche a Internet, denunciano questo stato di cose e non possono rimanere impassibili di fronte alle false affermazioni per cui in Venezuela tutto starebbe andando per il meglio. Sia benedetto l’arrivo di Internet che diventa in questo momento l’unica possibilità d’espressione. Questa rivoluzione non è la nostra, questo è soltanto l’anticamera del comunismo cubano.
In Italia si è liberi, non si viene perseguiti legalmente perché non approvi quello che fa il governo, non si va in galera perché dici quel che pensi o sei contrario al governo, la prova è che la stampa è al 95% schierata da una parte, nella massima tranquillità. E’ questa la dimostrazione che il governo è veramente liberale, realmente moderato. Venzuela ha bisogno di liberarsi da Chavez..e subito!
Guardate i video allegati dei posts precedenti.
Venezolano acuerdate el 3 de diciembre que tù puedes cambiar algo en Venezuela. Aun no hemos tenido suerte con los presidentes, también Chavez lo ùnico en que està pensando es aliarse con los terroristas y no hacer nada para sus hermanos venezolanos. Los niños no tienen futuro en nuestro pais. Hay que remover a este demonio. Si ves los otros posts puedes leer màs cosas de Chavez y ver los videos, los que nos avisan. Vota a Rosales, y que el loco se vaya. Estamos quedando sin libertad, Venezuela se està transformando en una especie de Cuba porque asì quieren Chavez y Fidel Castro. Peligro..peligro hay que actuar. Que se marche ya. Venezuela y venezolanos para Venezolano acuerdate el 3 de diciembre que tù puedes cambiar algo en Venezuela. Aun no hemos tenido suerte con los presidentes, también Chavez lo ùnico en que està pensando es aliarse con los terroristas y no hacer nada para sus hermanos venezolanos. Los niños no tienen futuro en nuestro pais. Hay que remover a este demonio. Si ves los otros posts puedes leer màs cosas de Chavez y ver los videos, los que nos avisan. Vota a Rosales, que el loco se vaya. Estamos quedando sin libertad, Venezuela se està transformando en una especie de Cuba porque asì quieren Chavez y Fidel Castro. Peligro..peligro hay que actuar. Que se marche ya. Venezuela y Venezolanos para Venezuela. Difunde

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