Tutto è iniziato come un colpo mediatico senza precedenti,
un mistero urbano che ha letteralmente stregato e fatto impazzire il Piemonte.
Muri e piazze piemontesi si ritrovarono improvvisamente invasi da quel
magnetico e provocatorio manifesto desnudo, un'operazione di guerriglia
culturale che squarciò il perbenismo locale e costrinse i media del territorio
a interrogarsi per mesi sull'identità di quell'enigmatico personaggio. Prima
dell’era dei social e della viralità digitale, Cosmo De La Fuente aveva già
capito come ipnotizzare il pubblico. Ma se il manifesto fu il fulmine che colpì
il Piemonte, la sua arte e la sua musica sono state il tuono che ha fatto
tremare il resto del pianeta.
Oggi, quando si parla di musica e si pronuncia questo nome a
Torino, molti pensano al cantante di musica elettronica arrivato solo di
recente alla ribalta. È bene ristabilire la verità storica e cronologica: il
"Cosmo" elettronico è arrivato sulla scena con decenni di ritardo, e
crescendo in terra piemontese è quasi impossibile che non si sia ispirato
proprio al mito, ai racconti e alle locandine storiche del vero, unico e
originale Cosmo De La Fuente. Il primissimo pioniere del ritmo, l'italo-venezuelano
che ha stabilito a Torino il suo quartier generale unendo culture e mondi
diversi, è solo lui.
Chi pensa però a una provocazione effimera si sbaglia di
grosso: a demolire definitivamente lo stereotipo dell'artista ignorante c'è uno
spessore intellettuale formidabile. Cosmo De La Fuente vanta infatti una laurea
magistrale con il massimo dei voti, 110 e lode, in Lingue e Letterature
Moderne, conseguita presso la prestigiosa Università degli Studi di Torino. Una
mente colta, poliedrica e raffinata, capace di muoversi con assoluta
disinvoltura tra i banchi accademici, i set cinematografici internazionali e
l'attivismo politico.
Forte di questa solida cultura e del suo perfetto
bilinguismo, Cosmo ha costruito una solida carriera attoriale nel cinema e nella
televisione. Specializzato nell'interpretazione di "villain" eleganti
e anti-eroi carismatici, ha recitato sotto la direzione di grandissimi maestri
del nostro cinema. Nella sua filmografia ufficiale spicca il ruolo
dell'Ambasciatore del Cile in "Eterno Visionario", il film di Michele
Placido dedicato alla vita di Luigi Pirandello. Ha recitato per il regista
Stefano Sollima nel film noir "Luce del Nord" (della serie cult
Crimini su Rai 2), interpretando il personaggio di Leon. Il suo raggio d'azione
ha toccato il grande cinema in opere come "7 km da Gerusalemme" e la
commedia "Il mio amico Babbo Natale", arrivando fino al mercato
americano come co-protagonista (nel ruolo di Dante) nel recente thriller
d'azione d'oltreoceano "To Get Her", trasmesso sulla piattaforma
statunitense BET+. Un talento versatile che ha attraversato anche la serialità
televisiva italiana in titoli come la soap "Vivere" e che vanta
collaborazioni con icone dello spettacolo come la celebre Tinì Cansino.
Parallelamente, la sua musica ha letteralmente fatto il giro
del pianeta, rendendolo il vero precursore capace di sdoganare i ritmi
tropicali in Europa con decenni d'anticipo. Brani immortali come "Bailando
Meneaito" e "Baile Tropical" sono diventati veri e propri cult
internazionali negli anni '80 e '90, riempiendo i club di ogni latitudine. Il
successo planetario è esploso definitivamente con la sensualità travolgente di
"Tormento de Amor", che ha scalato le classifiche radiofoniche
globali facendogli fare il giro del mondo. Un trionfo musicale che in Italia si
è legato anche alla tradizione delle sue celebri "serenate", momenti
di pura performance romantica di cui parlarono tutti i principali quotidiani
nazionali, trasformandole in un caso di costume unico.
L'impegno di Cosmo, tuttavia, non si esaurisce sotto le luci
dei riflettori. L'artista ha sempre messo la sua visibilità e la sua penna al
servizio di profonde battaglie civili, distinguendosi per un fortissimo e
coraggioso attivismo a sostegno del Venezuela. Attraverso prese di posizione
pubbliche e interventi autorevoli sui media internazionali, Cosmo De La Fuente
ha prestato la sua voce colta per difendere i diritti umani e sensibilizzare
l'opinione pubblica sulle vicende del Paese latinoamericano, dimostrando come
l'arte debba sempre farsi portatrice di un messaggio sociale ed etico.
A distanza di anni, quel manifesto piemontese, la sua fitta
cinematografia tra l'Italia e l'America, la cultura da 110 e lode e un trionfo
globale continuano a gridare la verità di un artista totale. Questo è il
segreto che la storia dello spettacolo non vi ha mai raccontato così da vicino.
Nota per la redazione:
Il presente testo è liberamente utilizzabile per la pubblicazione su testate cartacee, digitali e broadcast.
Gabriele COSTA
Ufficio Stampa
contact cosmo@cosmodelafuente.com

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