L’INFERNO NON HA COLORI: IL SANGUE VERSATO NON AMMETTE TIFO
So che potrei farmi qualche nuovo nemico. Ma se sapessero
quanto me ne frega davvero, si risparmierebbero la fatica. Ho quello che
qualcuno potrebbe definire un problema. In realtà è un vantaggio: mi permette
di pensare con la mia testa e non con idee inculcate da altri. Per quello
esistono già le religioni — e spesso anche le ideologie.
Io preferisco essere onesto, prima di tutto con me stesso. Ed
è per questo che sono sempre più convinto di una cosa: la storia non è tifo. La
storia è sangue, fame e morti.
E Dio solo sa quanto mi stiano sulle palle i fanatici di
ogni sponda. Quelli che confondono la fede con il dogma e le idee politiche con
verità assolute. Quelli che smettono di ragionare nel momento in cui pensano di
avere sempre ragione.
Ma torniamo al tema che oggi mi sono prefissato. C’è una
cosa che mi ha sempre dato fastidio: l’idea che per forza tu debba scegliere
una squadra. O stai “da una parte”, o automaticamente sei il nemico.
Peccato che la storia non funzioni come uno stadio .La
storia non ha curve, cori o bandiere innocenti.
Ha morti. E ne ha avuti tanti. Da tutte le parti. Il
comunismo non è solo un’idea romantica, così come non lo è stato il Chavismo. Quando
si parla di comunismo, c’è sempre qualcuno pronto a dire: “Sulla carta era
giusto” “Il problema è che è stato applicato male”
Bene. Ma allora giudichiamo le applicazioni, non le favole.
URSS, Cina, Cambogia, Corea del Nord, Cuba, Venezuela. Questi
non sono “errori di percorso”, sono regimi durati decenni. Ancori operanti.
In Unione Sovietica morirono decine di milioni di persone
tra carestie indotte, Gulag e purghe politiche. In Cina, sotto Mao, il Grande
Balzo in Avanti causò oltre 40 milioni di morti, in gran parte per fame provocata
da politiche statali. In Cambogia, il comunismo dei Khmer Rossi eliminò un
quarto della popolazione in pochi anni. A Cuba e in Venezuela non servono cifre
astronomiche per capire: basta guardare quanti scappano e quanti tacciono per
paura. E non dimentichiamo 8 milioni di Venezuelani fuggiti dalla dittatura
chavista e madurista.
Le stime storiche parlano chiaro: tra i 65 e i 100 milioni
di morti sotto regimi comunisti nel XX secolo.
Se questi numeri danno fastidio, il problema non sono i
numeri. Il problema sei tu!
Il fascismo non è stato “meno peggio”. Dall’altra parte non
c’è nessuna assoluzione possibile.
Il fascismo e il nazismo hanno mostrato cosa succede quando
lo Stato diventa una religione. Ripeto: QUANDO LO STATO DIVENTA RELIGIONE.
Il nazismo ha organizzato il genocidio industriale di 6
milioni di ebrei, oltre a milioni di civili e oppositori politici. Il fu fascismo
italiano ha cancellato le libertà, represso il dissenso e massacrato popolazioni
coloniali in Africa. La Spagna franchista e altri regimi autoritari hanno fatto
il resto: prigioni, torture, esecuzioni. Qui nessuno può fare il moralista
senza sporcarsi le mani. Mani sporche di sangue. Anche qui, milioni di morti.
La verità che nessuno vuole sentire. Ecco la parte che non
piace né a destra né a sinistra:
👉 quando un’ideologia
diventa totalitaria, uccide. Sempre. A destra o a sinistra, non cambia. Come
spesso dico: non ci sono dittature buone e dittature cattive, tutte le
dittature sono merda e sangue.
Non importa come si presenta: con la bandiera rossa o con quella nera, parlando di popolo o di patria,promettendo uguaglianza o ordine.
Il copione è identico: potere concentrato, opposizione eliminata,
propaganda continua .E alla fine qualcuno muore, qualcun altro sparisce, e il
resto impara a stare zitto. Chi condanna solo il fascismo ma giustifica il
comunismo non sta difendendo i deboli, sta scegliendo i morti giusti. Chi fa il
contrario non è più onesto.
Perché non mi schiero. Io non mi sono mai fidato delle
ideologie che pretendono di avere ragione al 100%. Perché quando qualcuno dice
di avere la verità assoluta, prima o poi decide anche chi non merita di
parlare. Provate a pensarci, magari ne avete uno o una proprio in casa.
La mia esperienza, come quella di chi ha visto il proprio
paese distrutto da un regime che si diceva “del popolo”, mi ha insegnato a non
credere alle promesse. Mi ha insegnato a guardare i risultati.
Per questo leggo più fonti. Per questo confronto versioni
diverse.
Per questo non mi schiero per partito preso. Perché pensare
con la propria testa oggi è scomodo. E proprio per questo è necessario.
La storia non va tifata. Va guardata in faccia. Anche quando
fa male. Altrimenti è solo ignoranza.
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