4/4/17

disastro Venezuela

Toccante vedere un uomo di cinquant'anni piangere, se quelle lacrime si devono a quello che si vive in Venezuela. Lo sfogo di un venezuelano raccontato per il Panampost fa riflettere.
Esiste un senso di colpa provato da chi riesce a fare un pasto perché la maggioranza dei cittadini del paese sudamericano, che vive il peggior momento della sua storia, la crisi peggiore che si ricordi, non riesce a fare un pasto completo.
Questo signore, Pedro, tra le lacrime sciacqua la pentola dove ha cotto il riso, non vuole usare il sapone, sa che qualcuno potrebbe cibarsi di quei resti che finiranno nel cassonetto della spazzatura.
Gente che non è necessariamente vestita male, non sono i  classici barboni, ma persone che indossano abiti decorosi. La denutrizione in Venezuela è diventata una calamità, circa 500 mila venezuelani si alimentano dall'immondizia. A 18 anni dall'arrivo del chavismo, il paese è ridotto alla fame.
Pedro racconta di aver visto una coppia sui 70 anni mangiare dalla spazzatura e, questo, non si può accettare in un paese ricchissimo come il Venezuela, dove una manica di narcotrafficanti al governo, che non riconosce la volontà del popolo, che non ha la più pallida idea di cosa siano i diritti umani, si arricchisce, ruba e si gode i lussi della vita a Miami, a Dubai o in Europa. Questo è il chavismo, questa è la rivoluzione bolivariana voluta da Chàvez e approfondita da Castro e da Maduro.
La scarsissima libertà di  stampa non riesce a parlare, ovviamente, ma sappiamo della morte di molte persone per la mancanza di farmaci, la morte di neonati per mancanza di cibo, per ingestione di Yuca amara.
Ospedali minacciati dal regime non fanno circolare molte delle notizie circa le morti sospette, troppe. 
La fame è diventata il primo problema venezuelano ed è certamente una strategia suggerita da Cuba, perché è proprio Castro che gestisce il tutto, lui lo sa molto bene che un popolo affamato e indebolito è facilmente gestibile.
Ma il peggio sta per arrivare, il governo del dittatore di Caracas presto resterà senza soldi, il default incombe, se non facciamo qualcosa ora perderemo il nostro amato paese, dove siamo nati e cresciuti.
Nel 2016 circa 30 mila persone hanno perso la vita per mano della delinquenza, ma in quest'occasione parliamo soltando di alimentazione.
Il paese che ha dato i natali a S. Bolivar lasciato distruggere da Maduro e il suo clan.
Una vergogna per il genere umano, un fallimento di tutti, una vergogna per quanti in Italia fingono di non sapere e spendono parole di elogio per un regime assassino.
Le manifestazioni e le proteste pacifiche vengono represse dalla polizia e dalle bande di delinquenti assoldate dal governo, un clima in stile nordcoreano ormai evidente, ma che il mondo finge di non vedere, malgrado il Venezuela abbia dato casa e lavoro per tanti anni a emigrati provenienti da tutto il mondo.
Ovunque potrebbe accadere di vivere una situazione simile, basterebbe un pazzo al comando, magari che entri con i voti, che si tolga la maschera in poco tempo e si trasformi in un dittatore che decide di restare per sempre al potere, disconoscendo future elezioni, volontà del popolo e qualsiasi diritto umano.
Riflettere su questo è dovere di tutti. Appoggiare il genocidio in Venezuela è un atto criminale.


@Cosmodelafuente
   

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