2007/12/27

Buon Natale al tribunale dei minori



Dedicato a tutti quei ‘piccoli’ a cui un ente apposito ha negato di vivere con mamma o con papà, dedicato a quei tribunali dei minori e a quegli assistenti sociali che senza cuore e nessuna preparazione professionale hanno permesso che padri, madri e figli vivessero il dolore più grande. Speriamo che il Natale muova in loro il pentimento e la consapevolezza della crudeltà e della nullità del proprio operato.

La luce attraversa la tua finestra, solo quella mi resta. Il ricordo dei tuoi occhi da bambina e la dolcezza che provavo quando stringevi la mia mano. Il tuo sorriso che incanta, il cuore in gola..c’è un uomo che piange per te.
Lo sai che non ho potuto scegliere malgrado ti amassi sopra ogni cosa. Con tenerezza io ti amo, quante notti ti ho cullata, questa ninna ninna ti ho cantato ….è doloroso dirti addio.

Dormi piccolina, zitta zitta bambina mia
So che mi ascolti, è il tuo papà che canta.
Lascerò vuota la croce del mio dolore,
non voglio più soffrire, io non voglio lasciarti.
L’amore è sempre amore e non conosce ragioni.
Lascerò vuota la croce del mio dolore.

Vagherò per il mondo impazzito ma nel mio cuore ci sarai sempre. Sei tu la mia bambina,
la carezza della sera.
Lascerò vuota la croce e le sopportazioni mentre la luna dolcemente si addormenterà tra le tue ciglia.

Nenia (Nashira music)

2007/12/19

Fuori uno



Castro in una foto di trent'anni fa. Finalmente esce di scena e speriamo che il prossimo si renda conto di cosa significhi 'libertà'- A quando lo stolto di Chavez ne imiterà le gesta dell'addio? Speriamo presto perchè, più folle che mai, sta pensando di riesumare i resti di Simon Bolivar per un'altra delle sue 'stronzate'.
Da 'IL FOGLIO'
Caracas. Dopo 49 anni di potere e 17 mesi in ospedale, Fidel Castro riconosce infine in una missiva letta in tv il suo “dovere elementare di non stare attaccato alle cariche e meno ancora di ostruire il passo ai più giovani”. Intanto dopo aver perso il referendum che gli avrebbe permesso di ricandidarsi nel 2012, Hugo Chávez è alle prese col micidiale scandalo di una valigia piena di soldi mandata in Argentina a finanziare la campagna elettorale della neoeletta Cristina Kirchner. Intanto Evo Morales in Bolivia si trova col paese sull’orlo della guerra civile. Intanto Daniel Ortega in Nicaragua rischia di essere destituito per “demenza”. Pare atmosfera da tramonto per i leader di quell’Alba, “Alternativa bolivariana per i popoli della nostra America”, che fu fondata il 14 dicembre 2004 da Castro e Chávez e ha poi visto aggiungersi Morales e Ortega. La risposta di Chávez? Da Caracas, ha fatto sapere di aver ordinato un’indagine sulla morte di Simón Bolívar, che secondo lui 177 anni fu assassinato “dalle oligarchie di Venezuela e Colombia”. L’argomento decisivo per ordinare l’esumazione dei resti del Libertador: “Mia nonna Rosinés è morta di tubercolosi e io ricordo il suo ultimo anno di vita, non poteva quasi più camminare. Di Bolívar si dice che morì di tubercolosi, ma tre mesi prima della morte scriveva e conduceva un’attività molto più intensa di quella che un tubercoloso potrebbe condurre”. Il malato più grave oggi sembra però Evo Morales. Il suo partito per venire a capo dell’ostruzionismo dell’opposizione ha riunito i propri costituenti in una caserma, facendo approvare unilateralmente una nuova Costituzione. Ma quattro dei nove dipartimenti del paese hanno approvato a loro volta statuti di autonomia che fanno a pugni con questa Costituzione, da loro considerata “illegittima”. Morales ha minacciato di mandare l’esercito. Santa Cruz, che è il più estremista dei dipartimenti ribelli, che paga da solo il 40 per cento delle tasse di tutta la Bolivia e produce il 50 per cento del pil, dice che risponderà “a piombo col piombo”. In particolare attraverso i 24 mila militanti dell’Unión Juvenil Cruceñista, una specie di “Guardia padana” che invece della contrapposizione tra “celti” e “romani” usa quella tra “Nación Camba” e “Nación Colla”, ma con toni analoghi di quelli del nostro più acceso separatismo leghista. Anzi peggio, visti i reciproci scambi di accuse sugli appoggi della Cia ai “Camba”, o sui militari cubani e venezuelani che sarebbero già presenti in Bolivia per sostenere Morales. Dopo che sabato gli scontri hanno provocato 34 feriti, dopo che il presidente brasiliano Lula ha consigliato al collega boliviano “pazienza, pazienza, pazienza”, dopo che un sondaggio ha rivelato che il 48 per cento dei boliviani e sei dipartimenti considerano “illegale” la nuova Costituzione contro un 34 per cento appena che la riconoscono, Morales parla ora di dialogo. Tra 120 giorni sono previsti sette referendum: tre indetti dal governo e giudicati illegittimi dai ribelli, quattro indetti dai ribelli e considerati illegittimi dal governo. “I fratelli delle Farc” Pure per Ortega è un brutto momento, dopo che la Colombia si è arrabbiata per un suo appello ai “fratelli delle Farc” per liberare Ingrid Betancourt, e dopo che pure l’opposizione nicaraguense è insorta contro le sue dichiarazioni secondo cui l’opposizione sarebbe collegata a “cartelli della droga”. Mónica Baltodano, di quel Movimento rinnovatore sandinista che raccoglie i sandinisti che hanno rotto con lo stesso Ortega, si è appellata all’articolo 149 della Costituzione, che permette la destituzione del presidente per “incapacità mentale”. Ci vorrebbero i voti di 56 deputati: l’opposizione ne ha 54.
(19/12/2007)

2007/12/15

Referendum: arma a doppio taglio


Diego Armando Maradona

La sconfitta referendaria legittima Chavezintervista a Marcos Polesel di Domenico Naso[14 dic 07]
“La vittoria del no al referendum costituzionale? Il peggio che ci potesse capitare. Adesso nessuno potrà più dire che le elezioni in Venezuela sono truccate”. E’ con questa provocatoria ma sensata interpretazione che Marcos Polesel, director politico del Movimiento Democrata Liberal inizia la sua analisi della situazione politica del paese sudamericano. Strenuo oppositore di Chavez, figlio di immigrati italiani (ha infatti la doppia cittadinanza), è durissimo non solo contro il regime socialista di Caracas, ma anche nei confronti di quella parte di Occidente che troppo spesso chiude un occhio in nome di corposi interessi economici. A capo di un network politico-culturale che si ispira ai principi del liberalismo classico, Polesel ha stretti e frequenti rapporti con molti partiti liberalconservatori occidentali (Forza Italia e Alleanza Nazionale tra gli altri) ed è un acerrimo nemico del socialismo, in tutte le sue forme e manifestazioni.
La recente bocciatura del referendum di riforma costituzionale ha rappresentato davvero una sconfitta per il presidente Chavez?In realtà, la figura del leader venezuelano non è stata danneggiata. Noi pensiamo che la vittoria del no sia la cosa peggiore che potesse capitare, perché Chavez, perdendo, si è legittimato come democratico e ora è impossibile sostenere che le elezioni passate e future sono state o saranno truccate. E inoltre il sistema elettorale ne esce “ripulito” da ogni colpa e tutti rimangono immacolati di fronte all’opinione pubblica nazionale e internazionale. Di sicuro nelle prossime elezioni i chavisti vinceranno (con l’inganno) e noi non potremo denunciare i brogli elettorali. Noi come liberali mai potremmo dire alla gente di andare a votare o di astenersi. E’ una scelta individuale di ogni persona e qualsiasi decisione va rispettata. Siamo contro il dirigismo tipico dei socialisti, che obbliga le persone a fare le cose e criminalizza chi non si adegua.Quello che è stato davvero impressionante è il duro colpo morale ai militanti socialisti, i quali hanno ammesso la sconfitta e hanno fatto un’autocritica importante e legittima. Penso che i veri socialisti siano stati ingannati e sono loro stessi a dire che è impossibile difendere il vero socialismo quando i leader e i dirigenti que ruotano attorno al presidente si sono arricchiti grazie alla corruzione, girano su automobili di lusso, vestono alla moda, vivono in grandi case, vanno negli Usa o in Svizzera a depositare i loro patrimoni milionari. Si nota già una crepa tra il socialista della strada, che deve fare la fila per comprare beni e alimenti basilari, e l’opportunista, l’élite parassita del potere economico e politico che approfitta del sistema per arricchirsi e godere dei privilegi del potere. La gente crede che Chavez sia attorniato da inetti e corrotti che lo danneggiano, senza ritenerlo responsabile di questa situazione. E’ visto come una vittima perché in realtà è lui l’ultima speranza che rimane.
Voglio chiarire che dallo scorso giugno noi liberali avevamo assunto una posizione di rifiuto e disapprovazione nei confronti del referendum di riforma costituzionale, e non volevamo legittimare questo atto illegale, incostituzionale, illegittimo e soprattutto immorale. Questo stratagemma non è stato altro che un diversivo per distogliere l’opinione pubblica dai problemi seri del paese quali la mancanza di sicurezza, la corruzione, l’inflazione. Mai in un governo liberale si vedrebbe un referendum attraverso cui la gente voti per l’eliminazione o l’approvazione dei diritti umani e delle libertà civili. Per noi liberali i diritti individuali non si negoziano o si discutono: si difendono! La riforma serviva semplicemente a legittimare quello che di fatto avviene da tempo nel paese. Comunque, anche se può sembrare folle, paradossalmente la vittoria del no è stata la cosa peggiore che potesse succedere.
In Occidente molta gente crede che Chavez sia un eroico baluardo contro la supposta “arroganza” americana e pochi si preoccupano della mancanza di democrazia in Venezuela. Qual è l’attuale situazione nel suo paese?E’ la vecchia storia di Davide contro Golia. Il populismo si fonda sul fatto che la gente solidarizza sempre con il più debole, con il Davide di turno. Ovviamente per farti passare da debole devi cercare un forte o un capro espiatorio, e i socialisti l’hanno sempre trovato nel capitalismo e nell’impero americano. E’ il solito stratagemma del socialismo vecchio stile. Molte volte, durante un mondiale di calcio, abbiamo sperato che il Camerun battesse il Brasile.
Si potrebbe parlare anche di una sindrome di Robin Hood: rubare ai ricchi per dare ai poveri. Solo che in questo caso si ruba al popolo intero per dare le briciole ai poveri che non avendo nulla vendono facilmente la loro fedeltà. Ma la fetta più grande di questo furto colossale se la prende l’élite burocratica del regime, che vive nel lusso e sfrutta il capitalismo a proprio vantaggio. Tutto questo somiglia molto anche alla figura dell’angelo vendicatore. Chavez impersona un angelo che per diritto divino è arrivato al potere e vengono accettati tutti i suoi abusi perché deve vendicare la disgrazia dei poveri (creati dallo stesso sistema socialista) contro i ricchi. Il povero, pur restando sempre nella stessa situazione di miseria ed emarginazione, si sente vendicato e risarcito dall’angelo e pensa: se io non posso stare bene, allora nemmeno il ricco. E’ per questo motivo che il socialismo provoca tutte queste passioni e comportamenti insani e riesce a mantenere il potere. Anche perché le trappole in cui cade molta gente sono frutto della penetrazione “sinistrorsa” in tutti gli ambiti: culturale, politico, economico, accademico, ecclesiastico, familiare. Questo modo di pensare è stato inculcato per secoli.
Come può fare opposizione il Movimento Democratico Liberale in un paese come il Venezuela, in cui non sono garantiti molti diritti fondamentali?Questa è la sfida che ci attende. Non stiamo affrontando solo una ideologia, bensì una cultura ideologica socialista che in Venezuela esiste dall’epoca della scoperta dell’America. Da allora è stato lo statalismo quello che ci ha sempre affondato. Facciamo una vera opposizione ideologica, promuoviamo l’uscita dal socialismo. Non esiste un socialismo buono (riformista) e uno cattivo (quello di Chavez). Il socialismo è uno solo ed è intrinsecamente autoritario, giacché colloca lo Stato al di sopra dell’individuo.
E’ vero, in Venezuela non viviamo in democrazia e non ci sono libertà politiche, economiche e civili, però questo processo non è cominciato con l’arrivo di Chavez. E’ anche colpa di quella che oggi si definisce opposizione, che è responsabile della scalata al potere di Hugo Chavez.
Noi esponenti della destra liberale abbiamo una forza importantissima che è la solidità ideologica, rappresentiamo tutto il contrario di ogni tipo di socialismo e stiamo spiegando alla gente che possiamo dare risposte migliori ai problemi del paese attraverso il sistema liberale della filosofia del “governo limitato”. Un governo limitato è limitato nelle sue funzioni (sicurezza, giustizia, infrastrutture, ordinamento) e anche nelle spese (basso livello di tassazione). Uno Stato piccolo ma efficiente, al contrario dello Stato sociale di sinistra che si occupa di tutto (musei, linee aeree, treni, banche, mezzi di comunicazioni, compagnie petrolifere, compagnie telefoniche, lotterie, ippodromi, casinò) diventando alla fine uno Stato invasivo, molto inefficiente, pieno di costi e leggi, con tasse asfissianti e corruzione endemica. In Italia, per esempio, c’è molto statalismo, anche quando vince la destra, perché lo Stato è troppo grande e si occupa di tutto, sprecando tempo e denaro. Ci sono altri partiti di opposizione? Che strategia hanno scelto per contrastare il regime di Chavez?In questo momento analizzare l’opposizione in Venezuela è qualcosa di complesso e persino bizzarro. E’ un po’ come se in Italia governasse Rifondazione Comunista e l’opposizione fosse il partito socialista. In Venezuela non esiste la destra: ci sono più di 770 partiti, nazionali e regionali, e questo perché il sistema corrotto ha bisogno di molti partiti per simulare una parvenza di pluralità. Ma in realtà i partiti non sono altro che strumenti per fabbricare elezioni. Possiamo tentare di classificare quindi una pseudoopposizione, poiché l’opposizione al socialismo non può essere un altro socialismo. La situazione è la seguente: esiste un’opposizione socialista di sinistra che continua a sostenere che il socialismo in Venezuela non è un male a prescindere e che da la colpa solo a Chavez e al suo entourage. Continuano a credere che la cacciata di Chavez possa avvenire in maniera democratica e pacifica e hanno accettato di convivere con il regime nella speranza di una fine naturale e pacifica dello stesso. Accettano tutto quello che il regime ordina e comanda. E’ una opposizione senza proposte alternative che si preoccupa solo di sopravvivere, un’opposizione collaborazionista che non ha proposte proprie e agisce solo secondo calcoli elettorali. Non è un’opposizione vera perché è socialista come il regime, con pochissime differenze. Possiamo parlare di un gruppo di dissidenti, non di oppositori.
Esiste un’altra opposizione nascente, formata da organizzazioni della società civile, non sottomessa alle istituzioni controllate dal regime. In futuro si potrebbe trasformare in un blocco di destra, all’interno del quale si propone il cambio di un sistema che ha affossato per secoli il Venezuela ed è stato la causa dell’avvento della tragedia attuale che stiamo vivendo. Abbiamo proposte radicalmente diverse e antagoniste rispetto al socialismo al potere e alla pseudo-opposizione.
Avete appoggi internazionali? Ci sono partiti americni o europei che si preoccupano della vostra situazione?L’anno scorso abbiamo creato la Conferenza Liberale Ispanoamericana, che raggruppa partiti e movimenti vicini al liberalismo classico. Abbiamo anche partecipato alla riunione della Rete Liberale dell’America latina (Relial), che è una sezione latinoamericana dell’Internazionale liberale e che collabora con il nostro movimento offrendoci corsi di formazione strategico-politica. Inoltre abbiamo rapporti molto stretti con organizzazioni e personalità politiche liberali in America centrale (Toni Saca, presidente liberale in El Salvador o Eduardo Monte Alegre, il principale oppositore di Ortega in Nicaragua).
L’Istituto repubblicano (che fa parte del Partito repubblicano americano) non ci può aiutare direttametne perché non siamo un partito politico, però lo fa indirettamentre attraverso convegni e forum, ai quali partecipo spiegando la nostra impostazione ideologica affinché la gente capisca cosa significa essere di destra o di sinistra, essere liberaldemocratici o socialdemocratici o democristiani. Tutto ciò con l’obiettivo di fornire alla gente gli strumenti per evitare di essere ingannata o manipolata dai politicanti e dal populismo demagogico, decidendo in piena coscienza chi appoggiare.
Abbiamo anche l’appoggio dei partiti più importanti della destra cilena (Renovacion Nacional y la Union Democrata Independiente) e in Italia l’anno scorso abbiamo avuto contatti con deputati del parlamento italiano (Dario Rivolta di Forza Italia e Marco Zacchera di Alleanza nazionale) per organizzare la destra italiana in Venezuela in vista delle elezioni politiche del 2006. Voglio precisare, a proposito, che in Venezuela, e in molti paesi del centro America, il centrodestra italiano ha vinto le ultime elezioni del 2006, e se non consideriamo la lista degli argentini di Pallaro lo stesso vale anche per l’intero Sud America.
Cosa potrebbe fare la comunità internazionale per aiutare il Venezuale a tornare a essere un paese democratico?A me sembra che la crociata che sta portando avanti l’ex premier spagnolo José Maria Aznar sia degna di tutti gli onori. Mi piacerebbe vedere Sarkozy o Berlusconi sulla stessa lunghezza d’onda, fustigando tutti i regimi dittatoriali del nostro continente. I governi italiani, di destra o di sinistra, devono volgere lo sguardo verso l’America Latina. In Italia i notiziari sono totalmente rivolti a Oriente: è più importante un italiano che muore in India piuttosto che trentadue italiani morti in Venezuela a causa della delinquenza e della criminalità. Hanno inviato contingenti militari in Afghanistan e in Iraq, invece di destinare lo stesso aiuto al Venezuela, poiché nel nostro paese sono stati assassinati più cittadini italiani che nelle due guerre. In più, basta che sequestrino un cittadino italiano in Iraq o in Afghanistan e tutta l’opinione pubblica e i servizi di intelligence si mobilitano con risorse gigantesche per salvarlo; però qui in Venezuela la comunità italiana è presa di mira da sequestri per mano di ogni tipo di banditi, delinquenti e guerriglieri. Questa differenza di trattamento è ingiusta.
E poi, se un governo è autoritario, però di sinistra, non è tanto grave come quando un governo autoritario è militare e combatte la sinistra e i gruppi di guerriglia. Quando succede questo, tutte le ong si mobilitano, però se è un regime autoritario di sinistra non si muovono, né si interessano. Credo che molti giovani e leader politici stiano comprendendo questa situazione, questa doppia morale. La comunità internazionale deve essere onesta nei confronti dell’autoritarismo. I regimi totalitari più sanguinari e crudeli e che sono più difficili da scalzare dal potere sono di sinistra, e sono quelli che godono di maggior compiacenza e indifferenza. Questa situazione provoca molta rabbia e senso impotenza nei cittadini di tutto il mondo.
Il Venezuela è un importante produttore di petrolio. Crede che Chavez utilizzerà in futuro questa carta per condizionare Stati Uniti ed Europa?Questo è un grande mito: innanzitutto perché il Venezuela ha diminuito fortemente la sua produzione a causa della mancata realizzazione degli investimenti necessari allo scopo. L’industria petrolifera è stata nazionalizzata e in questo modo si limitano moltissimo gli investimenti che permettano di produrre di più e meglio (come avverrebbe, invece, in un sistema liberale). Produrre di più e meglio con un sistema competitivo è l’unico modo per garantire la diminuzione dei prezzi e la crescita della qualità. Dall’altra parte, gli Stati Uniti non cambieranno di certo se il Venezuela smetterà di vendergli il petrolio perché è da lì che provengono i fondi per la Rivoluzione chavista e l’esportazione della stessa negli altri paesi del continente. A parte il caso americano, il petrolio venezuelano viene spesso “regalato”. Posso dire, ad esempio, che il governo italiano, come molti governi europei e latinoamericani, sta approfittando del “festino” petrolifero di Chavez anche a causa di una certa amicizia ideologica.
Se l’Italia ottiene il petrolio a un prezzo più economico di quello di mercato e il prezzo della benzina aumenta nel vostro paese, chi ci guadagna è lo Stato italiano perché la differenza va ad alimentare l’inefficiente burocrazia italiana, incrementando la corruzione e le spese inutili, che pagano gli italiani con le tasse. Molti paesi, per esempio la Spagna, tollerano le impertinenze di Chavez solo perché gli sta regalando il petrolio. Alla fine, gli Stati Uniti non dipenderanno più da un’unica fonte di energia e il petrolio già non è più una variabile così fondamentale rispetto a quanto lo era trenta o quarant’anni fa.
Chavez, Castro, Morales. I tre leader latinoamericani potrebbero rappresentare un problema per la stabilità della regione?L’unico che ha sempre rappresentato una minaccia e un problema ed è stato un elemento di destabilizzazione è stato Fidel Castro. Il suo regime cubano, esportando una supposta rivoluzione, è stato la causa di milioni di morti e di una grande quantità di guerre civili, non solo nel nostro Continente ma anche in Africa e in Medio Oriente. Ad esempio in Cile con Salvador Allende, in Perù con Sendero Luminoso, in Colombia con la guerriglia delle Farc, il narcotraffico, l’industria dei sequestri e la criminalità che finanzia la penetrazione comunista e riempie di piaghe sociali la regione. Tutte strategie prefissate nel Forum di San Paolo, in Brasile.
Il regime venezuelano ha stabilito rapporti pericolosi con terroristi (gruppi nazionalisti e socialisti islamici) e narcotrafficanti (Farc colombiane), per cui credo che queste possano essere le ragioni per le quali a un certo punto gli Stati Uniti potrebbero intervenire, non certo per il petrolio. I temi del terrorismo, delle armi nucleari (basti pensare all’Iran) e del narcotraffico sono estremamente sensibili per l’Occidente. Sono quasi sicuro che il prossimo presidente americano sarà un Repubblicano e la politica continuerà ad essere uguale o addirittura più dura di quella che abbiamo visto fino ad oggi.
Il caso cubano è il modello, è l’unico che è riuscito a mantenersi al potere per quasi cinquant’anni. E curiosamente, nonostante tutto, è la dittatura maggiormente tollerata dalla comunità internazionale. Questo vuol dire che solo i socialisti possono instaurare dittature, solo a loro è permessa una cosa del genere. Tutto questo ci fa capire anche che Chavez non si è inventato niente di nuovo. Anzi, non è nemmeno un vero leader ma solo una piccola parte di questo asse che vuole costruire in America Latina l’Ursl (Unione delle Repubbliche Socialiste Latinoamericane), una specie di Urss. E’ un’impresa difficile, ma non impossibile. E i signori che guidano la dittatura cubana ci stanno provando.
L’opposizione a Cuba è sempre stata anticastrista, mai antisocialista. E il risultato sono cinquant’anni di potere. In Venezuela stiamo cadendo nello stesso sbaglio: l’opposizione è antichavista però socialista. Noi della destra liberale stiamo spiegando in tutto il paese che dobbiamo evitare di cadere in questo equivoco. Ma se in Sud America le cose vanno in questo modo, in America centrale la situazione è diversa. Ci sono governi liberali, come quello di Toni Saca in El Salvador, e forti raggruppamenti liberali in Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Guatemala.


Ora ascoltiamo cos'ha da dire un altro social comunista miliardario 'Maradona', quello che deve all'Italia milioni di euro, che ha speso capitali in droga e che si è completamente disinteressato di suo figlio naturale italiano. Il perfetto cafone insomma. Speriamo che oltre al tatuaggio di Chavez si faccia anche quello dei dittatori rumeni e slavi che hanno lasciato traccia di sé.
Ai mondiali di Calcio 90 ballava nudo il merengue con Caniggia dopo aver battuto il Brasile, tutto questo negli spogliatoi dello Stadio delle Alpi a Torino, dove io ero stato incaricato di essere il suo assistenze durante le conferenze stampa. DI tutto e di più negli spogliatoi! Se c'è da ascoltare uno come questo...apriti cielo.


Maradona vuole un tatuaggio di Chavez
giovedì, 13 dicembre 2007 2.27

BUENOS AIRES (Reuters) - Il calciatore argentino Diego Maradona vuole aggiungere un'immagine del presidente venezuelano Hugo Chavez alla sua ben nota collezione di tatuaggi di leader di sinistra.
"Mi piacerebbe un qualche tipo di tatuaggio di Chavez, davvero", ha detto Maradona ai reporter ieri prima dell'inizio di una partita di calcio.
Maradona ha un tatuaggio del rivoluzionario Ernesto "Che" Guevara sulla spalla destra e uno del leader cubano Fidel Castro sulla gamba sinistra.
Maradona ha vissuto diversi anni a Cuba durante la disintossicazione. Lì è diventato amico di Fidel Castro, che è alleato di Chavez.


2007/12/14

La democrazia di Chavez è sempre più una chimera


Simpatizzanti del governo aggrediscono l'arcivescovo di Caracas perchè anche lui, come tutte le persone che credono nella democrazia, non condivide il pensiero del dittatore Chavez.

Una vergogna, ma cosa c'era da aspettarsi da chi acclama Chavez?

E' questo che intendono per 'socialismo'? Credo che sia sempre più urgente che qualcuno insegni, cominciando da Hugo Chavez, cosa sia il socialismo.

2007/12/12

Los periodicos venezolanos sin papel / i giornali venezuelani senza carta


Necesitamos elecciones ya... necesitamos que Chavez se vaya porque està acabando con nuestro paìs.

CARACAS.- El fantasma del abastecimiento que azota al "socialismo petrolero" del presidente Hugo Chavez tiene una nueva vìctima: los periòdicos. De momento, la escasez de papel sòlo afecta a algunos medios crìticos con el Gobierno, principalmente peque' los diarios de provincias, que han denunciado un sucesivo estrangulamiento por parte del organismo de control de divisas.
El director del 'Correo del Caronì­', David Natera, -el más importante del estado de Bolì­var- dijo que su periòdico no se difundirà este miércoles por dificultades para obtener papel.
"Esperamos que no se siga entorpeciendo la salida del periòdico, porque deberÃàan otorgarle los dòlares a nuestro proveedor para que nos pueda entregar el papel; si no saldremos de cualquier otra forma", dijo este martes Natera, ante los problemas para obtener dòlares para importar papel.
Natera, quién también preside el Bloque de la Prensa Venezolano -que agrupa a unos 40 periòdicos criticosos” acusò directamente al Ejecutivo bolivariano de emplear el control de cambios de una manera arbitraria.
"Casi todos los periòdicos que integran el bloque de prensa tienen 'stock' para aguantar entre 20 y 30 ì­as màs. La mayorì­a de ellos han optado por reducir su número de pàginas, porque Cadivi organismo de control de divisas- presenta retrasos de hasta seis meses en la entrega de dòares", puntualizò.
El caso del 'Correo del Caronì no es elùnico, aunque sèa el màs dramàtico. Por lo menos diez importantes medios regionales, desde la 'Frontera' (estado andino de Mérida), 'El Carabobeno' (estado de Carabobo, tercero màs poblado de Venezuela) hasta 'El Impulso' (estado Lara), entre otros, sólo tienen papel para las pròximas semanas.
En este sentido, la asociación Reporteros Sin Fronteras (RSF), con sede en París, se solidarizó este martes con los periódicos venezolanos por su delicada situaciòn. "Esperamos que el control cambiario no se haya convertido en un medio para penalizar a algunas publicaciones por su línea editorial, como ocurre con la concesiòn de la publicidad oficial", dijo RSF en un comunicado.
Miguel Enrique Otero, presidente y editor del periòdico 'El Nacional' “el màs antiguo del paì­s- explicò que "hay un problema generalizado entre algunos periòdicos porque no obtienen dòlares para comprar insumos". Otero recordò que también se persigue a la prensa crìtica mediante otras prácticas, como utilizar la publicidad oficial para favorecer a los medios gubernamentales o a los que se han subordinado a la voluntad del Ejecutivo.
El paroxismo del desabastecimiento y la falta de insumos en Venezuela llegò hasta el surrealismo durante esta semana, cuando el ministro de Alimentaciòn, Rafael Oropeza, alertò sobre la escasez de papel higiénico, que en los ùtimos dì­as ha estado ausente de los estantes.
La leche, los huevos o el pollo, entre otros alimentos, también desaparecieron de los supermercados venezolanos desde hace varios meses. Y sòlo se consiguen después de un madrugòn, y armarse de paciencia en una fila de dos horas.
Insomma Chavez per combattere chi lo critica fa sparire la carta in modo che i pochissimi giornali del paese, rimasti ancora, magari nelle province, non possano parlare e rendere pubblica la sua dittatura.
Abbiamo bisogno di elezioni in Venezuela, abbiamo bisogno che questo 'pazzo scatenato' lasci il comando del paese. Glielo affidiamo, con tutto il cuore, a Bertinotti che lo definisce 'fratello'. Meditate gente...meditate.

2007/12/11

Diffidate gente..diffidate


Come si fa a definire fratello un volgare razzista con complessi di superiorità e smanie da dittatore? Vorrei vedere se dovesse governare l'Italia cosa ne penserebbero tutti quelli che osannano la sua dittatura.

Il Venezuela antisemita di Chavezdi di DIMITRI BUFFA

Fausto Bertinotti ha spesso definito in pubbliche dichiarazioni il presidente venezuelano Hugo Chavez come “mio fratello”. Ecco da oggi Bertinotti deve sapere che ha un fratello accusato di incoraggiare l’antisemitismo. Anzi di usarlo in chiave di ricerca del consenso nel Venezuela e di giocarlo in chiave di diplomazia internazionale per rafforzare la propria sconcia alleanza economico politica con l’Iran di Mahmoud Ahmadienjad. Che invece è un antisemita dichiarato. L’Anti Defamation League (Adl) di Abraham Foxman ha recentemente pubblicato sul proprio sito internet un nutrito dossier di episodi di antisemitismo contro la locale comunità ebraica di Caracas. L’ultimo oltraggio risale allo scorso 1 dicembre, alla vigilia del referendum istituzionale indetto (e poi perso) da Chavez per tentare di cambiare la Costituzione. Ebbene all’alba di quel giorno il club “La Hebraica” è stato perquisito come se fosse stato un covo di terroristi e narco-trafficanti con un mandato che faceva riferimento ad armi e droga. E’ stato devastato dai poliziotti, più che perquisito, ma, inutile a dirlo, della droga cercata e delle armi nemmeno traccia. Strano che Chavez, amico da sempre dei narco-trafficanti delle Farc, cerchi la cocaina in un circolo culturale ebraico, si sono detti sarcasticamente alcuni osservatori esterni e interni al Venezuela. Che da anni criticano il fatto che il paese sia diventato in realtà il secondo paradiso dei narcos a ridosso della Colombia, dopo la scelta di Chavez di allearsi anche con le Farc nel quadro del famigerato Foro di Sao Paulo. Il dossier della Adl sugli episodi di odio anti ebraico in Venezuela è diviso in nove sezioni, tra cui: Hugo Chavez che supporta l’islam fanatico, Hugo Chavez nelle sue stesse parole, dichiarazioni di istituzioni governative, antisemitismo nei media vicini al governo, dimostrazioni antisemite e vandalismo, gli alleati di Chavez, gli hezbollah in America Latina. A Chavez viene contestato il fatto di aver favorito la diffusione dell’Islam più fanatico tra le tribù povere degli indios, dove già si vedono imam e burqa da anni, e che abbia fatto del Venezuela un porto sicuro per terroristi islamici rifugiati all’estero. Nutritissimo il florilegio delle dichiarazioni antisemite di Chavez durante alcuni viaggi all’estero, tra cui quello in Cina nell’agosto 2006, quando esplicitamente paragonò Israele a Hitler e ai nazisti. Per non parlare di quando, il 30 luglio 2006, in visita ufficiale nell’Iran di Ahmadinejad, parlò di Israele fascista e terrorista e di “un demone che hanno dentro” le persone che vivono in Israele. Poi c’è tutto il capitolo dei giornali sponsorizzati dal governo in cui la campagna antisemita ha assunto accenti più espliciti contro gli ebrei. Basterebbe ricordare la copertina incredibile di “Docencia participativa”, il mensile pedagogico di Chavez per le scuole e le università a Caracas: una bella stella di Davide con dentro circoscritta la svastica nazista e la frase in spagnolo “Nazis siglo XX, Judios siglo XXI, Nuremberg”. Non si contano episodi di violenza veri e propri, di solito ignorati dalla polizia. Aggressioni a esponenti della comunità ebraica venezuelana, profanazione di Sinagoghe e cimiteri. Chavez non si è fatto mancare nulla. E da oggi il suo “fratello” Fausto Bertinotti non faccia finta di non conoscere l’entità delle colpe e dei crimini del “caudillo” di Caracas. E se vuole continuare a chiamarlo “mio fratello”, almeno non dica poi di sentirsi ebreo e di essere amico degli ebrei nel mondo. Alcuni di loro potrebbero rivoltarsi nella tomba.
L'opinione delle libertà

2007/12/08

Acqua sul fuoco

Troppo spaccone e complessi di superiorità questo strampalato guerrero, Chavez, ignorante e rozzo che credeva di poter dominare il mondo, proprio lui che l'ha tanto con l'imperialismo. Occorre allontanarlo dalla scena politica perchè è veramente dannoso.
Scritto da Lorenzo Serva
Da domenica scorsa, questa è la frase più ricorrente per le vie di Caracas. Per la prima volta dal 1998, l’impostazione socialista che il colonnello ha dato alla sua politica ha mostrato una crepa vistosa, tanto più preoccupante quanto inattesa.
Cosa sta succedendo dunque al Venezuela, che sembrava essere diventato l’esperimento più avanzato di populismo socialista del XXI secolo? E perché il comandante, abituato a condurre dalle quattro alle otto ore di diretta sulle reti di stato come fosse una striscia quotidiana, ha avuto un calo di popolarità tanto evidente?
Difficile a dirsi in maniera definitiva ma qualche ipotesi proveremo a farla. Il punto è che le cause sono molteplici, e i dietrologi professionisti hanno tirato fuori teorie davvero strampalate per raccordarle. Chi diceva che la vittoria del presidente sarebbe stata schiacciante come nelle precedenti tornate elettorali aveva parlato di elezioni – farsa; visto l’esito, c’è chi parla ancora di elezioni – farsa, ma in questo caso pilotate per simulare una parvenza di democrazia in un regime che sta riducendo via via gli spazi delle libertà personali. Di sicuro c’è solo il dato inoppugnabile della bassa affluenza alle urne; ha votato solo il 55% dei venezuelani, e il fronte del no l’ha spuntata per una manciata di voti. Con un fair – play fin qui gelosamente tenuto nascosto, Chavez si è complimentato con l’opposizione e ha addirittura ammesso di aver tentato un passo molto audace. Troppo audace, alla luce dei risultati. E in effetti, il pacchetto di riforme costituzionali – tra l’altro - aboliva ogni limite al numero di mandati per lo stesso presidente, riportava la Banca Centrale alle dirette dipendenze del capo di stato e prospettava la rinascita di forme di economia su base statale o addirittura comunale.
A quanto pare, la popolazione venezuelana – con un occhio rivolto a Cuba, l’altro a Miami – ha ritenuto eccessiva la concentrazione dei poteri nelle mani dell’erede spirituale del lìder maximo. Forse hanno pesato le dichiarazioni ricorrenti sull’urgenza dell’attuazione del progetto panamericano. Ma da sole, queste non spiegano una lacuna di voti che lo stesso Hugo Chavez ha quantificato in circa tre milioni. Più probabile che la debacle sia riconducibile alle nuove leve dell’opposizione, che per la prima volta hanno trovato un accordo pre – elettorale. Così, lo stesso invito a votare “No” è venuto anche dall’ex moglie del colonnello e da uno dei suoi uomini di fiducia, attualmente ministro della Difesa, a cui si sono uniti gli studenti dei movimenti universitari. E lo zoccolo duro del presidente, la fasce più povere della popolazione, non se la sono sentite di compiere il grande passo. Resta ora da capire se per il Venezuela si sia aperta una nuova stagione, o se il sogno di Chavez dovrà solo aspettare ancora qualche mese.

2007/12/07

Cacciamo il pagliaccio







E' ora che questo maledetto dittatore lasci respirare il paese, stiamo precipitando nel vuoto.


La svolta in Sudamerica
di Daniele Martino - 6 dicembre 2007
La sconfitta del presidente venezuelano Hugo Chávez sulla riforma costituzionale rappresenta un punto di svolta nella politica latino-americana. Il risultato maggiormente evidente è che Chávez non gode più del consenso totale delle fasce più basse della popolazione venezuelana, gli abitanti dei barrios e delle immense pianure amazzoniche. Ma la sconfitta di domenica è dovuta anche al sempre maggiore isolamento internazionale del «presidente maximo»; il cavallo di battaglia del «socialismo reale del XXI secolo» non riscuote più i diffusi entusiasmi degli anni passati, relegando il Venezuela in una posizione defilata nello scacchiere geopolitico dell'America Latina. I due giganti del Sudamerica, Argentina e Brasile, si sono allontanati da Caracas nell'ultimo anno, in seguito all'intransigenza di Chávez nei confronti degli Stati Uniti; a Buenos Aires il presidente Kirchner, e ora la moglie Cristina, hanno riaperto un dialogo costruttivo con Washington, sintetizzabile in due punti fermi: la rinegoziazione del debito che l'Argentina ha verso gli Usa e, contemporaneamente, lo sblocco di risorse da parte del Fondo Monetario Internazionale per sviluppare l'economia del Paese. Anche il Brasile di Lula ha preso le distanze da Chávez: la grande «amicizia nel socialismo» che i due presidenti proclamarono a Fortaleza nell'aprile 2006 ha perso smalto per le forzature sovietiche che il presidente venezuelano intende adottare nella gestione dell'economia; viceversa tra Stati Uniti e Brasile si è instaurata un'alleanza strategica duratura, che ha i suoi perni nella cooperazione energetica e commerciale.
Ma il colpo più forte subìto dal Venezuela di Chávez è stata la crisi diplomatica con Spagna e Colombia; il «¿Por que no te callas?» del re Juan Carlos al presidente venezuelano è stato il culmine di una crisi latente tra Madrid e Caracas. Se i rapporti con Josè Maria Aznar sono sempre stati pessimi, altrettanto non si può dire della «convergencia socialista» degli anni passati tra Zapatero e Chávez; tuttavia i rapporti tra i due Stati si sono incrinati dopo la vendita, avvenuta lo scorso maggio, di 18 caccia di fabbricazione spagnola alla Colombia, con il Venezuela che ha interpretato la trattativa commerciale delle imprese spagnole come un tradimento dell'alleanza tra Madrid e Caracas. Ciò ha prodotto tensioni diplomatiche che hanno provocato la fine del rapporto privilegiato Zapatero-Chávez ed hanno determinato le accuse di quest'ultimo alla Spagna al vertice latino-americano di Santiago.
La recente crisi diplomatica che ha contrapposto il Venezuela alla Colombia è stata invece la più rilevante in termini di popolarità interna, anche se non si è trattato del primo punto di contrasto tra i due Stati. La Colombia, storica alleata degli Stati Uniti in Sudamerica, ha infatti sempre avversato la politica di Chávez; inoltre Bogotá accusa da tempo Caracas di ospitare al proprio interno le basi della guerriglia comunista antigovernativa. Ma la tensione recente è stata determinata dalle accuse di doppio gioco rivolte da Chávez nei confronti del presidente colombiano, Àlvaro Uribe Velez, in merito al rapimento di Ingrid Betancourt, la candidata alla presidenza colombiana da anni in ostaggio; secondo Chávez, infatti, Uribe Velez non vorrebbe libera la Betancourt. Una fine positiva della vicenda Betancourt, che si ritiene sia tenuta in ostaggio nel Venezuela occidentale, avrebbe significato un colpo d'immagine notevole al presidente venezuelano. Tuttavia le accuse di Chávez hanno provocato lo sdegno di Uribe Velez e soprattutto dei cinque milioni di colombiani con cittadinanza venezuelana che vivono in Venezuela: il risultato è stato il voto contrario dei colombiani alla riforma costituzionale, che si sono uniti al fronte di opposizione anti-Chávez costituito dalla parte più vitale ed emancipata del Paese, vale a dire la Chiesa Cattolica, la borghesia, gli studenti e i professori universitari. Infatti i colombiani residenti in Venezuela sono (o, meglio, erano) sempre stati pro-Chávez, anche perché molti di essi sono esuli in Venezuela per motivi politici.
La sconfitta di Chávez sul referendum costituzionale è stata determinata dai gravi errori del presidente venezuelano in politica interna e internazionale. Ora, infatti, gli unici alleati del Venezuela all'estero rimangono Cuba, che continua ad assicurare «sostegno ideologico» a Caracas, e la Bolivia del «socialismo indigeno» di Evo Morales. Insomma, il Venezuela è sempre più isolato; e Hugo Chávez è sempre più solo.
Daniele Martino


A proposito dell'articolo di Carotenuto che non dice tutta la verità






CACCIATELO A QUESTO MOSTRO!





2007/12/04

La disfatta di Chavez

Da 'Corriere della sera .it' ecco un esempio di chi non ha le fette di salame davanti agli occhi e chi non nasconde il sole con un dito.

di Sergio Romano
Il referendum fallito di Hugo Chávez è più di una battaglia perduta. Il presidente venezuelano ha ambizioni continentali e internazionali. Non è soltanto un caudillo nazional-populista, nello stile di altri leader che hanno conquistato il potere in America Latina. È convinto di essere un modello per il continente e di potere recitare sulla scena mondiale un ruolo «anti-imperialista» simile a quello che Fidel Castro ebbe per qualche decennio. I suoi viaggi a Cuba non sono soltanto manifestazioni di amicizia per l’amico malato. Sono pellegrinaggi destinati a creare la convinzione che il colonnello paracadutista sarà, con altro stile e altri mezzi, l’erede, il successore, l’esecutore testamentario del «líder máximo». Il «socialismo bolivariano» è una categoria ideologica imprecisa, priva di qualsiasi rigore scientifico, farcita di affermazioni retoriche e dichiarazioni roboanti. Ma ha il pregio di essere la versione indigena delle ideologie europee, di stare al marxismo come la santeria e altri culti nativi del continente stanno al cristianesimo. Le bordate contro gli Stati Uniti hanno assicurato a Chávez la simpatia di larghi settori del continente latino-americano. Le promesse e i benefici sociali hanno conquistato la piccola borghesia, i campesinos, i miserabili delle favelas, di una parte della funzione pubblica e i quadri inferiori delle forze armate.
La modifica della costituzione avrebbe rafforzato i poteri presidenziali, gli avrebbe permesso di restare indefinitamente al vertice dello Stato e, soprattutto, lo avrebbe reso indipendente dal fattore che ha maggiormente contribuito al suo successo: il vertiginoso aumento del prezzo del petrolio.
Avremmo assistito nei prossimi mesi alla nascita di uno Stato nuovo, assemblato, come certi sincretismi religiosi, con alcuni degli ingredienti che hanno caratterizzato i regimi autoritari e totalitari del Ventesimo secolo: controllo dei mezzi d’informazione e degli altri poteri istituzionali, fra cui quello della Banca centrale, eliminazione o asservimento dei partiti politici, dirigismo economico, educazione «civica » della gioventù, culto della personalità, liturgie di regime.
È probabile che Chávez non abbia rinunciato alle sue speranze. Accetta l’esito delle urne, ma spiega il voto sostenendo che l’opinione pubblica è stata influenzata da una forte campagna internazionale, ovviamente americana, e che Fidel Castro lo aveva ammonito. Non si dichiara vinto e aggiunge che l’alta percentuale dei sì (circa il 49%) è comunque un importante «passo politico». Vi saranno altre prove di forza, quindi. Ma Chávez non ha osato contestare il risultato delle urne (come il perdente usa fare, ormai, in tutto il mondo). Il fallimento della riforma costituzionale dimostra l’esistenza in Venezuela di una opposizione che può ostacolare i programmi del presidente e, forse, sbarrare la strada al suo grande disegno.
Lo smacco subito domenica scorsa avrà parecchie ripercussioni, soprattutto in America Latina.
Molti leader hanno coltivato l’amicizia di Chávez soprattutto per due ragioni. La sua generosità petrolifera e finanziaria si è dimostrata provvidenziale per i Paesi in gravi difficoltà, come l’Argentina di Nestor Kirchner, la Bolivia di Evo Morales, la Cuba di Fidel Castro. E il suo ruolo di paladino anti-Usa, soprattutto dopo l’elezione di Bush alla Casa Bianca, ha risvegliato gli spiriti nazionalisti del continente latino-americano. Ma è difficile immaginare che Luiz da Silva in Brasile, Cristina Fernandez de Kirchner in Argentina, Michelle Bachelet in Cile, Tabaré Vazquez in Uruguay e Alan Garcia Pérez in Perù siano oggi disposti a tollerare con la pazienza di ieri gli umori e le sortite ideologiche del colonnello paracadutista di Caracas. Ed è probabile d’altro canto che altri Paesi, dall’Iran alla Cina, tratteranno il Venezuela, d’ora in poi, come un utile partner commerciale, e non più come un lontano cugino ideologico. Esiste ancora un fenomeno Chávez, ma il «modello» è più pallido, meno smagliante e attraente per gli amici, meno minaccioso per i nemici.

Venezuela libre



Helena Sanchez de Caracas dice:
“ mintieron diciendo que la diferencia es poca. Lo que pasa es que escondieron muchos votos. Dieron la noticia a las 2 de la mañana porque querían hacer trampa, como siempre. Cuando vieron que los votos eran demasiados tuvieron que decirlo”.

Venezuela necesita serenidad y libertad, no más palabras y locos que quieren acabar con nuestro pais, los locos tienen que ser curados y no pueden decidir del futuro del pais. No podemos seguir soportando a ese chiflado, necesitamos votar ya.
CdF
Ha perso due volte il dittatore, la maggioranza gli ha detto 'NO' e i suoi l'hanno tradito non andando nemmeno a votare, nonostante abbia svegliato la gente di notte con musica e fracasso per le strade, era convinto di vincere. La sua dittatura comincia a sfasciarsi. Togliti dai piedi Chavez, fai respirare il nostro paese.

2007/12/03

Chavez perde e si traveste


Il popolo venezuelano esulta, il dittatore ha incassato una bella sconfitta, ha vinto il no. Per tutta la giornata ci ha fatto credere che stava vincendo alla grande in modo da influenzare il voto di chi doveva ancora votare.Chissà cosa gli passi per la testa pazza che si ritrova. Comunque la sconfitta è stata alta ma lui, ancora una volta cerca la consolazione e dice di aver perso per poco. Tutte balle, come lui! Speriamo che ora succeda qualcosa e che questo despota lasci respirare il paese, allontanandosi per sempre!

2007/11/30

Vota NO



Cuidado....mantén tu libertad

Miles de personas que se oponen al proyecto de reforma constitucional propuesto por el presidente de la República, Hugo Chávez, marcharon hasta la avenida Bolívar de Caracas para participar en el cierre de campaña por la opción del NO.Estudiantes y personas de diferentes edades salieron de cinco puntos de la ciudad portando pancartas y coloridas indumentarias, a través de las cuales expresaban su rechazo al texto de reforma que será sometido a referéndum el domingo 2 de diciembre.La avenida Bolívar se llenó de la multitud que fue animada por los líderes del movimiento estudiantil y los dirigentes de diferentes partidos políticos de oposición. La manifestación transcurrió total normalidad.

Genitore 'mamma' in difficoltà



Aiutarti sarà difficile, e nessuno come i tanti papà che hanno vissuto la tua situazione, ancora peggiore perchè senza nemmeno avere i propri figli vicino, possono capirti tanto.
Non crollare, i tuoi figli ti amano.
Un abbraccio
Cdf


Salve,

sono Roberta di Alba (cn),43 anni con due figli: Marco 16 anni e Giulia 12.

Sono disgustata per come vengono trattate le separazioni quando ci sono di mezzo dei figli.
Il marito, che per anni ho sopportato le sue prepotenze, ha deciso di distruggermi psicologicamente anche da separato, citandomi in giudiziale.

Mi sono ritrovata sola in una casa da gestire e due ragazzi molto bravi ma stanchi delle continue urla del padre nei miei confronti. Volevo lavorare e cambiare casa!!!
Trovandosi con una moglie diversa (come diceva lui) che cercava di uscire dalla routine di casalinga, ha incominciato a mandarmi lettere di separazione ed io per due volte l'ho fatto tornare..
L'ultima, mi aveva sbattuto una porta sul viso causandomi un ematoma. Il tutto di fronte alla bambina!
Negli ultimi anni non faceva che dirmi di essere da curare, mi umiliava di fronte ai figli e tutti ora ha raggirato avvocati e giudice.
Ho allevato due figli credo, con tanti valori, eccellenti a scuola, nel sociale, nelle attività, il tutto rinunciando ad ogni mio interesse ed ora mi ritrovo descritta come una pazza!
Non ne posso più, per mettermi contro i figli, ha detto a loro che in passato volevo ucciderli, che mamma è da curare, che ho l'amante, etc.
Come si fa ad essere così crudeli? Nella separazione, il suo avvocato non ha fatto altro che aizzare guerra in modo da prolungare i tempi, guadagnare e rovinare una famiglia.
Una donna giudice che non mi ha mai sentita, se intervenivo alle accuse fatte dalla controparte, mi dava della gallina. Quando esponevo le difficoltà nel gestire i figli con i loro impegni extra scolastici, lei mi ha risposto che magari li stresso!. Possono stare a casa ed io lavorare.
Cercavo in tutti i modi far mantenere ai figli lo stesso stile di vita tenuto in precedenza..Perchè sono loro che devono rinunciare alle attività, non devono più essere seguiti per colpa dei genitori dementi?
Quando trovavo un occupazione lavorativa a part-time, il padre non teneva i figli quando non c'ero, facendo in modo di sfinirmi e perdere e perdere il lavoro.
Da 16 anni non ho mai avuto mezza giornata libera e nei due anni di separazione, appena riuscivo a persuadere i figli a frequentare il padre, questi mi tornavano a casa piangenti o nervosi.
Sono grandi e distinguono il giusto e lo sbagliato.Forse vedono che non merito simile trattamento...

PRIMA UN MARITO CHE MI IMPEDIVA DI LAVORARE ED ORA TERMINE A TROVARE OCCUPAZIONE!
Sono stata citata in giudiziale perché non ho accettato il termine per lasciare la casa coniugale e per trovare lavoro!
Non crede che l'avv. di mio marito sapesse benissimo che tale termine non poteva essere imposto? Io mi sono ammalata per aver dovuto mettere la nostra vita nelle mani di un giudice, un marito che diceva alla figlia: sarà il giudice a decidere! MA SIAMO PAZZI? NON ESSERE IN GRADO COME GENITORI A GESTIRCI PER L'ESCLUSIVO BENESSERE DEI FIGLI?

Tutti i sacrifici fatti in questi anni per far si di avere figli educati e sereni , svaniscono ora con questa guerra spietata, senza pietà per i ragazzi.
i figli vengono sempre intromessi dal padre in problemi personali e questi non lo sopportano più! Ho un bisogno estremo della sua collaborazione non potendo contare su aiuto di genitori, ma lui ogni volta gli ricorda che la madre lo picchiava, lo umiliava...ovviamente tutto falso.
Il giudice non vuole sentire i figli, ma quando non c'è il buon senso vorrei intervenisse un assistente sociale o una psicologa dalla quale, i figli possano sfogare i propri sentimenti.Sono stata all'ospedale dalla psicologa infantile ma, questa ha detto di poter sentire i figli solo se è richiesto dal giudice.

Sta giocando il padre sull'equilibrio psicologico dei figli pensando di rovinare la madre. Ma, chi si occuperà di loro se crollerò?

Nel mio caso, gli avvocati si sono trovati in prima dell'udienza con la giudice ed il mio avvocato non ha saputo o voluto mettere in luce la descrizione fatta da mio marito sulla mia persona.
NON sono così e sto veramente crollando.. gli avvocati pensano solo ai soldi. VERGOGNOSO!
Ora dopo due anni, nei quali sperava di darmi un addebito, vedendo che nulla è fattibile essendo io una persona onesta che ha vissuto per la famiglia, chiedono consensuale, dandomi ciò che giustamente chiedevo due anni fa, senza andare in giudiziale, dove le garantisco sono stata umiliata in modo disumano.
Ovviamente il ritiro della mia querela e oltre a tutto il veleno che hanno rovesciato su di me, devo ancora 10.000 euro per la giudiziale chiesta dal marito!
LE SEPARAZIONI NECESSITANO PIU' DELICATEZZA E NOI CITTADINI NECESSITIAMO DI PERSONE CHE RAPPRESENTANO LA GIUSTIZIA PIU' PREPARATI NEL TRATTARE SITUAZIONI MOLTO DELICATE: I FIGLI.

MI DICA UNA PAROLA CHE POSSA CONSOLARMI, PER FAVORE.

DISTINTI SALUTI.
ROBERTA
(Scrivete a Roberta le inoltrerò le lettere)

2007/11/29

Le manie di superiorità

Come ogni buon dittatore ama decidere su tutto ma non sopporta se qualcuno la pensa in maniera diversa da lui. Ora, poi, è convinto che la CNN inciti il pubblico ad ucciderlo, ci sarebbe da ridere della stupidità di questo uomo dittatore e ignorante ma c'è poco da dicertirsi de pensiamo che milioni di persone sono vittime dei suoi capricci e tutti i venezuelani che sono fuori dal paese devono pensarci mille volte prima di decidere di rientrare in quell'inferno di delinquenza, privazioni e mancanza di libertà.
Cdf
Caracas, 20:11
VENEZUELA: CHAVEZ, "LA CNN INCITA ALLA MIA ELIMINAZIONE"
E' imbarazzo al quartier generale della Cnn a Atlanta. La rete al news statunitense e' stata costretta a scusarsi per la gaffe commessa dal notiziario in spagnolo che martedi' ha trasmesso un servizio in cui sopra un'immagine di Ugo Chavez era apparsa la scritta "Chi l'ha ucciso?". Il presidente venezuelano, sotto pressione in patria per il delicato referendum istituzionale di domenica, e senza riserve antiamericano ha accusato la Cnn di voler "istigare (qualcuno) a uccidermi" e ha ordinato alla magistratura di aprire un'inchiesta Il vicepresidente dell'edizione in spagnolo della CNN, Christopher Crommett, ha spiegato che per errore si erano sovrapposte le immagini di Chavez con il titolo del servizio successivo sull'omicidio del campione Usa di football, Sean Taylor.

2007/11/25

Chavez non se ne andrà mai!




Per sua volontà non accadrà mai e, benché dica che nel caso di sconfitta elettiva lascerebbe nel 2012 cercando (lui) chi potrà sostituirlo puzza di fregatura.

CARACAS - Hugo Chavez ha ipotizzato per la prima volta di abbandonare la presidenza del Venezuela a fine mandato, in caso di una vittoria del "no" nel referendum costituzionale in programma il 2 dicembre prossimo. "Qualora dovessimo perdere - ha dichiarato ieri a Caracas il capo di Stato, secondo il quotidiano argentino La Nacion - dovremmo iniziare a pensare a chi potrà sostituirmi quando nel 2012 scadrà l'attuale mandato". (Agr)
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Papà Bocelli


Un padre ha gli stessi diritti di una madre! Un figlio ha diritto ad avere entrambi i genitori.
Ecco la nuova canzone di Andrea Bocelli
IO CI SARO'
Amore mio forse sai
che domani non mi troverai
non mia la colpa
la vita che mi porta via da te
ogni volta che sentirai
un pianoforte ti ricorderai
le nostre ore insieme a giocare
e ascoltare musica
ma io ci sarò
se soffrirai
accanto a te mi troverai
se vorrai
con il tempo, scoprirai
che l'Amore viene e se ne vama c'è un solo Amore
che non muore
e che col tempo crescerà
un vento di maestrale
che improvvisamente
il cielo schiarirà
ma io ci sarò
e se sarai felice
al cielo griderai
io non me ne andrò
e nei momenti tristi
accanto a te saròe se vorrai
io accanto a te sarò!
Lyrics: Andrea Bocelli/Eugenio FinardiMusic: David Foster/Walter Afanasieff
(Feat. Lang Lang on Piano)

2007/11/23

Il tribunale dei minori

E' poi così preciso il lavoro svolto e/o commissionato dai tribunale dei minori a tutela dei bambini? Un mio vecchio articolo dedicato a questo argomento ha avuto moltissime repliche e mi pare che tra la gente ci sia una grande sfiducia soprattutto a carico degli assistenti sociali. Qual è la tua esperienza? Scrivi il commento, prossimamente li pubblicheremo tutti, in modo da rendere noto, a chi ancora non lo sapesse, quali siano le gravissime pecche sulla pelle dei bambini.
Sono stato contattato da alcuni uffici stampa di varie sezioni di partiti politici. Tutti hanno espresso segnali di condivisione per il pensiero riguardo gli assistenti sociali e il tribunale dei minori. Bla, bla,bla,bla e bla! Non credo, in ogni caso, di aver detto nulla di nuovo rimarcando il fatto che, se vogliamo veramente prenderci cura dei minori e assicurar loro serenità, bisogna, assolutamente, rendere effettiva e ‘applicata’ la legge sulla bigenitorialità. Partiamo dai figli, pensiamo a loro.
Il tribunale dei minori, visto che non si è preoccupato mai dei danni psicologici arrecati ai bambini, andrebbe trasformato, vivisezionato e sparpagliato, lasciando libertà d’azione e di decisione a un tribunale ordinario che segua, attentamente, alcuni criteri importantissimi che cercherò di elencarvi.
Cominciamo con l’organizzare i famosi percorsi psicologici della famiglia a rischio, in modo che i minori non corrano rischi di nessun tipo. Non parliamo più di limiti di responsabilità, di fronte ai bambini siamo tutti responsabili e senza alcun limite.

1) Che ci sia equità di diritti e di doveri tra i due genitori, anche se separati. Un incontro, una reale mediazione valorizzata dal fatto che ambedue sono allo stesso livello per un figlio. Non deve esistere un genitore di serie A e uno di serie B.
2) Applicazione immediata dell’affido condiviso. Cosa significa che il giudice valuta? Si applica da subito per tutti e due i genitori e poi, se uno dei due risulta essere indegno, con tanto di documenti e prove certificate, allora, solo in quel caso, si dovrebbe prevedere un affido unico. Senza dimenticare che l’altro coniuge dovrebbe essere seguito psicologicamente in modo che non nascano ostilità pericolose.
3) Prevedere percorsi psicologici, monitoraggi accurati della famiglia in esame. Seguire lo stato dei bambini anche dopo l’affidamento istituendo, presso il tribunale ordinario, una sezione dedicata alla famiglia. Controllando tutte le istanze e valutando l’attendibilità delle dichiarazioni da parte dei coniugi, onde evitare che una donna o un uomo accusi il coniuge per pura vendetta. Salvaguardando questo salvaguardiamo i bambini. Le varie ASL dovrebbero rendere disponibili psicologi e psichiatri ai magistrati. Percorsi psicologici a cura di assistenti sociali e psicologi motivati e altamente preparati.
4) Controllo dell’operato di giudici, magistrati e avvocati, in modo che, nel delicato mondo dei minori, nessuno abbia un potere assoluto di vita e di morte sugli altri.
5) Chi salvaguarderà i diritti del minore?Anche i figli hanno bisogno del loro avvocato, che in questo caso potremmo chiamare ‘tutor’. Una persona che non si interesserà dei diritti dei genitori ma esclusivamente di quello dei figli. Che non abbia legami né con la madre né con il padre. Interessi di natura umana, psicologica ed economica. Si fa un gran parlare di diritti del minore ma non si è mai pensato che gli unici a non essere rappresentati per niente sono proprio loro.
6) Un altro punto di cui mi vorrei parlare nei prossimi mesi è il dramma della sottrazione dei minori.

Cosa ne sappiamo della reale sofferenza dei minori abbandonati a sé stessi proprio dal tribunale dei minori? Chi punirà le colpe di superficialità di alcuni assistenti sociali? Andrebbero messi sotto analisi per aver scelto un mestiere che nulla ha a che fare con la superficialità insieme a chi li ha legittimati a farlo.
Dov’è il tribunale dei minori nei milioni e milioni di casi in cui si è solo limitato a non applicare la legge sull’affido condiviso e dov’è stato quando, privato un bambino di uno dei genitori, subito dopo, si è lavato le mani senza considerare il danno che aveva generato?
Non me ne può fregare di meno dei voti alle elezioni, fintanto che non ci sarà qualcuno che a prescindere senta l’urgenza di pensare, veramente, ai minori, la politica sarà soltanto bolle di sapone. Aspettiamo di conoscere le responsabilità delle istituzioni in tutti i casi di sofferenza infantile come nel caso dei fratelli di Gravina, della piccolo morta di stenti in Puglia e di molti altri casi che hanno scandalizzato l’opinione pubblica ma sono finiti nel dimenticatoio.
Urge monitorare costantemente il diritto di famiglia cominciando da quello dei minori. Subito! Altrimenti si continuerà a nuocere i bambini, quindi il futuro e di conseguenza anche te!
Cosmo de La Fuente

2007/11/22

Venezuela saudita




Chavez, il balsamo e le ferite del populismo
Caudillo militar-nazionalista, «petro-jihadista», reincarnazione di Peròn, tiranno marxista-leninista, un Che Guevara pacifista e vindice dei poveri, capo di una satrapia corrotta grazie alle rendite de La Petroleos de Venezuela. L'identità del presidente del Venezuela, Hugo Chavez Frias, è un'ossessione per chi lo detesta, lo ama o ne è stato deluso. Per la Chiesa di Caracas come per i commilitoni del Corriere della Sera si tratta di una vecchia storia. Sotto nuove vesti, nel «Venezuela saudita» sarebbe tornato lo spettro del dispotismo «socialista». Allarme e inquietudine sono doverose. Il ventilato progetto di riforma costituzionale (col mandato vitalizio, fino al 2018, al presidente in carica, la contrapposizione tra assemblee «popolari» e organi parlamentari, ecc...) distilla un acre aroma di centralismo. Forte la seduzione per il partito unico. I consiglieri di Castro, di casa nei palazzi di Miraflores, glielo suggerirono sin dal 2001. Non si stenta crederlo. Ma anche i critici di Chavez, dalle colonne de El Nacional, non possono passare sotto silenzio che nel Paese esiste la libertà di stampa (anche dell'opposizione). Non ci sono prigionieri politici, e si vota in maniera regolare.
Il tenente colonnello mulatto, dopo il fallimento del golpe che nel nel 1992 contribuì a guidare dando l'assalto alla residenza presidenziale, ha vinto tutte le consultazioni con oltre il 60% dei voti, compreso il referendum revocatorio promosso dai suoi avversari per disarcionarlo. Tra i testimoni della legalità delle procedure ci fu l'ex inquilino della Casa Bianca Carter, alla testa della commissione di osservatori internazionali incaricati di monitorare l'evento. E' fuori dubbio, comunque, che Chavez non abbia nulla a che spartire con i sistemi politici e le regole del gioco della democrazia liberale. Basti pensare al decreto emanato subito dopo l'insediamento come presidente per cortocircuitare, via referendum, il parlamento (dove Chavez poteva contare solo sul 20% dei deputati) attraverso l'elezione di un'assemblea costituente. Avrà dalla sua il 95% degli eletti, ma il plebiscito non attenua il colpo inferto alle regole istituzionali della rappresentanza. I programmi educativi non mancano di una valenza pedagogica, cioè sono anche veicoli di indottrinamento. Alla cubana. La stessa creazione dei Circoli bolivariani, finanziata con risorse pubbliche, serve a introdurre strutture di controllo politico nel corpo sociale. E suona molto caudillista e poco democratica la militarizzazione degli spazi una volta civili.
Ma la distanza dalle forme della democrazia politica non è un privilegio di Chavez. In America Latina, pur con grandi differenze da Paese a Paese, quelli della cultura liberaldemocratica sono modelli e valori declinanti. La chiave per capire la ripresa su scala continentale dei temi identitari, un'agitazione ostile agli Usa di prorompente euforia, un anti-imperialismo rovente e sdegnoso, a Caracas come a Rio de Janeiro o La Paz (dove si è insediato un capo di Stato di origine india, Evo Morales Aima) non può essere Tocqueville né Marx. Piuttosto il libertador Simon Bolivar. Sta montando, in suo nome, un nazionalismo rivoluzionario. Come ha scritto lo stesso Chavez, che se ne fa usbergo ossessivo (fino a dedicargli, il 15 novembre 1999, con il varo della nuova Costituzione, la Repubblica Bolivariana di Venezuela), ha dissolto «la frontiera tra sinistra e destra».
Chavez in Venezuela e Morales in Bolivia sono figli degli esiti disastrosi, se non del fallimento, del modello politico ed economico neo-liberista che negli anni Novanta l'America Latina perseguì con la disciplina e il fervore del primo della classe. A differenza della Gran Bretagna, il principio tatcheriano «There is no alternative» si è tradotto in quello che si vede nelle strade di Buenos Aires, las hoyas populares (alla lettera «il bollito popolare»), cioè la diffusione delle mense per chi ha un reddito minimo o non ce l'ha proprio. In 10 anni quelli sotto la soglia di povertà sono aumentati di 20 milioni. Nei rapporti di cooperazione internazionale si è passati dal sogno di creare un'area di libero mercato di 800 milioni di persone (dall'Alaska alla Terra del Fuoco), alla sindrome della sardina e il pescecane. La metafora, classicamente di sinistra, allude ai recenti trattati di libero scambio bilateralmente negoziati tra Usa e singoli Stati latino-americani.
Demagogia (ad alto tasso istrionico, anche grazie alle straordinarie capacità di comunicatore, con messaggi a reti unificate) e populismo aggressivo nell'autocrazia di Chavez? Certamente questo ufficiale golpista nel 1989, cospiratore (a vent'anni diede vita all'Esercito di liberazione del Popolo del Venezuela), nazionalista nemico delle oligarchie e degli Usa come di Pinochet, formatosi sui modelli di cambiamento sociale (del peruviano Alvarado e del panamense Torrijos) resta un campione dell'antipolitica. Ecco qualcuno dei suoi slogans: «Non sono comunista, ma non sono anticomunista». «Non sono di sinistra né di destra». «Sono bolivariano», ecc... Dopo avere commesso errori di infantilismo estremista nell'alienarsi il consenso del ceto medio, della Chiesa, di una parte del mondo imprenditoriale, dei sindacati e dei militari, si è allineato, senza demordere dal nepotismo presidenziale, all'opinione pubblica del suo Paese. Ogni volta che il mercato dell'oro nero flette gli elettori suonano la campane a morto contro la metastasi della corruzione del sistema bipartitico Dc-Socialdemocrazia. Ma le formule e gli schemi interpretativi appaiono deboli, se non ininfluenti, agli stessi oppositori di Chavez. E' il caso del fondatore del Movimento al Socialismo Teodoro Petkoff: «Le implicazioni negative del concetto di populismo non significano nulla per coloro che, immersi nella povertà e nella miseria, ricevono uno stipendio, sia pure modesto, però distribuito capillarmente, per alfabetizzarsi, studiare, imparare un mestiere: e questo è un elemento che merita attenzione,quando si programmano interventi sociali di emergenza».
In un recente, ampio volume redatto da due giornalisti del quotidiano di Caracas El Nacional, ostile al governo, alla domanda su quale sia la fonte del consenso di cui egli continua a godere, la risposta è la sguente: «Il legame affettivo e religioso ch'egli stabilisce con i settori popolari del Paese». Certamente la divisione nel giudizio su Chavez ha polarizzato le posizioni, ma «non ha diviso omogeneamente il Paese. Non c'è una linea divisoria tra ricchi e poveri, tra bianchi e neri». Sono i balsami del populismo. E' dubbio che possano curare le ferite gravi che, per accelerare la marcia a tappe forzate verso il «socialismo del XXI secolo», comporterà il controllo della Corte suprema di giustizia e del Consiglio nazionale elettorale. Una democrazia a rischio, dunque, quella venezuelana. Ma il ruolo e la figura di Chavez non possono essere ridotti ad una caricatura.
Salvatore Sechi
Eppure a Bertinotti piace tanto....

2007/11/21

QUE SE APAGUE CHAVEZ


No si tratta più di politica, di cosa abbia detto o fatto di giusto contro l'America o contro la Spagna, stiamo parlando della libertà negata a un popolo, quello venezuelano. Non possiamo e non vogliamo rimanere schiacciati da quella che oramai è una dittatura, nessun essere umano deve sopportare questo ed è per questo che chiediamo che Chavez se ne vada per sempre.

E' furioso ed è pieno di sé, non possiamo rischiare anche di invischiarci nel terrorismo internazionale perchè lui sta stringendo accordi proprio con loro.

Viva la libertà e che questo pazzo scompaia per sempre dalla scena politica mondiale.

Per quello chiediamo : - que se apague Chavez -

Spegnetelo!



IL BUFFONE VUOLE DI PIU'


Chavez al re di Spagna: non sono una scimmia
21 Novembre 2007
Il presidente venezuelano Hugo Chavez, sull'aereo che lo ha portato ieri sera da Parigi a Lisbona, è tornato sulla polemica con re di Spagna Juan Carlos.
"Voleremo sopra la Zarzuela, il Palazzo reale spagnolo, spero non mi sparino", ha detto scherzando Chavez.
La polemica si riferisce agli episodi accaduti nel corso dell'ultimo Vertice Iberoamericano. Nella seduta conclusiva del vertice Chavez aveva piú volte definito l'ex Primo ministro spagnolo Jos‚ Maria Aznar "fascista". Nel discorso di replica il premier spagnolo Jos Luis Rodriguez Zapatero aveva chiesto rispetto per chi pur essendo su posizioni politiche opposte era stato eletto democraticamente, venendo interrotto piú volte dal presidente venezuelano. A questo punto è intervenuto il re Juan Carlos, visibilmente irritato, che ha invitato il leader bolivariano a stare zitto.
"Ha avuto fortuna perchè‚ non l'ho sentito, altrimenti gli avrei buttato la corona per terra", ha continuato Chavez, secondo il quale il monarca ha perso la pazienza "perchè‚ sentiva parlare da ore l'indio Evo Morales, l'indio Daniel Ortega e l'indio Chavez: non ci zittiremo mai, continueremo a dire la verità anche se dovessero perdere la pazienza mille re".
Il leader bolivariano ha inoltre affermato di aver ricevuto richieste da Madrid per formare un comunicato congiunto di riconciliazione: "Non lo accetto, è a me che si è mancato di rispetto, non lui; ora vogliono far sembrare che "la scimmia" Chavez ha aggredito il re".


Ma voi, italiani, lo accettereste un capo di stato assoluto e dittatore che non sa nemmeno parlare per via della sua ignoranza? Un tipo di quelli che vedete a Zelig per ridere.... insomma... un caprone.

2007/11/19

Il rivale di Fini si chiama Gaucci



Gaucci pare sia disperato, la Tulliani l'ha lasciato quando ha saputo la lieta novella. E' l'ex patron del Perugia ed ex fidanzato di Elisabetta Tulliani, la fidanzata attuale di Gianfranco Fini. Voci di corridoio raccontano che Eli sia stata l'avventura di una 'volta' galeotta, rimasta (volutamente) incinta, ora si è assicurata un futuro accanto a Fini che sicuramente dovrà salvare la faccia. Caro Gianfranco, capita a tutti prima o poi. Non sai nemmeno fingere bene, non farti vedere con quella faccia lunga e triste. Andata male l'avventura, ma gli errori si pagano, anche in Euro.

Auxilio: non lasciamoli fare




IRAN-VENEZUELA: CHAVEZ A TEHERAN DA AHMADINEJAD
Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, e' arrivato in Iran per una visita che rafforzera' l'alleanza con l'Iran. Chavez, che e' accompagnato da una nutrita delegazione -tra i cinque ministri, quello degli Affari esteri, dell'Industria e del Petrolio- esaminera' con Ahmadinejad "questioni regionali ed internazionali di interesse comune", secondo l'agenzia Irna. Dunque si rafforza l'asse tra i due Paesi, acerrimi rivali degli Stati Uniti e che sono stati protagonisti del vertice dell'Opec appena concluso a Riad. Nella riunione, Chavez e Ahmadinejad hanno confermato l'alleanza contro "l'imperialismo", sollecitando un ruolo politico per l'Opec, in modo da proteggere gli interessi dei Paesi aderenti al cartello. Il presidente venezuelano ha anche ripetuto il suo appoggio all'Iran nel contenzioso creato dal programma nucleare del 'regime degli ayatollah'; e ha avvertito che il prezzo del petrolio puo' arrivare a 200 dollari se gli Stati Uniti lanceranno un attacco alla Repubblica Islamica. Ahmadinejad invece ha escluso di utilizzare il petrolio come "arma" in caso di guerra con gli Usa, ha detto che l'attuale prezzo del greggio e' inferiore a quello reale e ha chiesto di utilizzare un'altra moneta per la vendita del petrolio perche' l'indebolimento del dollaro si riflette negativamente sugli interessi dei Paesi esportatori. Nel corso della sua breve visita a Teheran -non piu' di cinque ore- e' previsto che Chavez firmi una serie di protocolli per rafforzare i rapporti economici e politici bilaterali.

2007/11/17

Ciò che nasconde il tribunale dei minori


A seguito di un commento sconcertante al mio articolo, lo ripropongo con la speranza che qualcuno aiuti a gettare luce.

Mi sono rivolto a uno specialista laringoiatra perché visitasse la mia bambina sofferente di iper adenoidismo e tonsillite.Mi aspettavo che questo medico si occupasse dei problemi dei suoi problemi di salute in maniera accurata e approfondita e che mi seguisse nell’eventuale decorso postoperatorio. Fui soddisfatto. Ancora oggi, che sono passati tre anni dall’intervento, egli controlla regolarmente che tutto sia andato a posto e, soprattutto, che non vi siano problemi di altro tipo derivati dall’operazione. Questo medico ha fatto il suo dovere.Quando qualcosa non funziona in casa valutiamo a chi rivolgerci: un elettricista, un fabbro o un idraulico, dipende dal tipo di guasto. Se, per esempio, un elettricista ripara un interruttore e dopo due giorni questo torna a guastarsi, sarà lui a risponderne garantendoci un nuovo intervento in maniera gratuita. Peccato che non sia così semplice quando parliamo di bambini.Esempi banali possono rendere l’idea se adesso, fermandoci cinque minuti a riflettere, ci porgiamo alcuni interrogativi in merito all’operato del Tribunale dei minori che, a differenza del Tribunale ordinario, dovrebbe essere l’organo specializzato e preposto a tutelare il benessere dei figli e, di conseguenza, dei loro genitori. Ma andiamo per gradi. Chi è Rosa Carlucci, la mamma dei fratellini di Gravina di Puglia? Il paese mormora che sia una donna senza anima. Non saremmo invece di fronte all’ennesimo caso di bambini sistemati e mai più seguiti dal tribunale dei minori che ne aveva deciso le sorti? Che fine hanno fatto gli assistenti sociali che avrebbero dovuto garantire la serenità dei minori? Questa donna, Rosa, vista come un essere senza sentimenti, come ha vissuto il fatto che i suoi figli siano stati affidati soltanto al padre? Il tribunale dei minori ha provveduto in qualche maniera ad assicurare un percorso psicologico dei genitori, soprattutto di quello non affidatario, inmodo che questi ragazzi non dovessero correre dei rischi?Non sappiamo un bel niente. Non siamo ancora al corrente di dove si trovino Francesco e Salvatore, ma una cosa è certa, qualcosa in quella famiglia ‘scoppiata’ non funzionava, un piccolo ingranaggio dell’illusorio meccanismo del ‘tutto a posto’ non ha funzionato e, ancora una volta, due innocenti ne sono andati di mezzo.A questo punto la domanda sorge spontanea. Qual è la differenza tra il tribunale dei minori e quello ordinario? Il primo dovrebbe accertarsi che i minori vengano ‘veramente’ tutelati, assicurando loro l’effettiva e immediata bigenitorialità e, nei casi in cui motivi provati rendano impossibile l’affidamento condiviso perché, per esempio, uno dei genitori è indegno, dorebbero essere doppiamente seguiti a tempo indeterminato. Cosa ne sappiamo di come possa reagire un padre o una madre a cui viene tolta la potestà genitoriale? Bisognerebbe assicurare, per esempio, un percorso psicologicoper genitori e figli onde evitare che accadano fatti incresciosi di cui conosciamo soltanto l’epilogo ma non i motivi scatenanti. Ci scandalizziamo che i due fratelli avessero i pidocchi e nessuno si fosse curato di disinfestarli.Non si conosce il colpevole della sparizione dei fratelli di Gravina ma molti puntano il dito sulla freddezza materna. E’ facile addossare colpe ma noi non sappiamo molto. Ancora una volta, secondo il mio modesto punto vista, il lavoro eseguito del tribunale specifico incaricato alla sorte di minori è rimasto a metà . Non si può decidere di affidare a un solo genitore un minore e passare al caso successivo senza considerare l’eventualità di aver sfasciato un equilibrio dimenticando di verificare, negli anni a venire, che tutto proceda nel verso giusto; è impensabile non considerare la possibilità che ci sia un adulto che perda la testa o che non si siano venute a creare situazioni di sofferenza dei bambini. Se un tribunale dei minori non prevede queste eventualità , tanto vale che a stabilire l’affidamento dei bambini sia il tribunale ordinario, ci guadagneremmo almeno nei tempi, visto che quest’ultimo è più celere.Non stiamo parlando di interruttori malfunzionanti o di serrature difettose, discutiamo di bambini. Quando si tratta di minori le precauzioni e le responsabilità non possono e non devono mai essere considerate eccessive o di non competenza delle istituzioni che giocano allo scarica barile. Chi tutela i bambini dagli errori del tribunale dei minori? Chi tutela i minori dalla debolezza psichica indotta del genitore non affidatario? Chi si prende carico del controllo della situazione minorile dopo la separazione dei genitori? Chi segue psicologicamente la famiglia prima che arrivi alla separazione? Urge un avvocato del bambino, un tutor o, almeno, un tribunale che esegua fino in fondo il proprio dovere, senza porsi dei limiti di responsabilità . Se questo non è possibile che venga abolito e che sia un tribunale ordinario a gestire l’affidamento. Quale governo, quale colore politico si occuperà di istituire una o più figure incaricate al controllo del pre, del durante e del post affidamento dei minori?Queste figure altamente professionali andrebbero stipendiate, lo so, ma in Italia per i bambini si fa qualsiasi cosa. O no?Non limitiamoci a cercare il lupo mannaro della vicenda dei ragazzi di Gravina, e domandiamoci, piuttosto, dove riposassero gli assistenti sociali e le istituzioni quando ancora non splendeva la luna piena. Dov’erano gli assistenti sociali quando non si accorsero di quella mamma,sempre in Puglia, che, colta da follia, lasciava che sua figlia, di soli nove mesi, morisse per deperimento? Nemmeno l’aveva fatta vaccinare. Gli assistenti avevano bussato alla porta di casa, la donna non apriva quindi se ne andavano convinti che le loro responsabilità non andassero oltre al tentativo di visita.Sono troppi i lupi mannari.
Cosmo de La Fuente
cosmo@cosmodelafuente.com

1 - renato:
Gli assistenti sociali rovinano ancora di più le famiglie. Molto spesso sono false e fanno carte false a seconda delle lobby a cui appartengono (mafia della pubblica amministrazione).
Ai tribunali dei minori i bambini sono spesso carne da macello mai ascoltati veramente.
2 - Giuseppina:
13 Novembre 2007, 12:53 am
Conosco, per esperienza personale, questo Tribunale che ha emesso il decreto sui bambini di Gravina. Anni fa, hanno fatto delle cose veramente assurde, su una bambina avuta da me in affido e poi tolta. Nel 1998/99 (non ricordo d preciso l’anno), ha emesso un decreto, dove 3 fratellini, in provincia di Foggia, da molti anni lasciati in Istituto di suore, dall’oggi al domani, dietro segnalazioni dell’assistente sociale, emettono un decreto, dove questi fratellini devono tornare dalla mamma a Milano. Risultato? dopo circa 3 mesi, non ricordo bene, sono passati tanti anni, il più piccolo scappa e lo ritrova sulla Tangenziale di Milano la polstrada e lo fermano, incuriositi da questo piccolo, da solo e con lo zaino addosso che scappava dalla mamma. Risultato? E’ tornato dalle suore con suo fratello maggiore, e mi risulta, ma non ne sono sicura, che sono ancora lì. E’ ora, penso, che si inizi veramente a far luce su questo Tribunale e su questi assistenti sociale che dovrebbero essere denunciati per omissioni di atto di ufficio, ma che riescono sempre ad affossare tutto, grazie, penso, a giudici che non vanno a fondo di nulla. Questi bambini, sono solo carte per loro. Rimango a disposizione di chi volesse contattarmi.Grazie e con molta amarezza …Una mamma affidataria

2007/11/16

Hugo Chavez...el loco



Diario El CarabobeñoChávez viaja hoy a Arabia SauditaBajo profunda revisión relaciones de Venezuela con gobierno de EspañaCaracas, noviembre 14 (REDACTA).- El primer mandatario nacional, Hugo Chávez, informó que su gobierno tiene bajo profunda revisión las relaciones con España a raíz del impasse ocurrido con el rey Juan Carlos en la Cumbre Iberoamericana. Tras el anuncio, precisó que "las empresas españolas van a tener que rendir más cuentas" y agregó: "Les voy a meter el ojo a todas las empresas españolas que funcionan aquí en nuestro país". Su anunció se produjo en el estado Anzoátegui durante unas declaraciones televisadas a través de TVO, donde subrayó que a partir de ahora considera más seriamente revisar las relaciones "políticas, diplomáticas y económicas" con España. Al inquirírsele su opinión sobre la solicitud de "sensatez" que le hiciera el presidente del gobierno español, José Luis Rodríguez Zapatero; consideró que "lo triste es que Zapatero haya salido a defender al fascista Aznar, dime con quién andas y te diré quien eres"... Para graficar su apreciación, puso como ejemplo que sí en una reunión se criticara al ex presidente venezolano Carlos Andrés Pérez, él no saldría en su defensa. Aseguró que maneja documentos que apuntan a que la OTAN, con la participación del gobierno español bajo el mandato de Aznar, manejaba un plan para invadir Venezuela, en fecha cercana a los sucesos del 11 de abril de 2002. De igual modo insistió en señalar que el gobierno español apoyó el golpe de Estado en su contra y que el Rey habría estado enterado al respecto: "¿El embajador español fue a Miraflores a apoyar al gobierno de transición por cuenta propia? Imposible. El Rey ha debido estar al tanto de eso", elucubró Chávez. Además sostuvo que tiene pruebas de que "en España se hizo el plan para invadir a Venezuela. Se hizo en el 2001. Ahora la duda que yo tengo es si el rey sabía esto". Durante la entrevista reconfirmó su viaje este jueves a la cumbre de la OPEP en Arabia Saudita, donde, expresó, habrá reyes y príncipes "que no mandan a callar" y que luego visitará al presidente iraní, Mahmoud Ahmadinejad, en Teherán la próxima semana. Refirió que luego de su visita a Irán, viajará a París para asistir a un almuerzo con el presidente francés, Nicolás Sarkozy. Sin embargo no aclaró si llevará a Sarkozy la fe de vida de Ingrid Betancourt, secuestrada por las FARC, debido a los combates en el vecino país. "Es posible, pero no puedo asegurarlo, las FARC se han comprometido a darla, pero están en combate". Reunión con el ELN Al referirse al tema de la guerrilla colombiana, el presidente Chávez anunció que sostendrá una reunión con líderes de la guerrilla del Ejército Liberación Nacional (ELN), la segunda guerrilla en importancia en Colombia, con unos 5.000 miembros. "Es posible que entre hoy (miércoles) y mañana (jueves) haya alguna reunión con el ELN para transmitirle lo que conversamos con Uribe. Algunos puntos positivos que pueden abrir a un entendimiento si ambas partes continúan dando demostraciones de voluntad", expresó Chávez durante una entrevista con una cadena de TV regional. "Aprobaré cien leyes" "Ojo con esta parte" "El Presidente Chávez también anunció que sancionará "cien leyes nuevas" después de que se apruebe la reforma constitucional, con los poderes extraordinarios que le concedió el parlamento a principios de año "Después de aprobar la reforma aprobaré cien leyes nuevas", señaló el mandatario en una entrevista con la televisora regional TVO, en la cual no dio otros detalles Fedecámaras se solidariza con empresas españolas El presidente de Fedecámaras, José Manuel González, lamentó la posición del presidente Chávez frente a las empresas españolas en Venezuela, a las que dijo "les meterá el ojo", a raíz del impasse verbal que sostuvo en Chile con el jefe de gobierno de España, José Luis Rodríguez Zapatero, y el rey Juan Carlos. Adelantó, en entrevista con Unión Radio, que gestionan consultas con el gremio empresarial español para determinar los alcances de las empresas ibéricas en el país y el impacto que tendrían sobre la economía venezolana las medidas que pueda tomar el gobierno al respecto. Se refirió a la colonia española como "muy querida por todos los venezolanos y que definitivamente ha sido fundamental para el desarrollo de Venezuela como nación para su prosperidad, para su bienestar social. Eso es algo que tenemos que tener siempre presente". "Yo creo que no hay un venezolano que no tenga un amigo español, y de verdad es una de las colonias más queridas en Venezuela", comentó el empresario, quien agregó que son muy lamentables estas palabras; "tristes y lamentables. Cuando el Presidente decía que no son necesarias las inversiones de España, yo creo que en este momento que estamos viviendo como país, cuando tenemos tan bajas inversiones -apenas 9% del PIB-, lo cual es sumamente grave, para que el crecimiento sea sostenido las inversiones del sector privado deberían estar alrededor del 25% o 30% y apenas están en un 9%". Desde su punto de vista señalar a las empresas españolas puede considerarse como "persecución y represalias". "Las empresas e inversiones españolas no son culpables de las impertinencias de otras personas", acotó. (RM)

2007/11/15

Il barbaro offeso

Rozzo e maleducato ha il coraggio di ritenersi offeso a seguito del sacrosanto diritto di chiunque, Zapatero compreso, di chiedergli educazione nei confronti della gente. Educazione?Ci sarebbe da ridere, Chavez non ha nulla a che fare con l'educazione. Il suo sistema di governo è puro fascismo, spacciato per socialismo.
In Venezuela si respira aria di dittatura e tutti cominciamo ad aver paura di esprimerci. Speriamo che qualcosa cambi veramente, non possiamo permettere che un folle golpista pieno di sé ci porti alla rovina.
Clicca su 'Vai' per leggere l'articolo

2007/11/14

ULTIM'ORA: CHAVEZ MINACCIA LA SPAGNA

CHAVEZ AMENAZA A LOS ESPANOLES... CUIDADO CON ESTE LOCO
E' UNA VERGOGNA CHE IL VENEZUELA SIA RAPPRESENTATO DA UN ESSERE COME QUESTO:

CLICCA PER VEDERE IL VIDEO


Alcuni commenti dedicati a questo pazzo furioso

ya callate mal pario
Chapela lo dijo el 13/11/07 a las 4:01 pm
**degenerado. Empieza por Sesto y Marìa Cristina Iglesias.
nifu nifa lo dijo el 13/11/07 a las 4:02 pm
jajajaja hay chavito, estas buscando lo que no se te ha perdido, te van a callar pero de un verg@j@zo en la trompa por enliador p@juo.
13 lo dijo el 13/11/07 a las 4:03 pm
ESPAÑOLES Y CANARIOS CONTAIS CON LA MUERTE AUN SIENDO INOCENTES.**
EL MAGALLANERO lo dijo el 13/11/07 a las 4:05 pm
A él, claro, no le importa ni lo miles de empleos que se perderían ya que los españoles entre otras empresas, son dueños del BBVA y del Banco de Venezuela
Filmdirector lo dijo el 13/11/07 a las 4:05 pm
Como se nota que en tu puta vida jamas has tenido que salir a buscar trabajo para mantener a los tuyos CABRON MANTENIDO…YA CALLATE CABRON
g3rswin lo dijo el 13/11/07 a las 4:05 pm
como fuese q se largaran todas las empresas extrangeras a ver a quien le cobrara impuestos
fersae lo dijo el 13/11/07 a las 4:06 pm
mal pario, espera que te nifu ni fa te toque la puerta
ñalinnnda lo dijo el 13/11/07 a las 4:06 pm
** QUIEN TE DIJO Q ESTE PAIS ES TUYO MIERDA!!!! QUE TE CREES HUGO CHAVEZ CUANTA MALDAD TIENES ENCIMA ENVIADO DEL DEMONIO!!!!!!!!!!!!!!!!1
Kmpanita lo dijo el 13/11/07 a las 4:06 pm
Que verguenza… no se extrañen que los chavistas ciegos e ignorantes(que lamentablemente son pocos pero hacen bulla) empiecen a perseguir a los pobres españoles.. que esta buscando crear ambiente genocida? que viene ahora? ya sabemos que se le puede mandar a callar y hace caso, sera que no lo pueden desmayar de un coñazo?necesita una cura de sueño!!! el litio ya no le esta haciend efecto
Aragüeña lo dijo el 13/11/07 a las 4:07 pm
Venezolanos, como sea tenemos que secar a este homosexual del gobierno, soy hija de europeo y venezolana y me consta lo que han trabajado todos los imigrantes por esta nación, mis respetos a los españoles, portugueses e italianos, y a todos aquellas personas que han venido a contribuir con la grandeza de nuestra patria, el trabajo nos dignifica, en cuanto a Chavez, fueera, Dios nos libre de este Peligro, Venezolanos, no a Chavez
Chavez pal carajo! lo dijo el 13/11/07 a las 4:07 pm
Que ignorante de mierda…. si cuando españa estuvo en guerra fueron los inmigranes españoles los que se fueron a venezuela para trabajar duro y enviar dinero a sus familiares en españa y muchos de ellos se quedaron y crearon negocios en venezuela…
Por que no te callas?
Alto Pana lo dijo el 13/11/07 a las 4:07 pm
Lo que faltaba, ahora a amenazar a los españoles….bueno aquel que crea que chavez no se va ameter conel que siga…
buho lo dijo el 13/11/07 a las 4:09 pm
Este bolsa como que crée que los españoles son mochos ó como tus jalabolas.
latrini lo dijo el 13/11/07 a las 4:09 pm
Oooojala se desaparezcan todas las empresas y asi si es verdad que se terminara de dar cuenta que lo que estamos es mal como nacion , estamos podridos con ese diablo puesto en accion.
franchute lo dijo el 13/11/07 a las 4:09 pm
Pobre Pendej0.. mostrando la reforma como un cuento de hadas.. le preguntaron que porque 7 años de periodo presidencial y no dijo nada.. simplemente “ese era mi planteamineto original, y me parecio correcto retomarlo ahorita” es decir… Por que le da gana!! eso es todo .. simplemente porque le sale forro
NO A LA REFORMA lo dijo el 13/11/07 a las 4:09 pm
ya lo veremos mendigando a ese desgraciado mal nacido cuando el pais empiece a derrumbarse y cuando su gente chupamedias no pueda pagarles por sus servicios esos que tienen con armas que le serviran para su mismo cuello.NO A LA REFORMA NO A LA REFORMA. VOTEMOS POR EL NO VOTEMOS POR EL NO VOTEMOS POR EL NO, NO A LA ABSTENCION PORQUE ESO LO FAVORECE AL CHABURRO Y ESO NO LO VAMOS APERMITIR
el cartero lo dijo el 13/11/07 a las 4:09 pm
POR QUE NO TE MUERES!!!
solo digo.... lo dijo el 13/11/07 a las 4:09 pm
de pana que cada vez la pone mas y mas grande…… ademas consiguió la forma mas fácil de quitar de la palestra enezolana el tema de la reforma, y nosotros? dandole espacio!!!….el dicho ahora seria:
POR QUE NO TE CALLAS, DEJAS DE HABLAR PAJAS Y DISCUTIMOS LA REFORMA?
ERFRANCISCO lo dijo el 13/11/07 a las 4:10 pm
que tipo mas invecil PORQUE NO TE CALLAS!!!? puras zoquetadas es lo qeu dice!! NO ES NO!!
Elba Zurita lo dijo el 13/11/07 a las 4:10 pm
INCREIBLE que ahora te metas con los españoles q viven hace 50 años en Venezuela, es que la verdad tu cerebro no anda bien vale………….. Dios danos las fuerzas necesarias para aguantar el tiempo que sólo tu sabes le queda a este señor
3DAAL lo dijo el 13/11/07 a las 4:10 pm
BASTA YA DE TANTO INSULTO Y PENDEJERAS, HASTA CUANDO VAMOS AGUNTAR TANTAS COSAS, HASTA CUANDO HASTA AMENAZADERA, LOS CUBANOS QUE EL TIENE ACA SON UNA LACRA A ESOS ES QUE HAY QUE SACAR Y A LOS CHABESTIAS ENTREGADOS…..A LOS TRABAJADORES ESPAÑOLES MIS RESPETOS Y MIS EXCUSAS, POR LAS PALABRAS DE ESTE ENGENDRO……….
torogordo lo dijo el 13/11/07 a las 4:11 pm
la invercion extanjera no es necesaria para venezuela.. niguna invercion extranjera.. por eso PDVS produce debajo de capacidad, por eso hay escaces de alimentos porque Chavez puede abastecer a todos, por eso las autopista se reconstrulle y nunca caen de nuevo,LOL.por eso el anda en un TOYOTA. por la misma razon el se viste con relojes venezolanos y corbatas y sacos hechos en la venezuela.por la misma razon, el compra armas y aviones de guerra de VENERUSSIA.
nosotros no necesitamos de la invercion extranjera. simplemente yo el CHAVIZIMO.
Paquevosveais! lo dijo el 13/11/07 a las 4:11 pm
ya este hombre esta delirando de la desesperación….jajaaajejejijijojjujuju
Como gozo, agarren a ese loco
nifu nifa lo dijo el 13/11/07 a las 4:12 pm
Aragueña, a eso co#o e m@dre no le importa nada de nada el cree que todos nosotros o mejor dicho nuestras desendencia son como las de el que vinimos de un hombre simio y chita jajaja, nosotros cada uno de la mayoria de los vzlanos tenemos sangre española porq nuestro color de piel es mezcla de todos !españoles, indigenas, portugueses, italianos y por supuestos negros!
SIMON BOLIVAR lo dijo el 13/11/07 a las 4:12 pm
ESPAÑOLES Y CANARIOS CONTAIS CON LA MUERTE AUN SIENDO INOCENTES. MUERTE AL REY.
ervogue pelado lo dijo el 13/11/07 a las 4:13 pm
*** desgraaaaciado callate ya, no te hara falta a ti pero a todos los venezolanos si, pedazo de gorila enfurecido por que un rey lo mando a callar
Elmer Cenario lo dijo el 13/11/07 a las 4:13 pm
Me cago mil y recontra mil veces en el Orangutan Rojo de Chavez y en la madre que lo pario. Maldita seas mil y mil veces recontra degenerado mal parido. Que el diablo te traiga toda la maldicion del martes 13 para que mueras por la boca cochino maldito
SolmaGara lo dijo el 13/11/07 a las 4:14 pm
¿Hasta cuando? Te crees el dueño de la situación y del pais. Te presentas como el señor y el dominador del mundo. Todas estas fanfarronadas tuyas pueden impresionar a un hombre de poca fe, no a quien cree firmemente que Dios es Dios y tú eres un miserable rebelde, una criatura suya, que Él podría destruir con un soplo, en un solo instante, pero que no lo hará jamás, pues te dejará de ejemplo para que veamos lo humillado que puede llegar a ser el que se ensoberbece.Tú te agitas porque sabes que Dios tiene medido el tiempo en el que, para sus designios, te deja exagerar. Tú sabes que el más poderoso es Él. Él tiene delante de Si la eternidad. En un instante te arrebatará de la mano tus victorias momentáneas. Eres el fanfarrón ridículo. Te crees omnipotente, mejor aún quieres hacértelo creer a ti mismo, pero basta un signo de la cruz para ponerte en fuga, basta un poco de agua bendita para paralizar tu omnipotencia.
Eres simplemente ridículo en tus bravuconadas. Eres un pobre perro atado a tu cadena. Tú no puedes nada más de lo que te permite Dios. Te lo permite para probar a sus elegidos en Venezuela en el tiempo, y derrotarte luego para toda la eternidad”.Humíllate para que te salves y de una vez por todas: ¿POR QUÉ NO TE CALLAS?
Antrax lo dijo el 13/11/07 a las 4:14 pm
este HDP está provocandonos… no le comamos casquillo.Concentremonos en hacer conocer al PUEBLO la DEFORMA, y en pararla a como de lugar
Veronica lo dijo el 13/11/07 a las 4:14 pm
Esas son palabras de una persona que se siente humillada, eso es RESENTIMIENTO, dejalo ir Huguito, anda a comprarte otra Hummer para que se te pase la calentera
Chepeto lo dijo el 13/11/07 a las 4:15 pm
Ya llego al punto de entrar en crisis, ahora pagan los españoles residenciados en Venezuela desde hacen muchos años, que solo han trabajado para tener lo que tienen y han colaborado con el desarrollo del país, así será.
arrecho y medio lo dijo el 13/11/07 a las 4:15 pm
no me amenace,no me amenaceeeeeeeeeasi decia la cancion
UnVenezolanoMas lo dijo el 13/11/07 a las 4:16 pm
Mas venezolanos sin empleos ??? Ya no basta el monton de gente de PDVSA que botaron unos aÑos.. simplemente por protestar por el respeto a la meritocracia y por no aceptar un monton de ineptos que ahora sabemos a donde llevaron a una de las mejores empresas del pais en su momento (Corrupcion, inoperancia, ineficacia) … y ahora es de todos ellos… igual con la CANTV, igual con La Electricidad de Caracas,…. igual con el Teleferico de Caracas y el de Merida, igual con muchas otras empresas que simplemente por la continua sosobra de todos los aÑos se van …. con la continua amenaza, con la continua inseguridad juridica y personal…
Chavistas… ustedes tambien se van a quedar sin empleo .. ustedes y sus hijos.. y sus nietos .. quizas sus hijos no sabran lo que es trabajar en una empresa transnacional exitosa.. con posibilidades de crecimiento en lo profesional …
Quienes creen que pagaran los impuestos cuando las mayores empresas se vayan del pais ?? cuando la clase media alta y rica se vaya del pais.. ?? los mas bolsas son los que siempre pagan los platos rotos.. es decir .. nosotros y ustedes chavistas… !!!!!
ASI LO VEO lo dijo el 13/11/07 a las 4:16 pm
malpario callaaaaaaaate!no has más que meter la pata, ahora la vas a agarrar con los españoles que viven en venezuela, tu lo que andas buscando es tirate una de fujimori con aoutogolpe….andas buscando un verguero, pero no vas a salir bien parao…la gente esta en la calle, el pueblo despertó !!!!!!!!!!!!!!1
Que Bolas lo dijo el 13/11/07 a las 4:16 pm
Y despues se quejan del el “racismo”…..
Sigan asi, que les queda muy bien…..
Ahora sacaran a la empresas espanolas, luego las francesas, italianas, americanas, etc, etc….. y SE COMERAN UN CABLE.
Compren vaselina que todavia hay en el mercado.
JUAN CARLOS DE BUFÓN lo dijo el 13/11/07 a las 4:16 pm
TODOS PA´SU PATRIA CUERDA DE MALPARÍOS..GUERRA A MUERTE YA.
SIMON BOLIVAR lo dijo el 13/11/07 a las 4:16 pm
ESPAÑA COLONIZADORA ES IGUAL A GENOCIDIO. NOS VIOLARON A NUESTRAS INDIAS , SE LLEVARON NUESTRAS RIQUEZAS, MATARON A NUESTROS NIÑOS, MASACRARON NUESTROS ANCESTROS,DEFENDAMOS A CHAVEZ. ESPAÑOLES Y CANARIOS CONTAIS CON LA MUERTE AUN SIENDO INOCENTES
CALZAS LARGAS lo dijo el 13/11/07 a las 4:16 pm
PORQUE NO TE CALLAS, NO SABE QUE CADA VEZ QUE ABRE LA BOCOTA DE MONO QUE TIENES LA CAGAS? PORQUE TANTAS RUEDAS DE PRENSA , Y EXPLICACIONES SI TODO PLANETA SABE LO QUE PASÓ IMBECIL LARGATE YA PARA CUBA.
viendolo bien lo dijo el 13/11/07 a las 4:17 pm
este chavez en un resentido porque su mama en vez de darle el pecho le dio la espalda y se lo dio a la abuela Rosines
EL TALIBAN CRIOLLO lo dijo el 13/11/07 a las 4:17 pm
ESTE GUEVON ESTÁ BUSCANDO UN ENEMIGO PARA JUSTIFICAR LA CAGADA Y EL PEO QUE SE VA A FORMAR CON LA REFORMA…
CALLATE ANIMAL!!!
COMO VOY A DIFRUTAR CUANDO DIOS TE CASTIGUE POR TU VERBO…
LIBERTAD!!! lo dijo el 13/11/07 a las 4:17 pm
CALLATE!!! Mono Xenofóbico!!!
Alex lo dijo el 13/11/07 a las 4:18 pm
y aun así hablan de Xenofobia cuando el primer racista es el propio Chávez
Kakko lo dijo el 13/11/07 a las 4:18 pm
Cobarde!
Lo mandan a callar, y ahora anda picao…
CALLATE COBARDE!
milli lo dijo el 13/11/07 a las 4:18 pm
los españoles que vivimos en venezuela y la mayoria de venezolanos, te queremos ver en CUBA,lejos de esta hermosa patria, y callate la bota por que no te tenemos MIEDO
viendolo bien lo dijo el 13/11/07 a las 4:18 pm
Bueno que pasa, me mandan a cola de moderacion yo que soy decentica entonces no pongan la foto de chavez que ya es un insulto
viendolo bien lo dijo el 13/11/07 a las 4:19 pm
a chavez todavia le duele que su mama lo regalo. Es todo
Laurita lo dijo el 13/11/07 a las 4:20 pm
Pero Buenooo!!! que le estarán poniendo a esos dulces de lechozas mijito??? los estan adulterando con algún narcotico? tas pasado de loco.. Dios nos agarre confesados.
paz y amor 5 lo dijo el 13/11/07 a las 4:21 pm
bueno y sera que no se acuerdan que tambien en españa se encuentran algunos venezolanos que no tienen la culpa de lo que paso mucho cuidado con esto…..
vendetta lo dijo el 13/11/07 a las 4:21 pm
CHÁVEZ ESA GENTE CON LA QUE TE METES, LOS ESPAÑOLES…HAN HECHO VIDA Y HAN CRECIDO EN ESTE PAÍS. DEJA LA XENOFOBIA VALE…DEJANOS VIVIR EN PAZ
paz y amor 5 lo dijo el 13/11/07 a las 4:23 pm
uhhh ahhh Chavez callate ya
zamora lo dijo el 13/11/07 a las 4:24 pm
Uufff, voy aguantar, mejor seguir el ejemplo de Zapatero, hay que respetar. Bien soy hijo de españoles y así como amo a Venezuela amo a España, mis hijos son venezolanos y su madre una morena venezolana, ven y sácame de Venezuela so … Uufff mejor me aguanto.
corserpentis lo dijo el 13/11/07 a las 4:24 pm
Quien le dijo a el que el era venezuela elproblema es hugo chavez, no los venezolanos, asi que si no puedes con tu carga has dos viajes
Teodolito lo dijo el 13/11/07 a las 4:24 pm
A Venezuela se respeta a ti NO
quieromilibertad lo dijo el 13/11/07 a las 4:26 pm
amenazar amenazar y amenazas como te gustan…… hay un Dios carajo………
y las vas a pagar todasssssssssss……………..
viva venezuelafuera esta peste….NO A LA DEFORMA INCONSTITUCIONAL!!!
Venezolanísima lo dijo el 13/11/07 a las 4:27 pm
ya salio el burro rebuznando……..y peor aun que hay quien lo siga……..
put.... os lo dijo el 13/11/07 a las 4:27 pm
que facil es hablar aqui a ver is se vana pone runa metralleta al hombro son puros maricones hablando paja !VIVA CHAVEZ!
Pura verdad lo dijo el 13/11/07 a las 4:28 pm
POR QUE NO TE CALLAS! MACACO
opinion lo dijo el 13/11/07 a las 4:28 pm
BOLIVAR ERA DE DESCENDENCIA ESPAÑOLA, Y MARIA ANTONIA SE CONSIDERABA MAS ESPAÑOLA QUE OTRA COSA. POR QUE NO LEEN LA HISTORIA. SR. PRESIDENTE OJALA NUNCA TENGA QUE ARREPENTIRSE POR LO QUE DICE. EL PEZ MUERE POR LA BOCA. Y A LO MEJOR EL ÚNICO QUE LE DARÁ ASILO SERÁ ESPAÑA.
Luciernaga lo dijo el 13/11/07 a las 4:28 pm
El problemita es chavez, que tu tienes en tu mala sangre, algunos genes españoles,metíos entre los de zambo (negro indio). Asi que tu tambien te tendrias que ir de vzla, lo cual sería extraorndinariamente maravilloso. Lo que estas es dando paradas de ahogado…NO tienes vida, manito.
TE AMO VZLA lo dijo el 13/11/07 a las 4:28 pm
IMAGINENSE NOS QUEDAREMOS , SIN PANADERIAS, SUPERMERCADO, ZAPATERIAS, FABRICAS DE ROPA, TINTORERIAS Y PARE CONTAR.
POR QUE TENEMOS QUE RECONOCER QUE TODO ESTO Y MAS. TODA ESTA ECONOMIA HA SIDO MANEJADA POR EXTRANJEROS, GUSTELE A QUIEN NO LE GUSTE.
sherloc holmes lo dijo el 13/11/07 a las 4:29 pm
pero por que no te callashttp://es.youtube.com/watch?v=4M_6E054IsQ
joselito lo dijo el 13/11/07 a las 4:29 pm
El presidente piensa que eliminando y corriendo a todo el mundo podrá llevar a la realidad su “sueño” de país. Se está quedando solo. A los tiranos tarde o temprano les llega la hora. A este en particular se le acerca minuto tras minuto.
jcy lo dijo el 13/11/07 a las 4:29 pm
Callete mono imbecil, que sepas que el futuro no es el petroleo que te mantiene, si las empresas extranjeras se quedan es un favor que te hacen, quienes van a imvertir aqui, los reprimidos cubanos que solo aportan basura ideologica y obsoleta, ojala te mueras tu y tus chupasangre pero de cancer para que sufras bastante hijo de p….. Porque no te callas.
mari lo dijo el 13/11/07 a las 4:29 pm
Por que no te callas!!!!! Te crees dueño del pais y de los venezolanos!!! Por que no te callas!!! Tu no eres mi jefe ni mi dueño…habla por ti solamente…o callate!
webvidente lo dijo el 13/11/07 a las 4:30 pm
TIENES TODA LA RAZON SR PRESIDENTE E AQUI EL ORIGEN DE TU APELLIDO: “oRIUNDO de España, pero principalmente por el sur, concretamente en Andalucía y parte de Extremadura. Hay lugares en el País Vasco, Galicia, León y Valencia que se llaman Chaves/z”. Así, en este caso, el apellido Chávez significa “natural de Chaves/z” y se empleaba al principio como una manera conveniente de identificar a una persona que venía de aquel lugar. El nombre de lugar Chaves, según los etimologistas, viene de la voz vasca “etchebertze” que quiere decir literalmente “las dos nuevas casas que se han añadido al caserío principal de la población”.
“EN CONCLUSIÓN TU NO ERES IMPRESINDIBLE AQUI” POR LO TANTO TE VAMOS A SACAR, CABRON
ME TIENE VERDE lo dijo el 13/11/07 a las 4:30 pm
Somos unas mezcla de razas y la española esta bien arraigada en este país de hecho nuestra lengua proviene de allá entonces no seas ridículo y entupido.¿Por que no te callas?????????????NO A LA REFORMA
viendolo bien lo dijo el 13/11/07 a las 4:31 pm
pero han visto del gorilon?…cada vez se desfigura mas, asi es el odio que lleva por dentro y el miedo que siente cuando todo esta en su contra
ME TIENE VERDE lo dijo el 13/11/07 a las 4:32 pm
Somos unas mezcla de razas y la española esta bien arraigada en este país de hecho nuestra lengua proviene de allá entonces no seas ridí.culo y entu.pido.¿Por que no te callas?????????????NO A LA REFORMA
POR QUE NO TE CALLAS...SON OF A BITCH lo dijo el 13/11/07 a las 4:32 pm
COÑO VALE QUIEN LE PONDRA UNA CHAQUETA DE FUERZA A SEMEJANTE LOCO, AYER ERAN LOS GRINGOS HOY SON LOS ESPAÑOLES… ESPEREMOS MAÑANA… PURO CIRCO NADA DE PAN
Por qué No te callas? lo dijo el 13/11/07 a las 4:33 pm
No puedes tapar el sol con un dedo.Nadie te quiere.Ni los santos, estos te dejaron hace tiempo.Haymucho mal en tí.
indiana lo dijo el 13/11/07 a las 4:33 pm
A chequera veloz,se le acaba el tiempo y esta dando los ultimos manotasos.No sabe a quien amenazar,esta mas perdido que perro en bote.
milli lo dijo el 13/11/07 a las 4:34 pm
VAMOS A VER CHAVEZ A VENEZUELA Y ALOS VENEZOLANOS SE LE RESPETA EN TODAS PARTES DEL MUNDO ,CRETINO A QUIEN NO SE RESPETA ES A TI- DATE CUENTA VENEZUELA NO ES TUYA Y MUY PRONTO TE LO VAMOS A DEMOSTRAR BOCON —A Y CALLATE YA¡
win winner lo dijo el 13/11/07 a las 4:35 pm
se acabo esta mierda
mark lo dijo el 13/11/07 a las 4:35 pm
!!!! GALLEGOS A CORRER QUE SELTO EL LOCOOOOOOOOO!!!!
..SOR...TEO lo dijo el 13/11/07 a las 4:35 pm
NO TIENE NADA QUE HABLAR ESE COBARDE……y con la excusa de que no escuchó al REY!!!
POR FAVORRRRRR SUCIO COBARDEEEEEEEEEEEEEE
ADOITO lo dijo el 13/11/07 a las 4:35 pm
13 lo dijo el 13/11/07 a las 4:03 pmESPAÑOLES Y CANARIOS CONTAIS CON LA MUERTE AUN SIENDO INOCENTES.**
ESTÈ PUUTO ANALFABESTIA,NO SABE NI LO QUE ESCRIBE, SE DICE “CONTAD” EN LUGAR DE “CONTAIS”BRUTO COMO EL HUGORILA PRESIDENTE
mmm... lo dijo el 13/11/07 a las 4:35 pm
Maldito Genocida!!!!!!!! termina de callarte!!!!!! nojooooooodaaaaa!!!!!
LIBERTAD lo dijo el 13/11/07 a las 4:35 pm
Callate GANDUL, NO SABES LO QUE DICES, tendras que matar a más de la mitad de los venezolanos, aqui todos TENEMOS A UN ESPAÑOL ATRAVESADO EN LA SANGRE, O ACASO ¿ NO TE ACUERDAS DE LO QUE ES EL MESTIZAJE? TU MISMO ERES MESTIZO, ACASO QUE SALE DE UN NEGRO Y UN INDIO? MIRATE, Y ES QUE ACASO QUE EL NEGRO QUE TIENES NO VIENE DE UN MESTIZAJE SI TE REVISAS EL ADN, ENCONTRARAS UNA GOTICA ESPAÑOLA. RESENTIDO.CALLAAAAAAAAAAAAAAAATEEEEEEEEE¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡
Alto Pana lo dijo el 13/11/07 a las 4:36 pm
Mire Sr. Chavez…mi esposo es español y se crió aqui, de hecho tiene más años que ud en Venezuela, así que yo como venezolana le digo. que ud no va amenazar ni a mi esposo ni a su familia, pues usted no es el dueño de Venezuela….Vamos a ver si se lo va aprendiendo…vamos a ver si le mandamos hacer unas planas…yo no soy dueño de venezuela
nifu nifa lo dijo el 13/11/07 a las 4:36 pm
Para Simon Bolivar, igualito hubiese pasado si no hubiesen colonizado los Portugueses, Italianos o cualquier extranjero, las indias por put@s por andra sin pataletas y las coñ@as actualmente le gusta mas hacer indiecitos que trabajar, vamos al tema! como te decia eso es nuestra historia y eso paso hace ya miles de años y todavia no puede ser que tengas ese resentimiento tan absurdo, los venezolanos sin la colonia española que hubiese sido de nosotros, tu fueras un yanomami y el resto de los vzlanos igual seriamos unos canivales en pleno siglo XXI por favor no seas tan idiot@ igual que tu presi jajajaja
ADOITO lo dijo el 13/11/07 a las 4:36 pm
Un joven Doctor llega a un pueblito a cargar combustible para su vehiculo,pero nota que en la estación de servicio no hay quièn atienda,por lo cual llama con voz fuerte hasta que sale un niño,hijo por favor echale gasolina al carro..¡ no puedo señor dice el niño,el dueño se llevo las llaves porque tiene a su hija enferma hace una semana.Hijo llevame a su casa que yo soy medico y verè que puedo hacer por ella.El niño y el doctor llegan a la casa y el medico pide ver a la enferma,la examina y luego le dice al padre de la joven;su hija lo que esta ès en estado catatònico,por favor traigan al novio y díganle que se encierre con ella toda la noche en la habitación y que le haga el amor(que se la tire) las veces que sea necesario.La recomendación del medico es atendida y al dia siguiente la joven despierta de su largo letargo,por lo cual el medico es recompensado con una buena carga de gasolina para su carro.Pasan los meses y HUGO RAFAEL CHAVEZ FRIAS presidente de Venezuela,cae muy enfermo,es atendido por los mejores especialistas pero su situación no mejora,al palacio de Miraflores llega el padre de la joven que estuvo gravemente enferma y le comunica el episodio de su hija a todo el gabinete del presidente,por lo cual deciden buscar al famoso medico.Una vez que lo ubican le sale al paso el niño de aquel entonces y le dice: Doctor haga algo por nuestro Presidente,que ya medio país le dio por el CU.LO y todavía no logran revivirlo.
VIRUS lo dijo el 13/11/07 a las 4:36 pm
TERMINÓ DE ENCENDER EL MOTOR DE LA XENOFOBIA… ¿Y EL TIPO SERÁ QUE SE CREE DESCENDIENTE DE QUE O QUIENES? ¿O SERÁ QUE PIENSA QUE ESTÁ UNGIDO POR EL ESPÍRITU SANTO Y PUEDE JUZGAR A VIVOS Y MUERTOS?
DIOS Y LA VIRGEN NOS PROTEJA!
FUERA SATANÁS!
Teodolito lo dijo el 13/11/07 a las 4:36 pm
Uds. se acuerdan de la frase de Yamamoto despues de la euforia de Pearl Harbour
“Hemos despertado a un gigante dormido…”
Vean la prensa europea
Makakito no sabe con quien se metió.
EL GALLEGO lo dijo el 13/11/07 a las 4:37 pm
* RESENTIDO SOCIAL.
PD.CALLATE
El Cabimero lo dijo el 13/11/07 a las 4:38 pm
Esta deforma lo tiene fuera de si, ahora si se le ve la costura del cerebro del tipo. Se cree dueño de Venezuela y de los Venezolanos..¡NO A LA REFORMA POR INCONSTITUCIONAL!
MACHO MEN lo dijo el 13/11/07 a las 4:38 pm
M.A.L.D.I.T.O. M.A.L.P.A.R.I.D.O
noolvidaremos.com lo dijo el 13/11/07 a las 4:39 pm
eso es puro cuento… ese igualito se la pasa criticando al ‘imerio mesmo’ y les sigue vendiendo petroleo.
Yeyo lo dijo el 13/11/07 a las 4:39 pm
El lo que quiere es que toda su jaoría diga que al igual que Bolívar, él también se enfrentó a la Corona…..Quiere una segunda guerra de independencia
HRCF lo dijo el 13/11/07 a las 4:40 pm
Que pena con ese Señor……. Pobrecito necesita Vacaciones, pero en una Casa de ReposoQuien le haria el favor de mandarlo a Barbula?????
Saquen a Ese Hijo E Puta de Miraflores, Sus madre no lo pario lo Cago!!!!! Esta mas loco que puta e carretera
mark lo dijo el 13/11/07 a las 4:40 pm
OH,OH LOS EXTRAJEROS !!!OUT!!!DICEN QUE VAN A METER A LOS ESPA#OLESEN CAMPOS DE CONCENTRACION EN ELTOCUYO!!!!
juancho lo dijo el 13/11/07 a las 4:41 pm
maldito loco
VIRUS lo dijo el 13/11/07 a las 4:41 pm
SE LE SUBIERON LOS DOLLARES Y EL PODER A LA CABEZA. SE JODIÓ.
Jose lo dijo el 13/11/07 a las 4:43 pm
Sres.: TodosEn concordancia con lo que el Sr. Baduel esta diciendo, le doy toda la razón sobre la necesidad de ir TODOS a Votar.Como el dice el Abstencionismo es algo que esta demostrado como negativo para todo el país, ya que es ponerle en Bandeja de Plata al Gobierno todo nuestros Sueños, la seguridad de nuestra Familia, la Educación de nuestros Hijos, lo poco o mucho que hayamos podido acumular a lo largo de nuestra vida.En el pasado algunos de los que se dicen Lideres de la Oposición, llamaron a la Abstención, dando como resultado la entrega del 100% de la Asamblea Nacional y por ende TODOS los poderes públicos de Venezuela.Esta bien eso que dicen que por donde viajan los datos es por CANTV que es del Gobierno y que existe una comprobada parcialidad en el arbitro que es el CNE, pero es que también es verdad, que el Gobierno nos considera y con razón unos FLOJOS.Digo esto porque aquellos que fueron a Votar en las elecciones en donde este Señor siempre ha salido favorecido, es porque después de Votar nos quedamos en nuestras casas y aquellos que no fueron a Votar dando como excusa que Chávez iba a ganar, se fueron a la Playa o se quedaron en sus casas haciendo parrilla y viendo en la Televisión el como ayudaba a entregarle a este Señor, nuestro país.Considero que las marchas si bien son necesarias, el Gobierno las usa para desgastarnos, ya que en realidad mas que ver a toda esa gente (las cuales apoyo en un 100%) enfrentándose con la fuerza publica o siendo carne de cañón para los matones de este gobierno, mas que eso no se logra nada, sino se tiene algo mas contundente que logre sacar a este gobierno del poder.Lo que debemos hacer es TODOS IR A VOTAR y una vez hecho esto, QUEDARNOS TODOS alrededor de su Centro de Votación, defendiendo su Voto, EXIGIENDO el conteo manual de cada una de las mesas (a pesar de que el CNE diga que solo se hará en un X% de las mesas).Si queremos lograr algo, debe ser a través no solo de nuestro VOTO, sino también DE LA DEFENSA DE NUESTRO VOTO.No piensen en que la Comunidad Internacional nos va a ayudar, ya que muchos de los Gobiernos que la conforman siempre han dicho que el problema es de los VENEZOLANOS y que somos nosotros quienes debemos resolverlo.Cero Parrilla, Cero viaje a la Playa, Cero quedarse en la casa con miedo y viendo el como nos ROBAN a nuestro PAIS.TODOS a VOTAR y TODOS en la CALLE el 2 de Diciembre, DEFENDIENDO nuestro PAIS y la TIERRA DE NUESTROS HIJOS.NO A LA REFORMA
CHUPE MELCHOR HIZO lo dijo el 13/11/07 a las 4:43 pm
COMO SE NOTA QUE LE ESTA DOLIENDO LA SENTADA DE CULO QUE LE DIERON EL SABADO.
jmcr80 lo dijo el 13/11/07 a las 4:43 pm
Y que empiezen tambien por el Mario Silva de la Hojilla que tambien es descendiente isleño, es decir canario y Bolivar no decia eso animal es que ers como la mayoria de los chavistas falto de cultura por eso es que votan y apoyan a los mediocres del gobierno.
dape lo dijo el 13/11/07 a las 4:44 pm
yo preferiría que te fueras tu, animal, en vez de los españoles
hoy que le pasa al dictador? anda mas drogado que de costumbre? se metió un perico piche que le paso su jalaball mayor Mario Silva? o anda bravito porque le callaron la jeta bien callada y no tuvo el valor de responder?
caravan lo dijo el 13/11/07 a las 4:46 pm
Mas bien ojala que los inversionistas españoles se fueran de aqui de Cuba a ver que hace el papa del macaco que tenemos aqui en venezuela que el papa no se quiere morir porque su macaco no tiene nada en la bola
Reyes de españa lo dijo el 13/11/07 a las 4:46 pm
chiiiiiito joder por que no te callas
jav. lo dijo el 13/11/07 a las 4:47 pm
Sin comntarios para este makako
la bebe de quién??? lo dijo el 13/11/07 a las 4:48 pm
tu deberías ser el primero en respetar venezuela!! y no lo haces!!! si no recuerdas pedazo de mieeeeerrdaaa!!! Simon Bolívar era de familia española!!! loco desgraciado malparido!!! …….y TEODOLITO por lo visto tambien ves HBO :-p