27/03/12

Chavez el dictador

(nella foto insieme al suo amico Gheddafi)

Siamo venezuelani all’estero e come i nostri fratelli che vivono in Patria sotto la dittatura di Chavez, seguiamo il pensiero di Bolivar, che nulla ha a che fare con quello di Chavez. Lui si spaccia per la reincarnazione del Libertador, ma così non è. Le vittime della sua dittatura chiedono che la Giustizia torni in un paese vilipeso dal suo Regime che non permette né libertà di pensiero, né libertà di stampa e ancor meno di parola.

Oggi un tipo strano ha fatto ingresso al Sabor Tropical, locale venezuelano che rispetta e onora non solo la cucina e il folklore venezuelano, ma il grande Simòn Bolivar. Offeso dall’essere accostato nella guerra sociale che Chavez sta facendo. Non è difficile trovare in Internet e su Youtube video e notizie riguardanti la violenza perpetrata su chi ha idee diverse da quelle di Hugo il tiranno. Il Venezuela tornerà a respirare quando sarà libera da quest’individuo.

Ha inculcato nella mente di qualche fanatico di essere colui che lotta per ottenere l’uguaglianza. Uguaglianza falsa, fatta di assoggettamento, la stessa uguaglianza che pensava Mussolini. O con me o fuori dal mondo, questo è il pensiero di Chavez. Non si spiegherebbe altrimenti che tutta la stampa contraria è costretta a scrivere dall’estero.

Il tipo che è entrato al Sabor non ha accettato che molta gente avesse messo il proprio pensiero negativo su Chavez, scrivendolo sul poster che fa bella mostra in sala. Insomma, ancora una volta non viene accettato il parere di chi ha un’idea diversa. Questo sarebbe il socialismo di Chavez? Ma non fatemi ridere.

CdF