5/30/06

Padre gay e altre storie




Attenzione: la prossima settimana proprio su questo blog, pubblicherò in anteprima la lettera di perdono commissionatami dal protagonista di una storia che ha sconvolto l'Italia. E' importante per lui che si legga, importante per me che continuiate a farmi sapere cosa ne pensate. So che preferite farlo in email, quindi ve la dò continuamente cosmo@cosmodelafuente.com
Lunedì troverete questa importante lettera nel blog. Vi parlerà anche lui.....



Quando ci sarà un politico, un partito che vorrà ascoltarci e non soltanto vederci come un mezzo per altri scopi, che si prenda a cuore il dramma dei genitori separati, soprattutto dei padri penalizzati e dei bambini privati della figura paterna, allora mi siederò al tavolino delle proposte..quelle vere.
Solo in quel caso avrò fiducia della politica. Non è importante il colore, ne sono convinto, è importante che qualcuno ci dia ascolto veramente. Mi farò portavoce anche in quel caso. Per il momento, però, non vedo la luce che mi interessa. Ma non demordo, continuo in questa lotta per la sensibilizzazione che deve arrivare fino agli angoli più remoti del cuore della gente.
In epoca in cui si parla di Pacs, voglio anche riproporvi un mio articolo che, nel forum di papaseparati, ha avuto molte repliche : “Papà Gay”. Ancora una volta un uomo viene penalizzato e subisce il razzismo della società due volte: come padre e come omosessuale.
Possono gay e lesbiche essere dei buoni genitori? Cosa ne pensate voi?
Molti attacchi al protagonista della vicenda sono arrivati proprio da altri padri separati i quali ritengono che i gay abbiano già troppi diritti. Non credo sia giusto, però, perdere di vista il vero problema, quello, cioè, che in ogni caso, per una scusa oppure l’altra, l’uomo debba sempre subire.
Prossimamente vi riproporrò ‘Maschi violentati’.
Non dimentico, comunque, la triste storia di A.F. il carabiniere che sta scontando la sua pena per omicidio. Presto, in questo blog pubblicherò la sua lettera a me rivolta, dove mi ha chiesto di aiutarlo a far capire che, dietro a questo terribile delitto, c’è un cuore di padre che non ha smesso di amare il proprio figlio. Seguitemi.!!!

A presto, vi aspetto
Cosmo de La Fuente


Gay-papà

Ho ricevuto una lettera che mi ha fatto pensare molto. So di toccare un argomento delicatissimo, ma ugualmente cercherò di parlarne, con cautela e senza ergermi a giudice. Voglio proporlo in quei forum e quelle testate che considero non contaminate da interessi e quindi punti di libero scambio di idee.
Giovanni sta vivendo un momento molto delicato della sua vita, combattuto e maltrattato dalla moglie, da cui si è separato, la quale, a sua volta ha ricevuto un classico “pugno in faccia” nel momento in cui ha saputo che suo marito è omosessuale.
La situazione è molto delicata e difficile. Giovanni, disperato mi ha contattato e mi ha chiesto di parlarne, con la dovuta cautela e il cambio dei nomi, ma, prima di sottoporre la vicenda all’attenzione del pubblico ho voluto parlare anche con la moglie, che chiameremo Elvira.
Elvira:
“Mi ha deluso e scioccato! Lo amavo e mai mi sarei aspettata una cosa del genere. Non voglio che mio figlio abbia a che fare con un padre omosessuale e farò di tutto affinché questo non accada. Mi fa letteralmente schifo, è un vizioso”.
Giovanni:
“Non l’avevo ancora capito completamente, ora, mi sono reso conto di questo mio modo di essere. L’ho detto con sincerità a mia moglie e lei non ha voluto più saperne di me. Il fatto che io abbia questo tipo di tendenza non significa che non ami mio figlio. Sono sempre stato un ottimo padre e non capisco come possa Elvira negarmi di vedere il bambino, sapendo quanto lui sia legato a me”.

Il dramma che Elvira e Giovanni stanno vivendo ha dell’incredibile, ma è reale. Ho ricevuto molte lettere che toccano questo tema, ma questa volta il racconto era chiaro,vero e soprattutto mi sono trovato in possesso della versione di ambo le parti, ci troviamo di fronte a un dilemma dove è difficile prendere le parti.
Ci sentiamo di comprendere la reazione di Elvira? Riusciamo a capire cosa prova Giovanni? E’ giusto che un padre non possa avere a che fare con suo figlio per via della propria sessualità ed è giusto che la moglie si proclami giudice di questa situazione?
Dal mio punto di vista mi sento vicino a Elvira e penso che forse Giovanni avrebbe potuto parlarne prima con la moglie; a questa mia considerazione, però, lui mi ha detto che non se n’era mai reso conto prima. Ciò non toglie che la moglie abbia subito un trauma non indifferente. Non ritengo logico, in ogni caso, che un padre sia penalizzato e non possa più aver a che fare con il proprio figlio in quanto omosessuale e che venga addirittura sospettato di “pedofilia”. Se per ipotesi la moglie avesse denunciato la propria omosessualità sarebbe accaduta la stessa cosa? Il padre avrebbe potuto costringere la madre ad allontanarsi dal figlio? Credo che anche in questo caso si viva una disparità non giusta in quanto esseri umani. Una differenza tra padre e madre, ancora una volta.
Poi mi domando come avrebbe reagito mia mamma di fronte a una rivelazione del genere, come si sarebbe comportata con mio padre, ma quelli erano altri tempi.
Cosa ne pensate voi? Vorrei conoscere il parere del pubblico. E’ la prima volta che parlo di questo e ricevute le vostre risposte, di uomini e donne potrei dare un seguito a questa storia che mette in luce un altro lato del difficile rapporto uomo - donna.
Cosmo de La Fuente

4 comments:

Anonymous said...

Ciao Cosmo,
anch'io ti seguo, come molte altre persone. E' facile simpatizzare con te. Volevo soltanto dire che nel mio caso non ho avuto un marito eccezionale. Si è separato dai suoi figli volontariamente. Nessuno glielo impediva. COmunque mi rendo conto che qualche papà, invece, è diverso.
Ho letto il tuo libro e mi è piaciuto molto.

Anonymous said...

Dimenticavo....sono Ornella
Milano

Anonymous said...
This comment has been removed by a blog administrator.
Anonymous said...

MI chiamo Enrico e ho vissuto un'esperienza identica a quella della vicenda narrata. QUesta società mantiene in tabù di sempre e, se esci dal seminato, nessuno ti pedona.