5/10/06

Dal libro: 'Ancora una volta ho perso il treno' edito da Marco Valerio Torino





Il sole alto alle sei del mattino


Al mio paese alla sei del mattino il sole è già alto nel cielo, le strade della città cominciano a prendere vita e il suono familiari di voci e auto in movimento di avvertono che da lì a poco comincerai a sentire il profumo dei cibi tipici: empanadas, arepas e tajadas de platano.
Le note della musica a ritmo di salsa ti arrivano dolcissime alle orecchie, ti svegliano con delicatezza come una mamma fa con il proprio bambino.
Non ci importa molto se non abbiamo soldi per vivere alla grande, per noi è bellissimo vivere in questo modo e ci sembra di vivere alla grande. Chi è più fortunato ha un lavoro che ti pagano poco, almeno ti senti utile e malgrado il caldo che ti rallenta un po’, cerchi di dare il meglio di te.
Quando il lavoro scarseggia, oppure il fine settimana, puoi andare al mare, se raggiungi Higuerote, ad esempio, ti rendi subito conto che sei in un paese meraviglioso, il mare è cristallino e limpido, di un verde turchese che rimane nella mente per molti giorni e il cielo è vicino, ti sembra di poter toccare l’azzurro intenso.
Dalle radio continua la colonna sonora della musica salsa e merengue, canzoni d’amore e altre di tipo erotico. Se di sera passeggi per la città di Caracas, devi stare attento in quale zona ti vai a ficcare, perché ci sono i delinquenti, dicono gli italiani … si è vero sono delinquenti, ma non per scelta penso io.
La miseria in cui sei costretto a vivere a volte ti invita a commettere azioni illegali del tipo rapina a mano armata o borseggio. Il regime di Chavez, comunista incallito, non è migliore di quello non comunista di Carlos Andres Perez, ritenuto il presidente più corrotto al mondo o quello di Lusinchi.
Allora scendiamo in piazza, al caldo, circondati da palme tropicali e da fiori variopinti, da alberi di mango e fontane bellissime. Intorno a noi il contrasto dei grattacieli stile americano e sulle colline migliaia e miagliaia di favelas della povera gente.
Chiediamo che Chavez se ne vada, le sue promesse non può mantenerle. Siamo ricchi di petrolio però non ci basta. A volte pensiamo che il male minore sia quello di avere gli americani tra di noi, forse Bush, che sicuramente avrà i suoi interessi, proprio per quelli, ci risolleverà le sorti e ci permetterà di vivere dignitosamente.
Abbiamo paura dei falsi comunisti, perché Chavez è troppo amico di Fidel e come lui vuole portare il Venezuela lontano dallo sviluppo e tenerlo segregato in un limbo assurdo.
A questo punto tentiamo di guardarci intorno, anche noi abbiamo Internet grazie a un americano, e ci domandiamo se non sarebbe migliore avere uno come Berlusconi, che, per portare benessere alle sue cose dovrebbe portarlo anche a noi.
D’altra parte i Comunisti hanno fatto peggio, sono solo stati capaci di litigare con tutti, inimicarsi i paesi che sono il motore del mondo. Peccato che tutto questo succeda un po’ ovunque e in questo caso parlo di Caracas, la mia città, bellissima, calda e sempre allegra. Per quello ci piace cantare e facciamo anche le serenate alle belle ragazze dalla pelle ambrata.
Dobbiamo lasciarla a volte, per cercare fortuna, quando arriviamo in paesi come l’Italia capiamo che si riesce a vivere in un altro modo, più triste e grigio, certo, ma se hai dei bambini puoi offrire loro qualcosa di solido.


Sono solo ricordi, non mi piace la politica ma parlo di quello che vivo.
In realtà sono uno di tanti, ma sono io.

Cosmo de La Fuente

1 comment:

cosmo de la fuente said...

Napolitano, il nuovo presidente della Repubblica proviene dal Comunismo classico.
Non cadiamo nell'errore di giudicare le persone per 'partito preso' e per luoghi comuni, sembrerebbe una persona a posto.
Anche se spesso attaccato (v. Sabeli Fioretti)per le mie libere idee, non ho difficoltà ad ammettere quando una persona sia positiva, a prescindere dal suo credo politico.