marzo 10, 2026

NUOVO LIBRO - ANTICIPAZIONI - NALI



 


Un’anticipazione del mio nuovo libro, che vedrà la luce tra alcuni mesi.

Un libro nato da frammenti di vita vissuta, incontri che hanno lasciato traccia e momenti che, nel bene e nel male, hanno contribuito a trasformarmi. Ma ho deciso una cosa che forse sorprenderà qualcuno.

Il primo capitolo della mia vita non sarà dedicato a una donna, né a un uomo, né a un evento importante.

Il primo capitolo sarà dedicato a un animale.

Alla mia piccola Nali.

In fondo, i libri più veri iniziano sempre con l’amore. E l’amore più puro che abbia conosciuto negli ultimi anni ha quattro zampe, un cuore immenso e due occhi che oggi non vedono più.

Nali vive con me da molti anni. O forse dovrei dire che io vivo con lei. Perché con il tempo siamo diventati qualcosa di molto simile a una piccola famiglia fatta di silenzi, abitudini e presenza reciproca.

Da quando è diventata cieca, il nostro legame è cambiato ancora di più.

Io sono diventato i suoi occhi. Lei, in qualche modo, è diventata una parte della mia anima quotidiana.

Conosce la casa meglio di chiunque altro. Sa dove sono, anche quando non parlo. Riconosce i miei passi. E quando torno a casa la sua coda si muove felice, come se quel momento fosse la cosa più bella della giornata.

Fa piccoli suoni diversi quando vuole qualcosa: uscire, bere, o semplicemente starmi accanto.

È il suo modo di parlarmi.

E io la capisco sempre.

Per lei ho rinunciato a molte cose. Ai viaggi improvvisati. Ai weekend fuori. Se devo stare lontano più di qualche ora, cerco qualcuno che possa farle compagnia.

Perché l’idea che possa sentirsi sola mi pesa più di qualunque rinuncia.

Chi ha vissuto con un cane lo sa: non è solo affetto. È qualcosa di più profondo. È una forma di amore senza calcoli, senza pretese, senza condizioni.

Nella mia vita ho avuto molti cani. E ogni volta che uno di loro se n’è andato, ho sentito un dolore vero.

Ma questa volta è diverso.

Forse perché ho qualche anno in più.

Forse perché con Nali condivido le mie giornate più semplici.

Forse perché so che quando arriverà quel giorno non perderò soltanto lei.

 

Perderò una presenza che ormai è intrecciata con la mia vita.

A volte la guardo mentre dorme accanto a me. Il suo piccolo naso umido vicino alle mie gambe, il respiro lento, tranquillo.

E penso che un giorno quella scena così semplice diventerà un ricordo.

Ed è per questo che ho deciso di iniziare il mio libro da qui.

Dalla mia Nali.

Perché se è vero che la vita di un uomo è fatta di grandi incontri, grandi errori, grandi avventure…è altrettanto vero che, a volte, il capitolo più sincero comincia con un piccolo cane che ti ha insegnato cosa sign fondo, i libri più veri iniziano sempre con l’amore. E l’amore più puro che abbia conosciuto negli ultimi anni ha quattro zampe, un cuore immenso e due occhi che oggi non vedono più.

Si arriva a un certo punto della vita in cui poche cose riescono davvero a scalfirti. Gli eventi scorrono, le difficoltà si affrontano con più distacco, quasi con una calma che da giovani non avremmo mai immaginato.

Eppure c’è un pensiero che continua a ferire con la stessa intensità di sempre: quello della morte.

L’idea che qualcuno che ami possa scomparire all’improvviso, svanire quasi per incanto, lasciandoti con il compito difficile di imparare a vivere senza la sua presenza. Senza quel respiro accanto al tuo, senza quell’abitudine silenziosa che ormai fa parte di te.

Forse a qualcuno sembrerà strano, ma a me succede spesso — quasi ogni giorno — di pensare a quel momento guardando la mia piccola cagnolina.

Viviamo insieme da molti anni.

O forse dovrei dire che viviamo l’uno nell’altra, in una specie di simbiosi silenziosa che il tempo ha reso sempre più profonda.

Soprattutto da quando è diventata cieca.

Da allora sono diventato i suoi occhi.

Conosce ogni angolo della casa. Riconosce i miei passi. Vive con me, dorme con me, conta su di me per ogni cosa. Ma io conto moltissimo su di lei. Chi vive con un cane lo sa.

Quando rientro a casa la sua felicità riempie la stanza. Anche senza vedermi, sa che sono arrivato. La sua coda comincia a muoversi veloce, come se volesse raccontarmi tutta la gioia che prova.

Fa piccoli suoni diversi quando vuole qualcosa: uscire, bere, o semplicemente venire vicino a me.

È il suo modo di parlarmi.

E io la capisco sempre.

Ci amiamo profondamente. In quel modo semplice, assoluto, senza condizioni che solo gli animali sanno insegnare.

 

Per lei ho rinunciato a viaggiare. Ho rinunciato ai weekend fuori.

Se devo restare lontano da casa per più di qualche ora, cerco qualcuno che possa farle compagnia.

Perché non sopporto l’idea che possa sentirsi sola.

Lei mi ha dato — e continua a darmi — qualcosa di raro: un amore silenzioso, fedele, puro.

E so che il dolore di perderla, quando arriverà, mi porterà via anche un piccolo pezzo di vita.

A volte ci penso mentre dormiamo.

Lei accanto alle mie gambe, con il suo piccolo naso umido che ogni tanto si muove nel sonno.

E io resto sveglio, nel buio, ad ascoltare il suo respiro.

E mi chiedo come sarà la casa quando quel respiro non ci sarà più.

Come sarà tornare e non vedere più quella coda agitarsi di felicità.

Come sarà il silenzio di una stanza dove per anni è esistito un amore così semplice e così vero.

So soltanto che, quando accadrà, una parte della mia vita se ne andrà con lei.

Ed è anche per questo che ho deciso di iniziare il mio libro da qui.

Dalla mia Nali.

Perché il vuoto che un giorno lascerà non sarà fatto solo di assenza.

Sarà fatto di tutti i momenti in cui l’ho amata.

E di tutti quelli in cui, in silenzio, lei ha amato me.

 

Dedica

A tutti gli animali che hanno attraversato la mia vita

insegnandomi un amore silenzioso, fedele e senza condizioni.

E a Nali, che senza parole mi ha insegnato cosa significa davvero amare.


marzo 01, 2026

IRAN SPERANZA LIBERA NEL DOPO KHAMENEI




La conferma della morte del leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei in un attacco militare degli Stati Uniti e di Israele ha scatenato reazioni contrastanti all’interno dell’Iran. Da un lato, gruppi di cittadini hanno preso parte a manifestazioni di lutto, condannando l’azione straniera e accusando apertamente Washington e Gerusalemme dell’escalation in corso. Dall’altro, in centri urbani e universitari si registrano vere e proprie feste di segno opposto con slogan contro il regime, eredità delle ondate di dissenso che agitano il paese dall’inizio delle grandi proteste di massa del 2025-26. Di gran lunga superiori.

La situazione interna ricorda, per dinamiche di fedeltà e opposizione, ciò che per anni abbiamo visto in Venezuela sotto Chávez e Maduro: una base di sostenitori del potere radicata in strati sociali meno istruiti o beneficiari dei sussidi statali, e un’opposizione formata soprattutto da ceti urbani, giovani e intellettuali critici verso l’autocrazia.  Anche l’Iran ha i suoi “enchufados”, così venivano definiti i protetti del regime venezuelano: persone inserite in posizioni di potere o di rendita grazie alla loro vicinanza politica e ai favori concessi dal regime chavista, oppure individui che venivano in qualche modo comprati in cambio di un chilo di fagioli, un pacchetto di farina e uno di riso di scarsissima qualità.

In Iran, però, il quadro resta complesso e drammatico: le proteste anti-regime degli ultimi mesi sono state duramente represse, con migliaia di morti e arresti documentati, e le autorità hanno imposto blackout delle comunicazioni per ostacolare il flusso di informazioni.

Questa polarizzazione riflette più ampiamente la profonda frattura sociale tra la minoranza che continua a sostenere il regime teocratico e chi assapora un cambiamento verso una società più libera e democratica. Nonostante le differenze storiche e culturali, la similitudine con il Venezuela evidenzia un fenomeno ricorrente nelle autocrazie: la tenuta di nuclei di fedelissimi che resistono anche di fronte alla crescente insoddisfazione popolare.

In Iran, la stragrande maggioranza — quella che oggi festeggia nelle strade di Teheran — è invece caratterizzata da un elevato livello di istruzione, sia femminile sia maschile. È la parte della popolazione che desidera una vita libera, democratica e giusta. Ahimè, è proprio questo che certi “opinionisti” non considerano quando determinati Paesi vengono liberati da nazioni che loro disprezzano. Ogni Paese ha diritto alla propria libertà: Venezuela, Iran, Cuba e così via. Avanti il prossimo!

COSMO DE LA FUENTE

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

COSMO DE LA FUENTE: IL PONTE ARTISTICO TRA ITALIA E VENEZUELA – SITO UFFICIALE E PROGETTI

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