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agosto 25, 2016
luglio 08, 2016
Una vita per una vita
Una vita per una vita
È strano pensare che
nei rapporti con un figlio dovresti essere la parte forte, quella che a volte
si impone, pensando di farlo per il bene ovvio, ma in realtà sei sempre la
parte più debole. Vivi per un figlio, quel figlio ti vede come un idolo finché
qualcosa cambia. Magari anche tu sbagli qualcosa, certo, nessuno è perfetto.
Pensi che tu perdoneresti qualsiasi parola, qualsiasi sgarbo o, addirittura, un peccato di tuo figlio, perché è parte di te.
L’amore di un genitore è
infinito. Un genitore soffre in silenzio. Accetta i colpi bassi per un figlio.
Improvvisamente non sei nulla e cosa fai?
Ti metti in un angolo e
speri che tuo figlio sia ugualmente sereno. Che stia bene anche senza di te, che viva felice malgrado ti abbia messo da parte.
Vivi nel ricordo di quando eri il
suo idolo. Vivi nel ricordo delle piccole cose vissute insieme a lui. Sei
sempre dalla sua parte. Sempre e comunque.
Sei sempre dalla sua parte,
anche se il dolore che ti causa dipende da lui, ma gli dai ragione…sempre. Bocconi acidi, amari, che scottano...ma è tuo figlio.
Sacrifichi la tua vita per
il bene della sua vita. Hai sopportato persone nemiche, con cui sei vissuto. Non puoi accettare l'inimicizia di un figlio. Mai.
Ma è tuo figlio. Ovunque si trovi. Ovunque ti trovi.
Una vita per una vita.
@cosmodelafuente
luglio 05, 2016
Un amore chiamato TORINO
La pagina con Torino in diretta!
La prima capitale d'Italia diventa protagonista.
Entra nella pagina e dai il tuo LIKE
ne vedrai delle belle!
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María Corina Machado emisario Venezolano para hablar con EEUU
Maduro propuso que Estados Unidos nombre un emisario
para hablar de la crisis y darle “una oportunidad a la paz”. Quiere hablar de
derechos humanos, crisis y paz. Disculpa Maduro pero las amargas carcajadas salen sin querer, oyéndote hablar de Derechos Humanos y paz.
En un discurso, Maduro hizo un llamado al
gobierno estadounidense para que se reúna con su gobierno y UNASUR para hablar
de la crisis que se dice vive Venezuela.
-"QUE SE DICE" - ???? no Maduro, no 'se dice', es la REALIDAD de
nuestro país, NUESTRO de los Venezolanos, no tuyo.
Estaría de acuerdo con que se inicien
contactos con Estados Unidos "al más alto nivel" y listo para reponer
las relaciones "a nivel de embajadores" al confirmar que quiere
dialogar con el país norteamericano, pero "con respeto" y
"sin imposiciones". De verdad eres còmico también hablando de 'respeto'.
Yo creo que el respeto no puedes exigirlo,
estamos hablando de tu dictadura, de tu genocidio, de tu violencia brutal hacia los
ciudadanos inermes, hambrientos y sin
medicinas.
"Yo le propongo al secretario (de Estado de EEUU) John Kerry,
vamos a designar embajadores", dijo Maduro durante un acto en el palacio
presidencial de Miraflores transmitido por radio y televisión.
Entonces, a ver ¿Quién podría ser el emisario esta vez? No nos digas Delcy Rodríguez, ya conocida por
cruel, infame y mentirosa. Un emisario correcto y respetuoso, por parte de Venezuela seguro no lo vas
a conseguir entre los narcotraficantes de la oposición. Te ayudo, yo vería muy bien a
Maria Corina Machado. ¿Qué te parece?
luglio 01, 2016
La fame in Venezuela
Migliaia di persone in fila per acquistare beni di prima necessità, razionamenti imposti dal regime e scaffali completamente vuoti nei supermercati. Molti, troppi i bambini che muoiono anche per denutrizione, che aggiunti a quelli deceduti per malattie non curate per la mancanza di farmaci, provano la catastrofe in atto nel paese.
La cancelliera Delcy Rodriguez ha mentito spudoratamente alla OEA dicendo che in Venezuela non c'è alcuna emergenza umanitaria, ma la verità è sotto gli occhi di tutto il mondo. Non possiamo parlare soltanto dell'inflazione,che è arrivata al 200%, con prezzi surreali, ma di vera crisi umanitaria. Le donne, gli anziani, i bambini in coda per poter alimentarsi, mentre agenti della polizia ne controllano la distribuzione. Nascono tafferugli e proteste perchè, nel paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo, grazie a un governo incapace, è diventato il più povero dell'America latina.
Saccheggi e furti sono all'ordine del giorno, ma il regime tace.
Corruzione e repressione sono gli ingredienti del regime di Maduro, che segue alla lettera i consigli e gli ordini del capo di stato cubano Castro.
La spaccatura tra governo e opposizione si dispiega su una vicenda
dolorosa, inerente la negazione dei più elementari diritti, quelli della
libertà di opinione: per l’opposizione si tratta di...prigionieri
politici, incarcerati per essersi espressi contro la dittatura del governo.
Maduro, il cui gradimento popolare è sceso sotto il 15%, finge di non sapere e ha portato il paese al collasso e vorrebbe, addirittura, disconoscere il Parlamente che è stato eletto dal popolo.
Il popolo è allo stremo delle forze e ha bisogno di un grande aiuto internazionale.
Un peso importante è quello delle forze armate che al momento sono fedeli a Maduro ma dentro le cui fila, di fronte al genocidio in atto, le coscienze cominciano a farsi sentire, così come il malcontento generale.
Noi venezuelani e italo venezuelani siamo costantemente in contatto con i nostri parenti, amici e familiari ancora residenti in Venezuela, uno stress e un'impotenza che ci ha resi tutti reporters di quanto accade nel nostro paese.
Il sole 24 ore:
-Nel mese di maggio ci sono state 170 manifestazioni di protesta
contro la mancanza di alimenti e medicine. In giugno il bilancio pare
ancora più pesante. «A onore del vero il cibo c’è – spiega Alvaro
Gutierrez, piccolo commerciante di materie plastiche – ma è
l’approvvigionamento che risulta complicato». Burro, farina e pasta si
trovano solo a giorni alterni, presentando la carta di identità.
L’ultimo numero, pari o dispari, sancisce il diritto all’acquisto. Sì o
no, una cabala impietosa, per un Paese con straordinarie ricchezze
naturali. Secondo uno studio della Ong,Centro de documentacion y analisis para los trabajadores, il 37% dei lavoratori resta in coda ogni giorno per reperire alimenti e farmaci di prima necessità. Le imprese non se la passano meglio: Coca Cola ha smesso di produrre in Venezuela a causa della scarsità di zucchero. E si allunga la lista delle compagnie aeree internazionali che rinunciano a volare in Venezuela o riducono i viaggi. Alitalia ha interrotto da tempo, Latam e Lufthansa hanno dimezzato il numero di voli.
Mauro Bafile, dirige da molti anni la Voce d’Italia, un quotidiano storico, quello della comunità italiana a Caracas, e racconta con amarezza che «di tessera annonaria aveva sentito parlare da suo nonno, in tempi di guerra. In Italia, prima che milioni di italiani migrassero a Caracas dopo aver patito la fame... Ma c’è un dettaglio importante: l’Italia lo era, il Venezuela non
è in guerra».-
per Mediacontact Communications, FamiliaFutur
giugno 24, 2016
Venezuela es una dictadura post-modernista
El diputado venezolano Williams Dávila afirma que en Venezuela se
vulneran los derechos básicos del pueblo y que un diálogo solo avanzará
con un referendo revocatorio, libertad para los presos políticos y la
apertura de un canal humanitario
Venezuela necesita de sus hermanos de la región para superar la
crisis que enfrentan, y según afirma un legislador venezolano, todos los
esfuerzos deben orientarse a la defensa de la democracia.
Estos conceptos fueron expresados por el diputado Williams Dávila,
miembro de la oposición venezolana y que en visita a Washington defiende
las acciones que hasta ahora han impulsado en su país.
En entrevista con la Voz de América, Dávila
aseguró que la Organización de los Estados Americanos tiene la inmensa
responsabilidad de cumplir con la responsabilidad como organismo
continental de promover y velar por la vigencia de la democracia.
“Más allá de una sesión de retórica diplomática, la OEA debe tomar
cartas en el asunto, reencausar la normalidad institucional de Venezuela
en aras de ese principio básico que le dio nacimiento a esta
organización en 1948 que es el derecho que tienen los pueblos de vivir
en democracia”, sostuvo Dávila.
Dávila advierte que los esfuerzos de tres ex mandatarios para buscar
un diálogo entre las partes tiene algunos avances pero no aquellos que
se espera para superar una difícil crisis.“Hasta ahora no ha habido diálogo de partes, este proceso tiene que fortalecerse a través de compromisos para respetar un mecanismo democrático como es la convocatoria a un referéndum revocatorio, y no puede haber progreso mientras tengamos presos políticos y en tanto no se abra un canal humanitario”, afirmó el diputado venezolano.
“Hoy en Venezuela hay una dictadura post-modernista porque hay un presidente civil, porque hubo una elección pero que se muestra como una democracia en apariencia porque no hay independencia de poderes, porque no podemos legislar y porque sus procedimientos no son democráticos”, afirmó Dávila.
(via Voice of America, voanoticias)
@cosmodelafuente
giugno 12, 2016
Calle sí, pero sin parar y hasta la meta
No
pertenecer a partidos, ni a colores políticos, te permite hablar de
manera cristalina, transparente.
Saqueos, protestas, lágrimas que son
expresión de la desesperación del pueblo.
Pagarán los culpables ya
reconocidos, y si hay, también los cómplices escondidos detrás de falsos
ideologismos, pagarán caro los que, para el propio beneficio, explotan
el sufrimiento de un pueblo hambriento y debilitado, pero que no es
estúpido, seguramente capaz de reconocer a los malandros al poder y, si
hay, a los falsos profetas que se visten de amigos.
Hambre
y enfermedades no esperan y la gente no va aguantar más. Estamos al
estallido. Pero un estallido que será imposible guiar.
Calle sí, pero sin parar y hasta la meta. Que no se alargue más la supervivencia de
este régimen. No más Venezolanos muertos de hembruna y falta de
medicinas, no tienen que ser piezas de un mácabro juego de un camino al
poder. Que nadie se atreva a oxigenar el proceso de muerte de este
maldito régimen. Porque lo que tenemos en las venas es la misma sangre
del pueblo y no glóbulos tóxicos políticos. ¿O no?
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