dicembre 31, 2006

Uomini e Donne


Non è la parodia della trasmissione della De Filippi ma soltanto la pubblicità di 'Pittarello'. Se avessimo messo una donna al posto del cane trascinato?
Mi sembra alquanto offensiva. Mi è arrivata dalla news di Marco. Cosa ne pensate?
Tra l'altro ho notato che in giro per il web qualcuno, linkando a questo blog, tenta, invano, di svalorizzare il punto di vista di quanti hanno pensato che Lucia Annunziata e la sua ignorante lettrice abbiamo commesso il grave errore di generalizzare sul conto dei padri. (vedi post precedente). Sono solitamente donne sole e piene di problemi che invito a partecipare attivamente al blog per scambiare qualche parere.
Ancora per troppo tempo dovremo dire che per i bimbi sono importanti sia la mamma che il padre? Non è la donna a dover insegnare al padre come si ama un figlio e nemmeno viceversa.
Continuate pure a scrivere a Lucia... mi raccomando.
Venezuela: Mi è arrivato l'articolo di David Puente , un venezuelano che in questi giorni si trova proprio a Merida (Ven). La situazione non è quella descritta da molti in Italia. Hugo Chavez è uno che non permette libertà di parola.
Ecco il link :
Meglio il Venezuela turistico di 'Laguna Blu'. Salutoni a tutti gli amanti di questo paese che seguono la trasmissione di Marcopolo e che mi scrivono pieni di entusiasmo.
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Lo scandalo della tv italiana, i super raccomandati e gli intrallazzi, prossimamente su
La Voce di Fiore .
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dicembre 28, 2006

Le sceneggiate dei padri separati


Quelle "sceneggiate" dei padri separati. Questo è quanto pensa una lettrice di
'La Stampa', di giovedì 28 dicembre. Scrive a Lucia Annunziata, pag. 42 e dice di essere stufa di sentire di padri (e non dice uomini) che uccidono o tentano di uccidere. Vorrebbe addirittura che il Santo Padre ne parlasse e che la gente si rendesse conto che un bambino può vivere anche senza padre.
(Questa idiota vive a Torino)
Ecco qual è stata la risposta di Lucia Annunziata
Mi piace il piglio con cui prende per la collotola questi padri separati le cui sceneggiate sono spesso più materia di cronaca nera che di drammi sentimentali. Effettivamente, il gesto del fuoco in tv davanti al proprio figlio va davvero considerato solo un gesto spiegabile con l'esapserazione della solitudine? O non un atto di brutalità soprattutto nei confronti di quello stesso figlio? Troppi uomini, troppi padri si concedono alla violenza. Troppi uomini sono ancora la ragione e la causa di drammi familiari. Ma il diritto alla paternità e maternità rimane eguale e inseparabile. Se agli uomini tocca fare una strada più lunga per arrivarci non significa che questa strada debba essere bloccata. Forse basterebbe dire che per una volta sono le donne a essere chiamate a esercitare un ruolo di guida, utilizzando la loro capacità, la loro sapienza, la loro generosità per insegnare agli uomini la direzione.
Io dico, invece: Vergognatevi a parlare di padri e non sapete nemmeno cosa provi la maggior parte dei padri. Cara Lucia Annunziata, l'uomo non ha bisogno di insegnamenti da parte delle donne perchè, a parte i pochi che perdono la testa, sono padri che amano i propri figli. Condanniamo allora tutte le madri perchè qualcuna ha ucciso il proprio figlio? A calci, a pugni o gettandolo dalla finestra.
Alla Signora Daniela Santus, che ha scritto, vorrei dire che sono certo si tratti di una frustrata malevola che sta sicuramente tartassando il proprio ex marito.
Scrivete a Lucia Annunziata
La Stampa - Via Marenco 32
10126 Torino
fax: 0116568924
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da Marcobiondo:
"Non è per penalizzare il padre è che sono sempre loro a commettere reati orribili."Quando diventa luogo comune dire queste bestialita' - qunado la menzogna ripetuta diventa scontata, senza neppure andare a controllare i dati ISTAT significa che siamo in un regime. Molto simile al regime nazista, ma strisciante, perche' ha parvenza di essere democratico.Il controllo sociale fatto sui mezzi di stampa, con i contributi - di stato - alle pari opportunita' per diffamare il padre, per impedirgli di crescere i suoi figli, per sbatterlo fuori dalla sua casa, per distruggere la famiglia, non potra' portare la pace. La guerra porta sempre la guerra e se lo stato fa la guerra al padre, sara' il padre a fare la guerra allo stato.Come disse Churchill, dobbiamo vincere, non ci e' concesso di perdere. Queste lettere sono provocazioni, come i manifesti di brescia. Vogliono delle reazioni violente per poter dire che hanno ragione. Ma dobbiamo smascherare questa violenza, la campagna contro il padre, che ricorda molto da vicino la campagna nazista contro gli ebrei. A chi faceva comodo prendersela contro gli ebrei per spogliargli di ogni avere e della loro dignita' di uomini?La storia e' una ruota che si ripete.
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"Brescia: Il padre è un mostro : La Voce di Fiore per i fatti di Brescia
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A proposito di mostri, anche in Messico il museo dei serial killers, per vedere il video di presentazione e ascoltare la mia voce in versione horror
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dicembre 26, 2006

ANNUNCI ECONOMICI



Vendo Chitarra Ibanez degli anni Ottanta.


Bellissima. Come da foto.
Telefonare, se interessati a
3476497126






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dicembre 25, 2006

25 Dicembre 2006


Para los amigos venezolanos y los italianos.

Feliz Navidad

Il Natale italiano è bellissimo, ricco di tradizioni , ma vorrei raccontarvi il Natale venezuelano che in spagnolo si dice ‘Feliz Navidad’. Anche in questo paese sudamericano il Natale è importante, i preparativi per le feste cominciano a ottobre e il clima di festa sacra finisce a febbraio, quando si comincia a festeggiare il carnevale.
Per chi non è abituato è curioso trascorrere le feste natalizie al caldo dei tropici. Gli odori e i profumi sono parte essenziale della descrizione.
Durante il periodo delle feste vengono allestite le ‘minitiendas’, (mininegozi), bancarelle tutte uguali e divise l’una dall’altra da sottili pareti in cartongesso ornate con mille luci colorate, che espongono di tutto, dall’artigianato tipico amazzonico a quello andino, dall’abbogliamento classico a quello popolare, dalla caramella al liquore allucinogeno.
La salsa e il merengue lasciano il posto a las ‘gaitas’, che sono delle canzoni tipiche natalizie.
La festa maggiore è la vigilia, la sera del 24 si cena e dopo si veglia tutta la notte. A mezzanotte si aprono le danze al suono di ritmi scatenati con la coreografia di milioni di fondoschiena femminili . Il piatto tipico del Natale venezuelano è la ‘hallaca’, un impasto di farina di mais, carne, frutta essiccata, avvolta da foglie di banano e cotta a vapore o in acqua bollente.
Il Venezuela è un paese di origini spagnole e il cattolicesimo è diffusissimo. Lo sa bene Chavez che non dimentica, durante i suoi estenuanti discorsi in tv, di mostrare sempre un crocefisso e di farsi il segno della Croce.
Ma la particolarità più curiosa è che il Natale lo si può anche trascorrere al mare. Il sole venezuelano è caldissimo e la vita scorre sempre allegramente per le strade dei paesini come nelle città. Nonostante il delicato momento economico che preoccupa il popolo, si respira sempre un’aria di festa. Si pensa più facilmente all’oggi e meno al domani. Il ritmo della vita, fuori di Caracas, è sempre tranquillo, lo stress è una sensazione sconosciuta.
Cosa sarebbero le feste venezuelane senza il loro caratteristico profumo. Quando ho voglia di ricordare e immergermi nell’ambiente in cui sono cresciuto, non faccio altro che concentrarmi sul profumo delle foglie di banano, dei fiori, del platano e delle arepas. In questi casi telefono alla mia compagna d’infanzia, mia sorella e le dico: - Torneremo a guardare il paesaggio dalla finestra della nostra cameretta a San Martin (zona popolare di Caracas dove sono nato e cresciuto) e se la casa sarà abitata da altri, chiederemo loro di lasciarcelo fare se invece è stata abbattuta ne costruiremo una uguale. Vogliamo tornare ragazzi e respirare l’aria frizzante della mattina caraqueña, osservare con attenzione la gente che cammina incurante del mondo lontano? – Alla gente di Caracas non frega niente di quel che accade in Europa o in America, di chi dorme in Australia o di chi fa l’amore in Giappone. E’ bello incantarsi a guardare i cagnolini randagi che come noi vanno in cerca di cibo, siamo felici per il solo fatto di esistere e chi se ne frega se non possiamo acquistare le magliette di marca, tanto a noi ci basta una canottiera e farci la doccia tutte le mattine .
(prelevabile citando autore e sito)

dicembre 22, 2006

Feliz Navidad


Feliz Navidad .... Buon Natale

In Venezuela stanno preparando le 'hallacas' e le minitiendas per la strada, al sole e al caldo tropicale. In Italia ci si prepara al pranzo di Natale e a ritrovarsi tutti insieme in famiglia. Speriamo che tutti i bambini del mondo possano a Natale abbracciare 'anche' il papà.
Auguri di buone feste.
Links:
1)Intervista a Ceccarelli
2)Il cannibale di Milwaukee si nasconde nella nostra società
3)La dolcezza di Maria - (In risposta a quest'articolo un bellissimo commento di Giovanna, mamma separata che ha capito l'importanza del padre per i suoi figli. Leggi cliccando
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Corazon Partido (3) dopo Natale

dicembre 21, 2006

Bambini sfortunati

Lo sfruttamento sessuale dei bambini ha raggiunti livelli insopportabili, l'Unicef denuncia l'aggravarsi di questo orribile fenomeno.

Unicef: 15.000 bambine e minori vittime di prostituzione
Lo sfruttamento sessuale di bambini e bambine ha raggiunto livelli spaventosi ed è in aumento nelle zone costiere del Kenya (...)
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"Grazie" è stata l'ultima parola che ha pronunciato Welby.
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(2)
(…) Corazon partido ®
Accidenti sono in ritardo e non trovo nemmeno da posteggiare. Mi sa che devo lasciare l’auto nel parcheggio a pagamento in piazza e farmi un pezzo a piedi, intanto avviso Giovanni al cellulare.
Mentre mi avvicino a passo spedito ho come la sensazione che quest’incontro non ha nulla di buono ma sicuramente sarà per via del mio pessimismo, d’altra parte cosa potrei fare? Io e Giovanni siamo amici da sempre, anche quando sono ritornato in Venezuela e ci sono rimasto due anni, siamo sempre stati in contatto non posso adesso tirarmi indietro e negargli il mio aiuto.
Lo intravedo già attraverso la porta di vetro del bar, seduto a un tavolino. Ci salutiamo e mi siedo anch’io.
- Io – Allora Gio’ che cavolo ti succede, cosa vuol dire che vuoi andartene e addirittura stabilirti in Venezuela. Non è mica dietro l’angolo-
- Gio’- Proprio perché non è dietro l’angolo è che voglio andarci. Ho bisogno di trasformazione, di cambiamenti, ho bisogno di rifugiarmi in un posto che mi dia l’illusione che la mia vita è un’altra…non questa-
- Io – Starai mica scherzando? Allora è vero che vuoi stabilirti. Non dovresti prima pensare e programmare la tua vita in un paese completamente nuovo?
- Gio’- Senti, sarà nuovo per me, ma non lo è per te. Hai sempre detto che volevi tornare a Caracas, che l’Italia ti stava stretta e cose del genere, allora? Andiamo a dare un’occhiata e se troviamo cosa fare ci fermiamo entrambi.
- Io – Ha ha ha… la fai troppo facile. Io ci sono nato e cresciuto, per te sarà un’altra cosa. Comunque se è per una vacanza posso anche accompagnarti, tanto più che da due anni non vedo la mia famiglia, ma resta inteso che si torna in Italia dopo massimo trenta giorni
- Gio’ – Io conto di restarci davvero.
- Io – Ma hai una figlia?
- Gio’ – Lasciamo perdere questo discorso, te ne parlerò in seguito..ora non ce la faccio.

Mentre cammino per andare al parcheggio ripenso alla nostra discussione e tutto mi sembra uno scherzo. Com’è possibile che un ragazzo come Giovanni,così incarnato in Piemonte, con una figlia e una famiglia legatissima a lui, possa decidere di andarsene definitivamente in un paese sudamericano? Domani vedremo, intanto comincio a parlare in agenzia sui costi biglietto aereo e disponibilità. Passo in ufficio e avviso anche i miei soci che le vacanze non sfruttate nel mese di agosto le prenderò ora a metà di settembre. Sono persino un po’ eccitato all’idea di andare a Caracas. (…)

dicembre 20, 2006

Corazon Partido


Corazon partido...cuore spezzato
Cosa succede quando una coppia di fatto scoppia e ci sono di mezzo dei bambini? Chi decide quale sarà il futuro dei minori? Sicuramente se ne occuperà il tribunale dei minori. Cosa è successo a Giovanni? La sua storia è molto lunga e ve la proporrò un pezzo alla volta, a puntate insomma. Cercate sempre a fondo post, per sapere come andrà a finire. Le vostre opinioni le posterò in modo che ci aiutino a capire quale sia il parere generale rispetto a situazioni di questo genere.

Corazon Partido (1)
Il dubbio di Giovanni ® (1)

Giovanni si è appena separato dalla sua compagna. Malgrado abbia appena compiuto 41 anni gli sembra che il mondo gli sia crollato addosso. Lui e Clara sono stati insieme per ben dodici anni, e insieme hanno vissuto molte esperienze di vita.
Mi ha chiesto informazioni sul Venezuela, ha intenzione di andarci e addirittura di stabilirsi. – Sei pazzo? – Gli urlo al telefono. Mi sembra proprio ridicolo che possa lasciare il suo lavoro alle ferrovie e che abbia intenzione di andar via.
-- Non mi hai detto sempre che il Venezuela è bellissimo? – Mi risponde. – Che un paese sia bello per farci una vacanza non significa che sia altrettanto piacevole viverci - Ho concluso.
In effetti il Venezuela è un bel paese, ha tutto: mare, monti, neve e foresta amazzonica. Caracas è anche una bella città, ma molto pericolosa ormai.
Un po’ lo invidio, ha coraggio da vendere sto Giovanni, è sempre stato così, anche quando si decideva di praticare qualche sport pericoloso, lui era il primo a buttarsi.
Da quando ha conosciuto Clara, però, è diventato un po’ più uomo di casa. Ma che cavolo è successo a quei due proprio non lo so. Giovanni e Clara sembrano fatti apposta per stare insieme. Non li ho mai visti litigare, chissà cosa sta succedendo. Cosa ne sarà di Ludovica, la loro piccola bambina? Gliel’ho detto un sacco di volte che è meglio sposarsi per avere un figlio, perché per gli uomini è difficile già il post divorzio, figurati quando non si è nemmeno sposati. Come siamo messi oggi sarà il tribunale dei minori a decidere e, in questi casi i cavoli sono veramente amari.
Comunque non è detto che questi due non ritornino insieme. Domani ho appuntamento con Giovanni in centro città, vediamo cos’ha da dirmi. Vi terrò informati su questa vicenda che comincia a preoccuparmi. Giovanni…se stati leggendo ti sarai riconosciuto sicuramente, spero che domani mi dirai che hai scherzato.
Se proprio vuoi farti un giro prendi un mese di aspettativa e ti dico dove andare in Venezuela, magari ti accompagno pure. Sarà una vacanza bellissima, non solo spiagge e discoteche, ti farò vedere qual è il popolo e le sue tradizioni. Parleremo con la gente delle baraccopoli e tutto il resto. Quando rientrerai in Italia sarai felice di riabbracciare tua figlia e magari farai anche pace con Clara. Dai io sono fiducioso, anche se ti ho sentito troppo giù. Comincio a preoccuparmi. Preferisco ascoltare quello che hai da dirmi… (…)
(Cosmo de La Fuente)

Post in evidenza: Laurea honoris causa a Mario Vargas Llosa- Carlos Gullì per Università di Torino

Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpreta l’ombra / El paradoja del antihéroe: cuando la luz interpreta la sombra

  (🇻🇪 Nota: La versión en español se encuentra en la parte inferior de este artículo) Il paradosso dell’antieroe: quando la luce interpret...