
Quelle "sceneggiate" dei padri separati. Questo è quanto pensa una lettrice di
'La Stampa', di giovedì 28 dicembre. Scrive a Lucia Annunziata, pag. 42 e dice di essere stufa di sentire di padri (e non dice uomini) che uccidono o tentano di uccidere. Vorrebbe addirittura che il Santo Padre ne parlasse e che la gente si rendesse conto che un bambino può vivere anche senza padre.
(Questa idiota vive a Torino)
Ecco qual è stata la risposta di Lucia Annunziata
Mi piace il piglio con cui prende per la collotola questi padri separati le cui sceneggiate sono spesso più materia di cronaca nera che di drammi sentimentali. Effettivamente, il gesto del fuoco in tv davanti al proprio figlio va davvero considerato solo un gesto spiegabile con l'esapserazione della solitudine? O non un atto di brutalità soprattutto nei confronti di quello stesso figlio? Troppi uomini, troppi padri si concedono alla violenza. Troppi uomini sono ancora la ragione e la causa di drammi familiari. Ma il diritto alla paternità e maternità rimane eguale e inseparabile. Se agli uomini tocca fare una strada più lunga per arrivarci non significa che questa strada debba essere bloccata. Forse basterebbe dire che per una volta sono le donne a essere chiamate a esercitare un ruolo di guida, utilizzando la loro capacità, la loro sapienza, la loro generosità per insegnare agli uomini la direzione.
Io dico, invece: Vergognatevi a parlare di padri e non sapete nemmeno cosa provi la maggior parte dei padri. Cara Lucia Annunziata, l'uomo non ha bisogno di insegnamenti da parte delle donne perchè, a parte i pochi che perdono la testa, sono padri che amano i propri figli. Condanniamo allora tutte le madri perchè qualcuna ha ucciso il proprio figlio? A calci, a pugni o gettandolo dalla finestra.
Alla Signora Daniela Santus, che ha scritto, vorrei dire che sono certo si tratti di una frustrata malevola che sta sicuramente tartassando il proprio ex marito.
Scrivete a Lucia Annunziata
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10126 Torino
fax: 0116568924
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da Marcobiondo:
"Non è per penalizzare il padre è che sono sempre loro a commettere reati orribili."Quando diventa luogo comune dire queste bestialita' - qunado la menzogna ripetuta diventa scontata, senza neppure andare a controllare i dati ISTAT significa che siamo in un regime. Molto simile al regime nazista, ma strisciante, perche' ha parvenza di essere democratico.Il controllo sociale fatto sui mezzi di stampa, con i contributi - di stato - alle pari opportunita' per diffamare il padre, per impedirgli di crescere i suoi figli, per sbatterlo fuori dalla sua casa, per distruggere la famiglia, non potra' portare la pace. La guerra porta sempre la guerra e se lo stato fa la guerra al padre, sara' il padre a fare la guerra allo stato.Come disse Churchill, dobbiamo vincere, non ci e' concesso di perdere. Queste lettere sono provocazioni, come i manifesti di brescia. Vogliono delle reazioni violente per poter dire che hanno ragione. Ma dobbiamo smascherare questa violenza, la campagna contro il padre, che ricorda molto da vicino la campagna nazista contro gli ebrei. A chi faceva comodo prendersela contro gli ebrei per spogliargli di ogni avere e della loro dignita' di uomini?La storia e' una ruota che si ripete.
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"Brescia: Il padre è un mostro : La Voce di Fiore per i fatti di Brescia
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A proposito di mostri, anche in Messico il museo dei serial killers, per vedere il video di presentazione e ascoltare la mia voce in versione horror
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