dicembre 26, 2010

Capodanno 2011 a Torino: Pasion Latina




Pasiòn Latina, a Torino e in tutta Italia. Prenota gli ultimi posti al Sabor Tropical, in provincia di Torino.

dicembre 23, 2010

Bigenitorialità: Buon Natale con la Ninna Nanna dei papà

Buon Natale a tutti i bambini, nella speranza che tutti rispettino i loro diritti, anche quello alla 'bigenitorialità'

Cosmo de La Fuente

dicembre 22, 2010

Bigenitorialità: una mamma su cinque non dichiara il padre. Qualcuna lo fa di proposito?




A molti (e) non piace che si dicano certe cose. La verità è che l'uomo è vittima del luogo comune di questo paese che insegue soltanto il dogma vaticanale.
Vogliamo capirlo o no che ci sono ottimi padri e padri scadenti e che ci sono ottime madri e madri scadenti.
Il padre ama i propri figli proprio come li ama una madre.
A quelle donne che li usano per vendicarsi degli ex compagni, fregandosene del diritto dei minori ad avere un padre, posso solo dire che sono delle stupide galline egoiste.

dicembre 21, 2010

Chavez: bavaglio alla Rete



Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano ora di Chavez, tutti quelle persone disinformate che mi hanno sempre dato addosso quando dicevo che il presidente del Venezuela preparava una dittatura. C'è una che scrive e che ha un blog in cui spesso pretendeva di parlare di Chavez. Credeva di sapere tutto lei. Cosa ne pensi ora? Ti piace questa democrazia? Ti piacerebbe che Berlusconi facesse la stessa cosa in Italia?

dicembre 17, 2010

Capodannno a Torino con il gusto tropicale


Cena, festa e tanto folklore. Unico nel suo genere.
CLICCA e scopri cosa ti riserva il Sabor Tropical

Festa come in Venezuela, anche in Italia [Cosmo de La Fuente]


Quanti sono i venezuelani o gli italo venezuelani che vivono in Italia? Le stime non concordano, ma cominciamo con il dire che sono parecchi, oramai. Dal sud al nord, un popolino proveniente dal Venezuela si è insediato in Italia, colpa, anche un po', della vitaccia che Chavez offre in Venezuela. Ora amico di Putin, ora di Berlusconi, ora di Ahmadinejad, promette vita dura nel paese di Simòn Bolivar, nel quale siamo cresciuti e di cui sentiamo tanta nostalgia. Il momento iù 'toccante' è sicuramente il Natale, come lo vivevamo al nostro paese, simbolo di queste feste sono le 'Hallacas' (leggi l'articolo e la ricetta di newnotizie cliccando qui) e il pan de jamòn.


Il Sabor Tropical, (guarda il video) grazie al vostro interesse, è diventato il simbolo della cultura venezuelana in Italia, non sempre fisicamente, ma lo è anche attraverso i contatti, le telefonate, le mail, le visite a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ci ritroviamo per parlare, un incontro che a volte è virtuale e spesso diventa anche fisico, sul posto.


Queridos amigos, que decirles, Feliz Navidad y pròspero 2011. Speriamo che non sia solo un augurio di Natale, ma che possa diventare il nostro futuro, per tornare a casa, almeno in vacanza senza paure e senza dover tacere.



...hallacas, ensalada de gallina, pernil, pan de jamón, dulce de lechosa, torta negra, ponche crema... y de todas esas comidas que alegran la mesa de la Navidad venezolana...
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dicembre 16, 2010

Chavez, Berlusconi, Putin: amici miei! [Cosmo de La Fuente]

Come mai alcuni si ostinano a parlare di Chàvez come se vivessero in Venezuela e sapessero come vanno le cose? Cosa ne pensano degli italiani che vivono in Venezuela e che si sentono cacciati dal paese come, anni fa, ha fatto Gheddafi (amico di Chàvez)? Perchè ci lamentiamo della mancanza di libertà di stampa italiana, che in realtà c'è e si difende un dittatore che ha chiuso televisioni e giornali di opposizione?
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dicembre 12, 2010

dicembre 11, 2010

Cosmo de La Fuente: musica, cucina, folklore del Venezuela in Italia






[articolo di Corinne Spennazza)
Uno dei maggiori rappresentanti del Venezuela in Italia è, certamente, Cosmo de La Fuente.
Indimenticabili le sue canzoni: Tormento de Amor, Baile Tropical, Amica, Bailando Meneaito.
Bravo attore di fiction e film italiani, e scrittore, giornalista seguitissimo dal pubblico italiano.
La vera cucina venezuelana, quella originale e segnalata dalle guide dei migliori ristoranti etnici in Italia, è quella di Cosmo. A seguire alcuni link che possono interessare.

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Contatta Cosmo a
cosmo@cosmodelafuente.com

dicembre 09, 2010

Federica Panicucci al posto di Barbara d'Urso. Guerra a Canale 5. Grande, bella, brava Federica

Bellissima Federica Panicucci, ma anche brava e professionale. Prenderà lei il pomeriggio domenicale di Canale 5 e si scatena la guerra della rete. Barbara d'Urso è inferocita, come una volta lo era contro la Perego.
CLICCA

[Mediacontact]

dicembre 03, 2010

Berlusconi: incidente nel parco di Arcore. Ospedale in tilt


[Mediacontact.it - CdF] Il premier italiano Silvio Berlusconi, nel tentativo di dimostrare a tutti che in realtà gode di ottima salute, stamane si è alzato di buonora ed è uscito dalla sua abitazione per un paio di ore di jogging. Dopo soltanto tre minuti di cammino e si sarebbe azzoppato a causa di un rametto al suolo.

La debolezza del cavaliere, denunciata già da Wikileaks, ha fatto il resto. Non si è riuscito ad alzare ed è rimasto al suolo per circa due ore prima che un guardacaccia arrivasse per aiutarlo ad alzarsi. Dopo un primo momento d’indecisione, dovuto al fatto che il passante si sarebbe chiesto se aiutare o soffocare il premier, ha prevalso in buon senso e ha chiamato un’ambulanza.


Dopo soltanto dieci minuti, quando Silvio cominciava già a non respirare bene, è giunto un mezzo del pronto soccorso con due soccorritori pronti a prelevare il ferito. Il premier, abituato a ben altro trattamento, ha chiesto che immediatamente fosse avvisato il servizio di “Ambulanza in limousine” per assicurarsi che il mezzo che avrebbe dovuto portarlo in ospedale fosse molto più lussuoso e le infermiere delle belle ragazze dalle tette sode.
Avvisati i medici e le infermiere del pronto soccorso, è stata organizzata una festa d’accoglienza in modo che il celebre malato potesse sentirsi a casa. Per far spazio, i malati comuni sono stati stipati in un’unica camera.


Oggi il referto. Questa notizia girerà il mondo intero perché ormai non ci sono altre notizie che interessino, soprattutto gli italiani. Se non farà il giro del pianeta, sicuramente arriverà, almeno, a Marco Travaglio o a Roberto Saviano.
Qualsiasi giornalista che vuol far carriera, deve superare almeno due anni di ‘apprendistato’ e poi 12 mesi di “Gossip berlusconiano” altrimenti non farà mai carriera.


(bullshitagency – New York) giornalismo di questi tempi] Alla luce del fatto che trasmissioni tv, giornali, ecc. si occupano quasi esclusivamente di Silvio, anche noi abbiamo deciso di seguirne la corrente. Da New York trasmettiamo le notizie su SB che restano, normalmente, segrete. Tutti hanno già detto tutto, allora vi informiamo su quello che non verrete mai a sapere dagli altri. Chiedi a Mediacontact.it

dicembre 02, 2010

Un unico pensiero: Silvio Berlusconi



L'Italia tutta è stata contagiata dalla sindrome di Travaglio. Con tutti i problemi che ci sono in questo paese:dalla mafia alla spazzatura di Napoli; dalla quasi povertà di alcuni ai problemi sorti dalla riforma Gelmini, ecc.
Com'è possibile che tutti continuini a pensare alle feste di Berlusconi? Ci interessa quello che dice quando fa la cacca, cosa pensa quando si fa la barba, quali sono i risultati degli ultimi esami del sangue, di che colore siano le sue mutande, insomma ci occupiamo solo di lui.
La sindrome è quella di Marco Travaglio, non non c'è che dire. L'uomo che ha costruito il suo successo su un unico argomento "Silvio Berlusconi". Presto potrebbe restare senza lavoro però, perchè il cavaliere potrebbe anche ritirarsi dalla politica. Lo scrittore ospite di Annozero, se non l'ha già fatto, dovrebbe cominciare a trovarsi qualcun altro su cui concentrarsi. Le mani avanti le ha già messe, dicendo che è di destra, il prossimo, quinti, potrebbe essere pescato dalle file della sinistra.

novembre 28, 2010

Yara Gambirasio: i primi indizi. Non dimentichiamola

Come padre, come uomo e come giornalista non posso non parlare di un caso importante come quello della tredicenne Yara Gambirasio. Fortunatamente, grazie alla collaborazione con Newnotizie, posso dare un aiuto anche io.
Non dimentichiamo Yara.


Cosmo de La Fuente
cosmo@cosmodelafuente.com

novembre 24, 2010

Emilio Fede: botte e pugni al ristorante per il direttore del Tg4

MILANO - Il direttore del Tg4, Emilio Fede, e' stato aggredito ieri sera in un ristorante a Milano da un uomo che lui stesso ha definito ''amico di amici'' e che lo ha preso a pugni in testa e faccia ''senza motivo''.

Fede stava cenando alla Risacca 6 di via Marcona con tre amici, marito e moglie e una loro amica, quando da un tavolo vicino si è alzato un uomo per salutare uno dei suoi commensali: "mi si è avvicinato, pensavo mi volesse salutare - racconta il direttore - invece senza alcuna ragione mi ha dato tre pugni in testa". Non era la prima volta che il direttore incrociava il suo aggressore: "lo conosco, l'ho visto qualche volta a Forte dei Marmi in estate e una a Milano, possiamo dire - spiega il direttore - che è amico di amici". Fede non ha alcuna idea del motivo dell'aggressione: "mi sono chiesto 'fatti una domanda e datti una risposta', e ho pensato che sono mancato a una cena cui mi ha invitatò". L'aggressore è stato subito fermato dagli uomini della scorta di fede e poi dai carabinieri, mentre il direttore del Tg4 è stato portato in ospedale dove, ricorda, gli sono state diagnosticate lesioni guaribili in venti giorni. Fede, assistito dall'avvocato Nadia Lecci, ha denunciato l'uomo per lesioni gravissime e minacce di morte.

AGGRESSORE FEDE E' SIGNOR 'AMARO GIULIANI' - E' Gian Germano Giuliani, l' imprenditore settantenne del noto amaro medicinale, l'uomo che ha aggredito ieri sera in un ristorante a Milano Emilio Fede. Lo ha confermato lo stesso direttore del Tg4.

LEGALE FEDE, ANCHE GRAVISSIMI DANNI DI IMMAGINE - L'aggressione a Emilio Fede ha causato al direttore del Tg4 "gravissimi danni personali e anche di immagine". Lo ha detto l'avvocato Nadia Alecci, il legale che già domani presenterà in procura a Milano una querela nei confronti dell'imprenditore che ha preso a pugni Fede. Nella querela l'imprenditore, oltre che per le lesioni provocate, verrà denunciato anche per le minacce lanciate al giornalista. "Gli costerà caro - ha commentato lo stesso Fede - dal punto di vista sia penale sia economico".

FEDE, ESCLUDO RAGIONI POLITICHE O SENTIMENTALI - "Non voglio fare il martire, escludo motivi politici o sentimentali dietro questa aggressione": lo ha detto Emilio Fede all'ANSA. Il direttore del Tg4 ha ribadito che, a suo avviso, l'unica ragione che potrebbe aver spinto Gian Germano Giuliani a dargli tre pugni è un invito a cena respinto. "Questo signore - ha detto Fede - può aver preso a dispetto solo una cena non confermata, ma sia con lui sia con la signora c'é sempre stata una storia di cordialità. Non c'é dietro nulla - ha sottolineato - che giustifichi una reazione simile". Nonostante l'aggressione e le lesioni subite, Fede oggi ha condotto comunque il Tg4: "ho avuto la forza di andare in onda anche se ho straparlato, ho detto - ha scherzato - 'e' come se avessi avuto una botta in testà".
Chissà quanti sorrideranno di questo ma, secondo me, c'è poco da ridere. Potrebbe capitare a chiunque di trovarsi di fronte un pazzo. C'è sempre qualcuno che può non essere d'accordo con noi e questo darebbe il diritto di picchiarci?
CdF

novembre 23, 2010

Gesù Cristo, il redentore, è tornato, si chiama Saviano

Rifiuti a Napoli? Saviano incolpa il Nord

[articolo di Il Giornale]

Quaranta minuti di telepredicazione di Roberto Saviano - lui la chiama «narrazione» - per mettere a nudo le cause dello scandalo rifiuti in Campania. Lo scrittore rifiuta (è il caso di dirlo) la parola emergenza: prolungandosi da 16 anni si tratta ormai di un dato fisiologico. Rifiuta ancora l’etichetta di «terroni zozzoni»: l’inventore della raccolta differenziata è nientemeno che Ferdinando II di Borbone, anno Domini 1832, monarca che invitò i concittadini a tenere separati «i frammenti di cristallo e vetro» pena l’arresto. «Non siamo predisposti alla monnezza», scandisce l’eroe di quell’«Ufo televisivo» che è il programma Vieni via con me secondo il quotidiano francese Le Monde.
E allora come mai Napoli è diventata la vergogna d’Europa? Che cosa ha portato a formare una montagna di spazzatura illegale gestita dalle ecomafie che secondo i calcoli di Saviano è alta addirittura il doppio dell’Everest? La risposta è semplice, i colpevoli additati ai milioni di spettatori sono due. Il Nord Italia e Silvio Berlusconi. Lo scrittore parla di responsabilità diffuse, politici, imprenditori, camorristi, massoneria deviata. Risale alla fine degli Anni Ottanta per accordi sottobanco che prevedevano lo smaltimento di rifiuti tossici in cambio del finanziamento di certe campagne elettorali. Fa scendere una lacrimuccia stabilendo che l'emergenza è scattata 16 anni fa: è il 1994, fatalità l’anno in cui Berlusconi vince per la prima volta le elezioni, quello fatidico della discesa in campo. E all’inizio del programma Fabio Fazio elenca tra i «desideri impossibili», assieme alla «tv che si occupi di politica ma senza politica che si occupi della tv», anche l’utopia che non si dica più «scendere in campo» ma «servire il Paese».
Ma contro Berlusconi non ci sono soltanto riferimenti generici e indiretti. Saviano fa leggere al regista Gabriele Salvatores le sette dichiarazioni in due anni del premier secondo cui «l’emergenza è risolta». Le promesse non mantenute, secondo lo scrittore, sono anche peggio degli sporchi traffici camorristici perché rubano la speranza ai meridionali, gli cuciono addosso etichette che non meritano. Salvatores legge e Saviano ridacchia. Ed ecco cucita addosso al premier l’etichetta di quello che ha alimentato il caos.
L’altro imputato è il Nord. «La dinamica è semplice - dice il nuovo Savonarola - le discariche sono piene, la magistratura le sequestra, i camion non scaricano, la monnezza resta per terra, si moltiplicano i roghi per bruciarla». Accidenti, ci voleva Vieni via con me per smascherare quello che è sotto gli occhi di tutti. «Tutta colpa della politica, ha fatto tutto in modo disastroso, destra o sinistra sono uguali anche se le responsabilità sono diverse. Sono stati spesi otto miliardi di euro in 10 anni per l’emergenza, una massa di denaro su cui la politica ha speculato senza risolvere nulla, ma facendo guadagnare una delle più grandi aziende d’Europa, la camorra».
E perché le discariche sono piene? Forse perché c’è un solo inceneritore in tutta la regione fatto aprire dall’esercito schierato da Berlusconi e funzionante per appena un terzo del potenziale? Forse perché ogni paesucolo dichiara guerra allo Stato quando nelle vicinanze si ipotizza di aprire un nuovo smaltitore? Forse perché la camorra sobilla la popolazione per non perdere l’eco-business che vale un fatturato pari a quello di Telecom? No. Colpa dei rifiuti del Nord. Le aziende del Nord hanno sversato in Campania parte dei rifiuti destinati allo smaltimento in Africa. La grande distribuzione del Nord ha strangolato gli agricoltori del Sud obbligandoli a trasformare i frutteti in ricettacoli di ecoballe perché così i terreni rendono di più. «Nord-Sud, Nord-Sud: è questo il messaggio che deve passare», ripete Saviano il quale accusa i politici che dicono: non vogliamo la spazzatura di Napoli. «Invece la monnezza è di tutti, il Paese è fatto di vasi comunicanti - pontifica lo scrittore - ragionare così è da codardi, miopi e in malafede». Da intoccabili, verrebbe da aggiungere.

Come Saviano. Tra i «desideri impossibili» di Fazio, infatti, c’è anche la museruola al Giornale: «Nessun giornale faccia più una raccolta di firme contro Roberto Saviano perché non è un partito politico ma è molto di più, è una persona». La formula dell’elenco invece rende molto misero l’intervento del comico Corrado Guzzanti, l’unico a strappare qualche sorriso con le sue freddure contro tutti.

Ma, insomma, chi crede di essere questo, forse il nuovo Gesù Cristo? Un gagnetto di 29 anni che lanciato al successo, per errore, si sente improvvisamente il nuovo redentore, una sorta di santone che pensa di possere la verità su tutto. Questo tipo di persone dimostrano solo di esser degli ignorantoni, perché la bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Ha dimenticato, lo sciocchino, che le tasse che si pagano al nord, vengono utilizzate soprattutto per il sud? I numerosi falsi invalidi che mantengono i settentrionali lo calcola questo spacconcello?
CdF

Da mesi ormai non si fa altro che parlare dello scandalo dei falsi invalidi, finti ciechi e finti pazzi scoperti a Napoli nella zona del Pallonetto di Santa Lucia, che grazie ad una serie di connivenze e complicità con politici, medici e funzionari comunali, per anni hanno truffato lo Stato. Dato il sospetto che lo scandalo del Pallonetto non è l’unico imbroglio in questo settore, per cercare di arginare il fenomeno, sono stati infittiti i controlli da parte dell’INPS. Dei 200 mila controlli effettuati su scala nazionale nell’anno 2009, quasi il 20% di essi (circa 38 mila) sono stati effettuati a Napoli e nell’anno corrente già sono state chiamate a visita di verifica circa 12 mila persone sulle 100 mila chiamate su tutto il territorio nazionale. Nei comunicati dell’Istituto di Previdenza si parla di 50 mila pensioni sospette.
Cosmo

novembre 18, 2010

Travaglio e Saviano come Caino e Abele...sotto sotto si detestano

Come Caino e Abele: Travaglio non ci sta! Saviano, fai un passo indietro .Il dio Marco Travaglio, sebbene dica di essergli amico, sotto sotto non vede di buon occhio Saviano. Come Cristo e l’Anticristo, come il bianco sta al nero, come Di Pietro a Berlusconi, cominciano a stare sullo stesso piano. Questo non piace a Marco, l’uomo che s’illude di discendere da Dio e di vedere il tutto e il niente.
Si sa che in tempo di crisi bisogna salvaguardare il proprio lavoro e quando vivi di ‘giornalisimo’ anche se pessimo, anche se sulla pelle degli altri. Oggi, però, la pelle è anche la sua. Saviano comincia a spaziare, eppure avevano i ruoli ben definiti: uno si occupava di Berlusconi e l’altro doveva parlare, sempre e solo di Mafia. Lui si che poteva parlare di mafia, non citiamo quelli che la combattono faccia faccia, tacciamo su Maroni che si è impegnato a far guerra alla malavita organizzata; sono solo particolari se accostiamo alla saggezza dello scrittore. Maroni? NO!! Non doveva avere tanto successo dimostrando di aver, veramente, fatto terra bruciata intorno alle mafie. Ora, tutto quello che ha detto, che la Lega conversa con le mafie cade in ridicolo.
Che cosa vuole Saviano che, in qualche modo, sta oscurando l’immagine “simpaticona” e “ironica” di Marco Travaglio, che gode talmente tanto quando parla da Santoro che quasi trema. Le sue risatine isteriche. Ora Saviano, con i suoi monologhi, sta veramente dando noia Travaglio.
Che cosa fare allora? Con finta modestia e con fare da insegnante dice: “Sono amico di Saviano ma posso anche criticarlo”. Lui, il dio delle chiacchiere, il signore dell’antiberlusconismo, si adagia e guarda Saviano, lo critica, perché (pensa) la sua critica è come un tesoro, le sue parole sono sacro insegnamento.
Una lotta tra titani? Il livello d’insignificante accozzaglia di pensieri, monotoni, triti e ritriti, che colano sempre uguali.
Tra Saviano e Travaglio si è incrinata l’amicizia, che tanto reale non era.
Qualcuno ha detto che Travaglio voleva un Saviano “travagliato” ma non è così. La verità è che voleva non si avventurasse nel discorso politico berlusconese, quello doveva restare off-limits. Come sopravvivranno al dopo Berlusconi? Non ci sarà l’oggetto della discordia, non ci sarà nemmeno la materia di discussione.
Queste le parole di Travaglio:
“Mi concentro su quanti mi domandano perché criticare un grande e coraggioso scrittore come Roberto Saviano. Io non ho criticato Saviano in quanto grande e coraggioso scrittore. Ho semplicemente detto che, rispetto alle attese che aveva suscitato con un programma tutto suo, mi aspettavo qualcosa di più. Se ho citato Dell’Utri, Berlusconi, Cuffaro, i rapporti mafia (o camorra) e politica, le trattative Stato-mafia ai tempi delle stragi, non è certo perché pretendessi, come mi scrive qualcuno, che “Saviano facesse il Travaglio”. Ma perché erano stati proprio Saviano e Fazio a preannunciare che quelli sarebbero stati alcuni dei temi trattati nel loro programma. E credo che sia stato proprio per questo che i vertici Rai hanno provato a bloccare il programma col pretesto dei costi troppo alti. Sono amico di Roberto Saviano… Criticare il suo programma non è la stessa cosa. Tra persone che si apprezzano e si stimano, la lesa maestà non ha cittadinanza: le critiche, anzi, sono un gesto di amicizia che può arricchire e aiutare a crescere. In questo spirito ho criticato Roberto, confidando che nelle altre tre puntate di Vieni via con me ritrovi quella magnifica “spettinatura” che ne fa un intellettuale atipico, disorganico, disomogeneo, sorprendente, estraneo a ogni etichetta e a ogni “presepe”. Un intellettuale che ama l’Italia e dunque, necessariamente, “anti-italiano”. Chi vuole trasformarlo in un santino infallibile e incriticabile non sa quanto gli vuole male. Gli elogi agli infallibili e agli incriticabili non valgono nulla. Anzi, non sono neppure elogi: sono servi encomi”.
Dio ha parlato, ora siamo più dotti. Ma fammi il piacere! Che discorsi logori e abusati.
Cosmo de La Fuente

Iovine: il video dell'arresto

novembre 16, 2010

Fini: la giostra. Un padre che ruba ai propri figli

Fini da Saviano: la giostra di un dio minore
La destra è a destra, la sinistra sta a sinistra, del centro, invece, nessuna traccia. Una pagliacciata la partecipazione di Fini e Bersani alla giostra di Fazio e Saviano.

La sinistra che guarda verso destra e viceversa.
Una finta par condicio che vuole prendere in giro gli italiani, la politica italiana ridotta alla destra e alla sinistra. I milioni di elettori che non si riconoscono in Fini, lo zerbino della
Tulliani e nemmeno in Bersani, così debole e insignificante, dove li mettiamo? Come si permette Fazio a fare il Chávez della situazione? Sta nascendo un nuovo dio?
Questo Saviano, con un linguaggio e un atteggiamento che lo avvicinano di più a "Alice nel paese delle meraviglie", che si è ritrovato un pacco in mano che non sa come scartare, cosa vuole? Come parla? Quello sguardo non m‟ispira fiducia. Si trova sul piedistallo ma non sa nemmeno il perché. L‟importante è parlare. Le oche starnazzanti sorrideranno delle sue battute idiote, acclameranno qualsiasi cosa dice perché fa chic.

Il partito di Fini cosa crede di fare? Non si è mai confrontato con gli altri.
“Il mondo è marcio, il nord è marcio, tutto è marcio” sostiene Saviano; i politici sono pavidi e corrotti (eppure ne ha due vicino), è arrivato "San Saviano del Rimpianto" a salvare l‟Italia. Quanti luoghi comuni alla: “rosso di sera bel tempo si spera”, il rosso di Bersani o il „rosso‟ che ricorda il sangue morale versato dalle ferite che Fini ha inferto al popolo italiano rinnegando, non solo la scelta degli elettori, ma soprattutto se stesso. Chi è così stolto da fidarsi del classico uomo zerbino troppo usato dalla sua donna.

Saviano è uno scrittore che s'illude di lottare contro la criminalità mafiosa dimenticando che sono moltissimi quelli che „seriamente‟ lottano contro la malavita. Chi crede di essere questo tipo?
Fini vuol mostrare a tutti di essere finalmente diventato un diavolo buono, non più l‟alleato di Berlusconi, ha impiegato quindi anni a capire che, come Lucifero, era necessaria una scelta, magari di allearsi con gli „altri‟. Chi si fida di un tipo così deve proprio essere un ingenuo. Rinnega tutto il suo passato pur mantenendone i valori, a parole.
Tutto si terminerebbe con una stretta di mano. Sono contenti. Credono di aver fatto fuori l‟ostacolo.
Poveri illusi. La giostra non funziona, comunque vada, resterà un dio minore.
Cosmo de La Fuente

novembre 14, 2010

MEDIACONTACT.IT -Licia Colò: gli occhi dell'amore



Secondo l'inchiesta telefonica di Mediacontact.it
Al Primo posto Licia Colò è la donna ideale come compagna.
Al secondo posto : Maria Luisa Busi
Al terzo: Paola Perego

La domanda comprendeva bellezza, intelligenza, affetto e tutti i colori della convivenza.
Belén Rodriguez al 21° posto.

Carlos Cosmo Gullì per Mediacontact
N.ro 900 telefonate equamente suddivise tra
nord-centro-sud

novembre 10, 2010

novembre 07, 2010

Francesco Nuti: un grande e attesissimo ritorno al festival del cinema di Roma

Il protagonista del festival del cinema è Francesco Nuti. Il documentario Francesco Nuti... e vengo da lontano rende presente l’attore nonostante si trovi a casa in riabilitazione.

Il regista Mario Canale ha voluto ripercorrere i momenti felici della carriera di Nuti proponendo scene da film, evidenziando la passione che l’attore aveva per la musica e le canzoni, ricordando la partecipazione a Sanremo e il suo difficile rapporto con il mondo femminile che sfociava in un disarmante, tenero ma confuso sentimento.

Il grande Nuti non riesce a parlare da quattro anni a seguito di una caduta che le aveva causato il coma, un delicato intervento chirurgico e l’uscita dal coma dopo ventidue giorni costringendolo su una sedia a rotelle.

Il Malincomico: la lettera del “malinconico” letta prima della proiezione dal suo ultimo amore Annamaria Malipiero, madre di sua figlia Ginevra che recita così: “Mi dispiace non essere presente. Ho ricominciato a lavorare ma non sono ancora forte abbastanza. La parola stenta a scivolare e dopo cento passi devo riposare. Sto ricominciando perché è difficile rinunciare al cinema. Al cinema tutto è possibile, dal più grande successo alla peggiore rovina, ma si deve sperare sempre. Un bel sorriso. Cecco”.

Sono tutti presenti gli amici più cari: il regista Veronesi; Alessandro Benvenuti; Carlo Verdone; Ornella Muti; Giuliana De Sio e molti altri. Grande commozione in sala e il ringraziamento della donna di Nuti: “ E’ solo grazie all’amore degli amici che non l’hanno dimenticato se ce l’abbiamo fatta e se Francesco è ancora in grado di donarci il suo sorriso”. Qualche lacrima solca il volto dei presenti e sorge spontanea una domanda che resta nella mente di tutti pur non essendo pronunciata: - Perché l’Italia del revival l’ha dimenticato? – Ora, però, non bisogna recriminare, al festival del cinema Francesco Nuti è il vero protagonista.

Il rientro del grande regista toscano non dovrebbe tardare. Francesco Nuti ha promesso di tornare e tutti i suoi amici lo aspettano con ansia. I veri talenti non si scordano mai.

Cosmo de La Fuente

novembre 06, 2010

Sabrina Misseri è l'unica assassina. I mostri esistono.

I mostri esistono, Sabrina Misseri e sua mamma Cosima ne sono l'espressione più vicina a noi.
Sabrina Misseri è l’assassina. Suo padre Michele non avrebbe ucciso Sarah. Ci sono altri responsabili, forse la madre Cosima.
L’assassina è Sabrina e forse anche Cosima. Il padre si sarebbe addossato tutte le colpe per salvare la figlia e la moglie, le due comandanti di casa.
Un omicidio raccapricciante che potrebbe diventare il caso del secolo, per la crudeltà dell’assassinio e per la falsità di zia e cugina della povera Sarah, barbaramente uccisa per gelosie di famiglia. Sabrina perché gelosa di Ivano e la mamma, Cosima, perché odiava la nipote perché più bella delle proprie figlie. Se questo risultasse vero saremmo di fronte alla malignità di una strega.
E’ ‘Quarto grado’ su rete4 ad annunciarlo.

novembre 05, 2010

Sabrina Misseri: l'assassina resta in cella. Le tre donne come mantidi fanno fuori il maschio.

Taranto - Un sopralluogo dei magistrati che coordinano le indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi è stato effettuato in via Grazia Deledda, davanti la casa di Michele Misseri, per cercare di ricostruire quanto avvenuto il pomeriggio del 26 agosto, quando, lo zio della 15enne uccise la ragazzina.

Il sostituto procuratore Mariano Buccoliero, e l'amica di Sabrina Misseri, Mariangela Spagnoletti, divenuta ormai "teste chiave" nell'inchiesta della Procura di Taranto, hanno ricostruito il percorso che Mariangela e Sabrina, quel pomeriggio fecero in auto, per cercare di verificare quanto raccontato dalla cugina di Sarah nel corso degli interrogatori. Oggi sono stati nuovamente sentiti in caserma, ad Avetrana, alcuni dei vicini di casa di Michele Misseri.

Intanto si è appreso che la Procura ascolterà nuovamente Michele Misseri ma non ci sarà il confronto con la figlia Sabrina, accusata di concorso in sequestro di persona e omicidio.
Il parere
A poco sono servite le performance di Sabrina, il suo urlare l'innocenza che diventa sempre meno credibile; inutile lo sforzo della sorella Valentina che oltre ad essere lontana al momento dei fatti, difende a spada tratta la sorella ed è sicura della colpevolezza del padre (del maschio), come delle mantidi fanno fuori il maschio di famiglia e gli chiedono l'estremo sacrificio di accusarsi da solo e scagionare l'ape regina 'Sabrina'. Cara Valentina non puoi essere certa al 100%, non c'eri.

ottobre 28, 2010

Ospedale di Rivoli (Torino); pronto soccorso, malasanità in Piemonte e in tutta Italia. Racconta, non tacere! "In un anno 242 casi e 163 decessi"

Sono 242 i casi di malasanità verificatisi nel nostro Paese in poco più di un anno, da fine aprile 2009 a metà settembre 2010, attualmente all'esame della Commissione parlamentare sugli errori sanitari. 
Di questi, 163 si sono conclusi con il decesso del paziente e 186 sono attribuibili a presunti errori mentre 56 ad altre cause. A rendere noti questi numeri è la stessa commissione presieduta da Leoluca Orlando.
Dal rapporto emerge anche una poco onorevole classifica, dove ai primi posti con oltre la metà dei casi ci sono la Calabria (con 64 casi di malasanità e 50 decessi) e la Sicilia (con 52 casi e 38 morti). A seguire il Lazio, con 24 casi e 14 decessi, e poi Puglia, Campania e Lombardia con 15 casi, il Veneto con 14 e la Toscana con 12 casi. L'Emilia Romagna, la Liguria, il Piemonte il Friuli Venezia Giulia e l'Abruzzo vantano meno di 10 casi.
E' ora che capiscano che nessuno vorrebbe essere in un ospedale a farsi curare.

All’ospedale di Rivoli ci sono stato di persona e ci sono stato anche per  mia mamma che accusava fortissimi dolori dovuti a una pancreatite acuta. Atteggiamento disinteressato, freddezza e soprattutto mancanza di delicatezza per chi sta soffrendo in un  soccorso. 
In realtà non sono  poche le lamentele che stanno arrivando circa l’ospedale di Rivoli e credo che occorra mantenere alta la guardia.  Fateci sapere quando qualcosa non va, noi daremo voce a chi voce non ne ha. Scrivete e documentate qualsiasi sopruso e, soprattutto, qualsiasi caso che possa rientrare nel termine di "malasanità" in Piemonte o altrove. 

Scrivete a CdF scrivi a
familiafutura@gmail.com

ottobre 27, 2010

Sabrina Misseri si spogliò in auto per Ivano e lui la respinse. Nuove scottanti rivelazioni


Folle gelosia assassina.
Dall’ordinanza del gip di Taranto, risulta che Sabrina era pazza per Ivano, una vera ossessione. Pochi giorni prima del 26 agosto, Ivano era stato invitato da Sabrina a un colloquio riservato in auto, in realtà appena entrati lei si spogliò offrendosi a lui.
Ivano, in maniera gentile, la respinse e questo lasciò dei segni tremendi nella mente della ragazza che, inconsciamente, riteneva Sarah la vittima del rifiuto. Claudio Scazzi era al mare, qualche giorno dopo il fatto, non c’era Sabrina, e tutti parlavano di questa vicenda dell’auto.
Il fratello della povera quindicenne, parlando con Ivano davanti agli altri sulla spiaggia, dell'episodio delle avances e più in generale del suo rapporto con Sabrina, avrebbe fatto capire a Ivano, non si sa quanto scherzosamente, che sua cugina aveva una vera cotta nei suoi confronti: la stai illudendo, è il senso delle parole che avrebbe pronunciato Scazzi a Russo.
Tutto questo è stato vagliato anche dagli inquirenti.

Concetta, mamma di Sarah: Sabrina mente! E' peggio della Franzoni



Sarah Scazzi, la mamma: il dilemma è vedere chi l'ha uccisa
La mamma di Sarah Scazzi sembra scioccata dalle ultime rivelazioni riguardo l'omicidio di sua figlia. Forse Sabrina Misseri
era col padre quando gettarono il cadavere di Sarah nel pozzo, ma lei continua a negare. "Bisogna vedere chi l'ha uccisa. E' qui il dilemma", confida Concetta.
La mamma di Sarah Scazzi sembra scioccata dalle ultime rivelazioni riguardo l'omicidio di sua figlia. Oggi sono stati pubblicati stralci di un interrogatorio fatto a Sabrina Misseri, che rivelerebbe un buco nella ricostruzione da lei fornita il giorno della morte della cugina. Sembra infatti che il telefonino di Sabrina, intorno alle 15.19, abbia trasmesso un messaggio nei pressi della zona del pozzo dove fu seppellito il cadavere di Sarah Scazzi, presso la contrada Mosca. A dimostrazione di ciò i tabulati del cellulari che evidenziano quale cella telefonica ha captato il segnale. Nello stesso momento, invece, l'amica Mariangela, sempre dai tabulati, sembra essere da tutt'altra parte. Sabrina continua però a sostenere di essere stata sempre con l'amica Mariangela e i suoi legali, Vito Russo ed Emilia Velletri, spiegano: "Non è detto che abbia mentito: potrebbe esserci stato un rimbalzo della cella telefonica, spesso i tabulati mentono". Insomma, non può essere una prova schiacciante. Concetta, la mamma di Sarah, intervistata da News Mediaset ad Avetrana, non riesce a capire il nesso logico di tutta questa vicenda che le ha distrutto la vita. "Tuttora io non credo che lui abbia fatto queste cose - si sfoga Concetta - Non mi so spiegare quello che hanno fatto. Non me lo so spiegare. Una spiegazione logica non ce l'ho. Non si può uccidere una persona per cose futili". La mamma di Sarah non può credere che la figlia sia stata uccisa per colpa di una stupida gelosia nei confronti di un ragazzo, affermando che se si andassero ad "ammazzare tutti i gelosi allora qui non resterebbe nessuno". Concetta poi spiega che ciò che vorrebbe in questo momento è prima di tutto sapere la verità, come sono andate le cose. Secondo la mamma di Sarah Sabrina "non dirà mai la verità" mentre la sta dicendo Michele Misseri. Non sa cosa pensare Concetta che spiega che "colpevoli sono tutti e due perché se lui ha occultato il corpo è colpevole. Bisogna vedere chi l'ha uccisa. E' qui il dilemma", concludendo: "Qui è tutto ingarbugliato".

Zerca Majlovich
Vacilla l'alibri di Sabrina Misseri (ore 17.00)

Alle 15.19 del 26 agosto era in zona Lecce, dove c'era cadavere
Taranto, 27 ott. (Apcom) - Vacilla l'alibi di Sabrina Misseri. Secondo i tabulati telefonici arrivati in questi giorni in Procura la ragazza alle 15.19 del 26 agosto non era, come ha raccontato, alla ricerca di Sarah, ma il suo cellulare ha agganciato la cellula di Nardò in provincia di Lecce compatibile con quella dove è stato trovato il cadavere di Sarah. I tabulati sono arrivati nei giorni scorsi sui tavoli degli inquirenti che hanno analizzato un sms arrivato sul telefono di Ivano alle 15.19 minuti: da quel contatto gli investigatori si sono convinti che Sabrina Misseri non era ad Avetrana, come lei stessi aveva rilevato, ma si trovava nei pressi del pozzo dove poi era stata ritrovata Sarah. Secondo gli investigatori, 40 minuti di vuoto nell'alibi della ragazza, insieme ai 45 minuti utilizzati dal padre, che era arrivato a 'lavorare' i fagiolini alle 15.45, fanno sì che sia possibile ritenerla responsabile anche di occultamento di cadavere. I suoi legali, Vito Russo ed Emilia Velletri, contestano ai magistrati la ricostruzione delle celle, in quanto se le celle telefoniche sono sovraccariche non è detto che aggancino la cella di competenza ma una cella più lontana, rimbalzando da un posto all'altro. La Procura non ritiene credibile questa versione e starebbe lavorando ad una propria che incastrerebbe definitivamente la ragazza.

Sabrina e Michele Misseri buttarono insieme il cadavere nel pozzo. Sabrina sarebbe un'assassina epocale nella storia della cronaca nera italiana.




(Mediacontact.it)Negli stessi minuti in cui Michele gettava il cadavere di Sarah nel pozzo in zona Mosca, il cellulare di Sabrina risulta essere nello stesso identico posto. Entrambi i cellulari, sia quello di Michele che quello di sua figlia agganciano la stessa cella.
Sabrina nasconde qualcosa di veramente grosso e sarebbe colpevole almeno quanto il padre. Sperava che facendo fuori sua cugina avrebbe avuto un terreno facile nella conquista di Ivano, raggiungendo anche lo scopo di eliminare la possibilità che il paese venisse a sapere delle molestie di Michele verso Sarah.
Se quest’ipotesi verrà confermata, Sabrina passerà alla storia come una delle peggiori assassine che l’Italia possa ricordare, fredda e capace di fronteggiare anche gli inquirenti.
Le produzioni cinematografiche si starebbero già organizzando per produrre, una volta risolto il caso, un film dalla sceneggiatura e colpi di scena che nessuna mente sarebbe riuscito a fare. Chi interpreterà il personaggio di Sabrina Misseri?
info@mediacontact.it
CdF

ottobre 26, 2010

Olocausto : la Germania era d'accordo con il genocidio

E’ la tesi che quattro ricercatori tedeschi espongono in un saggio di prossima pubblicazione, dal titolo “Il potere e il passato”.
Il libro sgretola un mito rimasto intatto dal dopoguerra a oggi e spiega come il ministero abbia coperto le sue responsabilità storiche.
“Il ministero degli esteri era coinvolto nella politica di violenza del nazional socialismo”, sostiene uno dei quattro coautori. “Partecipò attivamente alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei d’Europa ed è stato, non si può dire diversamente, un’organizzazione criminale”.
Lo studio, commissionato nel 2005 dall’allora ministro degli esteri Joschka Fischer, è stato apprezzato anche dall’attuale titolare della diplomazia di Berlino.
“Andrà a integrare le letture obbligatorie per la formazione dei nuovi diplomatici. Ci sono rivelazioni scioccanti, che segnalano quanto i vertici del ministero fossero coinvolti nei crimini del Terzo Reich. Se ne parlerà ancora per molto tempo”.
Il libro sembra destinato a suscitare polemiche, tanto più che diversi simpatizzanti del Reich conservarono i loro incarichi al ministero anche dopo la guerra.
Una vergogna tedesca! Impossibile dimenticare. Altro che razza ariana.

Sarah Scazzi : trovata l'arma del delitto in casa

Potrebbe esserci una svolta nel caso di Sarah Scazzi, nell'ambito delle ricerche dell'arma del delitto. Secondo alcune indiscrezioni che giungono da Avetrana, sarebbe stata ritrovata la corda che avrebbe strangolato la 15enne uccisa il 26 agosto dallo zio Michele Misseri, con la complicità presunta della figlia di quest'ultimo, Sabrina Misseri.
Il, consulente per la famiglia Scazzi, ha infatti rilasciato una dichiarazione: "Ci sono una serie di reperti che possono essere esaminati anche per capire se ci può essere l'arma del delitto", lasciando intendere però che qualcosa di realmente concreto è stato trovato nell'ultimo sopralluogo compiuto nella casa dell'assassino.
Non tutto è chiaro! Cosima nasconde molto di più.
(Mediacontact)

Silvio Berlusconi : colto da eziologia da ipercheratosi biomeccanica

[BA – Milano] trambusto e confusione in casa Berlusconi per un improvviso peggioramento del callo interdigitale tra melluce e illice, che da alcune settimane stava tormentando il cavaliere. Erano giorni che il presidente del consiglio non godeva più del suo buon umore e non sopportava nemmeno di sentire racconti e barzellette di cui lui è, solitamente, promotore. La servitù di Arcore si è prodigata nella cura del suddetto callo e il podologo ha comunicato che si trattava di eziologia dovuta a ipercheratosi biomeccanica. In poche parole tutto dovuto a una scarpa che gli aveva rovinato il piede. Anche la figlia Marina è accorsa a casa del presidente munita di cerotti e prodotti callifughi. La guarigione è stata stimata in tre giorni.
(bullshitagency – New York) giornalismo di questi tempi] Alla luce del fatto che trasmissioni tv, giornali, ecc. si occupano quasi esclusivamente di Silvio, anche noi abbiamo deciso di seguirne la corrente. Da New York trasmettiamo le notizie su SB che restano, normalmente, segrete. Tutti hanno già detto tutto, allora vi informiamo su quello che non verrete mai a sapere dagli altri.
CdF

ottobre 25, 2010

Alessio Burtone, Sabrina Misseri, Piero Citterio, Sabrina Citterio, Mario Ciavarella : i nuovi killers.

La violenza nelle città italiane ha assunto livelli insopportabili. Qui come a Caracas ormai si ha paura di girare per le strade cittadine. Non diamo la colpa soltanto agli stranieri, commettendo l’errore di credere che gli italiani siano perfetti perché non sono nati a Bucarest o a Tirana. La realtà dimostra che i delitti più atroci vengono commessi da chiunque, come gli ultimi: Sarah Scazzi, il pugile Alessio Burtone, il tassista di Milano.
Il quadro clinico di Luca Massari, selvaggiamente aggredito da alcuni teppisti con le loro lolite (italiani) è disperato. La sua attività cerebrale è ridotta al minimo e i medici non sperano che possa riprendersi. Quei teppistelli di periferia, tamarri o come si vogliono chiamare, insieme alle loro pupe, proprio come Alessio Burtone, credono che il mondo sia al loro servizio. Padroni di tutto e di tutti, viaggiano vivono liberamente massacrando persone. Chiunque può capitare sotto il loro tiro e i loro divertimenti assassini. Vanno puniti in maniera esemplare e severissima. Tutti gli altri teppisti che vivono in Italia devono sapere che facendo queste cose si passa poi il resto della vita in galera.
Per Luca Massari gli esami della tac sono in merito molto chiari e poco hanno potuto fare gli interventi di asportazione delle ossa craniche per ridurre la pressione dell'edema. C'è anche da aggiungere la presenza di altri danni. Massari soffre infatti di una insufficienza multiorgano, che si sta aggravando a seguito di una infezione in atto.
Tornando invece al bullo Alessio Burtone è scandaloso che si accettino le scuse della madre e della sorella, perché stiamo parlando di una persona deceduta a causa sua. Deve essere sbattuto in galera perché quello che è successo alla povera Maricica, può capitare a nostra figlia, a nostra sorella e a nostra madre. Anche a noi. Se Alessio Burtone o i teppisti del tassista non vengono puniti severissimamente altra gentaglia come loro si sentirà forte di fare cose simili e questo paese diventerà come il Venezuela e altre nazioni dove il valore della vita umana è zero.
Non può interessarci minimamente se questi delinquenti vivano in realtà familiari brutte, noi non possiamo accettare che le nostre città diventino un campo di battaglia.
Speriamo che questi aspiranti assassini trascorrano almeno vent’anni in galera. E’ quello che ci si aspetta.
Non ci rendiamo conto che la maggior parte di noi è parte lesa? Noi facciamo parte di quelli che possono ricevere pugni e calci da questi elementi da galera che sono liberi. Occorre proteggerci da loro e proteggere i nostri cari. Chi li difende in tv lo fa solo perché vuole pubblicità, tutti sanno che Alessio Burtone e quelli del tassista è giusto che marciscano in galera.
A Caracas ci sono ottanta vittime ogni week end, vittime della delinquenza comune cittadina. Pene severissime ci vogliono. Sono assassini non poveri ragazzi.
CdF

ottobre 24, 2010

Berlusconi : attimi di paura per il presidente del consiglio per inspiegabile malore viscerale aerofagico

Silvio Berlusconi non ha digerito il minestrone che il cuoco di casa Arcore gli ha preparato venerdì scorso. Dopo aver avuto qualche problema di aerofagia si è catapultato in bagno mettendo fine alla sofferenza. Ha potuto così dedicarsi alla lettura del suo libro preferito.
La notizia è trapelata grazie al giardiniere che, passando vicino la finestra del salone da pranzo, ha sentito che tutti, all’interno, parlavano della vicenda del mal di pancia di Silvio.
Il cavaliere ha deciso di assumere anche un altro cuoco specializzato in cucina macrobiotica e decisamente più leggera di quella a base di fagioli borlotti e minestroni.
(bullshitagency – New York) [giornalismo di questi tempi]
Visto che trasmissioni tv, giornali, ecc. si occupano quasi esclusivamente di Silvio, anche noi abbiamo deciso di seguirne la corrente. Da New York trasmettiamo le notizie su SB che restano libere. Tutti hanno già detto tutto, allora vi informiamo su quello che non verrete mai a sapere dagli altri.

Antonio Faccini non è un mostro. Se vogliamo perdonare qualcuno lui è tra i primi.

Ricordate la storia di Antonio Faccini? L'ex carabiniere che in un momento di disperazione ha ucciso ex moglie, fidanzato di questa e suocera? Un gesto insensato ma chi, come me, ha conosciuto Faccini, si rende conto che non è un vero mostro come molti lo vogliono dipingere. I media non se ne sono occupati molto, il mio editore non ha voluto che pubblicassi un libro con la sua storia, eppure non passa giorno che io non pensi a questo uomo che per suo figlio ha annientato la sua esistenza e quella dei suoi parenti. Che responsabilità hanno le istituzioni, gli avvocati e gli assistenti sociali? Faccini è stato messo con le spalle al muro, gli è stato tolto malamente il figlioletto e, come se non bastasse, gli è stato detto: " fai quello che vuoi, tanto tuo figlio non lo vedrai più". Tre persone hanno perso la vita perchè questa società in nessuna maniera riesce a tutelare il padre, perchè è maschio. Riusciamo persino a commuoverci davanti alle lacrime di un'efferata assassina come Annamaria Franzoni che ha ucciso il proprio figlio e non facciamo caso alla sofferenza di questo uomo che, senza sminuire il grave gesto, ha sempre amato il suo bambino.
CdF

Venezuea Iran : bomba atomica in arrivo




Tripoli, 23 ott. (Apcom) - Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha criticato il presidente americano Barack Obama, che alcuni giorni fa aveva ricordato a Caracas che se vorrà costruire un reattore nucleare dovrà sottostare ai regolamenti internazionali in materia. Parlando da Tripoli, dove si trova in visita, Chavez ha detto che il suo paese non "obbedisce a nessun impero" e ha il diritto di sviluppare pacificamente il suo programma nucleare.

Il presidente venezuelano ha incontrato oggi il leader libico Muammar Gheddafi, e i due hanno firmato un accordo di cooperazione economica. Lo scorso martedì il presidente Obama aveva detto che il Venezuela ha il diritto di costruire un reattore nucleare per scopi pacifici, ma anche l'obbligo di non cercare di sviluppare armi atomiche.
Com'era nei programmi di Chavez, comunque, realizzare ordigni atomici. Viaggi in Iran, visite in Russia, insomma, c'è poco da stare tranquilli. Colombia e U.S.A. sono avvisati.

ottobre 23, 2010

Sabrina Misseri è colpevole. Ecco il verbale dell'interrogatorio di Michele Misseri



PM MARIANO BUCCOLIERO: ... chi porta Sarah nel garage, Miche'?
MICHELE MISSERI: L'ha portata Sabrina (...) Forse Sabrina l'ha portata giu' per verificare il fatto che io avevo messo la mano.
PM: Si', quindi qualche giorno prima che avevi messo la mano sul sedere di Sarah.
MICHELE MISSERI: Sì, a quel punto non ci ho visto piu' e l'ho legata.
PM: Quindi e' scoppiato un litigio giu'?
MICHELE MISSERI: Si'. (...)
PM: Cioe' Sabrina non ci credeva? (...) Sarah invece diceva che era vero questo fatto.
MICHELE MISSERI: Si'.
PM: E quindi poi, quando è arrivata a casa, Sarah ha visto prima Sabrina, quindi è passata dal cancelletto, è entrata dentro e ha incontrato Sabrina: è così, Michele?
MICHELE MISSERI: Sì. (...)
PM: Sarah voleva venire nel garage, voleva chiarire pure lei o lei si rifiutava?
MICHELE MISSERI: Si rifiutava. (...)
PM: E come è stata portata Sarah da Sabrina, in che modo è riuscita a portarla?
MICHELE MISSERI: L'ha portata cosi' malamente (...) con la forza (...) l'ha tirata. (...)
PM: Sarah voleva scendere nel garage?
MICHELE MISSERI: No, non voleva scendere.
PM: E che cosa diceva? "Lasciami stare, voglio tornare a casa"? Che cosa diceva? (...)
MICHELE MISSERI: Diceva: ''Lasciami stare e fammi andare a casa". (...) Sabrina ha detto: "no, adesso mi devi far sentire con la tua bocca cosa è successo".
PM: Sì, e quindi?
MICHELE MISSERI: E poi in quel momento io non ci ho visto più. (...) Sabrina l'ha bloccata (...)
PM: Ma tu che cosa hai detto a loro due Miche'?
MICHELE MISSERI: Io a loro due ho detto che non era vero (...)
PM: ... eh ma Sarah ha detto: "è vero che c'è stata la mano sul sedere", poi?
MICHELE MISSERI: Sì. (...)
PM: E Sabrina, quando Sarah ha detto questo, che reazione ha avuto? Si è arrabbiata con Sarah? MICHELE MISSERI: Si è arrabbiata con Sarah per quello che aveva detto (...) Non so se le ha dato uno schiaffo, non mi ricordo (...)
MICHELE MISSERI: Con le mani la teneva stretta
PM: Ma abbracciandola tutta quanta?
MICHELE MISSERI: Sì. ( .. .)
PM: E Sarah che cosa faceva Miche'?
MICHELE MISSERI: Se ne voleva andare (...) gridava. (...) Ho detto: "lasciala andare"; ha detto [Sabrina: n.d.e.]: "no mi deve dire prima la verità cosa è successo; (...) poi in quel momento io ho perso io pazienza. (...)
PM: ... tu quando Sabrina la teneva stretta hai messo la corda intorno al collo di Sarah?
MICHELE MISSERI: Al collo di Sarah.
PM: E hai stretto.
MICHELE MISSERI: Ho stretto.
PM: Quando tu hai stretto, Sabrina ha continuato a mantenerla stretta a Sarah?
MICHELE MISSERI: No, si è presa paura e l'ha lasciata.
PM: Quando l'ha lasciata? Quando tu l'avevi già stretta?
MICHELE MISSERI: Quando la stavo stringendo. (...) Sabrina ha detto: "lascia stare ora l'ammazzi eh ... " (...) mi ha detto: "finiscila"; però la forza che avevo io era troppa... (...)
PM: ... per quanto tempo Sabrina ha continuato a tenerla stretta, mentre tu le attorcigliavi la corda al collo?

MICHELE MISSERI: Roba di minuti. (...)
PM: Sabrina stava piangendo quando comunque ancora la teneva stretta a Sarah?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Quanto tempo è durata questa azione Miche'?
MICHELE MISSERI: Non so, saranno stati cinque, sei minuti. (...) [poi] Sabrina si è presa paura e se ne è andata sopra, io l'ho coperta con un cartone. (...).
PM: ... quando Sabrina stava stringendo, abbracciandola quasi Sarah, va bene, in quel momento Sarah stava piangendo?
MICHELE MISSERI: In quel momento sì. (...)
MICHELE MISSERI: [Sabrina] La teneva con le braccia, poi se ne voleva andare che si è girata, in quel momento l'ho messa ...
PM: Però lei, Sabrina, in quel momento continuava comunque a tenerla stretta con le braccia
MICHELE MISSERI: Si la teneva stretta con le braccia, però il corpo di sopra era libero. (...)
PM: Ma quando stavi stringendo, Sabrina non ha cercato di fermarti?
MICHELE MISSERI: No, Sabrina si è presa pure lei paura ... (...) non ha parlato di Mariangela, solo si è scioccata e se ne andata sopra.
PM: Ma Sabrina aveva la borsa di mare, l'asciugamano oppure era scesa ...
MICHELE MISSERI: no, ce l'aveva solo Sarah. (...)
AVVOCATO: Quando ha stretto al collo la corda a Sarah, aveva intenzione di ucciderla?
MICHELE MISSERI: No, volevo darle solo una lezione. (...)
AVVOCATO: E questo perché? Te lo aveva detto Sabrina?
MICHELE MISSERI: Sì. (...) non si poteva sapere per gli altri (...) sapere in giro (...) in paese ...
PM: Sapere in giro il fatto che lei aveva toccato il sedere della bambina, che l'aveva molestata?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Perché Sarah minacciava di dirlo in giro?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: E questo qua lo ha detto Sarah a Sabrina?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Cioè Sabrina le ha detto: "papà vedi che dobbiamo dare una lezione a Sarah, se no quella va in giro a dire che tu l'hai molestata''?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: ... e questo te l'ha detto lo stesso 26?
MICHELE MISSERI: Sì (...)
AVVOCATO: Quando stavi pranzando?
MICHELE MISSERI: Sì.
AVVOCATO: E stavi pranzando da solo in quel momento?
MICHELE MISSERI: Sì, stavo pranzando da solo. (...)
AVVOCATO: Ma ti ha detto Sabrina di prendere la corda, Miche'?
MICHELE MISSERI: No la corda l'ho presa da me stesso. (...)
PM: ... in quella circostanza Sabrina ti ha detto che ti avrebbe portato Sarah sotto il garage?
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Quindi ti ha detto, siccome doveva venire alle due e mezzo per andare a mare te la prendo io e te la porto nel garage e le diamo questa lezione.
MICHELE MISSERI: Sì.
PM: Ma che tipo di lezione voleva dare Sabrina? Come ha detto? "Dobbiamo dare botte, dobbiamo... ", che cosa dovevate fare?
MICHELE MISSERI: No, le volevo solo mettere la corda al collo per spaventarla. (...)
PM: ... con Sabrina avete concordato che dovevate metterle la corda al collo per spaventarla?
MICHELE MISSERI: Sì. PM: Quindi era d'accordo Sabrina in questo discorso?
MICHELE MISSERI: Sì

Aereo precipitato a Los Roques. La 'vergogna' italo venezuelana continua. Che fine hanno fatto gli italiani?



Perchè i media italiani non si occupano di questo sconcertante caso in maniera continua come hanno fatto e continuano a fare per l'omicidio di Avetrana? Parliamo di otto italiani, tra cui due bambini, che sono scomparsi nel nulla. Il governo italiano non se ne occupa come dovrebbe e quello venezuelano è, come sappiamo, corrotto fino alle ossa.
CdF (Mediacontact.it) Torino

di ENRICO VALENTINI (IlMessaggero.it)

Alla vigilia dell’avvio ufficiale delle ricerche dell’aereo precipitato il 4 gennaio 2008 al largo dell’arcipelago venezuelano delle Los Roques, altri problemi di natura tecnica rischiano di far slittare ulteriormente l’inizio delle operazioni fissato per domani. L’ammiraglio Giovanni Vitaloni, sovrintendente del governo italiano e il comandante Mario Pica, pilota specializzato in investigazioni subacque, ieri, non sono potuti partire alla volta del Venezuela, rimandando a data da destinarsi il proprio arrivo a Caracas.
Si parla, stando alle notizie che giungono dalla protezione civile italiana, di un ritardo di pochi giorni. Con tutta probabilità, le ricerche delle 14 persone a bordo del bimotore Let-410 della Transeven (tra cui otto turisti italiani, compresi Fabiola Napoli e Stefano Frangione, sposi ad Albano pochi giorni prima della tragedia, i coniugi trevigiani Paolo e Bruno Durante e le due figlie Emma e Sofia e le amiche bolognesi Annalisa Montanari e Rita Calanni Rindina) inizieranno intorno alla fine del mese.
L’ennesima cocente delusione per i familiari dei turisti italiani inabissatisi durante il volo che li stava portando al paradiso turistico venezuelano, tutti in attesa di poter ritrovare i propri cari e togliersi, finalmente, i tanti dubbi generati da misteri e congetture che si sono stratificati in questi anni.
Un attesa angosciante diventata da tempo, così, un’infernale telenovela, dapprima per le difficoltà frapposte dalla burocrazia governativa e diplomatica ma, soprattutto, per il non semplice reperimento delle risorse necessarie a svolgere ricerche apparse quasi subito molto difficoltose.
Da marzo, ovvero da quando si è avuta la certezza dei finanziamenti già stabiliti dal governo italiano e da quello venezuelano, ci si sono messe anche le fatalità (vedi l’esplosione della piattaforma BP in Messico) e la terrificante situazione meteo dovuta al passaggio agostano dell’uragano Earl. L’ultimo countdown per l’inizio delle ricerche, invece, sembra essere stato stoppato proprio in prossimità del 21 ottobre a seguito degli ennesimi problemi tecnici sopravvenuti all’ultima ora. Comunque Vitaloni e Pica sono attesi nella capitale venezuelana già agli inizi della prossima settimana per definire gli ultimi dettagli e i preparativi delle attrezzature imbarcate sulla nave della società statunitense C&C technologies. L’area delle ricerche sembra essere stata confermata tra le due miglia marine al largo dell’arcipelago ad una non meglio precisata distanza in direzione ovest e fino ad una profondità di tremila metri.

fonte: IlMessaggero

Rapimenti in Venezuela

Due rapimenti, almeno (altri non si vengono a sapere).
Da "La Tribuna di Treviso"
Potrebbe essere stato un suo dipendente a tradire Riccardo Vendrame, vendendo informazioni al commando di rapitori che lunedì ha effettuato l'incursione armata nell'azienda agricola «Finca La Dorada» di proprietà della famiglia trevigiana. Addirittura, uno dei dipendenti potrebbe essere un infiltrato della banda.

I familiari rimangono nel dramma: non si sa ancora dove sia Riccardo Vendrame, i rapitori non hanno ancora avanzato alcuna richiesta di riscatto. «Abbiamo parlato con suo fratello Luigi Vendrame Velazco per sapere se nelle ultime ore ci sono state novità sul rapimento di Riccardo», ha detto Douglas Rondòn, commissario della CICPC (Cuerpo de investigaciones cientìficas, penales y criminalisticas) venezuelana, una delle unità operative responsabili della ricerca del cittadino di origini trevigiane. La zona in cui si è verificato il rapimento è una delle più pericolose. «E' una zona ad alto rischio», ha aggiunto il commissario Rondòn: nella sona gli episodi criminali sono all'ordine del giorno. «Nello stato di Zulia ogni mese sequestrano una o due persone, è un dramma», dice una fonte del giornale «El Pico de Bolìvar». «Nel corso dell'anno sono state rapite oltre sessanta persone in questa zona», aggiunge. Invece a Caracas, Tàchira e Barinas il tasso è più basso in materia di crimine. «Negli ultimi anni è diminuito del venti per cento», spiega un giornalista specializzato di «Radio Nacional de Venezuela». Ma perché uno stato è più sicuro dell'altro? «Ad esempio lo Zulia e Miranda sono stati "di opposizione" e per questo motivo i loro governanti non hanno voluto inserire le forze dell'ordine al Dibise, Dispositivo Bicentenario de Seguridad, creato dal governo del presidente Hugo Chàvez per combattere il crimine. La modalità per effettuare i rapimenti si basa in uno studio dettagliato delle vittime, ottenendo i dati personali (conto bancario e proprietà, oltre ai dati anagrafici e agli spostamenti abituali). «In molti casi ci sono persone infiltrate nelle aziende», conclude la fonte del «Pico de Bolìvar».
I testimoni del sequestro, ovvero i dipendenti dell'azienda agricola della famiglia Vendrame, hanno riferito che i componenti del commando di rapitori parlavano con chiaro accento colombiano. Quella che viene definita l'industria dei sequestri è una vera e propria multinazionale che opera a cavallo dei due paesi. Nei primi nove mesi di quest'anno, in Colombia sono state rapite 201 persone, venti nel solo mese di settembre. Quasi sempre si tratta di sequestri a scopo di estorsione. Un dato può accendere la speranza dei parenti di Riccardo Vendrame: delle venti persone rapite a settembre, sedici sono già libere. Di queste, sette sono state liberate da azioni di forza della polizia. Quando nel 2001 rapirono il padre di Riccardo, Gino, i sequestratori si fecero vivi solamente dopo oltre un mese di silenzio assoluto.
Un altro rapimento, di cui non si è saputo nulla in Italia, riguarda Giuseppe Vastola, italiano da molti anni residente a Caracas. La settimana scorsa rapito davanti la porta di casa in presenza della moglie. Portato fuori dalla città è riuscito, dopo tre giorni, a fuggire e ritornare a casa. Ora vive nel terrore che i rapitori si ripresentino. Come al solito la polizia fa finta di occuparsi del caso che invece non viene proprio preso in considerazione.
CdF
Anche questo è il Venezuela di Chavez.

ottobre 22, 2010

Sabrina e Cosima sarebbero "diavolesse" dei giorni nostri; Michele Misseri è l’uomo ‘zerbino’ che vive ai margini della famiglia che imploderà

Condanniamo l'odiosa violenza che certi uomini (se vogliamo chiamarli così) usano contro le donne. Violenza che può essere di tipo fisico o sessuale, ma può anche essere psicologica, che lascia il segno per sempre. L’esperienza e le ore trascorse ad ascoltare uomini ‘straccio’ che vengono utilizzati e poi messi da parte mi ha dato modo di considerare anche il rovescio della medaglia. L’uomo ‘zerbino’ che per non subire le ire della moglie e delle donne di casa si isola, che resta marito solo agli occhi della società, mentre nel privato è relegato a un ruolo marginale, peggiore di quello che certa gente riserva agli animali domestici.
Uomini che vivono per la strada, esseri umani che non possono vedere i figli perché ex mogli arrabbiate hanno fatto in modo che la giustizia ingiusta si scagliasse contro i loro ex coniugi. Figli che crescono senza il desiderio di vedere il padre e che il più delle volte si convincono della malvagità dell’uomo che l’ha generati, senza nemmeno indagare a fondo.
Nel profondo sud italiano spesso accade che le donne di una certa età non vogliano sfasciare i loro matrimoni in maniera visibile e succede, quindi, che certi uomini vengano sopportati perché portatori di soldi in casa e, nella migliore delle ipotesi, offrono un’apparenza di famiglia. Qualcosa del genere accadeva in casa Misseri, dove Michele da anni dormiva su una sdraio in cucina e la moglie non considerava più marito. Un uomo rozzo, ignorante, ma lavoratore. Si poteva sopportare. Ma a quale prezzo?
Chissà in quante ore di angosce l’orco è diventato tale e ha maturato un sentimento di vendetta contro le donne da portarlo al punto di desiderare una ragazzina, sua nipote.
Non c’è solo la gelosia da parte di Sabrina, che vittima dei suoi tanti e comprensibili complessi ha cominciato ad odiare la cuginetta che era ormai donna e carina.
La mano assassina di un individuo come Michele Misseri va punita in modo esemplare come la cattiveria di Sabrina, ma va condannato moralmente l’atteggiamento di Cosima che rappresenta tutta l’ignoranza di certo tipo di femmine, che considera la casa, la famiglia, i figli come proprietà privata dove l’uomo è soltanto un ospite, spesso sgradito.
Finchè questa società, troppo legata ai luoghi comuni e alle antiche credenze non si renderà conto che anche l’uomo, il padre ha un ruolo determinante nella famiglia, ci saranno casi d’implosione privata. Speriamo che non sfocino mai più in casi drammatici come quelli di Sarah Scazzi. Se di mostri dobbiamo parlare sarebbe logico di contarne almeno tre in casa Misseri perché la signora Cosima non è meno degli altri, non per il favoreggiamento a sua figlia ma per aver usato la consueta violenza psicologica sull’uomo. La speranza c’è perché esiste anche, per fortuna, un altro tipo di donna, quella che non si considera la padrona assoluta della prole.
Un nuovo “diritto di famiglia” sarebbe un buon passo sociale, un diritto che vada aldilà delle leggi, che riesca a sensibilizzare l’opinione pubblica troppo spesso soffocata nel nostro paese, in cui la Chiesa ha insegnato che peccare e infrangere la legge è concesso, a patto che si mantenga il segreto. Non vi ricorda un altro tipo di organizzazione?
Cosmo de La Fuente

ottobre 21, 2010

Sabrina Misseri: come la saponificatrice di Correggio. Gelosa di Sarah l’uccide, la madre Cosima l’aiuta e tace, il padre Michele la copre.























Sabrina Misseri: come la saponificatrice di Correggio. Gelosa di Sarah l’uccide, la madre Cosima l’aiuta e tace, il padre Michele la copre. La crudeltà di un assassinio senza precedenti in Italia.
Si mettono male dunque le cose per Sabrina Misseri: secondo le ultime ipotesi trapelate, lei avrebbe ucciso Sarah, forse in casa e non nel garage, e chiesto aiuto alla mamma Cosima. Poi è stato coinvolto lo zio Michele, che "all'ora del delitto dormiva". E spunta un suo sms a una giornalista: "Mi faccio schifo". Lunedì le analisi dei Ris sul cellulare di Sarah e l'auto di Misseri. Il movente di Sabrina? La gelosia.
Il padre, forse impazzito ormani, pensa alle sue olive che vanno perse e non alla famiglia. La sfinge, la signora Cosima protegge e nasconde la malafatta della figlia perché, anche lei, aveva una sorta di odio verso Sarah che ormai piaceva anche ai ragazzi e alle due ciccione questa cosa non andava giù-
Sabrina voleva spaventare Sarah, ma si è lasciata prendere dalla mano.
Lo zio Michele in galera si preoccupa solo delle sue olive che andranno perse. E’ un altro esempio di uomo schiacciato dalla volontà di una moglie matriarcale e comandante che considera l’uomo, il marito, lo zerbino di casa.
La grassona di Sabrina era gelosissima quindi di Sarah, mentre la piccola vedeva quel mostro come un idolo. Speriamo che la giustizia segua il suo corso come dovrebbe e che la maledetta passi in galera molti anni pensando a come ha tolto il sorriso a una quindicenne.


OMICIDA: Leonarda Cianciulli
VITTIME: Faustina Setti, Francesca Soavi, Virginia Cacioppo
LUOGO E DATA: Correggio (RE), 1939 - 1940
CORPI DI REATO: martello, seghetto, coltello da cucina, scuri, mannaia, treppiede
PROVENIENZA: Reggio Emilia, Procura, 1949

Nata a Montella di Avellino nel 1893, Leonarda Cianciulli, segnata da un'infanzia infelice, nel 1914 sposò Raffaele Pansardi, impiegato dell'ufficio del registro, e va a vivere a Lariano, nell'Alta Irpinia. Nel 1930 il terremoto del Vulture distrusse la loro casa e gli sposi si trasferirono a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Leonarda ebbe diciassette gravidanze con tre parti prematuri, dieci figli morirono in tenera età. I quattro figli sopravvissuti erano per Leonarda un bene da difendere a qualsiasi prezzo, angosciata dal ricordo di una zingara che molti anni prima le aveva predetto un amaro destino: "Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno i figli tuoi". Più tardi, interrogando un'altra zingara, questa, leggendole la mano, le disse: "Vedo nella tua mano destra il carcere, nella sinistra il manicomio".

Nel 1939, alla notizia che Giuseppe, il figlio maggiore e prediletto, sarebbe partito per il militare con la minaccia sempre più concreta dell'ingresso in guerra dell'Italia, Leonarda decise drasticamente cosa fare: sacrifici umani in cambio della vita del figlio. La Cianciulli frequentava tre amiche, tre donne sole, non giovani, che avrebbero volentieri cambiato vita per sfuggire alla noia e alla solitudine di Correggio. Tutte e tre chiesero aiuto a Leonarda, la quale decise che era giunto il momento di agire.

La prima a cadere nella rete della donna fu Faustina Setti, la più anziana, attirata da Leonarda con la promessa di averle trovato un marito residente a Pola. Leonarda convinse la donna a non parlare con nessuno della novità. Il giorno della partenza, Faustina si recò a salutare l'amica, che la convinse a scrivere alcune lettera e cartoline che avrebbe spedito appena giunta a Pola, in cui annunciava a parenti e amici che tutto andava per il meglio. Ma a Pola Faustina Setti non giungerà mai, perché cade sotto i colpi di scure di Leonarda Cianciulli, che trascina il corpo in uno stanzino e lo seziona in nove parti, raccogliendo il sangue in un catino. Poi, come scriverà nel suo memoriale, «gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io».

La seconda vittima si chiamava Francesca Soavi, cui Leonarda aveva promesso un lavoro nel collegio femminile di Piacenza. Francesca la mattina del 5 settembre 1940 si recò a salutare l'amica prima di partire. Il copione si ripeteva, Leonarda convinse la donna a scrivere due cartoline, dicendole che le avrebbe dovute spedire da Correggio per annunciare ai conoscenti la partenza evitando di far conoscere la sua destinazione. La Cianciulli si avventò sulla donna e ripeté il "sacrificio". La terza e ultima vittima si chiamava Virginia Cacioppo, ex cantante lirica, cinquantatreenne, costretta a vivere in miseria e nella nostalgia del proprio passato di artista. Leonarda le propose un impiego a Firenze, come segretaria di un misterioso impresario teatrale, pregandola, come al solito, di non farne parola con nessuno. Virginia, entusiasta della proposta, mantenne il segreto e il 30 settembre 1940 si recò a casa di Leonarda dove: «Finì nel pentolone, come le altre due (.); la sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose accettabili. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce».

La cognata dell'ultima vittima, insospettita per la sparizione improvvisa della donna, vista entrare in casa della Cianciulli, ne denunciò la scomparsa al questore di Reggio Emilia, il quale, seguendo i numerosi indizi lasciati dall'omicida, arrivò alla "saponificatrice". Sottoposta a interrogatorio la donna confessò senza resistenze i tre omicidi.

La Corte stabilì che Leonarda Cianciulli era l'unica responsabile di quei turpi omicidi e la condannò a trent'anni di carcere e a tre anni di manicomio giudiziario. Morì nel manicomio giudiziario per donne di Pozzuoli, il 15 ottobre 1970, stroncata da apoplessia celebrale.

ottobre 20, 2010

Michele Misseri dormiva e Sabrina, insieme a Cosima, uccidevano Sarah. Un duo diabolico!



Sabrina Misseri, sarebbe ora, l'unica assassina. Da sibito avevo anche detto che bisognerebbe indagare un po' sulla figura della madre Cosima, che certamente non è così estranea a quanto sta accadendo. La donna tutta d'un pezzo, di paese, che dirige tutta la casa e che le figlie hanno messo sul piedistallo mentre il padre era un po' il cane di casa. Un posto per dormire e un po' schifato da tuta la famiglia, si sopportava solo perchè portava i soldi a casa. Un quadro orribile che dimostra ancora una volta come viene ridotto il ruolo del maschio in certe famiglie.


Un essere strano Michele, con strane voglie e che, forse, ha molestato la povera Sarah, l'unica che sa cosa veramente è accaduto.


Le grinfie di una cugina invidiosa e di una zia che l'odiava?

In casa di Sabrina alla fine si comunicava con i «pizzini»


TARANTO - In casa Misseri, negli ultimi tempi, si comunicava con i pizzini. Bigliettini scritti frettolosamente a penna, passati di mano in mano, e poi distrutti. Pezzi di carta che non sono sfuggiti ad occhi attenti, al di là del loro contenuto, proprio per la singolarità del metodo di comunicazione. Tipico di chi non vuole farsi sentire da orecchie indiscrete, o dalle cimici che la famiglia poteva sospettare fossero state montate anche in casa dai carabinieri.

È un’altra delle stranezze del caso Scazzi sulle quali stanno lavorando gli investigatori nelle ultime ore, soprattutto alla luce dell’interrogatorio a cui è stata sottoposta lunedì sera Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri e mamma di Sabrina: cosa c’era da nascondere nelle cose che si dicevano in famiglia? La signora Cosima non è indagata dalla Procura di Taranto, così come gli stessi inquirenti hanno voluto precisare ieri dopo che si erano diffuse voci circa un suo presunto coinvolgimento nella vicenda perché avrebbe saputo quello che è accaduto nella sua abitazione. Questo non vuol dire che gli accertamenti sulla sua posizione si sono conclusi, anzi, nelle ultime ore si è fatta strada un’altra ipotesi investigativa, riguardante la presenza di altri telefoni cellulari, oltre a quello di Michele Misseri, nella zona in cui è stato occultato il cadavere di Sara Scazzi. I carabinieri avrebbero rilevato tracce anche del telefonino in uso alla stessa Cosima Serrano e, a quanto pare addirittura di un terzo, non precisato, cellulare. Proprio il racconto fatto dalla moglie di Michele Misseri sui minuti della scomparsa di Sarah sono stati al centro dell’interrogatorio dell’altra sera, condito da molti «non ricordo». «Non posso ricordare tutto quello che ho fatto il 26 agosto, sono passati troppi giorni» ha ripetuto con forza e determinazione Cosima Serrano, alimentando però, invece che fugare, i dubbi nutriti da magistrati e carabinieri.

Gli specialisti del Ris di Roma intanto avrebbero rilevato ben quattro impronte, appartenenti a quattro persone diverse, nel vano batteria del telefonino di Sarah, ritrovato da Michele Misseri in aperta campagna il 29 settembre. Un fatto che sembra avvalorare l’intercettazione - anticipata domenica scorsa dalla Gazzetta - nella quale Sabrina dice: «Perché papà ha consegnato il telefonino? Su quel cellulare ci sono le nostre impronte, la sera prima l’abbiamo toccato tutti», un colloquio, tra i pochi finora trascritti, e che sarebbe da ieri anche agli atti del gip.

Per risalire ai titolari delle impronte presenti sul telefonino la Procura potrebbe disporre accertamenti irripetibili sull’apparecchio, oltre che su altri reperti all'esame dei carabinieri del reparto investigazioni scientifiche di Roma già dalla prossima settimana, così come ha riferito ieri mattina il generale Luciano Garofalo, ex comandante del Ris di Parma e consulente dei legali della famiglia Scazzi. La relazione consegnata sino ad ora in Procura dal Ris di Roma riguarda solo gli accertamenti e i rilievi compiuti prima del 7 ottobre, quando venne fermato Michele Misseri, lo zio reo confesso dell'omicidio.
(m.maz.)
Attenzione ragazze, attenzione in famiglia, ma non parlo soltanto perchè un padre, un fratello, un parente o un amico può farvi del male, sospettate anche dell'invidia di zie e cugine!