2018/10/31

Europe Assistance, Bravo Fly: malgrado la polizza, la madre ammalata e peggiorata non è abbastanza per non partire




Acquisti un volo per gli Stati Uniti, Miami, per motivi di lavoro.
Acquisti polizza Europe Assistance per eventuali emergenze che potrebbero impedirti di partire e, quindi, riuscire a recuperare qualcosa.
E' successo a me, ora scopro a molti altri.
Bravo Fly, il gestore della parte "voli" e Europe Assistance per Bravo Fly per la parte assicurativa.
Il giorno dopo l'acquisto del biglietto e della polizza, mia mamma, ammalata di Parkinson, peggiora e i medici mi dicono di non partire in maniera da poterla assistere e aiutare.  Non ci penso due volte. Mi pare un motivo molto importante.
Pare che per Europe Assistance, questo motivo non sia sufficiente e quindi, nonostante siano passate solo 24 ore, non rimborsano un bel niente. 
Vi pare possibile? Eppure (foto) la mail di conferma dell'acquisto polizza avevano tutt'altro linguaggio. Cosa mi rispondono quando ho aperto il sinistro (ripeto dopo 24 ore dall'acquisto)?

 "..... confermiamo la ricezione della sua richiesta di rimborso. Siamo spiacenti di informarla che, dopo aver esaminato le Condizioni Generali da lei accettate esplicitamente nel momento in cui confermò l'acquisto, non possiamo accogliere la sua richiesta per il seguente motivo:
  - la causa descritta non impedisce la realizzazione del viaggio-"

Cioè una madre anziana aggravatasi non è una ragione sufficiente?
Ho presentato a Europe Assistance certificato medico e quant'altro..eppure la risposta è stata quella. 
La loro, secondo me, potrebbe essere solo una falsa pubblicità quando vogliono che acquisti la polizza di viaggio... non pensate lo stesso?
Questo non finisce qui e anche se mi sento DERUBATO e IMBROGLIATO almeno cercheremo, insieme al mio staff, di informare i cittadini e poveracci che possono cadere.

Non acquistate su Bravo Fly e ancor meno "Europe Assistance per Bravo Fly".
Io ci sono arrivato tramite il sito di VOLAGRATIS.
Tutti se ne sono lavati le mani.



2018/10/29

Maria Corina Machado, Jair Bolsonaro, Resistencia Rumbo Libertad: speranze per il Venezuela?



L'unica leader dell'opposizione, che non ha deluso ancora l'elettorato venezuelano, stanco non solo del regime in mano alla narco dittatura di Maduro ma anche di una falsa opposizione che dialoga e si accorda con il dittatore, è sicuramente Maria Corina Machado. 
Insieme ai ragazzi della Resistenza di Rumbo Libertad, liderati da Roderick Navarro, sono i nomi che ancora riescono a dare una speranza a un paese che da ricchissimo è diventato tra i più poveri del mondo per colpa di una catastrofe umanitaria causata dal castro chavismo e che  Maduro continua a non ammettere.
Maria Corina è stata vittima di un'aggressione in seguito alla quale ha riportato la rottura del setto nasale. Proprio quando i giornalisti e i media si distraggono il regime del tiranno Nicolás si fa più duro e approfitta. 
MCM assieme a un gruppo di attivisti stava camminando per le vie di Upata: città e centro amministrativo del municipio di Piar, nello stato di Bolívar. All'improvviso sono stati attaccati da un “collettivo” di paramilitari del regime, che oltre a menare bastonate hanno lanciato pietre e uova, impadronendosi di varie apparecchiature elettroniche. Corina Machado, appunto, è stata colpita al volto.  Tipico delle bande di "colectivos" sorta di teppisti stipendiati da Maduro per spaventare, creare disordini e spesso uccidere.  
Secondo una coordinatrice di "Vente Venezuela" il partito di Maria Corina, L'aggressione è avvenuta pochi giorni dopo una denuncia dell'ex-presidente colombiano Andrés Pastrana, secondo cui il regime venezuelano stava preparando un attentato contro la ex-deputata, considerandola l'anima dell'ala più irriducibile dell'opposizione.
Forte e coraggiosa Maria Corina Machado si è staccata dalla MUD, l'agglomerato di partiti che dovrebbero essere dell'opposizione ma, come già detto, hanno accettato dialoghi, votazioni e quant'altro pur di mantenere briciole di potere in cambio dell'assistenza al tiranno. Diaologhi e votazioni inutili, ben sapendo che dalla dittatura non ci si libera con elezioni. Vedi Cuba.

2018/10/27

Quando il "chavista" Di Battista parlava così della Lega e di Salvini, tacendo riguardo i 4.197.000.000 di $ di Maria Gabriela Chávez





Settembre 2018 “Siamo in una comunità di ex guerriglieri che ora, dopo un accordo di pace, mandano avanti la società. Proprio quel genere di cose per le quali mi dicono che sono una zecca comunista o un fascista“. Sono le parole di Alessandro Di Battista, ex parlamentare del M5s, in Guatemala dopo tre mesi di viaggio in America. “Ma per me destra e sinistra non esistono più. Sono categorie settecentesche”. [via Il Fatto Quotidiano]
Sono d'accordo su questo, infatti non riesco nemmeno io a collocarmi da una parte o dall'altra dal momento che amo la LIBERTA' e la crescita dei paesi grazie anche alle opportunità che fornisce il capitalismo. 
Ma non sono razzista, credo nella libertà di essere se stessi in un paese che garantisca la  la democrazia, la libertà di stampa.
Quello che, da italo-venezuelano, proprio non mi va giù, è l'appoggio che si vorrebbe dare, per motivi meramente politici, al chavismo e al madurismo che in Venezuela ha portato morte, miseria e una vera catastrofe umanitaria. 
Nelle mani di una dittatura, che non voglio nemmeno definire socialista, una dittatura e basta. Un genocidio.
Un paese ridotto ai minimi termini nella mani di Nicolás Maduro, dove una narco dittatura, ormai riconosciuta dal mondo, ha distrutto tutto.
Tutto cominció con Hugo Chávez, colui che definiva la "ricchezza il male" ma che ha lasciato un'eredità di miliardi di dollari a sua figlia Maria Gabriela.
4.197.000.000 di dollari la sua fortuna.
http://iclep.org/maria-gabriela-la-hija-millonaria-de-hugo-chavez/ 
Allora Di Battista, vogliamo essere un po' coerenti e definire Maduro e il Venezuela una narco tirannia senza precedenti, per quello che è?
@cosmodelafuente
familiafutura.com
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Los 4.197.000.000 de dólares que María Gabriela Chávez posee en sus cuentas de Andorra y EEUU le conceden el ostentoso título de la más millonaria de VenezuelaMaria Gabriela Chávez representa el lugar numero en Forbes
SER RICO ES MALO! Maria Gabriela Chávez representa el lugar numero en Forbes Venezuela por sus 4.197.000.000 Millones de dólares
María Gabriela, la hija predilecta del fallecido presidente Hugo Chávez, podría ser la persona más rica de Venezuela, según pruebas presentadas donde se detalla a cuánto asciende la herencia de su padre.
Según la información que reseñó Diario las Américas, la fortuna de María Gabriela dista mucho de lo que solía decir su padre: “Ser rico es malo”, y se aleja todavía más de la doctrina socialista que Chávez trató de imponer en el país petrolero.
Los 4.197.000.000 de dólares que María Gabriela Chávez posee en sus cuentas de Andorra y EEUU le conceden el ostentoso título de la más millonaria de Venezuela, muy por encima de empresarios como Lorenzo Mendoza, dueño de Empresas Polar, tildado cientos de veces por los chavistas como “el gran oligarca”. Supera incluso la fortuna del empresario venezolano Gustavo Cisneros, quien según la revista Forbes posee un capital de 3,6 millardos de dólares.
De todos los hermanos Chávez es ella quien mantiene una relación más estrecha y profunda con los presidentes latinoamericanos que entablaron amistad o secundaron los planes regionales de su padre; especialmente con el líder cubano Fidel Castro y con la presidenta argentina Cristina Fernández de Kirchner.
La heroína de Chávez, ha sido señalada en reiteradas oportunidades como fuerte candidata a la Presidencia de Venezuela, por sus vínculos en Latinoamérica y las semejanzas con su padre. Actualmente se desempeña como representante permanente alterna de Venezuela ante la Organización de las Naciones Unidas, en Nueva York.
El Venezolano News
vía ICLEP 

2018/10/26

Venezolanas se prostituyen en Colombia para enviar dinero a su familia

Madres, hijas, hermanas… Ellas huyeron del hambre en Venezuela. A falta de papeles para trabajar legalmente terminaron en bares sórdidos de Colombia donde, entre lágrimas y asco, se prostituyen y ahorran cada peso para enviarlo a sus seres queridos. 

(italiano) Sono fuggite dalla fame del Venezuela. Sono senza documenti per lavorare legalmente e sono finite nei peggiori bar colombiani, dove tra lacrime e schifo, si prostituiscono per mettere da parte un po’ di soldi da inviare ai propri cari rimasti in Venezuela.
Si parla del caso di Alegria, 26 anni, professoressa di storia e geografia finita a lavorare in un bordello. Il suo salario di 312.000 bolivares, meno di un dollaro, non bastava nemmeno per comprare un pacchetto di pasta. (sigue en español)

(español) Alegría es profesora de historia y geografía, pero trabaja en un burdel. En la Venezuela de la hiperinflación y la crisis económica su salario de 312.000 bolívares (menos de un dólar) ya no alcanzaba “ni para comprar unas pastas”, dice esta migrante de 26 años.
En febrero cruzó, como cientos de miles, a Colombia. Durante tres meses fue mesera en Arauca (este) a cambio de comida y alojamiento, pero sin pago. “Lo que mandaba a mi hogar eran las propinas”, cuenta a la AFP. Hasta que le quitaron incluso esos pequeños montos. Seis de sus allegados, incluido su hijo de cuatro años, sobreviven en su tierra gracias a ella.
Entonces llegó a Calamar, en el Guaviare, un caserío selvático en el sur de Colombia marcado por seis décadas del conflicto armado. Corredor de cocaína, el departamento también es un bastión de disidentes de la exguerrilla FARC y de narcos del Clan del Golfo.
Alegría, un apodo que eligió con ironía, se prostituye junto a otras nueve mujeres en uno de los bares de la zona de tolerancia de este pueblo polvoriento de 3.000 habitantes. Unas 60 compatriotas ejercen la misma labor aquí.
El “rato” cuesta entre 37.000 y 50.000 pesos (11 a 16 dólares), de los que le da 7.000 (2,3 dólares) al dueño del establecimiento. Las “noches buenas” ganan de 90.000 a 300.000 pesos (30 a 100 dólares). El salario mensual en la desvalorizada moneda venezolana equivale a 29 dólares.
– Migrar con las manos vacías –
“Nunca nos pasó por la mente prostituirnos. Lo hicimos en base a la crisis”, dice Joli, de 35 años, con la voz entrecortada. En 2016 perdió su trabajo como repartidora de periódicos en Venezuela. “¡No había más papel para imprimirlos!”
Confiando sus tres hijos a su madre, fue de ciudad en ciudad, de un trabajo a otro. Sin pasaporte, Joli, otro sobrenombre, saltó la frontera sin maleta, solo con la ropa que tenía puesta.
Cerca de 1,9 millones de venezolanos emigraron desde 2015, la mayoría a países de la región, cuando se agudizó la crisis, según la ONU.
Joli perdió “de un infarto, por falta de medicamentos”, al hombre con el que iba a casarse. El padre de sus hijos también falleció de insuficiencia renal en Venezuela.
En Colombia, “me vi entre la espada y la pared”, cuenta. “Por mi tono de voz, me cerraban la puerta en la cara”.
Sin trabajo, optó por “venderse” en Bucaramanga (noreste), a 575 kilómetros de Calamar, donde desde junio trabajaba su sobrina Milagro, de 19 años.
“Al principio me sentía súper mal”, dice Milagro. Pero persistió ante la falta de una mejor alternativa para ayudar a sus hermanos, su bebé de dos años y su madre enferma, que luego falleció.
Les cuesta ocultarle la verdad a sus familias. “Ellos no saben a qué me dedico, ni siquiera mi mamá. Sacrificó cinco años de su vida trabajando para darme una educación. (…) Sería muy detonante (duro) para ella”, explica Alegría.
Ella les dice que trabaja en una panadería. Sueña con enseñar en Colombia, pero sin pasaporte es una utopía. Enferma de mentir, buscó ayuda psicológica en el equipo de emergencia de Médicos del Mundo (MDM) enviado a Calamar.
– Sexo sin condón –
Por su situación y la presencia de hombres armados en la zona, entre otras razones, estas mujeres sufren de “ansiedad, episodios depresivos, síntomas de estrés postraumático”, apunta Jhon Jaimes, psicólogo de la ONG.
El clima tropical las expone a “infecciones, a dengue, malaria”, agrega. Aparte del riesgo de enfermedades venéreas, varias quedan embarazadas porque algunos clientes les exigen tener relaciones sin protección.
En el hospital temporal de MDM, una especialista las cura, les pone implantes anticonceptivos y las aconseja. Algunas se derrumban. Se escuchan sollozos.
La ONG también les entrega alimentos, productos de higiene y preservativos. Con sus paquetes bajo el brazo, regresan por la trocha. Y de nuevo a laborar.
En el calor húmedo se preparan frente al espejo del burdel. Se alisan el cabello, intercambian labiales y polvos de maquillaje. Se enfundan minishorts, pequeños tops y sandalias de plástico.
Madre de tres hijos, Patricia, de 30 años, también comenzó esta vida en Arauca. Fue una pesadilla: un cliente borracho la golpeó, violó y sodomizó. “Hay clientes que te tratan mal y eso es horrible”, murmura. “Todos los días pido a Dios que sean buenos”.
Nicolás Dotta, coordinador de MDM Colombia, subraya la “vulnerabilidad” de estas mujeres a ser explotadas sexualmente.
“Si hay algo que está caracterizando esta crisis migratoria, es el tema de cómo están operando las redes de trata y la alta cantidad de mujeres venezolanas que están siendo víctimas de esas redes, no solo dentro de Colombia (…) sino en otros países de la región, inclusive de Europa”, alerta.
– No sirve un solo hombre –
Al caer la noche, Alegría, Patricia y sus compañeras cruzan la cortina que separa el bar de sus precarias habitaciones de tablas de madera. Se sientan en la puerta. La música silencia el cacarear de los pollos que picotean el fango. Los hombres pasan, a pie, en moto, y a veces entran.
Algunas han escapado, como Pamela, una expolicía de 20 años que fue a abortar a San José del Guaviare, a tres horas de Calamar, y huyó al centro del país.
Prefiere los 30.000 pesos (10 dólares) que gana a diario como mesera en un restaurante a la esclavitud a la que la sometía el proxeneta que la llevó de Arauca a Calamar.
“Este sujeto nos engañó”, afirma en Bogotá. Como las demás, tuvo que prostituirse para reembolsarle el costo del viaje de 24 horas para llegar al burdel. “Lo más fuerte para mí fue tener relaciones sexuales sin preservativos (…) a toda hora, a toda costa, y a la fuerza y con maltratos”.
Milagro ahora sonríe, pues quizás vive el “milagro” que inspiró su seudónimo: un piloto de lancha la sacó del prostíbulo.
Pero Alejandra, de 37 años, no quiere un marido. “A mí no me sirve un solo hombre. Yo necesito vivir de muchos para alimentar a mis niños”, dice iracunda esta madre de cuatro hijos, incluido un bebé de dos meses que nació de un cliente en Colombia.
[por Florence PANOUSSIAN/AFP]
 vía @cosmodelafuente
 familiafutura.com


2018/10/25

Ufficio Comunicazione



Il dottor Carlos Gullì, anche conosciuto con il nome di Cosmo de la Fuente, ha una buona esperienza nel campo della comunicazione e degli uffici stampa. 
Dal 2010 ha maturato esperienze nel campo delle Pubbliche Relazioni, Contatti stampa, Gestione social, Comunicati stampa.
Attraverso la nostra associazione ci occupiamo di mettere in risalto notizie, persone, fatti, assicurandone una buona visibilità.


- Organizzazione conferenze e press tours
- Elaborazione contenuti per periodici, siti, newsletters, comunicati stampa
- Curiamo le interviste e le relazioni con i giornalisti
- Copertura stampa 
- Organizzazione iniziative promozionali carta stampata, radio, tv, eventi
- Digital advertising
- Posizionamento SEO
- Realizzazione materiali promozionali
- Realizzazione campagne pubblicitarie
- Eventi Charity
- Meeting Sportivi


President: Dr. Carlos Cosmo GULLI'
Social : @cosmodelafuente
Mail to: carlos.cosmo.gulli@gmail.com

Venezuela: aggredita Maria Corina Machado, voce dell'opposizione



La coordinatrice nazionale, voce dell'opposizione, Maria Corina Machado e parte del suo gruppo che l'accompagnava, sono stati aggrediti ieri mercoledì 24 ottobre, durante il loro percorso informativo, a Upata, nello Stato Bolivar. Ferita al volto all'altezza del naso. 
Paura della "verità", di chi sta parlando chiaro riguardo la criminale dittatura di Nicolás Maduro.


(CNN Español) - La coordinadora nacional de Vente Venezuela y exdiputada por el estado Miranda, María Corina Machado y parte del grupo que la acompañaba fueron agredidos este miércoles mientras realizaban un recorrido por Upata, estado Bolívar, según le indicó el equipo de prensa de Machado a CNN.
En el hecho, donde supuestamente también les robaron, Machado habría recibido un “fuerte golpe” que le dejó “herida en la cara, a la altura de la nariz”. Tres personas más también están heridas, según el equipo de prensa de Machado. Se desconoce en el estado que se encuentran.

@cosmodelafuente

DUBAI: WORLD PASTA DAY

Felice giornata mondiale della pasta. Ovviamente siamo i maggiori consumatori e dopo di noi i tunisini ma al terzo posto il VENEZUELA.
In tutto il pianeta si producono 15 milioni di tonnellate di pasta e 1 piatto su 4 appartiene al nostro paese. La produzione mondiale è aumentata del 63%.

Ci proviamo a informare gli americani, gli inglesi e i tedeschi che la vera pasta alla Carbonara, la preferita nel mondo, non si fa con panna e bacon? Ecco un "prova" di ricetta in lingua inglese.
Buon appetito...anzi "ENJOY YOUR MEAL".


WORLD PASTA DAY 
The real #Carbonara is without cream!! Italian #Chefs never put cream in theIr Carbonara sauce when thay make it - They say it wasn't the way it was supposed to be made. This is the way.
No bacon but #Guanciale (cheek lard)
Ingredients
Serves: 4 
  • 350g spaghetti
  • 200g guanciale
  • 2 whole eggs and 1 yolk
  • a tablespoon of olive oil
  • salt and pepper, to taste
  • 80g grated Parmesan Reggiano cheese 
#RealItalian #EatItalian #FoodPorn #WorldPastaDay #Dubay #ParmigianoReggiano

[Instagram @cosmodelafuente] si ringrazia @Team_Chef


2018/10/22

Ancona: Sesso, spaccio e profilattici vicino scuola


Il 12 di ottobre "Ancona Today" pubblica questo articolo che dovrebbe far riflettere un po' tutti.
Che sicurezza hanno i nostri figli? 
Spaccio, sesso, profilattici abbandonati in un'area gremita di bambini.

Sesso e droga all’aria aperta vicino alla scuola
„Via Camerano, ore 16 di un qualunque giorno feriale. I bambini escono dalla scuola corrono tra i vialetti del parco che si trova alle spalle dell’istituto Domenico Savio. I piccoli neppure ci fanno caso al capanno allestito con materiale di fortuna che si trova tra i cespugli e circondato da scatole di preservativi usati, indumenti e bottiglie abbandonate. I genitori però quel degrado lo vedono eccome e nei giorni, così come i residenti, e nei giorni scorsi lo hanno segnalato alla nostra redazione. La sporcizia però è forse l’ultimo dei problemi della piccola area verde di via Camerano: alcuni residenti giurano di assistere a episodi di spaccio perfino in pieno giorno. Camminare là al buio? In pochi ci provano visto che, stando alle segnalazioni, all’imbrunire l’area verde cambia forma. “
Sesso e droga all’aria aperta vicino alla scuola
„Siringhe a terra non ce ne sono e neppure i fazzoletti con macchie di sangue che identificano, come in altri parchi, il bivacco dei tossicodipendenti. Qualcosa però nel cespuglio a due passi dalla scuola succede: a catturare l’attenzione sono una decina di confezioni di preservativi ormai vuote, tutte radunate intorno a un capanno allestito con legno e ferraglia confuso tra il fogliame (GUARDA IL VIDEO). Indumenti buttati là, tra cui calzini e scarpe, sono ulteriori elementi che lasciano pensare che qualcuno utilizza il giaciglio non solo per dormire.“

Un lettore segnala: "«Il parco è ormai uno schifo», il degrado anche davanti ai bambini extracomunitari che si ubriacano e si drogano anche alla luce del sole.Il parco dovrebbe essere un luogo per bambini e famiglie e di gente per bene.Ho segnalato il problema diverse volte a carabinieri,polizia,vigili: tutti se ne fregano e questo luogo in cui molti di noi hanno passato tanti bei momenti della nostra infanzia ora è in mano a questa feccia di gente.Sono deluso e anche rassegnato dal comportamento anzi dal non comportamento delle varie istituzioni e mi sento di dire solo una cosa : VERGONA!!!» "



di Gino Bove
fonte Ancona Today




2018/10/18

Riemergere dalla disperazione è possibile


Le avversità creano alleanze inaspettate che, nel buio della nostra disperazione riescono, in qualche modo, a farti riemergere dall'abisso. Quante volte non riusciamo a farcene una ragione e allora infieriamo su noi stessi, cerchiamo colpe, paure, fantasmi del passato e diventiamo veri e propri masochisti?
A me capita.
Non riusciamo proprio a perdonarci.
Se non riusciamo a perdonarci diventiamo cattivi, infieriamo anche sugli altri, ne sono certo.
Chissà come sarà ricominciare di nuovo.
In qualunque luogo del mondo le nostre paure ci seguono.
Non sarebbe meglio fare pace con noi stessi?
Magari potrebbero aiutarci quegli alleati con cui abbiamo condiviso le nostre delusioni.
In un modo o nell'altro, riemergere dalla disperazione è possibile.

@cosmodelafuente
carlos.cosmo.gulli@gmail.com




Detenidos 4 venezolanos por blanqueo capitales, entre ellos Vuteff el yerno de Ledezma

Según lo publicado por ABC España, el yerno de Ledezma, Luis Fernando Vuteff García, habría sido detenido por blanqueo de capitales de la corrupción en Venezuela.

Detenido en España en medio de la operación Carabela contra el blanqueo de capitales provenientes de Venezuela, reseñó La Tabla.
Operación que condujo a la captura del exviceministro de Energía Eléctrica, Nervis Villalobos y la incautación de más de 130 inmuebles en Madrid y Marbella por 72 millones de euros.

Vuteff es de nacionalidad argentina y es pareja de Antonietta Ledezma Capriles.
Es argentino y administrador de la gestora de capitales ColumbusOne que proveís, según lo reportado, al blanqueo de capitales a exfuncionarios y contratistas PDVSA desde España a través de inversiones inmobiliares y hoteleras.





Link a la noticia de ABC (click)
La pareja Vuteff - Ledezma también participó en enero de 2017 en un almuerzo con el eurodiputado portugués, José Inácio Faria, socialcristiano, un activo colaborador de la oposición venezolana.
En enero de este año Vuteff y la hija de Ledezma registraron en Madrid la Fundación Crecer sin Fronteras con un aporte inicial de 30 mil euros destinada a atender a los hijos de familias migrantes en el Reino de España.

Nervis Villalobos salió de la cárcel de Soto del Real el pasado 14 de 
septiembre tras pedir a Estados Unidos su extradición en octubre 2017
por su relación con un supuesto blanqueo de siete millones de dólares que 
recibió desde Miami.

En las compañías de Columbus One en España figura como directivo el abogado venezolano José Vicente Amparan Croquer, identificado como uno de los responsables del blanqueo de 1200 millones de dólares en EEUU en el marco de la operación Money Flightu8.

2018/10/11

Press Officer e Ufficio Stampa




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Ufficio Stampa, diramazione news e contenuti Social.
Supporto alle operazioni di ufficio stampa sportivo, politico o artistico.
Stesura comunicati stampa.
Monitoraggio delle notizie pubblicate dalle principali agenzia stampe, fonti web, canali tv italiani e internazionali.
Preparazinoe della Rassegna stampa mattutina.
Controllo dei prodotti editoriali.
Rilascio accrediti stampa.
Consulenza alle imprese.
Relazioni esterne e organizzazione eventi.

Ti metteremo in contatto diretto con i migliori candidati che attualmente sono disponibili.
familiafutura@gmail.com

2018/10/08

I crimini vanno denunciati senza pensare a una bandiera politica

Non pensate anche voi che sia ridicolo offuscare la mente e la vista in nome di una bandiera politica? Se parliamo del Venezuela e del Nicaragua non possiamo non ammettere che sia in atto un vero e proprio genocidio. 
Non vi è una guerra, ma il numero dei morti è come quello in Siria e l'esodo lo è altrettanto. Sapevate che Amnesty International ha dichiarato che negli ultimi anni il numero di omicidi in Venezuela è stato maggiore di quello di molti paesi in guerra? Un gruppo internazionale di Vigilanza dei Diritti Umani ha accusato il governo (dittatura) di Nicolás Maduro di aver commesso alcune delle peggiori violazioni dei D.U. nella storia del Venezuela.
Denutrizione (voluta dal regime), mancanza di medicine e delinquenza, sono i motivi per cui milioni di Venezuelani hanno abbandonato e continuano a farlo in quella che è la più grande diaspora dell'America latina.
Il fatto che il Papa non ne parli molto è soltanto una prova in più che il cosiddetto Santo Padre appoggi i dittatori di sinistra, che sappiamo benissimo essersi macchiati di omicidi, detenzioni politiche e torture nel inosservanza assoluta dei Diritti Umani.
Il Papa tace, come tacciono molti e altri che fingono di non sapere che Maduro è un vero e proprio tiranno che ha annientato uno dei paesi più ricchi dell'America latina.
Non condivido il razzismo di nessun tipo e quindi non posso nemmeno catalogarmi di "estrema"destra, non sopporto la persecuzione degli omosessuali e ho apprezzato le lotte dei radicali in Italia. Lotte in funzione della libertà dell'individuo, le libertà che vengono negate in Venezuela.
Persecuzione ai giornalisti e lo schiacciamento del popolo, schiavizzandolo e affamandolo, in perfetto stile castrista vanno condannati, non esiste simpatia politica che tenga.
Non ho tempo di pensare alla politica e di identificarmi su questo o su quel personaggio politico, ma non posso tacere le malefatte di questi Stati oppressori che celandosi dietro un "socialismo" di vetrina, in realtà sono degli assassini spietati.
Bisogna aver coraggio di dirlo, di guardare in faccia la realtà e non nascondere i crimini compiuti, sia che provengano da destra che da sinistra.

Amnestía Internacional dijo que el número de asesinatos en Venezuela en los últimos años fue mayor que el de muchos paises en guerra.
Un grupo internacional de vigilancia de los derechos humanos ha acusado al gobierno de Nicolás Maduro de cometer algunas de las peores violaciones de los derechos humanos en la historia de Venezuela.
Según encuesta Meganalisis son millones los venezolanos que han huido del país.