4/20/17

Venezuela: imponente protesta di massa e il regime uccide alcuni manifestanti




Venezuela: le bande armate del regime uccidono i manifestanti

A nulla sono servite le minacce del regime e l’annunciato plan Zamora (armamento di bande delinquenziali di civili denominate colectivos), la gente non si è lasciata intimidire e in Venezuela oltre un milione di manifestanti a Caracas e centinania di miagliaia nelle altre città, sono scesi per le strade  del paese. In diretta TV sia Maduro che il ministro Padrino Lopez avevano minacciato apertamente il popolo :”useremo  armi da guerra” ormai sfacciatamente protagonisti di un genocidio senza farsi scrupoli nel violare le leggi basilari dei diritti umani. Sapere questo e pensare che alcuni politici italiani siano d’accordo con Maduro è da brivido.

La protesta di ieri 19 aprile ha prodotto almeno quattro vittime  tre delle quali di giovanissima età, colpite da armi da fuoco impugnate da delinquenti assoldati dal regime e centinania di feriti. Un campo di guerra e una  carneficina che non possono restare impuniti e che finiranno all’Aia.
Il perchè il Venezuela protesta è ormai fin troppo chiaro.
Il Chavismo e la repressione del dittatore erede, hanno portato il paese a un totale disastro, facendolo sprofondare in una crisi umanitaria senza precedenti caratterizzata da denutrizione per mancanza di cibo, mortalità elevatissima per carenza di farmaci e il divieto di aprire un canale umanitario onde evitare che il mondo conoscesse la reale situazione del Venezuela, la delinquenza dilagante ben accetta dal governo poiché utile a tenere buona la gente, l’assenza di libertà di stampa (già imposta da Chàvez) han fatto sì che il popolo, malgrado le intimidazioni, sia sceso in strata per urlare ‘basta’ al genocidio in corso perpretato da Maduro.

Il regime di Maduro, con la complicità del TSJ (Tribunale Supremo di Giustizia) totalmente nominato da lui e quindi, al suo servizio; i brogli del CNE, organismo che si occupa delle elezioni i cui componenti sono del PSUV del governo, hanno dato vita a corruzione e a detenzioni immotivate di personaggi dell’opposizione e di semplici civili, nonchè a una schiacciante repressione con l’uso di armi su manifestanti inermi e pacifici, omicidi di civili, tra cui molti studenti;  sono solo alcuni dei motivi per cui i narco assassini al governo dovranno rendere conto all’Aia.

Il Venezuela è nel baratro, la chiusura del Parlamento voluta dagli amici del TSJ è solo l’ultimo degli abusi da parte della casta che detiene il potere, su cui vi sono anche e soprattutto le manovre di un’altra infame dittatura, quella cubana.


Inutile ironizzare "ora" sul fatto che il chavismo sia il vero responsabile di questa carneficina, che fino a poco tempo fa era preso a modello. Con la scesa in campo del popolo comune, anche quello delle baraccopoli, non regge nemmeno più il solito luogo comune tanto amato dai deliranti fantomatici comunisti demodè, che per anni hanno tentato di incolpare un’inesistente borghesia (l’unica borghesia è quella chavista). Ignoranti o in malafede? Questo è il dilemma!
La democrazia in Venezuela è un ricordo lontanissimo ormai, smettiamola di nascondere il nome di Hugo Chavez se parliamo di colpevoli, dal momento che è il primo responsabile del tracollo economico e della violenza sociale. Frasi del tipo: “ se Chàvez fosse vivo..” non hanno senso, come se lui non c’entrasse nulla mentre è stato  colui che ha inoculato un cancro sociale  ora giunto al suo massimo stadio terminale.

Il Chavismo, come tutti i populismi, sfocia nell’autoritarismo e nella povertà in nome del popolo. La separazione dei poteri non è mai stato un  valore di questo malefico indottrinamento che, difatti, non si considera un governo ma una revoluciòn, la quale  avvantaggia soltanto i ricchissimi corrotti al potere.
Oggi che ha perso il 90% del popolo, il voto non interessa più e quindi il narco governo ha bloccato elezioni e referendum costituzionale.
L’inflazione più alta del pianeta, paese devastato dalla scarsità di beni di prima necessità, è diventato l’obitorio di qualsiasi legame sociale, che sfocia, ormai, in una vera e propria guerra civile. Oggi però, il regime del dittatore ignorante, è spalle al muro.

Il venezuelano, dopo 18 anni da incubo, oggi fa storia, è deciso a recuperare la democrazia rubata e la libertà di un paese che è ricchissimo di risorse e di bellezze incomparabili.
In Venezuela nasce la primavera sudamericana.
Recuperermo la democrazia. Vendicheremo i nostri morti. Onoreremo i nostri eroi.

Per Here Italy Inc. e Mediacontact Communications

1 comment:

Lic. Rodolfo Gaetano. Greco Cedeño "Oto" said...

Il Chavismo e' la vergogna dill secolo XXI, fondato da un ricentito sociale che ha dustrutto un paese in sviluppo con tutto il petroleo e altre richezze che ha il Venezuela, sopra tutto della bella gent, in qui lui, ha inoculato il odio, con l'idee fascite delli assessini come " Il Che Guevara e Fidel Castro" e ancora gente ignorante che crede un questi "caudillos" che tanto male gli hanno fatto al mondo.